Ci sono storie drammatiche in cui nel momento di massima disperazione, contro ogni previsione, una persona riesce a risollevarsi. Esistono delle vere e proprie storie di rinascita che sono semplicemente pazzesche, che sembrano uscite dal film. Sembrano favole, tanto sono incredibili, eppure sono vere. Contro ogni previsione, alle volte le cose cambiano, il che vuol dire che le persone
cambiano. Vi potrei citare decine di storie di questo tipo, ma ve ne ricordo due, giusto per far capire il contesto a cui mi riferisco. Una persona è Alex Zanardi e nel 2001, durante una gara di kart in Germania, un incidente spaventoso gli porta via le due gambe. Entrambe le gambe è a un punto
di non ritorno. Chiunque avrebbe pensato che la sua carriera sportiva fosse finita e invece, contro ogni logica, contro ogni previsione, si è reinventato come atleta paraolimpico, vincendo poi quattro ori olimpici nel paraciclismo e diventando. Una specie di icona mondiale di resilienza e di rinascita. Un'altra persona incredibile è
Malala iusatzai. Malala iusatzai è la più giovane vincitrice del Premio Nobel credo Nobel per la pace per via del suo impegno per i diritti civili, il diritto all'istruzione delle donne del Pakistan nel 2012 a 15 anni. Pensate che è stata colpita alla testa da un proiettile dai talebani per il suo impegno in questo sua insomma missione nei confronti dell'istruzione femminile in Pakistan.
Sopravvive quindi a un attentato che doveva di fatto zittirla per sempre un intervento chirurgico pazzesco. Invece, contro ogni previsione, è diventata la voce globale. Per il diritto all'istruzione, vincendo appunto il Premio Nobel per la pace. Continuando a sfidare chi invece voleva ucciderla, toglierla di mezzo. Bene, ci sono decine e decine di storie di questo tipo, molto più silenziosi in realtà, che riguardano persone più più normali Eh, ma non per questo meno esaltanti.
Ispirative io nella mia attività clinica. Ne ho viste tante di storie di cambiamento, di persone che, contro ogni previsione, si risollevano. Ma cosa fa realmente la differenza quando ce la facciamo lo stesso, anche se tutto sembrava perduto, anche quando la vita ha preso le sembianze di una specie di slavina che che ci travolge. No, quando le condizioni esterne sono disastrose, le risorse poche. Le diagnosi scoraggianti, il contesto è ostile, cosa fa la
differenza? Perché alcune persone, non tutte, ma alcune in in questo contesto, in queste situazioni, non solo sopravvivono, ma cambiano sino al punto di trasformarsi, no, di diventare qualche cosa d'altro. E allora cos'è che fa la differenza, allora?
La scienza, la psicologia? La filosofia ogni disciplina umana in realtà ha provato a rispondere a questa domanda, non sempre con successo, perché qui alle volte si sfiora un pochino il mistero, ma ci sono alcune cose che si ripetono con una certa, come dire, consistenza Eh. Vediamole e proviamo a prenderle, se possibile, come fonte di ispirazione per la nostra personale storia di disperazione. Di necessità, di rinascita.
Ognuno di noi ne ha avuta una, ne ha una in questo momento, magari, o ahimè ne avrà una, riguarda qualunque essere umano. Tutto questo certamente non sono formule magiche, ma sono spunti di ispirazione affascinanti, sottili, che attraversano decisamente la vulnerabilità umana. No, mi sto quindi riferendo a fattori.
Da cui si possono estrarre degli elementi di resilienza e di rinascita che sembrano ripetersi spesso ogni qualvolta si riesce, contro ogni previsione, a rinascere da da un momento di totale buio. Io ne ho identificati alcuni, Eh, ne ho identificati 3. 4 fattori chiave Eh. Che permettono in qualche maniera di farcela. Vediamoli assieme. Ma allora? Primo fattore, la presenza. Della nostra vita dia almeno una relazione significativa. E non c'è storia.
È una delle cose più importanti. Non ci sono narrazioni di resilienza che non abbiano da qualche parte una voce, uno sguardo, un abbraccio che ci abbia detto Io ti vedo, io ci sono. La psicologia dello sviluppo, la psichiatria, la teoria dell'attaccamento, tutto con verso di qui, da un certo punto di vista, no. Anche una sola persona che ci guarda autenticamente, che ci riconosce per il nostro personale valore, può cambiare la traiettoria di un'intera esistenza.
Il trauma nasce spessissimo nella nella solitudine. La guarigione e la salvezza, invece, dimorano proprio nelle relazioni. Le relazioni sono un punto importantissimo. Secondo fattore, il significato, potremmo dire la capacità di ritrovare il senso, anche minimo, magari anche provvisorio. Victor frankel l'aveva intuito nei campi di concentramento, questa cosa no, dare un senso anche solo temporaneo. Anche fragile alla sofferenza la rende più gestibile.
Le neuroscienze lo confermano, la motivazione resiste quando percepiamo uno scopo, un obiettivo, diciamo un desiderio. La capacità di desiderare davvero qualcosa, anche se è qualcosa di piccolo, magari, anche se è assurdo alle volte sopravvivere per raccontare, ad esempio no, la storia dei campi di concentramento. Resistere per mio figlio. Lo faccio per finire questo mio progetto, che ne so, finire un libro per guardare L'Alba domani, Eh?
Non importa cosa sia, non importa quanto grande sia, importa che ci sia e che abbia un valore grosso per noi. Terzo punto, la capacità di chiamiamo ristrutturare il pensiero e di essere flessibili e versatili. Cioè darci la possibilità di cambiare, di non essere rigidi. No, ci sono storie in cui se ecco, una persona ha deciso che per essere uno sportivo doveva vincere, continuare a vincere delle gare in cui erano necessarie ambedue le gambe.
No. Zanardi non avrebbe mai cambiato la storia della sua vita dopo un momento sdrammatico? No. Quindi lui ha dimostrato flessibilità cognitiva. Potremmo chiamarla no, cioè riuscire a spostare il focus, a cambiare il punto di vista, a riformulare le nostre ragioni, i nostri valori e ricostruire il nostro mondo attorno a delle nuove prospettive. No, la psicologia positiva e la terapia cognitiva lo hanno
mostrato chiaramente. Chi sa decentrarsi, chi riesce a non identificarsi completamente con il dolore, con la sfortuna, con la cattiva sorte, ma riesce a riscrivere il proprio viaggio con flessibilità. Ha senza dubbio più probabilità di non spezzarsi e di trasformare la sua vita anche nel momento più buio. Interessante qua, perché questo discorso può riguardare le neurodivergenze, no?
Che ne so, la DHD, che guarda caso a volte porta proprio con sé questa creatività adattativa, chiamiamola questa capacità di pensiero laterale di pensare out of the box, come dicono gli inglesi no, che in contesti difficili diventa una risorsa. Non sempre, non sempre. Ma alcune menti neurodivergenti alle volte sono facilitate. In questo. un'altro punto è senza dubbio, senza dubbio la dimensione spirituale o trascendente. Inutile negarlo, la
spiritualità. In in una qualsiasi forma la si voglia concepire aiuta molto ad andare avanti. Eh, che non vuol dire religione, necessariamente è una religione precisa, ma un contatto, la percezione di un contatto con qualcosa di più grande, la percezione di un disegno più grande, di cui diciamo a qualche titolo.
Ci si sente parte, no? Che sia natura, arte, connessione profonda, senso del mistero, esperienza del sublime, elevazione, chiamatela un po' come volete, ma chi riesce a entrare in risonanza con una dimensione che è più più ampia di noi della nostra umile esistenza terrena, beh, spesso riesce anche a non soccombere, a trovare uno spunto ispirativo aggiuntivo. Non si tratta, ovviamente, di credere. In qualcosa non è solo quello.
Diciamo che piuttosto si potrebbe tradurre in ecco, in sentirsi parte di qualcosa, direi questo. Bene, che altro dire? Beh, se è interessante dire che ovviamente poi ci sono i paradossi, ci sono persone che che hanno cambiamenti anche misteriosi. C'è chi cade nel fondo più nero e scopre proprio lì, nell'assenza totale di appigli, una risorsa nuova. Mai conosciuta prima. Addirittura una forza che era sotto la pelle? No, sotto il il livello della
disperazione. Una lucidità che emerge in maniera misteriosa quando tutto il resto crolla. Chiamiamolo una specie di reset biologico emotivo, a volte. Beh, in realtà ci sono molte altre cose che potrebbero essere citate. A me sono venute in mente queste è una riflessione che facevo stamattina e ho voluto riportarvela. Eh ma adesso chiedo a voi che cosa aggiungereste a queste breve lista Eh? Mi farebbe davvero piacere sentire le vostre aggiunte, le vostre osservazioni, i vostri commenti.
Per arricchire il discorso, ovviamente, la scienza e la filosofia possono mappare alcuni meccanismi chiamiamolo della della scienza e dell'arte della rinascita, ma non li possono esaurire. Ci sono storie che restano inspiegabili, ma vere. E allora forse il punto, il punto vero non è sapere come si fa, ma forse continuare a chiedersi insieme. Maggiori spiegazioni su su questi scenari. E alla fine, forse non è nemmeno in realtà così importante avere tutte le risposte.
Forse conta di più non smettere di farsi le domande giuste a riguardo di che cosa possa far rinascere una persona dal momento più buio, contro ogni previsione. Eh, quindi guardare queste storie, ascoltarle, lasciarsi ispirare anche quando sembrano alla fine lontane da noi e misteriose e impossibili da spiegare. Perché lasciami dire, e questo lo dico a chiunque, in questo
momento stia lottando. 1 1 battaglia difficile, anche se oggi ti sembra di non avere più energia, anche se sei in quel momento in cui tutto è nero. Tutti ci siamo stati e tutti prima o poi ci saremo. Non puoi sapere quale parte di te. Magari nascosta da anni si sta preparando a uscire, è un giorno, chissà, potresti essere proprio tu la storia che qualcun altro racconterà per trovare
coraggio. Bene, se questo video ti è arrivato anche solo un pochino, lascio un like, iscriviti e attiva la campanella, così possiamo continuare a parlarne. Ci vediamo presto. E comunque vada, mi raccomando, abbi cura di te.
