Perché vogliamo ingannarci, si chiede il filosofo romano Seneca. Il nostro male non viene da fuori, è dentro di noi. Capita spesso di sentire qualcuno lamentarsi del proprio lavoro, delle proprie relazioni, della propria vita che non funziona. E allora si cerca un colpevole, il capo arrogante, il partner tossico,
gli amici... che ci trascinano nei vizi. Oppure, se non è una persona, allora indichiamo come responsabile delle nostre sventure la società, l'economia, il sistema politico, il prezzo del petrolio. Ci sarà sempre qualcosa o qualcuno a cui potremo accollare i nostri fallimenti e i nostri problemi. Ma questo, dice Seneca, è un inganno. Il problema siamo noi e se migliorare il mondo è una sfida impossibile per una sola persona, migliorare noi stessi non è solo possibile ma anche auspicabile.
Bentornati al podcast di Italiano Avanzato per quegli studenti che amano migliorare se stessi. Con la grammatica, il vocabolario e un po' di sana discussione. Tra i miei libri sul comodino ci sono le lettere all'ucilio di Seneca e ogni tanto mi capita di sfogliarle prima di dormire alla ricerca di un rifugio dalla confusione assordante del mondo. E secondo me alcune cose della vita, le cose rilevanti, sono state capite dall'umanità già migliaia di anni fa, ma per qualche
motivo non gli prestiamo attenzione. o non gli diamo importanza. Seneca fa l'esempio di una persona che ha perso la vista, ma che piuttosto di ammettere il suo difetto preferisce lamentarsi dicendo che la casa dove vive è buia. Ecco, questo è quello che facciamo tutti, in forme e modi differenti.
Diamo la colpa ai luoghi e alle circostanze e poi però Siamo sorpresi quando i problemi ci seguono, anche se intanto i luoghi e le circostanze sono cambiati, perché tali problemi in realtà ce li portiamo dietro, hanno a che fare con noi, col nostro modo di vivere e soprattutto con le nostre scelte. E allora come possiamo migliorarci? Il primo passo, metaforicamente parlando, è recuperare la vista. Voglio dire... che molto spesso siamo ciechi di fronte ai nostri difetti,
siamo tolleranti con i nostri vizi. Quando, per esempio, stiamo su Instagram prima di andare a dormire e ci stiamo mezz'ora, 40 minuti, ci giustifichiamo dicendo che è stata una giornata lunga e finalmente possiamo distrarci. O, quando ci arrabbiamo... Non è perché abbiamo poca pazienza, ma perché qualcuno ci ha provocato. E quindi prima di tutto dovremmo fare autocritica, anche se forse una parola migliore sarebbe autoanalisi. Cioè dobbiamo semplicemente iniziare a
conoscere noi stessi, a diventare consapevoli. tanto dei punti forti quanto, soprattutto, dei punti deboli. Perché se non sappiamo qual è la nostra debolezza, come faremo a migliorarla? E poi il secondo passo è lavorare sulla propria umiltà. Migliorarci, infatti, significa accettare gli insegnamenti di qualcuno più virtuoso di noi. Però Se noi ci crediamo i migliori, allora quali insegnamenti accetteremo? Con il giusto spirito, però, tutto può insegnarci qualcosa. Un libro,
un amico, la natura. Dobbiamo essere degli osservatori. Mentre il mondo va a cento all'ora, frenetico tra uno scandalo e l'altro, tra una guerra e l'altra, noi possiamo fermarci E osservare. Questo è già un atto di umiltà. Possiamo cercare di capire cos'è giusto, cos'è sbagliato. Cercare poi di comportarci di conseguenza.
E anche l'uomo più terribile... Dice Seneca, anche il più vizioso, il più recidivo, può diventare una persona migliore se decidesse di uscire dal circolo vizioso attraverso cui giustifica i propri comportamenti. Seneca fa questa metafora. Anche l'albero più storto può essere raddrizzato, per quanto duro sia il tronco. Ed ecco cos'altro dice. Acquistare la virtù significa... liberarsi dei vizi. Quindi, per diventare persone virtuose non dobbiamo per forza fare, fare qualcosa di speciale.
Basterebbe non fare qualcosa di male. Soprattutto basterebbe Non cedere alle tentazioni. Più facili a dirsi che a farsi, direte voi. A volte i vizi fanno talmente parte del nostro carattere che possiamo dire che noi siamo i nostri vizi. Ma non è così. I vizi sono come una erbaccia che cresce sul nostro spirito. Dobbiamo strappare questa erbaccia a poco a poco, con fatica. E l'erbaccia cresce. Ricrescerà. Ci metterà pochissimo a ricrescere. Basterà una giornata di pioggia ed eccola
già lì. Brutta e fastidiosa a cancellare tutti i nostri progressi. Bene, pazienza. La strappiamo di nuovo. Tentiamo di curare il nostro giardino. Il solo fatto di sapere che possiamo... essere persone migliori e che per un po' ci siamo riusciti, ci darà la forza di farlo di nuovo. Molti di noi sarebbero sorpresi di scoprire che persone eccezionali potrebbero essere liberate dai vizi,
dalla pigrizia, dall'avidità. Perciò proviamo a fare come dice Seneca, proviamo a diventare persone migliori proviamo a osservarci, a controllarci, a essere disciplinati, la cosa più difficile del mondo, per resistere a questi vizi. Come nello studio dell'italiano, la pratica è la strategia migliore. Io per oggi vi saluto, avete
ascoltato il podcast di Italiano Avanzato. Se siete interessati ai nostri contenuti bonus, alle lezioni speciali di cultura, alle pillole di grammatica, alle trascrizioni dei podcast, seguiteci sul nostro canale Patreon. Io per oggi vi saluto, ci vediamo presto e ciao ciao!
