Non sempre capiamo davvero e in profondità ciò che leggiamo. Anzi, il più delle volte prendiamo tutto come assodato, così com’è, senza domandarci il perchè delle cose. Ad esempio, sappiamo che gli stipendi in Italia sono bassi o che Xi Jinping e Putin sono alleati, o che il 2022 è stato un anno nero per le criptovalute. Bene, ma perché? Ogni giorno Marco Maisano assieme ad un esperto proveniente dal mondo della politica o dell’economia, della scienza o della cultura, riparte dalle basi, facendo una semplice domanda. Anzi la domanda più semplice del mondo: ma perché?
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La guerra tra Stati Uniti e Iran prosegue da ventisei giorni, con migliaia di obiettivi colpiti e una netta superiorità militare americana e israeliana. Tuttavia, il regime iraniano non è crollato, mostrando una resilienza costruita in decenni di preparazione a scenari simili. Nonostante l’eliminazione di figure chiave ai vertici del potere, il sistema ha mantenuto il controllo, reprimendo le proteste interne e continuando le azioni militari nella regione. La strategia di provocare uno shock dec...
Nelle ultime settimane la campagna referendaria aveva cambiato tono, soprattutto dopo l’esposizione diretta di Giorgia Meloni, spinta da sondaggi meno favorevoli al “Sì”. Il confronto si è progressivamente trasformato in uno scontro politico frontale, dove la logica del “con me o contro di me” ha sostituito il dibattito sul merito. I pochi tentativi di approfondire i contenuti sono stati soffocati da semplificazioni e narrazioni allarmistiche contrapposte. Ne è emersa una campagna dominata da to...
A Ras Laffan si lavora una quota enorme del GNL mondiale, una risorsa da cui anche l’Europa, e soprattutto l’Italia, dipende in modo significativo. Dopo la guerra in Ucraina, il gas liquefatto ha sostituito in parte quello russo, rendendo paesi come il Qatar ancora più centrali. Per l’Italia il peso è ancora maggiore: il GNL copre una parte rilevante del fabbisogno e il Qatar resta tra i principali fornitori. Questo significa che qualsiasi tensione in quell’area ha effetti diretti anche sull’eco...
Siamo tutti un po’ stanchi di una campagna referendaria confusa e poco chiara, su un tema tecnico che richiederebbe più strumenti per essere compreso. Il punto però non è votare in un modo o nell’altro, ma farlo con consapevolezza, anche quando il voto ha un significato politico. Qui l’obiettivo è capire, non schierarsi. Uno dei nodi centrali riguarda il CSM e il timore che la riforma aumenti l’influenza della politica su un organo che dovrebbe garantire l’autonomia della magistratura. In partic...
Il governo è intervenuto sul caro carburanti con un decreto d’urgenza, spinto dall’impatto immediato delle tensioni in Medio Oriente sui mercati energetici. La sola minaccia di blocco dello stretto di Hormuz aveva fatto impennare il prezzo del petrolio, con effetti quasi istantanei sul prezzo del carburante già nelle prime ore dell'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. L'effettiva chiusura dello stretto ha poi innescato l'inizio di una vera e propria crisi energetica. Ma la misura del ...
L'episodio esplora il motivo per cui l'Italia continua a impegnare militari nella missione UNIFIL in Libano, mentre altre operazioni in Medio Oriente sono state ridotte. In un contesto di crescente instabilità e attacchi, la missione, che include il più grande contingente italiano, è fondamentale per la pace, ma le attuali regole di ingaggio non permettono ai soldati di difendersi adeguatamente. Il governo italiano sta quindi negoziando con l'ONU per rafforzare il mandato e la sicurezza delle truppe, anche su richiesta del Libano stesso.
Nel 2016 il sito americano Gawker chiuse dopo una causa da 140 milioni di dollari per aver pubblicato senza consenso un video sessuale del wrestler Hulk Hogan. Dietro quella causa c’era in segreto il finanziamento del miliardario della Silicon Valley Peter Thiel. La vicenda diventò un caso mondiale sul potere dei grandi imprenditori tecnologici e sui limiti tra privacy e libertà di stampa. E oggi Thiel è ancora più ricco, influente e controverso, al punto che alcuni analisti temono che i suoi af...
Trump vuole chiudere rapidamente il conflitto con l’Iran per poter rivendicare una vittoria politica. Teheran però sta mettendo sotto pressione gli Stati Uniti con la chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per il commercio globale di energia. Le possibili risposte militari (truppe di terra o scorte navali alle petroliere) sono complesse, costose e non eliminano davvero la capacità iraniana di colpire. Così un conflitto che sembrava destinato a durare poche settimane rischia invece...
In questa puntata speciale di Ma perché? intervistiamo Antonio Di Pietro, ex magistrato, che al referendum del 22 e 23 sulla riforma della giustizia voterà “Sì”. In questa intervista spiega le sue ragioni. See omnystudio.com/listener for privacy information.
In questa puntata speciale di Ma perché? intervistiamo Gherardo Colombo, ex magistrato, che al referendum del 22 e 23 sulla riforma della giustizia voterà “No”. In questa intervista spiega le sue ragioni. See omnystudio.com/listener for privacy information.
Donald Trump sostiene che la guerra con l’Iran sia ormai vicina alla fine e che le operazioni con Israele abbiano quasi distrutto le capacità militari di Teheran, nonostante in passato avesse già dichiarato neutralizzata la minaccia nucleare iraniana. L’uccisione di Ali Khamenei ha riacceso le speranze di un crollo del regime, incoraggiate anche dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e da parte dell’opposizione iraniana. Eppure il regime di Teheran continua a resistere e a rispondere agli att...
Mentre l’attenzione del mondo si concentra sulla guerra in Medio Oriente, il conflitto in Ucraina sembra scivolare in secondo piano. Per Vladimir Putin, però, la crisi iraniana potrebbe trasformarsi anche in un’opportunità: alcuni analisti hanno osservato infatti che l’instabilità nella regione può favorire la Russia sia economicamente sia sul piano strategico. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori. See omnystudio.com/listener for privacy information....
Dopo dodici giorni di guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran emergono alcune prime indicazioni: il regime iraniano non sembra destinato a crollare rapidamente, nemmeno dopo l’uccisione della guida suprema Ali Khamenei nei raid iniziali. Il potere nel paese è infatti distribuito tra più centri, soprattutto nelle Guardie della rivoluzione, che costituiscono un apparato politico-militare capace di mantenere stabile il sistema. Inoltre la guerra rischia di rafforzare la narrativa anti-americana e an...
L'episodio approfondisce la vicenda della "famiglia nel bosco" di Chieti, esaminando le condizioni di vita della coppia e dei tre figli che hanno portato all'intervento dei servizi sociali e alla sospensione della responsabilità genitoriale. Si discute la difficile decisione di separare la madre dai bambini a causa di presunti comportamenti ostativi alle valutazioni psicologiche. Viene presentata anche la prospettiva della madre e l'impatto dei cambiamenti sui figli, toccando infine la strumentalizzazione politica del caso.
In Israele il tema della sopravvivenza dello Stato è centrale: dalla nascita nel 1948 il Paese ha combattuto diverse guerre percepite come esistenziali. Questo sentimento affonda le radici anche nella storia del Novecento e della Shoah, quando molti ebrei liberati dai campi non avevano più una casa a cui tornare. Episodi come il campo per sfollati di Bergen-Belsen o il pogrom di Kielce raccontano quanto fosse fragile la condizione degli ebrei anche dopo la guerra. È anche per questo che oggi Isr...
A una settimana dall’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dall’uccisione della guida suprema Ali Khamenei, la regione è entrata in una fase di forte instabilità. Le proteste si estendono anche fuori dall’Iran, mentre il Paese tenta di allargare il conflitto colpendo diversi Stati della regione. Nonostante la superiorità militare occidentale, Teheran punta a rendere la guerra sempre più difficile da sostenere per Washington e i suoi alleati. Gli Stati Uniti, però, non potranno permett...
L’antisemitismo è un fenomeno difficile da definire e da secoli studiosi e filosofi cercano di comprenderne le radici profonde. Già Jean-Paul Sartre osservava che l’antisemitismo nasce spesso dal bisogno di costruire un capro espiatorio, più che da ciò che gli ebrei fanno o sono. La storia dimostra inoltre che nemmeno il progresso culturale ha impedito tragedie come l'Olocausto, avvenuto nel cuore dell’Europa moderna. Oggi il dibattito si complica anche per il ruolo dello Stato di Israele, che p...
In questi giorni abbiamo provato a tracciare i primi possibili esiti di questo nuovo conflitto in Medio Oriente. Non è semplice prevedere cosa accadrà nel breve termine: gli attori coinvolti potrebbero presto essere molti di più. Ieri, ad esempio, un missile è stato intercettato sopra i cieli di un Paese NATO: la Turchia. Ma se immaginare nuovi scenari geopolitici è complicato, è invece più facile prevedere – almeno nei numeri – cosa potrebbe accadere all’economia. Ed è proprio qui che emerge il...
Con il Medio Oriente in fiamme e un’escalation tra Israele e Iran che minaccia di allargarsi, l’Unione Europea resta su posizioni prudenti, limitandosi a “monitorare con attenzione”, nonostante anche Cipro, Stato membro, sia stata colpita. Mentre il conflitto entra nel vivo, Ursula von der Leyen presenta il progetto “Ocean Eyes”, parlando di clima e sostenibilità: temi cruciali, ma in evidente contrasto con l’urgenza del momento. In parallelo, Emmanuel Macron sceglie un registro opposto: dalla b...
L’Iran ha costruito nel tempo un sistema politico pensato per resistere a uno scontro considerato inevitabile, preparando non solo la difesa militare ma soprattutto la continuità del potere. L’autorità non è concentrata in un solo leader, ma distribuita attraverso strutture istituzionali capaci di funzionare anche dopo eventuali decapitazioni ai vertici. L’eliminazione di Ali Khamenei rappresenterebbe quindi soprattutto un colpo simbolico, più devastante per l’immagine che per la stabilità reale...
Dopo settimane di tensioni crescenti, i negoziati tra Stati Uniti e Iran tenutisi in Svizzera si erano conclusi senza alcun accordo. Le trattative sul programma di arricchimento dell’uranio erano entrate in una fase di stallo irreversibile, mentre le dichiarazioni sempre più dure di Donald Trump lasciavano presagire un’escalation imminente. Washington chiedeva concessioni decisive; Teheran rifiutava di arretrare. Un nuovo incontro diplomatico sembrava ancora possibile, ma dietro le quinte prende...
L’Afghanistan è noto come “cimitero degli imperi” perché nessuna potenza straniera è mai riuscita a controllarlo stabilmente nel lungo periodo. Geografia impervia e frammentazione etnica hanno reso il Paese difficilmente governabile. Allo stesso tempo, la sua posizione strategica e le ingenti risorse naturali continuano ad attirare interessi regionali e globali. Dopo il ritorno al potere dei Talebani nel 2021, le tensioni non sono terminate ma si sono trasformate in nuove dinamiche regionali. Og...
Negli ultimi anni la gig economy ha trasformato il mercato del lavoro, diffondendo occupazioni temporanee gestite tramite piattaforme digitali. Nelle città italiane questa realtà è rappresentata soprattutto dai rider, spesso privi di contratti e tutele tradizionali. Molti lavorano quasi ogni giorno per compensi molto bassi, insufficienti a sostenere il costo della vita urbana. Una condizione rimasta a lungo ai margini del dibattito pubblico, nonostante il crescente numero di lavoratori coinvolti...
Donald Trump ha tenuto il tradizionale discorso sullo Stato dell’Unione in un clima politico e internazionale particolarmente teso, che ha reso difficile ogni intento di ricucitura nazionale. La Corte Suprema ha bocciato la sua politica dei dazi, imponendo di riaprire negoziati e ridimensionando la sua forza negoziale. Intanto, inflazione e segnali di rallentamento dell’occupazione alimentano l’incertezza economica. In questo contesto, il presidente ha parlato per quasi due ore, alternando riven...
Il 26 gennaio, a Rogoredo, quartiere nella periferia di Milano, un agente di polizia ha ucciso il ventottenne Abderrahim Mansouri, sostenendo di aver reagito alla minaccia di una pistola poi risultata a salve. Nei giorni successivi, però, la sua versione è apparsa fragile e non del tutto coerente con gli esiti delle prime indagini, che suggerirebbero una dinamica diversa. La procura ipotizza inoltre ritardi nei soccorsi e la possibile messa in scena di una minaccia inesistente. L’agente è stato ...
Il 24 febbraio 2022 l’invasione russa dell’Ucraina ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa, smentendo ogni rassicurazione e aprendo una crisi che molti credevano sarebbe durata poche settimane. Kiev ha resistito, il conflitto si è trasformato in una guerra di logoramento e il Paese oggi appare diviso tra fronte orientale, capitale fragile e ovest intransigente. Intanto governi, equilibri e priorità internazionali sono cambiati, ma la guerra è ancora lì, senza una vera soluzione negoziale. D...
L’Italia è tra i Paesi europei con il più basso livello di alfabetizzazione finanziaria: spesso non sappiamo né investire né gestire con metodo risparmio e spesa. Educazione finanziaria significa pianificare il futuro, non speculare: capire come sostenersi quando il lavoro finirà. Uno dei temi centrali di oggi è la pensione, che per molte generazioni sarà più bassa rispetto all’ultimo stipendio. A questo si aggiunge il nodo dei “contributi silenti”, versamenti che non sempre si trasformano in un...
La Cina è un Paese che sta “invecchiando prima di diventare davvero ricco”. Meno giovani, più anziani, meno forza lavoro, maggiore pressione sul welfare. Il governo sta tentando, con incentivi economici e campagne mediatiche, di convincere le giovani coppie ad avere figli, possibilmente più di uno. Per il momento, però, queste misure stanno producendo risultati molto limitati. Ma perché? Ne parlo con Lorenzo Lamperti. See omnystudio.com/listener for privacy information....
Il generale Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale, ha riportato al centro del dibattito il tema della remigrazione. Non si parla più soltanto di controllo dei flussi migratori, ma dell’ipotesi di rimpatri su larga scala, con implicazioni profonde su cittadinanza, diritti e identità. Un’idea che fino a pochi anni fa era marginale e oggi trova spazio crescente nel confronto politico. La remigrazione è diventata un tema centrale in diversi paesi europei. Ma perché? Ne parlo con Mattia Zul...
Il 7 febbraio Antonio Tajani parla di «limiti costituzionali insormontabili» alla partecipazione italiana al Board of Peace per Gaza; dieci giorni dopo sostiene che l’Italia non possa restarne fuori. Nel frattempo la linea del governo oscilla tra asse europeo e apertura al progetto promosso da Donald Trump, fino alla scelta di esserci come “osservatori”. Se però la Costituzione italiana rende davvero impossibile l’adesione al Board, non si tratta di una valutazione politica ma di un vincolo giur...