Ciao a tutte e a tutti, oggi voglio affrontare una questione che purtroppo viene spesso fraintesa, specialmente quando ne parlo velocemente sia in ambito clinico da alcuni miei colleghi, ma anche tra la popolazione dei non professionisti, la cosiddetta popolazione laica. Infatti adesso vi parlerò in maniera divulgativa e riassuntiva della differenza tra il disturbo di personalità primario e il funzionamento di personalità.
Un tema realmente importante. Molte persone, e purtroppo anche alcuni professionisti, confondono questi concetti e ciò porta spesso a diagnosi incomplete o addirittura errate. Partiamo dal concetto più noto, il disturbo di personalità primario. Quando parliamo di disturbi di personalità ci riferiamo a quadri psicopatologici ben definiti come disturbo borderline narcisistico, schizoide, schizotipico o antisociale, adesso molto di
moda. Questi disturbi storicamente sono stati inquadrati come problemi profondamente radicati nel modo di essere della persona, una sorta di difetto strutturale del carattere. Ma è davvero sempre così? Diciamo che il concetto di disturbo di personalità è talmente radicato nel DNA delle scuole di psicoterapia che è
quasi un paradigma intoccabile. Ma le cose diciamo che vanno avanti e forse vale la pena capire se tutti coloro che mostrano un funzionamento di personalità patologico siano in realtà affetti da un disturbo primario di personalità.
Infatti nella psicopatologia contemporanea si sta facendo sempre più strada il funzionamento di personalità che non è un disturbo ma una modalità di funzionamento che può essere estremamente influenzata da fattori neurobiologici e dall'incontro tra queste dimensioni di diverso funzionamento del sistema nervoso con l'ambiente, creando disadattamento e quindi disagio clinico significativo.
Qui sta il punto. Spesso quello che appare come un disturbo di personalità primario è in realtà un funzionamento di personalità alterato da una condizione sottostante spesso non riconosciuta. Ed è qui che entra in gioco l'esperienza clinica associata alla conoscenza completa di tutte le aree della psicopatologia, incluse certamente le oscillazioni dell'umore non riconosciute.
Lo spettro autistico è la DHDOK. Voglio farvi riflettere su questo, quante volte ci troviamo di fronte a diagnosi di disturbi di personalità che nascondono sotto la superficie una. Oscillazione dell'umore, una condizione neuro divergente o affettiva non riconosciuta, parlo di forme non così nette di bipolarità, ciclotimia, autismo, OADHD.
Oppure di professionisti che semplicemente non contemplano questo genere di bias e che si perdono tra categorie di malattia a cui magari per qualche ragione sono più affezionati? No, spesso per affiliazione a quella scuola di psicoterapia OA quella corrente di pensiero. Provate a pensarci. Pensateci, una persona con una ciclodimia non diagnosticata può apparire come qualcuno con un disturbo borderline a causa della sua instabilità emotiva.
Un adulto con ADHD non trattato può sembrare estremamente impulsivo e disorganizzato, comportamenti che potrebbero facilmente essere etichettati come tratti di un disturbo antisociale narcisistico o nuovamente borderline. Per non parlare di quanti soggetti con dipendenze sono ADHDO bipolari non riconosciuti. I serd ne sono davvero pieni, fidatevi. Per non parlare poi delle ragioni per cui queste persone soffrono e fanno soffrire gli
altri. No. Spesso il punto è quello di come la società e l'ambiente reagiscono a questi individui. Pensate alla marginalizzazione, alla stigmatizzazione che molti di loro subiscono. L'ambiente che non accetta o non comprende la neurodivergenza non fa altro che esacerbare. Quei tratti disfunzionali che alla fine sembrano confermare poi una diagnosi di disturbo di personalità. Eccolo lì, il borderline.
Quante volte ho visto persone a cui sono stati fatti saltare i nervi in contesti che non solo non comprendevano, ma che pure giudicavano e stigmatizzavano. E mi riferisco a luoghi sanitari in cui dovrebbero esserci persone in teoria dotate di competenze e conoscenze. Io penso che quando iniziamo a guardare oltre l'etichetta del disturbo di personalità, spesso
emerge un'altra diagnosi. Ho visto 1000 casi in cui una diagnosi accurata di autismo ad alto funzionamento magari ha completamente rivoluzionato il modo in cui veniva interpretato una personalità considerata rigida, ossessiva o distante. Quanti Doc ho visto che poi in realtà erano dei. Dei disturbi, diciamo, connessi AA un funzionamento autistico di alto livello. Quanti hikikomori sono autistici ad alto funzionamento? Tanti, ve lo garantisco, visti
di persona negli ultimi anni. Eppure nessuno parla mai di autismo, raramente parla di autismo, no, vedono che non c'è la psicosi e allora niente. Una nuova categoria, I kikomori.
O persone con un disturbo bipolare di tipo due, spesso mal diagnosticate, valutate ovviamente come soggetti borderline per via delle oscillazioni dell'umore che però se osservate attentamente rispondono meglio ai criteri del disturbo dell'umore che a quelli del borderline e ovviamente dopo qualche mese di litio magicamente guariscono, chissà
come mai. È chiaro quindi che molte delle diagnosi di disturbo di personalità primario possono essere in realtà distorsioni di un funzionamento neurodivergenze o di altra natura, ripeto spessissimo oscillazioni dell'umore oppure autismo una volta riconosciuta la condizione sottostante, quindi, che sia autismo di Acadi, Ciclotemia, bipolarità o qualcos'altro, l'intera prospettiva cambia.
In termini non solo di diagnosi, che questo sarebbe secondario, ma soprattutto di terapia di approccio terapeutico a queste persone. Questi individui non hanno più chiamiamolo un'alterazione del carattere Eh, ma un diverso funzionamento mentale che spiega e in molti casi giustifica quei comportamenti che erano stati mal interpretati. Quindi quello che dobbiamo fare come clinici e anche come esseri umani è fermarci a riflettere bene prima di assegnare.
Un'etichetta? Una persona con un disturbo di personalità primario. Passare del tempo con il paziente, usare i test, chiedere parere ad altri colleghi e le etichette e le diagnosi possono essere molto utili. Sono molto utili se sono giuste, perché altrimenti possono veramente cambiare il destino di salute di una persona, eh.
Ripeto, non sto dicendo che non ci sono i disturbi di personalità, è ovvio, è chiaro, sto dicendo che personalmente, ripeto, queste sono mie opinioni Eh quelle che vi sto dicendo personalmente ultimamente ho molto ridimensionato le diagnosi che sia che ho fatto e quelle che sto facendo e mi rendo conto che questa forma di pensiero che includa un approfondimento. Legato alle neurodivergenze e alla oscillazione di rumore chiamiamole sotto soglia mi è parso assolutamente vincente.
In particolar modo le neurodivergenze sono spesso invisibili agli occhi di molti professionisti e della società, ma con una diagnosi più accurata, un approccio terapeutico mirato, possiamo davvero trasformare un'etichetta sbagliata in una compressione più profonda e direi anche rispettosa e inclusiva del funzionamento di una persona.
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