Ep. #748 - 🧠 Nella Mente di .... ALESSANDRO CARNEVALE | con @Dr.GennaroRomagnoli - podcast episode cover

Ep. #748 - 🧠 Nella Mente di .... ALESSANDRO CARNEVALE | con @Dr.GennaroRomagnoli

Jan 23, 202532 min
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🧠 Nella Mente di .... Uno Psicologo e uno Psichiatra cercano di DECODIFICARE il funzionamento mentale di  @AlessandroCarnevale  🧿 "NELLA MENTE DI ..." è il nuovo format in cui io, Valerio Rosso, e il Dr. Gennaro Romagnoli ci immergiamo nelle menti di personaggi famosi e content creator per scoprire come strutturano le loro vite e strategie lavorative. ✅ Attraverso conversazioni autentiche e riflessive, sveleremo i loro segreti per raggiungere il successo, bilanciando ambizione, creatività e benessere. L'obiettivo? Capire come si costruisce un percorso vincente nel proprio campo e offrire ispirazione e strumenti pratici per chi vuole fare lo stesso. ⭐️Iscriviti subito a MINDFITNESS, un mini corso GRATUITO in cui imparerai delle strategie pratiche per ottimizzare il tuo cervello: https://psinel.com/br-iscrizione-mini-corso-mindfitness/ ⭐️

Transcript

Allora Alessandro, Raccontaci qual è stata la tua motivazione, c'è stata una motivazione o più motivazioni che ti hanno spinto

a fare quello che fai adesso? Ma guarda, sarò banale, ma studiare fa stare bene, è una cosa che riesce a migliorare davvero l'umore, anche la salute quotidiana, e di conseguenza quella sensazione di conoscere, apprendere, scoprire delle cose nuove in qualche modo è la spinta che ti porta a condividere quelle cose lì. E vuoi per ragioni professionali, sono legato al mondo della didattica e quindi ho cercato di unire quell'aspetto, il piacere che

provi scoprendo delle cose che nel mio piccolo reputo interessantissime e la voglia di condividerle con qualcuno nella speranza di riuscire a trasmettere quel piacere che di conseguenza si trasforma anche in gioia e ti. È capitato in all'interno di questa motivazione di capire se era +1 bisogno, una necessità oppure un cioè tu adesso hai parlato di passione, io. Metto come driver una passione o come una carote tra virgolette. C'è stato anche un bastone o

solo la carota? Beh, te lo autoimponi il bastone? Nel senso che ci vuole costanza, ci vuole disciplina. Su questo penso di aver avuto delle belle esperienze in ambito musicale, dove se non hai disciplina, se non hai costanza, non riesce ad. Interesse tipo che cosa facevi in ambito? Sono batterista, sono stato professionista e ho insegnato in Accademia musicale. E la batteria è quasi esclusivamente R memoria muscolare, quindi? E impegno, disciplina, ore e ore e ore al giorno.

E quella cosa inevitabilmente mi ha formato, anche perché l'ho fatto nel periodo dell'adolescenza, dove crei la tua identità e anche quello che è il il tuo setting mentale, quindi tutto ciò che è passione e creatività. Io la inserisco in un contesto più professionale dove necessariamente ci deve essere disciplina e quindi la motivazione diventa anche un lo devi fare.

Perché hai scelto di intraprendere questa strada che inevitabilmente è complessa per un sacco di ragioni, perché tendenzialmente le cose carine, belle, entusiasmanti vorrebbero farle tutte e quindi c'è molta competizione all'interno di quel settore. Per emergere non che sia ovviamente l'obiettivo principale, però se vuoi renderlo qualcosa di più sostanzioso, mettiamola così. E quindi con anche degli sbocchi in termini professionali, devi necessariamente metterci tutta la disciplina.

Senti Jenna, non posso non approfondire una cosa perché certo, anch'io ho fatto il musicista professionista e c'è un qualche cosa che mi è rimasta dentro e poi quello che ho fatto dopo nel corso della mia vita, l'idea che la ripetizione, la semplice ripetizione, abbia un gran. Grandissimo valore. Molte persone immaginano il genio, la sregolatezza, l'intuizione, l'illuminazione magica, no della della creatività e del talento. Tu mi confermi che questo è un po' idealizzato?

95% disciplina. Io mi ricordo quando ero ragazzino che ha iniziato a studiare, nemmeno a suonare. Quando ha iniziato a studiare paradidol assolutamente, cioè quello era quattro ore al giorno tutti i giorni. La domenica 10, il sabato 8. E questa cosa inevitabilmente mi ha proprio formato come persona. Forgiato, forgiato.

Ad un certo punto, e questa secondo me è uno svarione interessante, però i miei momenti di socialità, soprattutto nell'adolescenza, li ho vissuti su un palcoscenico e questo secondo me ti porta anche a ricercare. Un certo tipo di confronto con gli altri e un'abitudine, non la voglio chiamare attitudine, ma abitudine ad avere un pubblico che ti ascolti. E questo. È un punto che forse potremmo iniziare a registrare.

Per noi e per chi ci ascolta. Ripetizione è un valore e la ripetizione probabilmente è un super potere. Se riesci a fare qualche cosa, un numero elevato di volte, matematicamente qualcosa di buono succede. OK, una cosa volevo chiederti io perché sulla base di questa premessa molto interessante, a noi interessava anche capire qual è il punto di svolta nella carriera di una persona come te. C'è qualche cosa di rilevante? Proprio un quanto che ha fatto

fare il classico quantum leap? Devo rispondere inevitabilmente al lavoro in televisione. OK, quella cosa è mi è. Arrivato perché a quella. Interessa la più pallida idea, cioè? In realtà ci sono dei motivi, nel senso che io non mi sono mai proposto per fare il professore di arte all'interno di un reality. Però avevo già lavorato molti anni in ambito didattico, ero appunto insegnante e soprattutto lavoravo nel mondo dell'arte con

un certo grado di esposizione. Comunque avevo già fatto delle mostre in giro per il mondo, quindi probabilmente queste due cose hanno. Creato i presupposti affinché fossi visibile, mettiamola così. Quindi mi hanno intercettato e mi hanno chiamato. Io pensavo fosse uno scherzo, per intenderci, sono andato a fare questo colloquio, non avevo la più pallida idea di che cosa si trattasse e poi dopo mesi mi hanno detto Guarda, ti avremmo scelto per fare questo.

E mi sono ritrovato all'interno di quella realtà. Da lì in avanti è cambiato tutto per un semplice discorso di esposizione. Tutti pensano che sia uno scherzo e c'è questa. Cosa? Qui non puoi crederci, ti dicono siamo dalla televisione, verremmo. Questa e adesso ti pongo una domanda che forse è la domanda più difficile forse che poniamo oggi perché è semplice da concettualizzare, forse è difficile da rispondere da zero a 10, dove zero è per nulla e 10 è il massimo. Quanto ti senti felice,

soddisfatto in generale? Felice, soddisfatto e sereno qual. Ecco, Eh no. Perché in realtà si è realizzato? Sono tre. Esatto, perché in realtà sono tre termini cappello, che significano tre cose completamente diverse tra di loro. Diciamo realizzare, realizza, realizzata. Certamente e? Rispondo con un numero buono, 1, 7, perché qualche anno fa avrei risposto con un'insufficienza.

Il fatto di rendersi conto di aver raggiunto qualcosa, metterlo lì, averne la consapevolezza, è qualcosa che mi fa capire che ho fatto un passo in avanti prima, soprattutto da più giovane, prima dei trent'anni. Ero continuamente affamato, volevo fare cose nuove, non mi bastava nulla eccetera. E questa cosa era una condanna all'infelicità. Adesso, sapendo che in realtà delle cose le ho messe da parte, sono riuscito ad ottenerle. Secondo me quella consapevolezza è un motivo di serenità e di

conseguenza anche felicità. Se ti. Fatti fare una domandina stronza adesso, cioè come mai hai detto 7 e non? 8 perché 8 ha a che fare con dei picchi secondo me. Che hanno a che fare con qualcosa di esterno a la realizzazione personale professionale. Mettiamola così. Quindi magari una relazione, un qualcosa di differente, in questo momento non ho quel grado di di felicità che che mi fa dire 8. No, adesso ti faccio io la domanda forse ancora più maledetta che come mai non mi

hai detto, Sai? Perché è più che sufficiente. Sai, è proprio quella cosa politica dove dici va bene, hai, hai superato. 7 e inizia ad avere un valore e io riconosco di avere fatto delle cose che hanno un valore. Sono domande complesse, però l'idea è metterti un po' in crisi. E parlando di crisi a noi interessa anche tantissimo il concetto di fallimento, è una cosa che si parla sempre di più in Italia un tempo era un tabù.

Insomma una persona che ha avuto un buon livello di successo doveva come minimo stressare maggiormente l'idea di essere. Efficace, eccetera, ma io immagino che una persona come te abbia anche dovuto far fronte a una qualche forma di fallimento, ce ne vuoi parlare? Decine, diciamo. La più rilevante. Vogliamo stare in ambito professionale? Sicuramente l'aver rinunciato quasi in modo totalizzante al alla musica, alla batteria.

Ad un certo punto, già avendo mediato quindi dall'idea di essere un musicista, magari un turnista al 100%, c'è stata un. Andiamo verso la didattica? No, che comunque è più sicuro. Poi in realtà ho scoperto che mi piaceva tantissimo, anzi probabilmente mi piaceva più insegnare che che suonare.

Ecco, con le le dovute cautele, nel momento in cui ho detto basta, questa cosa non fa più per me, nel senso che non ci vedo, una prospettiva lunghissimo, raggio da un punto di vista professionale, e ho fatto altro. Ogni tanto, ricordando la gioia, l'emozione del suonare per il gusto di farlo, mi sento stupido a non buttare via il tempo così che in realtà non è buttare via il tempo.

Però nelle logiche del questa cosa è più importante, devo lavorare di più, devo fare qualcosa di più tangibile. Ho sacrificato la musica e questo secondo me è un. Fallimento? Perché, fammi capire, in casa c'è ancora il box dove puoi allenarti? Allora ho tutto, sì, ma le batterie sono smontate. E proprio anche 1 1 trauma. L'idea di rimontare la. Batteria ecco ancora una cosa, questa è molto interessante, cioè dico, la sento estremamente vicina perché anch'io ho dovuto

fare una cosa simile. E è stata una cosa scelta in maniera ragionevole, strategica. È stato un fake to black oppure hai detto no, ora mi fermo e faccio qualcos'altro? È stata una cosa graduale, graduale, lentamente sono arrivato alla consapevolezza che tanto quella non sarebbe stata stata la strada maestra. Ho capito? E quindi pian piano sono arrivato a chiudere completamente, strappare il cerotto invece di continuare con

una. Io a. Casa comunque c'ho una bella batteria elettronica con cui do fastidio ai vicini e mi hai. Spostato con la batteria elettronica. Ogni tanto me la me la metto io, sono così vecchio che non c'erano. No c'erano, ma costavano tantissimo. Quando io ero adesso l'ho pagata po. Comunque la domanda successiva, che secondo me è più rilevante per chi ci sta guardando è, quali sono state le sfide più importanti che hai dovuto attraversare per arrivare fino a

qui? Intanto far accettare alle persone che avevo attorno. Quindi parlo di un cerchio familiare ristretto, non nello specifico mio padre, che è la persona più vicina a me, o mio fratello, quindi un cerchio leggermente più allargato, i nonni, gli zii, comunque persone estremamente importanti nella mia vita. Il fatto che avessi scelto una strada creativa perché? Per un sacco di ragioni. A partire dalla batteria, questo è. Successo assolutamente.

E considera che io ho studiato batteria contemporaneamente a un liceo artistico, quindi non è che facessi gli studi d'auto che. 6 1 artista se 6 1 artista soffri il doppio Perché devi fare la cosa che vogliono da te le persone da attorno e in più, sottobosco sottotracce, devi allenarti. Decisamente. Però ho sempre avuto supporto. Nel senso che anche le persone che all'inizio mi dicevano, ma

cosa stai facendo? Ma potresti fare qualcosa di più serio, mettiamola così, lentamente hanno capito che. C'era una possibilità di emergere in in quella direzione, però anche questa è stata una benzina per la disciplina di cui parlavo prima. Proprio perché avevi uno scontro e una delegittimazione in quello che facevi io stavo cercando di mostrare alle persone che avevo attorno che ci stavo mettendo il 100%. È anche questa una forma di

motivazione in realtà? Tra l'altro l'altro giorno stavo riascoltando Taleb, adesso non ricordo quali i vari libri di Taleb e uno di questi lui raccontava della cena di Natale, dicevo, quando vai alla cena di Natale e 6 1 artista dice Ho hai sfondato. O sei più frustrato della famiglia perché gli altri non capiscono che tu potresti? Perché lui ti fa questo esempio del fatto che l'opera d'arte o l'artista è una cosa asimmetrica? Penso che se va bene ciaone ciaone e tutti quanti.

E quindi, cari artisti, tenete duro. Sì, poi ti guardano la cena di Natale con quello sguardo, stella, che carino, tu cosa fai? E quelle cose. È un po' delegittimata anche lo sforzo che si, ma in questo senso a me viene in mente ancora un'altra cosa, qual è stata nella tua vita l'idea contro cui tutti hanno un po' remato e ti hanno magari anche un po' delegittimato o fatto sì che tu non andassi avanti e che invece si è dimostrata essere quella giusta e comunque portandola avanti?

Come dire, ti ha dato quel driver che poi ha portato, ti ha portata a un buon livello di successo. Quando ho iniziato a dipingere, quindi parliamo di quasi una vita fa, almeno una vita professionale fa questo. Sicuramente. Ho iniziato ad utilizzare dei materiali strani, io lavoravo su ferro perché c'è un motivo identitario e sono cresciuto in un contesto estremamente industrializzato. Ho sempre avuto a che fare con quella materia. Quindi fabbriche abbandonate.

Il questo tipo di di assolutamente Industrial, quindi ho iniziato a lavorare su questo tipo di supporto. All'inizio questo era un problema gigantesco, sia da un punto di vista logistico sia da un punto di vista di costi. Perché un conto è lavorare su una tela che nella migliore delle ipotesi arrotoli, metti dentro un tubo e lo spedisci per posta, un conto è lavorare su una lastra di ferro che pesa 25 chili. Questa cosa all'inizio la vedevano tutti come una follia, come un vezzo che.

Non aveva valore, invece per me era fondamentale proprio perché aveva un tratto identitario. Questa cosa si è rivelata essere una novità, ma poi su scala globale, cioè non faccio fatica a dirlo perché pochissime persone al mondo lavorano su ferro e lavorano su ferro attraverso dei processi di ossidazione. Cioè facevo arrugginire la Lastra invece che dipingerla e questa cosa mi ha dato poi ragione. Dopo qualche anno di fatica però

è stato molto bello. E secondo te c'è stato un qualche colpo di fortuna, il famoso fattore C secondo te quanto quanto ha dato? Io ogni tanto ripenso a Il percorso della mia vita e ogni cosa positiva in realtà la puoi ricondurre ad un colpo di culo. Ah, una. Poi ovvio che te la devi in qualche modo predisporre, però quando ci ripensi e rileggi la traiettoria e dici certo che se non fosse successa quella cosa esattamente in quel modo non

sarei qui. Adesso poi molti portano la l'esempio, l'allegoria della pesca, no, del fatto che può essere un ottimo pescatore, ma l'elemento cioè devi predisporre tutto te stesso all'arrivo del pesce, questo è il succo, no? Però poi il pesce può anche non arrivare, quindi questa è una cosa che forse ritorna un pochino. Ma è anche importante per chi ci ascolta, cercare di capire che non si può banalizzare questo concetto e far sì che si attenda

semplicemente il colpo di cura. Il fattore C, perché questo è un po' l'elemento grosso. Pensa alla. Pesca, un conto è avere una canna con una lenza e un galleggiante, magari non hai messo nemmeno l'esca sull'amo, un conto è avere una batteria di canne da pesca, tutto lì. Poi il pesce può passare. Come non passare però se hai 8 possibilità e un conto se ne hai mezza e un'altro. Mi sembra riassunto stupendamente. Per poi pasturare, li metti in imposta diversi, vai a cercare

dei luoghi. Giusti e poi c'è anche l'anfer, prendi, l'inverter, butti in acqua e fai. E il disastro. Finale? No, qualcuno sempre. Tornando a Talib, Talib dice, Esponetevi a cigni neri positivi il più possibile e quindi quello è un po' esporsi al chiaro. Io posso avere anche l'idea geniale di fare lavorare sul ferro, farlo ossidare eccetera, ma se non lo faccio vedere a nessuno, nessuno era.

Assolutamente ah, lì. Poi mi sono anche messo in delle situazioni talmente o la o la Spacca che a un certo punto te la costruisci quasi la fortuna, cioè se investi tutto in quella direzione dici OK, l'ho fatto sul serio, fai in modo che la fortuna che arrivi quindi le Monti, le canne da pesca, se stai ad attendere perché non non non ce l'hai valore, non non investi in prospettiva, allora dici vabbè, sto facendo dell'altro, la canna da pesca è lì e sto a vedere cosa succede.

Se hai investito tutto e inizi a dire sono un pescatore le cose cambiano. E quando però 6 1 pescatore e diciamo il tuo Marlin si aggancia alla alla stramaledettissima canna, OK, lì bisogna veramente avere energia, avere performance di picco e riuscire anche a mantenerla e andare avanti. Hai qualche strategia? Hai notato la possibilità di controllare le performance nella tua vita? Se sì, come fai? Sei riuscito a mantenerle? Io che problema faccio?

No, è un problema gigantesco, tra l'altro con l'ansia, con l'ansia da prestazione. Prima di arrivare a fare una cosa importante io ho una dose d'ansia incredibile. Con Gennaro non so se ti e tra l'altro io non lo faccio vedere esternamente cioè sono 1 1 pezzo di ghiaccio ma in realtà dentro ho un inferno che si sta agitando paradossalmente mi sono reso conto che a volte adesso uso un termine abusato ma sono un po' dipendente da quella forma d'ansia.

Quando per un po' non vivo quella tensione emotiva quell'ansia da prestazione quella sta per succedere qualcosa di grosso. A volte mi sono reso conto che la mia vita sembra vuota, quindi nel disturbo di vivere una cosa del genere, che sicuramente non è una cosa piacevole, in realtà si instilla qualcosa che ti fa dire sto per fare qualcosa di grande e quindi il il retro pensiero è è importante, è il momento di tirare fuori tutto quello che hai e di fare una grande performance. Qualche.

Strategia sul restare in quella cosa ce l'hai? In realtà questo l'ho sempre vissuto, nel momento in cui avviene una performance live, io inizio un musicista e quindi. Quando comincio scompare tutto, cioè il mondo si chiude completamente ed è soltanto il presente, quell'attimo. Lì prima c'è tutto un lavoro, invece di retropensier che cosa, cosa succederà? Posso sbagliare, ma nel momento in cui inizia questa non so se è fortuna o semplicemente

preparazione. Torniamo al discorso della musicista, del musicista, se sei super preparato e quelle cose che stai andando a suonare su un palco le conosci a memoria, le hai ripetute talmente tante di quelle volte che potresti farle con una mano solo. Highlance è lo stesso perché comunque è una performance, ma nel momento in cui inizi sai che andrà tutto liscio, è la preparazione.

Il segreto, alla fine, è essere consapevoli di essere bravi, non perché sei nato a un fenomeno, ma perché quella cosa lì te la sei conquistata. E com'è che ti capita il passaggio dal tipo OK, c'ho questa ansia da prestazione che devo fare quella cosa un po' mi piace, vorrei mantenerla. Dov'è che scatta poi l'azione, quand'è che?

Il primo colpo sul rullante, il la prima parola detta su un palcoscenico, quando si aprono le luci rompi la prima frase no, dall'attesa diventa azione, cioè l'agency dice, OK, adesso ho in mano io tutto le redini di quello che sta succedendo. E in tutta questa tua esperienza hai mai sperimentato quello che si chiama Burnout, Mamma mia. Assolutamente, e come è? Accaduto secondo te da cosa è stato causato e come hai fatto?

A fare il farci fronte? Dal forzare la creatività, la creatività nel momento in. Cui la creatività nel. Momento in cui diventa un lavoro tutto ciò che è artistico, anche banalmente creare video divulgativi. Ma comunque un lavoro, una scrittura, quando devi forzarlo perché lo devi fare? Perché hai 111 calendario da rispettare o banalmente, quando facevo il pittore a tempo pieno devi produrre 10 opere perché tra un mese è una mostra nel momento in cui sei svuotato completamente.

Non hai il la voglia di di fare quella cosa lì perché non ti manca l'ispirazione eccetera. Vai a forzare qualcosa che non dovrebbe essere forzata. Scavi probabilmente in un serbatoio di energie che sono lì per qualcos'altro. E alla fine questa cosa, il tuo corpo, la tua mente va a

compensarla. Guarda, hai super ragione ed è e penso che sia il lato oscuro della Content creation in generale che pochi conoscono e soprattutto le persone che si avvicinano in maniera entusiasta e per carità fanno bene, però non sospettano l'importanza di questo aspetto, cioè il dover drenare energie non appropriate alla Content creation, che in realtà sono lì per qualcos'altro e poi le porti via da affetti, famiglia, te stesso alle volte. No studi, guarda studi.

Molto recenti indicano che nel motivarci tantissimo è più la sensazione di essere autonomi di qualsiasi altra cosa, più delle ricompense di denaro, di gratificazioni. Ed effettivamente nel momento in cui tu, anche da solo, ti autoimponi di avere quel tipo di creazione non so, 5 video a settimana, non so facciamo una roba del genere. A un certo punto perdi quella sensazione di autonomia perché ti sei auto, sei fregato tra virgolette.

Auto sabotato, quasi. Allora io ti farei la domanda, quella più che sicuramente tu hai già sentito questa domanda qua, però ci vorrebbe un Requiem qua non. Tanto bisogna toccarsi senza toccarsi. Perché la domanda è, che cosa vorresti che la gente dicesse al tuo funerale? Mamma mia, difficile che. È una domanda difficile questa. Ma in realtà mi piacerebbe che quelle persone lì, quelle almeno al funerale vero, non al. Posto che tu muoia, per come sai che è tutto da vedere in ormai

sembra. Sono abbastanza sicuro che. Se prendi un numero sufficiente di integratori dovresti farcela, no? Sai, sai? Qual è il discorso? Tornando al discorso Content Creation, esposizione, un conto è l'esposizione, quindi va bene. Io non immagino un funerale pubblico e non lo vorrei nemmeno. Io vorrei che il funerale fosse con delle persone che mi hanno voluto bene davvero perché mi conoscevano, non perché mi hanno visto sui social o in

televisione. Lì sarà sempre comunque una lettura superficiale dell'individuo. Se arriverò al giorno della morte circondato da persone che mi vogliono bene e verranno al funerale, secondo me già quella è una vittoria, posto che lo vivrò sotto terra, quindi non ne sarò consapevoli. Non amici di Alessandro Carnevale, non non verrete, non non siete invitati. Non follower. Senti, due o tre cose ci interessano anche sulla questione dello stile di vita.

Insomma, noi ci occupiamo anche di quello professionalmente. E potresti descriverci un pochino una tua giornata tipo? La classica giornata, non quella dell'evento straordinario, ma come funziona la tua quotidianità? Vado a dormire molto presto, parto prima per giustificare al mattino, cioè tendenzialmente io non vorrei nemmeno andare a dormire così presto, ma mi metto a letto. Tendenzialmente cerco di guardareunfilmunaserie.tv e poi crollo, quindi capita addirittura che alle 9 io stia

già dormendo. Mi sveglio molto presto al mattino, fino a qualche mese fa andavo a correre tutti i giorni, poi ho avuto un problema, un infortunio, quindi è qualche mese che non lo faccio più, ma quella cosa lì mi svoltava completamente la giornata. Adesso sento la mancanza di quella mezz'ora che magari erano 40 minuti mattutina prima di cominciare tutto il resto e mi rendo conto proprio che.

Era qualcosa di fondamentale. Dopodiché lavoro, nel senso che io comunque sono un consulente, lavoro in un paio di di agenzie creative quasi tutto il giorno c'ero impegnato su quel fronte. Poi c'è studio, perché quello è fondamentale. Importante anche rileggere spesso tante cose per riaccendere un po' dei dei concetti, delle cose che devono necessariamente poi essere ripescate al momento giusto. Lo studio qual? È il momento della giornata e quello che secondo te è meglio per te.

Meglio Eh? Sarebbe secondo me al mattino un momento più di energia. Il problema è che lo devo impegnare con lavoro da consulente, quindi non riesco a farlo tendenzialmente nel nell'ultima fase del pomeriggio. Ok, è il momento in cui ho quell'oretta libera, ho capito e poi una volta due a settimana cerco di registrare il i contenuti che poi pubblico. Ma ci sono delle cose a cui non sai resistere. La. Domanda. E diciamo intrattenimento sociale, relazionale, cioè mi piacciono.

Perché in realtà noi qua entriamo anche un po' nell'ambito della dopamina o andiamo al cosa? La. Più pericolosa sì, perché. Arriviamo a un punto grosso e insomma alcol, perché noi parliamo spesso anche di alcol, insomma di come che rapporto hai con l'alcol? Bevi alcolici? OK, altre parti hai o. Ka volte problematico, me ne rendo conto, nel senso che ci sono dei momenti di binge drinking. Ah, OK. Però sono contingentati e mi rendo conto che è qualcosa che

fa malissimo. Cioè non sono uno che sottovaluta la cosa dicendo Ah vabbè, ma è una volta ogni tanto per divertirmi. Sono perfettamente consapevole che ho capito sia una cosa che non non va molto bene. Io ho un rapporto strano con la dopamina, quindi l'alcol secondo me è una di quelle cose che. E noi stiamo cercando di fare un'operazione. Insomma, fra le tante altre cose, un'operazione di di analisi e di divulgazione sui temi dell'alcol. Perché insomma, in Italia è un

problema grosso, no? E cerchiamo un po' anche persone. Oltretutto è il luogo comune che magari persone che performano tantissimo siano no sostanzialmente lontani o completamente estranei. Non è. Così assolutamente, anzi se non so quali siano. Imparati anche di droga, perché ci sono situazioni di io conosco molte persone che insospettabilmente, magari usano addirittura eroina, cioè quindi.

E quindi la questione dell'alcol interessa particolarmente proprio in persone, diciamo come puoi essere te o le altre che stiamo intervistando, che performano in maniera io direi al di sopra, no della della normalità. E lì torniamo al discorso dell'ansia, perché lo uso in una terapia propria, cioè lo uso come un ansiolitico, soprattutto mondo della musica. Probabilmente arriva anche da lì, prima del concerto. Ho avuto la stessa esperienza

anch'io. È. Difficile affrontare, più il palco è grande, più la audience è ampia e più difficile non usare qualcosa per controllare l'ansia, quindi. È proprio un discorso di terapia impropria e mi rendo conto che è la cosa peggiore che puoi fare perché la associo a qualcosa di positivo. Diventa il bevo che già hai meno frizione rispetto AE faccio una pera o Pippo della cocaina che qualcosa di strano stai bevendo. Un bicchiere è la cosa più naturale del mondo, no?

Cultura in Italia? Assolutamente accettato eccetera. Quindi riducendo le frizioni diventa molto semplice cascare nel vabbè, ma tanto performo bene, anzi tu ti convinci di farlo meglio. Cioè che non avendo l'ansia e. Purtroppo alle volte pure così, nel senso perché effettivamente quando affronti una grande audience, un gocce di. Giusto e diventa. E a proposito di gestione di ansia, cioè forse conviene anche affrontare questo tema, che cos'è che stressa di più te?

Qual è l'elemento la sorgente di stress che più ti ti fa? Faticare l'aspettativa degli altri. Assolutamente. L'aspettativa delle altre persone. Che in realtà in proietto su di me. Cioè invecchiano la tua. Assolutamente. Io devo rispetta far rispettare in qualche modo quella quella aspettativa che ho creato io, è quello il paradosso. Cioè io dico, questa cosa la posso fare? La farò benissimo.

Le persone si convincono di questa cosa anche perché ho dato loro motivo di credergli e quindi il mio obiettivo è non far crollare quella fiducia. È qualcosa di molto fragile in realtà. Perché? Tiri sempre ad alzare l'asticella ed. È in generale questa cosa OK in generale.

In generale, anche nei rapporti relazionali, questa cosa mi rendo conto non essere perfettamente funzionale, però so di. Farlo è incredibile poi come una persona riesca comunque, nonostante tutto, a mettersi incredibilmente in gioco nei confronti di un audience. Basta come la tua. Tu va in televisione, cioè uno che va in televisione. Sì, il discorso è anche. Nel momento in cui ottengo quello non devo più dimostrare nulla a nessuno, cioè la mia rincorsa da ragazzino era

quello. Ovviamente non funziona così. Successo così per nulla. L'asticella di continuo io? Volevo arrivare ad un punto e questo era il mio sogno da da ragazzino, in cui non non avrei dovuto dimostrare tutte quelle cose che sentivo ancora inespresse. In realtà, nella visione. Dice che lo faccio una volta e poi è finita. Lì invece no, assolutamente è iniziata la salita in quel momento.

Ottimo. Guarda una cosa interessante e quindi che qua e ripreso è tutto questa cosa dell'aspettativa quindi del del dovermi preparare, ma del fatto che questa preparazione è fondamentale. Ma allo stesso tempo se mi preparo troppo non so né mentalmente. E poi ti facciamo una domanda che ti ho già detto, che dormi? Dormi abbastanza? No, che dormi abbastanza. E allora? Quindi la domanda è proprio da psicologi. Mettiamola così, da psicoterapeuti è sogni?

Ti ricordi i sogni? Hai dei sogni ricorrenti? Sogni ricorrenti, no, ogni tanto sogno e tendenzialmente mi ricordo quelli più allucinanti, quelli più assurdi. Mi sono reso conto di ricordare i sogni, quelli più assurdi, perché vanno di pari passo quando il giorno dopo, l'indomani, ho qualcosa di importante da fare. Quando aveva fatto il Ted hai fatto un sogno? La sera prima? Sì, dai, la sera prima sera, per essere divertiti. Ci siamo divertiti.

Chi l'ha visto? Lo. Sa chi ha visto il mio Ted lo sa. Cioè chi ha visto il mio Ted lo sa come eravate? Trovati. Quindi no, però tendenzialmente questa cosa forse è un pattern, non lo so. O forse semplicemente c'è talmente tanta aspettativa nel giorno dopo che tutte le cose hai una soglia di allerta più. Quindi cerchi di ricordare tutto, magari è un. Contenuto che ti ricordi? C'è qualche sogno che? Cose allucinanti in. Tipo Jodorowsky, cioè presente?

No, che io racconta, i suoi sogni sono incredibili, io sono uomo, donna, una bestia che si fa un animale, cioè una cosa così. Sì, cose cose folli ma surreali, nel senso che c'è 1 1 solida base, questa cosa potrebbe succedermi davvero. Poi magari Apri la porta ed entra. Un Grifone però il cui setting è assolutamente credibile. Quindi l'ansia è duplice perché ti rendi conto che potrebbe essere la vita vera.

In effetti io sapete che questa notte ho sognato una cosa allucinante, ma vi giuro, allucinante e disturbante che non raccontano. Però dopo aver raccolto perché quello che tu mi hai detto mi ha, vi giuro, ci ho pensato in questo momento allucinante, ma non parliamo dei miei soldi. E chi paga l'abbonamento potrà avere anche il sogno del dottor Rossi. Deve essere un abbonamento Premium? Allora sentimi un'ultima domanda

direi però. Questa veramente aspettiamo 1 1 pick per formance hai a disposizione all'interno di una grandissima città di di un luogo enorme, non so Times Square a New York, un'enorme cartellone, OK tutto per te per un giorno che cosa ci scriveresti? Cosa ci metteresti sopra? Dev'essere una scritta, può essere un luogo, quello che vuoi può essere. Un video, una scritta, tu qualunque cosa, solo un luogo della mente può essere un elemento allegorico metaforico, quello che ritieni.

Considerando il Conte, perché io devo sempre contestualizzare la cosa? E avendo a disposizione un messaggio così impattante, ovvio che adesso sono condizionato dalla premessa. Quindi mi sto immaginando una piazza dove camminano decine di migliaia di persone ogni giorno. Puoi lanciare un messaggio che evidentemente avrà un impatto e quindi sto pensando a cosa poter lì nascere. Anche un po' il discorso didattico cosa potrebbe essere prezioso per le persone che stanno facendo?

Abbiamo avuto risposte non solo attinenti a fare qualcosa di buono per gli altri, ma anche per noi stessi, quindi tu parti già. È un proiettare verso. L'esterno? In un momento depersonalizzante, io U ho un problema grosso con i centri urbani. Vivo in mezzo a un bosco e di conseguenza per me è sempre ansiogeno vivere all'interno di un contesto con migliaia di persone. Mi sento vacuo. E quasi come se stessi scomparendo, cioè un discorso di

trasparenza. Mentre nella mia dimensione, la mia comfort zone che è il la casetta nel bosco, lì ci sono io, ci sono gli animali, ci sono le persone che hai un rapporto. Quindi mi immagino in quel contesto lì.

Io ci scriverei ascoltati con un punto, immagino l'impatto, quasi un po' la performance artistica in cui arrivi leggi una cosa del genere e in quella fase, perché di solito in città stai correndo, Stai passando, devi andare da una parte, stai facendo delle altre cose, quell'attimo dove dici OK. Me lo dice un cartellone, provo a farlo. Molto interessante veramente. Ti fermi, ascoltati.

La persona guarda lì e dice, ascolta cosa vuol dire, cosa vuol dire e mentre si chiede che cosa vuol dire? Lo sta già facendo, no? È esattamente quello ottimo. Bello? Beh Alessandro, noi ti ringraziamo. È stato un piacere, se vuoi raccontarci magari dove possono trovarti. Quali sono i. Tuoi casi? Io ho un sito Internet, vabbè, ma questo ormai ha soltanto mero posizionamento poi sui social, Instagram.

Dove faccio dei Real di divulgazione artistica molto corti, ma non per queste superficiali, almeno questa è la mia speranza. E poi è un canale Youtube che sto trascurando nell'ultimo periodo, ma ci vuole troppo troppo tempo per per fare. L'iscrivetevi a tutti e. Sotto ascoltate ascoltatevi soprattutto. Anzi, appassionati di psicologia. Se non lo conoscevate, guardate il suo canale, perché non parla solo di arte in generale, ma parla spesso di arte in

relazione alla psicologia. Grazie 1000 Alessandra. Ehi scusa, l'interruzione, ma prima di proseguire volevo farti un regalo, sì. Un regalo? Iscriviti subito a mind fitness, il mini corso gratuito che abbiamo creato io e il dottor Gennaro Romagnoli per iniziare ad ottimizzare corpo e mente. Sono 5 giorni di strategie pratiche per ottimizzare il tuo cervello lavorando sulle 5 aree del benessere mentale, stress, pensieri, emozioni, concentrazione e energia. Puoi iscriverti anche subito ed

è gratis. Fallo per iniziare a lavorare su te stesso, seguendo i metodi e le teorie che io e Gennaro Romagnoli usiamo sui nostri pazienti. E il link lo trovi qua in descrizione OKE adesso riprendiamo con il video.

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