Spesso sentiamo dire io sto meglio d'estate oppure a me l'autunno mi fa male, o ancora non so come mai, ma la primavera mi rende triste e certamente poi la maggior parte della gente si lamenta del fatto che in inverno il morale è sempre un pochino più basso. Ma qual è la verità scientifica che sta dietro queste affermazioni? O per arrivare subito al dunque, la depressione stagionale
esiste? Come si definisce e soprattutto come si affronta la depressione stagionale o per meglio dire, il. Disturbo affettivo stagionale spesso abbreviato come Sad Sad, dall'inglese Sison, affective disorder è un fenomeno che suscita sempre molto interesse, soprattutto quando si avvicinano i mesi più bui dell'anno. Ma in realtà se ne sente parlare molto anche ai cambi di stagione, ad esempio, e per alcune persone, non tante. In realtà anche l'estate è un periodo.
Critico, il cambiamento nel nostro tono dell'umore in risposta ai cambiamenti ambientali legati alle stagioni è in effetti una condizione assolutamente reale, ben documentata, anche se è importante precisare che non è una categoria diagnostica a sé stante del nostro famoso manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il DSM 5, si tratta piuttosto di una specificazione diagnostica. O del disturbo depressivo maggiore.
Oppure anche del disturbo bipolare, che sottolinea come in quasi ogni disturbo affettivo sia presente un andamento stagionale dei sintomi. Chi ne soffre spesso descrive un senso di malinconia. Discomfort, alle volte difficile da definire, e apatia, scarsa energia che peggiora in autunno e in inverno, ad esempio molto frequentemente per poi migliorare con l'arrivo della primavera e dell'estate.
La forma affettiva che peggiora in corrispondenza dei mesi autunnali e invernali è o chiamiamola essenziale, senza alcun tipo di psicopatologia sottostante, oppure spesso connessa con il disturbo depressivo maggiore oppure anche con il disturbo bipolare con prevalenti sintomi.
Depressivi questo cambiamento dell'umore è strettamente legato alla variazione della luce solare, che incide profondamente sui nostri ritmi circadiani, ovvero su quell'orologio interno che regola non solo il sonno e la veglia o i nostri cicli di alimentazione, ma anche la produzione di neurotrasmettitori fondamentali come Serotonina, melatonina e molti altri. Per alcune persone che magari non hanno un disturbo affettivo.
Chiaramente diagnosticato, come dicevamo prima, la riduzione delle ore di luce durante i mesi invernali. Può effettivamente portare a un'alterazione di diversi mediatori, diciamo un'alterazione parafisiologica, neuromediatori e neuro ormoni come serotonina, acetilcolina, glutammato, alopregnanolone e molti altri. Quindi, come sempre, non è solo una questione di serotonina e
basta. Certamente un incremento più diffuso e più importante della melatonina, legato alle giornate più Corte e con meno luce solare, può accentuare la sensazione di stanchezza e sonnolenza, creando. Un mix perfetto per far poi emergere sintomi depressivi o meglio pseudo depressivi. È interessante notare che il disturbo affettivo stagionale o Sad, chiamatela un po' come volete, è più comune nelle regioni geografiche con inverni lunghi e con poca esposizione alla luce solare.
Di conseguenza, per essere completi in questa descrizione dei disturbi dell'umore su base stagionale è importante sottolineare che alcune persone. Possono avere dei peggioramenti del tono dell'umore prevalentemente nei mesi primaverili ed estivi e spesso accade nel disturbo bipolare
ricordiamocelo. Questa risposta affettiva all'aumentare delle ore di luce è spesso legata a un giochino un po' particolare, non semplice da capire, che però a grandi linee sarebbe connesso alle condizioni di un'iniziale switch maniacale o subaeuforico in primavera l'aumentare delle ore di luce a cui però fa seguito un episodio depressivo estivo o al cambio. Di stagione tra primavera estate.
Come sempre nel disturbo bipolare prima c'è un lieve sopralivellamento dell'umore e poi una caduta depressiva. In realtà esistono molte, addirittura moltissime persone che hanno una prevalente risposta emotiva negativa nei mesi autunnali e invernali, in assenza anche di franche. Patologie affettive diagnosticate, come dicevamo all'inizio, o magari in presenza di blande oscillazioni dell'umore, subcliniche comunque la sintomatologia tipica di questa forma di depressione. Stagionale?
Eh, chiamiamola essenziale, include stanchezza, alle volte anche marcata difficoltà a concentrarsi, un aumento dell'appetito, spesso con un aumento, il desiderio di carboidrati e quindi craving per i carboidrati. E poi una sensazione di isolamento sociale, o forse di voglia di isolamento sociale. Ricordate che è una condizione che può impattare profondamente sulla qualità della vita e proprio per questo è importante non sottovalutarla quando raggiunge certi livelli di gravità.
Per cui anche in presenza di. Scarsa motivazione oppure di stanchezza che perdura magari per settimane o mesi nei periodi invernali? Solitamente potrebbe essere una buona idea quella di valutare con precisione l'andamento stagionale di questi sintomi e certamente chiedere aiuto in ogni caso in generale affrontare la depressione stagionale, qualsiasi sia il suo basamento, psicopatologico, richiede come sempre un approccio integrato olistico.
È rivolta a diversi aspetti, diciamo dello stile di vita e anche dell'approccio farmacologico psicoterapeutico. Ad esempio un trattamento molto studiato e spesso efficace, la light therapy o terapia della luce, che consiste nell'utilizzo di speciali lampade che simulano la luce solare.
L'esposizione a questa luce, soprattutto al mattino, aiuta a regolare i ritmi circadiani e a migliorare l'umore, quindi quello che si fa alle volte anche in corrispondenza di problemi di insonnia, diventa molto utile anche per regolare la depressione stagionale nei casi più severi.
Può essere necessario sicuramente una modifica del trattamento farmacologico o un inserimento del trattamento farmacologico, oppure un supporto psicoterapeutico per provare a gestire i pensieri negativi e comportamenti che mantengono poi lo Stato depressivo. E spesso una psicoterapia magari anche episodica. Transitoria nei mesi invernali può essere utile? Un punto fondamentale che amo sottolineare è l'importanza comunque della prevenzione e dello stile di vita.
Mi raccomando, prevenzione quando ci accorgiamo. Di avere una predisposizione a queste fluttuazioni stagionali. Una volta che abbiamo identificato anche il periodo, possiamo cercare di prepararci con alcuni piccoli ma importanti
cambiamenti di lifestyle. Ad esempio, passare più tempo all'aperto anche nelle giornate più fredde può essere un alleato prezioso, perché persino la luce invernale è importante se viene fruita direttamente nell'ambiente esterno, nella natura, insieme a tutti gli altri elementi. Vento, frescura, gli odori del bosco, della natura, I terpeni che provengono dalle piante sono.
Tutti utili, l'attività fisica regolare, anche non intensa ma continuativa come una classica camminata veloce e il mantenimento anche di una dieta chiamiamola in generale antinfiammatoria, possono essere alleati preziosi.
Infine io porterei particolare attenzione al mantenimento di un ritmo sonno veglia stabile, magari usando tutte le informazioni che vi ho già lasciato sui miei canali e magari provando a sincronizzare bene i ritmi sono veglia con un po' di melatonina e magari qualche altra specie vegetale.
Può essere utile? Mi viene in mente passiflora, lavanda camomilla una buona combinazione di sostanze botaniche insieme a una buona istruzione, una buona psicoeducazione su come affrontare il meglio al sonno può essere fondamentale per prendersi cura del sonno nei mesi invernali. In questo senso date un'occhiata a Midnight melody, un progetto fighissimo a cui ho preso parte anch'io e anche il dottor Gennaro Romagnoli lo trovate giù
in descrizione. Lasciatemi dire che in realtà la modifica dei nostri parametri affettivi in corrispondenza dei cambiamenti delle. Ci insegna quanto tutti noi esseri umani siamo legati all'ambiente che ci circonda e quanto la nostra mente e il nostro corpo reagiscono alle variazioni naturali dell'ambiente stesso.
Beh, a mio parere è un messaggio molto potente che ci invita a diventare maggiormente consapevoli e attenti a tutti questi ritmi stagionali, a prenderci cura del nostro equilibrio psicofisico con attenzione e consapevolezza. Una cosa è certa, per inquadrare al meglio le variazioni stagionali del nostro umore può fare davvero la differenza.
Senza conoscere quali sono le condizioni psicologiche e psichiatriche che maggiormente subiscono l'influenza delle variabili stagionali, ricorda che tutte le informazioni che ti servono le potrai trovare gratuitamente sui miei canali. Anzi ti invito ad iscriverti adesso alle piattaforme dove mi stai ascoltando, Youtube e il Podcast.
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