Che cosa distingue un buon medico da un cattivo medico? Qual è la vera differenza tra un professionista sanitario che è efficace nel suo lavoro e un'altro che invece non riesce a ottenere risultati clinici soddisfacenti né a migliorare la qualità di vita del paziente in modo consistente? E quali sono le differenze che potrebbero esserci fra questi due diversi medici? La differenza principale risiede in un'insieme di qualità che vanno oltre la sola competenza
tecnica. Anzi, non è infrequente osservare medici molto preparati sul piano tecnico che però non hanno presa sulle persone e non sono efficaci di conseguenza nel risolvere il problema clinico che si presenta loro. Ma perché tutto questo accade? Che cosa fa davvero la differenza? Diciamo che. Io vorrei dare per scontato che un buon medico sia ben preparato dal punto di vista scientifico e clinico, ma piuttosto vorrei spostare l'attenzione sul tema delle competenze comunicative.
Certamente ci sono medici più aggiornati e medici meno aggiornati, ma in questo momento vorrei proprio spostarmi nel delicato e cruciale ambito della comunicazione, chiarezza nella comunicazione, EMPATIA. Capacità d'ascolto e carisma sono qualità che indubbiamente cambiano l'esperienza di cura di una persona, in particolare quando queste competenze che sono totalmente trascurate nel corso degli studi.
Diciamolo chiaramente Eh, dicevo, tutte queste competenze poi vengono applicate anche nella comunicazione all'interno dell'equipe di lavoro. Una questione davvero importante. Perché? Il lavoro professionale del medico venga fatto bene Eh, comunicazione con il paziente e comunicazione all'interno dell'equipe di lavoro, insomma, quello che voglio dire è che saper comunicare con i pazienti, con i colleghi e anche poi a livello divulgativo, rappresenta uno strumento che si traduce
realmente in risultati clinici. Si traduce sempre e comunque in un aumentato livello di salute che viene prodotta da quel dato medico. Ad esempio, l'Organizzazione mondiale della sanità ha identificato la scarsa comunicazione tra colleghi come una delle principali cause di mal pratica medica, secondo i dati dell'O MS di altre molte
altre ricerche internazionali. Una percentuale significativa degli errori medici, fino al 70%, è attribuibile a problemi di comunicazione inefficace tra i professionisti della salute che si prendono cura di un dato caso, specialmente durante il passaggio di consegne tra medici, infermieri o tra diversi reparti ospedalieri o tra medico e medico. Eh, una storia che se una persona lavora in ambito della salute sa bene, Eh, conosce bene, sa a cosa mi riferisco?
La mancanza di scambi informativi chiari e completi all'interno di un'équipe può portare a errori diagnostici, omissioni nei trattamenti e una gestione clinica disorganizzata, con conseguenze potenzialmente gravi, anzi molto gravi, per il paziente. Studi condotti poi negli Stati Uniti hanno evidenziato che oltre il 30% degli eventi avversi ospedalieri è proprio legato a errori di comunicazione, eventi addirittura letali Eh,
rendendolo appunto. In questo, quello della comunicazione, uno dei fattori principali di rischio per la sicurezza dei pazienti. E diciamo che noi medici dobbiamo portare attenzione, aumentare l'attenzione che portiamo a questo tema. Le competenze relazionali e comunicative, poi, tra medico e paziente sono indubbiamente determinanti per garantire l'efficacia delle cure. Quando queste capacità sono carenti possono sorgere tantissimi problemi. Problemi di bassa compliance Eh?
Moltissimi pazienti non fanno quello che dice loro di fare il medico Eh, quindi compliance o aderenza terapeutica. Tutto questo perché il paziente non comprende pienamente l'importanza di seguire il trattamento prescritto o magari non è coinvolto in maniera proattiva nel suo percorso di cura. Per non parlare poi di come una bassa competenza relazionale impedisca di raccogliere, che ne so, dati anamnestici clinici rilevanti?
No, con evidenti chiare limitazioni nella conoscenza del caso clinico in sé. E allo stesso modo, la mancanza di una comunicazione chiara e empatica da parte del medico può far sì che il paziente percepisca le indicazioni terapeutiche come poco rilevanti o difficili da seguire? No, aumentando nuovamente il rischio di abbandonare la
terapia. Inoltre, una scarsa comunicazione può ridurre l'efficacia nel promuovere cambiamenti eh, cambiamenti importanti radicali come li chiamo io. Sicuramente cambiamenti necessari, come, che ne so, iniziare un percorso per smettere di fumare, modificare la dieta, gestire lo stress.
Se il paziente non si sente ascoltato Eh, e l'ascolto è un'altro tema importante nella comunicazione e quindi ascoltato e supportato, è molto meno probabile che adotti le modifiche suggerite, perché mancherà il senso di fiducia, di proattività, di collaborazione. In generale la relazione medico paziente, quando compromessa da chiamiamola un'interazione inadeguata, è una evidente incompetenza relazionale, diventa poi un fattore limitante alla guarigione.
O al miglioramento, quantomeno il paziente può sentirsi solitamente meno coinvolto non nel proprio percorso terapeutico. Poi sviluppando dei sentimenti brutti, oscuri, no di sfiducia o di frustrazione. Tutto questo, lo voglio ripetere, riduce la probabilità concreta dei risultati clinici positivi e aumenta il rischio di persistenza dei sintomi o di peggioramento della condizione medica per cui una data persona ha chiesto aiuto.
Una buona comunicazione, ovviamente, facilita il coinvolgimento attivo del paziente nel processo decisionale, rafforza la motivazione, migliora l'efficacia complessiva delle cure. Insomma, è veramente un elemento molto importante nel percorso di aiuto che possiamo fornire alle persone. Ma sapete qual è il problema? Eh, il vero problema, ve lo dico
chiaramente. La comunicazione è quella parte della preparazione di un medico che è maggiormente trascurata nel corso dei nostri studi i giovani medici si trovano prima o poi a dover studiare. No? Per gli affari loro questi aspetti e a subire in qualche maniera in prima persona le conseguenze di questa scarsa competenza relazionale. Ci sarà? All'inizio della carriera, un elemento quantomeno traumatico
in questo senso. Più elementi traumatici perché prima o poi il giovane medico si rende conto di come non funzioni sul piano comunicativo, sempre che sia un medico attento e intelligente. Come dire che monitori la sua, la sua prestazione. Pazienti insoddisfatti accadono anche quando si fa tutto bene. Succede, succede spesso che ci siano pazienti. Che non siano contenti di quello che abbiamo fatto per loro. Ma anche scontri tra i colleghi.
Denunce in costante crescita, eh, le denunce, ma poi anche scarsa connessione con le famiglie, con i caregiver che sono spesso l'innesco di una denuncia, Eh. E poi una totale incapacità di realizzare una comunicazione divulgativa sui social, sul web che in questi anni dovrebbe essere cruciale per combattere le fake news, per favorire la prevenzione, per innescare i cambiamenti necessari per la
nostra salute. E in generale per preriscaldare il rapporto tra la popolazione e la classe medica. Un rapporto che è già abbondantemente in crisi, che ha realmente bisogno di essere corroborato da una comunicazione on line, quindi comunicazione medico paziente, comunicazione all'interno del gruppo dell'equipe di lavoro e anche divulgazione comunicazione On Line per prevenzione e preparazione delle persone all'incontro con le strutture
sanitarie e con i medici. È chiaro che le conseguenze di una comunicazione inefficace, lo voglio ripetere, sono enormi, bassa compliance dei pazienti, compliance, chiamatela un po' come volete. Quindi aderenza alle cure, ai trattamenti e difficoltà nel promuovere cambiamenti comportamentali. E in generale possiamo dire che c'è un impatto totalmente negativo sull'efficacia terapeutica e sull'avvicinamento delle persone alla alle strutture sanitarie e al mondo medico in generale.
Purtroppo la buona volontà di alcuni colleghi non basta, specialmente in un sistema sanitario ormai è abbastanza allo sfascio e che intende a premiare veramente molto di più. Chi sa gestire anche la relazione con le persone che percepiscono questa deriva del sistema sanitario è una deriva ormai molto evidente e quindi chi sa comunicare bene in ogni contesto ha un'arma in più, ha un'arma molto importante da
usare. Sul campo ogni giorno eh, mentre altri invece faticano poi a trovare spazio, a resistere a queste pressioni e a riuscire comunque a connettersi in maniera efficace con le persone, perché tutti stanno percependo che qualcosa sta cambiando e spesso poi questi cambiamenti negativi vengono attribuiti a chi sta in prima linea Eh, solitamente medici e infermieri, di conseguenza la comunicazione
efficace con le persone. Dovrebbe essere un must per ogni operatore sanitario proprio per affrontare questo problema, nel gruppo di lavoro di cui faccio parte adesso, insieme a Gennaro Romagnoli e Marco Zamboni, abbiamo iniziato a progettare qualcosa di diverso, innovativo, che riteniamo possa davvero fare la differenza nel campo della comunicazione digitale della salute. Si chiama Med Connect. Siamo davvero entusiasti di questo progetto e convinti che
sia fantastico. L'idea è quella di creare un percorso di formazione, quindi un video percorso chiamiamolo asincrono, ma anche e soprattutto un coaching di gruppo e un supporto diretto on line che possa migliorare concretamente le competenze comunicative dei medici, facilitando non solo il rapporto poi coi pazienti e quello tra colleghi, ma anche e soprattutto quello on line, per rendere la divulgazione una parte integrante del lavoro quotidiano
del medico e per riuscire a raggiungere pazienti ideali, a costruire una. Propria carriera sia all'interno delle strutture, ma anche e soprattutto in ambito privato. Made Connect non è solo un progetto, è un'opportunità reale per trasformare il modo in cui i professionisti della salute si connettono tra di loro, si connettono con le persone e comunicano in generale offline e online.
Se vuoi approfondire tutto questo vai su Instagram e cerca madconnect e vedrai che troverai la nostra pagina dove ci sono tutti i link per entrare sia nel gruppo di discussione ma anche soprattutto per capire concretamente in cosa consiste questo progetto. Troverai anche la possibilità poi di entrare in contatto con un nostro diciamo operatore con uno di noi che potrà spiegarti ancora meglio, telefonicamente,
che cosa fare bene. Andate a vedere che cos'è MAT Connect, perché siamo realmente entusiasti di questo progetto, se 6 1 medico se 6 1 operatore sanitario, ma diciamo che prevalentemente lo rivolgiamo ai medici, non puoi non dargli almeno un'occhiata alla prossima.
