Allora psilocibina, funghetti allucinogeni and Company saranno davvero una rivoluzione per la psichiatria e la salute mentale? Psichedelia, medicina psichedelica. Cambierà il modo in cui ci prendiamo cura dei disturbi mentali. Calma, calma. Se vi interessano questi temi, ascoltatemi. Se non vi interessano, andate via, perché oggi mi prenderò un po' di tempo per spiegare bene bene il mio punto di vista sulla questione. Ed è un punto di vista che a molti non piacerà, ve lo garantisco.
Ma così è il mondo, plurime visioni, plurime prospettive delle nostre aree di interesse. Succede sempre in medicina, per fortuna accade spesso allora. Iniziamo per gradi e facciamo intanto un pochino di chiarezza appunto sulla psilocibina. Inizieremo oggi, magari se se avrò voglia di fare video solo medicina psichedelica. Iniziamo oggi sulla psilocibina di cui tutti parlano in questi ultimi anni. Tutti, davvero tutti, la cura definitiva per la depressione.
Calma Calmissima Eh calmissima rispondiamo oggi ad alcune domande, allora alcune domande che ho cercato di creare mentre correvo Eh e vediamo se sono domande che poi mettono un po' a fuoco il problema allora intanto. Abbiamo davvero bisogno di nuovi trattamenti ed è vero che ci sono tanti casi di depressione resistente? Prima domanda, poi ovviamente che cosa è la psilocibina? Che cos'è la psilocibina? È uno psicofarmaco, che succede?
Come funziona eccetera. Poi altra domanda simile ma diversa, come potrebbe funzionare il trattamento con la psilocibina? OK, è proprio vero. Che diciamo? Altra domanda, è proprio vero che cura la depressione resistente? Lo fa meglio e prima di antidepressivi tradizionali della psicoterapia della psilocubina cura meglio la depressione resistente o la depressione in generale e lo fa davvero meglio e prima degli antidepressivi tradizionali della psicoterapia? Vediamo Eh, ne parliamo.
Infine, cosa Consiglio a chi vuole accedere il prima possibile a tutti questi nuovi trattamenti? Il mio Consiglio, tante domande video, fatto ovviamente con modalità divulgative. Non sarà preciso, non sarà completo. Il mio compito non è essere né così preciso né così completo. Sono uno psichiatra che vuole entrare in connessione con le altre persone.
E vuole fornire quantomeno le variabili chiave alla gente per potersi formare una buona idea di quello che accade attorno a loro nel campo della medicina, nel mio caso delle neuroscienze e della lifestyle medicine. Ecco qui pian piano una domanda dopo l'altra e vi dirò quello che penso. Allora prima domanda importante, Eh, c'è davvero bisogno di nuovi trattamenti per la depressione? È vero che molti casi di depressione non rispondono ai trattamenti standard, agli
antidepressivi è vero? OK, la risposta breve potrebbe essere forse, ma il punto non è questo. Vi spiegherò molto meglio. Il punto, secondo me è che stiamo tipizzando malissimo ciò che chiamiamo depressione là fuori vedo tra parecchi articoli Silocibina per la cura della depressione. Eh, depressione al singolare nel 2025. Io vado ai matti quando sento sulle riviste parlare di quello e non ditemi che è un'approssimazione a scopo di entrare in contatto col pubblico
laico. Non funziona così. È come quando sento parlare di. Terapie per i tumori, scoperta la cura per i tumori, adesso non si sente più per fortuna, ma un tempo si sentiva dire questo, scoperta la cura per il cancro, Eh. Ecco scoperta e la cura per il cancro equivale a dire scoperta che la la la tirocibina cura la depressione perché depressione non è un'unica cosa.
Abbiamo la depressione maggiore unipolare, la depressione è un disturbo bipolare che sembra uguale ma non lo è. Abbiamo i disturbi dell'adattamento con sintomi depressivi misti, anso depressivi eccetera. Che emergono quando una persona vive in una condizione di stress cronico? No, magari per precarietà economica o relazioni corrosive o 1000 altre cose.
Stress economico fondamentale. Poi c'è la depressione post partum, tutta un'altra roba dove la fisiologia e l'assetto ormonale cambiano tutto, è una delle depressioni più biologiche
che abbiamo. Poi ci sono le forme legate al trauma EE ci sono le depressioni che non sono davvero depressioni in senso proprio del termine in senso di zero, del depressivo maggiore, ma che magari sono il risultato di un disadattamento in persone neuro divergenti come autismo OADHD, cosa che ancora oggi non viene presa in considerazione. E più onestamente crolla il palco Eh, su cui stiamo
parlando. Perché fatemi fare un esempio, se una persona ha DHDO autistica o tutte e due vive in un ambiente non adatto al suo funzionamento, lavoro iperstrutturato, ambiente accelerato, scuola punitiva, sovraccarico sensoriale, precarietà, difficoltà proprio a elaborare cognitivamente l'ambiente. E quindi sviluppa sintomi depressiva ma che saranno disturbati dall'adattamento o sintomi depressivi. E le da 1SSRI è un antidepressivo classico. Beh, sorpresa sorpresa, non funziona, ma va.
Ma chi l'avrebbe mai immaginato? Eh? Chi l'avrebbe mai immaginato? Quando si dice che gli antidepressivi non funzionano in larga parte delle persone non si sta dicendo in quale forma depressiva. Non funzionano, ci sono delle forme. Con le antidepressive funzionano molto bene, eccome se funzionano bene. Un disturbo repressivo maggiore, molto vitalizzato, con sintomi cognitivi, motori, somatovegetativi, affettivi eccetera eccetera eccetera,
funziona molto bene. Ma se tu vieni da me dopo un licenziamento, una famiglia, lo sfascio in un contesto sociale di degrado, dipendenza da sostanze, dipendenza da cose, stress economico eccetera, e non rispondi all'antidepressivo ma ragazzi, ma non ci vogliono scienziati. Per capire che quella non è depressione resistente, ma è una depressione trattata male. Chiaro, la verità è che abbiamo una narrativa semplicistica, semplicistica, ancora non
ereditarie. Un'eredità delle vecchie narrative che ci hanno imposto le aziende farmaceutiche producevoli antidepressivi, che è vero han fatto grandi Casini, ma che funzionano in contesti specifici, Eh. Antidepressivi sì o antidepressivi no? Ma che domande sono? No la in realtà la domanda reale sarebbe, questa persona che cosa davvero, qual è il contesto, che cosa le sta succedendo dentro ma soprattutto fuori? E soprattutto all'interfaccia fra me e le altre persone.
OK, questo è un punto davvero importante anche quando parliamo di psichedelia, anche quando soprattutto mi viene da dire se parliamo di psichedelia. Poi c'è un'altro punto critico che pochi sollevano, i cosiddetti non responder se eh quelli che non migliorano con con i farmaci sono un problema perché noi abbiamo pochissimi studi davvero multimodali, cioè studi che valutino una cura fatta bene, quindi non solo con
farmaci. Con farmaci su psicoterapia, interventi del sonno, sull'attività fisica, sulla lifestyle medicine, riduzione dello stress, qualità dell'ambiente, tutto insieme. Non abbiamo studi su non responders di questo tipo, abbiamo moltissimi studi sul fatto che primo trattamento farmacologico non risponde, secondo trattamento farmacologico non risponde adeguati nel dosaggio sei mezzi tutti cazzi bene, depressione resistente. Ma di cosa stiamo parlando Eh?
Inutile girarci attorno, è così che funziona nella vita reale. Non è stiamo parlando ogni tanto ai convegni, sembra che non viviamo nella vita reale Eh, quindi non funzionerà mai in molti casi con un'unica molecola magica a fare la differenza. Quasi mai è così. Forse in alcuni casi, ad esempio il disturbo bipolare, il litio certo basta la la pillola, ma in psichiatria purtroppo dico purtroppo poche volte.
Basta un intervento singolo, la multimodalità, lo diciamo l'olismo, l'approccio olistico alla persona e l'approccio in realtà biopsicosociale globale è un approccio complesso, ma è l'unico vincente prima di dire che c'è una depressione
resistente, Eh? Si potrebbe dire che abbiamo trattato per decenni la depressione come un singolo problema biologico, quando invece è un'insieme di fenomeni complessi che richiedono diagnosi precise, inquadramento preciso della persona, competenze diverse, un approccio strategico che mette assieme tutti i punti del trattamento, che non sarà quasi mai solo farmacologico. Certo, certamente esistono case di disturbo repressivo maggiore
che non rispondono ai farmaci. Assolutamente sì, esistono, ma forse non sono così tanti, a ben vedere, specialmente se si guarda la scena da questa prospettiva. Come avete capito, la storia è più complicata, molto più complicata. Quindi ripeto, quando vedo medicina psichedelica che risolve la depressione, ragazzi.
Non funziona così, non mi piace, non ci siamo e soprattutto sotto vedo a questi titoli persone, alle volte anche psichiatri, che si mettono a parlare, a pontificare, non mi piace, a me non piace. Forse il vero nuovo trattamento non sarà solo un farmaco futuristico, no, una diagnosi ben fatta, un approccio realmente multimodale, una compressione olistica, eccetera eccetera eccetera. E la psichiatria psichedelica, la psichedelia potrebbe essere qualcosa del genere? Ma non ancora.
Ma andiamo avanti che ne parliamo meglio fra poco. Passiamo adesso alla seconda domanda, quella che vi interessa a tutti, che cosa è la psilocibina? Qui voglio essere scientifico ma chiaro per tutti, spero. Ne parlo da anni, da anni ne parlo di psichedelia, di psilocibina, di ayahuasca da anni. Ma ne riparlo, ne riparlo volentieri.
Perché a me interessa. Ecco, spero che il fatto di non essere completamente schierato da una parte e dall'altra non in qualche maniera non suggerisca alle persone l'idea che io non sia interessato al tema. Io sono molto interessato al tema della psicheteria, ma proprio perché sono molto interessato e perché, ahimè, la mia mente funziona così, è un po' quadrata, ne voglio parlare bene.
Allora la psico la psilocibina è una triptamina psichedelica che troviamo naturalmente naturalmente in alcuni funghi no del genere psilo cibe, ma non solo, ce ne sono diversi altri.
E si tratta di una molecola che dal punto di vista farmacologico lavora principalmente non solo come vedremo dopo, ma principalmente come agonista del recettore 5HT2A1, recettore della Serotonina, che si trova in modo particolare nella corteccia associativa, cioè nelle aree della nostra corteccia che integrano le informazioni che costruiscono la nostra percezione del sé e del mondo. Arsilo cibina è diventata nota negli anni 60 grazie all'incontro tra un famosissimo micologo.
Adesso non se lo ricorda più nessuno, ma Gordon Wasson e la curandera, quindi un persone laiche fra virgolette, la Curandera Maria Sabina e poi dopo fu anche sintetizzata da Albert Hoffman, Eh Acquistò popolarità in Occidente dopo un famosissimo articolo su Live proprio di wasson e di sua moglie, di cui non ricordo il nome, ma.
E scrisse, questo articolo è proprio per i suoi usi spirituali ricreativi, e questo approccio fra lo spirituale e il ricreativo attirò l'interesse però scientifico, in particolare di Harvard, per la sua capacità di indurre esperienze mistiche per a quel punto potenziali curativi in ambito psichiatrico.
Tuttavia sappiamo la storia super breve ve la sto facendo, dopo che nel 67 l'l SD fu reso illegale dall'amministrazione Nixon, la forte somiglianza tra le sostanze fra psilocibina ELSD portò poi alla proibizione della psilocibina nella maggior parte del mondo. Eh. E lì si è bloccata, si sono bloccate le ricerche, ahimè è così, purtroppo ci sono stati tantissimi anni in cui le ricerche sono rimaste bloccate, lo sappiamo tutti, forse lo
sapete. Cosa succede quando Becchi ti ingerisci i funghetti allucinogeni, eh? Una volta che viene ingerita, la psilocibina viene assorbita molto bene, viene rapidamente trasformata nel fegato e nei tessuti periferici. Ecco, questo è importante. La Psilocibina non è il farmaco, la sostanza per il momento che non ancora sostanza che agisce all'interno del nostro cervello, a un certo punto perde il suo gruppo fosfato.
Avviene appunto una defosforilazione, diventa psilocina, che è la vera molecola attiva, quella che poi effettivamente lavora nel cervello. A quel punto la psilocina attraversa abbastanza facilmente la barriera ematoencefalica è una sorta di filtro biologico che protegge il cervello da sostanze esterne.
La psilocina la attraversa bene ed inizia a legarsi a vari recettori della serotonina, soprattutto, come vi dicevo prima, i recettori 5HT2A Eh. 5 HT è un'abbreviazione per cinqueidrossitrictaminacioeserotoninaquindi.ca 5HT2A è un sottotipo recettoriale specifico. Il recettore 5HT2A appartiene alla famiglia dei recettori metabotropici che sono accoppiati a proteine g questo cosa significa significa che
quando la psilocina. Si è lo attiva non apre direttamente un canale Ionico, ma avviene una cascata biochimica più complessa, una cascata interna alla cellula e in particolare stimolerà l'attività della fosfolipasiceh.pl C fosfolipasi c è un enzima che produce poi 10 gliceroso enositoltri fosfato, l'i p tre, quello che viene alle volte lo vede designato come IP tre.
Bene, tutti questi segnali intracellulari nel giro di davvero pochi istanti, rendono i neuroni piramidali della corteccia prefrontale corteccia associativa importante. No, per la nostra, per le nostre funzioni esecutive, anche diventano più eccitabili Eh, cioè sono pronti, più pronti a generare attività elettriche, come se diventassero più sensibili, meno rigidi, più aperti ovviamente.
Poi qua si entra nelle allegorie più aperti a rompere gli schemi abituali con cui processano le informazioni non è. Ve lo dico subito, sicuramente un classico antidepressivo, non modula i trasportatori della della serotonina no e Sert all'interno della fessura sinaptica no, aumentando la sua concentrazione all'interno della fessura sinaptica.
Gli SSRE ad esempio fanno sì che quello che porta dentro per degradare la serotonina, il trasportatore viene inibito e di conseguenza si accumula più serotonina a livello della della fessura. Sinaptica fra due neuroni Eh. E in realtà la xilocinia altera direttamente e in modo anche appunto, in modo temporaneo e meno potente dell'l SD.
L'intero assetto chiamiamolo della connettività cerebrale ha tantissimi effetti e sicuramente legandosi come agonista parziale a diversi recettori della serotonina, ripeto, 5HT2A in particolare. Ma poi avvengono tanti altri fenomeni, si attiva anche le vie del glutammato, le vie della del BDNFE, quindi della della creazione di nuove connessioni
sinaptiche. Tante cose, in pratica, però, per restare, per chiudere il discorso, provoca una sorta di dissoluzione, potremmo dire dei Pattern abituali della rete del nostro default Mode Network. Ne ho parlato di tanti video, andate a vedere, magari ve lo indico qua da qualche parte, no? Che sostanzialmente quella rete che usa continuamente i nostri modelli mentali, i nostri automatismi, le nostre storie interiori in maniera anche un po' rigida, no?
È interessante perché, pur essendo una sostanza psichedelica nel suo meccanismo, possiamo in realtà riconoscere alcuni parallelismi con altri farmaci. Perché adesso, mentre vi pare, vengono in mente 1000 dovrei dirvi 1000 cose, non so se vi dirò tutto la cosa mi piace, lo vedete, ma poi rischio poi di davvero di sovraccaricare di
informazioni no? Ripeto, ci sono alcuni parallelismi con altri farmaci che agiscono anche loro su Stati di rigidità mentale, su reti neurali di default particolarmente bloccate no, quali? Ad esempio la ketamina. Ovviamente la ketamina è diretta verso il recettore NMDA, quindi direttamente solo glutammato, la
la psilocina è indiretta. In questo senso ho pensato in modo anche molto diverso, in realtà persino certi antipsicotici atipici modulano la risposta glutammatergica un po' similmente alla psilocina, insomma. La filo Cina quindi lavora, per dirla in maniera poetica, quasi come un'interruzione di schema, apre delle finestre nel nella nostra mente in cui il cervello entra in uno stato di maggiore entropia, di fatto entropia funzionale.
Uno Stato meno vincolato dalle solite tracce dei soliti Pattern neurali è un reset temporaneo. Non è un cambiamento permanente in sé, ma potremmo dire un'occasione di riorganizzazione, un'occasione se poi sfruttata bene EE vedremo dopo come, perché non basta la psilocibina e quindi la psilocina per fare la magia della sua ipotetica azione
antidepressiva. Comunque tutta questa questione potrebbe essere potenzialmente utile nel trattamento della depressione, sia chiamiamola naif che depressione resistente. Perché questo? Perché le persone depresse, soprattutto quelle con forme più antiche, complesse, EEEE importanti, hanno una forte rigidità cognitiva e affettiva. È una specie di circuito chiuso che ripete sempre la stessa narrativa, interior la psilocibina solo se.
A cump sembra poi ci sono degli studi che provano anche la psilocibina da sola, ma prevalentemente si parla della psilocibina se accompagnata da un contesto psicoterapeutico specifico, strutturato e ancora molto da stabilire con precisione. In realtà bene, in questo contesto la psilocibina sembra offrire una breve parentesi in cui queste narrazioni interne possono essere rimesse in
discussione, riviste e superate. Non è quindi un farmaco a sé stante, funziona solo dentro un protocollo, quindi preparazione, somministrazione guidata, integrazione. Senza questi passaggi, senza questi elementi, non abbiamo dati che che ci dicano che la Psilocibina possa avere una funzione terapeutica EO addirittura essere rischiosa. Ripeto, gli studi sono prevalentemente in questa direzione, nel nel contesto di una somministrazione e di
psicoterapia aggiuntiva. Non è quindi una cura magica o spirituale in senso metafisico, Eh? Non aggiusta la serotonina, non riattiva la dopamina, non rimette a posto i recettori, non ti riconnette con l'universo, la meccanica quantistica, altre scemenze che senti dire là fuori, per meglio dire, ci possono senz'altro essere questi vissuti. Ci possono essere questi vissuti
anche molto, molto. Importanti e toccanti, ma i punti da teneramente sono chiamiamoli tanti, diversi sono molteplici e sono molti di questi ancora in fase di definizione. Sicuramente psico civile xirocina lavorano in maniera complessa sul modo in cui il cervello organizza il senso dell'esperienza e del vissuto e questa è una cosa che richiede un'enorme rispetto, attenzione, cautela, contesto clinico adeguato no.
Tra l'altro molti degli. Effetti duraturi che gli studi dimostrano non derivano dalla molecola in sé, probabilmente, ma dal processo di rielaborazione psicoterapeutica che segue l'esperienza. Questo lo voglio ripetere in 1000 modi, perché i protocolli da studiare purtroppo sono protocolli complessi perché implicano sostanza e intervento umano. Un po' come che arriva un tempo,
no? Solo che al posto della curandera non c'è più Maria, ma c'è uno psicoterapeuta che dovrebbe sapere fare le cose bene Eh, è in un certo senso tutta la storia, una psicoterapia catalizzata da un farmaco che rende il cervello in qualche maniera più plastico per un certo periodo, per una finestra di tempo. La cosa importante secondo me è smettere di confondere la psicocibina con l'idea naif dello psichedelico che ti
illumina e quindi non non c'è. Nulla di mistico, perlomeno non c'è nulla di metafisico, mettiamola così, ci sono vie neurofisiologiche precise, ci deve essere psicoterapia, psicoterapia, psicoterapia e c'è un setting clinico estremamente rigoroso e competente che deve essere rispettato. E poi c'è senz'altro una molecola che per poche ore se se accade invece per più somministrazioni.
Rende più flessibile un sistema che era ormai caduto sotto il peso, diciamo per così dire, sempre in ambito allegorico della sua rigidità. Sono molte metafore che cercano di condensare ovviamente in poche parole tutto questo complesso lavoro neurobiologico, quella più antica e forse più intuitiva, che a me piace di più e che sento spesso usare la fuori e nessuno dice che è una metafora.
Nata negli anni 60. Bene, la metafora è questa, la psillocibina, in pratica ti permette di intravedere, no, la cima di una montagna che fino a ieri riuscivi solo a immaginare il fine del tuo percorso. Eh, per un attimo la vedi, capisci che esiste davvero, ma ed è la parte meno romantica, quella cima. Poi dovrai comunque raggiungerla con i tuoi passi, con il tuo fiato, con i tuoi sforzi quotidiani. La differenza è che ora, da un certo punto di vista, sai che quella cima c'è, che sai dove
stai andando? Sai che quella montagna ospita il cambiamento possibile? No, quello che può riportarti in salute. Questo già di per sé potrebbe fare un'enorme differenza da tanti punti di vista. Bene, adesso passiamo alla domanda successiva. Domanda importante, quando si parla di un possibile
trattamento con la silocibina. La prima cosa che bisogna chiarire è che, anche se sembra banale, è che serve un inquadramento diagnostico impeccabile, impeccabile, non si tratta di dare una molecola magica a chiunque abbia un disagio psichico chiaro. Cioè io da fuori sento manager che vogliono migliorare le prestazioni, gente che ha
dipendenze, gente di qua. Bisogna capire bene chi è quella persona a cui diagnosticheremo qualcosa e a cui daremo poi la psicoscibina che diagnosi porta, che storia di sofferenza c'è, sotto quali vulnerabilità, quali risorse soprattutto quali rischi. Anche sono pochi in realtà per lo psicocivina, ma ci sono eh. Oggi purtroppo sta emergendo un'idea un po' da, anzi molto semplicistica e quasi ingenua, no, che basti dare la psilocibina e il cervello fa il
resto, Eh? Si chiede lì allo stato brado, silo cibina, Pink Floyd balat sei a posto? È una narrativa seducente ma decisamente falsa e pericolosa. In realtà il vero punto è che la psilocibina da sola non è il trattamento, non è il trattamento, lo ripeto, è un catalizzatore. L'efficacia quella clinica reale. Ovvero non non, non riesco a non ripeterlo a all'infinito. Dipende dal setting, cioè dal modo in cui l'esperienza viene preparata, vissuta, contenuta e
poi rielaborata. E qualcosa di difficile da far capire alle persone, ma forse ne parla davvero molto poco. Sembra una psicoterapia che ha coperto il percorso? No? Una fase prima in cui definisci l'intenzione il momento dell'esperienza che va gestita in sicurezza. No, la fase dopo. Fase dopo, in cui appunto, avviene la fase più importante, no? E lì, appunto, le finestre di
plasticità diventa una strada. Forse la psilocibina potrebbe essere altro, non uno psicofarmaco, ma addirittura semplicemente un acceleratore della psicoterapia o forse anche uno psicofarmaco. Ma non lo sappiamo, non lo sappiamo davvero, o meglio, molti credono di saperlo. Adesso ci abbiamo tanti scenari di persone che. Sembra che sappiano tutto, ma non sanno niente. Stiamo assistendo a una proliferazione di scuole di
pensiero? No, ciascuna con le proprie metafore, le proprie procedure, i propri dogmi. La verità è che se vogliamo essere davvero etici, scientifici ed efficaci, dobbiamo pretendere validazioni reali, trial solidi, campioni ampi, statistiche significative, follow up lunghi. Solo così. Potremmo capire realmente, concretamente, se questo acceleratore funziona davvero, se è addirittura magari un farmaco in sé o se è soltanto un'altra illusione molto ben
raccontata. No, per tutto quello che vi ho detto prima che ad oggi questa illusione sta già creando dei modelli di business per molte persone, per molti Content Creator, per aziende, per startup. Questo va detto, questo va detto. La psichedelia è. Sta rinascendo perché è potenzialmente un grande business, chiaro? Può potenzialmente essere un grande business. Ma adesso andiamo avanti con la domanda chiave.
Eh, quella che molti di voi aspettano perché riguarda la depressione, cioè è proprio vero che la xilocibina cura la depressione resistente? E lo fa meglio e prima gli altri antirepressivi tradizionali della psicoterapia. È proprio vero? Allora questo è davvero un punto controverso, controverso dal mio punto di vista, quantomeno.
Andiamo con per ordine. Allora prima di tutto c'è il solito eterno problema della diagnosi, quello che dicevamo all'inizio, cirocibina cura la depressione meglio di antidepressivi titoli Eh, o podcast in cui dicono così boom sparateli. La depressione è stata definita
bene, è stata definita bene. Stiamo parlando di un disturbo depressivo maggiore classico, di una forma di porarmi sconosciuta, di un disturbo dell'adattamento travestito da Neurodivergenze travestite da cosa intendiamo davvero quando diciamo curare la depressione? Questa è una domanda che dovrebbe essere studiata, ma molto di più nel contesto clinico reale, perché l'inghippo spesso sta lì, senza una diagnosi. Io non so più come farvelo
farvelo capire. Senza una diagnosi solida e quindi avendo le idee chiare, nessun trattamento può essere valutato. In primis seriamente. Perché qua non stiamo parlando di andare in Centro America e calarsi delle Liane Bollite, stiamo parlando di usare dei trattamenti in contesti standardizzati in un ambito clinico. OK? C'è da chiedersi se sia possibile usare addirittura la psico Elia in un contesto standardizzato. Benissimo, è una domanda che andrebbe posta anche quella Eh,
ma non solo. Poi c'è il problema del follow up, cosa succede dopo a tre mesi e sei mesi a un anno collateralità io non so se prendi mezzo SRSSRI tutti, quindi serotonina tutti ti parlano di PSSD quindi la sindrome ad esempio sessuale è post serotoninelli no? Qua nessuno ne parla solo perché sono funghi, niente. Se poi anche qua vengono fenomeni di quel genere oppure altri problemi noti e soprattutto quelli che preoccupano più i medici, i problemi non ancora noti dove li
mettiamo eh? Cioè quando si parla di cose naturali la prudenza sembra dover scomparire. C'è sempre questa divisione fra chimico che naturale, artificiale, queste scemenze atomiche che là fuori girano. OK, ci sono cose naturali che ti ammazzano molto di più di cose artificiali, Eh? E quante volte abbiamo visto dei
dati che entusiasmano? Non nel breve termine, ma diventano poi meno chiari quando allarghiamo lo sguardo, quando pensiamo a un orizzonte temporale più vasto, pensiamo a una fetta di popolazione più vasta, a tantissimi tipi umani che potrebbero rispondere diversamente allo stesso trattamento. E ancora, il problema della replicabilità? Abbiamo studi promettenti.
Sì, ne abbiamo alcuni, ma spesso con campioni, piccoli, setting molto particolari, protocolli di psicoterapia impossibili da standardizzare oppure senza psicoterapia. E quando poi si prova a replicare quegli stessi risultati in contesti simili? Eh, diagnosi, terapia di supporto e intensità delle sedute, l'effetto non sempre si ripresenta, magari con la stessa forza. Quindi replicare, mettere in crisi l'ipotesi per capire se è autentica scienza, ragazzi, cavolo scienza.
E infine un nodo che pochi hanno il coraggio di nominare direttamente ad alta voce. La psichedelia in realtà ve l'ho già detto, ma vabbè ragazzi, sto andando un po' a braccio, quindi non rompetemi i coglioni e ascoltate la psichedelia rischia di diventa sta per diventare un business enorme nelle mani di persone poco prudenti. E quando entrano in gioco entusiasmo, marketing e visione ideologica la scienza tende a collassare purtroppo, specialmente quando accadrà
quello che io vi dicevo. Anni fa e che adesso tutti parlano. Il fatto che la psicoteria verrà usata probabilmente probabilmente in primo luogo per il fine vita, ma non solo per il fine vita degli pazienti affetti da tumore o da sindromi neurodegenerative. Per chiunque ragazzi l'esperienza della morte è un'esperienza brutta. Io punterei più su quello sinceramente che sulla depressione resistente, dal mio punto di vista. E lì sì che ci sarà un grande
business. Fidatevi che il business della morte sarà il business dei prossimi decenni. Nessuno vuole morire, nessuno sa alla fine cosa vuol dire morire, chi lo sa, sa bene che vuol morire, diversamente da come vede morire le persone e i farmaci psichedelici potrebbero essere davvero usati. Sono stati usati in primo luogo per quello i neri in cui non si poteva curare nessuno. Praticamente la psichedelia era un ottimo aiuto alla morte, per questo erano sostanze magiche, eh?
Ma ritorniamo alla depressione. Sì, abbiamo dati che suggeriscono che la psicocivile potrebbe essere utile. Sarebbe scorretto negarlo, anzi bisogna rimarcarlo. Ma allo stesso tempo, leggendo la letteratura con un occhio clinico e uno scientifico, io non ho trovato molte molte conferme. Come dire? Confermate? Ho trovato molte imprecisioni, molte approssimazioni metodologiche, una replicabilità ancora scarsa nelle condizioni reali che poi contano davvero.
Quindi diagnosi accurata e psicoterapia applicata in modo coerente e riproducibile, perché quello è il punto. In breve, in super breve il potenziale c'è per curare la depressione. Ripeto, uso sto singolare che mi mi fa uscire all'orticaria vorrei capire quale depressione, ma il potenziale c'è, c'è un potenziale per l'utilizzo? Ecco, mettiamola così, c'è un potenziale per l'utilizzo in psichiatria salute mentale della psilocibina, ma la prova definitiva su cosa, come e perché?
Ancora no, ancora no. Con buona pace di tutti quelli che ne parlano come se fossero i più furbi del mondo, gli unici furbi in un mondo di Coglioni, Eh? Tutti entusiasti. I titoli sui giornali, sui social, sul web. Catastrofici questi titoli e dire poco imprudenti alcune affermazioni e dire poco anti scientifiche alcune persone che dovrebbero essere scienziati e dire poco EH soprattutto sembra che la psichiatria della salute mentale abbiano. Bisogno prima di tutto della
Psicodelia, Eh? Sembra che in questo momento ci serva la psico civile, ma ragazzi, di cosa stiamo parlando? In realtà no, Assolutamente no. In ordine di importanza, in ordine sparso, io direi, maggior numero di medici, maggiore preparazione dei medici, maggior attenzione alle determinanti sociali, ambientali, alle malattie mentali, attenzione massima alle dipendenze, alcol in primis, stile di vita, elementi stressanti, poi prevenzione, prevenzione, prevenzione.
Chiaro poi. Beh sì, alla fine anche di psilocibina, ma prima c'è tutto il resto. Ragazzi, la politica si intromette anche in ste robe qua, ma prima della psilocibina cazzo occupatevi di tutto il resto, occupatevi di tutto il resto. Lo so che è meno sexy, lo so che vi cagano meno, ma siate seri, siate seri in questo momento storico, siate seri. La salute mentale ha bisogno di 100.000 cose prima della
Psilocibina, OK? E ve ne parla una persona che è assolutamente, assolutamente entusiasta della Psycho Delia. Bene, adesso arriviamo all'ultima questione, cosa Consiglio a chi vuole accedere il prima possibile a questi nuovi trattamenti? Stare calmi, stare calmi, usare il cervello. Soprattutto cercare di non passare dal dal male in peggio, soprattutto di evitare di affidarsi a guru esperti, rituali psichedelici.
Questo proprio lo eviterei. Cercate di di parlare, di connettervi bene con i vostri psichiatri. Se non vi trovate bene cambiate lo psichiatra, fate quello che volete, ma non uscite dai binari della scientificità proprio. Evitate i guru Eh sul serio evitate chi vi viene a dire cose sicure quando di sicurezza non ce n'è ancora. Là fuori c'è una quantità imbarazzante di persone senza.
O per meglio dire alcuna competenza o con scarse competenze psichiatriche o psicologiche, prive di formazione, spesso anche prive di buone intenzioni che vi sono pronte a dirvi qualsiasi cosa. Persone che vogliono solo i vostri soldi per pronte a travestirsi da da Santoni, da guru. E se vedete quelli che vogliono fare i Santoni ma scappate Eh scappate. E purtroppo non è finita ancora qui Eh, abbiamo anche alcuni
personaggi. Spesso giovani, questo che mi stupisce, inesperti e in parte anche un pochino inconsapevoli, non voglio metterci la cattiva volontà, Eh, ma abbiamo anche poi i vecchi Lupi di mare, Eh? Polemici, complottisti, insomma. Tutte persone che per cercare un lavoro come scrittori, divulgatori, wana B, esperti ma anche molto poi per narcisismo professionale, stanno davvero spingendo sull'acceleratore con una leggerezza che fa paura sull'acceleratore della
psichedelia. Io capisco il podcaster ignorante, lo non lo capisco, perché se uno sa che ha 1 1 pubblico dovrebbe stare molto attento a quello che dice perché può avere un impatto. Ma lo posso capire. Ma non medici, psicologi o ricercatori che esagerano nell'entusiasmo Eh? Ah ah ah ah ah scusate scusate.
Suonavo alla porta e mi sono spaventato e ho dovuto interrompere comunque dicevo, dicevo allora, quindi gente che comunica come se fosse tutto già chiaro, già risolto, già standardizzato, quando invece siamo ancora nella fase delle ipotesi degli studi preliminari, perlomeno da un punto di vista medico scientifico, Eh? La psilocibina per la depressione è sicuramente promettente, ma intanto bisogna cambiare il concetto di che cosa intendiamo per questa
depressione. È la depressione quello che dicevamo prima e inoltre non è ancora pronta per la clinica reale. Gli studi disponibili, non so se ve l'ho già detto 1000 volte, hanno campioni piccoli, scarsa replicabilità, follower brevi per una malattia cronica Eh come come quel come il fenomeno depressivo. Inoltre il trattamento, la cosa importante è che non è ancora
standardizzato. La Psilo cibina funziona all'interno di un setting psicoterapeutico molto strutturato, ma oggi non esiste un protocollo univoco, non esiste un modello condiviso, mancano dati, soldi sulla sicurezza nei pazienti, complessi, bipolarità non riconosciute, tratti psicotici, personalità fragili, tutte queste cose qua per cui. Questi casi no, dovrebbero
essere poi esclusi dai trial. In sintesi, in estrema sintesi, per chiudere, anche perché credo che sia un bel po che sto pontificando, il potenziale c'è, ma le evidenze non hanno ancora raggiunto per lo standard medico un livello sufficiente per considerarla una terapia affidabile, replicabile e applicabile su larga scala. Per ora rimane un ipotetico trattamento sperimentale, non ancora una cura clinicamente validata. Per la depressione?
Per quale depressione capire possa essere utile, tanto più per le forme repressive resistenti, ripeto, vedo neolaureati, Content Creator o wannabitali con due o tre anni di esperienza che non hanno evidentemente mai gestito. Pazienti più di tanti. Alcuni per me non hanno mai visto neanche un paziente, ma sicuramente non hanno tante ore di volo che si autoproclamano esperti di neuroscienze, di
psichedelia terapeutica. È un fenomeno diffuso, francamente anche un po' risibile, per carità, ma può essere anche pericoloso, no, là fuori. E poi c'è la politica, che come sappiamo tutti non vede l'ora di cavalcare trend se volessero davvero fare qualcosa per la salute mentale, ma che si dedicassero. A parlare prima di tutto, prima di tutto dei veri problemi della salute mentale in Italia, che sono enormi. Eh, ben prima della psilocibina. Per carità, ha senso parlare
anche di questo, vero? Alcune persone in politica lo stanno facendo bene, ma ci sarà quelli che la denigreranno e quelli che la esalteranno nuovamente così per per per stare dietro a un trend. Oltretutto, posto che abbiano capito qualcosa della psicocivile, perché, ripeto, vedo un po' di pivelli là fuori di di di di di wannabe scienziati che per me non hanno ancora capito bene le cose,
figuriamoci i politici. Anche i politici per me non hanno capito ancora una mazza, allora magari sono io che mi sbaglio. Quindi in sintesi, estrema ragazzi, prudenza, prudenza vera, quella che nasce dalla conoscenza scientifica dall'etica dalla responsabilità. Chiaro no? Spero di essere stato chiaro.
Bah, come sempre sentite più voce formatevi delle idee dopo aver davvero fatto un percorso di analisi che includa più campane, più più voci, anche persone che dicono la cosa opposta della mia più versioni della stessa storia, formatevi un'idea dopo esservi formati, un'idea specialmente siete dei caregiver, dei familiari o se voi stessi avete dei problemi nell'ambito affettivo, OK? Ci metto grinta e passione, ma perché per me sono temi importanti e poi da fuori ne
senti di tutti i colori. Bene, per adesso è tutto, senti solo stato utile, Dammi un like, se interessano neuroscienze iscriviti a questo canale. Ripeto, è tutto, ci vediamo alla prossima volta. Ciao. Ah, se avete delle domande o dei commenti fateli giù nei appositi spazi. Ciao Ciao.
