Ep. #802 - 🌈 Sei ADHD? Sicuro di aver fatto la cosa più importante?... - podcast episode cover

Ep. #802 - 🌈 Sei ADHD? Sicuro di aver fatto la cosa più importante?...

May 06, 202514 min
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🔥 Molte persone ricevono una diagnosi di ADHD e pensano che il lavoro sia finito. Ma la verità è che la diagnosi è solo l’inizio. ⭐️ Hai davvero capito come funziona la mente ADHD? Hai affrontato quel passaggio fondamentale che si chiama psicoeducazione?✌️ In questo video ti accompagno dentro un concetto che può cambiare tutto: conoscere a fondo le dinamiche del tuo cervello neurodivergente è la base indispensabile per qualsiasi strategia di gestione. Non basta sapere che hai l’ADHD. Devi capire cosa significa, come si manifesta nel tuo quotidiano, e soprattutto cosa puoi fare concretamente per stare meglio.✅ Se sei ADHD fermati un attimo e chiediti: ho davvero fatto la cosa più importante? Psicoeducazione, Lifestyle Medicine e Mindfulness ADHD-Frindely, cambieranno la tua vita.#adhd #neurodivergenza ⭐️ "ADHD Consapevole", psicoeducazione, Lifestyle Medicine e Mindfulness per persone ADHD: https://lifeology.it/adhd-consapevole/?utm_source=yt_organico&utm_medium=go&utm_campaign=sp ⭐️⭐️ CHANGE - Scienza e Arte del CAMBIAMENTO: https://lifeology.it/change/?utm_source=yt_organico&utm_medium=go&utm_campaign=sp ⭐️


Il Dott. Valerio Rosso è un medico specialista in neuroscienze e un pioniere italiano nella divulgazione della medicina dello stile di vita, riconosciuto per il suo impegno nella diffusione on line di informazioni basate su evidenze scientifiche. Il Dott. Rosso è autore di numerosi articoli scientifici e divulgativi, e partecipa regolarmente a conferenze e meeting come relatore, condividendo le sue conoscenze sui benefici di una vita sana e attiva. La sua dedizione alla medicina preventiva e al miglioramento delle performance cognitive e fisiche lo ha reso un punto di riferimento nel campo. Con una visione olistica della salute, il Dott. Rosso promuove un approccio che combina dieta, esercizio fisico, gestione dello stress, relazioni, controllo dell'ambiente e lotta alle DIPENDENZE per ottimizzare la qualità della vita delle persone che lo seguono sul suo ecosistema digitale.

Transcript

Ciao a tutti, mi chiamo Valeria Rossi e sono uno psichiatra e oggi vorrei parlarvi di un tema che in realtà è diventato centrale nel mio lavoro ma anche nella mia vita. Ad essere onesto sto parlando dell ADHD. Sì, quel funzionamento mentale che può essere anche un disturbo. E che fino a qualche anno fa si pensava fosse una roba da bambini agitati e un po'

maleducati. Ma che invece oggi si rivela essere una delle chiavi fondamentali per comprendere il funzionamento mentale di milioni di adulti, spesso intelligenti, creativi, ipersensibili, ma anche stanchi, frustrati, con un senso cronico di fallimento addosso. Non sempre, ma accade anche questo. Persone che spesso sono mal diagnosticate, diciamolo chiaramente, mal diagnosticate quando si trovano per qualche ragione davanti a uno psichiatra?

Beh, diciamo che le cose stanno lentamente cambiando da qualche tempo a questa parte e iniziano a crescere. Senza dubbio le persone che anche in età adulta hanno ricevuto una diagnosi corretta di ADHD, che magari. Non gli era capitata quando era il momento giusto, probabilmente durante l'infanzia, essendo la DHD. È un disturbo del neurosviluppo per definizione, deve iniziare

sempre dall'infanzia. Ora se anche tu hai ricevuto una diagnosi recente, o magari dopo aver approfondito da fonti serie e affidabili l'argomento, hai sospettato di essere ADHD, ma nessuno poi. Chiamai, diciamo confermato la diagnosi. Beh, in questo caso ti consiglierei di farlo. Ma in ogni caso oggi proprio a te vorrei fare una domanda precisa.

Una domanda un po' provocatoria, hai fatto la cosa più importante, o meglio, dopo aver ottenuto la diagnosi da uno specialista, hai fatto l'altra cosa più importante. No, non intendo se hai già preso dei farmaci, certo, anche quello è è molto importante, importantissimo in molti casi. EE no, non intendo neanche hai fatto psicoterapia, in verità oggi parlo di qualcos'altro. Quando ti parlo della cosa più importante, allora quello che in realtà intendo è, hai capito a

fondo? Come funziona il tuo cervello? Ovvero, per essere ancora più chiaro e specifico, hai ricevuto una vera psicoeducazione. Questo è il termine psicoeducazione, perché vedi la diagnosi in realtà è solo un punto di partenza, non di arrivo. Chiaro è un pochino come leggere il titolo di un libro e credere insomma, di aver già capito tutto, tutta la storia. Invece la parte davvero trasformativa arriva subito

dopo. Se fai la cosa giusta no. Arriva quando inizi a conoscere in maniera particolareggiata il tuo modo specifico di funzionamento mentale, le tue vulnerabilità, ma anche i tuoi punti di forza. Spesso ce ne sono anche molti. Quando capisci per esempio, che in realtà non sei pigro, ma piuttosto puoi essere disattento e faticare perché il tuo sistema attentivo è ipersensibile agli stimoli. Idem per la questione

procrastinazione, no? O che non sei troppo emotivo come molte persone magari ti hanno detto o una persona difficile, ma semplicemente che la tua regolazione emozionale è molto diversa dalla media divergente. Dalla media più intensa, più rapida, più difficile da gestire a volte, soprattutto se non hai mai messo in campo strategie specifiche. E ce ne sono molte. E allora chiariamolo una volta per tutte, Eh? La DHD non è una malattia mentale nel senso classico del

termine, ma può diventarlo. Può diventarlo, può disadattarsi. Si tratta di un diverso funzionamento neuropsichico che può diventare un problema anche grave, anche grave, ma solo quando entra in conflitto, con una scarsa consapevolezza, con un ambiente sbagliato, con ritmi sostenibili, no, con regole sociali rigide, con una società poco inclusiva, con. Iperstimoli digitali magari no, e correlazioni che semplicemente non sono adatte a te, a te nello

specifico. In altre parole, gran parte del dolore della DHD. Il dolore che la DHD porta con sé non deriva direttamente dal disturbo, molto spesso, ma dal disadattamento cronico che si crea tra chi sei tu e quello che il mondo si aspetta da te, ovviamente. Tutto questo è qualcosa che tu, proprio tu devi capire e su cui sempre tu dovrai agire in maniera proattiva, quindi completamente coinvolto nel processo di miglioramento

personale. Eh, ti potrei fare moltissimi esempi al riguardo, tantissimi no. Usando un'allegoria è un po' come indossare ogni giorno delle scarpe bellissime, ma di due numeri più piccoli. Eh, non sei rotto, non sei sbagliato, hai semplicemente bisogno di cambiare qualcosa, no, magari cambiare le scarpe, nel tuo caso, cambiare qualcosa nell'ambiente e imparare magari a gestirlo in modo diverso, gestire l'ambiente e gestire le relazioni, così come gestire la tua neurodivergenza.

Ovviamente, e lo dico chiaramente, ci sono delle situazioni particolari e non sono poche, in cui i sintomi sono molto potenti, molto elevati in termini quantitativi e sono invalidanti Eh sia a scuola che sul lavoro che nelle relazioni. Bene, in questi casi il funzionamento ADHD di per sé. È fonte di disagio Eh, non dobbiamo e non possiamo negarlo. In questo caso la DHD diventa in sé una patologia, la disattenzione, l'impulsività, l'iperattività possono compromettere direttamente,

realmente la qualità della vita. E lì ci vogliono tutti gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione. Insomma proprio tutti, psicoeducazione, farmacologia, psicoterapia, riabilitazione, insomma. Tutto il pacchetto completo della cosiddetta terapia

multimodale della DHD. Ma attenzione, attenzione, anche in questi casi la psicoeducazione è sempre il primo mattone, diciamo dopo la diagnosi, è il basamento su cui costruisci tutto, su cui costruirai tutto, perché se non capisci come funziona la tua mente, se non sai come nasce. Un tuo comportamento sarà molto difficile modificarlo e inoltre ci sono molte tecniche, molte strategie per far fronte alle difficoltà che tu puoi avere, che vanno conosciute.

Così come il lavoro sullo stile di vita è fondamentale, è fondamentale. Abbiamo studi di primissimo livello che ci dicono che lavorare sull'alimentazione, sull'attività fisica, sul sonno, sulla gestione dello stress. Sul depotenziamento delle dipendenze, sulle relazioni, sull'ambiente. Si tratta tutto questo di un lavoro fondamentale? Ricordalo, beh, in ogni caso la consapevolezza non è semplicemente il primo passo. La consapevolezza che deriva dalla Psicoeducazione è la base

dell'auto efficacia. Sempre, sempre, assolutamente, sempre in qualunque teoria, Eh. E a tal proposito, ora vorrei parlarti di una cosa a cui tengo molto e di cui si parla poco nel caso della DHD, ovvero la mindfulness. Sì, lo so, ormai sembra la parola magica che si mette un po' ovunque, ma quella che intendo io non è la mindfulness da copertina di rivista, quella che si pubblicizza sulle piattaforme di psicoterapia online per dare hype, Eh?

O che trovi nelle APP di tecnologia sul tuo telefono un po' patinate, un po' esterofile. Sto parlando di una pratica specifica e concreta che deve essere riprogettata e diciamo adattata proprio per chi ha un funzionamento ADHD. Perché chiedere a una persona con ADHD di sedersi, diventare il Buddha e meditare per 45 minuti in silenzio è, scusate il termine, una tortura, una vera tortura. E non ci si riesce. Non è mindfulness, è punizione

in quel caso specifico. E soprattutto non ti servirà a niente, Eh? Quello che funziona e su cui io stesso ho lavorato molto assieme AAA Gennaro Romagnoli, sono strategie mindfulness brevi, dinamiche a bassa soglia, pratiche eh. Pratiche e fatte apposta per aiutare a osservare i pensieri senza essere risucchiati dentro.

Eh, è la persona con cui ho avuto modo di concretizzare tutto questo percorso specifico di mindfulness per la dh.de con cui ancora lavoriamo, perché è un processo in continua evoluzione. È proprio Gennaro Romagnoli, una delle persone che in Italia ha, a mio parere, maggiori competenze nel campo specifico della mindfulness. Ci siamo conosciuti io e lui proprio per questa stessa

passione. E quindi sto parlando in in poche parole di tecniche per spezzare l'automatismo impulso azione no, di esercizi per riradicarsi nel corpo, per imparare a tollerare la noia senza impazzire per respirare, prima di rispondere, per allenarsi, a mettere spazio fra il trigger e la reazione, Eh? Perché alla fine la DHD è un disturbo dell'autoregolazione emotiva e la mindfulness, se usata nel modo giusto, può diventare davvero uno strumento super potente di autoregolazione interna.

OK, ma anche qui vale sempre la stessa regola, devi sapere perché lo stai facendo. Servono tante cose, tra cui un minimo di conoscenza neuropsicologica. Serve un po' di teoria, non possiamo più pensare che basti fare degli esercizi senza spiegare il contesto. Questo diventa magia. Poi non terapia cognitivo comportamentale di terza generazione. Questo è il nome di quello che serve nel contesto della psicoeducazione. Le persone vanno davvero

rispettate e rese proattive. Anche valorizzando la loro intelligenza, chiaramente. Eh, perché noi invece dobbiamo imparare a fare anche quello, assolutamente. E le persone DHD spesso sono iper ricettive, iper curiose, possono diventare super proattive e desiderosissime di capire. E allora? Allora, dopo tutto questo, torno alla domanda iniziale, adesso forse è più chiara, dopo la diagnosi hai fatto la cosa più

importante. Hai davvero investito del tempo non solo per etichettarti Eh, ma per conoscere te stesso, per costruirti una mappa del tuo funzionamento, per capire che molte cose della vita che hai vissuto ansia, fallimenti, senso di colpa, procrastinazione, difficoltà relazionali, insonnia, disturbi del comportamento alimentare, spesso correlati alla DHD, non sono colpa tua, ma spiegabili e risolvibili. Solo da te stesso, una volta acquisite le giuste informazioni.

Hai fatto tutto questo? Bene, se la risposta è no oppure non so, allora questo è il momento giusto per iniziare. Perché sapere di avere la DHD non è sufficiente, è solo l'inizio capire come funziona la DHD. E sviluppare gli strumenti più utili, più strategici per farci fronte. Invece è il primo vero atto di libertà, il più importante. Chiaro, sono stato chiaro a

sufficienza. OK, allora se tutto questo ti risuona, se senti che è il momento giusto per iniziare davvero a conoscerti meglio, ti consiglio di dare un'occhiata a tutte le informazioni di cui ti ho parlato in questo video, se vuoi fare prima, ti consiglio di dare un'occhiata al mio video

percorso. Con il coaching individuale se uno vuole che si chiama al DHD consapevole e lo ha realizzato proprio assieme al dottor Gennaro Romagnoli, che si è occupato di tutta la parte di Mindfulness specifica per la DHD nel. Nel nostro percorso HDHD consapevole troverai strumenti pratici, spiegazioni semplici ma scientificamente solide e soprattutto un accompagnamento umano competente per aiutarti a costruire finalmente una

relazione più chiara e serena. Con il tuo funzionamento mentale dai un'occhiata, magari ti può essere utile anche se magari hai già in atto altri altri altre altri percorsi. Eh è compatibile con ogni cosa che tu stia facendo in questo momento e può essere una leva, un potenziamento o addirittura il primo passo verso la psicoeducazione. Trovi il link giù in descrizione oppure clicca sullo schermo qui. Da qualche parte Eh, non so dove bene. Grazie per avermi ascoltato, un caro saluto.

E ci si rivede presto per parlare di un'altro argomento di neuroscienze e di lifestyle medicine. Alla prossima.

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