66 - Controlli tutto perché hai paura (non perché sei forte) - podcast episode cover

66 - Controlli tutto perché hai paura (non perché sei forte)

Jan 23, 202613 min
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Summary

Luca Mattia condivide la sua esperienza personale di sentirsi sopraffatto nonostante gli sforzi continui, rivelando che l'eccessivo controllo e il giudizio severo sono sintomi di paura, non di forza. L'episodio invita a riconoscere che volersi bene significa fermarsi e ascoltarsi, specialmente quando si è stanchi e confusi, invece di cedere all'illusione che spingere di più sia la soluzione. Vengono offerti strumenti pratici come la scrittura e la mindfulness per riconnettersi con il proprio "perché" interiore e avviare un processo di rinascita, contrastando la tendenza a vivere per l'approvazione esterna.

Episode description

Ci sono momenti in cui non stai bene,
e invece di fermarti… ti sforzi di più. Controlli tutto.
Ti organizzi meglio.
Ti giudichi più duramente. Ma non è forza.
È sopravvivenza.In questo video ti parlo della differenza più importante che puoi fare nella tua vita:
volerti bene proprio quando non è facile.

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Transcript

Sforzarsi Non È Forza, È Controllo

Nell'ultimo periodo ci sono stati dei giorni in cui mi svegliavo, partivo a fare tutte le cose che dovevo fare, quindi mi allenavo, lavoravo, rispondevo ai messaggi, facevo le consulenze eccetera eccetera, studiavo eccetera eccetera. Però sentivo che dentro stavo facendo una fatica enorme. La testa confusa, pesante, a fine giornata, a fine serata. Non ve lo dico neanche. Ecco, e invece di fermarmi.

Io mi dicevo che stringere i denti era fondamentale, che dovevo andare avanti lo stesso. Ecco, se ti riconosci in questo meccanismo. Oggi voglio parlarti di quello che mi ha salvato, di quello che ha fatto la differenza. Proprio nel rapporto con me stesso, e di conseguenza anche con gli altri. Ne parliamo insieme, come sempre, dopo la sigla.

E allora benvenuti, apriamo un con un concetto molto semplice, facciamo una piccola premessa. Perché? Perché volersi bene quando le cose vanno bene è facile. È quasi, diciamo, automatico quando siamo motivati, quando ti senti forte, quando ti senti che le relazioni. Stanno andando nella direzione giusta quando i risultati arrivano. Ecco, in quei momenti volersi bene è la cosa più semplice del mondo. Perché? Perché semplicemente accade, succede.

Ecco, il problema è che la vita non è fatta solo di quei momenti. Lì volersi bene davvero significa tutt'altro, significa restare dalla propria parte anche quando magari sei stanca, sei confusa, sei fragile, siamo poco motivati. Ecco. Soprattutto quando magari non siamo produttivi, quando non siamo come vorremmo, ecco, qui arriva la parte scomoda. Molte persone non sanno volersi bene nei momenti no. E io facevo parte di quel club.

Si hanno, diciamo, solo spingersi, sanno forzarsi, sanno pretendere sempre di più, ecco, come se la stanchezza magari fosse un qualcosa di. Un difetto, un qualcosa da correggere, un qualcosa, un errore di sistema. Ecco, volersi bene. Non è sicuramente dire dai forza, reagisci, alzati dal letto, combatti, vai, su, eccetera, eccetera. Ma soprattutto è in questi momenti e dire ok.

C'è qualcosa che non va? Sono stanco, mi fermo un attimo, vedo e analizzo cosa sta succedendo. Perché questa è responsabilità emotiva. C'è una fase, praticamente, che arriviamo proprio in cui non viviamo più, semplicemente funzioniamo, che è quello che mi è accaduto a me. In un periodo non molto lontano. Quindi ti alzi e fai, lavori e fai.

Ti alleni e fai, ti occupi degli altri e fai. Ma non c'è più gusto, magari non c'è più presenza, non c'è più quel perché che senti davvero tuo. E io ti faccio ora un paio di esempi. Magari continui a tenere tutto in piedi perché se mi fermo crolla tutto, che è quello che capita a me spesso nell'ultimo periodo. Così non ti fermi mai. E nemmeno quando il corpo e la testa te lo stanno chiedendo in ginocchio da mesi. Tu non ti fermi.

Oppure, Magari porti avanti degli obiettivi che sulla carta sono giusti, sono giustissimi. Ma dentro magari non ti lasciano niente, ti lasciano vuota. Non perché siano sbagliati gli obiettivi, che potrebbe anche essere e sicuramente dargli un occhio non sarebbe male, ma perché magari non sono appunto più allineati. A chi sei ora?

E allora vai avanti per inerzia, per abitudine, magari per paura di deludere qualcuno o qualcosa, per paura di perdere valore, di perdere chissà che cosa. Ecco, in quel fare continuo. Inizi in realtà, lentamente, a perdere il contatto con te stesso o con te stessa, che è la cosa importante. Perché qui arriva un punto centrale. Quando fai per fare, inizi a controllare tutto. Quindi controlli le emozioni, controlli le reazioni, controlli gli altri, o quantomeno cerchi di controllare gli altri.

Se non ci riesci, cerchi di controllarli ancora di più. Controlli te stessa o te stesso in modo spietato. Perché siamo spietati con noi stessi, ragazzi. E dentro di te c'è magari quella vocina che dice vabbè dai. Ancora un po', potresti fare meglio, poi starei meglio, l'ultimo sforzo e poi starei meglio. Il problema è che non è l'ultimo sforzo di oggi, è che quest'ultimo sforzo magari va avanti da un mese, da mesi, da anni.

E succede l'opposto, perché più fai, più ti svuoti, più controlli e più perdi la fiducia, più stringi e più che ti irrigidisci. Cioè, sarebbe come io ho avuto proprio quella sensazione. Come bere veleno sperando di curarsi. Cioè, non ha senso. Lo fai sicuramente con le migliori intenzioni, ma l'effetto è distruttivo. E questo è un vero e proprio autosabotaggio mascherato da forza. Perché? Perché anch'io lo facevo, lo facevo anch'io.

Mi giudicavo duramente, mi dicevo che non era mai abbastanza, che avrei dovuto reggere ancora di più. Dai, l'ultimo sforzo, l'ultimo sforzo. Siamo spesso i peggiori giudici di noi stessi, cioè diciamo cose a noi che non diremmo mai a una persona che amiamo. Vero o no? Scrivetemelo nei commenti se non è così. Cioè, la verità è questa: fermarsi non distrugge la tua vita. Quello che la distrugge è andare avanti in modo sconnesso, in modo inconsapevole. Quello lo distrugge.

Riscoprire il Senso e Strumenti Pratici

Qual è il motivo? Beh, il motivo che io mi sono rielaborato è che spesso viviamo senza vivere ora. Potrebbe sembrare un concetto filosofico, però, ragazzi, parliamoci chiaro. Viviamo inseguendo degli obiettivi che non nascono da dentro, ma da ciò che ci farà sentire. approvati, visti, riconosciuti dagli altri, cioè studiamo, magari perché dobbiamo raggiungere determinati obiettivi. Chi l'ha detti? Sti obiettivi? Lavoriamo, facciamo un determinato lavoro.

Per determinati obiettivi, ok, costruiamo relazioni, ma spesso non sappiamo. Perché lo stiamo facendo davvero? Cioè mancano proprio i valori, manca i valori, intendo poi una direzione interiore. Manca un senso che non dipenda dallo sguardo degli altri, dai genitori, dagli amici, il partner, eccetera, eccetera. Ecco, quando non hai un perché profondo. L'unica cosa che puoi fare, alla fine, è cercare di controllare il più possibile.

Quindi controllare la tua immagine, controllare le prestazioni, controllare i risultati, controllare tutto. Il problema è che il controllo non è vita, è una prigione il controllo. Ora, io che cosa ho fatto? Che cosa ho iniziato a fare? E che in realtà ho ripreso perché ho sempre avuto questa buona abitudine, però. Ovviamente ci sono delle volte dove dei periodi che ti mettono più in difficoltà degli altri, e quindi fai fatica, no?

La soluzione qual è? Non è fare di più, è fare di meno, un po' di meno, ma con presenza. Con presenza. Io non sono un fan accanito del qui e ora, come viene venduto da molti maestri spirituali o comunque insomma tutti quei formatori di un certo tipo. Magari ne parleremo più avanti, però sono molto fan della presenza di vivere con presenza. Quindi, per me uno degli strumenti che mi ha aiutato moltissimo è stata la scrittura. Che non l'avrei mai detto.

Però, insomma, da quando ho iniziato poi a lavorare su di me, a fare esercizi, eccetera, eccetera. スクリーブレイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイアイア Con un diario giornaliero la sera la mattina, scrivere per cosa sei grato, scrivere i tuoi pensieri- molto importante perché ti aiuta a fare ordine, ti aiuta ad ascoltarti.

Ti aiuta a smettere di scappare da ciò che magari senti. È un po' quello che. Per citarvi un personaggio così, eh? Che faceva Marco Aurelio, imperatore di Roma, non l'ultimo scappato di casa. Non tanto per motivarsi, ma per ricordarsi chi vogliamo essere e aiuta tantissimo, aiuta tantissimo. Un altro strumento molto importante, il secondo strumento che io vi consiglio, è sicuramente la mindfulness, la meditazione, perché è veramente un detox dal rumore mentale.

Rumore mentale intendo tutto ciò che poi non ci serve, tutto ciò che ci distrae da il rumore sano, cioè quello nostro interiore. Quindi un modo, diciamo, per tornare proprio in connessione con me, senza giudizio, non tanto per eliminare il dolore, perché non è che ascoltando, facendo meditazione elimina automaticamente il dolore. Ma per stare con ciò che c'è senza combatterlo, cioè osservarlo, veramente vi toglie tutto lo sporco.

che abbiamo sulle nostre sulla nostra mappa sulla nostra percezione guardatevi il video precedente la mappa è nel territorio per capire anche questo aiuta tantissimo aiuta tantissimo Io nel percorso di nascita, per esempio, che trovate il link in descrizione, vi ricordo che per questo mese, il mese di gennaio, appunto è in offerta.

Questo lavoro è centrale, cioè ci sono gli esercizi su cui dobbiamo scrivere, ci sono le visualizzazioni che dobbiamo fare, ci sono delle pratiche concrete proprio per smettere di vivere nel controllo, cioè. Nel momento in cui sei sopraffatto, ti viene di spingere ancora di più, invece, no, bisogna fermarsi. osservare Quindi scrivere e fare la meditazione sono quegli strumenti che, tra virgolette, in una fase iniziale ci possono distrarre.

Dalla paura di fermarsi e chissà che cosa potrebbe accadere. E invece alla fine ti rendi conto che non è accaduto niente, se non forse stai anche meglio. Lo fai una volta, lo fai due volte, lo fai tre volte, lo prendi come abitudine e porterà solo che giovamenti. Insomma, non è magia, ok? Non è la magia, faccio la legge dell'attrazione. No, è un allenamento. È un allenamento come ci alleniamo il corpo, alleniamo la mente. Ecco, mente e corpo, ragazzi, vanno insieme.

Ormai abbiamo sfatato il mito, vanno insieme e bisogna curarli tutte e due. Quindi, se vi allenate, bene, se non allenate la mente, allenate anche la mente. Se allenate la mente e non allenate il corpo, uguale non va bene. Sovete allenarli tutte e due.

Ascoltarsi: L'Inizio della Rinascita

Mi raccomando, fatelo. E voglio chiudere un po' con, come sempre, con una frase molto che possa un po' darvi un'immagine chiara. Ecco, sono giunto un po' a questa conclusione. Il controllo. Non è il contrario dell'amore, ma è l'odio. O meglio, il contrario dell'amore non è l'odio, ma è il controllo. Quindi se oggi ti senti stanca, non chiederti cosa devi fare di più, ma chiediti cosa sto evitando di sentire.

Mi fermo e comincio ad ascoltare per almeno cinque minuti. Che tranquilla, tranquillo, non cambierà assolutamente niente se non un maggior ascolto per te stesso o per te stesso. Perché è da lì che inizia la rinascita. Grazie e al prossimo video. Ciao!

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