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Star Wars Jedi: Survivor - AudioRecensione

May 08, 202312 min
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Afflitto da seri problemi di ottimizzazione e stabilità, Jedi: Survivor arriva sul mercato, raccontando la nuova avventura di Cal Kestis e della sua ciurma. Un gioco d'avventura sontuoso, con un combat system regolare ma un level design che fa scuola.

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Transcript

Mi è sembrato di percepire un entusiasmo un po incostante nei confronti di Star Wars jedi survivor. Certi giocatori lo aspettavano con grande partecipazione, convinti di trovare un'avventura ad ampio respiro, che sapesse sfruttare in maniera intelligente l'immaginario di Guerre Stellari, visto che sono nato negli anni 80. Mi sento in diritto di chiamarla ancora così.

La saga che fu di George Lucas. Il trasporto di questi utenti mi pare largamente giustificato dall'effetto sorpresa che seguì alla pubblicazione di fallen order, arrivato sul mercato nel novembre del 2019. All'epoca quella di respawn Entertainment sembrava una scommessa molto difficile da

vincere. Il team fondato da vince zampella, veterano dell'industria che aveva contribuito al rilancio di Call of Duty ai tempi di Modern Warfare, sembrava quasi strappato dal suo habitat naturale, forse persino costretto a occuparsi della licenza di Star Wars dopo i risultati economicamente fiacchi di titanfall e del suo sequel. Pareva quasi che Electronic Arts, per uno sgarbo incomprensibile, avesse messo lo studio a lavorare su qualcosa di potenzialmente molto

profittevole. Ma non proprio nelle sue corde, questa sensazione era amplificata dalla poca convinzione con cui il gioco fu comunicato al pubblico, annunciato quasi distrattamente durante il pre show di una conferenza e poi promosso senza troppa convinzione e invece jedi, fallen order fece centro, ribaltando completamente le

attese del pubblico. Ancora oggi resta un grande action Adventure con un ottimo level design, un backtracking dosato a dovere e persino una trama che riesce, se non a scolpire, dei personaggi memorabili, almeno a stuzzicare i fan di Star Wars. Giocando in maniera intelligente e curiosa con la mitologia dei jedi, con le spade laser cui tempi cupi dell'impero e persino con darth vader in persona.

Anche in questo caso mi sarebbe venuto da chiamarlo Darth Fener, ma forse sarebbe stato un vezzo colto soltanto da chissà che. Ian solo ha sparato per primo. C'è però chi dice che tutto il rumore generato attorno a fallen order non fosse pienamente giustificato. È innegabile che il gioco, per quanto sorprendente, avesse molti spigoli.

Tutti evidentissimi il recupero di alcune dinamiche tipiche dei souls like, con tanto di falò meditativi, la ricomparsa dei nemici già uccisi e un sistema di cura identico a quello delle Fiaschette Estus era poco attinente alla mitologia di riferimento, è tutt'altro che giustificato e pareva quasi un sistema per cavalcare il successo di una specifica

tipologia di prodotti. Le animazioni un po ingessate, non sempre ben legate tra loro, oltre ad un codice molto sporco e non ottimizzato, erano i problemi più vistosi della produzione. Per come la vedo l'esperienza complessiva di jedi fallen order riusciva ad adombrare largamente questi difetti, veicolando persino un bel senso di sviluppo del protagonista e della sua ciurma spaziale.

Non faccio fatica quindi a collocarmi nella categoria degli entusiasti, sebbene non nutra un affetto particolare per le derive disneyani di Star Wars, già di survivor in ogni caso. Arriva sul mercato accompagnato da una dichiarazione tonante del team di sviluppo, che lo ritiene un folle order espanso in ogni

modo possibile. A dirla tutta, non mi piacciono molto le sparate di questo tipo orientate sul concetto di quantità, mi sembrano sottintendere l'idea che un prodotto inequivocabilmente bigger sia automaticamente better in nome di questo accrescimento, mentre io trovo che questa equazione non sia automaticamente vera. Per esempio non ritengo che già di survivor sia migliore in tutto e per tutto del suo predecessore.

Di raccontarvi le sensazioni scaturite dalla nuova avventura di Calc Estis. Peraltro c'è da fare una premessa doverosa, un appunto importante anche per chi come me, non ama parlare troppo di questioni esclusivamente tecniche. A livello di ottimizzazione e pulizia, già di survivor è un prodotto problematico.

Nel corso della partita mi sono capitati alcuni crash, mi sono imbattuto in diversi bug e più in generale ho avvertito quasi costantemente la sensazione di un titolo che avrebbe avuto bisogno di una lunga fase di polishing di rifinitura in entrambe le modalità di rendering, grafica e

prestazioni. Il Frame rate oscilla drasticamente soprattutto nelle aree aperte, e a tratti sembra farlo anche la risoluzione inquantificabili gli elementi che al passaggio tra le varie aree compaiono in ritardo sullo schermo con quello che viene definito effetto POP in a volte si tratta di texture a volte di interi oggetti e poi ci sono molte compenetrazioni e diversi bug che il team sta correggendo dopo il lancio, grazie a delle patch correttive, patch che non

sono ancora riusciti a correggere tutte le storture che ho citato, ancora capaci di rompere l'immersività in un

titolo che. Al netto dell'estensione, a volte impressionante di certe aree, non riesce neppure del tutto a sfruttare gli hardware su cui gira per gratificare lo sguardo con un colpo d'occhio che sia pienamente next Gen. La verità è che probabilmente jedi survivor migliorerà poco a poco nei prossimi mesi, con una strategia di aggiornamenti che non è mai rispettosa di chi decide di acquistare al Day One.

Eppure non solo di tecnica vive un videogame e jedi survivor è indiscutibilmente un grande videogame, un prodotto capace di stupire per estensione, di ammaliare per il suo level design tentacolare, di rilanciare l'idea della grande avventura posizionandosi ai vertici della sua categoria. Le peripezie spaziali di calpestio.

Da questo punto di vista trasmettono in maniera impeccabile una sensazione di scoperta di viaggio e non hanno paura di confrontarsi con altri grandi odissee interattive, attenti però alle sfumature jedi survivor e un'eccellente gioco d'avventura ma un modesto gioco d'azione. Non aspettatevi di trovare un Combat System rifinito e stimolante, perché le fasi di combattimento sono regolari e

non sempre interessanti. Ritornano, ad esempio, gli inciampi delle animazioni ancora legnose, non sempre bene amalgamate tra loro, con un protagonista che sembra se non

altro sgraziato. Il sistema di sviluppo del personaggio non è ben bilanciato, o meglio, non è stimolante, dal momento che molte abilità sbloccabili sono del tutto accessorie e non riescono a trasmettere un buon senso di progressione tra i 5 stili di combattimento che cal può utilizzare equipaggiando sempre e solo due alla volta. C'è ne sono alcuni molto utili e altri che si possono quasi

ignorare. La spada guardia incrociata, che ricorda quella di Kylo Ren, è un'arma dai movimenti troppo lenti e pesanti per poter essere sfruttata contro tutti i nemici, mentre l'inedita accoppiata spada laser e blaster. È un'introduzione molto più utile e interessante in generale, il sistema di combattimento, che integra pure alcune meccaniche di parata alla Sekiro, non è l'elemento per cui

jedi survivor verrà ricordato. Tutt'altro discorso invece per quel che riguarda l'esplorazione e il senso di crescita che arriva proprio dall'acquisizione dei gadget e delle abilità di movimento. Da questo punto di vista, il titolo di Respawn è impressionante. Scesi sulla superficie brulla di Kobo, si rimane increduli non soltanto per la sua estensione, ma per quanto questa sia legata

ad una mole. Gigantesca di contenuti opzionali di avamposti nemici da esplorare, di grotte e caverne, zeppe di segreti e di minacce, esplorare per la prima volta questa grande ambientazione risveglia un senso di meraviglia e di sincera curiosità che non verrà mai meno. Nel corso delle 20 ore necessarie a portare a termine l'avventura. La stima sulla longevità e conservativa, per esempio. Appassionato, come sono di contenuti opzionali, soprattutto quando sono ben strutturati e

interessanti. Io ne ho giocate quasi una decina di più fra scorciatoie e connessioni interni esplorabili. Non ho timore a dire che quella di Kobo è una delle location più vaste, estese e intricate di sempre, un grande esempio di level design che verrà citato per molto tempo assieme a lordran e al Lago dei 9. Questo stimolo inesauribile all'esplorazione e la grande ricchezza di jedi survivor, che riesce appunto a rilanciarlo con idee sempre nuove.

Bisogna ammettere che non tutte le destinazioni in cui si svolge l'epopea di call sono vaste alla stessa maniera e che il numero di pianeti esplorabili è inferiore rispetto a quello di

fallen. Ma questo non toglie niente al monumentale lavoro del team, sbloccando progressivamente nuove abilità jedi o gadget con cui potenziare le capacità di B One si aprono di volta in volta vie alternative sia su Kobo che nelle altre destinazioni, e il gameplay si arricchisce sul fronte della mobilità e del puzzle solving. In gedy survivor ci sono enigmi intelligenti e stimolanti, prove di ingegno e di inventiva da superare per ottenere esperienza

e altri benefici. E poi ci sono fasi Platform che vanno ben oltre le semplici scalate dinamiche. Chiedendo di eseguire in sequenza salti e slanci aerei con ritmo e precisione, neppure fossimo in uno stage tridimensionale di qamili. La progressiva acquisizione di strumenti e talenti permette di raggiungere nuove zone che si concedono alle curiosità di kale del giocatore, con una frequenza

straordinaria. Ci sono scavi sotterranei in cui si celano spietati cacciatori di taglie e fortezze volanti costruite dall'impero e insediamenti di predoni e prospector, e ancora gole nascoste in cui l'estrosa fauna

locale prospera indisturbata. Dopo quasi 30 ore di gioco su Kobo esistono ancora anfratti segreti in missioni secondarie capaci di stampare un'espressione di incredula meraviglia sulla faccia del giocatore già di survivor è la sintesi perfetta tra un metroidvania tridimensionale, un gioco votato alla scoperta e all'esplorazione, e un Adventure di ampio respiro sul modello dei grandi classici del genere.

L'attenzione per la varietà, non certo degli scontri, ma delle situazioni, fa sì che il team abbia pensato anche a un paio di sequenze abbastanza guidate. Ma fortemente spettacolari. Una in particolare supera per dinamismo e ritmo qualsiasi giro

di giostra. Abbiate potuto fare di recente, comprese le clamorose sequenze su binari di Rachet and clank Rift da parte e piacevole anche vedere tutti gli sforzi del giocatore incanalati nello sviluppo del piccolo insediamento che sorge su Kobo, che progressivamente si arricchisce di nuovi personaggi, edifici da esplorare, giardini e una sorta di base building non interattivo che sottolinea le conquiste di call e in qualche maniera ricompensa l'utente.

Un po meno entusiasmante invece il racconto, forse perché il protagonista non è troppo carismatico, forse perché tutta la prima parte dell'avventura sembra un po diluita a livello di sceneggiatura, alcune sequenze sono mielose leggermente patetiche, troppo costruite e il raggiungimento dell'obiettivo di cal viene rimandato ancora e ancora, con una serie estenuante di imprevisti.

C'è poi una nuova nemesi dalle ragioni non del tutto comprensibili, un sit animato da una rabbia che sembra gratuita e sconsiderata. E c'è anche un colpo di scena che. Commetto, non avevo visto arrivare e che un po risolleva l'ultima parte del racconto.

In generale ho comunque preferito la storia di fallen order, non solo perché era più diretta e sintetica, ma perché la ritengo più efficace nel giocare con la mitologia e l'iconografia di Star Wars dentro a Fallen nord e c'erano i cristalli dentro a fallen order c'erano i cristalli kyber, la nonna sorella e l'inquisitore, le streghe di dathomir.

Mi è parso quasi come se il team avesse avuto al tempo più libertà di giocare con i personaggi importanti e con alcuni elementi canonici dell'universo di Guerre Stellari. E sia stato invece più sorvegliato ora che la saga jedi a tutti gli occhi puntati addosso, un paio di momenti indelebili non mancano neppure in jedi survivor, ma il predecessore mi è sembrato un po più genuino, se non addirittura piacevolmente sconsiderato nel recuperare così tanti spunti dai lungometraggi e dall'universo

espanso arrivato alla fine di questa analisi mi viene da citare una delle frasi più memorabili di tutta la lunga storia di Guerre Stellari, soltanto un sith vive di assoluti, mi sembra la prospettiva più giusta per inquadrare jedi survivor, un gioco che si divide fra grandissime. Lense, meccaniche efficaci ma

meno dirompenti. Vistosi inciampi a livello di pulizia e ottimizzazione, sono convinto che resti un prodotto memorabile, indiscutibilmente capace, nonostante qualche lampante debolezza di insegnare qualcosa a chi vorrà seguire il suo sentiero avventuroso. Ma del resto non sono tutti così eroici e fragili, poderosi ma inequivocabilmente umani, i jedi?

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