Adolescenza: maneggiare con cura! - podcast episode cover

Adolescenza: maneggiare con cura!

Aug 04, 202235 min
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Summary

L'episodio affronta il delicato tema dell'adolescenza attraverso le esperienze di genitori e il parere di un'esperta psicologa. Vengono esplorate le dinamiche familiari, la gestione delle emozioni e dei conflitti, e l'importanza di bilanciare protezione e libertà, fornendo strumenti per un dialogo efficace e per accettare il naturale distacco.

Episode description

Valentina Melis e Giovanni Scifoni affrontano un tema quanto mai complesso nel quinto e ultimo episodio: genitori alle prese con figli adolescenti. L’adolescenza è infatti un periodo definito da molti papà e mamme come il periodo del “come fai sbagli”. In questa fase ragazzi e ragazze sono protagonisti di grandi cambiamenti e forti sentimenti, e vivono ogni emozione all’ennesima potenza. In che modo ci si può quindi rapportare con loro al meglio? La psicologa di Save the Children, Erika Russo, ci spiega cosa avviene nel mondo di questi giovani e come gestire questa fase delicata della crescita attraverso il dialogo continuo con i figli, il giusto equilibrio tra guidarli e “lasciarli andare”, e tanta pazienza.

Transcript

Le Prime Sfide dell'Adolescenza: Paure e Speranze

Eh Giovanni, qui ti volevo, questa è la nostra ultima puntata e ho scoperto che il tema è l'adolescenza No, non è vero, non è vero, non parliamo di adolescenza Guarda, leggi, adolescenza, quindi visto che io ho una figlia di 5 anni, io me ne vado

e ti lascio proprio tutta la parola vado a farmi un caffè io non ho voglia di andare a questo argomento mi hai raccontato questi giorni che tu proprio la vivi benissimo questa fase dei tuoi figli no? ho due figli di adolescenti Save the Genitori, un podcast di Save the Children dedicato al mondo di genitori e figli con Valentina Melis e Giovanni Scifoni.

Guarda, a me è successo proprio... un giorno all'altro risvegliati improvvisamente fino al giorno prima papà tu sei la cosa più bella del mondo voglio passare con te il resto della mia vita il giorno dopo togliti non toccare non entrare mai più nella mia stanza l'hai vista la mia stanza ecco non la vedrai mai più non la vedrai mai più i miei figli non è che sono dei matti tutto sommato

delle brave persone persone però cominciano ad essere delle persone sì non sono più bimbi nei bambini cominciano ad avere delle opinioni delle opinioni è bello questo però molto molto precise che divergono completamente dalle tue momento in cui tu per tuo figlio sei wikipedia tu sai tutto e poi a un certo punto non sai niente perché arrivano a casa che dicono una cosa che non gliel'hai insegnata tu

quindi la stai vivendo bene? no, molto male dalle tue parole mi terrorizzi così è bene che tu lo sia ed è importante anche se terrorizzati Perché comincia il distacco, no? Invece io sono... Allora, io l'adolescenza me la ricordo come un periodo bellissimo, cioè brutto in alcuni sei, però adesso ricordandomela per me è stato figo, divertente, quindi la voglio vedere da questo punto di vista positivo, cioè mi auguro, adesso tu non mi smontare questa mia idea, ma mi piace...

l'idea di potermela vivere con mia figlia in qualche modo non riviverla ma viverla attraverso i suoi occhi quindi potermi confrontare no però mi piace l'idea di potermi confrontare con lei di non so vedere quello che si chiede De quello che farà I primi amori Un po' sono spaventata dalle delusioni Perché sicuramente soffrirà Il pensiero che lei soffrirà Mi devasta

cioè già adesso capito quando la vedo piangere pensa quando la lasceranno quando l'amica la tradirà cioè cose che abbiamo passato tutti oddio la mamma che fa questo un po' sì ma sono esaltata dal pensiero di viverlo con lei

Giulia: Strategie Quotidiane e Il Motto "Come Fai Sbagli"

Non voglio smontare questa tua illusione, accadrà esattamente come tu le immagini. Bene, cominciamo con le storie. C'è un problema però Giovanni perché qui c'è scritto la storia di Giulia ma non abbiamo il numero di... e come facciamo? e non lo so sono qui è qua cara Giulia tu hai due figli adolescenti è vero? più o meno La seconda a 12 anni. Preadolescenza. Esatto. La prima piena adolescenza, 14 anni. Presentaci, vai. Allora, la grande a 14 anni, Arianna.

La seconda, 12 anni, Carlotta, la terza, perché poveraccia, non è adolescente però, devo dirlo. È una figlia anche lei. È figlia. È un essere umano anche lei. Quasi dieci anni, quindi ancora simpaticissima. Domitilla.

Niente, che vi interessa sapere? Allora, raccontaci il rapporto con la stanza, con la camera da letto. Hai accesso alla camera da letto di un adolescente? No. Io ho deciso di non entrare più in camera sua e lei sa che la deve pulire il venerdì perché viene una persona e ci aiuta in casa e deve pulire la camera, quindi lei sa che venerdì mattina la stanza deve essere a posto, se no non le viene pulita.

Una volta a settimana lei mette in ordine. Ho provato a fare quelle cose che fanno alcuni genitori tipo ti do la paghetta il venerdì se tieni in ordine la camera tutta la settimana.

Poi la camera era sempre un casino e io la paghetta gliela devo dare uguale perché comunque deve uscire e deve fare determinate cose perché tenerla in casa no. Alla fine ho detto, senti, la stanza è così, il venerdì metti a posto e la paghetta gliela do una volta al mese e ho risolto quella tensione di dire, no, la camera non è in ordine, non te la posso dare e poi gliela dai uguale, quindi ti senti pure male perché…

Tutto sbagliato, ma ecco, quest'idea che con gli adolescenti si sbaglia tutto. Certo, è bellissimo. Come fai, fai, sbagli. Certo, ma io glielo dico sempre. Per me è però un grande sollievo perché qualsiasi cosa tu faccia sbagli. e quindi fai tutto serenamente spontaneamente senza farti tanti problemi ci racconti qualche esempio? qualche esempio tipo

Mamma, la prof di francese va in pensione, però ci ha detto che l'anno, durante l'estate, vorrebbe che noi leggessimo due libri. E io? E lei? Io li compro due libri.

E io sì e poi sicuro non li leggi e mentre lo dico dico no perché glielo ho detto Lea vedi tu non ti fidi di me è sempre così è sempre così prende va in camera sbatte la porta e ciao però io ormai ho raggiunto una tipo impossibilità ma veramente ma non è che mi sforzi cioè è proprio così è successo ieri questo è proprio così lei è entrata in camera ha sbattuto la porta e io ho pensato e vabbè

normale va bene così quello che però mi interessa visto che la mia bimba ha 5 anni quindi ancora sono un po' lontana ma da che momento c'è stato un momento in cui si è trasformata cioè il giorno prima era la mia dolce bambina carina gentile poi all'adolescente cioè non c'è un passaggio non ti avvisano allora la mia prima cioè io sono proprio cioè l'amo tantissimo però non è mai stata la mia dolce bambina è sempre stata un po' faticosa

tant'è che questa adolescenza io me la sto mezza godendo perché questa paura assoluta dell'adolescenza quando arriverà l'adolescenza io penso che forse la sua non è ancora arrivata perché sta andando comunque ancora tutto bene sì mi dice ti odio sì mi dice sei una madre che fa schifo sì mi dice non mi sa ascoltare tutte quelle cose lì

Però non è ancora una roba di, sei ubriacata, cioè ha già fatto pure, ma per me quello è, cioè nel senso finché magari poi non fanno delle cose veramente, veramente estreme, che facciano sciocchezze. che facciano cose sbagliate Per me è giusto, io soffro più quello che dicevo prima, questa cosa che è, ah io sono triste, la vita è difficilissima, io dico amore ma certo, tutti siamo tristi, è vero la vita è difficilissima.

all'età tua ancora di più. Cioè tu la vedi triste e questa cosa però non ti sconvolge. no aspetta forse la mia non è proprio così triste cioè nel senso il tempo che lei può passare buttata sul letto senza fare niente è pari a 40 minuti poi c'è Si riattiva, fa una telefonata all'amica, si mette a giocare alla fattoria sul telefono con le sorelle, cioè fa cose. Come hai vissuto invece questo momento in cui... a tutti i genitori in cui l'autorità è proprio il problema dei figli.

Eh io la vivo male, no nel senso cioè a me fa molta fatica soprattutto sul discorso che facevamo prima sulla stanza cioè a me quando la intravedo questa stanza la porta è scorrevole. cioè sto male a pensare che io le dico fai questo e lei non fa ma in verità non è che l'abbiano proprio mai

Non era proprio una cosa di causa-effetto, io ti dico fai questo e te la fai come cosa la fai, soprattutto con la grande. La mia grande è stata sempre molto positiva e ora lo è all'ennesima potenza, ma a livello gli dici non mettere il piede lì perché... bagnato e lei mette il piede cioè ma è quasi una sfida sì ma è quasi irrazionale quasi sembra che il suo piede va lì senza che lei pensi e cioè a mettere il piede lì con la seconda già è diverso perché lei sta in diciamo

adolescenza preadolescenza e ha sempre mal di testa e la pediatra ha detto che è un mal di testa adolescenziale tutta un'altra sfera no? perché è una roba così faticosa per l'essere adolescente che Ha una ripercussione fisica così forte? Parla poco? Non chiede niente? non ti racconta niente di carattere e quindi là è forse più simile a quella sofferenza e dicevi tu di vedere il figlio sdraiato che non fa nulla in un certo senso ti dà forse qualche preoccupazione in più

Poi pure lì è sempre come fai sbagli. Hai anche a volte, non so, ti metti di fianco a lei, le chiedi scusa, cerchi un po' di... di abbassare questa soglia e portarla dalla tua parte io in verità cerco di godermela più che altro cioè quindi io con loro in questo momento Devo dire che mi diverto veramente tanto, cioè io ho un po' mollato tutte le difese, se fino a poco tempo fa io pensavo, io ero una bravissima madre di figli piccoli, sono una frana a fare la madre delle adolescenti.

Perché comunque no, per i piccoli accudimento con gli adolescenti è confronto, invece niente, ora io cerco di fare cose con loro, che ne so, weekend scorso siamo andate a Pompei, è stato fichissimo, cioè appena parti con loro… E lì un po' mi, come dire, mi rilasso e anche un po' mi sbrago, cioè faccio anche magari delle cose non proprio corrette. La classica madre, perfettina. Sì, quindi ogni tanto io me la concedo.

ho fatto ho fatto un rutto bestiale ecco ma tipo uscendo dall'autogrill si sono girati tutti ma cioè io proprio non cioè mia figlia la grande ha fatto scusa mamma ha fatto finta che era stata lei per quanto si è vergognata vedi che allora non ti odia in realtà si è immolata per te perché c'era una situazione veramente imbarazzante La cosa difficile della conoscenza è proprio l'idea che qui si chiude.

qui fra un po' se ne vanno questo è il concetto quindi almeno divertiamoci avere questa coscienza Giulia è buona eh sì bella da te no esatto però secondo me il peggio deve ancora arrivare sempre quando ne avranno 20, 25, 30 grazie mille grazie Giulia ciao

questa puntata sull'adolescenza Giovanni che ti vede sempre un po' così in ansia diciamo sconfitto guardiamo un po' le storie che ci ha lasciato Save the Children partirei con questa storia perché mi incuriosisce perché sono in tre persone Anna con

Anna e Genitori: Costruire una Relazione di Fiducia e Ascolto

i suoi genitori Fabio e Marina. Anna e genitori, siete lì? Chi siete? Ci raccontate un po' di voi? Mamma, papà e figlia, presentatevi. Allora, mi chiamo Marina, ho 59 anni presto. Faccio l'impiegata amministrativa in un ufficio pubblico, ho lavorato anche un po' nella programmazione, sono sposata, ho due figlie ormai adulte che abitano a casa loro. Io sono più giovane di mia moglie. Ho 58 anni, sono un cooperatore sociale.

Ho lavorato sempre e sto continuando a lavorare nel terzo settore, quindi cooperazione sociale soprattutto legata alla disabilità. Sono Anna, ho 31 anni. lavoro come operatrice dell'accoglienza quindi con migranti richiedenti asilo qui a Forlì dove abito Fabio e Marina, genitori

Allora, forza, coraggio, raccontateci la vostra esperienza con l'adolescenza. L'adolescenza è sempre complessa, nel senso che è un momento della vita delle persone in cui fondamentalmente... devono costruire la loro identità e ovviamente staccarsi dai genitori e dalla famiglia, persone tipo noi che abbiamo sempre cercato di essere presenti nella vita delle nostre figlie, di accompagnarle quando era possibile.

Non dico di controllarle però comunque di sapere dove erano, con chi erano, tendenzialmente cosa facevano. Noi abbiamo sempre cercato direi di tenere aperto un canale di comunicazione con le nostre figlie, non è sempre stato facile, non è sempre stato possibile, però non ci sono state direi grossissimi.

episodi di contestazione anche violenta insomma io come dire ho la sensazione di aver fatto un percorso abbastanza lineare per certi aspetti forse anche abbastanza fortunato nel senso che mi ritrovo in una a non ricordare eventi particolarmente complicati o tragici, una situazione abbastanza ordinaria come magari mi immaginavo potesse essere.

o forse anzi immaginavo che potesse essere anche più faticosa. Quindi Fabio tu ci hai parlato di un'adolescenza abbastanza semplice ecco ma io vorrei sapere invece da Anna anche per te è stata così lineare oppure tu l'hai vissuta in modo diverso?

Mi viene da dire che non è che di conflittualità non ce ne siano state, ci sono state sicuramente, l'adolescenza non nasce da nulla per cui c'è prima tutta una fase di infanzia e di preadolescenza in cui secondo me siamo… e mi metto anch'io attiva in questa cosa, siamo riusciti a creare un rapporto per cui le conflittualità ci sono state ma sono...

sempre state gestite all'interno di un rapporto di fiducia e comunque di, cioè possiamo urlarci addosso quando vogliamo, ma sappiamo che comunque io la sera torno qui e ci vogliamo comunque bene. Adesso io ho in mente momenti particolari, magari un po' più difficili, in cui per me personalmente, dal punto di vista psicologico, io non ho avuto grossi dubbi a chi chiedere in quei momenti lì.

e non ci sono mai stati momenti in cui la richiesta di aiuto non sia stata accolta o sia stata minimizzata. E senti Marina, alla fine come avete deciso di impostare il tipo di relazione con le vostre figlie? Ci siamo da un lato dovuti parecchio arrangiare, nel senso che nessuno ce le teneva, ci faceva il babysitteraggio, più di tanto, un po', ma non più di tanto.

E quindi ci siamo dovuti organizzare con le nostre forze e dare la nostra impostazione. E noi abbiamo sempre avuto questa impostazione condivisa, direi, che loro erano piccole, però erano persone. E che comunque sì, è chiaro, noi eravamo i genitori, diamo la linea, diamo le regole, però voglio dire siamo sempre stati aperti in cose anche… lo sport che facevano per dire se lo sono abbastanza scelto loro noi abbiamo fatto delle proposte

Poi se andavano bene, se non andavano si cambiava. Eravamo abbastanza liberi su tutti i punti di vista. L'altra cosa che secondo me è molto importante e che abbiamo sempre condiviso è anche l'educazione emotiva. Se io o lui tornavamo a casa girati male per il lavoro e tu il bambino o la ragazza non l'ascolti non hai tempo, secondo me lo deve sapere che c'è un motivo perché altrimenti uno si fa anche dei film che non esistono.

esistono, tipo cosa ho fatto, ce l'hanno con me, è importante dire in questo periodo sto male perché sto male a lavorare, perché gli altri lo devono sapere, questa è una cosa secondo me importante. Direi bellissima questa cosa Giovanni dell'educazione emotiva, il fatto di esprimere le proprie emozioni davanti ai figli e dire la verità, mamma in questo momento è stanca, papà non ce la fa, non c'ha voglia, sappiate che questo è il motivo. Perché poi è molto riposante.

alla fine quando molliamo questa questa cosa di conseguenza insegna anche a loro a dirci tutto ma in tutto questo rapporto così bello e libero ecco c'è stato invece un momento che vi ricordate essere stato più difficile? particolare? Sicuramente per esempio mi viene in mente quando sua sorella non lei doveva scegliere la scuola, abbiamo litigato ferocemente, non abbiamo scelto noi per lei, però abbiamo messo dei paletti, nel senso che andavamo da io smetto di studiare,

tanto io all'università non ci andrò, abbiamo avuto una fase molto conflittuale, io non mi sono mai sentita sminuita, è chiaro che i figli ti buttano in faccia, figlia piccola più di una volta mi ha detto ah perché io quando avrò dei figli non farò mai così.

ce le hanno dette, non è che non ce le hanno dette, però il fatto di condividere le decisioni con lui, il fatto di decidere le cose insieme per quello che ci sembrava il meglio… Direi che è il massimo che una persona può fare, a quel punto si possono fare anche degli errori ma non è che si può fare molto meglio, io almeno la vedo così.

Ho anche sempre pensato che l'essere messo in discussione alla fine della fiera sta nel gioco delle parti. Per me è sempre stato molto importante che loro si sentissero liberi di esprimere la propria personalità e il proprio modo di vedere le cose. Anche se questo poteva essere un po' più faticoso per noi, faceva un po' parte del percorso di crescita questa cosa qui. Appena uscita dal liceo per un paio di mesi ho lavorato in un call center.

Dopodiché sono partita per andare a fare servizio volontario europeo in Inghilterra. E questo ovviamente non è il normale percorso usciti dalle scuole superiori. Mi ricordo una lieve conflittualità in questo momento, nel senso che l'idea che io non seguissi questa, che comunque... cioè la strada che più o meno seguono tutti, ma non mi iscrivo all'università perché non so bene dove iscrivermi, ma prendo e parto e me ne vado.

aveva creato qualche conflitto in casa che in realtà credo che si siano più gestiti tra di loro se lo sono tenuti per loro. Per cui io lo sentivo un po' certamente, ma credo che lì ci sia stata proprio la mano di Fabio molto pesante sul Marina, dai mandiamocela. Però ho in mente, dal punto di vista delle confettualità, ho in mente scontri molto basic, a che ora tornare la sera, se posso tornare, ad esempio tornare a casa da sola in bici la sera.

Quello me lo ricordo come un momento di conflittualità. Ebbè questa domanda ve la devo fare per forza perché abbiamo notato che vi chiamate tutti per nome, cioè non c'è mamma, papà. Come mai? Credo che... Nei confronti di Marina nasca perché a un certo punto ci siamo trovate ad essere insieme nella stessa branca gli scout e ovviamente una bambina non chiama il proprio capo mamma.

E questa cosa è poi proseguita e l'ha presa su anche Irene, mia sorella. La spiegazione razionale che ci diamo è che mamma e papà a un certo punto sono un po' scemati perché... mamma e papà sono due persone assolutamente come tutte le altre, per cui non so, io non li identifico semplicemente per il ruolo che hanno, li identifico perché sono Fabio e Marina.

Non passo del tempo con loro solo perché sono costretta in quanto sono la mamma e il babbo, ma perché sono Fabio Marina. Ma a voi è dispiaciuto? Mi avrebbe dato molto passaggio di essere chiamato papà, perché papà non mi piace proprio, a casa mia girava il nome Babbo, non esisteva il papà, esisteva il Babbo, per cui al massimo poteva essere Babbo, che poi l'Irene Storpio ogni tanto mi chiama Babbo.

però no assolutamente non è mai stato un problema per certi aspetti mi fa anche piacere voglio dire Mi sembra che racconti di una stima reciproca che magari ha oltre il ruolo, come dice Anna. Il fatto di chiamarci per nome è nato... quando erano più grandi, nell'adolescenza secondo me, quindi io non l'ho vissuta come una privazione, non mi è sembrata una cosa che diminuiva il valore, anzi a me sembra che a una certa età chiamare il genitore…

mamma sia un po' riduttivo perché mamma che è una parola bellissima un ruolo che mi è piaciuto moltissimo Però ha molto a che fare anche con l'accudimento più materiale, quando i bambini sono piccoli, io la identifico più in tutta quella fase lì. Per cui che adesso loro ci chiamino per nome, visto che la cosa che dicono è perché voi siete due persone e non siete solo i nostri genitori, mi sembra una cosa...

Bella, ho deciso di farmi la piacere e volevo approfittare per dire una cosa brevissima, vi ringrazio di questa intervista perché tutte queste belle cose ovviamente quando siamo a casa non è che nostra figlia ce le dice continuamente.

quindi il fatto che oggi siano venute fuori è una cosa molto bella questa puntata sull'adolescenza Giovanni sarà bella tosta anche le storie che abbiamo sentito molto interessanti Giulia Anna e i suoi genitori Fabio e Marino lei chiama Fabio e Marina non li chiamiamo papà è così abbiamo qui per Save the Children la nostra Erika Russo che abbiamo già conosciuto nell'altra puntata la vado a chiamare io si si cominciamo

Erika Russo: Comprendere i Cambiamenti e il Conflitto Adolescenziale

Allora partirei subito con una domanda un po' generica però che ci fa entrare piano piano in questo mondo dell'adolescenza che è questa. Quali sono le caratteristiche della fase adolescenziale?

Allora Valentina, se dovessi proprio scegliere una parola che identifica un po' questa fase così complicata, turbolenta, per certi versi anche difficile, è la parola cambiamento, perché cambiamenti sono... visibili, immediati, molto veloci e ci sono dei cambiamenti davvero... importanti dal punto di vista psichico dal punto di vista fisico Giovanni sicuramente lo potrà dire diventano delle cose strane loro quasi non li riconosciamo mi spunta un braccio in più sei piedi

hanno cose la puzza poi puzzano tantissimo sugli ormoni esattamente no quindi diciamo psichico e fisico il cambiamento veloce costante quindi c'è un pochino di sbarrimento di questi ragazzi perché non si riconoscono più esclusivamente come piccoli come bambini giustamente ma non sono ancora entrati nelle fasi dell'età adulta non sono veramente totalmente formati non sono arrivati a quella maturità più completa se noi ci pensiamo bene i bambini sin da piccoli si allenano tutta la vita

per essere pronti in questa fase dello sviluppo durante l'infanzia se vi ricordate loro hanno lottato per questa indipendenza in preparazione a questa fase di vita adolescenziale i primi no Scegliere da piccoli che cosa volevano mettersi, scegliere di andare da una parte piuttosto che da un'altra, si impongono anche davanti a un passeggino, davvero c'è un allenamento per prepararsi a questo distacco con le figure genitoriali e quindi poi...

Allora è una fase critica, difficile, dove c'è principalmente una ricerca del conflitto. Questo è abbastanza risaputo, ma non è un conflitto privo di significato, è proprio una ricerca di sentire.

i limiti della propria indipendenza e quando devono essere fermati. Cercano in tanti modi diversi di sentire quanto il genitore o l'adulto di riferimento rimane fermo e quanto invece può cedere un pochino ed è un equilibrio che si deve assolutamente cercare insieme perché qual è il rischio se siamo e diventiamo troppo rigidi andiamo davvero nello scontro

senza via d'uscita se siamo troppo e che lasciamo andare diciamo sempre di sì non abbiamo più tanto il polso della situazione quindi poi il controllo questi ragazzi hanno bisogno di sentire che c'è qualcuno che è lì Tiene ancora, perché lo abbiamo detto prima, non sono totalmente nella fase matura, nell'autonomia totale. Sappiamo che i bambini hanno vissuto un'educazione iperprotettiva, ipercontrollante, bloccante. fanno poi dei gran casini dopo per dirlo in modo che nello scontro poi

Ti metti sullo stesso piano. Questo è il problema. Cioè che io molto spesso mi trovo a litigare con mio figlio e siamo due adolescenti che litighiamo. Non siamo un padre e un figlio. Cioè non posso rispondergli esattamente come lui risponde a me perché... lì si gioca tutto esatto è proprio il ruolo gli adolescenti hanno bisogno di guide e in questo mondo così difficile che stanno vivendo pieno di cose anche un po' di confusione

ricercano sempre delle guide, dei punti di riferimento. Allora, certo non dobbiamo metterci ai loro pari, noi non siamo amici. Ma questo te lo fanno capire in modo molto chiaro, che tu non sei amico loro. Tu non sei mio amico, lo capisci benissimo.

quando a un certo punto gli dici vieni a fare questa cosa fighissima insieme a me no voglio farlo con i miei amici guarda che bella abbiamo fatto questo viaggio me l'hai rovinato perché lo volevo fare con qualcun altro non con te Però sentire che il papà o la mamma c'è è un mattoncino per lui per sentire che comunque voi ci siete.

Punterei proprio solo per arrivare a un concetto perché la CRC che è la nostra guida, la Carta Internazionale dei Diritti dei Bambini si fonda su due principi che è quello di protezione e di partecipazione. E io penso che questo dilemma, perché non c'è una soluzione a questo dilemma, cioè quanto gli facciamo partecipare alla vita e quanto li proteggiamo sia proprio il tema di tutta l'adolescenza, quanto lasciarli...

Gestione delle Emozioni e dell'Autorità: Consigli dell'Esperta

e quanto tenerli senti Erika c'è un'idea che tutti i genitori hanno tutti i genitori che hanno figli adolescenti vediamo i nostri figli e diciamo è depresso Quando vedi un figlio buttato sul divano pensi è depresso. Utilizziamo questa parola con una leggerezza incredibile.

Aiutaci un attimo a capire che forse non è vero che sono depressi. Eravamo tristi anche noi quando eravamo adolescenti. Se può essere pure tristi un pochino. Assolutamente sì. Questa è una fase dove si sperimenta al massimo del livello tutta la gamba delle emozioni.

dei sentimenti anche noi siamo tragicamente colpiti da un amore che finisce siamo distrutti non potrai più amare esatto o anche essere innamorati al mille per mille ma nello stesso modo viviamo tutte le emozioni come la tristezza la rabbia all'ennesima potenza perché lo stanno proprio sperimentando e una caratteristica tipica dell'adolescenza è questa un po' apatia questo senso di non voler fare niente l'interesse per niente e questo

è molto frustrante per i genitori per i genitori che pensano che mio figlio non combinava niente nella vita io non ero così quando ero piccolo io avevo un sacco di idee avevo un sacco di energia che non te lo ricordi più esattamente io avrei preso a mozzichi la vita questo guarda come sciupa la sua esistenza credo che questo sia proprio da accettare perché è una fase dell'adolescenza importante che devono attraversare

Parlare di depressione, un po' così generalizzando, credo che bisogna fare molta attenzione anche per rispetto dei ragazzi che veramente possono poi sviluppare una psicopatologia di questo tipo. Ci rendiamo conto che ci sono tanti segnali che ci fanno un pochino allarmare come per esempio non esce dalla stanza per settimane, non si lava più, non ha nessun interesse, non parla di nessuna attività, di nessun amico.

Ecco, non sminuire alcuni segnali importanti che ci possono arrivare. Penso che una delle cose più... L'importante che ci possiamo portare a casa è il tempo da dedicare a questi figli e ragazzi, soprattutto anche un tempo per parlare. So che è difficile, non è mai facile parlare con un adolescente, ma...

Mettersi lì anche semplicemente ad ascoltare senza pensare di proporre chissà quale grande tema interessante ma anche solo ascoltare perché se c'è qualcosa che non va e abbiamo costruito una buona relazione prima o poi ce lo dirà in qualche forma.

capito Giovanni? ti sei tranquillizzato? no vabbè dai un pochino parlavamo prima Erika dell'autorità di questo momento in cui quando si è adolescenti si vuole andare in conflitto con l'autorità come la gestiamo questo conflitto perché anche io me lo ricordo quando sono stata io adolescente molto forte ancora ce l'ho un po' però sono rimasta ancora lì diciamo non si esce mai non si esce dall'adolescenza io soprattutto ancora faccio fatica

Come si fa? Io penso che non ci sia una grandissima via d'uscita rispetto a questo. C'è, lo dicevo forse nell'altra puntata, una grande dose di pazienza che dobbiamo avere, ma non individuale. Forse possiamo fare riferimento.

anche la possibilità di chiedere non solo aiuto agli esperti o chissà che ma anche un confronto con gli altri perché ci fa sentire sicuramente meno soli c'è da starci in questa fase così complessa e passarlo un po' come abbiamo passato quei primi mille giorni senza tanto dormire ce l'hai capito ogni fase ogni fase ma senti Erika ma allora si parla di caduta degli dèi

Questo concetto inquietante in cui noi non siamo più dei per i nostri figli. Ci sentiamo giudicati, i nostri figli ci giudicano. Ci aiuti un attimo. Sì, è questa caduta della idealizzazione dei genitori. Dovremmo, come dire, fare un po' di nuovo, comprendere bene, conoscere questa fase dello sviluppo. del bambino e dell'ocento che poi abbiamo attraversato anche noi, come diceva Valentina. Quindi davvero accettare il fatto che c'è una complessità che non è tuttolineare, non è così...

Facile, no? E andiamo avanti un po' per gradi. Ci possono essere delle complessità. Credo che confrontarsi anche tra... Pari tra genitori, chiedere un sossegno, confrontarsi, cercare delle strategie insieme, se abbiamo dei compagni e delle compagne è meglio ancora proprio fare un po' di unione perché l'attacco...

Un assedio, sei assediato, tu sei la fortezza assediata dai barbari che vogliono entrare dentro. Eh ma ci dobbiamo sempre ricordare che una messa alla prova è per sentire quanto noi reggiamo, no? Loro hanno bisogno di sentire quanto in là possono andare, ci sono dei limiti che non si possono superare e siamo noi a metterli insieme a loro, un'offesa di troppo, un gesto veramente troppo.

Ecco ci sono delle cose che non dobbiamo accettare per farli sentire proprio il limite e percepire che oltre a quella cosa lì è assolutamente inaccettabile. Penso che questo sia forse la fase della vita dei ragazzi più... Costruttiva se vogliamo, proprio perché iniziano a sperimentare che cos'è la società.

e contemporaneamente penso che come genitori possiamo anche sentirci nella posizione di poter sbagliare non c'è nulla di male a fare degli errori però una cosa possiamo fare anche chiedere scuse ai nostri figli quando veramente ci rendiamo conto di aver sbagliato quello è una cosa importante che quasi mai rispetto al giudizio che sentiamo forte loro degli altri non teniamo mai in considerazione che cosa imparerà quell'adolescente che nella vita si

sbaglia, non si superano i limiti ma si può anche chiedere scusa e risolvere una conflittualità contingente quotidiana in un altro modo, in un modo più davvero come dire positivo. La parola con cui lei descrive il momento dell'adolescenza è il cambiamento.

perché si cambia da tutti i punti di vista quello fisico quello psicologico quello emozionale l'argine essere il genitore che deve essere argine l'adolescente ha bisogno di un genitore con cui confrontarsi è quello che ti sfida continuamente ti sfida

E si aspetta che tu sia fermo sulle tue posizioni per vedere se quelle tue posizioni sono veramente valide per te. Perché ancora non è adulto, sta entrando nell'età adulta ma ancora non lo è. bisogno di qualcuno che lo facciano, che ne sappia dire anche di no. Saper dire di no, saper dire di no, che è terribile dire di no a un fisico, è molto più facile dire sì, è complicatissimo, perché poi ti odiano se gli dici di no.

Sei un po' più tranquillo sull'adolescenza? Io sono completamente sereno, ormai non mi fa più paura niente Allora andiamo? Vai, andiamo Questo episodio di Save the Genitori è stato presentato da me, Valentina Melis e da me, Giovanni Scifoni. Per Save the Children in questa puntata ha partecipato Erika Russo, che ringraziamo. Registrazioni di Cristian Valente presso Studio Nero di Roma Musiche originali di Tommaso Colliva e Rabbo Scogna.

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