Vuoi davvero capire che cosa è l'a DHD? Vuoi capire se tiriguardavuoisaperecomeaiutareunapersonacheeadh.de che magari sta faticando anche molto? Oggi ti spiegherò come fare a dare una risposta efficace. E scientifica a tutte queste domande. Domande che in passato mi sono fatto anch'io, sia come psichiatra che come persona neurodivergente. Oggi ho una storia da raccontarvi.
Infatti vi posso garantire che quando mi sono laureato in medicina e ho finito la scuola di specializzazione in psichiatria, se avessi chiesto a un professore. Di parlarmi di ADHD? Probabilmente mi avrebbe risposto con un mezzo sorrisetto e un'alzata di spalle, al massimo con un tono ironico, no, all'epoca si diceva che era quella strana condizione per cui certi bambini non stavano mai fermi, facevano casino, disturbavano la classe. Insomma, niente di serio è giusto.
Un'etichetta buona per giustificare. L'esuberanza no di qualche alunno difficilmente gestibile è comunque una condizione dell'infanzia. Di certo all'epoca nessuno ci insegnava che dietro quell'iperattività, la disistenzione l'Impulsività, potesse esserci un funzionamento del cervello diverso, complesso, che avrebbe oltretutto potuto accompagnare la vita di una persona. Ma ben oltre l'infanzia, no, e cambiare profondamente il suo destino da adulto. E così è uscito dalla specializzazione.
Io stesso mi sono trovato davanti a una psichiatria che ignorava quasi del tutto, la DHD, l'autismo ed il concetto stesso di Neurodivergenza neurodiversità. Ci si concentrava sui farmaci. Su, diciamo in parte la terapia cognitivo comportamentale nella nostra scuola, tantissimo sui conflitti inconsci, sul transfer, su Sigmund Freud e compagnia bella. Tutto super interessante e utile, molto elegante, affascinante ma lontano anni luce da quello che oltretutto io stesso vivevo dentro di me.
Da sempre è che tanti pazienti poi mi portavano davanti alla mia attenzione ogni giorno e mi rendevo conto di non essere spesso in grado di dare risposte. Eppure la mia storia personale non era certo quella di una persona lineare. Non sono mai stato una persona lineare. Fin da bambino mi ero sentito strano, sempre diverso, sempre in movimento, sempre un po' fuori posto, attratto in maniera compulsiva.
E dal computer prima, dai Lego poi dalla chitarra, ero capace di suonare o stare a programmare per ore, dimenticandomi persino di mangiare dei miei familiari. Per gli altri poteva sembrare stranezza. Forse per alcuni un pochino di talento, no? O disciplina quando suonavo, ma in realtà era isolamento, era la mia modalità di sopravvivenza, l'unico modo in cui in realtà io potevo funzionare.
È questo il punto. E il brutto della faccenda è che durante la mia vita di studente, tutto questo essere strano, tutta questa stranezza e tutto questo rumore di fondo nella mia testa, mia, davvero. Fatto stare male? Mi ha davvero fatto faticare fino all'ultimo esame che ho dovuto dare all'università? Ma torniamo al me psichiatra. Al me psichiatra, Eh. Infatti poi arrivò il 2009.
Quell'anno andai al Congresso dell'i PA American Psychiatry Association a San Francisco. Una scena che ricordo ancora. Con estrema precisione entrai al Moscone Center per beh, il luogo mitologico dove facevano peraltro le presentazioni dei nuovi Apple, Eh? E comunque in quell'anno per la prima volta ho assistito AA sessioni di formazionededicateseriamentealladh.de. L'autismo era anche lui trattato. Eh, non chiacchiere, non battute Eh, non nozioni buttate qua e là, storielle strane Eh, ma
dati. Di ricerca clinica per me fu come accendere la luce in una stanza che era rimasta buia per decenni. E non dimenticherò mai cosa trovai poi fuori dal Congresso no, due banchetti. Da un lato c'erano i familiari dei pazienti ad HD che accusavano gli psichiatri di non capire nulla, di drogare le persone sbagliando invece di dargli i giusti farmaci, eccetera, eccetera. Dall'altro Scientology che. Gridava al complotto e insomma la psichiatria.
E comunque loro dicevano che noi volevamo veramente drogare i bambini con le sostanze, che invece i familiari della DHD dicevano che noi psichiatri non sapevamo usare e che non usavamo. Insomma un casino. Io comunque per non saper né leggere né scrivere, presi gli opuscoli sia dai familiari ADHD che da scientologi, pronto a entrare in contatto con qualunque. Con qualunque informazione. È uno scenario surreale.
Fu all'epoca il Moscone Center, sessioni scientifiche familiari, Scientology. Insomma, da una parte il dolore, frustrazione delle famiglie, dall'altra. Vabbè insomma, una cosa che poi ho capito, essere disinformazione dal mio punto di vista. E poi la scienza che finalmente veniva ad aiutare un povero psichiatra. In quel momento capii due cose. Due cose. Primo, la DHD era reale ed era molto più vicino a me, alla mia storia personale, di quanto
avessi mai immaginato. Secondo, in Italia nessuno ne parlava davvero. Nessuno. Tornai a casa, lessi. Tutto quello che potevo sull'argomento, tutto. Iniziai a comprare libri, a scaricare paper scientifici, alla fine mi sottoposi io stesso ai test perché sapevo che quello era anche un punto, Eh. Risultato, ADHD insieme a un funzionamento autistico, che oggi questa combo chiameremo AUDHD, bella sorpresa per uno psichiatra, ha le soglie dei quarant'anni.
Quella diagnosi comunque mi ha mi ha fatto davvero bene, mi ha liberato, ha dato un senso a tante cose dentro di me, ai silenzi davanti ai computer, alle notti infinite con la chitarra, la fatica sociale, gli interessi totalizzanti difficoltà a focalizzare le mie ore di studio, nonostante io abbia un cui elevato tutto sembrava rientrare e tutto è rientrato pian pianino. E così comunque dopo diversi anni di attività clinica su queste tematiche di studio anche
iniziato pian piano. A raccontarlo prima a me stesso, ovviamente, poi ai miei pazienti, ai miei amici, infine al pubblico, al pubblico online. Eh. Ho iniziato a divulgare e con il tempo sono diventato per molti un riferimento in Italia. Quando si parla di ADHD lo dico senza falsa modestia, perché semplicemente non c'era nessuno che lo avesse potuto fare prima di me, no?
Che abbia voluto fare qualcosa con costanza, chiarezza e ogni giorno incontro persone davvero che mi ringraziano per questo e la cosa mi riempie di gratitudine. Forse la gente mi ringrazia perché sono sempre stato onesto, perché ho messo in campo la mia storia personale, oltre che le competenze e l'esperienza. Una storia che credo possa essere garanzia di ascolto autentico a chi mi viene a
chiedere aiuto oggi? Dopo tanti anni, oggi, 10 settembre 2025, dopo centinaia di persone incontrate e ascoltate, dopo un percorso che ha cambiato me stesso prima ancora che la mia professione, è arrivato il momento di mettere tutto nero su bianco ed è nato così un libro che credo sia davvero perfetto per capire a fondo la DHD.
Insieme a Gennaro Romagnoli, e a Filippo Masini, abbiamo scritto quello che possiamo dire senza mezzi termini, essere un libro che credo sia davvero uno dei migliori. Sì, non solo perché è il frutto di tanto lavoro della nostra esperienza clinica, clinica e personale, nel mio caso, ma perché è reale, vivo, autentico. Perché nasce da tante storie che abbiamo incontrato nella nostra pratica.
Eh, non è l'ennesimo testo senz'anima partorito da ghostwriter, dall'intelligenza artificiale come quelli che ormai popolano Amazon solo per marketing. Perché la DHD è un trend su tik tok, è un trend sui giornali, se ne parla ovunque perché ci sono libri scritti da autori che nemmeno esistono, eh, pieni di parole vuote, di nessuna utilità. State attenti ragazzi e ragazze, ne ho identificati almeno una dozzina e credetemi, sono il deserto del nulla Eh, insensati soldi sprecati.
Ovviamente ci sono tanti libri fatti bene chiaramente Eh comunque questo libro nasce da mani e da teste vere eh a sei mani. È stato scritto da veri clinici che lavorano sul campo, da storie vissute e da una passione che c'ha attraversati e trasformati. È un libro che parla di ADHD come condizione. Come sofferenza per le persone e per i familiari, ma anche come funzionamento e alle volte addirittura come possibilità.
Sinceramente vi dico che è il libro che avrei voluto leggere io stesso tanti anni fa, quando ero al liceo, quando ero poi all'università. Il Libro che avrei voluto che leggessero i miei genitori quando non riuscivamo a capire nulla della nostra famiglia e che diamine succedesse tra di noi. E forse l'avrei voluto anche tenere in mano quando uscivo dalla scuola di specializzazione per poterlo consigliare alle persone a cui per qualche tempo non sono riuscito a dare risposte precise.
Adesso quelle risposte ci sono, quelle risposte sono in mano dei professionisti. E oggi quel libro esiste. Lo trovate solo su Amazon. Fatemi sapere se vi sarà d'aiuto a voi o una persona a cui volete bene. E vi ringrazio davvero se vorrete dargli un'occhiata alla prossima.
