Ep. #875 - ⭐️ PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI e Alta Sensibilità 🧠 - podcast episode cover

Ep. #875 - ⭐️ PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI e Alta Sensibilità 🧠

Sep 21, 202521 min
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🌌 PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI & IL GRANDE SPETTRO NEURODIVERGENTE 🌌 Perché alcune persone sentono il mondo in modo amplificato? 🌍💭 Luci che sembrano più forti , suoni che arrivano più diretti 🔊, emozioni che travolgono ❤️… È la realtà quotidiana delle Persone Altamente Sensibili (HSP). ✅ In questo video ti spiego cosa significa davvero l’Alta Sensibilità 🧠🌱, un concetto descritto da Elaine Aron, e ti mostro come possa essere compresa dentro una cornice più ampia: quella del Grande Spettro Neurodivergente 🌈.👉 ADHD ⚡👉 Autismo ♾️👉 Alta Sensibilità (HSP) 🌱👉 Sluggish Cognitive Tempo 💤👉 Disturbi Specifici dell’Apprendimento 📚👉 Sindrome di Tourette 🤐👉 Balbuzie 🗣️Tutte condizioni che non sono malattie, ma diversi modi di funzionare della mente e del cervello, accomunati dall’essere fuori dalla cosiddetta “neurotipicità”. Essere una Persona Altamente Sensibile non è un limite 🚫, ma un tratto che, se riconosciuto e valorizzato, può diventare un’enorme risorsa 💎. ⭐️ 📚ADHD, il LIBRO: https://www.valeriorosso.com/2025/09/11/adhd-libro/ ⭐️

Transcript

Ok, avete mai sentito parlare di persone altamente sensibili e del concetto di alta sensibilità? È un tema della psicologia, che di fatto è nato nella sua forma più esplicita, più chiara, negli anni 90, grazie anche alle intuizioni. Della Elenc Aaron, la quale ha scritto poi dei libri divulgativi molto famosi su questo argomento, e ricordo ancora quando acquistai il suo primo Libro Eh a New York del 2007, credo che me lo divorai davvero in un paio di giorni, Eh?

Fu abbastanza un'illuminazione per me e direi che forse fu uno degli stimoli principali per l'inizio poi del mio viaggio professionale e. Anche personale, se mi seguite, sapete cosa intendo nei diversi funzionamenti mentali che possono in alcune persone causare problemi e fragilità. Ripeto, in alcune persone. Ma andiamo diritti al punto. Che cos'è l'alta sensibilità? Oggi proverò a spiegarvelo, o meglio proverò a rispiegarvelo perché in realtà ho già fatto un

video in passato. Ma forse vale la pena ripetere, diciamo alcuni concetti e magari approfondirli un pochino, perché oggi vorrei anche introdurre come l'alta sensibilità. In effetti può entrare a far parte di un grande spettro delle neuro divergenze. Ma andiamo con calma. Eh, immaginate questo Eh, immaginate di entrare in una stanza piena di gente, una festa. Per qualcuno magari questa è solo una stanza, l'inizio di una serata di divertimento, ma per altre persone no eh.

Per alcune ci sono solo delle voci, delle luci, un po' di facce, un po' di confusione della musica. Per altre invece quella stessa stanza diventa una specie di vortice di stimoli. Eh, ogni voce ha un tono diverso. La musica arriva molto forte, nel bene o nel male. Ogni sguardo comunica qualche cosa, allude a qualcosa, le luci sembrano troppo forti, magari il rumore di fondo poi si insinua nel cervello fino a diventare quasi fisico. Magari ci si stanca velocemente

di questo. Si scompare dalla festa, si scappa. Diciamo che tecnicamente non c'è niente di patologico in tutto questo, ma per alcune persone c'è una differenza reale, potremmo dire quasi misurabile nel modo in cui il cervello elabora gli stimoli ambientali, ovvero la sensibilità agli stimoli ambientali. Questa differenza si chiama tecnicamente sensory processing sensitivity. O più semplicemente, potremmo tradurla col concetto di alta sensibilità. Ed è qualcosa, badate bene, non raro.

Non è qualcosa di raro, perché probabilmente probabilmente riguarda circa il 20 30% delle persone. Quindi non stiamo parlando di una rarità esotica e non sono animali esotici coloro che presentano questo genere di di caratteristiche, ma parliamo piuttosto di un tratto biologico neurale. È molto diffuso, con evidenti basi genetiche, con un corrispettivo osservato peraltro anche in molte specie animali, quindi è una caratteristica

temperamentale tra specie. Addirittura ora, per iniziare con il piede giusto è importante sapere che la scienza ci dice che l'alta sensibilità ve l'ho già accennato, ma lo ribadisco, non è di per sé una malattia, non è di per sé un disturbo,

così come. Le altre, gli altri funzionamenti mentali di cui parlo spesso, come la DHDO l'autismo, possono non essere un disturbo, ma possono diventare fragilità e all'estremo possono oggettivamente anche diventare un disturbo se le caratteristiche sono troppo, troppo spinte eh, comunque di fatto è un tratto temperamentale è una caratteristica, diciamo, presente, innata.

Geneticamente determinata, una variante della nostra architettura neurobiologica potremmo, come dico spesso per altre neurodiversità potremmo dire un'altro modo di funzionamento del cervello umano, le persone altamente sensibili hanno cervelli che si attivano di più in certe aree.

Proprio abbiamo la possibilità utilizzando del neuroimaging ad alta risoluzione in presenza di stimoli, vediamo che queste aree sono quelle legate all'empatia alla memoria, ippocampo, il giro del cingolo, la consapevolezza emotiva e lo sappiamo grazie ad alcuni studi appunto di neuroimaging, proprio chiaramente hanno evidenziato questo Eh.

Diciamo una cosa importante, a onor del vero, che questi studi non hanno ad oggi ancora una validità inequivocabile, andrebbero in realtà sicuramente replicati e ancora per diventare ancora più rilevanti. Però abbiamo delle buone discrete, in alcuni casi buone evidenze e senza dubbio abbiamo. Un supporto anche chiamiamolo neuroscientifico, alle ricerche, alle intuizioni condotte non solo da e elen Aaron, ma anche, ad esempio, da bianca a se vedo, da altri e da molti altri.

Eppure, come spesso accade a coloro che sono diversi dalla media, nella vita quotidiana queste persone vengono spesso fraintese. No, sono quelle che vengono definite troppo emotive, troppo fragili, troppo complicate. La verità è che. Tecnicamente negli esseri umani non ci dovrebbe essere nessun troppo, se se le cose vanno bene no, se io non limito la tua libertà, tu non limiti la mia. Se io non ti faccio soffrire, tu non mi fai soffrire.

Non c'è troppo, ma c'è forse un funzionamento diverso? Il diverso è ancora oggi considerato spesso troppo o troppo poco, eh, banalmente potremmo dire che c'è semplicemente. Al ci sono semplicemente altri modi di funzionare, Eh? Quando questo tratto si esprime in ambienti positivi, supportivi, inclusivi, l'alta sensibilità diventa addirittura una risorsa, come accade con altre neuro divergenze. No, significa più empatia, più capacità di cogliere le sfumature, più creatività.

Ehm, più profondità. Pensare out of the box fuori dalla scatola, eh? E ad esempio, sappiamo che molti artisti, ricercatori, terapeuti, innovatori mostrano livelli alti di sensibilità in contesti negativi. Però, come avviene con altri funzionamenti chiamiamolo neurodivergenti del cervello, in ambienti stressanti, ostili, non inclusivi, l'alta sensibilità può trasformarsi in un'enorme fardello. Eh, abbiamo più ansia. Più sintomi depressivi più burnout.

È come avere un amplificatore sempre acceso, se la musica è bella la vivi bene in un modo straordinario, se è qualcosa di poco gradito, beh, diventa insopportabile. E questa doppia faccia dell'alta sensibilità e centrale per capire perché non si possa parlare di patologia ma piuttosto di neuro diversità. Eh, torniamo a questo punto, è qua, voglio farvi vedere questo Eh? Perché secondo molti l'alta sensibilità è un'altra forma di neurodivergenza come l'autismo o la dh.de.

Questo è uno schema che ho prodotto io per quello che potremmo chiamare il grande spettro delle neurodivergenze. Come vedete abbiamo la DHD. L'autismo, disturbi specifici dell'apprendimento, la sindrome di Tourette, la balbuzie, sì,

anche la balbuzie, sempre più. Frequentemente viene inserita nel contesto delle neurodivergenze la sluggish cognitive tempo SSSCT è e anche high sensitive di person, cioè l'alta sensibilità è come vedete queste varie forme di funzionamento della mente umana chiamiamole forme che non sono aderenti alla media del funzionamento, ovvero alla maggior parte. E di come funzionano le persone hanno tante aree di sovrapposizione.

In effetti l'alta sensibilità e l'autismo potrebbero avere molte aree di sovrapposizione, così come con la dh.de. Questo è un discorso molto interessante. Vi invito a far riferimento a questo, a questo grafico perché non lo trovate là fuori. Ho provato a costruirlo io, perché in effetti è un punto di vista a mio parere non ancora

molto diffuso. Ma che diciamo è presente nel retropensiero di molti ricercatori, di molti clinici, Eh. In ogni caso, in ogni caso è vi ricordo che la ricerca ha anche dimostrato che il tratto dell'alta sensibilità non si confonde semplicemente con altre condizioni, probabilmente. Cosa intendo?

Che non è semplicemente autismo OADHD, cioè non si sovrappone completamente a questo, è qualcosa di probabilmente diverso nel grande spettro delle neurodivergenze, cioè proprio un'altra neurodivergenza che si può unire alle altre. Eh certo, alcune caratteristiche possono ricordare, no? Se vedete quelle dello spettro autistico della DHD, ci sono delle sovrapposizioni, Eh, ad esempio la difficoltà a filtrare gli stimoli, la tendenza al sovraccarico Eh.

Che il Mel Down autistico, alle volte la persona altamente sensibile deve abbandonare un luogo perché è sovraccaricato sopraffatto dagli stimoli e overwent usano gli inglesi come parola. Ad esempio con l'autismo c'è una differenza sostanziale? No, le persone altamente sensibili mostrano una risposta empatica molto potenziata, in realtà un'attivazione più intensa di fronte alle emozioni

altrui. È un pochino come se i loro radar sociali fossero tarati non al minimo ma al massimo e non in maniera algoritmica come appunto può avvenire. No, nel contesto dell'autismo qua abbiamo 1 1 sensibilità. Più diretta, più viscerale, chiamiamola più autentica. No, le persone autistiche tendono a fare una analisi algoritmica per diventare più sensibili, per mascherare la loro scarsa competenza. No, nelle relazioni sociali.

Qua invece abbiamo un potenziamento di questa connessione diretta, viscerale, addirittura disturbanti. In alcuni casi no. Nello spettro autistico la sfida riguarda invece proprio la lettura dei segnali sociali piuttosto che la loro amplificazione, Eh. Anche se ovviamente in senso moderno. E ci sarebbero molte cose da dire sull'autismo. Ma adesso questo forse non è il momento giusto.

Allo stesso tempo l'alta sensibilità non coincide con molti altri concetti no, che potrebbero vagamente ricordarla. No, il vecchio concetto di nevroticismo l'introversione. Certo, alcuni alcune persone altamente sensibili sono introverse, altre no. Alcuni hanno tratti ansiosi, altre sono persone serene. L'alta sensibilità è un profilo a sé, probabilmente con una sua coerenza interna, diciamo.

Eppure, malgrado tutte queste evidenze della pratica clinica, capita spesso che venga confusa con altri disturbi. Rispetto cioè alle volte viene proprio banalizzata con disturbi d'ansia. Disturbo depressivo maggiore? No? Si può avere diagnosi non completamente corrette di ADHDO di autismo quando in realtà siamo poi in un ambito di alta sensibilità.

Ripeto, alle volte, come vedete può sovrapporsi a tante altri funzionamenti e probabilmente a tanti altri quadri di sofferenza mentale, però vale la pena che è uno psichiatra, che è uno psicologo e che le persone che che mi seguono abbiano in mente che c'è una condizione a sé stante che si chiama alta sensibilità. Perché questo poi può portare a diagnosi errate, a percorsi terapeutici non necessari, non mirati. E una sensazione anche di profonda incomprensione in queste persone?

No, molte persone altamente sensibili crescono con l'idea di essere sbagliate e di avere un deficit. E spesso ci sono mamme. Che sono preoccupate per bambini altamente sensibili e che quindi meriterebbero anche loro di avere questi concetti in mente per poter interpretare bene alcuni comportamenti, alcune manifestazioni emotive di bambini che ripeto assolutamente sin da subito, estremamente precocemente manifesterebbero questi questi tratti, in realtà

è chiaro che. Con l'alta sensibilità si può avere un tratto fragile che è più passibile di disadattamento Eh disadattamento. Questa è la parola che dovrebbe essere molto più usata nel campo della salute mentale, perché spesso questi diversi funzionamenti mentali sono. Più sono, diciamo, variabili che portano verso il disarattamento in un mondo non inclusivo, poco consapevole di che cosa succede, respingente rispetto a tutto ciò che è diverso.

E quindi alla fine poi si genera disagio clinicamente significativo in queste persone, ma più per il Minority stress che per una caratteristica patologica intrinseca nello specifico funzionamento mentale. Chiaro? Ecco, questo ci tengo molto a sottolinearlo. E qui entra in gioco appunto questo punto fondamentale, riconoscere l'alta sensibilità come un tratto neurocognitivo distinto parte della diversità umana e non.

Serve un farmaco per curarla alle volte può servire un farmaco per curare alcune conseguenze del disarattamento, ma non per la patologia in sé, per la condizione in sé, in realtà. Per il funzionamento serve consapevolezza, ambienti favorevoli, strategie di autoregolazione. Eh, non è qualcosa da guarire, ma qualcosa da conoscere e integrare meglio nella propria vita. Essere accompagnati in un percorso chiamiamolo di di integrazione, Eh?

E se ci pensiamo questo ragionamento poi ci porta a un livello più ampio, no? Negli ultimi anni si è cominciato a parlare molto di neuro divergenze, è un termine

NATO nelle comunità autistiche. E per affermare che esistono appunto modi diversi di funzionare mentalmente, che questi modi non sono errori ma sono varianti, varianti del normale funzionamento cerebrale e con il tempo poi il concetto si è esteso anche ad esempio alla DHD no, ai disturbi dell'apprendimento, alla Tourette EE questo è molto bello, molto importante. E noi psichiatri abbiamo dovuto piano piano entrare in contatto con tutto questo.

E allora perché non iniziare sin da subito a entrare nell'ottica che anche l'alta sensibilità sta all'interno di questo, di questo, di questo spettro e di differenze, è vero?

Non è un disturbo clinico, ma se usiamo neurodivergenze in senso culturale e non solo in senso medico, l'alta sensibilità ha tutte le carte in regola per rientrare in nel grande spettro delle neurodivergenze, perché descrive un funzionamento chiamiamolo minoritario, diverso, perché comporta rischi ma anche risorse e perché poi produce un'esperienza del mondo che è sostanzialmente, radicalmente diverso da quella della maggioranza. Delle persone, e non per questo

è patologica. Pensateci, un pochino circa un terzo delle della popolazione non percepisce il mondo. Il mondo diciamo nello stesso modo degli altri due terzi. Questo implicazioni enormi sul piano sociale, per l'educazione, per le relazioni, per la salute mentale. Eppure ne parliamo ancora troppo poco. Cioè un terzo della popolazione mondiale non funziona come i due

terzi neurotipici. E a questo punto vorrei introdurre meglio specificare un'idea che è sto elaborando Eee che per me rappresenta un pochino una chiave di lettura del lavoro che sto facendo sempre di più, cioè il concetto è il grande spettro neurodivergente, qualcosa di cui parlerò. E di di cui parlo da tanto tempo, ma di cui parlerò anche in futuro.

E cosa intendo? Intendo sostanzialmente che forse è arrivato il momento di smettere di trattareadh.de, autismo, sludge, cognitive, tempo, alta sensibilità, DSA, tourette, balbuzie come entità separate e come contenitori separati, ognuno col suo capitolo a parte, non nei manuali. Forse, al di là delle differenze specifiche, è meglio non ripetere.

Quello che abbiamo ripetuto nella diagnosi categoriale in psichiatria no. Ovvero far sì che queste condizioni facciano tutte parte di un continuum, di un continuo, non grande spettro che raccoglie le molte forme della diversità

neurocognitiva. Perché, se ci pensate, quello che accomuna queste condizioni è proprio il fatto di rappresentare varianti del funzionamento cerebrale che si manifestano sin da subito, molto precocemente nelle persone e varianti che comportano certamente in un contesto sociale vulnerabilità. Ma anche potenzialità e varianti che ci dicono che non esiste un solo modo di essere umani.

Il grande spettro neurodivergente non deve essere ovviamente una nuova etichetta da incollare addosso alle persone, è semplicemente 1 1, nuovo angolo con cui si possono guardare le persone che non funzionano esattamente come le altre. No, è riconosce che tutto questo. Ha delle radici comuni, è un cervello che processa il modo in modo non convenzionale. Questo è quello che che accomuna tutto, un cervello che non vede, non percepisce il mondo in maniera convenzionale.

È un invito un po' a spostare il discorso dal cosa non funziona al quale diversità stiamo osservando, Eh. Guardate che questo non è un dettaglio da poco nel campo della salute mentale, perché se accettiamo questa visione possiamo smettere di cercare di normalizzare chi esce dagli standard, di non iniziare a pensare che la psichiatria si occupi di persone strane ma che si occupa di persone che possono

soffrire. Perché è che possono soffrire in contesti specifici che meritano di essere alle volte ricostruiti, no, in modo tale che ogni funzionamento possa esprimere il meglio di sé. Possiamo finalmente vedere radio HD, autismo, alta sensibilità, tourad, tutto il resto, Eh, non come deviazioni da correggere, ma come entro certi limiti, ovviamente quando questi tratti non sono estremamente spinti, nel momento in cui diventano effettivamente di per loro un

problema, ma quando non sono così spinti vedere. Tutti questi diversi funzionamenti come parte di una biodiversità cognitiva che ci rende una specie adattabile e creativa. É un discorso che riguarda tutti, non solo chi si riconosce in queste categorie. In realtà riguarda anche, non so, la comunità LGBT, cioè tutti coloro che hanno un funzionamento sessuale, un'unità di genere sessuale diversa è perché tutti abbiamo qualcosa da guadagnare in un mondo che non penalizza la differenza, ma la

valorizza. È un po' questo il cuore? I miei discorsi delle proposte che vi faccio cominciare a pensare in termini di spettro neurodivergente e di possibilità di vivere in un mondo più inclusivo per abbracciare la complessità della mente umana, Eh, non per negare neanche le difficoltà, ma per vederle dentro un quadro più generale e soprattutto non per creare nuove etichette, ma per provare a liberarcene. Bene. Spero che questi temi vi interessino, se vi interessa il

mio lavoro. Fatemi un like, iscrivetevi al canale se volete vedere che cos'è tutto il resto del lavoro che facciamo io e Gennaro Romagnoli in liphology date un'occhiata a Giulia iscrizione, cliccate qualche link approfonditeci sono contenuti a pagamento e contenuti gratuiti, libri, eventi dal vivo. Date un'occhiata perché credo che il progetto che stiamo portando avanti liphology sia un bel progetto Eh, fate like, iscrivetevi e ci si vede.

Presto per parlare di un nuovo argomento, Ciao Ciao.

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