Ciao Emma. Ciao ragazzi, grazie per l'invito. Allora quello che stavo pensando è che noi siamo veramente interessati a partire da un punto molto preciso, cioè qual è stato l'input iniziale, il Primum movens che ti ha portato a fare attività online, a fare content creation. Nel senso, ci sono persone che partono da una passione. Ci sono altre persone che invece partono magari da un loro problema personale, qualcosa di
di profondo no? Che li riguarda quasi come se lavorare in questo ambito fosse una specie di cura. E poi magari ci sono persone che partono da loro super specifiche competenze, quindi so che sono già skillati in 1000 no attività sul web. Tu da che parte di questo spettro hai iniziato? Bella mossa che non ho letto le domande che ho, sapevo che questa sarebbe stata una seduta. Allora faccio un passo indietro a quando ero bambino e io la primissima porzione della mia vita.
I primi 10 anni della mia vita li ho vissuti in un paesello dell'entroterra sardo e non avevo amici, ma questa non era una roba tipo che dico come modo di cioè non avevo veramente amici, avevo amichetti, quindi ero praticamente. Autoconfinata a casa a giocare con con le macchinine radiocomandate che smontavo rimontavo EEI pochissimi giocattoli che avevo. Cercavo di riciclarli nel tempo per per rendermeli sempre interessanti.
Quindi secondo me quella quella cosa in me ha ha ha ha creato una necessità di di di creare delle cose o comunque instillato della creatività in me. Mettiamola così EE poi quando mi sono trasferito da lì sono arrivato in Sicilia, quindi diciamo, ho iniziato ad avere i miei rapporti con con tanti amichetti diversi eccetera. Quindi ho cambiato praticamente paese intorno ai 10 11. Anni? Sì, esatto, OK. Quindi sono arrivato in prima media e avevo 11 anni e lì avevo poi una necessità diversa.
Cioè sfogare tutta quella creatività che avevo represso. Però in che modo condividendola con le altre persone? Poi vabbè, io non so disegnare bene, non non ho mai imparato uno strumento musicale. Quindi. E mi mi ricordo che c'era il il compagnetto di classe che era un po' più ricco degli altri di famiglia che c'aveva la telecamerina no, e me me la feci prestare.
Da lì ho iniziato a fare cortometraggi coinvolgendo gli altri amici, che per me era un modo per socializzare con gli altri, cioè avere una scusa per interagire con gli altri, cioè proporre agli altri. Ti piacerebbe fare se stiamo facendo un piccolo film? Sembra un forte bisogno che tu hai, quindi in questo senso qualcosa di. Molto forte che ti parte da dentro.
Sì, non. Lo so se è legata a questa cosa, cioè io ci penso sempre comunque a alla prima porzione della mia vita, perché poi quando vedo delle foto dico caspita, ma quello ero io ed ero chiuso chiuso in Casa EE nessuno mi conosceva o voleva conoscermi. Poi sai, i bambini sono anche molto spietati a volte, cioè i bambini. Toglie a volte. Basta. E tu cosa ci vedi di comune tra adesso a quando a quell'EMA decenne settenne ottenne? Ah, che bella domanda.
Allora ultimamente mi sono messo in testa questa frase che mi piace proprio molto, che è anche 1 1. Un'affermazione divisiva che va argomentata, però non l'argomento essere capiti è sopravvalutato. E questa è una cosa che ho provato tantissimo da piccoletto. Ma in qualche modo la la la la provo anche adesso questo senso di inadeguatezza in contesti X, questa necessità di voler far sapere agli altri cosa faccio volerlo spiegare. Però poi a un certo punto mi
fermo e dico ma che mi frega? Cioè se qualcuno vuol capire capisce, tanto chi non vuol capire non capisce uguale. Quindi forse questa è è la è la cosa che che è rimasta costante nel tempo. Questa mia sensazione di sapere di essere sotto qualche forma diverso, ma non perché sono speciale ora non non voglio nemmeno fare la vittima. Quando ero piccolino ero abbandonato dal mondo.
Però credo veramente che io e tantissima altra gente che che magari manifesta anche una pulsione artistica di qualunque forma, sente di essere diverso rispetto agli altri. In alcuni casi questa cosa la sof. Free in altri casi questa cosa riesci a convertirla poi in un punto di forza che ti spendi professionalmente nei rapporti
umani. E parlavamo prima sul fatto che tantissime persone si occupano di Content Creation, ma potremmo estenderlo anche all'arte, alla musica, hanno una sensazione di alterità rispetto alle altre persone e in alcuni casi sono realmente neurodiverse. Abbiamo parlato poco fa con con Matteo flora che ci ha detto molto apertamente no di della sua neurodivergenza, quindi del suo essere autistico diagnosticato. Ed effettivamente questa è una cosa che salta sempre per gli occhi, no?
Man mano che facciamo questo genere di di interviste e che parliamo con tanti Content Creator, una cosa che poteva interessare adesso era capire veramente quale poteva essere il punto di svolta. Esatto, il punto di svolta. Punto di svolta legato? A. Come punto di svolta ci sono stati due punti di svolta che ritengo proprio dei pilastri su quello che ho fatto finora.
Il primo punto di svolta è stato quando, appena diplomato, ho trovato questo lavoro come programmatore informatico in una piccola software House. Al tempo adesso è diventata un colosso, facevano software gestionali per dentisti. E ricordo che c'ho lavorato lì praticamente un anno, un anno e mezzo. Il team era molto piccolo, 7, 8 persone, eppure al tempo era il secondo software in Italia del settore. In Sicilia questo. In Sicilia, esatto, tra l'altro la provincia di Ragusa.
Lato software e a, quanto vale una piccola mini Silicon Valley? Ci sono tante software House che sono medio grandi e che hanno insomma primati eccetera. Morale della favola, dopo più di un anno che stavo lì dentro è saltata fuori la notizia che ci sarebbe stata un'acquisizione da parte di una multinazionale tedesca di software medicali. Quindi cosa succedeva? Tutti gli stipendi si sarebbero riadeguati AA quelli tedeschi e in più sarebbero state assunte nuove persone.
Si sarebbe cambiato ufficio in qualcosa di più bello, di più grande. E nonostante avessi una forte passione per l'informatica, oltre al video, io guardavo, dico tutti i colleghi che erano. Un pelo più grande di me. Io ero il più piccolino, avevo praticamente 19, vent'anni, gli altri ne avevano 303540. Vedevo delle persone, poi io non voglio esprimermi, per carità, cioè sono tutte brave persone in gamba, però vedevo delle persone che a loro modo reprimevano
tanto. Probabilmente avevano tanto altro da dare o da dire e in quel contesto erano. Molto. Se se fossimo off camera racconterei cose più antipatiche, tipo uno era stempiato, l'altro era gobbo. No, comunque no, erano tutti in forma. Però ecco, li li ho guardati e ho proiettato il me stesso a 10 anni dopo. E è lì che poteva essere per me, nel posto più a Sud d'Italia, dove sicuramente non puoi permetterti di disdegnare stipendi di un certo tipo. Ho preso il primo grande momento
di coraggio della mia vita. Ho detto no, cazzo, io voglio. Qualcos'altro? Cambiare strada? Esatto, cambiare rotta. E allora proprio lì, a cavallo dell'acquisizione che m'avrebbero ho, ho deciso di mollare quel quell'aziendina là. Però, cosa fortunata, ho capito cos'è un'azienda. Un'azienda è una stanza dove butti dentro delle persone e le fai lavorare tutte a allo stesso progetto o comunque le fai andare nella stessa direzione. Anzi oggi puoi anche non averla la stanza e quindi?
Da da questa idea molto basic che io non sapevo nulla di business, di aziende OO di come Procacciare qualcuno che ti desse del denaro in cambio di un servizio, ho iniziato la mia piccola avventura con la mia piccola casa di produzione. E, ed effettivamente è stato incredibile per me è. Iniziato dalla Sicilia, scusa? Dalla Sicilia sì, dalla. Sicilia, poi sei venuto a Milano con la stessa casa di
produzione. Sì, quello è stato tipo un grandissimo suicidio per me economico EE però lì c'è stato la l'altro grande atto di coraggio. Perché io con questa casa di produzione avevo iniziato con le
aziendine locali. Nell'arco di pochissimi anni si era sparsa molto bene la voce perché ero l'unico che faceva video in quel modo prendevo attori, facevo le musiche originali, ero ero qualcosa di molto diverso dalle televisioni locali che ti facevano una panoramica EE buttavano in TV io. Cercavo di dare un po' più di creatività e gli imprenditori questo lo lo amavano tantissimo.
Oltretutto i video li pubblicavo su Facebook, al tempo su sulle pagine Facebook dei clienti e loro erano felicissimi, vedevano un bel entusiasmo del pubblico. Insomma tutta quella provincia era era dal punto di vista delle aziende medio piccole, erano tutti molto entusiasti. A un certo punto inizio a fare spot per la TV nazionale grazie a una di queste aziende che
stava a Ragusa, che aveva. Portato lo spot aveva acquistato uno spazio su Sky e da quella prima pubblicità io sono entrato in contatto con un centro media di Milano che ha iniziato a subappaltarmi le pubblicità, quindi loro prendevano i clienti e poi si facevano fare l'hot spot da me in Sicilia, quindi per loro era molto conveniente avere dei prezzi di produzione molto bassi e per me era un sogno poter vedere le le pubblicità in. Una rampa di lancio.
Una rampa di lancio. Io ho fatto un cioè ho preso una decisione che è stato chiaramente uno sbaglio, però col senno di poi mi trovo qua a chiacchierare con voi e ho vissuto tante belle cose negli ultimi anni. Ho detto vado a Milano, mi a mi mi prendo un ufficetto in affitto, tra l'altro lo stesso ufficetto che che era la la la la sede operativa di Milano e io ci dormivo pure.
Anzi ho diciamo, ho fatto un periodo di un paio d'anni che non ho praticamente mai raccontato a nessuno dove in quell'ufficetto non c'è manco la doccia, quindi io collegavo un tubo al lavandino e poi raccoglievo l'acqua. C'era tutta una situazione veramente. Supereroica. Supereroica, però io non avevo veramente una lira in tasca, sono arrivato con una valigia di cartone, cioè avevo 10.000 € contati per pagarmi le le caparre delle mensilità e perché era come dire?
Dal punto di vista economico era tutto sbagliato quel business, perché la io marginalizzavo pochissimo e poi chi mi subappalta questa pubblicità mi dava il budget e mi diceva 5.000 € Fammi la pubblicità, cavolo io spendevo 4.900 € per farla bene perché nella mia testa c'era sempre l'idea di andare al limite del budget che avevo per fare qualcosa di bello così.
Poterlo ampliare EE mi ricordo che sono arrivato a uno spot con budget di 10.000 € costo di produzione 12 e. Quindi questo diciamo che da un punto di vista imprenditoriale. È un disastro, è un disastro. Sì, no, no, forse. Su quella però non ero proprio. Da quel momento lì sino ad oggi c'è stato veramente un salto quantico, direi. È una domanda che insomma a noi interessa molto. Fare a persone come te è è questo. Parla del tuo vissuto attuale in una scala da uno a 10, quanto ti
senti arrivato? 0,1. OK, entriamo perché abbiamo fatto delle scommesse sulle risposte a questa romana. Ma ultimamente sono stato a casa di questo mio amico a Brighton, che ha dedicato gli ultimi sei anni della sua vita. Un progetto unico, un videogioco che è. Stato. Sì, io ero entusiasta di sapere, ero entusiasta, volevo, volevo sapere da lui tutto, i momenti belli, i momenti brutti, eccetera. E sono stati per lui sei anni di drama totale perché fortissimi investimenti economici.
Poi lui ha tenuto un doppio lavoro perché aveva comprato casa prima di iniziare il progetto, quindi comunque avevo un mutuo EE lui mi ha detto una cosa cavolo bellissima mi ha fatto riflettere. Cioè il concetto del successo non puoi relegarlo solo alla sfera lavorativa, non ha senso perché se tu hai successo professionale e in e fatturi come un drago ma poi 6 1 fallito nella vita umana perché non hai? Nemmeno un singolo essere umano che ti vuole profondamente bene.
Non hai una cerchia di persone che ha più livelli di difficoltà. Si si spende per te. Tu comunque 6 1 fallito ovviamente poi. Anche essere parzialmente di successo. Se hai una vita lavorativa disastrosa, però, hai tutta una componente umana molto forte. Il punto è che il concetto del successo è assolutamente soggettivo.
E io adesso, in questa fase della mia vita, so di avere degli amici che mi vogliono tanto, tanto bene che stanno in Sicilia, che sono quelli con cui abbiamo passato insieme la prima porzione, questa, diciamo seconda porzione della mia vita dai 10 ai vent'anni. E quindi c'è questo sentimento forte che ti trascini dagli anni. So che ci sono dei legami nuovi che sono arrivati qui a Milano, ma che a livelli diversi sono sfumati, alcuni rallentati
altri. E quindi dal punto di vista dei rapporti personali mi sento incompleto rispetto a quello che potrebbe essere. Vorrei che fosse il mio goal. É interessante che hai inserito l'elemento interpersonale e relazionale in quello del successo. Assolutamente. Infatti mi ha fatto venire in mente che ai prossimi ospiti faremo un'altra domanda, quanto sei felice? Da zero a 10? Perché forse questa è la domanda più corretta, anzi te la pongo
da zero. So che felicità è un concetto astratto, che forse è peggio del successo, ma quanto ti senti felice da zero a 10? Complesso guarda direi sei vi do la sufficienza. Ma solo perché è una, è un'altalena. A volte sono gasatissimo, oggi sono gasatissimo perché ieri abbiamo girato delle cose belle, son contento. Poi vabbè, in base al periodo magari mi sento come una ragazza, quindi sono dico chissà
cosa accade eccetera. EE poi ci sono momenti in cui sai, con quella ragazza X non va come pensavo, l'amico Y non non non ti aiuta quando gli chiedi una roba, oppure tu tu lo deludi per un qualcosa eccetera quindi là ti crolla di nuovo tutto e dici cazzo, sono. Ma infatti 1 1 cosa che differenzia tanto le persone è come riescono a raggiungere la
pick performance. Si dice adesso no, la performance di pika, come stare nel flow, ogni tanto si chiama anche tu hai delle TUE tecniche per stare alto da un punto di vista. Di performance EE ti capita di controllare bene questa possibilità, cioè hai in mano bene la cloche oppure sono anche elementi aleatori esterni che non controlli completamente? E come ci fai fronte? Allora mi dispiace molto paragonarmi a te perché poi vedo che tu invece hai tanta disciplina, o almeno percepisco
questo. E sembra. Però vedo, vedo, vedo che in qualche modo poi tieni in ordine tutto mi dai questa percezione? Magari sbaglio? Non lo so. Io sono estremamente indisciplinato e questa cosa la pago di continuo. Indisciplinato dal punto di vista. Della mia salute fisica, probabilmente. Anche della salute mentale, probabilmente.
Anzi certamente lavorativamente sono molto indisciplinato e questo mi rende a volte entusiasta di fare le cose e altre volte mi mi mi mi vorrei scavare una fossa e vorrei dire va bene, basta, lascia perdere tutto. Perché poi essere indisciplinati porta in un processo di autodistruzione. Non te ne accorgi nemmeno, ma. Un'oscillazione che uno la percepisce anche come deleteria e fuori dal controllo, è questo che forse fa stare male l'idea di non controllare. L'idea di non controllare?
E io nell'ultimo anno ho ci ho provato a non controllare le cose perché mi sono dedicato per un anno intero a alla navigazione. Mi sono messo in testa di di raccontare, di di vivere in prima persona anzitutto, e poi di raccontare attraverso i video un la mia traversata atlantica partendo da zero, da zero esperienza. Io volevo raccontare questa cosa, probabilmente un po' anche per provocare. Mi mi piace molto.
Provocare forse bene e si viene. Anche molto bene da dire quello che io ho visto di te. Insomma, ti seguo da tanto e è un modo di provocare intanto che non è fastidioso e soprattutto che mi pare susciti nel almeno in me. Ha sempre suscitato una reazione positiva, cioè mi ha sempre fatto pensare. Beh che che bello. Grazie. E quindi ti dicevo, questa, questa, questa cosa che ho fatto in barca io l'ho affrontata lasciando il controllo di quello che accadesse, cioè mi ero dato
dei punti chiave che volevo. In barca diciamo che tenere il controllo è importante, perché se sotto, se sei in solitario eccetera, se perdi qualcosa diciamo non perdi soldi, non perdi. E poi perdere cose anche tipo la vita. Insomma, se uno non è così, potrebbe essere una buona palestra. La barca. Assolutamente no, ma forse mi sono espresso male dal punto di vista dell'approccio alla
navigazione. Ero molto nazista, cioè la cosa andava fatta così fine ed ero molto lucido dal punto di vista invece del controllo delle dinamiche. Quindi il fatto che ci fosse maltempo. Però tu ti eri prefissato di andare? Di arrivare in tempo lì eccetera. Io proprio mi sono lasciato trasportare dal flusso meteorologico, soprattutto, ma anche dagli eventi imprevedibili. Si spaccava una roba, non puoi risolvere il problema in tempo, pazienza. Cioè ho, ho, ho vissuto questa cosa.
Che poi è in antitesi rispetto magari a chi gestisce, a chi scrive un business plan e poi lo vuole portare a termine, vuole che tutto sia no, che tutti, tutte le task siano. Appunto, vengano esatto svolte. Invece in quel caso io ho ho deciso di. Io mi vivo quest'anno con la serenità, lucidità naturalmente durante la navigazione, mettendo anche in conto che qualcosa possa andare storto. E l'Atlantico non lo faccio più quest'anno e così è stato.
Infatti io quest'anno mi sono ritrovato con un'imbarcazione che aveva ancora una piccola percentuale di criticità non risolte e anziché rischiare di di di raccontare invece un naufragio o comunque. Un che che non era nemmeno la mia intenzione, a me piaceva narrativamente provocare lo spettatore, far sì che lo spettatore dicesse, ma come ti permetti a navigare senza esperienza?
Vergogna. La verità è che io ho navigato praticamente tutti i giorni per un anno intero, a partire da da da gennaio, quindi in pieno inverno, con con due imbarcazioni, una piccolina, una molto più grande, riparando quella barca. Cioè, nel senso, ho condensato. In un anno, tanti anni, ma perché ho avuto la fortuna di mettere in stand by la mia vita per un anno e fare solo quello, non non perché abbia chissà qual è grande attitudine, però poi
oltretutto mi piaceva molto. Ottimo io ho io ho seguito ovviamente pampiero uno pampiero due ho seguito tutte le tue avventure e in questo ti chiedo in tutto questo periodo qua beh c'è già detto che se quando non sei disciplinato Senti che fai fai più fatica. Quand'è che riesci a mantenere questi Stati di produttività? Non non lo so, non non so
rispondere. Ehm beh questo mio essere indisciplinato proprio mi mi rende difficile capire quando sto andando nella direzione giusta lavorativamente. Io adesso, proprio oggi in particolare, perché ieri come vi dicevo abbiamo fatto questa bella ripresa, sono molto carico e adesso mi sento proprio un treno.
Cioè adesso finiamo questa bellissima chiacchierata, ci mangiamo un boccone insieme, torno a lavorare come un matto e faccio un dirittone fino a 00:00 in montaggio perché sono molto carico, però questa cosa è è è caduta per casualità. Perché dici che? È realmente casuale? Allora ho, ho, ho, ho. Fatto un'esperienza ultimamente che abbiamo visto tutti a New York? Ecco, Eh sì. È è stato è stato probabilmente
anche quello. Come mi ho messo nelle condizioni di dire, OK, diamoci una svegliata, facciamo qualcosa che possa darmi una scossa. Sono andato a New York e me la sono vissuta profondamente bene perché ho conosciuto newyorkesi veri, quindi l'ho vissuta un po' meno da turista, un po' più all'avventura, e per me è stato qualcosa che mi ha smosso dentro, con la stessa sensazione che magari ho provato quando sono arrivato 7 anni fa. A Milano da dalla Sicilia no che
stai con la testa? Lì mi viene da dire che sia terapeutico da un certo punto di vista no, sì, sì, sì. Una terapia. New York terapia. New York terapia poteva andare anche male, potevo vivermela male oppure semplicemente poteva arrivare là. Mi facevo un giro turistico, una bella passeggiata, mi facevo fuori 200 $ al giorno perché costa veramente un occhio.
Tornavo a Milano con 3.000 € in meno piangendo e non non cambiava nulla e invece è stata 1 1 casualità che tutto un'insieme di di. Persone che ho incontrato e non erano messe in conto mi hanno permesso di vivere quell'esperienza con molto ritmo, con molta avventura. E io sono arrivato a Milano che ho detto, Caspita, ricominciamo
a mangiarci tutto. Senti, mi sembra di aver capito correggimi se sbaglio che hai avuto comunque quest'anno un'esperienza di burnout in qualche maniera, quando si dice quando un creator. Non riesce più a stare nel flusso, inizia ad avere difficoltà a dare senso anche alle cose che sta facendo, quindi che deve in qualche maniera riscrivere un pochino la propria la propria personalità professionale, qualcosa del. Genere sì, nell'ultimo sì sì.
Nell'ultimo anno ho proprio capito che anzitutto avere un audience non significa avere persone che ti. Che ti aiutano nel momento di difficoltà. Questa è chiaramente una banalità ovvia, eppure si cade spesso, secondo me, nel dare troppa importanza a quello che si sta facendo, che dal punto di vista di un creativo, dal vostro punto di vista, è chiaro che questo momento è un momento sacro, che va fatto bene e va fatto per rispetto di chi dedica del tempo ad ascoltarci eccetera.
Però ora rimbalzo la palla su di me, chi guarda i miei contenuti non è che. Come dire, è il giorno di Natale o è il loro compleanno, è uno svago di 15 minuti, poi finisce, il video ne apre un'altro e così via. Nel senso, ci sarà probabilmente una porzione di persone che sono True fan, che sono profondamente toccati da ogni cosa che dici e quindi a ti ascoltano con attenzione. Però probabilmente il blocco più grosso è di persone che si ti
apprezza, ti stima e ti ascolta. Ma vabbè, non è che gli cambi la vita. E io questa cosa l'ho rigirata su quelli che sono ad esempio i miei grandi idoli. No, penso a chi musicalmente caparezza? No, cioè penso caparezza, un'artista musicale che ascolto da quando sono ragazzino e attraverso i testi delle sue canzoni ha smosso molto in me, attraverso appunto tutta la tematica. Sul sentirsi diversi e non preoccuparsi di questo o qualsiasi altra tema e sotto
tema abbia messo nei suoi pezzi. Nutro una stima profonda per lui in quanto artista. Ma non è che se caparezzi in un'intervista ti racconta che c'è all'acufene io, come dire, non dormo la notte e diventa il mio pensiero, mi dispiace quei pochi minuti e poi vado al bar e mi prendo un cappuccino.
E il punto è questo è spesso secondo me accade nei nei Content Creator, soprattutto più giovani che non capiscono, che non che non capiscono, che non si rendono conto del l'impatto che hanno e di di di quanto quell'impatto. Non sia correlato a ad un sentimento reale come quello di un rapporto umano, sì, questa. È una confusione che credo che aleggi fra chi inizia a dedicarci alla.
Nelle relazioni parasociali è tipico no che ci sia questo effetto qua, tanto che un tempo no, c'era un sacco di deliri di riferimento tipo la Mike Bongiorno sta parlando con me, tipo nel caso estremo di una persona che che estremizza 1 1 condizione del genere. Cioè che sembra assurdo ma in realtà è solo una linea sottile quella che non mi fa empatizzare, non so con il video bellissimo di tua mamma che fa l'artista e non mi fa empatizzare con mia mamma.
È chiaro che io se vedo te che parli di tua mamma penso a me e mia mamma no, c'è questo transfert chiamiamolo così e quindi è inevitabile che ce ne sia un po'. Però effettivamente forse con i giovani è troppo. Tu tu vedi questo con persone più giovani. Vedo, vedo che magari. Quello che sta accadendo nell'ultima decade è qualcosa che non è mai esistito, cioè la possibilità per chiunque diventare noto popolare. Si pensava 1000 anni fa, i politici, gli artisti e.
E non tutti. Erano erano pochi gli esseri umani che che adesso invece? Naturalmente chiunque, con lo starnuto fatto nel modo giusto, può diventare un meme di Internet e poi magari di starnuti ne fa altri e ottiene. Non tanto celebrità o notorietà, però quantomeno arriva dell'attenzione questa cosa. I più giovani? No, i ragazzi di 151618 anni la la la bramano la desiderano perché socialmente ti pone ad un livello.
Diverso, superiore, questo. Ma se dovessimo fare un ragionamento veramente ontologico e profondo, immagino uno scenario un po' creepy, no? Il tuo funerale. Cosa vorresti che le persone dicessero di te? Dopo che ti sei toccato? Ci possiamo toccare, ma non. Allora c'è un bel rapporto col concetto di morte, sono molto, cioè. Ci ho.
Ci ho riflettuto tanto negli ultimi anni, quindi anche un po' sulla base, sulla base delle cose che ho fatto, anche andare in barca a far paracadutismo, anche se è uno sport sicurissimo. Però sai la prima parte che non. È ancora convinto di questo io? Mi sono ho visto. Anche quello, ho visto anche il video. L'agriturismo è uno sport incredibile, sono anche molto fan dei cimiteri. Ho, ho, ho iniziato. Sì, soprattutto AA New York. Sono andato a griud che sta a
Brooklyn, che è stupendo. Ci hanno girato praticamente un sacco di film. Quelli con la pioggia, tutti così. È stupendo proprio con quelle lapidi, no? Nel nelle colline Verdi e mi sono fatto una bellissima passeggiata, come se fossi un museo. E devo dire che c'ho proprio pensato, chissà perché. Poi leggevo le cose che scrivevano nelle nelle lapidi, alcune facevano anche molto ridere, no? E. E vabbè, nel senso con tutto il rispetto.
Però immagino l'abbiano scelto loro cosa farsi iscrivere alcuni EE c'ho pensato, caspita, chissà cosa dovrei io non dovrei scrivere. Sarebbe divertente mettere un display con i video che scorrono. Mi piacerebbe. Molto sarà un trend, saranno così l'ologramma. Imprese funebri contattateci, per. Ottimista, 2090, mi sa che hai schiatto prima 2080. Brangers probabilmente ti direbbe che non. È detto, Ah sì, Eh beh sì.
Sì, vabbè, questo è un'altro tema che non prendiamo comunque non lo so, forse mi piacerebbe quasi più sparire nel nulla. Cioè sparire proprio sparire. Beh. Però ci saranno delle cose che la gente penserà di te. In qualche maniera è assolutamente probabile. Insomma, già adesso, se in questo momento tirassero una bomba e nuclearizzassero la zona qualcosa di noi direbbero certo cosa? La immagini che direbbero di te.
Sì, la giusta domanda, no, mi sono espresso male, non intendo sparire, non cioè mi mi piace molto l'idea di poter essere ricordato. Naturalmente vorrei essere ricordato su quello che in qualche modo ho lasciato AAA dal punto di vista creativo è quella la cosa che mi interessa. Poi probabilmente anche dal punto di vista umano, però sai come funzionano queste cose, no? Ogni. Voti Pronipoti poi alla fine cioè si dimentica dei propri avi, a meno che non abbiano appunto fatto qualcosa di così
incredibilmente impattante. Allora dici, il mio pro zio è stato. Achille, esatto. Hai capito però il concetto di essere come dire, seppellito, cremato. Eee dare a qualcuno la possibilità di venirmi a trovare ad osservare la lapide col mio nome. Non me ne frega veramente una mazza così mi piacerebbe qualcosa di simbolico. Del turizzato. Ti chiarizza tipo 1, 1 incudine su un'ancora sulla caviglia e mi buttano nel nel mezzo
dell'oceano? No, però naturalmente mi piacerebbe molto l'idea che ciò che sto facendo possa durare nel tempo. Quello che sto facendo al momento probabilmente non ha questa ambizione, perché naturalmente io racconto delle piccole storie che stanno on line. Ma che non sono immortali come quelle che vorrei. Forse la storia di mia madre potrebbe essere una storia immortale? Non lo. So e quella è potentissima,
quella è davvero una storia. Molto costante di quella storia, però, la. Seguiamo tutti la mamma di Emma. Bravo ragazzi, sta anche vendendo bene, devo dire. Adesso ha venduto tre opere questo mese lei è al settimo cielo. Comunque mi piacerebbe molto raccontare delle storie che non seguissero dei trend e che. Da qui a 50 anni continuano ad aver senso. Poi se da qui a 400 anni continuano ad aver senso, sarebbe molto presuntuoso da parte mia pensarlo.
Però ecco, questa è la direzione in cui vorrei andare. E naturalmente facendo video, storie, reportage su Internet come le vogliamo chiamare, non è che puoi pretendere chissà che cosa, però sono anche un modo, secondo me, di esercitare la propria possibilità di esprimersi. Cioè non puoi fare qualcosa di straordinario se non passi prima dalle fasi intermedie o dalle basi e secondo me Internet è un ottimo modo per poter. Accelerare questo processo. Sapete essere un programma Netflix?
No? Se vi dessero 1 1 SPA un palinsesto Netflix è chiaro che tutto questo no, che naturalmente nell'autorevolezza percepita potrebbe essere percepito un gradino sotto di senza offesa eh, grande grande studio e tutto stupendo però sai nel nel percepito delle persone. Beh, magari dici, Ah caspita, che bello. Ecco, se non passate da qua, come potete in qualche modo impacchettare qualcosa di di solido? No? EE questo è il motivo per cui.
Io non. Non abbiamo neanche poi così tanto il controllo su che cosa diventerà memorabile della nostra attività. La potrebbe essere che sia questo in questo momento? Comunque, anche anche se accadesse, tipo di diventare all'improvviso, non so Presidente degli Stati Uniti, se tu non hai fatto la strada prima, come lo fai il Presidente degli Stati Uniti? E poi da lì diciamo che c'era una manciata di opere di Dalì, che sono quelle famose, ma ne ha fatte, mi sembra 10.000.
La famosa 10. Mila cose. Io a proposito di questo, ho una domanda specifica. Tra tutte le idee che che hai avuto c'è stato quelli un'idea che tutti ti hanno detto ma che cazzo fai? A parte mi sono appena detto, ma che cazzo fai? E tu l'hai fatta. Ed è stato un grande successo, alla faccia di tutti. Sì, mi. È capitato più volte in effetti, e mi capita tutte le volte che io metto la mia volontà di fare delle cose davanti ai soldi. Vi racconto un aneddoto in particolare.
Però i soldi non sarebbero stati guadagnati, i soldi sarebbero stati persi. Perché vado a Firenze, ci sto un mese, faccio amicizia con questo artista che si chiama Clatt, che è un'artista che fa della Street Art spesso in maniera non legalmente consentita, perché lui fa proprio delle installazioni e quando l'ho conosciuto lui m'ha vabbè. Lui naturalmente ha visto anche quello che che facevo, quindi gli gli faceva molto piacere essere raccontato con questa
nuova formula giovane. Lui mi ha detto, Voglio installare quest'opera. Di fronte a pontevecchio si chiama ponte alle grazie. Lo voglio fare per la terza volta perché le prime due me l'hanno rimossa. Sono finito anche in tribunale, ho pagato 10 € di 10.000 € di multa. Però questa terza volta voglio che la raccontiamo veramente bene affinché le persone di Firenze, incluse le istituzioni, capiscano il senso del perché quell'opera deve essere installata così, senza nessuna
autorizzazione. L'opera si chiama l'uomo comune, è una statua d'alluminio di 2 M di questo Omino stilizzato che fa un salto nel vuoto. Oh, io volevo installarla con lui, cioè volevo proprio anche a vivere, raccontare sì che che ero suo complice, cioè proprio volevo avere la ripresa di me che gli passo l'attrezzo per avvitarla e ed essere parte di quando io l'ho raccontata a tutti i miei amici, ma anche al mio socio, al mio commercialista, all'avvocato che
ho sentito. Ho detto, ma lascia stare, ma lascia stare che ti faranno una multa, ti ti prendi rotture di cazzo, ti ti ti porti anche magari della merda da parte di di gente che non vuole saperne di di di di di di gesti artistici, ma ti dice o ti autorizzano bene, sennò tutti ci mettiamo a depositare opere in giro eccetera. Però io credevo talmente tanto in in quella, in quella storia che che secondo me aveva veramente un impatto nella vita di chi la guardava, quella quella storia.
Parlava dell'opera in se, parlava di di coraggio, di di credere in un qualcosa fino alla fine, a costo della morte simbolica metropolitana. Una grande frase straordinaria che non ricordo chi chi l'ha detta. Poi vabbè, la cercheremo. Tutti vogliono andare in paradiso, ma nessuno vuole morire. Questa. È. Una frase molto, molto importante. È nulla e quindi l'opera è ancora lì. A tre anni di distanza. Non l'hanno rimossa? Non l'hanno rimossa e che ti. È successo a livello legale.
Ti hanno rotto le scatole? Niente. Niente, le istituzioni hanno assolutamente deciso questa volta di ignorare qualsiasi procedura di rimozione. L'hanno lasciata, non l'hanno autorizzata, l'hanno lasciata lì, punto. Ed è lì, in un posto iconico, super turistico. Chi ha visto la storia, chi conosce la storia. E ma anche, mi hanno raccontato le guide, alcune guide turistiche di Firenze, la.
Portano. Lì la portano, lì è diventato un simbolo, ma d'altronde il Toro di Wall Street ha la stessa identica, analoga storia. Arturo di Modica. Che che è morto nel 2021 Febbraio 2021 è morto due giorni prima che il video venisse pubblicato, tra l'altro. Coincidenza straordinaria. E Arturo di Modica ha fatto la stessa identica cosa a spese sue.
Ha realizzato quel Toro e in piena notte che ovviamente con con delle gru, con dei camion, cioè è un blocco pesantissimo, l'ha l'ha lasciato là illegalmente. Poi è rimasta. Lo dice anche nel video, se non sbaglio lo racconto. Anche nei video sì, come trafiletto finale, giusto anche per dare 1 m di paragone, perché poi nei social media in generale includiamo anche Youtube, il pubblico spesso si scatena, no, deve dire la propria, deve
andare contro corrente. E naturalmente il pubblico europeo è diverso da quello americano e quindi se negli Stati Uniti qualcuno fa qualcosa di eclatante la gente dice Cavolo 6 1 grande 6 1 matto se e magari in Europa in Italia c'è,
c'è, c'è tanta più. Preoccupazione su cose irrilevanti EE quindi io in qualche modo volevo dire, ragazzi sì, lo so che vi dà fastidio che l'opera è illegale, però se avete apprezzato il motivo per cui è stata messa in quel modo, ricordatevi anche che negli Stati Uniti qualcosa del genere è diventato 1 1 simbolo, cioè non limitatevi a dire e se tutti installiamo opere diventa un casino perché nessuno le installa le opere se vuoi installare installale.
Vabbè, cioè chiunque può diventare un'artista se lo volesse. Vai, fai dei gesti che ritieni artistici con una motivazione, prenditi tutti i rischi che ne conseguono. Eh, ma Senti, io starei veramente a parlare, credo no, stare molto no, però in realtà volevo riportare in maniera proprio un risucchio verso il basso e chiederti, com'è la tua giornata tipo? Eh, non ce l'ho, ma dai, ma come? Voglio Eh no, ma dai dai, non è una giornata tipo.
Allora mi mi mi sveglio solitamente naturalmente poche volte con la sveglia, tranne stamattina ho dovuto mettere la sveglia perché ho sono rimasto sveglio tipo alle fino alle quattro 04:30 e quindi dovevo per forza farlo, però solitamente mi mi sveglio intorno alle 08:30 9 naturalmente faccio una colazione molto lenta, mi metto al computer. Un paio d'ore cerco di pianificare il progetto, quindi su cui sto lavorando.
Quindi scriverlo, fare due telefonate, due robe, vado a pranzo e poi da quel momento in poi inizia la mia vera giornata. Io do molto più focus al pomeriggio e soprattutto alla sera. Notte si. È sempre. Stato così è sempre stato questo, diciamo il tuo ritmo circadiano. Assolutamente no, quando avevo ad esempio la casa di produzione in Sicilia ero forse. Molto più.
Forse molto più disciplinato. Sì, ho sempre fatto i dirittori serali, che sono poi 1, 1 comune denominatore per chi fa video, perché c'è questa cosa del rimanere concentrato in timeline senza avere telefonate, notifiche, mail eccetera. Quindi per me la notte è veramente l'unico momento in cui proprio non aver quasi distrazioni. Probabilmente anche la mattina molto presto lo lo sarebbe, però c'è qualcuno che si sveglia prestissimo proprio per portarsi
avanti. Guarda io abbiamo due casi, cioè Valerio è disciplinato, si sveglia molto per io, mi sveglio come te alle 08:30 9. Io ho riprogrammato in realtà Eh perché poi la mia deriva spontanea, ma credo di tutti, sia quella poi di spostarsi verso la notte. A un certo punto io ho proprio riprogrammato la giornata in questo senso e parlando di elementi di stile di vita. Tu vedi alcol. Ottima domanda. Io da tre mesi ho eliminato totalmente l'alcol, che bella
domanda. Io lo so perché ve la devo ammettere che quando ci siamo incontrati ero già in una fase che stavo iniziando a ridurre, ma dopo una bella chiacchierata con te ho deciso non di eliminarlo per sempre dalla mia vita. Comunque gli estremismi non mi piacciono, però vabbè, al momento voglio essere un po' estremo nel. Toglierlo totalmente per un
blocco di tempo. Quindi a Capodanno pochi giorni fa io non ho bevuto nemmeno un dito di nulla, abbiamo fatto un Brindisi che mi hanno riempito il bicchiere non l'ho bevuto, cioè l'ho l'ho, cioè han fatto il Brindisi proprio un. Bel test questo, Eh è. Un ottimo test. Devo dire che non mi sta dispiacendo la cosa, non sto sentendo la mancanza dell'alcool e questo mi rasserena. Vuol dire che non avevo una sorta di.
Dipendenza d'abitudine, o quantomeno dipendenza legata al al voler ovattare la mia vita AA fine serata. Però questa scelta è nata dal fatto che per un po' di anni, tanti anni, soprattutto partendo da quando sei teenager, ho sempre credo abusato dell'alcol e con abusato intendo una costanza giornaliera a più livelli. Magari una sera ti fai l'amaro, una sera ti fai il cocktail, una
sera la mezza bottiglia di vino. Un'altra sera esci con gli amici e tre di cocktail te ne te ne prendi tre, cioè ho ho sempre ho sempre avuto questo tallone d'Achille di normalizzare molto
l'alcol. Devo, devo, devo confermarvi che adesso che l'alcol non lo bevo mi rendo conto che l'alcol è estremamente normalizzato perché mi sono ritrovato a New York in una festa dove mi hanno riempito il bicchiere, ho detto non bevo alcool EE mi hanno fatto 1000 domande, cioè mi hanno fatto il terzo grado, mi hanno detto Ma sei stai male? 6 1 malattia cioè c'hai influenza il Covid capito?
Stai prendendo farmaci? Ho detto no, no, non non lo bevo, quindi capisco quanto socialmente sia complesso eliminare. 1 1 si chiama sostanza. Lo definiscono un alimento. In realtà è una droga. Per carità, è una droga molto utilizzata a livello mondiale, però è illegale. Pensa che cosa? Incredibile, che follia, ma non tanto per demonizzare le sostanze. Perché poi io non ho assolutamente, anzi ho tantissima curiosità riguardo
qualunque sostanza. Eppure l'alcol in particolare, lo ritengo pericoloso e inutile, può essere sicuramente piacevoli in momenti sporadici. Infatti ecco e qui concludo, la fine di questo mio esperimento, che voglio farlo durare altri 2 3 mesi, sarà avere la consapevolezza che l'alcool non è qualcosa di essenziale, utile, non può avere routine nella mia vita. Però ricontinuerò magari a ad assaggiare a cena un qualche vino e a provare a farmi qualche
drink una volta ogni tanto. Però forse con una nuova consapevolezza. O no? Consapevolezza il punto, cioè io dico sempre che non è che noi siamo i padri delle persone a cui parliamo, semplicemente vorremmo che le persone iniziassero a comprendere il valore, il disvalore EE anche l'ambivalenza che l'essere umano nei confronti di certe sostanze. Perché se vogliamo essere scientifici, l'alcol è probabilmente la più pericolosa. Senti parlare male, no? Delle sostanze psichedeliche,
totalmente a torto. Ma non sto dicendo che le persone debbano usarle, ovviamente. Anzi non ci se ne accorge proprio perché sono normalizzate in punto tale che io dico spesso alle persone dico beh che ovviamente anch'io bevo se se mi capita e mi piace sporadicamente. Però dico sempre, guarda, quando entro in un locale prova a fare questo test. Tu c'hai il test dei 7 giorni, io c'ho questo test, non bere
subito. Perché la prima cosa è un po' di ansia sociale, bevo psicofarmaco ma abbassa l'ansia sociale, aspetta un attimo, cioè aspetta di di sentire che in realtà tu vorresti bere non perché vuoi bere, ma perché vuoi abbassare quello Stato di ansia. Questo ovviamente non in tutti Eh e non in tutte le situazioni. Però questo solitamente noi non ci accorgiamo che diventa un'auto medicazione nell'alcol. Pazzesco, incredibile. Vabbè comunque l'importante.
Sperimentare anche questo, ma. Questo è uno sperimentatore assoluto, direi. Ecco, ma una cosa che ci interessava, fra tutte le domande che abbiamo in mente per persone come te, è capire quali siano le tue sorgenti di stress, cioè cos'è che in qualche maniera ti tocca di più negativamente, che cos'è che ti fa preoccupare di più e che cosa ti stressa di più? Pazzesco che domanda alle. Volte sono sorgenti di stress di cui non siamo neanche tanto consapevoli, se non ci concentriamo un po' a
ragionarci. Forse negli anni che son cambiati per. Me è. Normale. Probabilmente 4 5 anni fa il denaro aveva per me un impatto chiave. Negli ultimi diciamo 3 4 anni non è stato proprio +1 pensiero, ma non tanto perché. Avevo il conto che che che però, perché per lo stile di vita che ho quella mole di di. Di non ci stai più pensando? Di introito? Esatto, non era più proprio un pensiero.
Adesso ultimamente devo dire che dopo tutta la il disastro della barca un attimo mi sto rimettendo un attimo in moto, mando tante belle mail e quindi? E però non è rimane, rimane comunque qualcosa slegato dalla dalla mia fonte di di stress o di pensiero. Però lo è stato, lo stress non lo. È stato sì, cavolo, tantissimo ricordo e quindi empatizza veramente tanto verso chi vive
magari una condizione simile. Quando entro in un bar e vedo il ragazzetto che che non quasi non ti saluta nemmeno, che è scocciato, io capisco che magari. C'ha le sue battaglie. C'hai 1.100 € al mese, ti fai un'ora di treno tutte le mattine Eee comunque ogni mese quindi cioè percepisco che il il denaro soprattutto in Italia dove il costo degli cioè il salari e stipendi negli ultimi quattro anni perché non sono cresciuti di nessun punto percentuale
rispetto. Alla Francia che negli ultimi quattro anni è cresciuta del 40% e quindi cioè? E naturalmente l'inflazione non si non ferma, non si ferma. Quindi capisco che sta diventando sempre più complesso per molte persone. Magari lo tornerà ad essere anche per me, sicuramente però. Speriamo. Comunque cambio un attimo argomento e dice no, figurati, sono io che mi sono un po perso tra le domande e il e ti volevo chiedere come dormi? E soprattutto cosa sogni?
Hai dei sogni ricorrenti sogni, ti ricordi i sogni? Si mi. Ricordo i sogni, quasi sempre. E ho un sogno ricorrente, che è una cosa che non capisco. Caspita, non ha senso questo sogno ora non è che voglio che me lo decidiamo, però non ha senso. Ma l'avrò sognato almeno? Boh, 20 volte nella mia vita c'è la scena di un film. Il film non mi ricordo come caspita si chiama Cloud Atlas, che è un film di fratelli Wachowski, che ora son le sorelle wachowski.
Vabbè c'era sta scena di sto film dove c'era sta tipa che sta guidando l'inquadratura era laterale. E mentre guida improvvisamente un'auto, le va addosso e la colpisce lateralmente e questo accade da un dirupo. Io sogno lo stesso, la stessa identica proprio scena del film, ma vivendola in prima persona. Io non so cosa può essere successo nella mia mente. Che bug c'è stato quando ho visto quella scena che mi ha impattato così tanto che magari
l'ho rivista più volte? Se è qualcosa legato a, non lo so, la prima fase della mia vita in cui ho guidato l'auto che ero. Però non ho avuto incidenti nella mia vita. Non lo so comunque c'ho sta roba. Ma veramente. Ah c'è un'altro dettaglio che fa molto ridere nell'autoradio della dell'auto c'è una musica di merda, proprio una musica che io non apprezzo EE quando e subito dopo l'incidente la
musica continua a scorrere. E io sono là, incastrato tra le macerie, questa musica che vorrei stoppare, quantomeno, cioè che se proprio devo morire, non voglio morire con voi. E quindi direi che dobbiamo mandarti una mail separati, non è opportuno ragionarci. Di te c'è un senso su questo sogno incredibile, grazie. Secondo te che senso ha?
Non lo so, però tutte le volte che io Guido e cioè passo una musica di merda, a me viene un attimo l'angoscia, la devo cambiare perché dico se questa fosse l'ultima musica che ascolterò nella mia vita. Restare incastrato con la musica di merda, c'è una stazione terrificante. È una delle rappresentazioni allegoriche del del limbo, questa. Vorrei potervi dire che che me la sono appena inventata, ma in realtà è così, cioè proprio
ridicolmente, vero? Secondo te ce l'hai da dopo la visione del film oppure anche prima vivi una roba del genere? No, secondo me quel film no. Perché proprio la sogno, esattamente come quella scena lì. Sì, sì. Vabbè, comunque. Senti Emma, facciamo una ultima domanda, che insomma, qua vorremmo proprio veramente che sbrigliassi i cavalli della tua
creatività. Tu hai a disposizione un'enorme cartellone in mezzo a Milano, OK, mezzo e una grande mezzo a New York, una Gran Times Square. C'è un cartellone, cosa potresti scriverci? Che cosa vorresti scrivere in quel cartellone? Non darò la risposta, ma da vi vi racconto le le mie intenzioni nel momento in cui avessi uno spazio di quella portata un po' da appassionato di marketing e
di comunicazione. Cioè non mi lascerei sfuggire l'occasione di di fare qualcosa di veramente impattante, quindi ci penserei a lungo. Tra l'altro questa cosa dei messaggi fisici enormi mi ha sempre molto gasato, naturalmente. In questo mondo hanno ancora un grande valore, direi. No, mi rendo conto che che che la domanda è una grande metafora, quindi non è che proprio il però, appunto perché è una grande metafora, cioè io tipo sapendo di avere una grande occasione anche in poche ore, ma
anche se mi dicessero entro. Le 05:00 pm sono le tre, devi darci la risposta, io tipo sfrutterei. Ogni ora per ragionare. Sì, ogni seco istante, come se fosse proprio la cosa più importante della mia vita, perché io ho sempre avuto molta responsabilità nel concetto di divulgazione. O la potenza anche del media del messaggio che può arrivare? La potenza dell'essere
ascoltati. EE non la sottovaluto mai, per questo io soffro quando faccio i miei video su Youtube ogni volta, perché cerco sempre di raccontare una storia che abbia come mission quella di avere un impatto nella vita di chi la guarda EE quindi ci penserei bene e non posso dare. Una bellissima risposta. Poi da un narratore, io a me mi piace immaginarti come narratore, cioè non saprei come descriverti, anche se ti sei descritto un po' all'inizio.
Ma proprio da narratore, questa cosa che la nostra vita, il nostro pensiero, la nostra cultura è fatta di storie, è bellissimo. Cioè do un'importanza vitale anche ad una semplice frase tra virgolette, anche se hai colto che è un aspetto metaforico, non è che scriviamo davvero un cartello. Però da narratore non mi aspettavo altro. Ecco. Eh, ma grazie davvero per il tuo tempo per essere stato qua con. Noi grazie di cuore a voi, a chi ha ascoltato. È. Stato un piacere alla prossima,
alla prossima. Grazie.
