C'è una domanda che prima o poi tutti ci siamo fatti, magari non ad alta voce, magari in una notte lunga, difficile, magari dopo l'ennesima relazione andata a rotoli, l'ennesimo conflitto, l'ennesima scelta sbagliata. La domanda di cui vi voglio parlare è, ma perché continuo sempre a fare gli stessi errori? Questa è una domanda davvero cruciale. Eh sì, perché cambiano le situazioni, cambiano i nomi, cambiano i volti, ma sembra proprio che il finale sia sempre
lo stesso. Non è questione di sfortuna, non esiste una sfortuna così precisa dai, non è nemmeno una questione morale. Non sei sbagliato, non credo proprio che tu sia sbagliato, non credo che nessuno di noi. Sia sbagliato. E non credo che nessuno di noi sia debole. Se vogliamo essere precisi e un po' crudi, probabilmente tu sei noi tutti. Siamo programmati, sì, programmati, programmati da anni di esperienze da antichi paradigmi dell'infanzia, da
ferite, ferite. Anche loro antiche, che magari non hai mai guardato davvero in faccia, programmati da automatismi. Automatismi che si sono attivati anche per proteggerti, probabilmente in alcuni momenti, ma che oggi non sono più utili e che magari ti tengono bloccato in psicologia dinamica, quella a cui mi riferisco io, la Psicoanalisi. Io vengo da una scuola fortemente psicanalitica, la mia scuola di specialità.
Bene, nel contesto della PSICODINAMICA si parla di coazione a ripetere, ovvero siamo obbligati in qualche maniera da forze profonde a ripetere, ripetere, rieditare gli stessi errori. Sigmund Freud lo Intuì per primo, gli esseri umani hanno una misteriosa tendenza a ritornare su esperienze dolorose come se ci fosse. Un copione segreto, un bisogno inconscio di riviverle, magari per provare a dominarle per riscriverle, ma spesso poi non accade questo, semplicemente le subiamo di nuovo.
Nella maggior parte dei casi, infatti, tutto questo non funziona, non è funzionale, nessuno riesce a riscriverle autonomamente. Se non viene aiutato, solitamente vengono replicate queste storie. E poi? Ognuno di noi si convince che sei fatto così, sei fatto così. Questa è la voce che nel cervello ti parla. Siamo fatti così. Forse qualcuno ha anche un'altra voce che dice che la vita è ingiusta, che gli altri sono sempre tutti uguali, che è colpa
degli altri. Magari la verità è che dentro ognuno di noi esistono delle strutture profonde. Strutture invisibili che ci fanno reagire in modo prevedibile, se visti dall'esterno con neutralità no. Ci fanno reagire in maniera prevedibile ogni volta che sentiamo certe emozioni che proviamo. Certe esperienze di vita? No, sono meccanismi che si attivano senza chiedere il permesso. Meccanismi antichi, arcaici dentro di noi.
Ad esempio? Beh, gli esempi sono tantissimi, ti senti solo, ecco che scatta il bisogno disperato di piacere a tutti. Hai paura di essere abbandonato? Ecco che cominci a controllare tutto e tutti temi di non valere. Ecco allora ti sforzi di essere perfetto, di perseguire la dolorosissima strada della perfezione. No, sempre e comunque, anche se
stai soffocando, anche se stai. Avendo delle esperienze terribili provi la perfezione e a poco a poco comunque tutto quello che erano solo reazioni emotive di difesa poi diventano purtroppo aspetti importanti del tuo carattere. Si incistano dentro di te e si strutturano del tuo carattere e quindi ti convinci di tante cose. No ti convinci che sei ipercontrollante che 6 1 persona. Che si adatta, che si piega ai desideri degli altri, che non si fa valere.
No, che sei troppo sensibile e che quindi la vita non è fatta per te perché sei troppo sensibile. Ma tutto questo non è vero, è solo la maschera che abbiamo imparato a indossare poi per sopravvivere. No, è una maschera utile anche perché ci permette di non sentire dolore o per meglio dire, di attenuare la potenza del dolore che sentiamo. E poi?
C'è il paradosso più tragico di tutti, nel tentativo di evitare la sofferenza, finisci per costruire esattamente nuovamente quella realtà che ti fa soffrire ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, ogni anno, giorni fotocopia, settimane fotocopia, anni fotocopia. Hai paura che gli altri ti rifiutino? Beh, cos'altro succederà? Ti annulli per piacere a tutti, no? Risultato? Non sanno nemmeno chi sei e quindi ti ignorano. Hai paura di essere tradito?
E allora eviterai l'intimità, allontanerai da te l'intimità. Per questo timore, risultato, ti sentirai solo sempre più solo col passare del tempo. E tutto questo, bada bene, non fa altro che confermare ancora una volta i tuoi timori peggiori. Lo ripeto, è un circolo vizioso, uno schema, una trappola. Queste sono trappole, trappole mentali. Ma c'è una buona notizia. Questi schemi non sono la verità su di te, non sono te.
Sono solo programmi. Sono paradigmi che sono stati installati dentro di noi e che provano continuamente a controllare. Sono scritti in un linguaggio antico, un linguaggio emotivo che spesso risale all'infanzia e come ogni programma. Come ogni codice di programma può essere riscritto, ma per farlo c'è una condizione indispensabile per poter riscrivere tutto questo, bisogna riuscire a vedere queste trappole.
Devi riconoscere le trappole mentre si stanno attivando, devi portare alla luce quello che finora ha agito nel buio, nel nell'ombra del tuo retro pensiero del preconscio direbbero gli psicoanalisti. Bene per tutto questo che io e Gennaro abbiamo preparato un bellissimo test, un test gratuito, semplice ma molto molto interessante e profondo. Un test sulle trappole mentali per aiutarti a identificare chiaramente quale sia la trappola che agisce più di tutte
dentro di te, più spesso. Non è un test qualunque, fidati. Abbiamo lavorato tanto su questo progetto, è una specie di di. Di di specchio, un'esplorazione molto molto interessante di te stesso, che credo dovrebbe interessare quasi ogni persona là fuori. Bene, per accedere al test clicca sul link che trovi qui da qualche parte oppure giù in descrizione. Sono davvero curioso di vedere che effetto farà su di te. Fallo con calma, fallo con
onestà. Potrebbe essere il primo passo per smettere finalmente di ripetere gli stessi errori e iniziare a vivere in un mondo nuovo, più libero. Come davvero ti meriti.
