Mortal Kombat 1 - AudioRecensione - podcast episode cover

Mortal Kombat 1 - AudioRecensione

Oct 08, 202318 min
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L'autoproclamato Re dei Videogiochi firma un'altra rencesione, su FinalRound e in versione audio. Si parla del sequel/rebooth di Mortal Kombat, un picchiaduro solido, diretto, gustoso.

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Transcript

Death Taxes and Mortal Kombat e la declinazione statunitense di un detto popolare sulle poche certezze che la vita ha da offrire, il perché si usasse tempo fa, quando ogni due anni faceva la sua comparsa sugli scaffali un titolo Nederlealm è piuttosto semplice, anche esulando dai videogiochi e prendendo in considerazione qualsiasi media di intrattenimento esistente, si contano sulle dita di una mano i franchising in grado di reggere la prova del tempo con la stessa

forza di Mortal kombat, specie negli USA, dove ha permeato l'immaginario comune. Mortal Kombat One tutto ricomincia da capo, anche se stavolta il drago rinasce nel pieno della nuova età dell'oro del genere e deve essere pronto a confrontarsi a stretto giro con altri contendenti e alla

corona di picchiaduro. L'opera di Edmund sarà in grado di incassare i colpi fatali dei rivali nel mercato, difendendosi egregiamente con lo scudo del comparto grafico e marketing da capogiro o finirà smembrato per non aver innovato a sufficienza? Iniziamo subito dall'argomento più scomodo, mortal kombat One in uscita su playstation 5 x box serie X serie S su PC Windows tramite Steam ed Epic e su Nintendo switch. Ma lo dico senza mezzi termini, dovete tenervi alla larga da

quest'ultima versione. La casa portatile di Mario e Zelda ha ricevuto un porting inaccettabile e francamente inspiegabile, che vedrà un'importante rimaneggiamento nelle settimane a venire, ma che allo stato attuale delle cose va

evitato a tutti i costi. Su tutte le altre piattaforme il gioco è un tripudio grafico e sonoro e del realm lascia finalmente indietro la vecchia generazione e sfrutta tutto il potenziale di un Real Engine quattro sulla current Gen. I suoni, in particolare, sono tra i migliori mai registrati in un picchiaduro, restituiscono un feedback meraviglioso per ogni colpo o inferto o subito. A questo si aggiunge un'ottima colonna sonora dedicata che accompagna il gioco in single

player. La qualità delle espressioni facciali avvicina molto i giocatori ai loro beniamini e anche le animazioni sia delle mosse che degli effetti speciali si giocano il posto come il nuovo standard del settore. Alti e bassi invece sul fronte del design dei personaggi.

Il roster inizia la sua avventura sul mercato con 23 combattenti, rigorosamente con la K più i cameo di cui parleremo a breve, un ottimo numero da piazzare sulla griglia di partenza, pur ritenendo assurda l'assenza di volti

totalmente inediti al gruppo. Molte delle rivistazioni dei combattenti storici gli donano un'aura di novità, certo, ma si sente comunque il bisogno di un volto totalmente nuovo dedicato all'utenza del 2023. Inoltre, sempre tenendo conto di quanto sia importante il gusto personale in una valutazione simile, non si può non evidenziare che, accanto ad alcuni design innegabilmente ispirati ashra è il nuovo

reptile. Multa forma, ad esempio, se ne trovano altri troppo generici che non riescono a distinguersi adeguatamente e che pertanto hanno il retrogusto di un'occasione mancata, specie considerando le possibilità dovute al reset totale del mondo di gioco.

Piccola nota a margine per gli stage nei quali ci si pesta a sangue, le ambientazioni sono sempre state il fiore all'occhiello delle produzioni né del Real, ma stavolta il team è riuscito ad andare persino oltre, complice la ricca campagna di cui parleremo più tardi, creando quelli che sono a mani basse, dei veri e propri capolavori del genere.

Vi posso però anticipare che, al contrario di quanto avviene in Street Fighter sei, dove la modalità single player, il World Tour mostra il fianco a molti punti deboli nella resa grafica, la campagna di Mortal Kombat One è un blockbuster dagli immensi valori produttivi, qualcosa di più vicino a quello che immaginereste per un Call of Duty che per un picchiaduro.

Dunque, come ci si Mena il combattimento in MK One è una scazzottata a sei pulsanti direzionali, esclusi due pugni, due calci, un tasto per parare che qui viene usato anche per potenziare le mosse speciali dei personaggi, consumando una delle tre meter bar a disposizione del giocatore e la nuova giunta, ovvero un tasto per chiamare in campo un assist del personaggio che a me ho selezionato di volta in volta.

Sono stati dunque rimossi gli stili dei personaggi presenti in MK eleven, dunque la varietà tra gli incontri viene qui dettata dalla scelta del cameo, un intervento che può essere evocato solo per una mossa alla volta, rispettando anche un cool down e che fa parte di un roster di personaggi dedicato a questo solo scopo, che non si sovrappone quindi agli altri 23 combattenti principali, i lotatori cameo al lancio sono solo 15, numero forse troppo ristretto vista la

situazionalità di alcuni di loro. Trascorse diverse ore dalla pubblicazione, infatti alcuni di essi stanno vedendo pochissimo gioco e questo si traduce in una certa ripetitività di combinazioni presenti nei match online. Come sempre, a meno di evidenti problemi sul fronte del bilanciamento, questa situazione perdurerà finché i più esperti non avranno spolpato il titolo e liberato le conoscenze racchiuse al suo interno.

Ma vale la pena sottolinearla? Alcuni personaggi possono essere presenti in entrambi i roster, ad esempio gli storici scorpion e subziro, anche se in versioni diverse, ma vedere un lottatore nella schermata di Cameo vuol dire che probabilmente per questa edizione sarà relegato alla sola funzione di assist, senza poter mai ambire ai riflettori riservati ai

protagonisti. Sicuramente un peccato per alcuni di loro e per i rispettivi fan, che difficilmente vedranno un sairax, una Sonia Blade o un Jacques. Sul palco centrale della selezione dei combattenti. D'altro canto, i cameo sono un'occasione eccellente per lasciarsi andare a qualche citazione del passato, partendo dalle skin e dalle movenze fatality, incluse anche di trent'anni fa fino all' Easter egg di alcuni personaggi che non avrebbero mai potuto fare la

loro comparsa in altri ruoli. Nel 2023 Motaro Ciao, sappi che continuo a sperarci, ma non è destino. Ogni cameo ha un minimo di tre mosse e gli scopi per i quali andrebbero favoriti al momento della selezione sono estremamente vari. Si parte da semplici attacchi dall'alto per continuare una combo fino ad arrivare a complesse prese dalla distanza, passando per tutta una serie di buff trappole, combo aeree e altro ancora.

L'idea generale è che un personaggio cameo possa sopperire ad alcune mancanze del protagonista selezionato. Quello di netherm è un azzardo divertente e ben riuscito mai prima d'ora, in un titolo della mainline, e si è visto qualcosa di simile, ma a mio parere la sua implementazione è ancora imperfetta. Mi avrebbe richiesto qualche altro mese di lavoro per brillare davvero.

Ne vedo il potenziale e in alcuni momenti, già nella sua forma attuale, rappresenta una svolta più che gradita, ma non posso fare a meno di avvertire un certo senso di incompletezza generale può rappresentare sicuramente un'ottima base di partenza per aggiornamenti futuri. e a dirla tutta, mi incuriosisce anche vedere come si evolveranno i prossimi giochi

della serie post reset. Di certo lo reputo migliore delle soluzioni adottate nei capitoli precedenti che fallivano nel rispettare il ritmo di gioco o il senso di innovazione, sacrificati sull'altare della spettacolarità del momento e andando a sfruttare meccaniche fortemente.

Sceniche, certo. Iniziale nel lungo periodo in generale a edbun e la sua ottima squadra, va riconosciuto il merito di riuscire a cambiare ogni volta le carte in tavola, senza mai perdere quel film da Mortal Kombat, quello immediatamente identificabile dal primo round di gioco.

Provare per credere. Ci sono riuscite anche stavolta, mortal Kombat One è un picchiaduro che si fa giocare con gusto, un picchiaduro con finestre di input permissive e combo facili per tutti, che non rinuncia però a una profondità importante per chi vorrà investirci del tempo. Mozar è addirittura la strada del competitivo.

In questo capitolo vengono incentivate più del solito le combo aeree, che per alcuni personaggi rappresenteranno la fonte primaria di danni all'avversario e che in generale risultano divertenti da eseguire anche per i più inesperti, anche dopo pochi tentativi. Trovo che sia una scelta molto interessante, sono sicuro di vedere se risulterà vincente nel lungo periodo tanto quanto lo hai nell'immediato.

Fatality, brutality e tutte le altre amenità disponibili, come sempre per dare uno spettacolare colpo di grazia all'avversario alla fine di un incontro, ricevono in MK One una grande attenzione e risultano come sempre peculiari e orrendamente ricercate. Aggiungo, come nota personale, un'ottima notizia tecnica l'infido pugno da abbassati per non perdere mai il proprio turno, ora è punibile con un

pugno da abbassati. In risposta un minuscolo è al tempo stesso enorme cambiamento che arriva direttamente dalle grida di dolore di Mortal kombat. Eleven. Chi deve capire ha capito, tranquilli, siamo salvi. Detto questo, se in passato la fluidità a volte è strana, ha dei colpi inferti e subiti, la necessità di fare un minimo di pratica, oppure la peculiarità del sistema di combo allungate non vi hanno lasciato avvicinare al picchiaduro più violento del mondo, sappiate che non lo

faranno nemmeno stavolta. Alcuni elementi, sia nella presentazione che nel gameplay fanno parte della ricetta mortal kombat, a cui molti giocatori non solo sono abituati da lungo tempo, ma spesso vi identificano un'importante senso di familiarità che sarà dunque difficile veder cambiata. Non aspettatevi inoltre uno schema di comandi per principianti come quelli introdotti da Street Fighter

sei. MK One è tendenzialmente di più facile approccio rispetto alla concorrenza, ma il rischio di creare anche stavolta un divario tra esperti e casualoni e dietro l'angolo. Passiamo ora rapidamente rassegna le modalità di gioco offerte partendo dal piatto forte su cui mi soffermerò più a lungo, ma senza spoiler.

La campagna Youkang ha sceso a divinità al termine della storia di Mortal kombat 11. Sfrutta il potere della clessidra per riavvolgere l'universo e ricominciare da zero su questo canvas vuoto egli dipinge una realtà nella quale tutti hanno nuovi inizi, contesti diversi. Rivalità non obbligate, ma l'opportunità di creare una nuova linea temporale che sia in equilibrio tra bene e male, senza. E nessuno del libero arbitrio è

cattivoni storici. Certo, viene messo qualche bastone tra le ruote in più rispetto agli altri e dopo tutto ci vuole anche un po di Karma nel nuovo mondo. Trascorsi diversi eoni più khanger ad una e guida in nuovi campioni nel Regno della Terra verso il grande torneo del Regno

esterno. Ebbene sì, perché anche questa volta, in questa nuova realtà non si può rinunciare comunque alle botte del mortal kombat inclinato in una formula decisamente meno letale che ha più a che fare con l'orgoglio l'onore dei mondi partecipanti e molto meno con l'essere una scusa per invadere immediatamente il Regno dei perdenti. Come facilmente prevedibile, le cose non possono filare lisce per troppo a lungo e qualcuno tenterà di disfare questo castello di sabbia del tempo nel

tentativo di sbilanciare. Diciamo così, l'equilibrio che yukang sperava di aver finalmente ottenuto nella sua utopia. Gli elementi da apprezzare di questa campagna sono davvero molti, dai valori produttivi esagerati al ritmo estremamente ben scandito, sia nel racconto sia nell'alternanza tra filmati e gameplay. Per quanto mi riguarda, le 7 ore necessarie al completamento della trama sono volate e in pieno stile nederalm.

Il finale lascia andare le redini della logica in favore della follia o della spettacolarità. Certo, alcuni ameranno tutto ciò, altri lo odieranno.

Noi italiani siamo anche Benedetti da un doppiaggio di grande qualità per la totalità dell'esperienza, incluso un'importante bonus, lasciatemelo dire, non dobbiamo sorbirci lanitara di Megan Fox, l'astero americana ha purtroppo sfornato una delle rese più piatte e dissonanti nella storia videoludica, prontamente paragonata a una IA, è divenuta

oggetto di svariati meme online. Ho particolarmente apprezzato il fatto che la sceneggiatura abbia abbandonato il racconto forzato di una guerra costellata da eserciti, carri armati e fucili d'assalto m quattro mortal kombat 11, sto guardando te per fare ritorno a una storia di pugni e calci con qualche magia. Certo, tra agricoltori, guerrieri e Ninja invischiati in

alleanze e tradimenti. Inoltre, molti personaggi che in passato sono stati relegati prima semplici skin alternative e poi a caratteri del tutto subordinati. Trovano il modo di risplendere grazie a questa nuova direzione.

Ad esempio, Baraka, reptyle e smoke potrebbero facilmente divenire in nuovi beniamini di questa generazione al posto dei soliti subziro e scorpion, sempre belli anche loro, quasi tutti i personaggi si trovano a vivere la propria Origin story e possiamo cogliere nuove opportunità nel canvass di Liu Kangg. Alcuni vengono brutalmente lanciati in mezzo alla mischia, senza troppo contesto, ma in generale il risultato è positivo, lo humour è dosato con

gusto, la storia, i personaggi non si prendono mai troppo sul serio, ma non ridicolizzano neanche esageratamente ogni singola scena. Preferendo invece qualche battuta ben assestata o qualche citazione importante verso altre opere videoludiche o produzioni cinematografiche.

È una trama che con i suoi dialoghi e le sue location, accoglie a braccia aperte i giocatori alla loro prima esperienza con la serie, ma che attraverso citazioni e riferimenti fa sentire apprezzati anche i fan di lungo corso. In questo senso mi ha un po confuso il fatto che proprio nelle ultime battute della storia si richiede improvvisamente al giocatore di essere ben ferrato sugli avvenimenti di mortal kombat.

Eleven, quando fino a quel momento sembrava che si potesse approcciare tutto senza averlo mai sfiorato, comunque buonissima. In generale e a tratti sorprendente la regia delle cinematiche, comprese alcune inquadrature peculiari che ben sottolineano dei punti focali della trama. Le ambientazioni sono clamorose. E finiscono con il tradursi in stage di altissimo livello per il multigiocatore, anche grazie alle stupende transizioni tra

filmato e gameplay. Insomma, siamo di fronte a una campagna imperdibile per gli appassionati del genere. Decisamente meno brillante è invece la modalità invasione che, partendo dalla simulazione di un Board game sul quale il giocatore è esposta alla propria pedina per imbattersi in varie sfide, inserisce degli elementi gdr mescolando diverse formule rubate a mortal kombat del passato. Gli spunti giungono da più parti.

Arrivando a pescare idee addirittura da Mortal Kombat, Armageddon, l'evoluzione dei personaggi tra lotte, torri e livelli speciali in location ben note ha lo scopo di portare il giocatore a sbloccare currency palette di colori, skin, brutality. Diciamo un po di tutto per tutto il roster. Un passo avanti rispetto alla cripta di Mortal Kombat Eleven, ma ancora una volta nederrem sforna una modalità che diventa ben presto un impegno per l'utente, anziché un'occasione per divertirlo.

Nonostante i tentativi di varietà nelle attività offerte, sopraggiunge molto in fretta un senso di ripetitività, la promessa di aggiornamenti continui o novità stagionali in arrivo. Non credo che potrà risolvere questo problema di fondo, forse invasione prova ad essere troppe cose tutte insieme, mancando spesso di coesione e dimenticandosi per strada l'esperienza dell'utente finale.

Ci sarà sicuramente chi apprezzerà candidamente questa modalità, ma immagino che una fetta molto più grande del pubblico finirà con l'ottemperare agli obblighi necessari per sbloccare ciò che si desidera e poi lascerà quel pulsante a prendere polvere nel menu principale.

Le modalità di introduzione al gioco e di allenamento presenti in mortal Kombat One sono certamente sufficienti, ma non all'altezza degli standard imposti da Gilty Girls drive e Street Fighter sei, né di quelli promessi e già mostrati in anteprima. La techenotto è presente ad esempio un sistema di replay. Ma non è rifinito e non è ricco di opzioni quanto quello della concorrenza.

Fa storcere il naso anche il fatto che le possibilità di personalizzazione dei combattenti, da sempre un punto di forza distintivo della serie, siano inferiori a quelle del capitolo precedente. L'online è invece al limite

dall'essere un tasto dolente. Capiamoci, in generale l'esperienza è molto positiva perché il gioco alla base è troppo divertente e perché l'impiego del rollback netcode a supporto del multigiocatore risulta anche qui una manna dal cielo che fa il possibile per regalare botte di qualità con. Li ho sconosciuti, fa il possibile, certo, ma non fa

miracoli. La sensazione è che l'infrastruttura alla base sia purtroppo inferiore rispetto a quella di altri picchiaduro del 2023, o quantomeno soffra di un'ottimizzazione insufficiente al lancio.

Premesso che la struttura stagionale delle partite classificate raccoglie i favori di alcuni e l'odio di molti, da diverse edizioni lascia basiti l'assenza di alcune opzioni che dovremmo onestamente dare per scontate, come ad esempio un selettore per evitare di incontrare i fantastici Wifi Warrior con una connessione scadente in una delle modalità proposte. King of The Hill. Mancano non solo opzioni di buon senso per evitare di dover guardare una schermata statica per diversi minuti.

Ma anche possibilità che erano banalmente già incluse nei precedenti titoli mortal kombat, come la sfida amichevole con altri giocatori in attesa del proprio turno. Nulla che non si possa aggiustare con qualche patch. Certo, quindi incrociamo le dita per il futuro prossimo.

Insomma, Street Fighter sei ha inaugurato l'età d'oro dei picchiaduro e mortal Kombat One è sicuramente degno di farne parte, al netto di qualche imperfezione, la sua anima è facilmente identificabile, ma non traspare la passione necessaria per restare in cima alla torre per altri trent'anni in. I tre è estremamente ricco di

uscite fenomenali. Riceviamo anche uno dei migliori titoli nella storia di Nether Realm, ma la potenza del franchisee e la meraviglia della sua presentazione non potranno nascondere per sempre una profonda necessità di innovazione, affinché il mortal kombat non resti ancorato al passato, anche quando si ricomincia da capo, anche mentre tutto cambia.

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