Brutto carattere? Brutto carattere che cosa è realmente il brutto carattere? Partiamo da una domanda iniziale che a mio parere deve essere fatta ed è molto importante, cioè prima di tutto quali conseguenze può avere un brutto carattere? E questa domanda poi può illuminare la strada anche per capire che cos'è un brutto carattere. Quindi quali conseguenze di vita hanno le persone che hanno un brutto carattere?
Si dice spesso con una certa indulgenza, hai un brutto carattere, ma 6 1 tipo in gamba, Eh? Oppure ha un brutto carattere perché in fondo in fondo è sincero. O cose di questo genere, insomma, attribuiscono anche una venatura di autenticità positiva al brutto carattere. Ecco, io invece credo che il brutto carattere non sia mai un valore. È sempre e comunque un limite. In realtà alle volte si pensa appunto che un brutto carattere possa significare essere
autentici. No, ragazzi, no, un brutto carattere è semplicemente un brutto carattere, cioè di fatto un limite che va in qualche maniera affrontato e superato. Chi si realizza davvero lo fa non grazie, ma nonostante il proprio carattere difficile e spesso pagando un prezzo altissimo in termini di di solitudine, di inefficacia, di relazioni spezzate, ritardo nei risultati, frustrazione, forse quando. Appunto, avendo un brutto carattere ci lamentiamo di tutto e di tutti.
Eh perché lamentela è una costante del brutto carattere. Bene questo lamentarsi di tutto e di tutti. Forse dovremmo ricordarci di includere come minimo anche noi stessi in questo discorso. Eh perché nella vita alla fine si va avanti facendosi amici. Non facendosi nemici o facendo guerra a tutti. E il risultato di un brutto carattere è proprio quello di non avere amici, connessioni.
Ma proviamo ad approfondire da una prospettiva maggiormente scientifica e psicologica il punto sul brutto carattere. Infatti c'è una cosa che mi capita di pensare spesso, soprattutto quando qualcuno mi racconta cose del tipo. Sai, quella persona lì ha proprio un brutto carattere. Ecco, io ogni volta mi fermo un attimo e provo a pensare meglio no? E dentro di me parte una domanda che di fatto è questa, ma che cosa intendi davvero quando dici
brutto carattere? Perché se ci pensate è un giudizio molto forte, no, è una specie di sentenza, è un'etichetta che è una volta viene messa, difficilmente si stacca. No, ma cosa c'è dietro? Cosa sta dietro al brutto carattere? Le conseguenze pratiche sono molto semplici, di fatto ci si disconnette, ci si disconnette dalle altre persone. Questo significa avere un brutto carattere in qualche maniera ci
sarebbe in realtà. Io uso questa semplificazione del brutto carattere, in realtà si dovrebbe parlare di personalità Eh, temperamento, carattere e personalità sono cose molto diverse. Ho fatto un video da qualche parte in cui parlavo di questo, ma semplifichiamo e parliamo di
brutto carattere. Quindi il brutto carattere sostanzialmente è qualcosa che ci allontana dagli altri e ci disconnette nella relazione Eh. E la domanda che poi ovviamente ha da farsi, cosa c'è dietro al brutto carattere? È una questione morale, è una questione etica. È una colpa? Semplicemente cattiveria, egoismo, una scelta consapevole di essere stronzi in qualche
maniera. Oppure, e qui vorrei portarvi oggi forse quel brutto carattere, solo il modo un po' storto, imperfetto con cui emerge una sofferenza. Latente, qualcosa che sta sotto e che nessuno ancora ha saputo vedere identificare in ambito clinico. Capita spesso, spessissimo, di incontrare persone che non hanno una diagnosi fatta fra virgolette no, che non sembrerebbero né depresse, né bipolare, né psicotiche, neppure così neurodivergenti. Eppure vivono male, soffrono e
fanno soffrire. No, sì. Sono in quell'ambito che Freud definiva l'angusto confine della normalità, cioè non soffrire e non far soffrire, avere un brutto carattere, appunto, ci dica, avere relazioni complicate, no, persone irascibili imprevedibili, lunatiche, chiuse, oppure magari aggressive, spesso aggressive. E anche involontariamente impulsive o semplicemente
difficili. Persone difficili se ne incontrano ad ogni piè sospinto e se ne incontrano anche in ambito psicologico e psichiatrico. Quanti terapeuti hanno un brutto carattere e allora lì se ne accorgono sia i colleghi che i pazienti. Anche no, si dice, ha un brutto carattere. Bene, a parte questo, cosa succede se. Per definire meglio il brutto carattere iniziamo ad aprire un attimo no, la finestra della psicopatologia e facciamo entrare un po' di aria nuova, un po' di aria psicopatologica
fenomenologica. Se iniziamo a guardare un pochino meglio, no? La persona davanti a noi e ci fermiamo, diciamo. E non ci fermiamo alle semplice apparenza, al semplice comportamento se scaviamo o se andiamo più profondamente. Bene, succede che quel brutto carattere potrebbe essere in realtà una qualche forma di funzionamento mentale disfunzionale. E qui le ipotesi sono diverse e tutte molto interessanti. E ricordiamoci che sono molto concrete.
Ce ne sono tanti di ipotesi se entriamo nella psicopatologia non riconosciuta, diversa da quella che le persone si immaginano ad esempio. Neurodivergenze no, una neurodivergenza non riconosciuta, magari non così grave, un funzionamento divergente e ovviamente disadattato. Chiaro divergente, Disadattato Eh. Faccio un esempio, ADHD dell'adulto mai diagnosticato che diventa disorganizzazione, impulsività, frustrazione continua. E lo scontro di queste caratteristiche con un ambiente
non inclusivo. Che in qualche maniera irrita da questo genere di mente. Bene, possiamo avere un brutto carattere connesso all'anello divergenza? No, allo stesso modo un disturbo dello spettro autistico, magari non così grave, che magari rende difficile no poi comprendere le regole implicite delle relazioni e viene letto come freddezza, arroganza, rigidità occorra. Tante altre ipotesi. Le oscillazioni dell'umore sono un campo infinito di brutti
caratteri, no? Una ciclotimia non riconosciuta, ovvero un umoralità fluttuante che magari non configura mai una vera e propria mania o depressione, ma rende una persona instabile, ambigua, ora dolce, ora tagliente, ora irascibile, facilmente disregolabile in risposta. Stimoli anche lievi? No. Poi abbiamo tutte quelle che sono ferite lontane, che sono diventate invisibili, ma sono presenti no.
I traumi non elaborati. I lutti che non sono stati elaborati, gli abbandoni non adeguatamente, nuovamente giunti alla sfera della consapevolezza, non interiorizzati, no, gli abusi mascherati, no le dipendenze. Molte dipendenze nascoste, la dipendenza affettiva, il controllo compulsivo, il cibo, il lavoro, l'alcol, il caffè, lo zucchero, il cibo. Dipendenze sono un ambito molto
grosso che ha come conseguenze. L'esacerbazione di magari disagio psicopatologico non riconosciuto Eh di per loro non sono stimoli input iniziali, ma possono esacerbare psicopatologie sottostanti. No, magari non gravi, spesso non gravi. Non è detto che ci sia sempre una malattia mentale in senso stretto, alle volte non ha neanche senso muoversi in questo ambito, ma spesso nei caratteri davvero brutti c'è ricordatevelo. Lo so che può non piacervi questa cosa, ma è così.
E specialmente le oscillazioni dell'umore, specialmente le neurodevergenze non riconosciute, che ancora oggi vengono trattate con incredibili fiumi infiniti di psicoterapia. Inefficace, inefficace, non tutto ovviamente sono delle psicoterapie efficaci. No, ma se tu porti un paziente ADHD in contesti strani senza avere intanto capito che cosa accade bene, avrai un certo livello di inefficacia Eh, ovviamente. Spesso quindi c'è qualcosa che
non funziona bene lì dentro, Eh? Dobbiamo uscire dalla dall'ottica della psichiatria morale, eh, qualcosa che si manifesta poi nei comportamenti, negli sguardi, nelle reazioni sproporzionati, no silenzi, incapacità a comprendere, a leggere l'altro. E noi spesso da fuori li chiudiamo tutto con tre parole, ha un brutto carattere, è brutto carattere, ha un brutto quattro parole.
La verità è che il comportamento umano non è mai puro, non è mai semplice, è complesso, non è mai solo una scelta, è dentro ognuno di noi. C'è sempre una battaglia segreta che in pochi riescono a percepire. Il nostro carattere è sempre, almeno in parte, una forma di espressione di ciò che una persona ha dentro, a livello biologico, o meglio, di ciò che quella persona ha vissuto, ereditato, sofferto, imparato. Ma che ha forti base biologiche.
E come potrebbe non averle? Come potremmo senza tirare in campo la metafisica e dire che qualcosa è fuori dall'ambito della biologia? Giudicare quindi, senza capire, senza essere aderenti alla visione neuroscientifica di come funziona la mente umana. Quello che sappiamo oggi è il comportamento correlato. E come un pochino leggere la copertina di un libro. E pensare di conoscere la storia. Eh, non non si può fare.
Ovviamente non sto dicendo che dobbiamo giustificare tutto e tutt'altro, ma dovremmo provare a comprendere il più possibile. Eh, non sto dicendo che dobbiamo accettare ogni maleducazione, ogni forma di tossicità relazionale solo perché, poverino, sta male. No, non certo, bisogna difendersi, ma sto dicendo che potremmo iniziare a essere un po' più curiosi, a sviluppare un po' più di spirito di avventura.
Quantomeno nella dimensione dell'osservazione dell'altro, è guardare le persone difficili con uno sguardo un pochino più gentile, anche un po' più clinico, se è utile a essere più umani e più profondi, perché magari dietro quel brutto carattere c'è. 1 1 grande battaglia. Una fatica di vivere che nessuno ha mai aiutato a tradurre in parole e nessuno, magari, è riuscito mai a identificare correttamente sul piano PSICOPATOLOGICO.
E magari, se cambiassimo questo sguardo cambierebbe anche il mondo relazionale intorno a noi e anche lo sguardo su noi stessi. Quindi la prossima volta che vi viene da dire quella persona ha un brutto carattere, bene, provate a fermarvi un attimo, respirate e chiedete e se magari. Se invece avesse solo bisogno di aiuto, domanda che vi lascio lì, sospesa. Ciao a tutti.
