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01 - Il primo podcast

Oct 05, 202036 min
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Summary

Nel primo episodio di "Italiano Sì", Elisa si presenta e illustra lo scopo del podcast, pensato per aiutare chi impara l'italiano con un linguaggio chiaro. Vengono delineati gli argomenti futuri, che includeranno modi di dire, suggerimenti pratici, notizie e aneddoti personali. Il tema principale affronta il percorso per diventare insegnanti in Italia. Infine, l'episodio presenta anche rubriche fisse su un fatto positivo (eradicazione poliomielite in Africa), una frustrazione personale (casse supermercati tedeschi), una regione italiana (Valle d'Aosta), un modo di dire ("cadere dalle nuvole"), un cantautore (Edoardo Bennato) e un consiglio di studio.

Episode description

CONTATTI:
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CONTENUTI:

Mi presento e faccio una breve introduzione a questo podcast.

TEMA DELLA PUNTATA:
Come si diventa insegnanti in Italia?

UNA COSA BELLA:
Poliomielite eliminata in Africa

CHE FASTIDIO:
Le casse al supermercato in Germania

UNA REGIONE ITALIANA:
La Valle d'Aosta

IL MODO DI DIRE DELLA PUNTATA:
Cadere dalle nuvole

LA CANZONE DELLA PUNTATA:
Edoardo Bennato (Il gatto e la volpe, viva la mamma, l'isola che non c'è)

IL SUGGERIMENTO DELLA PUNTATA:
Dedicare tutti i giorni un po' di tempo allo studio, invece di fare tanto in una sola volta


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Transcript

Intro / Opening

Ciao a tutti e benvenuti a questo primo appuntamento con il podcast di Italiano Sì. Io mi chiamo Elisa e sono un'insegnante di italiano per stranieri. Ho deciso di iniziare questo podcast per aiutare i miei studenti e tutte le persone che stanno imparando l'italiano. Perché ascoltare un podcast in un'altra lingua? Quali sono gli aspetti positivi? Beh, innanzitutto il fatto di poter ascoltare la lingua quando volete. Potete ascoltare mentre andate a passeggio, mentre cucinate.

mentre fate qualunque attività che non richieda la vostra totale attenzione. Quindi invece di vedere un video che vi obbliga a rimanere seduti davanti a uno schermo, Potete fare altro. Magari qualcuno di voi preferisce semplicemente sdraiarsi a letto, chiudere gli occhi e ascoltare un po' di italiano. Perché no?

Ci sono sicuramente moltissimi podcast in italiano, ma sono fatti soprattutto per un pubblico italiano e sono sicuramente molto più difficili da ascoltare per uno straniero, a meno che non abbiate un livello molto alto. Le persone che fanno il podcast parlano veloce o comunque non pensano di dover adattare il loro linguaggio a un pubblico di persone che non comprende al 100% l'italiano. Io invece in questo podcast cerco di parlare piano e in modo chiaro. In ogni caso...

Se stai ascoltando e capisci una buona parte, diciamo oltre il 70% di quello che dico, significa che hai comunque un livello abbastanza alto. Direi almeno un B1, forse B2. Se hai un livello più basso, può comunque essere un'esperienza utile. Se non altro per assimilare la lingua, in modo indiretto, ascoltando l'accento, la cadenza, le parole. Ma ovviamente non puoi capire tutto, quindi può essere un po' frustrante.

Frustrante significa irritante. Vuoi capire ma non riesci, quindi sei frustrato. Ci vuole tempo. E un giorno vedrai che improvvisamente... Quando ascolti un podcast come questo, capirai sempre di più. 60%, 70%, 80%. Fino a che ti rendi conto

che parlo anche troppo lentamente per te. E a quel punto puoi iniziare ad ascoltare podcast autentici di trasmissioni italiane. Ma per il momento... spero che questo esercizio di ascolto vi possa essere utile e vi possa aiutare a migliorare il vostro italiano perché lo faccio io personalmente Perché amo il mio lavoro di insegnante, amo insegnare la lingua, la cultura, l'arte italiana e amo anche imparare le lingue.

Insomma, amo tutto ciò che ha a che fare con le lingue. E penso che se quello che sto facendo può aiutare qualcuno, allora sono molto felice. Io stessa ascolto diversi podcast, non in italiano ma in norvegese e in tedesco, perché parlo queste lingue a un livello abbastanza alto In norvegese riesco anche ad ascoltare podcast fatti per parlanti nativi, ma preferisco lo stesso.

Ascoltare quelli pensati apposta per chi impara la lingua. Forse perché la sensazione di capire al 100% mi piace, mi rilassa. Quando invece voglio... sforzarmi sforzarmi significa dare il massimo quindi sforzarmi a migliorare il mio norvegese o tedesco allora ascolto qualcosa indirizzato ai parlanti nativi di quella lingua cioè quelli che hanno come lingua madre il tedesco e il norvegese è un po più difficile capisco abbastanza

Ma devo essere concentrata. Non posso distrarmi e pensare ad altro. Di cosa parlerò durante questi podcast? Prima di tutto, l'obiettivo per me... è creare un contenuto in un italiano chiaro e comprensibile a tutti voi che state ascoltando. Per quanto riguarda gli argomenti, non parlerò delle regole dell'italiano. Perché? Perché lo faccio già durante il mio lavoro e nei video di YouTube che sto preparando. Credo che sia meglio parlare di questi argomenti in un video

perché posso utilizzare delle lavagne digitali per scrivere e dare spiegazioni più chiare. Ma questo non vuol dire che non parlerò qui della lingua. Ci saranno degli spazi. Per esempio, ogni podcast avrà una piccola parte riservata alla spiegazione di un modo di dire, un'espressione in italiano. Parlando del podcast in generale, la durata sarà di circa 45 minuti e una frequenza di due o tre volte al mese. Non so se per voi...

sia tanto o poco. Se è poco, beh, potrò sempre cercare di fare di più in futuro. Se invece è tanto, potete mettere pausa e continuare in un altro momento. Credo che 45 minuti, forse un'ora, sia un tempo necessario per immergersi nella lingua e trarre dei vantaggi. Più tempo mi ascoltate parlare in italiano... meglio capirete. Di che altro parlerò oltre ai modi di dire? Cercherò di darvi sempre un consiglio su qualcosa che potete fare per praticare la lingua.

Magari una canzone da ascoltare, da tradurre, magari un film, un libro, un canale YouTube. E poi vedremo insieme delle notizie del giornale. quello che succede in Italia e nel mondo. E poi parlerò di quello che succede a me, quindi esperienze che faccio, ma anche le cose di tutti i giorni. come passo le mie giornate, cosa mangio, dove vado, cosa vedo. Vivo all'estero, al momento sono in Germania, ma ho vissuto in altri paesi, tra cui la Norvegia, e per questo parlo le due lingue.

Bene, ora vi racconto qualcosa su di me così imparate a conoscermi. Sono italiana e in Italia ho vissuto in Lombardia, poi a Roma, e in toscana vicino a firenze mi piace conoscere nuove lingue e culture leggere libri di narrativa tenermi informata su quello che succede nel mondo E mi affascina la tecnologia. Di lavoro faccio l'insegnante di italiano.

Il tema di cui volevo parlarvi oggi è proprio l'insegnamento e del percorso che si fa in Italia per diventare insegnanti. C'è un po' di confusione sull'argomento.

Il tema della puntata

Perché le cose funzionano in modo diverso nei paesi in cui ho vissuto. Molti studenti danno per scontato che io abbia studiato per diventare insegnante.

educazione o pedagogia. Dare per scontato significa pensare che una cosa sia sicuramente vera. In Italia non esiste esattamente un corso universitario per diventare insegnanti come invece in altri paesi o meglio c'è la facoltà di scienze della formazione facoltà significa il corso di studi universitario La laurea in scienze della formazione permette di diventare insegnante nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, quindi all'asilo.

dove i bambini vanno tra 1 e 5 anni, e alla scuola elementare, tra i 6 e i 10 anni. Laurea significa ottenere il titolo di dottore. alla fine degli studi universitari. Quindi diciamo per esempio prendere una laurea in ingegneria, in medicina, in economia, in lingue eccetera. In Italia il bachelor Si chiama laurea triennale e il master si chiama laurea magistrale o specialistica. Come si diventa quindi insegnanti per le scuole superiori?

Chiunque, dopo aver ottenuto una laurea specialistica, quindi di 5 anni, può ottenere l'abilitazione all'insegnamento. L'abilitazione è ciò che ti permette di svolgere una professione. Per esempio, l'abilitazione per diventare avvocato, giornalista, medico. La situazione in Italia è un po' complicata perché continuano a cambiare le regole. Quando io ho finito l'università c'era una specie di continuazione dell'università chiamata

che durava un anno e ti permetteva di diventare insegnante. Dal 2017 esiste una cosa chiamata FITFI. che dura tre anni e inserisce una persona appena laureata in una scuola tramite stage. Ma mi sembra che oggi sia cambiato di nuovo tutto. Il FIT non esiste più. Bisogna invece partecipare al concorso per ottenere l'abilitazione e poi fare un anno di stage.

Poi quando si ottiene un lavoro in una scuola si è quasi sempre supplente. Supplente significa essere un insegnante che non lavora fisso in una scuola. ma viene chiamato quando serve, magari quando un altro insegnante non c'è. Può anche essere per l'intera durata dell'anno scolastico, ma non sempre.

si chiama lingue e letterature straniere ma in realtà il mio indirizzo era molto più vicino alla linguistica e all'insegnamento delle lingue in italia avrei potuto tentare la lunga strada per diventare insegnante nelle scuole superiori per capirci dove i ragazzi vanno cinque anni tra i 14 e i 19 anni. Ma non mi è mai interessato. Come si fa invece a diventare insegnante di italiano per stranieri? Stesso percorso.

laurea triennale, poi specialistica e poi è un bel mistero. La prassi in Italia, cioè... per chi vuole insegnare italiano agli stranieri in Italia, prevede oltre alla laurea anche un esame che rilascia un certificato. I due enti più famosi sono il Cedils dell'Università Ca' Foscari di Venezia e il Ditals dell'Università di Siena. Però...

La situazione all'estero è molto diversa. Solitamente le scuole di lingua non richiedono molto. Non sono nemmeno sicura che serva una laurea, ad essere sincera. Insomma... Se vuoi insegnare in Italia, servono minimo sei anni di studi universitari, incluso l'esame d'Itals. Se vuoi insegnare all'estero, serve parlare bene l'italiano. Sarebbe una buona cosa se questa professione venisse riconosciuta in modo più ufficiale, anche in modo da evitare che chiunque senza esperienza

si possa improvvisare insegnante. A parte insegnare, io ho fatto tanti lavori diversi perché quando ci si trasferisce all'estero, spesso Ci si deve accontentare dei lavori che si trovano. Se vi interessa, in un altro podcast parlerò dei vari lavori che ho fatto. Ma il mio primo lavoro di insegnante è stato negli asili. Quindi con bambini dai 3 ai 6 anni e insegnavo inglese. Uno dei lavori più stressanti che abbia mai fatto. Poi, dopo qualche anno...

Ho avuto la fortuna di lavorare per una scuola e insegnare italiano agli adulti e non tornerei più indietro. Da studentessa mi era già capitato di seguire corsi di lingua E ho sempre pensato, ah, che bel lavoro deve essere. Perché la cosa che più mi colpiva era l'entusiasmo, la passione degli insegnanti. E il fatto che l'atmosfera nella... nelle classi fosse sempre rilassata e divertente. Se vi interessa l'argomento insegnamento o se siete interessati a studiare in un'università in Italia,

Potete farmi domande e parlerò in modo più approfondito di questo argomento. Ma ora passiamo ad altro.

Una cosa bella

Una cosa bella. In questa sezione parlerò di qualcosa di bello che mi è capitato personalmente o che ho letto o visto da qualche parte. Questa... È una notizia di ormai qualche settimana fa, ma penso sia importante parlarne, perché è una cosa molto bella e non tutti ne sono a conoscenza, perché non se ne è parlato molto, purtroppo. La notizia è che il 25 agosto di quest'anno 2020 un'organizzazione in Africa è riuscita nel difficile compito di eliminare completamente

la poliomielite dal continente. È stata un'operazione durata anni e sono riusciti in questa impresa grazie al fatto che hanno vaccinato più del 95%. Se non conoscete la poliomielite, detta anche polio, vi posso dire che è una malattia virale, molto contagiosa, quindi si diffonde da una persona all'altra. e colpisce il midollo spinale. Se il virus entra nel sistema nervoso centrale, rende la persona colpita paralizzata.

Questo è un virus che esiste da migliaia di anni e la situazione in occidente era diventata particolarmente drammatica nel secolo scorso. fino a che intorno al 1950 è stato realizzato un vaccino. Ora rimangono ancora due paesi al mondo dove il virus rappresenta ancora un problema. e sono l'Afghanistan e il Pakistan, ma è molto probabile che riusciremo a estinguere completamente questo virus e trovo che questa sia sicuramente una notizia meravigliosa.

Che fastidio

Che fastidio! Ecco, ho appena parlato di qualcosa di bello e che mi ha messo di buon umore e ora parlerò di qualcosa di negativo. In realtà... Non necessariamente di negativo, ma qualcosa che mi irrita. Che fastidio significa che irritazione. Qui esprimerò... solo il mio personale punto di vista, quindi potete condividerlo oppure no. Tenete presente che adesso sono in Germania, quindi se mi devo lamentare di qualcosa...

avrà probabilmente a che fare con la situazione che sto vivendo attualmente. Perché di solito tendiamo a essere infastiditi da situazioni che ci coinvolgono da vicino, non da eventi lontani. Se mi domandate qual è la cosa che ti dà più fastidio in Germania, la mia risposta è facile.

Le casse al supermercato. Io sono abituata in Italia, ma anche in Norvegia, al fatto che dopo che il cassiere o la cassiera hanno passato i prodotti sul registro della cassa, ci sia tanto spazio per il cliente per sistemare con relativa calma la spesa dentro alle buste. Spesso le casse hanno una barriera divisoria alla fine per permettere a una persona di mettere via la spesa, mentre il cassiere fa scorrere i prodotti del cliente successivo.

Ecco, questo non esiste in Germania. Qui c'è il concetto di fare tutto veloce veloce veloce. E per di più, dopo il cassiere, ci saranno praticamente... 20 centimetri di spazio. Quindi, se non imbusti velocemente la spesa, i prodotti iniziano a cadere per terra. Ogni volta... che arrivava il mio turno alla cassa, avevo già pronta la busta aperta e mentre il cassiere passava il cibo lo mettevo subito nella busta. Poi ti dicono il prezzo, mentre...

Metà dei prodotti sono ancora sul nastro e con una mano prendevo il portafoglio, con l'altra continuavo a imbustare, con i clienti dietro di me... che stavano quasi con il fiato sul collo. Prima del corona, ovviamente. Non so come facciano i tedeschi a non rendersi conto... Di quanto stressante sia questa situazione. Comunque, ora ho trovato la soluzione per me. Faccio sempre la spesa con il carrello, quello grande per cui serve una monetina per usarlo.

E invece di mettere il cibo nelle buste, lo rimetto nel carrello a ritmo velocissimo. Poi pago e mi vado a mettere in un angolo tranquillo del supermercato. dove posso riempire le buste con tutta calma. Se c'è qualche tedesco che sta ascoltando, vi propongo di fare insieme delle grandi proteste in piazza per richiedere casse del supermercato con tanto spazio alla fine e possibilmente una barra divisoria. Grazie.

Una regione italiana

Allora, in questa sezione, come potete immaginare dal titolo, vi parlerò in ogni episodio di una diversa regione italiana. Prima di tutto, la regione è la divisione del territorio italiano, come per esempio Toscana, Sardegna, Lombardia. Le regioni italiane sono 20. Oggi vi parlo di una regione che è stata l'ultima a diventare ufficialmente regione italiana nel 1946 la valle d'aosta si trova a nord ovest

Ed è la regione più piccola d'Italia e con meno abitanti. Infatti ne ha poco più di 125.000. La Valle d'Aosta è famosa per le sue montagne. Si trova infatti in mezzo alle Alpi ed è circondata dalle catene montuose più alte in Italia, il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino e il Gran Paradiso. Il Monte Bianco è la montagna più alta d'Europa, con quasi 5000 metri di altezza. La temperatura può andare da meno 30 gradi in inverno

fino a 30 gradi in estate. In questa regione ci sono due lingue ufficiali, l'italiano e il francese. Quindi, anche se la lingua più parlata è l'italiano, tutti conoscono il francese. L'economia si basa principalmente sul turismo. Le attrazioni principali da vedere sono i castelli, che sono infatti tantissimi, circa un centinaio, anche se di molti sono rimasti ormai solo pochi ruderi.

Il castello più famoso è quello di Fenis. Oltre ai castelli si possono visitare molti musei e naturalmente i turisti vanno in Valle d'Aosta. soprattutto per sciare. Veniamo al cibo. Come tutti i luoghi di montagna, la cucina è molto calorica. Gli ingredienti preferiti sono la selvaggina e la fontina. che è il formaggio tipico della regione. Il condimento più diffuso è il burro. Alcuni piatti locali famosi sono la Seupa alla Vapelenense,

Scusate, non so se lo pronuncio bene. Che è un piatto fatto con patate, cavoli, fontina e brodo di carne. Poi la carbonada. Attenzione! a non confonderla con la carbonara. La carbonada è un piatto a base di carne di bovino cotta molto lentamente. E il dolce più famoso è il blanc manger. che in realtà è originario della Sicilia, ma è molto diffuso in Valle d'Aosta. Si tratta in pratica di un budino al latte. Il dolce forse più curioso è il brochat,

ancora scusate per la pronuncia, non so quale sia quella corretta, che è praticamente latte e vino bianco. Eh sì. Si fa cuocere un litro di latte, si aggiungono 200 g di zucchero, poi si unisce un litro di vino bianco fino a quando la crema diventa densa. A questo proposito ho trovato un proverbio che dice Latte sul vino è veleno. Vino sul latte è da augurare. Quindi se metti del latte in un bicchiere di vino è come un veleno.

ma se unisci il vino al latte, allora è una delicatezza. Personalmente posso dire che la Valle d'Aosta è un incanto per gli occhi, sia per i paesaggi di montagna ma anche per i borghi e i paesini perché ogni strada e ogni casa sono curate nei più piccoli dettagli con decorazioni e fiori. La cosa che mi impressionò

Maggiormente però, quando sono andata in questa regione, sono state le strade strette e tortuose. Ricordo una gita scolastica alle elementari, in autobus, e tutti noi bambini guardavamo fuori dai finestrini, terrorizzati, perché l'autobus era così grande che a ogni curva sembrava uscisse oltre i bordi della strada. e ai lati c'erano profondi precipizi comunque se vi piace la montagna la natura e la vita sana e tranquilla

Vi consiglio assolutamente di visitare questa piccola regione. Siamo arrivati al momento dei modi di dire. Che attenzione!

Il modo di dire della puntata

I proverbi sono vecchi detti popolari che vogliono riportare la verità o quello che la gente crede sia la verità. spesso basati sull'esperienza tradizionale e popolare i modi di dire detti anche espressioni idiomatiche sono delle frasi che si possono usare in determinate situazioni e hanno un significato figurativo, diverso dal significato letterale della parola o della frase. Il modo di dire di oggi è

Cadere dalle nuvole Le nuvole sono quelle cose bianche o grigie che stanno in cielo. Ma non significa letteralmente essere sopra le nuvole e cadere giù. Cosa vuol dire? questa espressione. Non so se esiste anche nella vostra lingua. Provate a pensare cosa può voler dire secondo voi. Vi dico una frase d'esempio. Quando mi hanno detto che l'esame era oggi sono caduta dalle nuvole. Vuol dire che io non sapevo che l'esame era oggi e quando mi hanno dato questa notizia

sono rimasta molto sorpresa. Ero l'unica persona a non saperlo. Quindi, quando scopriamo qualcosa che ci sorprende molto, ma che è noto a tutti, cadiamo dalle nuvole un altro esempio non fare finta di cadere dalle nuvole significa che io so benissimo che questa notizia non è una sorpresa per te. Quindi non fare finta, non fingere che non lo sapevi.

La canzone della puntata

Naturalmente è difficile consigliare una canzone o un gruppo musicale perché la motivazione per ascoltare, magari tradurre e addirittura imparare una canzone Dipende dai vostri gusti musicali. Però posso darvi due tipi di consigli. Primo, dal punto di vista della lingua, vi consiglio di ascoltare cantanti

che sono facili da comprendere quando cantano, perché hanno una voce chiara e ben comprensibile. E secondo, ascoltare delle canzoni per il loro valore culturale, cioè canzoni così famose di cui tutti gli italiani conoscono le parole o sanno almeno canticchiare un po'. Di queste canzoni in Italia credo che ce ne siano tantissime. Se poi siete appassionati di un particolare genere musicale o di un periodo, potete scrivermi

e cercherò delle canzoni adatte a voi. Per il momento inizio consigliandovi i cantautori italiani, proprio perché hanno di solito una voce chiara. e si riesce a comprendere bene quello che dicono. I testi non sono sempre facili, come vedremo, ma oggi iniziamo con qualcosa di molto semplice e diretto. Iniziamo con Edoardo Bennato, che è un cantautore nato nel 1946. La sua musica è principalmente rock and roll. Pensate per esempio a...

Elvis Presley, Chuck Berry, Paul Anka. I testi sono quasi sempre ironici e sarcastici. Spesso si scagliano contro il potere e le autorità. È stato famoso soprattutto negli anni 80 e nei primi anni 90, ma so che continua a fare musica anche oggi. I pezzi sicuramente più famosi in assoluto sono due. Viva la mamma e il gatto e la volpe. È abbastanza certo che se qualcuno inizia a dire la frase Quanta fretta ma dove corri?

Allora qualcun altro prosegue cantando Dove vai? Se ci ascolti per un momento capirai Lui è il gatto e io la volpe Siamo in società, di noi ti puoi fidar. La canzone fa riferimento ai due personaggi nella storia di Pinocchio. Il gatto e la volpe sono quelli che convincono Pinocchio a seguirlo e lo imbrogliano. Nella canzone di Bennato, questo gatto e questa volpe rappresentano due impresari

di una casa discografica che gli promettono fama e successo se lui darà loro dei soldi e se li seguirà. Viva la mamma invece è una dedica a tutte le madri italiane del dopoguerra. Infine, un'altra canzone che vi consiglio di ascoltare, sempre di Bennato, è L'isola che non c'è, altra canzone famosissima. anche se non al livello delle prime due. L'isola che non c'è è l'isola di Peter Pan, dove vivono i bambini che non crescono mai. La canzone parla di un posto utopico.

dove cercare la felicità. Cosa vi posso suggerire in questo primo podcast? Forse...

Il suggerimento della puntata

di continuare ad ascoltare i miei podcast per esercitarvi nell'ascolto. Scherzi a parte, oggi voglio dare un consiglio a quelli di voi che stanno studiando italiano in modo... Quindi seguendo corsi, facendo esercizi, magari anche solo duolingo. Dunque il consiglio è fate poco ma fatelo tutto. Non cercate di concentrare tutto lo studio in un solo giorno per molte ore. Fate piuttosto solo dieci minuti, ma fatelo sempre.

tutti i giorni vi assicuro che apprendere poche nozioni alla volta e lentamente vi permetterà di capirle meglio e memorizzarle molto più a lungo. Se ci pensate, se dovete imparare 100 nuove parole, è molto più efficace impararne 5-10 al giorno piuttosto che cercare di memorizzarle tutte insieme. Bene, per oggi è tutto. Spero che il podcast vi sia piaciuto e soprattutto che sia stato per voi Un buon esercizio di ascolto. Se avete domande potete scrivermi a questo indirizzo mail.

Alla prossima puntata! Ciao!

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