No? Ma avete attivato le notifiche? Ci avete lasciato una recensione su queste piattaforme di podcast in cui viene pubblicato Gong, il Podcast di Down. Tu se non l'avete fatto fatelo prima di subito per supportare questo progetto in cui, insomma, commentiamo su base più o meno quotidiana le notizie principali del mercato.
Ti è piaciuto questo inizio così molto pochino voluto, prendere esatto, quasi c'era da fare tipo allora lo facciamo 30 secondi di silenzio per lasciarvi andare a commentare addirittura quello, insomma, sarebbe stato un po estremo. Parenzo, all'apparenza un'altro paio di news che vogliamo.
Portare oggi partiamo subito con quella che riguarda overwatch, due l'hero shooter di Blizzard. Anzi, il sequel dell'hotel di Blizzard che, come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa, ha di fatto sovrascritto il primo capitolo che non esiste più e non solo nel nella sua prima fase diciamo di vita, è passato
un pochino. Come posso dire in ombra, per usare un eufemismo dice un sottile eufemismo si, ma comincia anche ad avere alcune evidenti problematiche di direzione, perché nella giornata di ieri è arrivato un annuncio che una buona parte dei fan non avrebbe voluto sentire che riguarda l'ufficiale cancellazione di una feature che invece nel 2019, quando il titolo era stato presentato, era stata sbandierata come uno degli elementi che avrebbe appunto
giustificato questo sequel. Francesco sta parlando delle missioni eroe EPVE, che erano appunto un contenuto che doveva essere uno dei modi per overwatch, due di differenziarsi in maniera concreta dal predecessore. In cui, appunto, ha poi ereditato tutto sovrascrivendo il il gioco originale in maniera proprio anche letterale, visto che il primo overwatch non è più giocabile se per caso inserite il disco dell'uno comunque vi scarica il due.
E la cosa particolare è che appunto questo tipo di contenuto, che era stato sbandierato a più riprese dalla stessa Blizzard come una delle feature chiaramente non di lancio, ma che sarebbe poi arrivata in corso d'opera in quello che è ovviamente a tutti gli effetti un gioco Live
service, non arriverà più. Non arriverà perché per detta degli stessi sviluppatori c'erano delle idee di portare appunto la serie in generale questo capitolo verso un certo tipo di direzione, ma all'atto pratico questa modalità eroe PVE che doveva avere 1 1 senso di forte progressione, una personalizzazione dei vari personaggi si anche degli skill Tree. Esatto e tra l'altro doveva anche approfondire. No, la lor del gioco che da sempre era stata comunque in qualche misura al centro della
scena. Se pensiamo per esempio ai bellissimi corti animati con cui avevano presentato i vari personaggi, diciamo che queste dovevano essere degli espedienti in game per saperne di più dei dei vari eroi.
Ecco, non succederà, perché dice che Blizzard sostanzialmente non sono riusciti a dare una forma contenutisticamente presentabile al tutto, nonostante sforzi di anni e quindi ufficialmente gettano bandiera bianca su quel contenuto, pur non arrivando a escludere in toto delle modalità PVE che in realtà legate a delle missioni molto meno strutturate. Molto più semplici arriveranno, tra l'altro hanno diffuso una road map, ma arriveranno proprio
in una forma diversa. Non è che alcune di quelle componenti vengono diciamo riciclate altrove tutta quella parte salta, salta, arriveranno come in realtà sono sempre esistite e anche nel primo overwatch diciamo, c'erano delle missioni stagionali che appunto proponevano un contenuto un po diverso, contenuto, un approccio un po diverso, quello che a me ha colpito molto è stato leggere veramente in questo comunicato la sensazione di sopraffazione e di sconfitta produttiva e
creativa. Io fra le righe l'ho proprio sentita, cioè loro a un certo punto. Scrivono OK, abbiamo buttato per anni idee sul piatto, abbiamo provato a mettere insieme quelle idee e dargli la forma che vi avevamo promesso nel 2019. Non vediamo la fine, cioè non non sappiamo quanto questo processo possa andare avanti.
Non riusciamo a trovare, come posso dire il bandolo della bandolo della matassa e per cioè di fronte a questa impresa che anche per noi sembra titanica e indistricabile, ci arrendiamo e ritorniamo a fare semplicemente quello che avevamo fatto con appunto il il capitolo originale e secondo me questo sottolinea una volta di più il fatto che la Blizzard di oggi.
Sia purtroppo molto meno brillante, anche molto meno capace forse di affrontare le legittime sfide del mercato, di quanto non fosse la Blizzard anche solo di 10 anni fa. Io in questo comunicato ci leggo davvero un po di caos produttivo e creativo che serpeggia nelle fila del team di sviluppo. Allora devo ammettere che le parole che hanno scelto sono da un lato estremamente trasparenti e un po il marketing, verità che si usa per avvicinare anche un po, forse le aziende alle
persone. Dall'altro, in effetti, sono quasi spiazzanti nella loro brutale onestà, che sono d'accordo con te, confina pericolosamente con un mezzo autogol. Anche perché il fatto che abbiano una direzione, diciamo un po spaesata, sia intuito a più riprese. Si arrivi così tanto a confessare, Eh, in maniera davvero molto molto esplicita, che di fatto hai sprecato del tempo e che la tua visione originale è una visione così troppo rarefatta, astratta,
difficile da concretizzare. E una sconfitta mica da poco. Ed è comunque un'ulteriore scossone, un gioco che è partito male sin da subito, nel senso che già dall'annuncio che sembrava essere arrivato quasi più per distrarre da altre questioni, c'era quella faccenda. Un po problematica di gli sport, Hong Kong eccetera eccetera e in generale un gioco che. Forse non non doveva arrivare nemmeno in questi modi così presto. L'Overwatch League, che non era andata come doveva, eccetera
eccetera. Alla fine overwatch due non solo non si è mai innescato, ma appunto subisce questo scossone ed è come dire l'ennesima parentesi, forse di un viaggio molto più accidentato del previsto, che secondo me trova le sue origini nell'abbandono di figure chiave. Su tutte c'è Jeff Kaplan, che era stato il director dell'originale, oltre che se non sbaglio, Vicepresidente di Blizzard tutta che se n'è andato in corso d'opera prima di
overwatch due. Eh o comunque, mentre era in sviluppo prima del della pubblicazione è è è che secondo me ha lasciato un vuoto enorme proprio dal punto di vista creativo, cioè prima overwatch era sulle sue spalle, secondo me
a livello di direzione. Tante delle scelte che sono state poi prese anche con questo secondo capitolo, con la sua figura, la sua presenza, forse sarebbero state ben diverse, o forse l'abbandono deriva anche dal fatto che l'azienda volesse andare in una direzione che lui non approvava.
Sta di fatto che c'è crisi, c'è crisi, sta anche di fatto che però bisogna anche comunque essere onesti, il pilastro portanza dell'esperienza di overwatch e overwatch due resta comunque, diciamo il gioco competitivo, quindi è uno scossone, ma non uno scossone che manderà.
Gambe all'aria, questo progetto, cioè non altererà secondo me lo stato delle cose, uno Stato che non è particolare, il problema glorioso è un gioco che sembra essere arrivato un po nell'indifferenza del mercato, laddove invece il primo era stato davvero un fenomeno. Ecco, magari il se avessero se fossero riusciti a lanciare il PVE avrebbero avuto un'occasione
per rilanciarlo. Una linfa nuova, un po di benzina in più, no, mancando quella cosa lì credo che adesso si manterrà questo status quo, che però è uno status quo ben lontano dai fasti del primo episodio. Era un modo come un'altro per proseguire nell'anonimato, nell'anonimato una citazione, chi ci segue su twitch foglie?
Riuscirà a cogliere? Nella seconda parte di questa puntata vogliamo invece parlare di Ubisoft e più in particolare concentrarci su quello che nei prossimi anni sarà per l'azienda francese o l'azienda Transalpina per transalpini.
Per usare, per usare un termine tanto caro, il mio amico Bordone, dicevo, il ruolo che Assassin's Creed avrà per l'azienda francese nei prossimi anni, perché insomma, abbiamo parlato spesso e volentieri di una Ubisoft, anche lei in crisi creativa e anche economica, e sembra che il. La strada per risollevare un pochino le sorti di Ubisoft? Nell'intenzione di Mont e poi del board dell'azienda passi proprio da Assassin's Creed si è notizia proprio di di questi
giorni. Il fatto di voler aumentare la forza lavoro su Assassin's Creed del 40%, non tanto con delle nuove assunzioni quanto con una ridistribuzione delle risorse interne, spostando sviluppatori attualmente al lavoro su altri franchise, verso appunto quello dedicato agli assassini, sono già tantissimi in questo momento gli sviluppatori al lavoro su addirittura sei capitoli di Assassin's Creed che stanno sviluppando in parallelo sono 2000 esatto e si arriverà a
sfiorare i 3000. Con appunto un olin di di Ubisoft su quella che è sicuramente e la sua licenza più forte a livello commerciale che tra l'altro hanno voluto ribadire, è una licenza che comunque continua ad andare bene perché anche gli episodi pubblicati ultimamente hanno lo stesso una quantità di giocatori molto, molto ampia, eccetera eccetera, come se diciamo riuscisse a rimanere popolare anche addirittura con i capitoli precedenti a fronte di un anche
un valore dal punto di vista contenutistico e quantitativo, che impegna per tanto tanto tempo e io da un lato la leggo come un po. Un provare a dare tutto in un momento di crisi creativa, anche nel caso di Ubisoft, provando a giocarsela più sul sicuro possibile, dall'altra, se la tua unica via per salvarti è solo e soltanto quello che per te è sicuro, e a cui ti stai aggrappando in maniera, forse addirittura un po ossessiva, scegliendo di invece minimizzare
il rischio altrove, Eh, non so quanto questa cosa sia profittevole, anche perché di sicuro Ubisoft è in una situazione molto delicata. E una situazione molto delicata. E insomma l'aspetta un'annata sicuramente non facile, perché? Deve lanciare necessariamente scala and Bones, che sarà probabilmente una grande disfatta, il primo Assassin's Creed che uscirà sarà Mirage, che insomma dovrebbe arrivare in
autunno. Se stando ai piani, sicuramente entro il sicuramente entro il fiscale si però insomma, è molto probabile che possa arrivare per l'autunno.
Me lo auguro perché spero uscirà a Febbraio, sarebbe un problema ulteriore, però sarà comunque un capitolo inferiore, cioè minore, minoritario, almeno nelle ambizioni rispetto ai tre precedenti, quindi a Origins, Valhalla e Odissey, ma sai che io te lo dico fra in realtà secondo me quello potrebbe essere un twist che invece è un po un po di redenzione, nel senso che magari non fare il gioco gigantesco.
Ecco invece sarà red, che è il capitolo successivo, quello ambientato in. Pone e sai che secondo me comunque gli può dare magari 1 1 marcia in più, se non ricordo male costa anche un filino meno, quindi però però poi ci hanno anche da lanciare questo avatar che sembra immerso in uno dei più classici development Hell, vediamo un po come ne uscirà.
Quello che volevo dire è che secondo me un pachiderma come Ubisoft perché tu hai parlato di 2000 sviluppatori al lavoro sul franchise di Assassin's Creed, che diventeranno 2800, insomma quasi 3000. Ma complessivamente la forza lavoro è di 20.000 persone quando ti trovi in un momento di grossa crisi, secondo me arroccarsi un pochino appunto nelle tue roccaforti. Forse l'unica cosa che puoi fare veramente, tu dici stile stile spartani.
Si chiudono sugli scudi e cerchiamo di reggere l'impatto come meglio possiamo. Secondo me quella è la via, però sono d'accordo con te che non è una via particolarmente brillante dal punto di vista di un'industria che invece dovrebbe promuovere la creatività. Il nuovo è insomma una sensazione di futuro o comunque di sperimentazione.
Lo stiamo vedendo tutti in questi giorni con the King Bravo e soprattutto secondo me. Comunque sia, da una parte ti dà delle sicurezze, dall'altra però ti espone anche un grosso rischio, perché se tu punti tutto su un IP che poi per ragioni. Storiche e di contesto che magari non va. A quel punto prendi la batosta finale, ne parlavamo anche stamattina in chat, cioè in
diretta con la chat. Immagina se Assassin's Creed Red, che è questo capitolo ambientato nel Giappone feudale, viene considerato da Ubisoft come. Posso dire il momento di rinascita e di grande rilancio, metti caso che in maniera anche un po imprevista, viene schiacciato fra un Ghost of sushima, due e 1 1. Altro titolo che magari ha sempre altre sfumature, un po orientali, quello di Game Freak. Certo bravo, vende meno del
previsto. E se quello, perché poi quel previsto rischia di essere veramente milioni di copie spaventose, e se quella è la pietra angolare della tua strategia per il futuro e lì diventa ancora più difficile poi proseguire e andare avanti. E un'altra cosa, anche come elemento che sicuramente puntare su quello che sai che risuona col pubblico da un lato e. Un comfort che.
Può anche essere giusto sfruttare perché ad avercene di franchise così capaci anche di fare il salto, di diventare pop, di ispirare proprio quella crossmedialità a cui tanti
ambiscono. Però al tempo stesso stai puntando su un cavallo, solo che tu stesso stai un po anche andando ad erodere, perché se già mi stai dicendo che stai lavorando a sei progetti diversi che includono Mirage red, ex che è quello ambientato durante, diciamo a caccia alle streghe medievali eccetera eccetera, c'è un capitolo multiplayer parallelo? Si è vociferato di un episodio VR. Cioè sicuramente.
Sai come sta succedendo? È vero, a distanza di tanto tempo, però, guarda i supereroi, l'appannamento che stanno vivendo. Quando vai troppo, tutto da una stessa direzione, di entusiasmo. Esatto, si può trasformare facilmente in in noia. Li capisco perché comunque aziendalmente è sicuramente, come dire più opportuno puntare su una cosa del genere che erano su scala and Bones, che è veramente l'elefante nella stanza, però è è un percorso non
semplice. Anche l'episodio per Netflix, tra l'altro che stanno sviluppando, cioè diventerà tutto molto Assassin's Creed Centrico e vedremo come andrà già a partire, ricordiamolo, dal prossimo 12 giugno. Cioè lui solo forward chiuderà, diciamo, la parentesi losangelina di di quest'estate. Meglio questo inizio estate e quindi vediamo un po un po che cosa succederà.
Sì, io spero tanto che se le cose dovessero andare bene per Ubisoft e se magari insomma uno di questi Assassin's Creed dovesse fare il botto e vendere decine di milioni di copie, a quel punto si rendono subito conto che c'è bisogno di tornare anche a investire su nuovi IP su proposte diverse, su progetti più piccini, più creativi e si possono un po riaprire, diciamo al Publishing, che faceva anche solo una decina d'anni fa, nel periodo di virtuosissima nn è dei Lupi.
Network dita incrociate però, secondo me, ripeto perché questo succeda almeno un Assassin's Creed gli deve andare bene, no? Gli deve andare in straordinariamente certo, vedremo grazie per averci seguiti anche in questa puntata odierna di Gong. Noi con l'attualità videoludica torniamo domani un abbraccio. e a presto.
