Ep. #733 - 🎸 Benji: Esplorare la propria Mente NEURODIVERGENTE | Benjamin Mascolo - podcast episode cover

Ep. #733 - 🎸 Benji: Esplorare la propria Mente NEURODIVERGENTE | Benjamin Mascolo

Dec 30, 20241 hr 48 min
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In questo intenso e appassionante incontro, Benjamin Mascolo e Valerio Rosso si confronteranno su temi di grande rilevanza come droga, ADHD, autismo e spiritualità. L’obiettivo di questa conversazione è ambizioso: utilizzare le esperienze personali narrate per promuovere una maggiore consapevolezza e fornire informazioni di valore sul tema della salute mentale, contribuendo a ridurre stigma e pregiudizi attraverso un dialogo autentico e accessibile. Benjamin "Benji" Mascolo è una figura straordinaria. Insieme a Federico "Fede" Rossi, ha dato vita al duo pop "Benji & Fede", che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica italiana, catturando il cuore di centinaia di migliaia di fan in tutto il Paese. La loro musica, ricca di energia ed emozione, ha saputo raccontare storie che parlano direttamente alle nuove generazioni, creando un legame unico con il loro pubblico. La vita di Benjamin, però, non è stata semplice né lineare. È una narrazione di cadute e rinascite, segnata da momenti di grande difficoltà e da un percorso di trasformazione profonda. Attraverso esperienze personali spesso complesse, Benjamin ha sviluppato una crescente consapevolezza di sé, imparando a riconoscere la sua unicità e a valorizzare il legame con il mondo che lo circonda. La sua è una storia che parla di esperienze psichedeliche, di resilienza, di capacità di rialzarsi e di trovare nuove strade, offrendo un esempio ispiratore di come si possa trasformare il dolore in crescita e il disagio in comprensione. Un momento cruciale nel percorso di crescita di Benjamin è stata la diagnosi di AuDHD, una combinazione di ADHD e autismo. Questa rivelazione ha rappresentato un punto di svolta, consentendogli di rileggere le numerose difficoltà affrontate nella sua vita sotto una nuova luce, con una maggiore consapevolezza e una prospettiva più chiara sulla propria unicità. Ciò che rende questa storia ancora più interessante è che la stessa diagnosi riguarda anche Valerio Rosso (e allo stesso modo le esperienze passate con sostanze psicotrope). Questo incontro promette di essere un viaggio autentico e coinvolgente, in cui le riflessioni personali si intrecciano con una visione più ampia, toccando temi cruciali per il benessere mentale e spirituale, con l’obiettivo di ispirare, informare e far riflettere.

#salutementale #adhd #autismo


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Transcript

Quindi c'è quel microfono lì, ci sono questi due qua. Ci sono questi due e i microfoni. Abbiamo dopo di surround. Si hai già capito che sono un ossessivo quindi esatto ma anche tu 6 1 persona molto. Quadrata. Abbiamo notato da come ci vestiamo ci dobbiamo vestire di nero entrambi, sempre, comunque. Ma tu che c'hai proprio il l'armadio? Full black, full black tutto. Ho una giacca rossa che hai visto prima? Quella è la mia novità, però per

il resto sto sul nero. E ovviamente hai scelto Batman. Ho scelto Batman, giustamente. Senti un po' bene? Pensavo ripartire da una cosa, cioè presumo ti conoscano tutti. Però volevo partire da questo perché mi è piaciuto. Tanto neanch'io conosco me stesso veramente, quindi come fanno a conoscermi? Tutti OK quindi questo elemento di filosofia. Primo punto d'inizio, però ti dico, io sono io non vi seguivo così, cioè conoscevo le canzoni perché non si possono non conoscere.

Insomma fanno parte un po' del dell'immaginario dell'Italia. Mio parere, il professore rimasto. Completamente fulminato dal vostro concerto al forum. Grazie. È stato molto potente, molto potente. Com'è andata? Com'è l'organizzazione? Fede cosa racconta un po'? È stato bellissimo perché era tre anni che non tornavo sul palco con fede e in verità, parlandone anche con lui dopo alla fine del concerto mi sono reso conto che su quel palco

abbiamo ritrovato. Quell'amore per il progetto perché è vero che eravamo ripartiti da un paio di mesi, ma quando suoni Live è una sensazione straordinaria, cioè il Live EE ti ricordi perché fai questo mestiere? Delle volte tra le la stampa che può essere molto critica, tra i problemi che ci sono a lavoro, la burocrazia e 1000 Casini ti viene a dire ma perché sto facendo questo mestiere qua ad artista e poi sali sul palco e tutto passa?

No? Quindi è stato straordinario, abbiamo lavorato tanto per quel concerto. E si vede perché è la qualità era elevatissima. Grazie ci siamo fatti anche aiutare. Comunque abbiamo una squadra importante di management, di di professionisti. Comunque tutte le persone che fanno parte del del nostro gruppo di lavoro sono persone

che. E fanno questo mestiere da anni, anche per la costruzione del del palco, il design del palco, il rendering tre D. C'è tanto lavoro dietro, c'è ovviamente siamo noi sul palco e siamo i protagonisti, ma ci sono centinaia di persone che veramente fanno un lavoro. Straordinario, tantissimo. Proprio il concept, nel senso che non me l'aspettavo, nel senso che ho visto partire i

primi video cazzo, pelle d'oca. Cioè m'è m'è proprio piaciuto e io ti dico non è il ge io sento i nanich neis tanto per girare. Però invito le persone veramente a esplorare la nuova formazione, perché è qualcosa di super Figo. Ci stiamo spostando leggermente su qualcosa di più, anche rock leggermente, poi rimaniamo molto POP. Noi comunque come anima perché siamo artisti POP, però anche più chitarra elettrica. Abbiamo preso dei musicisti veramente straordinari,

batterista e fenomenale come. Si chiama. Gian Pellerito. Gian Pellerito, sì, sì, sì, io lo seguo perché suona con un chitarrista che piace molto, che è Mancuso. Sì, sì, sì, sì, beh, lui e ma anche gli altri ragazzi e le ragazze. C'erano due ragazze, la bassista e la chitarrista. Entrambe io se. Mi. È piaciuto perché il primo colpo di chitarra non pensavo partisse così, cioè ho sentito partire con una schitarrata veramente in figa e ho detto. Questo.

È quello che è, un bell'impianto e una bella sassata. Poi il il Forum a Milano è proprio una bella struttura. Insomma, a livello anche di suono è cambiato tuttora è migliorato? Sì, sì, sì. Sì, volevo rivelarti, una cosa che non penso di averti mai detto. Nel.

Senso che la prima volta che. Ho capito che esistevano benji e fede, è stato un giorno a Milano, ero con mia moglie, che all'epoca non era ancora mia moglie, e vedo una folla oceanica davanti alla Mondadori davanti al Duomo e c'era un terrazzino con due ragazzi in Cina e credo foste voi. Eravamo. Noi è stato abbastanza impressionante, poi per 4 5 anni era una ricorrenza, ogni disco che facevamo uscire andavamo in Piazza Duomo, cioè facevamo al balcone. E sì, veramente assurdo.

Devo dire che non ci ho capito tanto in quegli anni, cioè tutta quella quella emotività, quell'amore ha quell'energia, che anche energia molto positiva. Però quell'energia travolgente mi ha fatto anche mandare un po' su di giri in quel periodo. Però devo dire che. Voi siete partiti in maniera molto veloce.

Sì, diciamo che abbiamo avuto qualche anno di gavetta suonando anche in locali di Modena. Noi siamo di Modena, quindi nella nostra zona, facendo musica, abbiamo fatto tre anni, quasi quattro, interamente indipendenti. Senza produzione. Senza sì, registravamo in soffitta da da un amico, facevamo Live in giro, non avevamo manager, né agenti, né discografica. EE poi in verità siamo cresciuti così. A un certo punto è scattato qualcosa, siamo migliorati noi.

Vabbè era il momento giusto ed è proprio scattato qualcosa sui social e diciamo che nel giro di 8 mesi siamo passati da da avere 20.000 fan in in 8 mesi siamo passati ad averne 250.000, poi fare i dischi di platino e poi fare i Form Sold out nel giro di un anno e qualcosa quindi è stato comunque veloce. Non è veloce come quando vai, è un programma televisivo e tre mesi dopo sei fuori e hai le folle oceaniche. Non è stato così veloce, però è stato comunque abbastanza

impattante. È stata comunque la costruzione di una realtà che. Il presente, ce lo dice, è molto consolidata e alla fine, dopo 1000 traversie, resta comunque 1, 1 caposaldo del pop italiano, direi. No? Beh, diciamo che siamo un nome molto conosciuto. Secondo me questa è una fase della nostra carriera, della nostra vita, dove dobbiamo dimostrare sempre di più artisticamente, perché i numeri sono stati da nostra parte per tanti anni e ancora lo sono su

tante cose. Io cammino per strada, la gente mi riconosce, mi vede la foto succede continuamente EE quella cosa è stata è appurata, è così. Cioè siamo, siamo benji e fede? No, però dobbiamo dimostrare secondo me. Secondo me abbiamo un valore artistico ancora nascosto che solo le persone con cui lavoriamo conoscono bene e devono sempre di più tirarlo fuori nella maniera giusta e dimostrare. Nel nostro conto che il Live sia

uno strumento molto. Molto forte, abbiamo Aprile avremo un'altro forum, poi il il palazzo dello sport a Roma. Ah, OK, quindi faremo anche. Quello di venire, ovviamente. Perché adesso io e mia moglie siamo diventati senti. Tu hai parlato in maniera molto onesta, molto generosa, direi molto aperta. Al One more time podcast rimando le persone che volessero vedere. Benjamin, insomma, mettersi realmente a nudo in un periodo della sua vita è importante.

Ti chiedevo solamente se potevi, non è facile fare un riassunto, ma se potevi dirmi che cosa è successo a un certo punto fra e intanto, professionalmente tu ti sei in qualche maniera spostato verso un'altra vita, un'altra nazione, oltreoceano, e sono successe delle cose. Allora cerco di sintetizzartelo il più possibile. Purtroppo adesso qua siamo molto liberi però. Però, giusto per non annoiare,

perché conosce. Non credo ci annoieranno perché è una storia assolutamente assurda e incredibile. Beh, allora iniziamo dal fatto che io crescendo un po' per insicurezza, un po' per carattere, un po' per voglia di rivalsa, perché comunque non ero bravo a scuola, o comunque non non ero. Bravo, insomma, in un percorso standard, diciamo più più classico di vita.

Avevo questa voglia di dimostrare di avere un valore no, e quindi volevo diventare conosciuto, famoso con la musica, facendo musica perché amavo la musica e scrivevo già musiche canzoni a 12, 13 anni e ho scritto le mie prime canzoni e quindi avevo questo grande voglia di rivalsa che con fede si è matchata perfettamente. Perché fede come me. Siamo entrambi di Modena, però non ci eravamo visti.

Perché lui vive un po' in campagna e mi ha scritto su Facebook. Perché ha visto alcuni miei video su Youtube. Ci siamo conosciuti diciamo tramite Facebook. Tu che hai fatto Ice breakers in questo senso? Ma lui ha scritto, me però aveva visto i miei video su, aveva visto i miei video su Youtube, quindi insomma è andata così EE diciamo che ci siamo trovati bene in questo senso, io e fede, e abbiamo lavorato per un

obiettivo comune. Lunga storia in breve, lavorando sui social tanto e avendo anche un po' di fortuna, insomma, ci sono stati tanti fattori. Siamo esplosi e abbiamo raggiunto, diciamo, il nostro obiettivo che era quello di vivere di di musica no, abbiamo fatto comunque dai 22 ai 27, 5 album in 5 anni con 5 tour, quindi comunque molto

impegnativo. Non avevamo un secondo libero, io avevo circa un giorno libero al mese, forse lavoravamo, però per noi era era un si, era realizzato un sogno no. E subito grande entusiasmo, se cioè proprio ogni cosa che succedeva era comunque il disco d'oro, il disco di platino, il primo concerto sold out e le persone che vengono in piazza con me? In migliaia. E quindi tante emozioni, tante soddisfazioni.

Però diciamo che col passare del tempo, anche abbastanza velocemente, secondo me nel giro di un anno, un anno e mezzo, un anno e mezzo, due, mi sono reso conto che. E il successo non aveva risolto i miei problemi interiori? Non non io sono sempre stato molto afflitto e forse anche per quello ho iniziato a scrivere musica perché era un modo anche per era un modo di fare terapia per la mia sofferenza a scrivere

musica. E pensavo che una volta che aver raggiunto i miei obiettivi sarebbe stato tutto perfetto. E così non è stato. E quindi? Cos'è che accade a tante, a tante persone? E secondo me, in generale, a tante persone anche che hanno carriere diverse, anche più in una azienda o in altri ruoli che riescono a raggiungere, non so la promozione o quei quei quei posti di lavoro che cercavano da tanto tempo e poi?

Anche i medici. Esatto, e lavorano casomai di oppure studiano tanti anni, appunto, come un medico può studiare tantissimi anni e raggiunge questo ruolo. E poi si rende conto che sì, ha ottenuto tanto sotto quell'aspetto lì, ma non ha risolto. Un vuoto in tempo. Esatto.

E quindi quel vuoto interiore io me lo sono portato dietro e ho cercato di colmarlo in tutti i modi che potesse essere shopping compulsivo e compro il Rolex nuovo ogni settimana, oppure vado a letto con donne diverse ogni volta perché ne ho la possibilità, oppure insomma fare tutte quelle cose per cercare di ancora non avevo provato sostanze stupefacenti. Devo anche colmare il il mostriciattolo che sta nel vuoto. Esatto. E insaziabile. Esatto, esatto, insaziabile.

Ma anche di di cercare, di anestetizzare la mia sofferenza in alcuni casi. Finché un giorno diciamo che sia io che fede ci siamo trovati in una situazione dopo 5 anni, 5 dischi, appunto, 5 tour di di tanto, di di tanto stress, poca vita vissuta al di fuori del di di quel di quel frullatore. Io mi sono stato un punto che non reggevo più la la pressione.

Avevo bisogno di una pausa e non c'era diciamo in programma una pausa e quindi è stata una cosa forzata perché a un certo punto io ho parlato con fede e gli ho spiegato questa mia necessità di dire io devo fare 111. Cambio di rotta. Avevo bisogno di staccare. Come l'ha presa?

La fede non l'ha presa bene subito, poi probabilmente te lo dirà anche lui se avrai cosione di parlarne, ma secondo me ne aveva bisogno anche lui in in parte di questa pausa, cioè entrambi avevano bisogno di una pausa, probabilmente forse di più di lui. Ragazzi, però la cosa che mi stupisce è che voi siete passati tutto sommato abbastanza indenni in qualcosa che ha disintegrato la vita di tanta gente, perché due ragazzi come voi che in qualche maniera.

Vedete da situazioni normali no? Quindi cioè trovarvi in quel frullatore lì dev'essere stato bello, ma contemporaneamente incredibilmente soprafacente. Sì, ma diciamo che dalle piccole cose, anche dal fatto che io comunque di famiglia ho genitori che che hanno avuto lavori molto normali. Adesso sono in pensione. Però mia madre i. Genitori sono fantastici e li saluto. Ciao mamma, Ciao papà. E quindi anche tutti i discorsi burocratici, di contratti EE con.

Amici di fiscali. Tutte quelle cose lì erano comunque tutte cose nuove per me, e anche la gestione di un patrimonio che cresceva, che cresceva, e a cui non davo realmente un valore concreto di di quello. Perché sai, avevo lavorato come barista in discoteca e avevo fatto lavoretti per mantenermi negli anni, ma non avevo proprio, non riuscivo a dare valore giusto ai soldi insomma EE quindi tutti questi fattori mi hanno portato a voler cambiare vita. Cambiare.

Staccare sicuramente ed è. Un discorso secondo me tornerà fuori anche dopo, nel podcast che io quando passo momenti di grandi sofferenza do uno strappo abbastanza netto nelle cose. Cioè quando questa sofferenza dura mesi, di solito può durare settimane, ma quando inizia a durare mesi e sto soffrendo tanto, tanto cerco di fare un cambio radicale.

Perché? Farei di tutto comunque, per evitare quella sofferenza, per uscire da quella bolla in cui mi sento, in cui non riesco a uscire dal letto, non riesco a vedere le persone, non rispondo ai messaggi, tengo il telefono spento per dei giorni, cioè pur di uscire da quella situazione lì faccio dei cambi radicali. E allora in quel momento il mio cambio radicale era questa vita non mi sta più dando gioia, anzi

mi sento sopraffatto da tutto. Non non sono in grado di reggere la pressione, ho bisogno di staccare. E proprio in quel momento io ho conosciuto la mia ex ragazza ai tempi che lei è americana. E ho detto, proprio in virtù di fare questo camionetto, sono andato a vivere in America e quindi diciamo che mi sono fatto tre anni in America. Una decisione meditata, un po' impulsiva, che caratteristiche

ha avuto secondo te? Io sono abbastanza impulsivo su queste cose, però avevo bisogno di cambiare e. E di stimoli nuovi. l'Italia comunque è un paese che ho imparato ad apprezzare sempre di più, anzi adesso apprezzo ancora di più. Dopo aver vissuto in America, credo dopo aver vissuto a Los Angeles, il mio amore per l'Italia è cresciuto. Succede sempre. Esatto, però da fuori poteva sembrare forse un po' come si

può dire, impulsiva. Però io sono, forse sono fatto così, cioè per me è normale fare una decisione, prendere e mi porto. Fin da piccolo questa. Da subito sì. Io quando avevo 16 anni io sono andato a vivere 2, 2 anni in Australia a finire una scuola lì, la mamma. È australiana. Esatto, perché? Mia mamma è australiana, avevo dei parenti lì e ho finito la scuola lì. Ho fatto quarta e quinta superiore e sono andato perché un giorno a pranzo mia madre ha detto, non io.

Alla tua età ero già fuori di casa a lavorare e studiare e ho detto che me ne vado anch'io. Esatto, ed era probabilmente una cosa che avevo accumulato negli anni. I miei problemi a scuola? Nel riuscire a stare concentrato, nel riuscire a stare sui banchi, non riuscire.

A relazionarmi bene con gli insegnanti si è accumulato tutto, poi la decisione è stata in tra virgolette impulsiva e in un secondo però una struttura di esatto ed è stato simile, nel senso che erano anni che mi portava avanti questa insoddisfazione esistenziale, non lavorativa, perché comunque lavorativamente ero ero veramente soddisfatto di quello, cioè dei risultati comunque e anche della musica no, ma. È molto chiaro, molto chiaro, c'era qualcosa che a livello.

Esistenziale. Volevo scoprire qualcosa di nuovo, provare qualcosa di nuovo. Sono andato in America ed è stata un'esperienza assurda. Molto formativa perché comunque mi sono proiettato in un mondo diverso. La cultura americana è molto diversa. Poi ovviamente Los Angeles non è tutta l'America. Io parlo in particolare di Los Angeles perché ero lì ed ero nella cultura di Hollywood, quindi del mondo dello spettacolo, de attori, artisti. Si. È trasferito subito a casa della

tua fidanzata, fra. Virgolette. Sono stato in hotel le prime, i primi tre mesi in cui andavo lì a trovarla. Stavo in hotel perché comunque avevo non eravamo ancora fidanzati seri. E poi dopo, dopo un po', quando la situazione era diventata più seria, mi sono trasferito a casa. Sua e io volevo anche prendermi un mio spazio lì, perché io sono un anche uno che a cui piace stare solitario. Però lei mi mi voleva in casa sempre. Era molto avvolgente nel suo, diciamo nel suo modo di.

Di vivere l'amore, ecco. Però avevi già pensato all'epoca di tenerti comunque una zona Franca attorno a te? Assolutamente sì, ma perché l'ho sempre avuto, ne ho sempre avuto bisogno. Io in verità, fino a qualche anno fa pensavo che avrei vissuto in hotel perché ho bisogno di quello spazio, ho bisogno di quella privacy e quando mi viene tolta soffro tanto, sono anche meno.

Simpatico quando sto attorno alle persone, se non ho avuto il mio il mio tempo per smaltire energia, pensieri e cose e quindi vado a vivere lì con lei in America e vivo una situazione che comunque è la vita, tra virgolette. La POP STAR in Italia però con gli steroidi quindi per per il 10% è tutto amplificato. Da lì, dai posti. Diciamo la tua fidanzata era un'attrice?

No, è. Una un'attrice, hobson, famosa sì, in America che ha fatto Disney Channel, quindi è molto conosciuta anche a livello internazionale EE viveva un lifestyle bello, bello, intenso, inteso come anche lavorativamente lavorava molto e anch'io quando ero lì mi sono poi dedicato a fare. E attività lavorative diverse. Ho iniziato a fare a lavorare nel mondo del cinema e stavo scrivendo un. Libro ho visto un tuo film. Sì, sì, sì. Non avevo capito che c'era.

Ho fatto anche quell'esperienza lì è stata bella EE però è a parte, oltre al lavoro che era comunque importante, è la filosofia lì e work hard, play hard e. Anche a livello. Di steroidi, cioè quello se qua c'è competizione, lì c'è un livello superiore probabilmente.

E vivevamo comunque in viaggio, perché sì, sei a Los Angeles però, e ogni sera sei in una festa diversa o in una cena diversa, con una persona diversa, conoscere qualcuno di diverso e oppure prendi un aereo, vai in Messico un mese, vai a Miami un'altro mese EE io soffrivo anche questa cosa, di essere continuamente iteneranti lontano dalla mia famiglia, lontano dai miei amici con cui sono cresciuto.

E comunque vivendo in un lusso sfrenato, cioè era era esagerato per per i miei standard, cioè io io penso che i soldi abbiano siano qualcosa che ti dia ti diano una vita, cioè sono importantissimi perché ti danno comunque la possibilità di vivere una vita agiata EE non sono assolutamente contrario a questa cosa. Però era tutto molto pomposo a tra voli privati, yacht, cose. E io vivevo, mi sentivo di vivere in un mondo mi. Però di vivere dentro Instagram e. Probabilmente andavate molto

lontani. E come se la vita avesse dei. Filtri no e eravate molto presenti sui sui social anche. Sui social faceva parte del nostro modo di di di esprimerci. EE però quella cosa lì U chi doveva essere il mio, il mio spazio di provare qualcosa di nuovo è stato uno spazio in cui ho provato qualcosa di nuovo, è stata un'esperienza diversa, però anche lì diciamo che posso mettere una x su quella, su quella fatto. E dico quei tre anni lì, molto

belli, molto formativi. Ma anche quelli non sono il tipo di vita che che a quanto pare voglio condurre, perché sennò sarei rimasto lì. Esatto. E poi non è andata comunque a finire bene, non non. È andata a finire bene perché comunque io vivevo questo grosso disagio dopo i primi anni sono stati comunque belli perché comunque c'era un grosso innamoramento, anche se c'erano tutte queste cose che non mi mi facevano impazzire.

Ero innamorato della persona perché comunque una ragazza con tanti problemi, tanti traumi in sicurezza. E però una ragazza veramente intelligente, una ragazza sensibile e una ragazza che comunque quando non non ha i suoi momenti difficili è anche in grado di dare tanto a livello emotivo. Cioè una delle cose più belle per esempio che che mi piace ricordare perché ci sono state anche cose brutte, però mi piace ricordare quelle belle.

Ti faccio un esempio giusto per farti capire il suo carattere quando era con la luna giusta. Ecco. E questa, eravamo su questa barca con degli amici e c'era questa ragazza, eravamo noi un'altra coppia e questa ragazza non non sapeva nuotare, non aveva mai nuotato. Eravamo in questa barca in Sardegna e quindi stava sulla barca e non era mai scesa a nuotare. E la mia ex ha detto dai proviamo a nuotare insieme, ti do, iniziamo col salvagente e ti aiuto a nuotare.

E ha passato le due ore dopo a insegnarle a nuotare e lei e la ragazza ha praticamente ha pianto perché ha detto è la prima volta che sto imparando a nuotare e ed è un esempio per dirti che quindi. Non voglio essere troppo negativo sulla sulla persona, sulla storia. Sarebbe. Stato una coppia con luci e ombre molto. Forti con luci e ombre molto forti EE quindi dopo comunque i primi anni di innamoramento in cui andava tutto bene, sono venute fuori insomma le prime

ombre. Beh, cosa gli ha insegnato a te questa ragazza, qual è stata la cosa che che ti ha insegnato? Non la nuotare, perché immagino sia molto. Si può notare una cosa allora è un po' uno scherzo, però è una cosa che mi porto dietro dalla dalla nostra relazione che è stata la prima AA notare come io perdessi delle cose, cioè avessi tanti pensieri e mi perdessi in alcuni punti e quindi è stata la prima a consigliarmi di usare i promemoria sul telefono.

Io prima non usavo i hai presente i promemoria sul telefono con l'orario EE si chiama reminders? Ah si chiamano promemoria. Esatto EE là si chiama così e io adesso che sono esagerato però ne ho bisogno per assurdo io c'ho il promemoria ricorrente che devo farmi la doccia, devo farmi la barba. E questo ne parleremo dopo, perché è stata tecnicamente l'inizio della terapia, forse

con questa ragazza. Sì, sì, esatto, è stato l'inizio della si è svelato un po' tutto, cioè anche nel nel bene e nel male, cioè? Vivendo quella vita lì è emerso ancora di più quello quel vuoto esistenziale che novate. Simili voi due, qualche cosa di simile c'era, c'era qualcosa. Di simile però, in verità no, eravamo abbastanza, abbastanza diversi, abbastanza diversi. Beh, questo per è stato un bel regalo, cioè? Un'altro bellissimo regalo? Sì, sì, sì, ma ancora mi porto dietro questa cosa.

Ancora, quando penso ai promemoria, Eh, dico, per fortuna che mi hai iniziato questa cosa qua, perché è una cosa piccola che però ti può cambiare la giornata EE di conseguenza se ricambia una giornata ti cambia la vita. Eee quello è un esempio, ma ci sono tante cose che ho imparato da lei e anche il valore di festeggiare le ricorrenze.

Io non ho non mi sono mai interessato a festeggiare il mio compleanno, non mi sono mai interessato a festeggiare il Natale perché non nella mia famiglia non era una cosa tanto.

Insomma, una volta cresciuto dai 10 anni in su, diciamo dalla magia, sì, non c'erano neanche più i regali, praticamente no. E invece per lei era molto importante, per lei era molto importante e. E quella è un'altra cosa che mi porto dietro, perché comunque adesso inizio a capire il il perché delle festività, anche solo per il fatto che se non vedo i miei parenti per un anno sono costretto a vederli una

volta l'anno. Può sembrare una sofferenza in quel momento quando sei a tavola, delle volte perché ti annoi o perché non hai voglia o vuoi farti i cavoli tuoi. Eh, però c'è un valore anche in quello, no? Quindi da lei ho imparato tante cose, però allo stesso tempo sono stato proiettato anche in un ambiente dove giravano anche tante sostanze. Sì. Quello volevo arrivare perché mi è sembrato che il punto poi di deriva, il punto di crisi, è stato anche quello.

Le sostanze mi hanno proprio tra virgolette, mi hanno dato il coraggio di distruggere tutto, nel senso che sembra una cosa positiva, però ero veramente al limite ma e non stavo bene perché comunque non stavo bene e quando o quando ho provato le prime sostanze ero in un periodo in cui. E arrivavo da. Comunque scusami, prima di quel momento lì non non eri mai entrato in contatto con sostanze. Avevo fumato marijuana, ma questo tanti anni prima, tanto in maniera.

Episodica. Diciamo e non mi era mai piaciuto perché comunque alcune persone dicono che la marijuana aiuti con la creatività. Nel mio caso posso dirti che mi rendeva solo, più stupido, cioè mi facevo addormentare e diventavo un'ameba sul divano un inverterbrato. Con la pressione bassa, quindi pressione bassa. EE quindi però le le le. Sostanze, quelle, diciamo, un po più considerate, più potenti, più potenti.

Ecco, mettiamola così, ancora non le avevo, non le avevo provate e per in verità per i primi due anni non mi ero avvicinato a questa, a queste sostanze. E anche in maniera abbastanza è buffa, nel senso che comunque c'era un gruppo di persone intorno a noi. Che faceva uso di tante cose e poteva essere MD cocaina. E mondo della musica S. G, sì, musica o arte in generale? Io ne stavo fuori perché comunque in quel periodo correvo tanto, mi allenavo e più di una volta super. Allenato.

Ci provo dai, ci provo anche a te, ovviamente. 6 6 super in forma. Sì, c'abbiamo delle delle cose in comune che ci caratterizzano. Esatto, e diciamo che. Ne sono stato lontano da queste sostanze per tanti anni perché comunque mi allenavo tanto, appunto capitava delle volte che io mi svegliassi alle 06:00 am per andare a correre e i miei amici tornavano a casa. EEA quell'ora a quell'ora. No, tra l'altro vivevo ancora anche con degli amici, lì

vivevamo insieme. Sì, eravamo un gruppetto, oltre a noi come coppia c'erano anche degli altri amici e casomai li incontravo alle 06:00 am che io ero sul tapis roulant a correre e loro erano appena tornati, strafatti qualsiasi cosa dalle loro salate. Succedeva continuamente e non avevo neanche un attrattivo nei nei confronti di queste sostanze perché dicevo OK, sto mi sto prendendo cura di me stesso.

Mi sono sono, sono diciamo cascato nel tranello della sostanza, com'è successo in un perché a un certo punto, appunto, ero infelice della anche di quella situazione lì. E dopo un po' ti sei in qualche maniera sovraccaricato, ero comunque stufato, annoiato. Sì, ma perché con. Con la mia ex comunque non avevo iniziato a vedere le ombre del nostro rapporto e comunque non ero così felice. Nostro rapporto non ero felice comunque.

Della vita che vivevo penso penso penso ancora fosse molto superficiale su tante cose e quindi stavo soffrendo di di di tanto in quel periodo diciamo e 1 1 amico mi ha fatto provare per la prima volta i funghi allucinogeni e mi ha fatto dato una micro dose di di funghi allucinogeni. OK, quindi anche lì, nuovamente, quasi una terapia sembrava. E. Era proprio una micro micro dose, no, io assolutamente de no. Questa roba non la proverò mai, non la proverò mai, però era un

momento veramente di sofferenza. Ho detto vabbè. Ma lui te la provocasta con l'idea che ti potesse dare una. Vita assolutamente aiutare. Questo era un amico vero, un amico proprio vero che ci teneva a me e mi ha Detto questo ti potrebbe aiutare e io prendo questa micro dose e vado avanti quasi tutta sera a dire ma no non non mi sta salendo niente, non succede niente quello con l'altro. Poi il giorno dopo mi sveglio e penso ma ieri sera mi sono sdraiato sul Prato e ho guardato le stelle.

Per la prima volta penso da quando ero un bambino, cioè non può essere un caso che la sera in cui prendo una micro dose di fungo mi riesco a concedere questa cosa che per me era. Silo Cibina hai fatto? Xio cibin sì che per me era concedersi tanto a livello, lasciarsi andare, tanto sdraiarsi un Prato e guardare le stelle. Han pagato del di guardare la. Natura non era mai successo e quindi lì io dico, OK, interessante, c'è qualcosa qui?

E inizio in maniera inizialmente sporadica, poi più continuativa AA usare funghi. Devo dire che mi hanno aperto molto alla mente, mi hanno portato a vedere il mondo in maniera diversa, anche in senso positivo. Penso che abbiano anche rotto dei pattern anche negativi che avevo in testa, cioè abbiano cambiato qualcosa nella nella mia. Cioè hanno stabilito un prima e un dopo. Esatto esatto ci sia EE mi sono anche iniziato ad avvicinare alla spiritualità grazie agli

psichedelici. Prima non era una persona spirituale. Per me esisteva solo la scienza e tutto quello che non è spiegato alla scienza non può essere, cioè non è che non è dimostrato, allora non esiste. Invece super logico? Sì. In funghi invece mi hanno iniziato a far notare cose che prima consideravo tipo www.tipo impossibile. Cioè posso farti gli esempi, ma vabbè, fammene.

Uno per curiosità. L'energia delle persone quando entrano nella stanza io mi ricordo un giorno chiaramente che ero in salotto ed entrano queste persone ed ero girato, quindi non era una festa, quindi non avevo neanche idea di chi fossero queste persone e ho sentito l'energia delle persone. E non ho sentito qualcosa che non era uditivo, non era tattile, era qualcosa di arriva l'energia. E tu dici l'energia è qualcosa che non ti sembra elettrico?

No, non so, non so, non so neanche cosa sia. E. Che normalmente se non avessi preso i funghi non avrei mai sentito e invece in quel momento oppure se l'avessi sentito non l'avrei razionalizzato. Invece in quel momento dico OK, sento qualcosa ed è un esempio, ma ce ne sono tanti. Mi sono letto. Un esempio positivo? L'altro giorno parlavo con una persona, ti dicevo Andy, quello dei bluvertigo e lui mi ha parlato in maniera molto simile a te di energia e questo è

interessante. Ed è una cosa che ovviamente anch'io, sebbene debba stare molto aderente alla scienza, non posso dirti che sia estraneo a questo. Nere di percezione o di sensibilità. Ecco, ma forse c'è una spiegazione scientifica che ancora non. Probabilmente non la sappiamo. Non abbiamo ancora aggiunto non lo so, oppure ero semplicemente strafatto di un fungo, però io. Credo che fosse. Qualcosa ci fosse qualcosa in quel. Momento magari c'era anche quello che ti ti ha, però ecco,

mettiamola così. L'esperienza con le sostanze psichedeliche hanno stabilito un prima e un dopo di cui non hai più potuto in qualche maniera essere estraneo. Non potevo più tornare indietro perché comunque anche quando ero senza, l'effetto del del fungo rimaneva, rimaneva. Qualcosa. Esatto, rimaneva qualcosa EE quindi all'inizio in verità i funghi hanno stati. Era tutto bene? Sì, esatto. Ho iniziato AA dire voglio vedere fino a che punto posso

spingermi nel vedere oltre. C'era questo hotel inquinavamo che si chiama Petit EE praticamente sull'ultimo piano su rooftop ed è un hotel a Los Angeles dove vai solo a far festa, c'è la piscina EE poi sopra c'è un neon con scritto be over side e quindi volevo vedere cosa c'era un be other side molto Matrix. Esatto, abbastanza Matrix. EE quindi ho iniziato effettivamente a fare dosi anche herodosies quindi stiamo parlando di 5 6 grammi di funghi

Wow che sono tanti ho avuto. Sai che c'è il rischio anche di slatentizzare a quei dosaggi lì così alti, slatentizzare psicosi? O sì, esatto, esatto, ci sono andato vicino. Probabilmente è stata una volta in cui pensavo che sarei morto. Sentivo quella sensazione. Avevo era una sensazione che è stato molto interessante quel giorno lì, perché quella quella sera lì perché ho preso. Sei grammi di funghi che sono veramente tantissimi e sì, sono

veramente tantissimi. e a, un certo punto ho sentito come se se appunto sarei morto perché c'era questa voce in testa che diceva pull the plug, pull the plug che significa pull the plug in Italian si tira, togli la presa di corrente, cioè come se ne. È stata una sorta di allucinazione? Ma era era della voce, era proprio una voce in testa. EE io ho iniziato a dire a me stesso, io non voglio morire, non c'è dubbio che io mi stacco

da questa realtà. Il cervello si è quasi scisso, una parte diceva una cosa, ma la una parte più razionale. Esatto. Diceva no, no, no. Io voglio rimanere qua perché alla mia parte, Eh? Subconscia mi diceva con questa voce mi diceva, Staccati. Io avevo questa sensazione come se se fossi morto sarebbe andato tutto bene, sarei tornato a essere parte di qualcosa. Dell'universo. Dell'universo? Esatto. Quindi questa voce è come se mi dicesse, vai tranquillo, stacchiamo la presa e va, andrà

tutto. Pericolosa. Come momento molto pericoloso, molto pericoloso, molto pericoloso. Soprattutto perché ero in un contesto non protetto, perché comunque ero in una festa. Non c'era nessuno che poteva tenere un po' il controllo, sai? Queste esperienze psichedeliche spesso si fanno con persone che

arrestano tra. Hai bisogno hai bisogno assolutamente di persone che non sono sotto effetto di sostanze EE sei in un luogo controllato perché era una festa dove tutti erano sulla luna, ma era anche una situazione dove eravamo sul. Sulle Hills EAA Los Angeles. Quindi anche con balconi posti abbastanza elevati, cose che non non consiglio assolutamente.

E in quel momento, sentendo questa voce, io continuo a dire, però la mia parte razionale dice no, anche se andrà tutto bene, anche se muoio e finirà tutto bene, io voglio stare su questo pianeta ancora tanto da vivere, no? e a un certo punto sentivo come se mi stessi. Smaterializzando quasi è 1 1 sensazione assurda. Come insolvenza si chiama insolvenza dell'io, è un'esperienza psichedeliche più riferite.

Ecco allora mi succede però questa cosa qua e allora mi mi aggrappo fisicamente alle cose per cercare, cioè mi ritrovo. Un contatto col mondo. Con esatto perché dico non me ne voglio andare e quindi io ho inizio a un certo punto, tipo mordo un pezzo di lino, giusto per capire cioè effettivamente che c'è ancora qualcosa di materiale, no?

Certo, ho capito. Mi accascio per terra, inizio a vomitare rantolare, avevamo l'autista fuori e allora chiamano l'autista per dire, OK, lo portiamo al Emergency, al pronto soccorso poi e poi succedono diverse cose. Te la sintetizzo, però a un certo punto io mentre sono sdraiato in posizione fetale per terra dico a me stesso questa cosa qua, OK, se devo morire muoio. Fine, sono sono in pace. Eri pronto?

Te l'ho detto, sono pronto a morire e questa cosa io ovviamente non e ci sono arrivato perché erano ore e ore che comunque avevo questa voce, stavo soffrendo e in quel momento lì mi ero reso conto di avere, è assolutamente esagerato, sapevo il mio cervello, tra l'altro razionale, diceva, guarda che ti sei informato, non puoi morire di overdose di funghi e nessuno muore mai di overdose di funghi, al massimo di psicotico, non torni una cazzata, per cui

muori. Esatto, esatto, non è il fungo in sé, è come la marijuana, non dovrebbe ucciderti la sostanza in sé. EE se ti butti dal balcone perchè pensa esatto esatto e allora lì muori. E allora la mia parte razionale diceva, tanto non non morirai, non capisco perché stai pensi di morire e dall'altra mi sentivo proprio morire, quindi ho accettato la mia morte in quel momento e in quel momento boom, qualcosa è scattato e mi sono ripreso quasi nel giro di di un'ora.

Da lì, pian piano, gradualmente mi sono ripreso, sono entrato, sono tornato a casa, l'autista mi ha portato a casa, sono entrato nella doccia, mi sono fatto la doccia e ho detto. Non sono mai stato così felice di essere vivo, cioè incredibile quella roba. Su quelle che si chiamano esperienze Trasformative da un certo punto di vista. Sì, dopo mi sono informato e penso venga definito ego Def, cioè la morte dell'ego. Nella cultura psichedelica di cui si parla sempre di più, e adesso?

È allora come puoi capire dalla storia? Avevo iniziato a esagerare abbastanza pesantemente. Ma solo con psichedelici oppure aggiungevi anche altre. Cose in quel in quel momento era solo psichedelici, poi te l'avevo accennato prima, però diciamo anche qui in Camera. Ho provato, ma comunque l'avevo detto anche nel podcast, ho

provato anche l'm DMAE. L'm DMA è droga considerata sintetica, mentre il fungo, dicevo, è un è una cosa naturale, forse non è pericolo, esatto, invece droga sintetica no, non dovrei mai, non dovrei mai. Ad un certo punto arrivo anche a quella, ovviamente, perché provi una, provi un'altra, dici mi trovo bene con questo, vabbè. Ma poi credo che l'ambiente, scusami, facesse pressione in qualche maniera. L'ambiente faceva tanta pressione e questo. È un punto molto importante.

Tanto che ci arriveremo dopo, ma quando sono tornato in Italia. È stato facile, quasi ho sofferto tanto a livello fisico, però è stato quasi facile smettere quelle droghe, perché era un ambiente completamente diverso. e a Modena, con i miei amici, con la mia famiglia e cosa cosa mi drogo, cosa mi faccio dei funghi in centro a Modena? Capito cosa intendo? Non aveva. Senso? Oddio, ci sono persone che però c'è, meno proposta, meno pressione, meno tendenza.

Natura diversa, cioè? O forse anch'io non non associavo quelle sostanze a quella a quella lì, ma poi ne. Parliamo perché è molto interessante il fatto che hai dovuto cambiare ambiente per. È stato. Fondamentale. Alloraprovol'm.de, come ti dicevo prima, ho ho provato questa sensazione assurda che mi sentivo felice come quando ero bambino, cioè quando come quando avevo tre anni, quattro anni cioè non ho ricordi precisi di di immagini o cose di quell'età lì però l'amore dei genitori o.

Qualcosa di primordiale. Mi ero scordato in età adulta cosa significasse e l'm D. Con una pasticca a me l'ha data questa sensazione che è una cosa pericolosissima.

Fa quasi paura, fa molta. Paura fa molta paura EE ovviamente c'è un prezzo da pagare per questa cosa che dopo pagherò però anche l'esperienza con l'm d quella sera lì mi apro tanto con con delle persone a cui voglio bene, parliamo tantissimo, cioè proprio è come se tutte le barriere si si tolgono nel tuo cervello, allora vivo quell'esperienza lì. E da lì comunque nel col col passare dei mesi il mio utilizzo

di droga aumenta. Rimango sempre per fortuna nella cerchia di cioè per fortuna o comunque sono droghe pesanti e molto pericolose, però sempre funghi, MD, alcol non lo bevevo quasi mai, praticamente non mi piaceva. Non è. Che tu comunque lasciami dire una cosa, 6 1 persona molto attipica, molto attipica perché la scelta anche delle. Sostanze che hai utilizzato in qualche maniera? È una scelta rivolta alla terapia? Rivolta al miglioramento, mi

viene da dire. Non a un uso come si definisce, che io peraltro trovo difficile da da accettare, ma l'uso ludico no. Era un uso molto terapeutico, mi sembra. Ma sai cosa c'è che a uso ricreativo diciamo queste sostanze possono avere anche un ruolo terapeutico, perché comunque. E se tu, se tu vai a un concerto, non non ti fai di droga, casomai ti bevi una birra, sei con un amico. Quella serata lì può essere terapeutica perché sei con un amico. Condividi qualcosa, quindi.

Se quelle sostanze ti permettono di aprirti e passare EE vivere qualcosa con anche più spensieratezza, con con più apertura nei confronti del mondo, dell'universo, delle persone che intorno con più amore hanno anche un ruolo terapeutico, anche in una situazione che non è terapeutica. Il problema lì che entrano in gioco troppi fattori di pericolo che possono essere.

E qualsiasi cosa, anche anche il fatto del prendi 1 1 sostanza e sei in un rave e hai problemi che non riesci a bere dell'acqua e hai problemi di disidratazione oppure. A temperatura corporea. Oppure non sai la dose che hai preso, non sai chi te l'ha venduta, ci sono tantissimi. Fatto, sei le persone che hai intorno, magari. Esatto. E quindi esatto, non anche questa apertura del mondo. Se hai persone giuste intorno va tutto bene. Quando una persona ti vuole fare

del male. Ha un canale di apertura gigante, cioè per farti il male proprio mentalmente. Ma infatti la questione anche della possibilità che queste sostanze vengano utilizzate per irretire o per avvicinare, non so, ragazze o ragazzi, non è così secondario per. Rubare per rubare moleste cose, cioè assolutamente sono sono sostanze che utilizzate nella maniera sbagliata sono molto pericolose. Però non voglio demonizzarle totalmente. Perché, anche perché?

Le stanno usando come terapia in questo modo? Perché come stavamo dicendo anche prima tra di noi che il mondo sta andando in una direzione si vede dall'America, in cui la prossima sostanza a essere legalizzata sarà il fungo. Sicuramente, e si stanno già preparando secondo me a fare coltivazioni infinite come han fatto con la marijuana EE comunque a uso terapeutico.

Siccome in una situazione controllata ad uso terapeutico con un medico esperto, qualcuno che veramente ha studiato queste cose qua, queste sostanze possono essere in medicina? Ma la differenza che la linea che separa nettamente medicina da droga da stupefacente è appunto il contesto, la dose e la qualità del della sostanza, come la mischi con chi sei

eccetera eccetera. Beh, tu mi riempi di orgoglio, perché se io avessi avessi attorno a me, insomma addirittura alcuni colleghi che avessero delle idee di questo genere, il mondo sarebbe un posto migliore, perché magari lo spiego alle persone che ci seguiranno. La dipendenza, il danno delle sostanze non deriva solo da sostanze. Noi viviamo in un mondo in cui c'è una convinzione sostanziocentrica o comportamento Centrica. No, in realtà le variabili sono

tre. C'è uno psichiatra che si chiama Zimberg che ha stabilito che certo la sostanza deve avere un potenziale di dipendenza o di danno, però poi a fare la differenza sono la persona ed è interessante perché nel tuo caso è molto calzante. Cioè la persona che ha qualche fragilità o qualche caratteristica per cui la sostanza può essere particolarmente utile. Adesso tu so che ne hai parlato, quindi mi permetto anche di di

andare avanti. Ma una persona che ha magari che è nello spettro autistico ha veramente un vantaggio grosso, a sentire la riconnessione con gli altri, un'enorme vantaggio. Sotto quello spettro, ecco questo. È molto grosso, te lo dice una persona a sua volta che è nello spettro autistico e che a sua volta ha provato ad esempio le. Quindi io l'ho provata e so cosa intendi, anche se poi ci sono ovviamente delle strategie, delle modalità per andare oltre la sostanza. E poi la terza variabile è

l'ambiente. Se queste tre variabili si incasinano, se non stanno in un punto di equilibrio, è lì che accade il patatrac. E questo probabilmente è quello che è accaduto a te. Tu hai avuto hai inizialmente dei vantaggi. L'ambiente però probabilmente era un ambiente particolarmente sfavorente in questo senso. E poi forse restava dentro di te ancora questa sorta di chiamiamolo vuoto interiore. Origine del senso? No, ricerca di senso. Perché non non risolve comunque

il tuo vuoto interiore. Anche anche le sostanze non risolvono il tuo vuoto interiore. Però possono essere un mezzo in alcuni casi ad aiutarti ad andare in una direzione. E mi spiego, c'è questo filosofo chiamato Alan was che che mi piace molto, che ha fatto questo esempio sugli psichedelici. Ha detto, è come se se quando prendi uno psichedelico lui parlava in particolare dell'L SD. Tu hai una cornetta del telefono e ricevi una chiamata dall'universo.

Tu rispondi e l'universo ti dà un messaggio, una cosa nuova che ti cambia la vita. No, tu metti giù il telefono, OK? Finisci la tua esperienza psichedelica. La volta dopo prendi di nuovo lo Psichedelico, ti richiama l'universo e ti ti però a un certo punto, quante volte ti devi chiamare universo per ricevere quel messaggio? Cioè il messaggio te l'ha già dato a un certo punto, quando inizi a usarlo a ripetizione come ho usato io. E non aggiunge nulla.

Dosi sempre più grandi. Ti si avvicini sempre di più alla a diventare psicotico. Sì al all'elemento di rischio. Esatto. Dovessimo parlare come di un farmaco è quella che si chiama finestra terapeutica, no. Se lo utilizzi bene, la finestra terapeutica è vantaggiosa, se inizi a usarlo male, a quel punto i rischi diventano

superiori ai benefici. In sostanza diciamo che la mia ignoranza e la mia non conoscenza delle delle sostanze OO in generale della vita in quel momento era che nella mia testa OK una dose piccola e funzionata molto bene mi ha dato questi vantaggi sproporzionati. Sì, allora più aumento e meglio è, più aumento, meglio è più aumento meglio è. Ma invece il la finestra terapeutica si stava incasinando e iniziavano ad arrivare i danni.

No a al punto che comunque. Quando hai spiegato questa cosa, cioè bisognerebbe prendere questa tua spiegazione e portarla dove noi impariamo in università, perché ti garantisco che la tua esperienza è stata vissuta in maniera talmente. Intelligente e critica. Ma intelligente a posteriore così ragionandoci. Però nel momento devo dirti ho fatto anche. Cioè sono arrivo a parlarti di queste cose, con questa anche uscita, perché ci ho riflettuto

tanto, ma ho rischiato tanto. Ho rischiato tanto in tante situazioni. In realtà rimandiamo al podcast con Casadei perché effettivamente quel podcast ha raccontato tante cose che. Ma arriviamo a quel momento lì in cui ho raccontato il podcast, il. Il motivo per cui il podcast poi ha fatto milioni di visualizzazioni, perché ha fatto parlare il fatto che ho raccontato come l'ultima sera il mondo, già la nostra relazione

era era praticamente finita. Io non ero infelice, lei l'aveva visto, stavo esagerando con le sostanze e quindi me l'ha fatto notare. Io non ho voluto smettere perché è il mio modo di di scappare da questo mondo che che trovavo superficiale, non. Era più conoscenza, ma fuga. Esatto, esatto, gli psiche. 10 mi è che all'inizio devono essere vado in profondità per scoprire di più del del del mondo, dell'universo. Erano diventati uno. Scappo dalla realtà. E quando scappi dalla realtà?

A un certo punto devi fare i conti con la realtà. Perché? E anche nella vita di di tutti i giorni non ero più funzionale nella maniera giusta. Ero sconnesso nei miei ragionamenti c'erano, ero troppo dall'altra parte. The other side che ti ho detto prima ero andato quasi. Comunque abbiamo preso troppa pillola rossa diciamo. Esatto esatto. E quindi praticamente prendiamo ci lasciamo.

Io e la mia ex finisco in hotel per una settimana con questo mio amico che aveva un grosso problema di dipendenza da anfetamine. E ma grosso grosso significa che prendeva? Tempo, alti rosari. E Stato capace nella sua vita di prendere 2030 pillole di adderol allo contemporaneamente stare sveglio tipo giorni. Il. Rischio cardiovascolare altissimo, altissimo. Sì, sì, ha rischiato la vita, ma è stato anche senza, senza. È stato anche un senzatetto.

Questo ragazzo ha vissuto una vita pesantissima. E quindi comunque ero in un ambiente anche lì non protetto, nel senso che il mio amico era alla deriva, perché comunque io anche questa cosa qua che quando vedo una persona soffrire e però vedo una persona buona dentro di animo. Ti connetti mi. Connetto EE cerco di aiutarla, no? Però se sono io in un momento in cui non sono neanche in grado di aiutare me stesso, facciamo che

poi. È un po' quello che ti aveva commosso della tua fidanzata, anche se si era messa no ad aiutare una ragazza che non sapeva nuotare. Esatto, a me quella cosa e lei stessa che aveva i suoi problemi, i suoi traumi, le sue insicurezze, le sue 1000 cose che sono successe nella vita. Ma io l'ho l'ho vista con una persona che aveva tanto valore e che volevo aiutare e però non ero, ripeto neanche in grado di aiutare me stesso in quel

momento. Quindi sono in questa situazione dove sto abusando di sostanze e sintesi che poi potete ascoltare nel podcast con Casadei One more time mi presento a casa sua dalla mia ex completamente nudo e. Perché avevo buttato via telefono, ho buttato via i soldi e ho buttato via qualsiasi cosa, gioielli, vestiti, tutto. Perché ho detto non ho bisogno più di niente, non voglio quasi

mistica, assolutamente mistica. Ho detto, non voglio più vivere in questa società, non voglio disconnettermi completamente. In sintesi, finisco appunto nudo a casa sua, che lei mi caccia via. Allora corro giù per le colline di Hollywood, in mezzo alla foresta, in mezzo alle spine e ai rami, tutto completamente nudo. Questo mio amico prende la moto EE scende giù dalla dalla collina e mi trova, mi dà un accappatoio e cerca di farmi arrivare a casa. Io non vado a casa, dorme in un

parco. 1000 Casini. Arriviamo alla conclusione in cui mio fratello, che è in Australia in quel momento, riceve una chiamata dal mio migliore amico, gente che vive a Los Angeles, Gianluigi, che gli dice bisogna anche, cioè mi dai una mano qua con ben no, allora si presentano, io nel frattempo nel giro diciamo di 48 ore finisco sul divano a casa di questo mio amico dormo praticamente. Sicuro se è finita? Per fortuna si, sicuro.

Abbastanza? Sì, per fortuna questo mio amico, che comunque è una persona molto inquadrata, mai usato droghe, molto precisa che. Mi custodiva in quel momento esatto mi vengono a trovare mio fratello EE il mio migliore amico, me EE Alex. Mio fratello dice ti devo, devi tornare in Italia, adesso torni in Italia. E io gli dico vaffanculo, non voglio vivere, vivere in questa società io cui voglio continuare a drogarmi perché non me ne

frega niente. E lui si mette a piangere e in quel momento il suo pianto, la sua sofferenza mi ha svegliato qualcosa e ho detto OK. È forse è. Ora di tornare a casa, anche quella è stata un'esperienza che ti ha toccato e quindi ti ha fatto scattare un click. In qualche maniera mi ha fatto scattare un grande click, tanto è che io prendo smetto con MD, smetto con i funghi.

Facevo anche un po' di anfetamine, sempre dosaggi a caso quando mi andavo proprio in maniera sbagliata e volo dall'America Italia ancora tenendo alcune sostanze nella valigia. Ma non le ho mai usate, nel senso che quando sono atterrato nel giro di 1, 2 giorni. Non sapevo se le avrei usate o no, però me le son portate dietro. Quando sono arrivato a Modena, nella mia città, nel giro di due giorni sono sceso sotto casa, ho

buttato via tutto nel pattume. Ti sei reso conto che potevi andare oltre, che non avevi sindrome da sospensione eccetera e buttato tutto via. Beh, avevo cioè in quel momento sapevo che sarei andato incontro a un periodo veramente di sofferenza fisica, anche mentale, perché quando. Qui quelle quelle sostanze che mascheravano il vuoto esistenziale una volta tolte, poi dopo il vuoto esistenziale torna e torna ancora più grande. Perché dici, pensavo di aver

trovato una soluzione. No, le sostanze non sono la risposta, possono essere un elemento su una serie di cose, probabilmente di una terapia che che che è molto più ampia però. Perché bisogna dirlo, che queste sostanze che tu hai usato. In un futuro prossimo probabilmente saranno una terapia, ma è fa tutta la differenza del mondo farlo in un contesto terapeutico, quindi con un medico, con un'équipe, con

consapevolezza. Tu in quel momento lì non avevi ancora idea di quali fossero tutto sommato le tue caratteristiche più ma io. Non avevo idea di niente, tanto è che mi sono. Mia madre per la prima volta mi ha parlato del fatto che in famiglia potessimo avere qualcosa che non si sa bene cosa, però a livello genetico, dopo che c'è stato quell'episodio in cui sono corso nudo a casa della mia ex, mi ha detto, Guarda che tuo nonno ha avuto una vita travagliata e in età proprio molto avanzata.

Probabilmente intorno ai settant'anni gli è stato diagnosticato qualcosa. Però lei l'ha detto non so neanche. Non ha voluto dirci che cosa gli è stato diagnosticato. E. Forse, magari non si sapeva neanche bene, anche perché erano

altri tempi, probabilmente. Però comunque era lui era era già in età avanzata, quindi secondo me stiamo parlando era e quando lui aveva 70 qualcosa anni, quindi probabilmente era stato 10 15 anni fa. Quindi nel senso in Australia, in Australia gli è stato diagnosticato qualcosa. A livello mentale, ma. Normalmente qualcosa con cui ha convissuto tutta la. Risata senza saperlo, senza

saperlo. Quindi probabilmente l'ha passato per via genetica EE quindi lì è stato il primo momento in cui mi sono chiesto, ma è la prima cosa che mi è venuta in mente è ma sono bipolare, perché ovviamente non conoscendo la letteratura a riguardo. È un termine che poi gira molto, insomma, perché oscillazioni dell'umore non le hai avute, quindi?

Ho avuto anche quelle, ecco EE in quel momento lì però ho detto smetto e ho avuto la. Ma non dico la fortuna di avere un ambiente intorno, un Safety Net, si potrebbe dire in inglese, cioè 111. Atterraggio con la mia famiglia, cioè la mia famiglia, la mia comunità, l'Italia comunque un posto. Dove bene mi ha accolto bene. Ma è comunque un posto, l'Italia secondo me, che ancora è in grado di avere questa Safety Net. Come ripeto, come si può dire in italiano una.

Zona di sicurezza. Comunque è vero, abbiamo tanti problemi qui in Italia, ma. Anche solo l'esempio della homeless J, dei senzatetto che c'è in America, di chilometri e chilometri, di tende, di strade, di persone e con enormi problemi

di sostanze. Qui in Italia c'è meno, molto meno ancora, per fortuna, ma anche perché se non altro, tra i 1000 difetti di questo paese, anche solo a livello culturale, anche solo a livello di società, anche solo per il fatto che le famiglie sono ancora, anche se si stavano un po' sfaldando questa cosa culturale in Italia. Comunque le famiglie, il fatto che le famiglie siano più legate. Hai dei anche dei valori? Dei valori diversi, ecco. E quindi l'Italia mi ha protetto in questo.

Parlo di Italia generale ovviamente, in primis insieme i genitori, mio fratello e i miei amici. E da lì ho smesso con con le sostanze interamente. E avrò bevuto forse quattro bicchieri di vino negli ultimi sono passati. Era il 19 giugno 2022 che ho smesso, quindi sono passati due anni e mezzo. Che questo mi riempie d'orgoglio, che io sono molto contrario alle bevande alcool, io sono più contrario. All'alcol, che ad altre cose però sono.

Totalmente d'accordo con te. Però diciamo che quello era per farti un esempio, che comunque ho cercato in. Italia c'è anche una differenza grossa, ben legata al fatto che qua è più facile accedere anche all'aiuto. Sì, nel senso che negli Stati Uniti da perdere la rotta a finire homeless il passo è molto breve, molto breve. E le persone pensano no, ma io gli homeless chissà chi sia. Non so. Gli homeless sono persone che hanno 99 su 100 problemi di salute mentale.

Sì, e spesso io ho anche parlato con con gli homeless in quel periodo. Perché ho vagato per parchi? Io era un quella settimana lì giravo Scalzo, dormivo nei parchi. Ne ho fatte alcune. Proprio da quello che mi hai raccontato. Però, e ovviamente era un turista nella loro vita, perché queste sono persone che non è che hanno la settimana così che gli gira, cioè sono vivono bene, fanno le popstar e poi quella settimana lì decidono di fare questa lunga esperienza.

Esatto, esatto, queste persone. Persone che vivono tutta la vita o comunque tanti anni però. E poi moriranno, probabilmente in quella condizione che. È una cosa terribile e. Però in con quelle persone che ho parlato, cioè tu vai a scoprire che ci sono medici, ci sono avvocati, ci sono tante persone che hanno avevano anche una carriera, avevano una

famiglia e poi succede qualcosa. Anche di grave o che può essere un lutto oppure un divorzio o qualcosa che comunque o appunto un inizio di una sostanza, come può essere l'alcol, sì, la o la cocaina o cose così. Eee inizia 111 susseguirsi di eventi che porta al. Punto di rottura? Esatto, e secondo me è correlato appunto il fatto che se uno ha una condizione mentale che non conosce, che di cui non è a è al corrente. Come io ho avuto per tanti anni.

Fai le cose senza consapevolezza e rischi proprio di finire così. E se io non avessi avuto mio fratello in quel momento, non avessi avuto una famiglia, io sarei rimasto lì probabilmente. È probabile. Sì, e questa cosa e fa paura, mi ha fatto talmente tanto paura che appunto in questi anni in cui ho smesso. Ho detto, voglio anche aprirmi alle persone, anche rischiando di essere stigmatizzato, di essere additato come è successo, ma va bene così, come il tossico

ex tossico. Ma questa cosa a me va bene perché io ci tengo a raccontare la mia storia, perché se la mia storia può aiutare le persone anche a capire i pericoli che ci sono dietro. Ha un certo tipo di vita, perché comunque sono problemi complessi di cui parliamo in maniera troppo semplicistica. Prima stavano dicendo appunto

come a scuola. Una cosa che mi ha fregato a me con le sostanze è che a scuola io sono cresciuto che venivo le persone a raccontarci il poliziotto o chiunque fosse l'insegnante a raccontarci come le droghe fanno male, le droghe fanno male, le droghe fanno male. Allora nel mio cervello dico le droghe fanno male. Sto lontano dalle droghe. Quando ti avvicini e fai non so il tuo primo tiro di canna, dici vabbè, tutta questa, tutta questa? Non fanno poi così.

Male non fanno poi così male, capito? Non non secondo me. È sbagliato andare nelle scuole e dire la droga fa male. Bisogna guardare la la l'intera figura a 360. Gradi per quello che ti dicevo prima, nel senso che se tu non vai a spiegare che le droghe fanno male se tu 6 1 persona con qualche problema di salute mentale o esistenziale e poi se c'è un ambiente che non è accogliente o addirittura è un ambiente che ti complica la

vita. Lì le droghe fanno male perché ricordiamoci che la maggior parte dei farmaci sono di fatto droghe, ma cambia tutto quando le usi nell'ambiente giusto, con la persona giusta, in un contesto terapeutico. E forse uno può dire troppo complesso questo da spiegare A1A1A1 ragazzo di 1112313 anni alla media. Ma secondo me dobbiamo iniziare a parlare di questi argomenti che sono complessi, con una maggiore newmans, si dice in inglese, con una maggiore una prospettiva nuova comunque con

ma ti dico io la mia. Non è +1 nipotina, ma io ho una nipote che queste cose qua le ha capite prestissimo. Nel senso quando ho provato magari un po' AA parlargliene, quando guardo magari i miei video no? Cioè nel senso, è facile rendersi conto di questa cosa più di quanto non si pensi. Le persone non sono stupide e noi non dobbiamo trattare la popolazione. Da stupidi vengono trattate da come stupidezza. Esatto e questa cosa. Io vedo le le pubblicità

ministeriali sulle sostanze. Che sono irrealistiche. E rischiamo di farci prendere per il sedere dai ragazzi che si rendono conto che o non sappiamo che cos'è, come funziona la dipendenza, OK? Oppure stiamo cercando di fare qualcosa di semplicemente sbagliato. Ecco, e lo vedo perché io parlo tanto con i ragazzi. Ma anche a livello statistico. Bisogna capire che se le persone continuano a consumare sostanze in maniera illegale comprando lo spacciatore, tra l'altro dando soldi alla mafia.

Mafia direttamente proprio. E questo, cioè? Questo modo di dire metterci una x gigante e dire assolutamente se ne se ne parla solo male, se ne parla solo in questo modo non non si va in profondità, non si spiega bene, crea solo questa situazione dove nel tuo cervello sei confuso con me. Rischi di non essere più in connessione con quello che ti dicono poi le istituzioni, l'amministrazione.

Ti faccio un esempio, io quando ho iniziato a studiare psichiatria, il nostro prof una mattina arriva e mi racconta, ragazzi, siamo rovinati. E adesso ci sono i rave e usano la ketamina e la ketamina. Sarà la fine? I ragazzi moriranno. 15 anni dopo arriva un informatore farmaceutico e ci dice, ragazzi, fantastico, adesso c'è la ketamina che ci aiuterà a curare la depressione resistente. Capisci che siamo sballottati? Noi medici a questo livello

figurati la popolazione quindi. Il problema è. Che è veramente. Dobbiamo provare. Io voglio veramente provare e anzi bene. Ti ringrazio perché la tua presenza e la tua testimonianza è qualcosa che può realmente fare chiarezza. Perché io voglio provare a far capire alle persone che cosa significa realmente stare male e perché e quando le sostanze danno dei problemi. OKE. E ti dico anche io, dopo aver smesso con le sostanze, appunto.

Ho bevuto appunto 4 5 bicchieri di vino in in questi anni e fumare non fumo. Ho smesso con tutto e sono stato sono andato completamente dall'altra parte, come mio solito tra virgolette, nel senso che quando metto una X su una cosa cerco di proprio e anche quello. Forse è un comportamento esagerato, noi siamo possibili, ci conosciamo e più abbiamo punti di contatto.

E sono arrivato al al punto anche da avendo paura di quello, di dove mi avevano portato queste sostanze a fare cose di cui non sono assolutamente orgoglioso anche. Anche al punto di dire, a livello farmacologico non mi farò aiutare, ce la farò sempre da solo no. E nella mia testa secondo me bisogna cercare in primis di lavorare sul lifestyle come sto facendo, che può essere dormire in maniera regolare X ore. No a notte, allenarmi nella

maniera giusta. È stato cambiato questo approccio sul lifestyle nella tua, diciamo nell'economia del tuo benessere? Ha cambiato, nel senso che io in verità quasi tutta la vita sono stato così e quando ho avuto i miei momenti più bui lì smettevo di allenarmi, lì iniziavo a mangiare male, lì iniziavo a fare orari EE dormire poco e allora lì peggiorava tutto molto più velocemente.

Quindi? Tutte queste cose di lichstall per me non sono state la una soluzione tra virgolette definitiva, nel senso che non sono quella cosa che mi fanno magicamente passare una determinata sofferenza o un determinato vuoto esistenziale, però sono fondamentali per per per rimanere su, su una baseline accettabile e anzi ha delle volte. Anche positive i risultati. Devo partire da quello, io devo partire assolutamente che.

Quando posso devo dormire almeno 8 ore, se c'e la faccio devo sempre a. Ovviamente sono giorni in cui col lavoro non si può 1000 cose. Va bene però quando puoi sempre dormire 8 ore e mangiare, stare mangiare le cose giuste e non non esagerare con le calorie, non esagerare con i cibi processati. Tutte queste cose influiscono tanto sul. E io parto, e l'allenamento? Quindi sembra che sia una cosa molto costante. Oh, mi piace correre, corso una maratona qualche anno fa.

Continuo a correre adesso perché mi piace Eh, faccio pesi. Comunque sono anche molto informato su quello che devo fare a livello fisico per cercare di star bene.

Tuttavia sono arrivato da te. E possiamo dire anche come ci siamo conosciuti, perché un amico in comune mi ha parlato di te, perché ha visto che nonostante ha visto il mio, intanto ha visto il mio impegno nell'essere souber, nell'essere sempre comunque essere pulito senza sostanze, allo stesso tempo di fare un lifestyle di un certo tipo che appunto è sano, considerato sano e nonostante questo. Continuassi ad avere dei dei problemi non da poco ai.

Buchi dei momenti. Di buio totale, di buio. Totale sì. Vorrei adesso arrivare al punto sì del del nostro incontro. È un è un pochino della chiarificazione di quali sono poi le caratteristiche del tuo funzionamento mentale, che a mio parere è una cosa molto molto interessante perché a ritroso spiega anche tante cose di cui

ci hai appena parlato, no? La mia prima domanda è insomma, io so queste cose, ma volevo riparlarne per le persone che chiaramente si si stanno approcciando all'ambito delle neurodivergenze l'hai accennata all'inizio? Tu che bambino eri? Che che bambino sei stato? Estremamente agitato, incapace di stare fermo, incapace di di seguire lezione, fin dalle elementari non non ero proprio in grado di di di stare attento. Indisciplinato?

Ma non penso. Non risultavo maleducato perché non seguivo le regole, però non non ho mai, cioè i miei genitori con cui mi han sempre insegnato ad essere educato con le persone e aver rispetto. Cioè io avevo rispetto per gli adulti, semplicemente non riuscivo a stare nelle loro indicazioni, cioè di stare su un banco, a studiare, a leggere. Proprio non ce la faccio a. Me stai un po' fermo, fermo, impossibile. Tant'è che tante volte sarebbe stato molto più facile per me riuscirci.

Cioè avrei voluto essere quel quel quel bambino che era in grado di star sul banco, studiare, prendere dei anche solo perché mi avrebbe evitato grandissimi sbattimenti con i miei genitori, che ovviamente tornavo a casa, era occupato, erano preoccupati, perché prendi questi voti? Bisogna che studi di più, bisogna che ti impegni di più. Poi in verità erano anche in confronto alla media, sono stati

anche comprensivi però. Guarda, lasciami dire una cosa, io li ho conosciuti abbastanza bene, i tuoi genitori sono una coppia davvero in gamba. No, sono veramente fortunato, sono veramente fortunatissimo. Di due genitori che, devo dire, fortunatamente non hanno peggiorato questo questa questione perché ci sono tanti genitori che la peggiorano, Eh, questo bisogna dirlo perché là fuori ci sono tante famiglie che. Ma fare il genitore?

È difficilissimo Eh, cioè è un'impresa titanica fare il genitore, perché se hai un figlio come me ne aspettano delle belle. In generale, Sigmund Freud diceva che uno dei mestieri impossibili ce ne sono vari, insegnare la seconda e fare il genitore era un mestiere impossibile. Entrambi sia l'insegnante che il genitore, 6 1 se 6 1, soggetto come me con quello che fa

impossibile e quindi ripeto. Non è che io non avessi la volontà di di di provare a stare dentro i binario, non ce la facevo proprio, a meno che non ci fosse raramente qualcosa che

mi interessasse veramente tanto. OK, allora io lì entro in un che adesso chiamo Hyper Focus, perché mi sembra di aver capito che una cosa del genere, dove esiste solo quello ma esiste solo quello, significa che io posso stare 10, 15 ore quando è la cosa che mi interessa che sia in studio a fare musica e non succede sempre, succede quando il contesto è giusto, il momento giusto o che sia leggere il libro giusto, che può essere uno

su. 100 in cui io posso stare 10, 15 ore senza mangiare, senza alzandomi, forse una volta per andare a fare pipì, ma su quella cosa lì tu mi puoi parlare, io non sento le tue parole. Tu mi. Cioè quando una cosa ti interessa realmente non esiste niente, non. Esiste nient'altro, ma proprio non esiste nient'altro.

Significa che mi puoi essere a 1 cm da me EE suonare una batteria io non ti sento, cioè tant'è che delle volte quando mi parte quella cosa lì io posso essere in aeroporto e scrivo una canzone in 5 minuti. Cioè. Puoi perdere l'aereo, potenzialmente tant'è. Che. Quando quella cosa ti succede, tu cerchi di inseguirla costantemente quella sensazione di quel momento lì che può durare.

Ripristina no la vuoi? Ritrovare, in qualche modo, è una specie di flow esistenziale che in quel momento tutto clicca. Il problema è. Che non è chimica, quella è proprio una roba del tuo cervello che entra in quella modalità, non. È chimica, nel senso che non ci sono. Soltanto non ci sono. Però è chimica intesa come esatto, esatto, esatto. Per il resto del tempo però io

posso passare settimane. E mesi a cercare di, cioè quando ero bambino, cercare di fare le cose come fanno tutti gli altri. Ma non ce la faccio. E quella è stata il il Grande Punto di rottura, è stato che non riuscivo a stare a scuola, cioè non riuscivo, ci provavo. Andavo a scuola perché? All'epoca nessuno aveva parlato, ad esempio, di ADH. D mai, assolutamente zero, mai sentito neanche.

Parlare di che periodo storico? Allora io sono nato nel 93, quindi diciamo che i veri problemi c'erano già alle elementari, però diciamo i veri problemi siamo alle medie. AA veramente a rivelarsi alle. Medie quindi 2003, 2004, no 2004. È un periodo pensa che in Italia ti faccio un esempio a noi che siamo eravamo studenti di psichiatria in quell'epoca lì. Non c'è nessuno ci aveva mai parlato di neuro divergenze negli ADHD di autismo?

Pochissimo. E quindi posso immaginare cosa succede se a livello scolastico insomma succedeva quello che è successo anche a me. Perché te lo dico sempre che io ho avuto una storia molto simile, ero un bambino iper agitato che si arrampicava sugli armadi e dovunque poteva e. Infatti immagino la la fatica che hai fatto poi anche a studiare negli anni, sì. È stato duro sia l'uso di sostanze che anch'io ho fatto, lo dico sempre. Era proprio rivolta anche a quel tentativo lì di recuperare.

Ma poi all'università, quando facevo medicina, ho faticato tantissimo. Salvo adesso, quando beccavo le materie giuste, che boom. Però ammiro questa cosa qua perché io mi rendo conto di quanto, ma in generale medicina, tutti quelli che fanno medicina sicuramente fanno uno sforzo gigante, quindi ammiro tutte le persone che sono che poi diventano dottori perché è una carriera impegnativa.

Però in particolare se io e te abbiamo questa cosa simile, dove cioè mi rendo conto di quanta fatica puoi fare anche. AA guardare un foglio EE si posso anche leggerlo, posso anche leggerlo 10 volte ma non mi entra nel cervello. È una cosa, è una cosa che è. Un pezzo del cervello che da un'altra parte. Da un'altra parte, completamente, cioè io sto pensando a le canzoni che devo scrivere AA. Io sto avendo una conversazione mentre mi mi stavano parlando a scuola.

Io avevo già le conversazioni con me stesso di come avrei risposto in un'intervista a quando sarei diventato famoso come popstar. Un. Pezzo della vita era, come dire, un cinema all'interno del. Cervello è stato sai quando dicono dei Dreaming sì, dei poi poi dicono anche. Che quando visualizzi tu crei la tua realtà, quelle cose lì. Uno si può credere? Non si può credere. Io posso dire che ogni sera, prima di andare a dormire, sognavo, cioè sognavo prima.

Non ero ancora nella versione sogno, ero ancora dormiveglia, quindi c'era una mia parte cosciente e mi immaginavo su quel palco EE lo pensavo e quindi era era il mio obiettivo. Avevo nella testa come quando ero a scuola, non ascoltavo le lezioni e scrivevo sotto il banco, scrivevo le canzoni. Beh tu quindi tu avevi di fatto anche una. Attrattore super potente, perché questa ormai era diventata una sorta di ossessione, quasi per riuscire a diventare un

musicista. Sì, e diventare musicista. E ti devo anche ammettere, perché diventare musicista e anche molto romantico. Io voglio anche essere onesto. Cioè sì, c'era la parte musicale e la parte musicale mi mi permetteva di esprimermi, ma c'era anche quel desiderio di dire essere. Volevo essere famoso perché pensavo avrebbe risolto le mie insicurezze, la mia mi avrebbe. Validato. Avevo bisogno di come se non mi sentissi amato, non mi sentissi capito allora.

Ora non solo amo la musica, quindi voglio diventare musicista, ma voglio che le persone mi riconoscono come tale EE mi diano un valore EE poi alla fine non hai tolto. La cosa in psicologia questo si chiama Locus esterno di autostima, cioè quando una persona in qualche maniera. Esternalizza il concetto di autostima ed è un'esperienza molto frequente in persone che hanno passato magari l'infanzia come ragazzini difficili, come bambini difficili.

Se viene bullizzato che è? Un'esperienza, ad esempio, che io ho vissuto, so cosa vuol dire. Io in in piccola parte l'ho vissuto alle medie, non è stato drammatico, però anch'io l'ho vissuto un po' e posso capire che anch'io non. È stato drammatico, però ricordo bene che ero uscito per la prima volta con una ragazzina, ero tutto con gli occhialini un po' sfigatello e mi ricordo che.

È uno sacconato pesante, ecco. Per me è. Stata un'altra esperienza trasformativa trasformativa sicuramente l'umiliazione, il fatto di e poi probabilmente sì, l'impotenza. E credo che una parte di me abbia voluto iniziare ad allenarsi per non trovarsi più in quel contesto, assolutamente per più subire una cosa del genere, essere più imponente per potersi.

Difendere in qualche maniera? Ma infatti la cosa positiva di queste esperienze che possono essere traumatiche è che se se sei in grado di alchemizzare questa, questa energia, questa cosa che ti succede, questa esperienza e fare un'alchimia appunto, e trasformarla in qualcosa di positivo, cioè nel senso caso mai è stato un trigger che ha iniziato a farti allenare di più o farti come come la mia esperienza con le sostanze, per assurdo esperienza di essere e aver fatto una cosa

assurda come correre nudo a casa del mio ex è stato un trigger. Chi mi porta oggi a parlare con te e casomai fare divulgazione, insomma, parlare alle persone di quelle delle mie esperienze. Quindi c'è anche qualcosa di positivo devi fare. Sì, è una. Catena di eventi che se la sfrutti bene ha veramente un valore, diventa virtuoso. Diciamo che quando ci sei dentro non non lo sai e anni dopo puoi dire, Ah no, mi è servito per questo, OK?

Il senno di poi è sempre è sempre importante, Senti, ma quand'è che hai iniziato a sospettare di avere una mente che funzionasse diversamente in qualche maniera? Allora io penso di avere avuto il sospetto tutta la vita, sempre a posteriori ti dico tutta la vita, nel senso che

qualcosa dentro di me mi diceva. Cioè lo vedevo chiaramente che non ero come la maggior parte delle altre persone, non mi rispecchiavano i loro pensieri, non mi rispecchiavo le rispecchiavo nelle loro conversazioni, non ero in grado di di parlare delle stesse cose perché le stesse cose non mi interessavano assolutamente, cioè? Cioè se una persona ti parla di cose che non ti interessano, per me tu lo siluri. Istantaneamente non.

Ma non è per cattiveria, non sono in grado a meno che cioè o mi mi mi doso di caffeina o mi doso di anfetamine o mi mi mi mi brivido di. Qualcosa. Non sono in grado, ma ne è successo tante volte, anche a eventi lavorativi, feste con tanti artisti, con giornalisti, momenti musicali importanti degli Awards e che io vado lì.

E l'unico modo per me per per stare dentro quel quell'ambiente lì, sovrastimolante con tante persone, con tante conversazioni, anche con persone che non è che ti vogliono, non ho niente contro di te, però manco ci conosciamo. Cioè capito, non c'è una profondità, cioè io non riesco,

cioè io do tanto valore. Al rapporto, al parlare con una persona, tant'è che quando mi piace una persona, quando conosco una persona con cui mi trovo bene lì vado in profondità, però in quelle situazioni lì sono situazioni sociali, se non mi dopo con qualcosa che può essere anche un caffè vado overwhelming, cioè vado risulti ansia e tanta ansia tanta ansia e. Nel mio gruppo di amici sono famoso come quello che dopo due ore che siamo fuori a caso non

mi vedi più, cioè io non saluto nessuno, io sono scappato via. E come cazzo, Beh, siamo uguali mi. Dispiace per te, mi spiace. Per i nostri amici sì, questo capisco che per molte persone sia difficile da capire, ma perché? Probabilmente molte persone non hanno idea che ci siano diversi funzionamenti mentali.

E credo sia quello il punto. Ecco, arrivando alla tua domanda, scusami che ho sviato un po', ho sempre avuto il sospetto di essere diverso, ma ho sempre voluto, cioè ho sempre detto a me stesso, io voglio essere come gli altri.

Voglio far parte del mio gruppo di amici quando sono elementare, quando se meglio voglio far parte del gruppo degli altri, voglio vestirmi come gli altri, voglio vivere, cioè vorrei in tutti i modi, ma mi sento una pecora nera dentro e questa cosa mi fa soffrire, mi ha fatto soffrire tanto.

EE per tanti anni la mia parte, una parte di me, continuavo a dire, ma in verità tutti la vivono come te, cioè non importa se tu hai settimane o mesi di sofferenza, anche gli altri ce l'hanno, semplicemente non lo mostrano come lo fai te. Oppure tu non sai come vivono loro nel privato e sicuramente

tutti soffriamo. Eh, perché nel senso e. Gli esseri umani hanno questa caratteristica comune, però in realtà ci sono persone che hanno un approccio molto diverso dal tuo o dal mio, diciamo, e quindi queste. In realtà è un'illuminazione che a un certo punto, con l'esperienza, conoscendo tante persone, ti arriva e ti rendi conto che ci sono persone che stanno. Bene. Per come sono, senza troppi.

Problemi e alcuni miei amici, andando crescendo, diventando adulti, parlandoci, anche capendo che è una cosa continuativa, vedo che hanno i loro momenti più negativi. Le giornate no, però comunque sono. Sono in grado di essere più anche padroni della loro emotività, o comunque. Sono sulla su una via che è più

tracciata. Cioè a un certo punto mi sono detto, ma non è normale che io stia a letto un mese senza alzarmi dal letto, senza neanche aver la forza di farmi la doccia, farmi la barbacioeauncerto.se? Succede ripetutamente negli anni. Mi è successo. Mi ricordo quando ero ai superiori, è successo a 18 anni. Chiaramente ci sono stati dei mesi proprio di buio totale depressivi, è successo più volte. Poi col passare gli anni sistematicamente e mi sono reso conto che cioè io dicevo ma

tutti vivono questa cosa qua? Poi mi sono reso conto che parlando con i miei amici o parlando con le persone no, la maggior parte no. Poi ci sono persone che vivono quel che vivo io in maniera diversa, forse a modo loro, ma la maggior parte delle persone quando hanno una giornata no. Non devono mettersi le cuffie isolanti Eee chiudersi nell'atto perché sennò non riescono a. Questo è un è un è un equivoco molto presente adesso, in cui si parla tanto di salute mentale,

ricordiamoci e ricordiamolo alle persone che ci ascoltano che. La maggior parte della popolazione fortunatamente sta bene. Diciamo non siamo tutti un po' matti, tutti un po' strani, tutti un po' però. Io me lo sono chiesto per tanti anni, ma siamo tutti un po' matti. Semplicemente io lo nascondo di meno. Cioè no, invece tu mi confermi? Che sì, sì, sì, base. Esatto, la maggior parte della popolazione sta abbastanza bene. Sai cosa?

Questo è importante perché in questo momento poi rischiamo che diciamo le psicopatologie diventino anche un po' un. Insomma, un alibi no per tanti comportamenti sbagliati. Le persone ancora, ma anche chi ha funzionamenti mentali diversi ha ancora la possibilità di scegliere. Quindi di scegliere la cosa giusta. E poi quando mi dici posso diventare un alibi per per i comportamenti sbagliati? Allo stesso modo le sostanze possono essere utilizzate come alibi per dei comportamenti

sbagliati. Ma quello che io ho sempre detto alle persone che mi dicono. Eh vabbè, ma in quel momento non eri in te, non eri, non eri te perché eri strafato ero sempre io. Poi ho fatto delle scelte sbagliate, ero, ero col cervello, ero chimicamente proprio in in una situazione proprio di ballottaggio completo, però io mi devo prendere mia responsabilità perché ero io Eee quei comportamenti li ho fatti, ero io quella persona lì che si è presentata.

Modà, quindi. Non si può usare, cioè non posso usare il fatto che io sia stato diagnosticato con una condizione. Non posso usare quella condizione come scusa per dire allora posso trattare? Mi pare no? Ma anche posso trattare. Allora ho questa cosa qua è un lasciapassare per fare comportarmi in un certo modo. È mia. Responsabilità onesto da parte tua, ma.

Assolutamente. Perché io ogni giorno che passo in depressione OA letto in cui non sto lavorando o cui non non sto dando, aiutando mia moglie a fare qualcosa. E un giorno di vita che tolgo a parte che la tolgo in primis a me stesso ed è una cosa terribile perché poi i giorni non tornano indietro, il tempo non torna indietro, ma sto anche creando un alone comunque. Di sofferenza e di.

Sofferenza per gli altri intorno a me perché mia moglie mi vede soffrire, mi aiuta molto, ma dentro probabilmente, cioè io so che lei è molto più felice quando io sono felice perché sa che io sto bene, no? E quindi è mia responsabilità lavorare sul sul cercare di di convivere con questa condizione il meglio possibile, anche per il bene delle persone che ho intorno, perché non voglio che soffrono di di riflesso per

colpa mia. Guarda, e questo è fondamentale perché l'inizio di di una consapevolezza no? Dare un nome a un. E un funzionamento OO un disturbo? È l'inizio in realtà di una presa superiore di responsabilità. Io la trovo in questo senso e credo che appunto certamente uno lo fa anche per per i cari. Salutiamo la moglie di bene che è fantastica, io l'ho conosciuta.

Ciao amo. E ma ripeto, in primo luogo lo fai per te e quindi ti dico, tutto questo credo che sia molto importante da divulgare perché le persone devono sapere che. Un'etichetta, un nome che si può dare a un funzionamento mentale o una malattia. Non è assolutamente una scusa, ma anzi è l'inizio di un livello superiore di responsabilità? Direi no. Assolutamente sì. Quando ci siamo visti abbiamo fatto i test e mi hai fatto la

diagnosi. C'è stato un momento in cui ho detto OK, almeno adesso posso metterci un nome a quello che ho, riesco a capire. Ho una maggior consapevolezza. E posso gestire la mia vita meglio intorno a questa cosa qua. Non è un fantasma che non ha un nome che ogni tanto compare, ogni tanto scompare, ogni tanto c'è, oppure che è sempre lì. Latente, ecco, ma una cosa che volevo chiederti è questa, prima, insomma, prima di arrivare che ti consigliassero di venire da me eccetera

eccetera, cos'era successo? Nel senso, avevi ricevuto dei nomi a questo, a questa, a questo tuo funzionamento? C'era hai parlato, depressione, eccetera. Lo sai, sono nomi generici, ansia, depressione. No, non ho ricevuto nomi da nessuno, sono andato da una psicologa perché mia madre mi ha mi ha dopo quel dopo, quel caso estremo in America, appena sono tornato mi ha chiesto di andare in terapia e io ovviamente no, non vado in terapia.

No, no, no, non ci andrò mai. Poi alla fine, vabbè va bene, ci vado, lo faccio, prima ci andrò una volta o due e poi basta, che non serve a niente. Poi mi sono trovato molto bene con la psicologa e. Sono prima andato da da una responsabile del Sert a Modena e lei ha avuto un abbiamo parlato un po' e lei ha detto, Guarda il tuo problema non è un problema inteso come di dipendenza della sostanza, cioè è qualcosa.

Di stata molto acuta. Sì, è stata molto acuta e mi ha detto, Guarda, il tuo problema non è la sostanza in sé, è qualcos'altro. Quindi parla con questa psicologa. Quindi sono andato da questa psicologa in ospedale e. Tra l'altro era anche servizio pubblico. Non ho mai pagato quindi, quindi? Beh, ricordiamolo che in Italia c'è anche questo benefit. Per il momento, per il per il momento. Tant'è che giustamente io ero molto anche affezionato al suo modo di lavorare.

Per me è bravissima. Dopo un anno, allora non me l'ha mai detto ufficialmente. Ma dopo un anno che facevamo terapia una volta, facevamo una volta ogni due settimane. Mi ha detto, Guarda, per me sei pronto per continuare su per la tua strada. Ovviamente se fosse stato privatamente probabilmente non mi avrebbe detto così. Non lo so sicuramente. C'è questo rischio?

No, certo, ma anche perché questa psicologa qua, bravissima, che lavora in ospedale, vede dei casi estremi, anche più estremi, molto più estremi del mio, e ha delle responsabilità nei confronti di tante persone, quindi. Non non me l'ha detto ufficialmente, ma secondo me era per dire, Guarda, ti ho aiutato finché posso. In questo momento ho tante altre persone da aiutare, giustamente.

EE ed è. Giusto così, ma almeno questo è il viaggio che mi sono fatto io. Però questo per dire che in quell'anno lì. Un viaggio molto gentile perché poche volte i pazienti pensano anche alle esigenze dei terapeuti. Vuol dire che c'era una bella connessione tra voi? Sì, ma anche perché non non oso immaginare quello che vivete voi, come, come. E terapeuti e come dottori ogni giorno, che sia al pronto soccorso, che sia anche in ospedale in generale molto tese

o comunque estrema. In questo momento storico sì, l'Italia si sta purtroppo spostando verso una deriva che. Si inizia ad accomunare tanto anche a paesi come gli Stati Uniti. E che gli Stati Uniti se hai i soldi vieni trattato come un re sennò viene lasciato per strada.

E in Italia ancora aiutate? Cioè voi dottori aiutate tutti aiutate tanto il più possibile ma c'è uno shortage c'è una mancanza di di di dottori nel nel nella gente assolutamente e quindi aumenta lo stress anche per voi in 1000 situazioni comunque. Faccio un anno con lei che va bene. La terapia? Molto bene, però non abbiamo mai parlato di di condizioni mentali. Di cosa poteva starci? Forse non era neanche il il mandato che aveva era +1 1 supporto per favorire un rientro in normalità.

Tu cioè? Ero, ero, sono arrivato là e il bello sballottato. Comunque immagino, immagino, quindi deve aver fatto un lavoro molto importante. Sì, io entravo e parlavo e dicevo bene, sono tre giorni che non mangio perché sto facendo fasting. EE lei mi ascoltava, diceva OK, ma sei sicuro che ora? E poi alla fine tornavo, uscivo fuori, dicevo OK, forse il mio estremismo in ogni cosa non mi sta aiutando, quindi riuscivo a farmi ragionare. Ti faceva da specchio, come si

dice in qualche maniera. OK, dopo quell'esperienza lì cosa è successo? Tipo scusa? I miei ma tipo con fede, quand'è che vi siete risentiti? No, con fede ci siamo risentiti dopo che lui ha visto i podcast, appunto. Con uomo che quindi è stato utile anche quello Eh è. Stato utile? Sì, è stato utile. È stato utile. Me in primis perché mi sono tolto degli scheletri dal una marea di scheletri nell'armadio. Molto bello. È stata quella cosa, eh, quella, quel.

Quel podcast lì a me è piaciuto. Tanto ti ringrazio, ma è servito. Cioè mi fa piacere che abbia aiutato tante persone, perché tante persone in questo hanno, diciamo, passato. Mi mi hanno. Me ne hanno parlato di come li ha aiutati, però ho aiutato. In primis me mi ha fatto anche creare un legame con Luca, perché Luca è una persona che a modo suo ha vissuto tanti alti e bassi. Ho. Sentito. Anche lui ha ha vissuto cose molto intense e devo dire è stato utile.

E diciamo che quel podcast è stata la chiave. Io mi ero già avvicinato a fede, comunque avevo fatto un gli avevo scritto una lettera per raccontargli anche tante cose che avevo metabolizzato negli anni, anche di tutto quel periodo di enorme successo che abbiamo avuto di come teen idle. Anni dopo ho metabolizzato alcune cose che sono successe, come come le ho gestite male o come secondo me poteva gestirle meglio lui in alcuni casi, cioè sono stato molto trasparente,

questo è stato il primo passo. E poi dopo c'è stato il Podcast EE penso che fede vedendo il podcast abbia visto che avevo

comunque delle buone intenzioni. E comunque io ho sempre fatto chiaro a lui che per me la cosa più importante è il era, il suo benessere e il mio benessere a prescindere che io e lui stessimo insieme come benji e fede o come Benjamin mascola e Federico Rossi separati, cioè per me l'importante è che stiamo bene, cioè se. Se lui trova la sua, il la sua serenità da solo, io lo lo accolgo interamente. Cioè per me è giusto che uno faccia ognuno faccia il proprio

percorso. Se questa serenità o questo voglia di lavorare ci ci accomuna tanto meglio, mi fa piacere. Perché ho ritrovato un amico Eh così Eh in questo momento. È è incredibile perché il vostro, il vostro incontro è davvero speciale, è un pochino magico. Io conosco a questo punto molto meglio te, ma conosco anche un po' Federico e devo dire che siete due ragazzi davvero fuori dalla norma.

Al di là del lavoro, divergenza tua eccetera, siete due ragazzi che hanno creato un'alchimia davvero incredibile, è piuttosto unica. Volevo dirti questa cosa, ADHD. E autismo, OK spettro autistico e disturbo da iperattività, con disattenzione ne avevi sentito parlare prima e ti eri un po. Ne avevo sentito parlare nero, io delle volte vado in the tunnel per informare sulle cose, non mi ero informato troppo. Anche perché Internet può essere molto, c'è anche tanta

disinformazione, quindi? Quindi ne sapevo qualcosa, ma non nello specifico, non partiva. Mi suonava qualcosa, però a un certo punto, quando ci siamo visti AD. HD sì, ADHD sì, quello sì, perché comunque, sai, uno può dire è colpa dello smartphone, è colpa di quello con l'altro però. Quando leggo è colpa dello smartphone? Perché non riesci a concentrarti? Io sono uno di quelli che dici, OK, perfetto, spengo lo smartphone per due settimane e lo. Tocco dovrebbe migliorare tutto, quindi?

Esatto, non tocco lo smartphone per due settimane, devo dirti che quando uso meno i social sto meglio. E che rapporto hai coi Social, tu? Perché, voglio dire, sono in parte il tuo lavoro, ma insomma possono essere un problema per te. I social sono sono una sostanza come una sostanza e la dose è la frequenza e. L'ambiente, l'ambiente veramente, perché quando entro in dei tunnel dove sto ore sul telefono, sui social a guardare cose o postare troppo, lì mi

sale qualcosa che non funziona. Che non funziona. Qualcosa che non quadra. Devo cercare di tenerlo al minimo indispensabile per utilizzarlo come mezzo per lavorare e anche per connettermi con delle persone. OK, devo ammettere che adesso lo uso più per lavorare. Lo uso sì, condivido, però mi piace vivere la mia vita. Poi sono. Su di vedere un limite.

Sì diciamo che su 10 cose che faccio interessanti o anche di più in un mese facciamo che faccio 10 cose interessanti che faccio in un mese 9 non le metto sui social una dico OK questa qua la la scatto la faccio la foto faccio il video e la posto perché ho bisogno intanto di vivermi le cose senza pensare. Ogni due secondi tiro fuori il telefono ve lo faccio vedere. Beh, c'è quella cosa lì, cioè a un certo punto non non mi ingredienti per forza patologi, non mi godo più le cose, non non

sono più nella realtà. E d'altra parte ho una responsabilità a parte, che è il mio lavoro, ma anche nei confronti delle persone. Mi piace comunque avere la connessione, mi mi piace anche fargli vedere qualcosa della mia vita. E se posso mandare un messaggio interessante o posso fare esprimermi, perché anche i social possono essere un modo, un modo per esprimersi, cioè io. Scrivo cose nelle storie, vado in profondità. Social? Sai che mi sembrano quasi Zen.

Alle volte hai un approccio molto minimale e io lo lo guardo. Il tuo Instagram è qualcosa di di di molto asciutto, sintetico EE profondo. Zen. Lo chiamerei. Ci provo perché comunque è il è il miglior modo che ho per approcciarmi, perché se. Vedo che lo utilizzo troppo anche preso delle volte, sai quando inizi a fare 100.203 100.004 100.000 visualizzazioni alle.

Storie sì, ti senti validato. Ti senti validato, però anche lì scopri che non riempirà il vuoto esistenziale neanche quello, quindi giusto usarlo come mezzo, ma cerco di di dosarlo anche se delle volte non ce la faccio. Perché guarda, stasera sarò in un teatro a parlare di questo coi giovani e ho sempre grosse.

Un senso di forte responsabilità quando faccio questi eventi perché mi rendo conto per tantissima gente i social media stanno diventando una sorta di droga e concordo con te, i social media sono una sostanza alla fine. Che ti anestetizza dalla noia. Sì, in qualsiasi momento di noia tu puoi prendere il telefono e guardare Tiktok, guardare Instagram e scrollare così e ti e non senti, non vivi.

La noia, però allo stesso tempo. E anche impari vivendo, anche facendo l'artista, facendo l'imprenditore OO anche vivendo la tua vita che delle volte nei momenti di noia che ti vengono anche le idee più interessanti delle volte nei momenti di noia che hai quelle guizzi creativi, delle volte devi vivere, delle volte la noia è semplicemente noia ed è terribile. Terribile. Eh no, sono cose più terribili della noia, però è lì, lì, davanti alle cose più

fastidiose. La noia può essere anche molto pesante Eh, perché noi alle volte diamo un nome alla, cioè utilizziamo il termine noia per cose banali, ci sono condizioni esistenziali. Di noia che per alcune persone sono pesantissime. Esatto, e infatti mi hai fatto ragionare sul fatto che io, per esempio, non mi sono avvicinato alle sostanze a causa della noia, ma per altri fattori, però io vedo come in certi paesi del mondo, in certi posticini dove.

Non hai niente da fare. Alla fine ti avvicini alla sostanza. Può essere un modo esatto. Quindi se non è social e la sostanza però stiamo parlando dei social, è un modo per evadere che però ha un prezzo. Ha un prezzo? Si. Ogni cosa chiamiamo la sintetica e dopaminica può avere un prezzo in qualche maniera. Senti un pochino allora quando ci siamo visti? Insomma, abbiamo fatto tutto quello che c'era da fare eccetera.

Effettivamente l'aspetto le tue caratteristiche autistiche sono state un po più per te una sorpresa, oppure c'era qualcosa che ritornava perché tu sei quello che si chiama.

Tu e io in realtà siamo due persone che sono quelle che adesso modernamente si chiamano AUDHD, cioè questa sorta di combinazione di sovrapposizione fra uno spettro autistico non grave, cioè è una DHD che, ripeto, anche nel tuo caso non è una DHD grave, così come nel mio, infatti ci ha permesso di realizzarci in qualche maniera in un contesto professionale diverso, però ci sono molte persone che vivono questa condizione in maniera più, molto più gravosa e.

In situazioni ovviamente più difficili per ti faccio un esempio, se me e te ci prendono ci portassero a fare un lavoro chiamiamolo routinario, OK, non so lavorare da gamestop o metterci in una catena di montaggio, io penso che io e te ci duriamo mezza giornata e poi svalvoliamo credo probabilmente non so te ma Io credo svalvolare sicuramente sicuramente, e questo non perché siano dei lavori che assolutamente di di rango inferiore che proprio una persona irrequieta con la

cervello che gira. Di in qualche maniera costruirsi un suo ambiente in cui possa. Anche sfogare. A sfogarsi EE sviluppare le le sue proprie ambizioni, le sue, le sue situazioni creative. Ecco, questa questione qua ti è suonata bene alla fine, cioè qualcosa che è stata ha dato un po' una spiegazione. Io dico sempre ha permesso di accendere un po' la luce nella stanza. Mi ha dato una spiegazione, perché l'hai?

Detto anche su qualche giornale, io l'ho, l'ho, l'ho visto, l'ho sbirciato e mi ha fatto molto piacere. Ecco. Sono nuovo a questa diagnosi perché mi è stata fatta e me l'hai fatta qualche mese fa, ma la sto scoprendo e più parliamo più capisco alcuni elementi, più mi e più sono consapevole durante la giornata che quando faccio compio certi gesti. Mi rendo conto che. Perché devo avere 20 paia di mutande della stessa marca tutte

impilate? Se. C'è 1 1 paio di mutande che di una marca diversa non posso usarlo perché se no vado in ansia. Questo è un esempio del cavolo, perché quando Apri il menù del ristorante io non posso leggere il menù completo perché se no vado in ansia terribile, non so cosa mangiare. A un certo punto strippo dico non posso neanche, non posso stare qua. Questo è i momenti estremi,

però. Succede l'ultima volta che abbiamo mangiato insieme a Milano, effettivamente io se avevi scelto te, io ero bello contento. Ho detto quello che vuole, lui prende. Io apro, io so già che devo andare nei secondi, devo andare su su una proteina e io so già che devo fare così, perché altrimenti e quindi durante la giornata quando vedo queste piccole cose, perché sono piccole cose durante la giornata che poi si accumulano se non ci stai attento.

E puoi usare dei metodi adesso che ho capito un po' come funziona, uso dei metodi per cercare di attraversare la giornata in maniera più più semplice. Quindi. Ecco, qualcuno dice che dare l'etichetta, dare il nome a questa questione in qualche maniera è già una terapia, secondo te funziona?

1 1 mio amico, si chiama Don Alberto, è un prete, mi ha mi ha detto che io gli ho parlato, stavamo parlando di di spiritualità e di Dio e di come io mi sto avvicinando al cristianesimo, ma non sono ancora, non sono neanche battezzato, quindi a me interessa la cultura cristiana EE lui mi ha e gli ho detto Bah parlando di Dio. Lui mi ha detto, però quando dai un nome AA questa cosa riesci a

capirla meglio. E questa cosa mi ha fatto riflettere perché è un pensiero a parte, però mi ha fatto pensare anche appunto alla mia condizione mentale, il fatto che io abbia dare possa dare un nome a una cosa, esco a capirla meglio, esplorarla meglio e quindi è un po' secondo me quello il il parallelismochedicochequandoquandotirendicontochecequalcosacheanchealtrepersonehannononsocomedirechecisonoaltrepersonechehannohaidieci.de. Non allora non sei solo nel mondo. 5% della popolazione

ricordiamocelo. OK che non è poco e ci sono. Del dei metodi che casomai altre persone hanno sperimentato da cui puoi imparare, cioè non lo so che. Metodi hai usato tu perché mi mi viene in mente che insomma una pop star deve avere necessariamente un rapporto con folle oceaniche. Insomma io quando sono venuto a vedervi al forum ho detto cioè ti dico da da psichiatra ho subito pensato ma come cazzo fa ben?

Perché ho pensato 1 1 pubblico così forte, così entusiasta, così potente anche però nella tua situazione è qualcosa che deve essere veramente preso con delle strategie. Ecco. Diciamo che queste strategie che sto cercando di adottare comunque non non risolvono tra virgolette il problema del dell'impatto emotivo che ha avuto, per esempio quel concerto lì, perché? Te lo so, conta carico, mi viene da te. L'ho raccontato come dal giorno dopo io. Mi sono veramente sentito sballottato.

Cioè perché il livello di adrenalina a livello di emotività a livello di energia che era in in quel palazzetto era fuori fuori scala. Era fuori scala soprattutto perché poi tu dici hai bevuto, ti hai usato sostanze? E allora è ancora no. Ero perfettamente. Confermo che è ben esattamente ero. In quel momento ero semplicemente hi, ero, ero fatto di queste, di questa chimica del cervello, di di vedere 15.000 persone che cantano a squarciagola ogni parola, no?

Era buono. E il giorno dopo le cose che AMI fare, che può essere. Io amo andare al parco col col col nostro cane che che lo amo alla follia, mi piace portarlo fuori, mi piace andare in giro, quelle cose che casomai apprezzi normalmente non dico che perdono valore, ma non ti danno la stessa. Tutto quello che esatto, tutto

quello che. Vivi. Nella quotidianità ti puoi godere nella quotidianità, dopo una cosa talmente tanto potente emotivamente diventano, cioè le vivi in maniera diversa, ti senti? Ecco, ho scritto una canzone in questi giorni che dice Non sento più neanche il dolore, questo corpo è una prigione che in quei

momenti lì la cosa assurda che. E vai si può definire anodonia non so se esatto esatto che non sento neanche il dolore, nel senso che le cose belle e le cose brutte non cambiano, cioè sono apatico completamente a tutto e quella cosa lì fa soffrire no? EE succede.

Quando vivo queste cose intensissime con tantissime persone e ti raccontavo come abbiamo fatto un firma copie in giro per l'Italia firmare i dischi, abbiamo fatto 14, 12 città in 14. 10 giorni con 5, 600 persone al giorno, tutto bello, tutto persone che vengono da te ti si aprono a te, ti ti parlano di cose importanti e ti raccontano anche di come li hai salvati in certi momenti della vita.

Sono cose emotivamente che però ti riempiono, ti rompi tutto. e a un certo punto io non sono in grado di gestirla la mia, la mia routine cosa può essere scrivere i pensieri su un foglio? Quello probabilmente aiuta, è. Molto utile Journal in quello che si. Chiama Journal in. Allenarmi aiuta tantissimo. Inglesi lo chiamano mind dump, cioè portare, portare fuori e portare, scaricare. Esatto, perché sennò rimane tutto lì, almeno quando lo metto

giù mi aiuta quello quindi. Quella è una strategia molto. Utile è una strategia correre, allenarmi che mi mi aiuta a sfogare. Sì, che mi fai orgoglioso? È vero, però quando vado a. Correre, beh, quello è potente.

Potente e la. La cosa che assomiglia di più a sentirmi fatto, oltre a essere su un palco davanti a 15.000 persone, è probabilmente la cosa, diciamo naturale senza sostanze che mi. Più è la corsa quando è la giornata giusta che ti parte quella roba lì al sesto settimo chilometro un'endorfina non so cosa sia. Sai una cosa che è importante che la gente sappia? Tu lo sai che lo stress non è solo stress negativo. Cioè esiste anche forme problematiche di stress

positivo? No. Ad esempio noi abbiamo delle scale dello stress in cui mettono. Ad esempio sia non so separazione importante, non so dalla moglie no divorzio e avanzamenti di carriera allo stesso livello di stress. Ah ci credo. E quindi per una mente neuro divergente in qualche maniera deve tenere in mente, deve tenere proprio bene. Chiaro nella sua mente che qualunque forma di stress sia negativa, positiva è comunque un carico e di questo carico bisogna.

Cioè non è che ha un segno più e un segno meno e quindi si controbilancia sia un segno. Più. Quindi sia che tu. Abbia un problema al lavoro o che abbia una soddisfazione incredibile al lavoro come può essere stato il forum? Beh, quello è un carico, cioè la tua mente subisce un carico che deve in qualche maniera smaltire perché se non va in overwen sopraffazione e quindi. Mi. Ha ha senso per me questa cosa, perché se ci penso adesso non sono un dottore come te.

Però 1 1 ormone che può formarsi con lo stesso, no del cortisolo, no del cortisolo. Ecco. Quindi fra un po' staremo sul campo. Ma quando? Probabilmente quando il tuo corpo ha una scarica di di cortisolo e. Ce l'hai anche per cose positive? Esatto. Quindi ce l'hai anche per cose positive, giusto? Allora. Quindi tu razionalmente sai, poi vuoi dirlo? OK, ce l'ho avuta. Non era un divorzio, ma era perché un avanzamento, un avanzamento. Carriera però il tuo corpo questa cosa.

Non la conosce bene, quindi non dormi allo stesso modo? No? Cioè io mi ricordo benissimo quando mi avevano dato la. Insomma io vabbè delle delle questioni compositive di carriera. Io mi ricordo che la notte che mi aveva detto che ero responsabile di qualcosa non avevo dormito. Ho detto un po' per la responsabilità, ma un po' anche di più, ma che figata. Però comunque è un carico.

Io la notte del forum avevamo un Ater Party, io non sono un grande fan degli aterparti anche dei miei, però so che dovevo presenziare giustamente, quindi sono andato per un'oretta e non

avevo bevuto. Detto niente, ho versato davvero i miei amici, ho fatto due chiacchiere, dopo un'ora sono andato a casa, alle tre, 02:30, tre, ero nel letto, ho detto Boh, adesso dormo, adesso le tre dormo, riposo, domani mi sveglio, vado a correre, io non ho chiuso occhio fino alle 07:00 am avrò dormito due perché quella adriannelina lì me la

portavo dentro. Al cervello, frullato da quella roba lì, che peraltro, insomma, ti dico io stesso che poi sai, quella sera ho avuto un po' di problemi con mia moglie eccetera, però ti ripeto. L'inizio del vostro concerto fin dove l'ho visto? Ma è stata una botta e stavo e costantemente perché in quel momento lì mi sono i tuoi genitori. Poi ultimamente ci Siam visti abbastanza. Quindi ti dico pensavo a te e dicevo ma cazzo ben. Cioè in questo momento qua sta

pensavo alla neurobiochimica. Di quel cervello era era la mia neuro, assolutamente, assolutamente. Senti un pochino meditazione? Meditazione. Ci provo, ci provo, ci provo. Perché sai che nella DHD non è così semplice, però in realtà ci sono delle mode, delle strategie per farlo, che quello potrebbe essere qualcosa che che ti potrebbe essere molto utile. Quest'anno per i primi 8 mesi l'ho fatto tutti i giorni, però non so mettere un dito e dire

quanto mi abbia aiutato meno. A un certo punto ho smesso perché delle volte smetto perché dico non mi sta aiutando. In realtà adesso noi stiamo preparando 1 1 percorso di meditazione, appena l'abbiamo finito te lo giro perché ti piacerà, per è proprio fatto per le persone di HD. Però uno dei miei errori delle volte è il non vedo, cioè non riesco a dare un risultato da tangibile a quello che sto facendo, casomai un risultato c'è ma è 1 1.

Percento o 5. Percento o è appunto nel lungo periodo e quindi mollo delle cose, è un po' come il. Lifest è la meditazione, nel senso che deve essere fatta costantemente e i vantaggi CE l'hai in un orizzonte lungo. Mi hai fatto venire in mente questo. Tu mi hai chiesto quanto è importante? Più riesco a mantenere giusto giusto e più è un si accumula gli effetti positivi. È un effetto tampone, cioè ti metti a protezione per eventuali scrolloni esistenziali.

E secondo me la cosa bella è che se. Io ho uno dei motivi per cui cerco di essere di trattarmi bene, anche proprio a livello fisico, mentale. Quando riesco adesso che ho 31 anni è perché io a 50, sessant'anni voglio continuare a essere lucido mentalmente e voglio correre. Voglio fare tutte quelle cose lì e quindi lifestyle secondo me serve a quello, perché poi i frutti secondo me li raccogliamo più avanti negli anni, no? Io li sto raccogliendo. Adesso c'è in grandissima forma,

li sto raccogliendo. Sì, sono ancora abbastanza lucido, ecco, non lucidissimo, ma diciamo che sto sto tenendo botto. Ecco, Senti un pochino due cose, proprio ancora chiederti, è stato molto bello parlare con te? È. Veramente bello. Alcune persone adesso sui social iniziano a dire neuro divergenza. È un dono, è una cosa bellissima, è una cosa fantastica. Io? Lo strong mix feeling, direbbero gli inglesi, nel senso che è vero che per un certo verso può essere utile al in un contesto

specialmente creativo artistico. Però in realtà io dovessi scegliere, vorrei fare l'università senza avere il peso di una mente che è così. Come dire, una pallina da flipper. Ecco, tu Cosa ne pensi? È un dono, è un problema, è una via di mezzo. È semplicemente un modo di essere che non potremmo pensare

di essere diversamente. Ecco. Essendo nato così, non ho idea di come sia l'esperienza di vita, cioè posso provare a immaginare come sia l'esperienza di vita delle altre persone che non sono neurodivergenti. Ma non lo so effettivamente come. Non so come come essere una donna in questo mondo. Posso provare a immaginarlo con le sue complessità. Ma sono nato uomo. Non so se si può dire al giorno

d'oggi che sono nato. Uomo così così penso io insisto a dire che si possa tranquillamente dire, insomma, direi stiamo rasentando un po' la follia. No vabbè, ma quello? Dai, facciamo un'altro podcast un'altra volta. Per questo però devo dirti che vivendo la mia esperienza non la cambierei con quella. Non so com'è l'esperienza degli altri, quindi non la cambierei. Però a chi dice o pensa che sia un dono.

Io ho sofferto tantissimo nella mia vita, ma tantissimo, ma veramente tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto e tante volte avrei voluto essere come gli altri per avere un momento di sollievo, di dire non sono. Una pecora nera. Riesco a stare a far parte di un gruppo e sentirmi in pace. Riesco a parlare delle stesse cose senza sentirmi fuori luogo. Non so come dire strano. Diverso, no?

Tante volte, tante volte anche i miei amici dicono un tratto che ho. Per esempio, se sono troppo sincero io dico le cose molto direttamente e quello mi sembrava una cosa normale. Tu sei di. Un'onestà disarmante, incredibile. Sono. Può essere un problema nella vita? Eh, delle volte devo dire.

Devo dire, a parte il fatto che lo sono adesso di più di prima, perché ogni volta che ho detto bugie ho fatto dei disastri nella mia vita, mi sono fatto solo male, mentire, non rispettare la propria, la propria parola mi si è ritorto contro tante volte, quindi per quello vado verso l'onestà. Ma Detto questo, in generale, questa mia attitudine verso l'onestà delle volte mi ha messo anche in difficoltà, mi ha fatto

perdere degli amici. Io delle volte sono stato troppo onesto con delle persone, anche per dire. Guarda io ti voglio bene ma secondo me questa cosa qua ti sta facendo troppo male io non riesco da da amico io ti devo dire questa cosa perché se se io sono veramente tuo amico e non posso far finta di niente non posso dire che perché è un bisogno piuttosto ti perdo e ma per dirti questa sincerità delle volte non è. Vista strana. Quindi, tornando al discorso di prima.

Eh ho ho sofferto così tanto che non posso dire che sia un dono e

basta. La neuro divergenza non non è un dono e basta perché io vorrei evitare di stare così male, così così tanto, perché quando ci sono dentro, quando ci sono fuori e adesso sono negli ultimi giorni ne sono uscito un po', quindi siamo qua a parlare, tant'è che 10 giorni fa io volevo chiamarti e dirti guarda, non sono in grado di fare questo podcast perché stavo soffrendo così tanto che ero in una buca e quando sono dentro quella buca penso che non finisca mai.

Dico, dico, dico, non uscirò mai, anche se nella mia parte razionale dico no, ogni volta ne esci, ci vuole solo del tempo, come quando sto bene dico, Ah, forse stavolta sto bene, stavolta sto bene per davvero, non ci ricasco a star male e poi prontamente, prima o poi mi risale qualcosa, proprio questo, per dirti, ho sofferto così tanto che non posso dire che è solo un dono, ma ha probabilmente il vantaggio che mi ha dato è che mi ha mi ha costretto perché mi ha costretto

con la forza, con la anche con la sofferenza appunto. A farmi fare un percorso diverso. EE questo percorso diverso mi ha portato a avere una vita comunque speciale, piena di soddisfazioni, di cui sono molto grato. Quindi se sono grato della mia vita, devo essere anche grato del della mia neurodivergenza. Della sua natura profonda, in qualche maniera. Anche se mi dirai tu, ma forse un errore sarebbe pensare dire sono un neurodivergente, allora è un'etichetta che dice, allora

io sono questo, cioè nel senso. E penso che siamo molto di più delle etichette che ci diamo. Siamo molto di più dei nostri, siamo anche di più dei nostri pensieri, siamo più del nostro corpo, siamo più del delle nostre ideologie, siamo più dell'istruzione che abbiamo e quindi secondo me sono di più di semplicemente una persona neurodivergente. Il risultato è superiore alla somma delle parti, sempre. Un tossico e anche più di un ex tossico.

Cioè siamo, siamo e come hai detto te siamo qualcosa molto di più. Quello è un elemento che fa parte di me che adesso l'ho capito. E che esplorerò esplorerò e ci conviverò sempre. Spero sempre meglio, ma non lo cambierei. Però non è non è neanche un dono. Sì, sì, sono d'accordissimo, senti, ma non farmi preoccupare, come stai oggi? Oggi oggi sto bene, oggi oggi sto bene, negli ultimi 3 4 giorni mi sono ripreso, ho

passato tre settimane pesanti. Mi dispiace ma adesso ne parleremo, ma di questo ne parleremo fuori. No, ma sì, ma poi se ci sarà occasione io ci sono sempre, faremo anche altri podcast. Beh, ti ringrazio tanto bene, perché. Abbiamo toccato tutto quello che volete. Sì, assolutamente. E devo dire che la tua è una testimonianza che non solo mi sta a cuore e insomma mi fa piacere da un punto di vista emotivo, ma credo che praticamente potrà essere

realmente di aiuto. Io solitamente finisco queste cose dicendo seguite ben, ma insomma. Abbastanza. Però devo dire che secondo me abbiamo toccato tante cose importanti e secondo me ce ne sarebbero ancora tantissime altre, quindi possiamo. Lasciare. Aperto la prossima possibilità per il futuro, che secondo me. Assolutamente. Vediamo anche un po' che risposta ci date. E insomma noi siamo qua anche per sentire domande, commenti e insomma, beh, grazie. Grazie grazie 1000 fatti dare un

abbraccio. Grazie ragazzi alla prossima.

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