OKOK, siamo live, siamo live, di cosa parliamo oggi? Ho. Sentito alcuni. Da alcuni giorni parlare di adolescenti, giovani, salute mentale. Se ne riparla giustamente, se ne riparla il. Succo cos'è? Adolescenti e giovani adulti oggi stanno sempre peggio sul piano della salute mentale. Non è una domanda, è un'affermazione. Non è una percezione, non è un un'impressione clinica? No, di chi come me vede solo i casi gravi. Non è neppure.
Un trend o una moda? Assolutamente no, è un dato in un. I numeri diciamo, i dati epidemiologici sono ormai direi inequivocabili e, se vogliamo essere onesti, anche piuttosto spaventosi. Perché guardo un po qui e un po là? Perché come sempre stiamo parlando oggi su due piani, due Live Live su Youtube e live su Live tribe. Live tribe è la nostra Community dove discutiamo. Sempre di temi ha incluso questo genere di temi, quindi salute
mentale. Le aree principali di Life Tribe sono neuroscienze, neurodivergenze, lifestyle medicine, crescita personale e ovviamente poi l'area dell'incontro, cioè incontrarsi per parlare. Prima di andare avanti, vi comunico che l'accesso Live tribe è ormai attivo da un mese e mezzo circa. Stiamo raggiungendo i 400 membri, sta crescendo molto velocemente. L'accesso costa 1 € per il primo mese. Diciamo che serve per scremare gli ingressi, far sì che le persone siano motivate a
confrontarsi, a portare valore. E poi ovviamente la Community è una community che che. È a pagamento e che ci sono varie possibilità per accederci. Andate a vedere il link giù in descrizione, poi lo metteremo anche da qualche parte qua sullo schermo finale. Comunque se cercate il Life Tribe. Su su Google Life tribe, Valerio rosso, liveology eccetera eccetera trovate diciamo trovate tutto. Quindi per adesso stiamo su
Youtube e su Live tribe assieme. Poi fra un pochino appena avrò fatto questa introduzione ci sposteremo solo lì su Life tribe, cioè qui su Live drive per discutere assieme a voi vedo che state entrando e quindi insomma saluto non solo le persone di Youtube, ma saluto anche chi è su Life tribe. Perché? Perché poi su Live tribe ci potremmo vedere per per discutere assieme, Eh? Bene, ripeto, spero di essere stato chiaro perché è
importante. Allora torniamo al punto, adolescenti, adesso non so se guarderò lì o qua. Ho Youtube o Live, vediamo un po uno e un po l'altro, Eh? Negli ultimi, direi 10 anni. Dal 2015 al 2016, più o meno sino adesso, abbiamo assistito decisamente ad un incremento netto continuativo abbastanza inequivocabile di ciò che viene etichettato come ansia, depressione, attacchi di panico, autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare, dipendenze di vario tipo e tentativi di suicidio.
Intendo, nella popolazione adolescente EE giovanile, dal 2015, diciamo al 2016 in poi, questo aumento diventa evidente. Evidente in tutti i sistemi sanitari occidentali e non solo, quindi. Dalla. dagli Stati Uniti all'Europa all'Australia, perché vi parlo di Australia? Lo capiremo fra poco quando cercheremo di chiarire quali sono gli. Elementi e le variabili che
maggiormente impattano. Su questa straordinaria, incredibile, affascinante ma drammatica e terribile trasformazione della salute mentale dei più giovani. Diciamo che comunque dal 2015 al 2016 la curva non si è più fermata, non accenna a fermarsi. Ma qui arriva il primo punto fondamentale, quello che non viene chiarito bene quasi nessuno lo chiarisce davvero. L'altro giorno sentivo parlare su sui social, su Instagram, una neuropsichiatria infantile.
Poi ho sentito parlare anche altre persone, altri specialisti, psicologi e dicevano. Parlavano di ansie. E depressione come delle patologie. Ansia e depressione, allora? Bisogna metterci bene d'accordo. Ansie, depressione, non sono disturbi, sono sintomi, a meno che non stiamo parlando del disturbo ad anzi generalizzato o del disturbo repressivo
maggiore. Quando diciamo ansia le persone ci riferiamo a sintomi OK, sono modalità con cui la sofferenza psichica si manifesta, prende forma molto variegata, alle volte diventi in qualche maniera visibile, diventa percettibile da chiunque, non solo dagli dai professionisti della salute mentale, direi da chiunque sono. Il linguaggio, la richiesta d'aiuto che la mente USA quando qualcosa nel rapporto, ecco che entriamo nel nell'ambito Eh, nel rapporto tra la persona e il
mondo non sta funzionando. Perché, diciamolo chiaramente, non è che la mente di noi esseri umani si è trasformata in 11015 anni. È successo qualcosa, probabilmente all'ambiente, chiaramente OK ambiente, perché noi continuiamo a parlare di psichiatria come di una disciplina che si occupa di una sofferenza che emerge in maniera intrapsichica. Ma non è così. Quasi mai è così. O per meglio dire, raramente
esclusivamente così. Nella maggior parte dei casi è una sofferenza che emerge certamente da dimensioni intrapsichiche, ma anche e soprattutto dal rapporto con l'esterno. E quando le cose cambiano così rapidamente, in una decina d'anni non è cambiata la genetica, il DNA degli esseri umani, dei giovani. È cambiato qualcosa? Verosimilmente nell'ambiente no. Quindi qualcosa cambia nel rapporto tra la persona e il mondo. Trattare.
Questi sintomi come entità autonome descrivendole così generali in maniera così generalizzata, no come malattia in sé. Per me è un errore concettuale davvero enorme, che non andrebbe fatto nemmeno in termini di divulgazione, perché rischia di farci perdere completamente di vista il problema reale. Il problema reale non è il sintomo di ansia o il sintomo della Deflessione del tono dell'umore. Il problema reale è un'altro.
Probabilmente la salute mentale degli adolescenti e dei giovani ha iniziato a peggiorare anche prima del 2015. Probabilmente abbiamo delle curve che lo spiegano molto bene adesso io ho son partito in maniera impulsiva a fare la Live, perché queste Live mi piace partire così a braccio no, senza prepararmi troppo, ma ovviamente sono tutte materie che ho già studiato, che ho già approfondito, quindi non vi
posso portare i grafici. Ma ci sono dei grafici che ci dicono che le cose sono peggiorate anche prima, nel 2015? No, quello che succede. In questi anni Eh, diciamo un po dopo l'inizio degli anni 2000 che iniziamo. Praticamente a notare, ad accorgerci in modo sistematico che qualcosa cambia. In particolar modo dopo il 2012 arrivano i dati, arrivano le segnalazioni, inizialmente un po aneddotiche, aumentano gli accessi ai servizi, aumentano i ricoveri, aumentano richieste di
aiuto. Ripeto, non perché improvvisamente i giovani si siano indeboliti o siano cambiati a livello strutturale, perché alle volte sento gente che suppone cose di questo genere. Sento gente che dice e come ci sono i vaccini per cui eccetera. Oppure è successo questo perché non lo so. L'ambiente. In cui i giovani crescono e sono cresciuti. È cambiato, è diventato progressivamente più incompatibile con il funzionamento umano. Questo è il punto. Ma è ovvio che sia questo il punto.
EE qui c'è un'altro dato che a mio parere merita di essere guardato in faccia veramente, senza ammorbidimenti, senza edulcorazioni guardiamolo per com'è. I dati sono quelli del peggio. Del peggioramento netto del della salute mentale. Un peggioramento che se lavori nei servizi, se lavori negli ospedali, lo vedi. I tentativi di suicidio sono in forte crescita, soprattutto tra gli adolescenti. Per fortuna che spesso sono
tentativi. Circa due terzi di questi tentativi, tra parentesi almeno in Italia, riguardano ragazze e giovani donne, quindi il sesso femminile. Sotto il focus di questo cambiamento ambientale no. E in generale la sofferenza mentale oggi ha una prevalenza femminile. Questo non significa che i maschi stiano bene assolutamente, non significa che esprimono probabilmente la sofferenza in altri modi, se le femmine agiscono di più da un punto di vista.
Fisico di self farming, cioè di auto somministrazione, di dolore, di sofferenza, di. Di lesioni o tentando il suicidio. I maschi agiscono più tramite un ritiro, il famoso hikikomori, che è un'entità che non esiste, come vedremo, ma che descrive, diciamo, l'idea che c'è sempre stati di persone che si ritirano in casa, no? Oppure di acting out, aggressività, comportamenti a rischio, dipendenze. Ci sono due modi diversi di esprimere la sofferenza, che rischiano poi di essere.
Scambiati per due cose diverse, ma in realtà sono due facce della stessa medaglia, farmi male o fare male? È solamente un vettore dell'aggressività che si muove, no, su un piano interno, verso l'interno, verso l'esterno. Il dato comunque resta alle ragazze, le femmine stanno pagando un prezzo davvero alto, eccetera.
E tra il 2019 e il 2024, quindi includendo il periodo pandemico, ma non limitiamoci a quello Eh, assistiamo a un'ulteriore incremento del disagio mentale che se prima era cresciuto in maniera più continuativa, più morbida, in questi anni chiamiamoli pandemici, quindi di lockdown, di sofferenza e di stress diffusa. A livello mondiale questo incremento arriva fino al 150% in termini di nuovi casi di ricoveri no, numeri che se li leggessimo riferiti a qualsiasi
altra area della medicina. Farebbero scattare stati di emergenza, task force, interventi strutturali se fossero nell'ambito. Nell'ambito infettivologico, nell'ambito oncologico, staremmo tutti i giorni a parlarne. Se non riguarda persone che perdono la vita non se ne parla, ma queste persone magari non perdono la vita ma perdono la loro esistenza. A parte che in alcuni casi perdono pure la vita, ma è sicuro che perdono la loro
esistenza? Cioè non dobbiamo dare più valore al fatto se uno muore oppure no, perché se uno distrugge la propria esistenza con quadri sintomatologici di questo genere. È la stessa cosa. È come se morisse, di fatto distruggerci sul piano esistenziale è una forma di morte che non ha, come dire, associato anche una chiusura dei nostri sistemi biologici. Ma comunque è una sorta di morte.
Questo è davvero importante. Dirlo invece in questi casi spesso vengono commentati con una scrollata di spalle o con una scrollata proprio sui sui social. No, qualche. Commento vago, qualche slogan che può essere inquietante o rassicurante o complottista, ma non si sta facendo nulla. Si cerca di capire chi è la colpa e arrivano i vari psichiatri da televisione. No, quelli un po anzianoti che non capiscono niente di quello che sta succedendo, ma parlano tantissimo.
Non vedono un paziente da decine di anni, ma parlano. E dicono cose colpevolizzanti paternalistiche. L'obiettivo è polemicamente capire di chi è la colpa. Non trovare una soluzione. Bene, questo è veramente insopportabile. E inclusi questi psichiatri, incluse molte persone. Tutti parlano male di ansia e di depressione, di autolesionismo, di dipendenze. Tutti dicono che sono un problema loro.
Che bisogna curare questi problemi, che bisogna fare prevenzione, poi nessuno che fa prevenzione, perché l'unico modo che ha nei miei medici di fare prevenzione è parlare chiaramente, appoggiandosi a dati scientifici, appoggiandosi a evidenzia il primo livello sui social media e far sì che i social media non diventino un problema, ma diventino
addirittura una soluzione. Se tutti assieme riuscissimo a parlare bene di salute mentale e di salute in generale, per carità, la medicina è una alla fine, ma se parlassimo bene è questa la soluzione. OK. Pochissimi si fermano a dire una cosa semplice e allo stesso tempo davvero direi scomoda, cioè che queste ansie, le pressioni, non sono patologie in sé, ma sono sintomi. Sintomi di cosa? Sintomi di un crescente
disadattamento. Negli anni 70 la chiamavano alienazione e già allora se ci se ne capiva, adesso si chiama disadattamento di. Sadattamento. E allora la domanda vera quale sarà, quale sarà la domanda vera diventa disadattamento a cosa? Perché questo è il punto, la patologia che sta realmente crescendo, quella che vediamo davvero esplodere nei servizi di salute mentale e negli ospedali, è il disturbo dell'adattamento, non è la l'ansia o la depressione, che sono parole generiche.
OK, perché dovremmo parlare di ansie, di depressioni, al plurale, sentir parlare di depressione? 2025 al singolare. È svilente, è preoccupante, anche se lo si usa a livello divulgativo perché significa trattare le persone da deficienti e soprattutto mi chiedo se chi parla di depressione sa di cosa sta parlando. Se ne sa parlare bene perché è possibile divulgare concetti complessi anche tenendo un certo rigore. In realtà il medico dovrebbe
fare questo. Se sento dei colleghi che dicono io sfaccio il medico, non sono un influencer ma ma cavolo, ma se tu 6 1 medico di lavoro cosa farai? Divulgherai a una singola persona semplificando concetti complessi a quella singola persona? Bene, devi solo farlo prendendo un cavolo di telefono e facendo
sì che non siano tutti. I deficienti della terra a parlare di salute mentale, ma che siamo noi medici, perché se non sai semplificare cose complesse e non fare proprio il medico, cambia lavoro, fai qualche cos'altro. OKE, questo è veramente importante. Bene, quello che vediamo è esplodere nei disservizi di salute mentale. Si chiama disturbo dell'adattamento con sintomi ansiosi, depressivi o misti.
È una diagnosi che per decenni è stata dimenticata da tutti, è stata considerata minore di serie B. Perché di serie B? Perché non la Curi coi farmaci? Se il disturbo depressivo maggiore che può derivare anche dal disturbo dell'adattamento può derivare da tante cose? Ma quando una persona, quella che si chiama La depressione vera, concreta, vitalizzata, quella che ha sintomi affettivi, cognitivi, motori, somatovegetativi e avanti coi cari, tutte ste cose qua risponde benissimo agli
antidepressivi. Ma queste situazioni qua no, no. Non ancora, perlomeno possono peggiorare poi diventare anche responsive agli antirepressivi perché si vitalizzano come si dice. Ma questa. È una chiamiamola categoria che poi va sbrogliata, è il disturbo dell'adattamento, è una categoria che poi va sbrogliata in senso si dice dimensionale, cioè andare oltre all'etichetta, che è importante di per sé perché già ci dice di cosa stiamo parlando, ma poi far sì che le persone.
Ne ho parlato qualche giorno fa sulla teoria hard hock, cioè iniziare a fare un inquadramento della persona in. Termine dimensionale, famiglia, sul rapporto con l'ambiente, sul rapporto con. Vedremo i social media, quello che sta succedendo da un punto di vista di comunicazione digitale no, quindi disturbo di adattamento, etichetta di comodo, chiamiamola Eh. Cosa descrive oggi?
Descrive perfettamente quello che sta accadendo, una quota enorme di giovani, persone che non riescono più ad adattarsi alle richieste dell'ambiente, alle richieste della società, ai ritmi, alle aspettative, alle alle dinamiche di una società che è diventata strutturalmente strana, strutturalmente. Diversa da quella che era in passato. OK, adesso tutti dicono ma di cosa vi lamentate? Avete tutto. No, no, no, no, no, ma neanche per idea. Non abbiamo tutto, non hanno
tutto i giovani di oggi. Hanno da lamentarsi, gli manca una condizione che sia compatta. Compatibile con la forma della mente che abbiamo noi esseri umani, noi esseri umani. Non siamo fatti per stare nella società. Per come adesso noi esseri umani non abbiamo bisogno della pappa pronta, abbiamo bisogno di sfide che siamo in grado di superare.
OKE, questa è la definizione della felicità, non assenza di problemi, ma presenza di problemi che verso cui riusciamo ad avere un comportamento, riusciamo a farci fronte, riusciamo a superarli. In questo momento i problemi che devono affrontare i giovani sono problemi insuperabili. E ne parleremo a breve di quali sono questi problemi insuperabili. Perché questa è una società innaturale che sta snaturando completamente anche le relazioni
fra noi esseri umani. Noi non è che non abbiamo più problemi, abbiamo enormi problemi, completamente diversi da tutti gli altri. Problemi che abbiamo sempre avuto come esseri umani, che erano i problemi su cui si è costruito il nostro cervello, che viviamo come problemi normali, la ricerca del cibo. La la ricerca di un compagno di una compagna. Fare dei figli, proteggere la nostra famiglia. Lavorare fisicamente cos'è di
questo genere? OK, il disattamento comunque crea tutto quello che stiamo vedendo in questi giovani, genera ansia, genera depressione, genera comportamenti autolesivi, genera dipendenza. Sempre la dipendenze non nascono dal nulla. Non solo, cioè basta che sentiamo dire che c'è qualcuno che a lui, dal fatto che la gente si droga perché gli piace, perché una mattina esce fuori dice, sì, eroina, eroina, voglio oggi o è oggi eroina, non funziona.
Così non funziona così. Le dipendenze sono sempre secondarie, sono sempre sintomi, ha qualcosa che cova dentro una persona. Nel Sert Troverai persone che sono o traumatizzate o che hanno un disturbo dell'affettività, spesso disturbi polari oppure che hanno la DHDHD. Non c'è una persona che. Ma sì, oggi mi mi faccio le righe di cocaina perché sto bene, voglio fare qualcosa di
diverso, non esiste. Su tutte cose secondarie, ha un vuoto, ha una frustrazione cronica, un senso di inadeguatezza, una percezione costante di fallimento in questo momento storico e a microtraumi continuativi che questi ragazzi sono sottoposti. Non sto dicendo che queste persone debbano essere per. Debbano perdere la loro
proattività. Sto dicendo che hanno in qualche maniera delle ragioni sensate per stare me per stare male, ragioni sensate e quindi evitiamo di colpevolizzarle, evitiamo di fare paternalismi e cerchiamo di capire cosa sta succedendo. Perché pensare di curarle senza intervenire su ciò che ha generato tutti questi problemi è, nella migliore delle ipotesi, ingenua. Diciamo che in generale può essere segno di un dilettantismo anche della bordi che si occupa di salute mentale.
E qui arriviamo al punto che tutti sospettano no, ma che pochi poi alla fine hanno il coraggio di dire fino in fondo, perché è un problema. È un problema connesso ad enormi business? In realtà i problemi che abbiamo noi esseri umani in questo momento storico sono quasi tutti connessi a business. Se il capitalismo è stato di grande aiuto per gran parte del 900, quello che è diventato adesso quello che si chiama turbo capitalismo.
Non è più. Quella quel funzionamento della società che ha permesso a tutti di crescere e di raggiungere dei risultati, ha preso coscienza propria. Bene, di cosa sto parlando? Che cos'è che è cambiato in questi ultimi 10, 15, vent'anni? La presenza?
La presenza a livello digitale, a livello di massa, del fenomeno della comparazione sociale social comparizon comparazione sociale massiva continua algoritmica indotta dai nuovi mezzi digitali e dai social media è probabilmente uno dei principali motori di questo disadattamento, non l'unico, probabilmente altri sono estranei. Agli smartphone e ai social media, ma uno dei più potenti.
E se noi guardiamo i grafici andateli a cercare, non ve li devo mostrare qua, non ce li ho adesso sono partito così ho fatto una roba impulsiva, impulsiva, come faccio sempre andateli a cercare. Guardate la curva del peggioramento della salute mentale, più o meno da quando inizia bene, inizia più o meno dal 2012.
Cioè da quando è stato inserito, quando ho iniziato a vendere smartphone, quando ho iniziato ad apparire Facebook, quando si è potenziato Instagram, quando tutti i social media hanno iniziato a pompare, a pompare views, a agganciare la nostra attenzione oltre ogni limite, oltre ogni ragionevole e sensata aspettativa che dovrebbe avere una società, per sentirsi poi alla fine relegata e cristallizzata all'interno di. Piattaforme social che di social non hanno niente perché sono
piattaforme di vendita. Queste sono piattaforme di vendita. Noi possiamo farle diventare piattaforme social. Probabilmente in questo momento noi stiamo usando Youtube in maniera social.
O Instagram se metterò qualcosa, perché stiamo provando a craccare il sistema in qualche maniera, ma di per loro, se non siamo proattivi nell'utilizzo di queste piattaforme, queste piattaforme sono piattaforme che servono a venderci cose tramite anche il meccanismo della comparazione sociale, che è un aggancio, una sorta di aggancio incredibilmente potente per le nostre menti non solo dei giovani ma anche degli adulti. Perché qualche giorno fa ha fatto un video sulla
tecnoference. Ora poi vi riparlerò della technoference, perché diciamo ai giovani che non sanno usare i social, che non sanno un cazzo? Non è vero, noi adulti siamo forse peggio dei giovani, è proprio come accadeva un tempo. Noi siamo dipendenti dai social in modo tale che poi generiamo danni in maniera passiva anche sui nostri figli, no? Come un tempo eravamo dipendenti dalle sigarette, dicevamo i nostri figli di non fumare e gli fumavamo in faccia e loro
ovviamente cosa facevano? Fumavano poi a loro volta perché un po gliele abbiamo fumate noi, un po le persone. Devono iniziare a capire che le diciamo. I figli si educano con l'esempio, non con le parole. I figli si educano con l'esempio, non con le parole. Quindi se tuo figlio sta facendo qualcosa che non ti piace, probabilmente ha visto qualcosa del genere o affine in te c'è
poco da fare. C'è poco da fare, almeno che non ci siano altri elementi appunto come questo dei social media no, che però devono essere comunque gestiti anche a livello genitoriale. E noi genitori non sappiamo gestirli, non li sappiamo gestire. Comunque, per la prima volta nella storia dell'umanità. Adolescenti, giovani, adulti e mi viene da dire anche adulti crescono, esposti quotidianamente a migliaia di rappresentazioni idealizzate di vite altrui.
Scopriamo cose nel mondo che ci angosciano, corpi perfetti, carriere fulminanti, persone inquietanti e riprovevole che però fanno successo. Successi, appunto, che bruciano le tappe, relazioni patinate, felicità che non esistono ma vengono ostentate, felicità che solitamente derivano da eredità. Abbiamo il fenomeno degli ereditieri, cioè persone che non hanno fatto un cazzo nella vita ma hanno ereditato dei miliardi
e diventano bravissime. La sapete la famosa la famosa barzelletta su su Gianni Agnelli? No, simpatica barzelletta. Gianni Agnelli da piccolo si vedeva già la sua capacità. Imprenditoriale, un giorno il papà ha dato a Gianni 1000 lire e Gianni ha detto. L'ottanta per 100 me le tengo, il 20% le spendo in caramelle.
Il giorno dopo gli ha dato altri 1000 lire e Giovanni nuovamente ha detto, Il 50% di quelle 1000 lire le metto da parte, il 50% le investo in un libro con cui migliorerò la mia cultura, diventerò in qualche maniera migliore e poi il giorno dopo farò dichiarato altre 1000 lair allora. Insomma, 50% lì è 50% li investirò nel mercato azionario. Bene sta barzelletta. La puoi far durare quanto vuoi.
A un certo punto cosa succede? A un certo punto il papà è morto e gli ha fatto ereditare quattro miliardi di miliardi di zio Paperone. Ecco qual è il motivo per cui Gianni Agnelli è diventato Gianni Agnelli, le persone che diventano Gianni Agnelli senza alcuna risorsa e senza queste premesse iniziali importanti sono una percentuale. Piccolissima la narrazione è forte sull'idea che la gente possa poi diventare forte e importante. Cambiare di classe sociale con le loro forze?
Se vuoi puoi, OK, tutta questa roba qua è molto forte. Ma realisticamente riguarda una percentuale. Esigua. OK, minima della popolazione sarà lo 0,000. Poi fa molta, come dire molta, molta storia, no fa colpisce l'immaginario della gente quando qualcuno riesce a fare questo, ma lo colpisce proprio non perché sia la norma, è un'estrema eccezione. OKE, di questo ce ne stiamo accorgendo tutti, ce ne stiamo accorgendo tutti e i social media ci stanno portando avanti
anche questo di problema. E comunque il cervello umano non è progettato per reggere questo livello di confronto costante. Non lo è mai stato. La comparazione sociale è un meccanismo antico. Certo, verrà limitato al villaggio, no, al gruppo, alla tribù, al villaggio davanti Guardavi e che bella casa dall'altra parte della valle. Bene, oggi è globale, permanente, è impossibile da disattivare. C'è una spinta enorme al fatto
che resti attivo, no? Devi fare uno sforzo enorme per un'adolescente devo fare uno sforzo enorme se vuol far sì di sottrarsi dalla comparazione sociale e deve avere una consapevolezza che ovviamente non hanno gli adolescenti e che spesso è questo il problema, non l'hanno neanche gli adulti, che tra virgolette. Con cui vivono che che dovrebbero essere la loro sorgente di educazione. E allora chiediamoci un pochino un po di cose, no?
Ad esempio, come mai un paese come l'Australia, avanzatissimo fantastico, no. Sul piano della psichiatria è fantastico. Linee guida australiane meravigliose, no? E come mai, appunto, un paese che fa così tanta ricerca, politiche sanitarie buone no, dopo un aumento drammatico di suicidi, di bullismo, di casi psichiatrici dalle giovanissimi self farming, farsi male tagliarti bene. Come mai ha deciso come primo provvedimento strutturale di vietare gli smartphone sotto i 16 anni? Come mai?
E oltretutto la domanda è anche il chiedersi servirà? Perché vietare, purtroppo non è mai una soluzione, chiamiamola finale, servirà a nessuno lo sa con certezza. Ma il messaggio politico e culturale è chiarissimo, c'è un fortissimo sospetto, un sospetto fondato, che questi strumenti digitali così come sono progettati, come vengono utilizzati oggi, come sono spacci. Spacciati delle grandi multinazionali del tech stanno facendo più danni che benefici sul piano dello sviluppo
psichico. Perché voi adesso stiate qua con me e stiamo parlando di un tema che in qualche maniera direte, sono un coglione. Hai ragione, non hai ragione, ma almeno vi si attiverà qualcosa nella testa e deciderete di
attivare un pensiero, no? Se invece andiamo avanti con social, comparition quindi con contenuti assolutamente non solo irrilevanti o puerili, stupidi inutili, ma anzi tutti i contenuti che permettono di agganciarci a tutti i nostri buyer mentali e quindi di farci restare attaccati. Piattaforma e la comparazione sociale è un contenuto altamente
tossico e altamente ingaggiante. Il problema è quello che vi dicevo prima, viviamo in un sistema di liberismo turbo capitalistico che ha invaso ogni angolo del pianeta, un sistema in cui il profitto delle grandi multinazionali del tè, quindi Google Meta, Tik Tok, Amazon, tutto quello che volete pensare no viene sistematicamente. Diciamo anteposto alla salute fisica e mentale delle persone, incluso i giovani, non per
cattiveria, ma per struttura. È come l'anello del Signore degli anelli e intrinsecamente un oggetto maligno. Non per scelta. E la natura del sistema che sta prendendo questa deriva, non gli algoritmi, non sono neutrali, sono ottimizzati per massimizzare il tempo di permanenza, quindi l'attivazione emotiva, la dipendenza, la comparazione sociale. Il punto è questo, se la crescita della sofferenza mentale dei giovani deriva,
decidiamo. Spero che ci sarà qualcuno ben più autorevole di me, che avrà studiato molto più di me, che avrà fatto, speriamo anche delle diciamo. Diciamo delle rilevazioni epidemiologiche più precise, perché adesso non ce ne sono così tanto un problema così grande, così grande? A mio parere comparabile a quello dell'oncologia dei tumori. Non è stato ancora studiato bene. Non è stato ancora studiato bene.
Perché? Perché bisognerebbe aprire come delle lattine le varie multinazionali del tech e dire adesso c'è un cazzo di problema nel mondo, bisogna vedere cosa succede nei vostri server, andiamo a vedere quali sono gli algoritmi, come funzionano gli algoritmi e non lo si fa perché la ormai l'economia mondiale. È ingranata a tutto questo
meccanismo? E di conseguenza, finché non arriveremo a un punto di rottura ancora peggiore, nessuno si preoccuperà di andare a dire ai vari Zuckerberg, Bezos, Brin e compagnia bella, fermatevi, adesso ci fate vedere che cavolo state facendo e vogliamo i vostri dati perché servono per la salute e il benessere delle persone del pianeta. OK, noi lo stiamo ancora facendo questo.
Il punto è questo. Questo discorso l'avevo già fatto un po diviso in varie parti 50 volte, ma mi rendo conto che ogni volta ci sono persone che mi dicono Ah sì, effettivamente. Comunque il punto è questo, se la crescita della sofferenza mentale dei giovani deriva dalla comparazione sociale, dalla mediazione delle relazioni, che deriva dalla tecnologia tecnologizzazione della della socialità. Saremo pronti a fermarci,
vogliamo fermarci. Ripeto la domanda, saranno pronti i capi delle Big company del tech a contenere i loro guadagni? Condividere i loro dati in cambio di un miglioramento della salute mentale delle nuove generazioni. Io credo di no, anzi sono sicuro di no. Io sono sicuro che i boss di meta, Tik Tok, Google, Compagnia bella non rinunceranno ad un solo euro in nome di un approccio più prudente ed etico del loro lavoro imprenditoriale, non rinunceranno ad un solo euro. OK.
Eh, è questo un punto. E poi c'è tutto un'altro intreccio, perché tutto questo poi si intreccia con un'altro livello di problema, comparazione sociale. Poi passiamo all'Festyle, lasciatemi dire che c'è il libro, ve lo dico lifel medicine qua aspetta qua facciamo vedere lifel medicine. Molte cose di cui stiamo parlando adesso sono anche dentro a questo libro, anche se poi parla di tutt'altro. Ma il succo del problema è questo è guardate anche Youtube, perché insomma, abbiamo tutti.
Voglio dividermi fra tutti voi. Ecco Ester Melis, lifestyle è un problema, eh? In questo libro è uscito, esce adesso. La sua Amazon link descrizione c'è una parte grossa su il fatto che gran parte dei problemi che abbiamo di stile di vita derivano in realtà da forme di dipendenza, cioè dobbiamo smettere di pensare che il nostro stile di vita derivi da scarsa volontà. E cose di questo genere. Dobbiamo iniziare a pensare ai nostri stili di vita, deteriori in termini di dipendenze, vere e
proprie dipendenze. Forse il problema degli esseri umani in questo momento storico, in questo preciso momento storico, OK. Cosa succede? I giovani di oggi mediamente si muovono meno, molto meno. L'inattività fisica è in crescita costante. Anche qua trovate grafici che comunque correlano social media smartphone ha una costante inattività fisica in crescita. Così come l'obesità e il sovrappeso.
L'Italia sta diventando una succursale, Eh già, per tantissime ragione succursale degli Stati Uniti, ma lo sta diventando anche in termini di epidemiologia dell'obesità, ad esempio, del diabete tipo due o dei disturbi del metabolismo, cose di questo genere. No, il sonno, il sonno viene assolutamente messo in secondo piano.
Sapete che ormai le multinazionali digitali considerano sono il loro vero competitor, non Netflix dice che il vero competitor della loro piattaforma è il sonno, perché poi purtroppo le persone cazzo devono dormire, ma cosa? Mira a fare state svegli e guardate un'altra serie. Guardate pubblicità state sulla piattaforma, mollate sto grano, OK. Quindi il sonno diventa un optional disturbato, insufficiente, frammentato. Abbiamo persone che ormai considerano il dormire come una
sorta di debolezza. No, se non dormi vuol dire che sei produttivo, no? Alimentazione, alimentazione, disastro totale per faldare singoli i singoli pilastri, no dello stile di vita disorganizzata, emotiva, compensativa, dipendenza da stress, dipendenza da cibo, eccetera eccetera eccetera, così come avviene nei social media. Sta avvenendo anche, cioè questo è un pattern che si ripete nei vari pilastri del vostro stile di vita.
OK, la limitazione è classicamente fa eco come usiamo gli smartphone, quindi in maniera emotiva. Riparativa dipendenza. Dipendenza compensativa. Stress adesso ormai non è più episodico, ma è cronico? No, è legato a una sensazione di accelerazione continua a innaturalità della vita quotidiana, quello che vi dicevo prima. Stress nuovi stress distopici
che di cui non siamo abituati. Noi siamo più abituati a scappare dalla tigre coi denti a sciabola che andare a fare dei lavori allucinanti a una velocità pazzesca che di cui ci pagano niente e che ci fanno pensare che la nostra vita verrà sprecata, sprecata in esistenze prive di senso. Uno preferisce scappare dalla tigre coi denti a sciabola.
Ecco, non diciamo cavolate, il nostro cervello non è fatto per questo, non è fatto per lavorare per due soldi in franchising e in negozi che che che vi rubano la vita in cambio di zero denaro. Le relazioni relazioni sono sempre più immediate del digitale? No, il sesto pilastro della lifestyle medicine sono le relazioni importantissime. No, questo non significa che siano finte. Ma mancano di corpo, mancano di sincronia, di presenza, le relazioni devono essere in
presenza, Eh? E qui entra in gioco un concetto fondamentale di cui vi accennavo prima tecnoference ho fatto un video tecnoference tecnoference technical Interference, Technology Interference. È qualcosa di molto, molto giusto, molto importante da affrontare perché è quello che accade quando sono i genitori a sbagliare il loro rapporto con la tecnologia e avviene molto più spesso di quando non pensi solo che nessuno gli fa il culo perché alla fine i genitori c'è
il famoso bias no di correzione per cui pensiamo che i genitori siano furbi e debbano correggere dei figli un po avvelenati. Non è così? Siamo in un mondo in cui alcune nostre fragilità S. Ono assolutamente condivise fra genitori e figli e la famiglia dovrebbe essere un sistema aperto, inclusivo, in cui si aumenti il livello di consapevolezza e ci si confronti autenticamente fra genitori e
figli. E smettere di di pensare che i genitori siano dei correttori di figli che hanno comportamenti dei generi non funziona così e. Specialmente non funziona così in ambito della tecnologia e delle nuove tecnologie digitali. No? La Technoference cos'è è l'interferenza della tecnologia nelle relazioni umane.
Per dirla super Easy, no? E quando uno smartphone interrompe un'interazione genitore e figlio e quando un adulto è fisicamente presente ma mentalmente assente, è risucchiato dallo schermo, dà risposte automatiche. Il figlio percepisce fin dall'inizio questa sua sostanziale Remo, essere remoto. Questa sostanziale essere su un'altro pianeta, cioè presenza fisica ma non presenza mentale.
È meglio 5 minuti in cui io sono presente a te fisicamente e mentalmente, piuttosto che giornate intere in cui si sta assieme ognuno. Erraticamente disperso in in mondi paralleli in digitale no. Tutto questo quando l'attenzione viene spezzata continuamente, no? E che impedisce poi la costruzione di una, di un regime, di una regolazione emotiva condivisa, perché i nostri figli hanno bisogno per un certo periodo della loro vita, che noi prestiamo loro il nostro sistema nervoso centrale.
L'educazione è anche una sorta di prestito di funzionamento mentale, finché i figli poi non ne acquisiscono, uno può aver può fossificare tante cose, spiegare loro e infargli, imparare come si dorme, come si mangia, come si pensa, come si sente, come si fa fronte ai problemi. E tutto questo viene spezzato costantemente dalle tecnologie digitali? No, nei nuclei familiari di oggi la Tecnoference è diffusissima e non riguarda i figli.
Riguarda prima di tutti i genitori, andate su un treno e ditemi se sono più gli adolescenti o gli adulti a stare così sul telefono. Ditemelo, sappiamo che la qualità dell'attaccamento, della sintonizzazione emotiva precoce, no, è proprio uno dei pilastri dello sviluppo della salute mentale. Non perché i genitori sbagliano, ma perché anche loro alla fine sono immersi. Stesso sistema nello stesso sistema? No iperstimolante alienante che non.
Scegliamo? Non lo stiamo scegliendo, ce lo stanno imponendo e quindi è chiaro che il quadro si chiarisce. No, non è così strano pensare che i ragazzi stanno tutti peggio. Il disagio mentale crescente se inizi a mettere insieme stile di vita. Tecnologie digitali,
trasformazione della società. Non è un mistero, non è più misterioso, non è un improvviso collasso intrapsichico collettivo, non è un cambiamento nel nostro DNA, è una sofferenza che nasce nello spazio di contatto tra la mente umana e un ambiente che è cambiato troppo rapidamente, troppo rapidamente, troppo radicalmente, troppo. Troppo violentemente rispetto al, al, al, allo Stato ancestrale in cui il nostro cervello poi si è sviluppato, no?
I nostri tempi biologici, i nostri tempi evolutivi. Noi ci siamo evoluti in negli ultimi cinquant'anni, come non è mai successo nel corso della storia. E abbiamo un cervello, abbiamo un corpo, una biologia, che non può essersi evoluta così velocemente come si sta evolvendo come ci come pretende no, come, quali sono, come l'ambiente sta, diciamo, obbligandoci a cambiare sul
piano mentale. Una società accelerata, competitiva, comparativa, precarizzata no, un mercato del lavoro che promette tutto ma concede pochissimo. Un'idea di successo che è accessibile solo a una minoranza. Il successo che vedete sui social. Tutti lo stiamo sospettando, ma tutti alla fine lo capiamo a un certo punto e non è una bella notizia, è disponibile solo per pochissimi, perché, diciamolo chiaramente, ci sono pochi individui che si giovano davvero
di questo sistema. Forse 1 10 15% della popolazione sulla base delle condizioni di partenza. Sulla base delle condizioni di partenza non siamo più nel klondike, all'età dell'oro in cui da zero partivi e potevi diventare ricco. Ormai il mondo è congelato in una maniera veramente. Distopica, veramente persecutoria. Il resto non si giova di questo
sistema ricordatevelo. Sempre sempre più persone partono da condizioni talmente svantaggiate per questa realtà sociale, quindi condizioni economiche, culturali, relazionali, evolutive che l'emancipazione è un miraggio. Il passaggio di classe sociale per la stragrande maggioranza delle persone è sempre più raro. Come vi dicevo prima, è sempre
più utopico. E questo i giovani lo stanno iniziare a sospettare fortemente, alcuni di loro internamente non se lo dicono, ma stanno iniziando a capirlo. Bene, e non è una bella notizia, non è una bella notizia. I social media stanno facendo una cosa paradossale, stanno svelando una verità tragica che per centinaia d'anni è stata mascherata, ma che era meno potente di quella di oggi. No? E negli ultimi decenni, nel 900, è stata mascherata da narrazioni motivazionali tossiche.
No, all'inizio forse del 900 c'è stata una finestra in cui se vuoi, puoi. Aveva senso? No? Il famoso se vuoi puoi oggi non funziona più non perché le persone non vogliano abbastanza, ma figuratevi, ma perché le condizioni strutturali di partenza non lo permettono più. I giovani lo sanno, lo sentono, lo vivono sulla loro pelle. Ed è forse questo il vero nodo. Una generazione che percepisce in modo più lucido di quanto?
Non immaginiamo che le premesse. Che le promesse non verranno mantenute, che l'impegno non garantisce sicurezza, che il sacrificio non garantirà stabilità, che l'identità viene continuamente messa in discussione da confronti impossibili da vincere. La comparazione sociale vi mette di fronte a questo, confronti impossibili da affrontare.
Questo è il preambolo dell'infelicità, la felicità è avere a che fare con sfide che sentiamo di poter affrontare e che magari riusciamo anche ad affrontare. Ma che abbiamo, come dire? L'attitudine positiva perché immaginiamo che siano affrontabili, adesso abbiamo delle sfide che non sono affrontabili. Ok. In questo contesto, ansia e depressione non sono il problema, sono la risposta, sono chiaramente la risposta a tutto questo, una risposta umana, una risposta comprensibile, dolorosa.
A un ambiente che sta diventando sempre meno umane. Quindi cosa stiamo pensando? Di curare l'ansia e la depressione? O dovremmo curare qualcos'altro perché l'ansia e la depressione non sono in questo senso curabili? Possiamo immaginare di agire su quello che le ha generate perché ansia è depressione? Sono risposte, sono risposte, OK, risposte ragionevoli se inizi a pensare alla vita di molte persone in questi termini, se vogliamo davvero occuparci di salute mentale nei giovani.
In realtà un po. In generale dobbiamo smettere di cercare la soluzione dentro alle persone, dobbiamo avere il coraggio di guardare l'ambiente, il digitale, l'economia, la socialità. Come vengono costruite le città? Quali sono i destini predestinati precostituiti alle persone? Lo stile di vita, l'attività fisica, l'alimentazione, che sono tutte realtà e tutte variabili ingranate in contesti di business. Il cibo è un business, le droghe sono un business, l'inattività
fisica è un business. Ragazzi, secondo voi ci guadagnano di più se state avanti tutto il giornoalla.tv ai videogiochi oppure se iniziate a correre, correre basta mettersi un paio di scarpe e uscire, ci vuole poco. Il disagio non è, dal mio punto di vista, dentro i giovani e tra loro, è il modo in cui li stiamo facendo crescere, fra il modo in cui si sta evolvendo la società, è chiaro che questo. OK, direi che ci siamo, forse, anzi cazzo, ho parlato 44
minuti, pure troppo. Spero che qualcuno di voi non si sia annoiato. E prima di entrare a discutere di questo tema con i membri della nostra Community Life Tribe, voglio solo ricordare, appunto, che è possibile, lasciatemelo dire, acquistare su Amazon il mio nuovo libro Lifel Medicine, in cui si parlerà anche di questo, in larga parte anche di questo, dei pilastri dello stile di vita. Voglio. Che diate un'occhiata a, diciamo ai contenuti di questo Libro perché mi ci sono davvero
impegnato tanto. Voglio che lo conosciate e che possiate decidere di acquistarlo una volta conosciuto, perché? Ci ho lavorato davvero tanto tutto l'anno scorso. Tutto il 2025 è stato investito su questo Libro e ringrazio Mondadori. È la prima volta che diciamo cedo alla tentazione di essere, diciamo, sotto una casa editrice. E devo dire che Mondadori ha fatto un lavoro eccellente e la ringrazio davvero, ma. Ssima libertà mi hanno supportato.
Grande aiuto. Adesso faremo anche le presentazioni in tutta Italia, quindi sarà bello incontrarvi. Eh, va bene, l'est e medicine. Ah, parliamo anche di Life Tribe. Parliamo sempre di queste cose in Life Tribe, per cui adesso ci spostiamo in Life Tribe. Se vi interessa anche voi entrare nella Community, giù in descrizione c'è il link. Se volete affrontare.
Affrontare assieme altre persone, condividono i vostri stessi valori, gli obiettivi, queste tematiche, altre tematiche simile no neurodivergenze, ADHD, autismo, dipendenze, lifel, medicine, crescita personale, Life drive, credo che. Valga la pena essere. Esplorata bene, salutiamo Youtube e ci spostiamo su Live tribe. Ciao Youtube, se volete parlare con me venite su lifetribe.
