Ep. #700 - 🪯 DISTURBI DI PERSONALITÀ: sono davvero così diffusi? - podcast episode cover

Ep. #700 - 🪯 DISTURBI DI PERSONALITÀ: sono davvero così diffusi?

Nov 01, 20249 min
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Forse la moderna psichiatria deve rivedere molte diagnosi in una visione generale che includa anche le neurodivergenze. Tra queste diagnosi ci sono probabilmente anche i Disturbi di Personalità, che potrebbero essere sovra utilizzate..... ⭐️ Scopri “psiq: Salute Mentale: Istruzioni per l’uso”, il nuovo libro del Dr. Valerio Rosso: https://bit.ly/psiqVR oppure anche https://www.psiq.it ⭐️ La categoria dei disturbi di personalità è spesso sovradiagnosticata, in parte a causa della difficoltà di identificare correttamente neurodivergenze come l'ADHD e l'autismo, o oscillazioni dell'umore sottosoglia, che possono mimare comportamenti disfunzionali tipici dei disturbi di personalità. Diagnosi accurate di queste condizioni permetterebbero di riconoscere che ciò che appare come disfunzionalità interpersonale o emotiva può invece essere espressione di una condizione neurologica o affettiva. Se si considera questa prospettiva, la categoria stessa dei disturbi di personalità potrebbe essere ridefinita o, in alcuni casi, scomparire, rivelando diagnosi sottostanti più specifiche e trattabili. Questo porterebbe a un approccio più inclusivo e comprensivo, riducendo il rischio di stigmatizzazione e offrendo percorsi terapeutici più mirati. ⭐️Iscriviti subito a MINDFITNESS, un mini corso GRATUITO in cui imparerai delle strategie pratiche per ottimizzare il tuo cervello: https://psinel.com/br-iscrizione-mini-corso-mindfitness/ ⭐️ ⭐️ Accedi adesso GRATUITAMENTE alla VideoLezione "La Verità Scientifica sugli Integratori": https://lifeology.it/integratori-sq/ ⭐️ Il Dott. Valerio Rosso è un medico specialista in neuroscienze e un pioniere italiano nella divulgazione della medicina dello stile di vita, riconosciuto per il suo impegno nella diffusione on line di informazioni basate su evidenze scientifiche. Il Dott. Rosso è autore di numerosi articoli scientifici e divulgativi, e partecipa regolarmente a conferenze e meeting come relatore, condividendo le sue conoscenze sui benefici di una vita sana e attiva. La sua dedizione alla medicina preventiva e al miglioramento delle performance cognitive e fisiche lo ha reso un punto di riferimento nel campo. Con una visione olistica della salute, il Dott. Rosso promuove un approccio che combina dieta, esercizio fisico, gestione dello stress, relazioni, controllo dell'ambiente e lotta alle DIPENDENZE per ottimizzare la qualità della vita delle persone che lo seguono sul suo ecosistema digitale.

Transcript

Ciao a tutte e a tutti, oggi voglio affrontare una questione che purtroppo viene spesso fraintesa, specialmente quando ne parlo velocemente sia in ambito clinico da alcuni miei colleghi, ma anche tra la popolazione dei non professionisti, la cosiddetta popolazione laica. Infatti adesso vi parlerò in maniera divulgativa e riassuntiva della differenza tra il disturbo di personalità primario e il funzionamento di personalità.

Un tema realmente importante. Molte persone, e purtroppo anche alcuni professionisti, confondono questi concetti e ciò porta spesso a diagnosi incomplete o addirittura errate. Partiamo dal concetto più noto, il disturbo di personalità primario. Quando parliamo di disturbi di personalità ci riferiamo a quadri psicopatologici ben definiti come disturbo borderline narcisistico, schizoide, schizotipico o antisociale, adesso molto di

moda. Questi disturbi storicamente sono stati inquadrati come problemi profondamente radicati nel modo di essere della persona, una sorta di difetto strutturale del carattere. Ma è davvero sempre così? Diciamo che il concetto di disturbo di personalità è talmente radicato nel DNA delle scuole di psicoterapia che è

quasi un paradigma intoccabile. Ma le cose diciamo che vanno avanti e forse vale la pena capire se tutti coloro che mostrano un funzionamento di personalità patologico siano in realtà affetti da un disturbo primario di personalità.

Infatti nella psicopatologia contemporanea si sta facendo sempre più strada il funzionamento di personalità che non è un disturbo ma una modalità di funzionamento che può essere estremamente influenzata da fattori neurobiologici e dall'incontro tra queste dimensioni di diverso funzionamento del sistema nervoso con l'ambiente, creando disadattamento e quindi disagio clinico significativo.

Qui sta il punto. Spesso quello che appare come un disturbo di personalità primario è in realtà un funzionamento di personalità alterato da una condizione sottostante spesso non riconosciuta. Ed è qui che entra in gioco l'esperienza clinica associata alla conoscenza completa di tutte le aree della psicopatologia, incluse certamente le oscillazioni dell'umore non riconosciute.

Lo spettro autistico è la DHDOK. Voglio farvi riflettere su questo, quante volte ci troviamo di fronte a diagnosi di disturbi di personalità che nascondono sotto la superficie una. Oscillazione dell'umore, una condizione neuro divergente o affettiva non riconosciuta, parlo di forme non così nette di bipolarità, ciclotimia, autismo, OADHD.

Oppure di professionisti che semplicemente non contemplano questo genere di bias e che si perdono tra categorie di malattia a cui magari per qualche ragione sono più affezionati? No, spesso per affiliazione a quella scuola di psicoterapia OA quella corrente di pensiero. Provate a pensarci. Pensateci, una persona con una ciclodimia non diagnosticata può apparire come qualcuno con un disturbo borderline a causa della sua instabilità emotiva.

Un adulto con ADHD non trattato può sembrare estremamente impulsivo e disorganizzato, comportamenti che potrebbero facilmente essere etichettati come tratti di un disturbo antisociale narcisistico o nuovamente borderline. Per non parlare di quanti soggetti con dipendenze sono ADHDO bipolari non riconosciuti. I serd ne sono davvero pieni, fidatevi. Per non parlare poi delle ragioni per cui queste persone soffrono e fanno soffrire gli

altri. No. Spesso il punto è quello di come la società e l'ambiente reagiscono a questi individui. Pensate alla marginalizzazione, alla stigmatizzazione che molti di loro subiscono. L'ambiente che non accetta o non comprende la neurodivergenza non fa altro che esacerbare. Quei tratti disfunzionali che alla fine sembrano confermare poi una diagnosi di disturbo di personalità. Eccolo lì, il borderline.

Quante volte ho visto persone a cui sono stati fatti saltare i nervi in contesti che non solo non comprendevano, ma che pure giudicavano e stigmatizzavano. E mi riferisco a luoghi sanitari in cui dovrebbero esserci persone in teoria dotate di competenze e conoscenze. Io penso che quando iniziamo a guardare oltre l'etichetta del disturbo di personalità, spesso

emerge un'altra diagnosi. Ho visto 1000 casi in cui una diagnosi accurata di autismo ad alto funzionamento magari ha completamente rivoluzionato il modo in cui veniva interpretato una personalità considerata rigida, ossessiva o distante. Quanti Doc ho visto che poi in realtà erano dei. Dei disturbi, diciamo, connessi AA un funzionamento autistico di alto livello. Quanti hikikomori sono autistici ad alto funzionamento? Tanti, ve lo garantisco, visti

di persona negli ultimi anni. Eppure nessuno parla mai di autismo, raramente parla di autismo, no, vedono che non c'è la psicosi e allora niente. Una nuova categoria, I kikomori.

O persone con un disturbo bipolare di tipo due, spesso mal diagnosticate, valutate ovviamente come soggetti borderline per via delle oscillazioni dell'umore che però se osservate attentamente rispondono meglio ai criteri del disturbo dell'umore che a quelli del borderline e ovviamente dopo qualche mese di litio magicamente guariscono, chissà

come mai. È chiaro quindi che molte delle diagnosi di disturbo di personalità primario possono essere in realtà distorsioni di un funzionamento neurodivergenze o di altra natura, ripeto spessissimo oscillazioni dell'umore oppure autismo una volta riconosciuta la condizione sottostante, quindi, che sia autismo di Acadi, Ciclotemia, bipolarità o qualcos'altro, l'intera prospettiva cambia.

In termini non solo di diagnosi, che questo sarebbe secondario, ma soprattutto di terapia di approccio terapeutico a queste persone. Questi individui non hanno più chiamiamolo un'alterazione del carattere Eh, ma un diverso funzionamento mentale che spiega e in molti casi giustifica quei comportamenti che erano stati mal interpretati. Quindi quello che dobbiamo fare come clinici e anche come esseri umani è fermarci a riflettere bene prima di assegnare.

Un'etichetta? Una persona con un disturbo di personalità primario. Passare del tempo con il paziente, usare i test, chiedere parere ad altri colleghi e le etichette e le diagnosi possono essere molto utili. Sono molto utili se sono giuste, perché altrimenti possono veramente cambiare il destino di salute di una persona, eh.

Ripeto, non sto dicendo che non ci sono i disturbi di personalità, è ovvio, è chiaro, sto dicendo che personalmente, ripeto, queste sono mie opinioni Eh quelle che vi sto dicendo personalmente ultimamente ho molto ridimensionato le diagnosi che sia che ho fatto e quelle che sto facendo e mi rendo conto che questa forma di pensiero che includa un approfondimento. Legato alle neurodivergenze e alla oscillazione di rumore chiamiamole sotto soglia mi è parso assolutamente vincente.

In particolar modo le neurodivergenze sono spesso invisibili agli occhi di molti professionisti e della società, ma con una diagnosi più accurata, un approccio terapeutico mirato, possiamo davvero trasformare un'etichetta sbagliata in una compressione più profonda e direi anche rispettosa e inclusiva del funzionamento di una persona.

Bene, se questo argomento vi ha interessato e volete approfondirlo, potete trovare ulteriori dettagli nei miei video precedenti e nei miei testi sul blog dedicati a questo tema. E se volete approfondire tutti questi temi della psichiatria e delle neuroscienze moderne, vi consiglio il mio ultimo libro, Secure Salute mentale.

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