Dipendenza dai social network e dalle device digitali, qual è realmente la situazione? È proprio vero che le cose stanno andando male come sembra? Cosa ci dice la scienza a riguardo? Tutte domande molto interessanti e dal risvolto pratico direi molto importante. Piccola premessa però, giusto per non dare l'idea che sia un vecchio psichiatra Boomer in procinto di lamentarsi eh, come spesso fanno i miei colleghi ancora più attempati di me Eh.
Senza fare nomi ovviamente, ma appunto una piccola premessa sui tempi moderni, Eh, quando mi chiedono in quale periodo storico vorrei vivere, beh io dico sempre che il presente mi va benissimo. Benissimissimo Eh. Confesso che alle volte sarei tentato di dire che vorrei vivere nel futuro, ma poi ho qualche dubbio sulla solidità dell'istinto di sopravvivenza di noi esseri umani. Quindi insomma non mi va di rischiarmela. Non vorrei trovarmi in un deserto arido e spoglio
radioattivo inquinato. Uno scenario da fine del mondo. Certamente non voglio vivere nel passato, non voglio vivere nel passato mai e poi mai quando sento parlare. Dei bei tempi del passato, Eh. Io rabbrividisco, penso alla medicina, ai diritti sociali, alle violenze. Insomma, non voglio vivere in periodi in cui ci si ammazzava con molta più facilità di oggi. Per piccole diatribe, Eh? Per. Tantissime micro guerre locali, condizioni di superstizione veramente pazzesche, no?
Oppure semplicemente ammalarmi e morire di cose che oggi abbiamo completamente debellato tramite i vaccini o la medicina riparativa, oppure anche non ho voglia nel passato di dover sopportare il dolore fisico in assenza di farmaci efficaci. Eh Assolutamente no, grazie, non fa per me.
Però c'è un però. Sul presente, infatti, il presente non è tutto rose e fiori, soprattutto nel nel presente ci troviamo ad affrontare un problema che per la prima volta si presenta all'umanità con delle caratteristiche così grosse, così importanti, ovvero riuscire a non usare le opportunità, diciamo, del benessere, delle
innovazioni contro noi stessi. Esatto, riuscire in pratica a superare questa adolescenza tecnologica indenni, senza estinguerci in qualche maniera no. E mi riferisco a tante cose, non solo la tecnologia stessa, ovviamente, di cui parleremo adesso, ma in realtà anche, ad esempio, la medicina no, la disponibilità di risorse alimentari, l'eccesso di possibilità che abbiamo in questi in questi in questi periodi che abbiamo scoperto
essere. In realtà un grosso problema, insieme all'accelerazione, insieme all'allontanamento, per riassumere un po' il tutto, l'allontanamento dallo stato naturale da una condizione che in realtà ci ha fatto evolvere, in cui si è sviluppato ed è evoluto il nostro cervello, il nostro fisico, ma che adesso si sta allontanando profondamente dalla condizione iniziale. È in realtà accaduto un pochino anche nel passato, no? Ad esempio, che ne so, ci sono
degli esempi. I libri, eh, ma pensiamo, i libri sono stati usati sia bene ma anche molto male, no? Pensiamo a degli oggetti tecnologici, no, una lama, una lama, le lame possono essere bisturi per salvare la vita a qualcuno, oppure coltelli per togliere la vita a qualcuno. In realtà, però, questa è la prima era in cui innovazioni pazzesche possono essere usate davvero molto male e soprattutto favorire davvero da un certo punto di vista, l'estinzione
della razza umana. Le cose sono più pericolose perché abbiamo oggetti e innovazioni molto potenti che possono essere salvifici o distruttivi a seconda di come li useremo. Non ci credete? Dite che esagero? OK, allora vi dico qualcosa di più. Ad esempio, questa è la prima era in cui le persone stanno morendo non per fame ma per ipernutrizione. Ci avevate mai pensato? Gli ultimi anni sta accadendo questo, i morti per ipernutrizione sono superiori a quelli per iponutrizione.
Questa è anche l'era in cui le tecnologie dell'informazione, che certamente anche in passato avevano creato. Qualche casino, Eh? Ma adesso il livello di pericolo è davvero molto alto, con la rete, social media eccetera. Oddio, devo dire che è, come accennavamo prima, gli stessi libri, eh, come esempio di tecnologia del passato. Hanno fatto davvero grandi Casini, Eh? Il main Kampf, Hitler qualche danno l'ha fatto, e prima, molto tempo prima, ad esempio il Malleus Maleficarum.
No, dovrei parlare una volta di libri maledetti che hanno generato distruzione e morte in qualche maniera. Beh, insomma, quindi insomma, non è un tema. A cui noi esseri umani siamo completamente estranei. Diciamo che in questo periodo storico le cose sono molto moltiplicate proprio per la potenza dei media. E infatti proviamo ad entrare nello specifico dei tanto discussi social media. Social network che possiamo dire? O meglio, che ci dice la scienza? Dipendenza dai social media,
qual è il punto? Danno davvero dipendenza e nel caso sono i social di per loro a causarla o è qualcos'altro? Il discorso a mio parere va un pochino approfondito, magari partiamo da un esempio, avete presente lo zucchero? Tornerei all'esempio dell'alimentazione per parlare poi dei social media, perché in realtà il discorso è molto simile. In realtà è simile quando si parla di qualsiasi sostanza o comportamento che possa generare
dipendenza. No, eroina, zucchero, social media, le cose non sono poi così diverse. Partendo dal presupposto che i social media di fatto sono una specie di sostanza magica digitale e pericolosa, probabilmente. Ma il vero punto da cui partire è questo. Bisogna iniziare a pensare ad un modello della dipendenza che sia meno, per così dire, sostanziocentrico o comportamento centrico.
Ne ho già parlato, ma magari ne riparliamo un secondo perché è questo il punto quando decidiamo di parlare di dipendenza o danni da social media, no? Torniamo alla questione degli zuccheri. Lo zucchero ha un potenziale di rinforzo dopaminico? Sì, di certo ce l'ha, sappiamo che ce l'ha. E allora perché non tutti diventano obesi per lo zucchero? In molti certamente, ma non tutti Eh, qual è la discriminante?
Evidentemente se fosse una sostanza assolutamente pericolosa potrebbe essere che la la insomma la dipendenza da zucchero dovrebbe riguardare tutti. Bene, qua entra in campo 1 1. Caro collega del passato che si chiamava Norman Zimberg, che ha fatto? Un'estrapolazione teorica molto interessante su cui poi si basano le moderne teorie delle dipendenze. Zimberg ha creato 1 1 metafora, un'allegoria chiamata triangolo di Zimberg che è veramente esplicativa del problema delle
dipendenze. In questo triangolo praticamente abbiamo tre angoli, ovviamente in cui un angolo è rappresentato dalla sostanza o dal comportamento, ad esempio zucchero o social media. Un'altro angolo è rappresentato dalla persona, dalla persona di per sé, con le sue fragilità, con i suoi problemi, con i suoi traumi.
E poi il terzo e ultimo angolo è rappresentato dall'ambiente, ovvero in che maniera l'ambiente favorisce, sostiene una dipendenza, o, sul versante opposto, in che maniera l'ambiente non è supportivo, in realtà magari addirittura respingente o generante nuovamente traumi. Quindi sono tre gli angoli. Tre le prospettive da cui dobbiamo guardare, la dipendenza. È questo il vero punto, OK, quindi una dipendenza non sarà mai presente nella società se non c'è uno squilibrio di tutti
questi tre angoli. OK, questo è il motivo per cui non siamo tutti reinomani, tutti alcolisti, tutti obesi e tutti dipendenti del social media. Ma certamente un potenziale di dipendenza probabilmente c'è. Social media quindi eh, cosa succede? È chiaro che è qualcosa di molto connesso ad altre sostanze, altri comportamenti no. E quindi se siamo dipendenti dai social media vorrà dire che siamo disallineati in queste tre variabili del triangolo di Zimberg. E la colpa quindi non sarà solo
dei social media? OK, questo è molto importante stabilirlo. Perché sennò rischiamo come sempre di fare battaglie rivolte alla sostanza o al comportamento. Dimenticandoci le altre due variabili, ovvero l'ambiente e le fragilità personali, che spesso coincidono con disturbi veri e propri. Ad esempio, sappiamo che il disturbo bipolare nella persona o la DHDO, altre forme di psicopatologia favoriscono fortemente le dipendenze. Così come favoriscono le
dipendenze degli ambienti. Un contesto socio ambientale in cui le persone non siano supportate, aiutate, sostenute nel fatto che purtroppo non tutti partiamo con le stesse premesse, non tutti partiamo nella corsa della vita allo stesso modo, con lo stesso vantaggio. E questo dovrebbe essere un compito della società. Come dire, attenuare questo svantaggio iniziale di molte persone. Così come compito della società sarebbe quello di evitare di discriminare favorendo il
cosiddetto Minority stress. Le minoranze no, chi è omosessuale, chi è povero, chi è nero, chi è di un'altra etnia è di un'altra religione. Abbiamo il fenomeno del Minority stress, che dovrebbe essere qualcosa che ormai dovremmo aver superato, ma non è così. Quindi ambiente e società c'entrano eccome, nella genesi del trauma. Ma andiamo avanti e passiamo ad un tema molto, molto importante, che per me è che a me sta molto a cuore.
Cosa dice quindi la scienza? Al di là di tutte queste premesse teoriche, peraltro assolutamente dimostrate nel campo generale delle dipendenze, quali sono le osservazioni epidemiologiche più avanzate? E qui e qui che c'è l'inghippo, e qua il problema. Perché è un problema? Perché di fatto la scienza non ha ancora affrontato in modo adeguato il fenomeno dei social media e il loro impatto sulla
mente umana. Questa è la verità, nonostante l'evidente intuitiva, chiamiamola influenza che queste piattaforme esercitano sulle abitudini, sui comportamenti e potenzialmente sulla salute mentale e fisica addirittura di noi esseri umani. Mancano ad oggi studi epidemiologici multicentrici, replicati, messi in crisi e passati poi sotto le vostre peer review che possono fornire un quadro chiaro e definitivo. Questo è pazzesco.
Ok, non abbiamo studi di questa qualità su di un problema che tutti percepiamo possa essere davvero cruciale per l'umanità. Sospettiamo tutti sospettiamo che ci siano problemi importanti dietro l'interazione tra device digitali, social media, la mente umana, ma nessuno ad oggi ha ancora quantificato adeguatamente tutto questo. Strano, vero? Per me molto strano. Beh, ci sono, ripeto, tante persone che ne parlano, tanti studiosi, intellettuali che
lanciano invettive, no? Si presuppone l'estinzione umana social, intelligenze artificiali, device, Brain Roth, distruzione del cervello dei giovani, posto che siano i giovani a usare più degli adulti i social media, cosa che peraltro anche lì mi sembra epidemiologicamente completamente errata, no? E comunque tutta questa preoccupazione non fa seguito uno sforzo analitico, direi scientifico, epidemiologico, altrettanto importante.
A me tutto questo mi stupisce, ma in realtà mi manda ai matti. Mi fa impazzire quando sento dibattiti in televisioni, sulle varie sulle varie piattaforme, che quando si parla di dipendenza alla social danno mentale da social media. OK, perché nessuno si sta impegnando attivamente in questo
senso? Certo, ad esempio concetti come il cosiddetto Brain Roth no, parola dell'anno 2024 sono senza dubbi affascinanti e muovono le coscienze, ma poi, senza un diciamo un'effettiva base scientifica solida che ne confermi o ne confuti la consistenza. Ma sono tutte opinioni, tutte speculazioni. Personalmente credo che sia una lacuna importante, drammatica, cruciale, che richiede davvero maggiore attenzione da parte della comunità scientifica dei governi.
Non so che ne dite voi, ma credo che il punto sia proprio questo. Quindi questo è sostanzialmente è sostanzialmente la questione di questo video, come mai? Nessuno si sta impegnando in questa direzione, forse perché i social media di fatto rappresentano un'enorme mercato, un'enorme volano economico per grandissime economie mondiali. Questo è un punto, OKE, un pochino come si fa in Italia col vino non si fa una campagna perché è una risorsa economica italiana.
OK, facciamoci male e decidiamo che è molto meglio, è molto più importante per lo Stato. Guadagnare piuttosto che, non so, 20 30.000 morti all'anno che fa l'alcol OKE? Allo stesso modo sembra che non sia così importante la questione che probabilmente ci stiamo rincoglionendo con i social media e nessuno vuole meglio definire il fenomeno. Perché i social media sono un mercato, o meglio solo una vetrina che si apre su un mercato enorme a livello mondiale. OK, credo che sia questo il
punto. Vi chiedo di darmi qualche spunto anche voi delucidatemi, Datemi le vostre idee, ditemi cosa ne pensate perché questo è veramente un problema importante che non stiamo di fatto affrontando in maniera adeguata. OK bene, che altro dirvi? Sono veramente curioso di sentire le vostre opinioni perché in realtà a me questa cosa fa impazzire. Sento parlarne tutti.
Psichiatri famosi, blasonati che dicono loro, ma nessuno che si impegni a dare la giusta importanza, diciamo a fare delle osservazioni di qualità e che ci permettano poi di andare avanti con delle strategie che di conseguenza possono aiutare eventualmente il danno mentale e fisico che i social media stanno facendo a noi esseri umani. OK, spero che questo contenuto ti sia piaciuto, ma prima di salutarci volevo farti un regalo sì. Un regalo?
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Iscrizione, un caro saluto e ci si rivede presto con un'altro argomento.
