Puntata 67 - The Stranger
La storia, traccia per traccia, del capolavoro di Billy Joel, nonché uno dei miei album preferiti ever.

La storia, traccia per traccia, del capolavoro di Billy Joel, nonché uno dei miei album preferiti ever.
Una nuova top 5, questa volte sulle mie tracce d'apertura.
Negli anni novanta dovevi per forza schierarti. Perché o ti piacevano loro o ti piacevano i fratelli. Io, ovviamente, ero per loro. La storia, disco per disco, dei Blur.
Un uomo vero mantiene sempre la parola data e dopo essere stato alla messa, per celebrare la zona rossa, ecco l'imperdibile monografia (da fan) della Titti nazionale.
No, non è una classifica sui miei posteriori preferiti, ma sui secondi lati dei singoli che hanno avuto più successo dei lati A.
La storia, traccia per traccia, di un capolavoro immane del sommo Nello Giovane.
Le cover, per me, sono il male puro. Eppure capita, ogni tanto, che siano addirittura migliori dell'originale.
Una freschissima top 5 delle mie cinque canzoni preferita con la parola rosso (o red) nel titolo.
La storia di un gruppo meraviglioso, purtroppo ricordato per una sola canzone.
In piena zona arancione, un nuovissima top 5 sulle mie canzoni preferite da ascoltare in macchina.
La storia, traccia per traccia, del secondo disco in studio dei Black Sabbath.
La prima Top 5 di un momento storico in cui usavo il pettine. Perché sì, un tempo anche io avevo i capelli.
Paul Simon e Art Garfunkel. Cinque dischi e un odio che ancora oggi dura.
Mai avrei pensato che nello stesso anno, avrei ascoltato due dischi nuovi di Dylan e di Springsteen. E il primo ascolto dell'ultimo album del Boss, lo farò insieme a voi.
Non potevo saperlo perché non ero ancora nato, ma il 25 agosto del 1975 uscì il disco che mi cambiò la vita.
Dopo Jimi, c'è Stevie. Li ho sempre considerati padre e figlio anche se, ovviamente, l'unico legame di parentela che hanno è la Fender Stratocaster. La storia, disco per disco, dell'uomo che ha riportato il blues in classifica negli anni '80.
Il primo EP ad arrivare al numero 1 della classifica di Billboard. Il lato semiacustico ed intimo degli Alice In Chains in un momento in cui tutto stava andando tutto a puttane. Specialmente per Layne Staley.
Usciva oggi nel 1978, il quarto disco in studio di Bruce Springsteen. Un album rabbioso che smitizza tutto quello che aveva cantato e raccontato tre anni prima.
La mia fittonata di maggio 2020. Non potevo non raccontarvela. Usciva oggi, la seconda colonna sonora composta dai Pink Floyd. Un disco ignorato ma, per me, splendido.
La monografia di un chitarrista ignorato da molti, ma che secondo Hendrix "era il migliore di tutti". Fender Stratocaster, camicia a quadri pre grunge e basettoni.
FAQ non fuck. Specifichiamo. Voi chiedete, io rispondo. Semplice, no?
Il Capolavoro del Miracolato. Un disco che racconta della fine del matrimonio di Dylan con la prima moglie.
Una malattia lunga sei anni. Un quaderno dove mi scrivevo tutto quello che succedeva per arrivare prima di tutti alla conclusione. Conclusione che a molti non è piaciuta. Pace. Le mie puntate preferite di Lost.
Nel giorno dell'anniversario della sua scomparsa, la storia della voce del grunge. Prima con i Soundgarden, poi con gli Audioslave e infine da solista. "No One Sings Like You Anymore".
Piero e Ghigo. Ghigo e Piero. Dalla cantina di Via de' Bardi e alla new wave, fino alla svolta hard rock e al triste scioglimento con un altro cantante.
Inaspettati, ma così meravigliosi da alzare ulteriormente l'asticella di un film. I migliori colpi di scena della storia del cinema.
"Un vodka Martini agitato, non mescolato". I miei film preferiti della saga, interminabile, dell'agente segreto con licenza di uccidere.
Per due anni, il miglior gruppo di sempre nonostante un cantante che non mi ha mai entusiasmato. Ma cosa gli vuoi dire al Martello degli Dei?
Dopo le monografie è arrivato il momento delle discopatie. La prima è il secondo disco in studio della Jimi Hendrix Experience.
Sportivamente parlando, uno dei giorni più belli della mia vita. Perché non c'era verso. Ma nessuno poteva sapere che nella città dei Papi, c'erano due santi: San Poborsky e San Gresko.