Ep. #672 - 🧠 Sluggish Cognitive Tempo e ADHD: Definizione e Informazioni di Base - podcast episode cover

Ep. #672 - 🧠 Sluggish Cognitive Tempo e ADHD: Definizione e Informazioni di Base

Aug 21, 202412 min
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Lo Sluggish Cognitive Tempo (SCT) è una sindrome cognitiva caratterizzata da sintomi quali lentezza nel pensiero, disattenzione, sonnolenza diurna, e difficoltà nel mantenere l’attenzione, che è stata proposta come distinta dal Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD). Mentre l'ADHD è ampiamente riconosciuto per la sua triade sintomatologica di disattenzione, iperattività e impulsività, il SCT si manifesta principalmente con sintomi di disattenzione e letargia, senza l’elemento di iperattività che è tipico dell'ADHD. Tuttavia, c'è una considerevole sovrapposizione tra SCT e il sottotipo inattentivo dell'ADHD, portando a un dibattito continuo sulla natura di SCT: se debba essere considerato un sottotipo di ADHD, una comorbidità o un'entità clinica separata.

Gli studi neuropsicologici suggeriscono che, mentre ci sono somiglianze nei profili cognitivi tra le persone con SCT e quelle con il sottotipo inattentivo di ADHD, ci sono anche differenze nei pattern di elaborazione cognitiva, come una maggiore difficoltà nel mantenere l'attenzione prolungata e una marcata lentezza nei processi di risposta. Inoltre, le persone con SCT tendono a manifestare un’ansia più elevata e un umore più depresso rispetto a quelle con ADHD.

Sul piano neurobiologico, le differenze nei circuiti neuronali coinvolti nel controllo attentivo e nelle funzioni esecutive potrebbero spiegare le distinzioni sintomatiche tra SCT e ADHD, sebbene ulteriori ricerche siano necessarie per chiarire queste differenze. La gestione clinica del SCT, quindi, richiede un approccio differenziato, che riconosca le specificità del quadro clinico rispetto all’ADHD e consideri trattamenti mirati che vadano oltre le strategie utilizzate per il semplice controllo dell’iperattività e dell’impulsività.

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Il Dott. Valerio Rosso è un medico specialista in neuroscienze e un pioniere italiano nella divulgazione della medicina dello stile di vita, riconosciuto per il suo impegno nella diffusione on line di informazioni basate su evidenze scientifiche. Il Dott. Rosso è autore di numerosi articoli scientifici e divulgativi, e partecipa regolarmente a conferenze e meeting come relatore, condividendo le sue conoscenze sui benefici di una vita sana e attiva. La sua dedizione alla medicina preventiva e al miglioramento delle performance cognitive e fisiche lo ha reso un punto di riferimento nel campo.

Transcript

Sluggish cognitive tempo è realmente una specifica presentazione della DHD oppure è una patologia dell'attenzione da considerarsi a sé stante? Ma soprattutto, avete le idee chiare su questo particolare agglomerato di sintomi definito da un nome così complicato? Ma andiamo con ordine e. Cerchiamo di spiegare per bene tutte le cose, in modo da fornire, se possibile, un'ulteriore grado di approfondimento dell'universo delle neurodivergenze e della

DHD in particolare. Anche perché sulla slaglish cognitive tempo mi avete fatto davvero tante domande e mi avete chiesto diverse volte di parlarne, allora andiamo un filino indietro. Partiamo dalla DHD. La DHD è un'anomalia del neurosviluppo molto frequente e che spesso non viene descritta o considerata come molto dinamica, no, in alcuni casi marcatamente cangiante, nelle sue manifestazioni comportamentali e nel vissuto interno della persona ADHD no, spesso le persone hanno un'idea di una.

Condizione in qualche maniera cristallizzata è sempre uguale o che magari sì cambia un pochino no dall'infanzia all'adolescenza poi le dà all'età adulta, ma in realtà non è così. Quello che voglio dire è che la DHD spesso cambia realmente molto nelle varie fasi della vita e spesso prende anche forme diverse nella stessa persona a seconda del periodo degli stimoli intrapsichici. E ambientali o relazionali? No, che cambiano attorno a lui. Forse.

Vale anche la pena ricordare che ad oggi non abbiamo le idee completamente chiare persino su alcuni aspetti fondamentali della DHD, ad esempio la sua frequenza nella popolazione no, probabilmente le forme più nettamente definite e clinicamente evidenti rappresentano un 5% della popolazione dei bambini e. Almeno il 2,5% degli adulti che non è sicuramente un dato da poco, no?

In pratica potrebbe potremmo dire che significa che secondo queste prospettive epidemiologica, circa 1,5 milioni di italiani adulti hanno una qualche forma di ADHD. Insomma, stiamo parlando di un disturbo del neurosviluppo che compete come frequenza nella popolazione col disturbo bipolare no, patologia con cui è piuttosto spesso anche in comorbilità. Ripeto, il fatto che non abbiamo le idee completamente chiare, comunque non significa che non sappiamo ormai davvero tante cose della DHD.

E sia dal punto di vista di cause eziologia, alterazioni neuroanatomiche, alterazioni di funzione e insomma tante cose che ci permettono non solo di descriverlo, ma anche di curarlo, nella stragrande maggioranza dei casi tramite percorsi multimodali. No, ma adesso andiamo avanti per questa. È una premessa. Rispetto alla sluggish cognitive sintons, infatti, a complicare le cose sono poi le frequenti associazioni tra ADHDE, autismo e anche tra ADHD, disturbo Psico compulsivo e tourette.

No? Insomma, la DHD è realmente uno spettro di manifestazioni comportamentali e esperienze psichiche davvero molto complesso, no? Ma. Adesso arriviamo al tema di questo mio discorso di oggi che è appunto lo sludge cognitive tempo no come possibile manifestazione addirittura principale o primaria di di HD no, ma a questo punto vediamo quali possono essere i sintomi di questa particolare manifestazione comportamentale di funzionamento descritta da

questo nome così complicato. Allora negli ultimi due o tre decenni si è visto un crescente interesse in per la definizione no per lo studio della sluggesh cognitive, tempo è un concetto che include una serie di sintomi, come ad esempio la tendenza a sognare ad occhi aperti, la sensazione di confusione o annebbiamento mentale, alle volte una lieve più o meno lieve, derealizzazione o depersonalizzazione. Il rallentamento del pensiero alle volte una ridotta attività motoria.

Ovviamente alla base ci deve essere in primo luogo la differenziazione con forme psicomotoria, no di depressione o di altre psicopatologie, ma questo lo darei per scontato, anche se la differenziazione non è semplice per un professionista che non sia abbastanza esperto. Comunque l'esplorazione.

Di questo cluster sintomatologico della Sluggish Codditive tempo ha avuto inizio addirittura negli anni 80, quando la terza edizione del manuale diagnostico e statistico ai disturbi mentali, il DSM tre ha introdotto due sottotipi di disturbo da deficit di attenzione a iperattività, uno caratterizzato appunto da iperattività predominante e uno con disattenzione predominante, no, senza iperattività.

Durante questo periodo storico i ricercatori iniziarono a indagare quindi su una serie di sintomi, tra cui lentezza, apatia, letargia e appunto il daydreaming no, il sognare a occhi aperti e a iniziare a interrogarsi potessero essere associati ad un sottotipo di ADHD con disattenzione predominante per come era definito dal DSMD di allora no

ad oggi. Si ritiene che i sintomi della slugge di cognitive tempo possono essere distinti da quelli della DHD, quindi diciamo che la slugge di cognitive tempo non è un'ulteriore presentazione clinica della DHD. Non è un'ulteriore sottotipo, no? Ma piuttosto potremmo definirla come una specifica che può apparire in taluni, addirittura in molti soggetti con ADHD, no?

Infatti abbiamo una diversi studi, ma in particolare vi alimenta una meta analisi condotta tra Becker e colleghi del 2016 che esaminò dati provenienti da oltre 19.000 bambini e adulti e che poi aveva evidenziato che 13 sintomi specifici della SLA che ci cognitive tempo si raggruppano poi in un unico fattore no, separato da quello della DHD.

Altri studi hanno poi confermato questa distinzione sia nei bambini che negli adulti, ma confermando che circa la metà delle persone con la DHD può presentare sintomi di sluggish cognitive tempo. Questo ha portato gli autori a concludere che la relazione tra slug, cioè il tempo EADHD, è simile, giusto per fare un esempio molto pratico esemplificativo no alla comorbilità tra disturbi separati come ansia e depressione.

Che spesso però sono associati o alla relazione tra diversi sottotipi all'interno di un unico disturbo, no? Insomma, il campo psicopatologico è certamente quello dei disturbi del neurosviluppo, ma la dich cognitive tempo è qualcosa che può associarsi alla DHD, pur essendo diverso, molto frequentemente associato alla DHD, ma diverso. Un'altra cosa importante è che sembra che lo tempo e la DHD seguono percorsi di sviluppo diversi e dinamicamente, come dicevamo all'inizio, cangianti

anche nello stesso paziente, no? Mentre i sintomi iperattività, impulsività della DHD tendono a diminuire con l'età. Quelli legati alla disattenzione rimangono molto più stabili nel tempo. I sintomi della sluggish connective tempo mostrano un leggero aumento durante l'infanzia e l'adolescenza, a seconda di alcune variabili biopsicosociali e traumatiche di vario genere.

Effettivamente l'affinità tra slugged cognitive tempo e derealizzazione ad esempio depersonalizzazione piuttosto intuitiva e chiara e comunque andando avanti nel tempo, quindi più si prosegue verso l'età adulta effettivamente può comparire maggiormente questa manifestazione. Quindi il concetto questa cluster di sintomi definito sluges cognitive tempo ci deve far pensare a come la DHD.

Sia un disturbo del neurosviluppo che si manifesta in modo complesso e variabile, influenzato da una lunga serie di fattori, biologici, psicologici, sociali e traumatici. Ricordiamoci anche l'elemento traumatico, no? Tutti comunque diciamo fini sottili, spesso sottotraccia, che richiedono un'analisi e un'indagine molto attenta e accurata, una conoscenza intensa

del paziente. Tutti questi elementi alla fine interagiscono tra di loro, rendendo il disturbo dinamico nel tempo difficile da definire in termini statici, categoriali per così dire, così come il passaggio tra tratti di personalità, identità e neurodivergenza è assolutamente discreto e sfumato, è molto difficile. Se non si conosce bene la persona, stabilire se alcuni comportamenti, alcuni tratti, siano un disturbo primario di personalità o siano conseguenze del della neurodivergenza,

magari disadattata. Il disagio mentale associato alla DHD non segue un percorso lineare, non lo segue ragazzi miei e ragazze mie e quando presente, perché non sempre ADHD. EE quando è presente il disturbo intendo, perché appunto, non sempre ATHD è sintomo di disturbo, no? Può essere una caratteristica che magari non genera disagio mentale clinicamente significativo entro certi limiti?

No. Comunque, quando è presente questo disturbo può variare significativamente da un individuo all'altro nel corso della vita della stessa persona, tant'è che spesso abbiamo esperienze. Forse lo saprete direttamente meglio di me, proprio sulla vostra pelle di persone che hanno ricevuto miliardi di diagnosi diverse prima di arrivare a una. Come dire al concetto di una di di una neurodivergenza

disadattata. E tutta questa variabilità è spesso legata a dimensioni che non sono sempre facilmente identificabili o prevedibili? No, complicando certamente ulteriormente il percorso di diagnosi e trattamento. Quindi tutto questo scenario complesso rende la DHD una condizione della mente umana particolarmente sfidante per i professionisti della salute mentale, per i neuroscienziati, che richiede un approccio esperto di esperienza. Integrato, multidisciplinare, costantemente aggiornato,

personalizzato per il paziente? No, per affrontare il disagio mentale che può generare in maniera intermittente, magari o continua nel corso della vita di una persona. Ci sono situazioni che hanno un disagio fortemente inchiodato a quella persona, invece altre che manifestano un disagio solo in corrispondenza di particolari, taluni punti chiave della

propria esistenza. Comunque il tema è interessante e cruciale, sono sicuro che converrete con me, spero di essere stato sufficientemente chiaro e ascoltabile per tutti voi e aspetto adesso le vostre domande, visto che il tema è molto intrigante, molto complesso anche e di conseguenza stimola il dialogo. Se vi interessano tutti questi temi di neuroscienze e Life tile medicine, mi raccomando datemi un like, iscrivetevi a questo canale Youtube.

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