MARVEL's Spider-Man 2 - AudioRecensione - podcast episode cover

MARVEL's Spider-Man 2 - AudioRecensione

Oct 16, 202311 min
--:--
--:--
Download Metacast podcast app
Listen to this episode in Metacast mobile app
Don't just listen to podcasts. Learn from them with transcripts, summaries, and chapters for every episode. Skim, search, and bookmark insights. Learn more

Episode description

Il ritorno sulle scene dell'Uomo Ragno marchiato Insomniac Games è un videogioco che poggia in maniera evidente sulle fondamenta dei predecessori, ereditando sia dall'avventura cross-gen dedicata a Miles Morales che soprattutto dall'originale la quasi totalità dei suoi pregi e dei suoi difetti. Eppure, Spider-Man 2 è un gioco che vale molto di più della somma delle sue parti...

Puoi ⁠⁠Abbonarti Qui⁠⁠ per supportare il progetto; i contenuti resteranno comunque accessibili a chiunque. 

Transcript

A voler analizzare la situazione nella maniera più oggettivamente analitica e distaccata possibile, si potrebbe sostenere che Marvel, Spider-Man due rappresenti ben più della somma

delle sue singole parti. Il ritorno sulle scene dell'uomo ragno marchiato in sogna Games è infatti un videogioco che poggia in maniera evidente sulle fondamenta dei predecessori, EREDITANDO sia dall'avventura cross Gen dedicata a Miles Morales e soprattutto dell'originale, la quasi totalità dei suoi pregi e dei suoi difetti. Insomma, è bene specificarlo a chiare lettere sin da subito.

Non aspettatevi radicali capovolgimenti di fronte a memorabili rivoluzioni che invieranno neppure sarebbero state necessarie, perché l'intenzione è quella di offrire un seguito diretto deliziosamente rifinito in alcuni aspetti, ma. Quanto conservativo in termini di attitudine generale, per un action Adventure in terza persona di stampo Open World in tutto e per tutto canonico, non che l'impronta del team californiano dietro Rachten

Clank Resistance e Sunset overdrive non si noti, anzi, per quanto Marvel, Spider-Man due possa a buon diritto essere considerato un caso abbastanza da manuale di more of the same, e a prescindere da alcuni passi falsi legati a questo punto, forse all'essenza stessa del modo di intendere il Franchisee. Ad emergere sono comunque una lodevolissima cura generale ed un'innata tendenza al divertimento.

Elementi capaci di spingere insieme parecchio, al di là dei suoi innegabili difetti, con risultato di lasciare con la sincera voglia di continuare a dondolarsi fra un grattacielo e l'altro, anche dopo la ventina di ore necessari per arrivare ai titoli di coda, avendo completato un buon numero di attività secondarie o per meglio dire a planare nella giungla di vetro e acciaio della Grande Mela, vista la godereccia centralità dell'inedita tuta alare, la meccanica capace di

rendere uno dei sistemi di movimento migliore di sempre, se possibile ancora più epocale, aggiungendo ulteriore dinamismo e varietà. Ma proviamo ad andare un po più a fondo e a raccontare meglio un amalgama di solide conferme e piccole e grandi sbavature, senza. Destinata a lasciare il segno dal punto di vista commerciale, in esemplare accordo col suo animo squisitamente POP Marvel, Spider-Man due si presenta come un compiaciuto fumettone

interattivo per tutte le età. La storia si collega in maniera naturale a quella vista nel 2020 in Marvel Spider-Man, Miles Corales, aprendosi con un ottimo riassunto delle vicissitudini passate che serve sia a rinfrescare la memoria ai fan di vecchia data che ad introdurre agevolmente i nuovi arrivati che, volendo, potranno partire proprio da questo seguito.

La stimolante premessa che sorregge l'insieme è che i supereroi in città siano diventati addirittura 2. 1 tandem di uomini ragno, molto diversi tra loro, pronto a far fronte ad una minaccia criminale che per l'occasione, oltre a Manhattan, si estende pure al quens e a Brooklyn, quasi raddoppiando la superficie in game.

Da una parte abbiamo Peter Parker, un giovane ragazzo bianco sulla ventina lanciato nella sua carriera di accademico e impegnato a gestire la frenetica relazione con la sua MJ ed il delicato rapporto con l'amico di una vita, Harry Osborne, purtroppo alle prese con una malattia tremendamente degenerativa. Mais Morales, 17 anni e un legame fortissimo con le sue radici black, con la cultura hip hop e con la sua comunità locale, un ragazzino

dall'energia galvanizzante. È il caso di dirlo, che deve abituarsi agli alti e bassi della vita al college e alle esperienze con l'altro sesso prima ancora di metabolizzare il suo massacrante ruolo di vigilante mascherato. Due spider man accomunati dal senso di responsabilità e dall'innata tendenza ad anteporre sempre e comunque gli altri a loro stessi, che nel cercare di conciliare la loro duplice veste di eroi di persone comuni, si differenziano per

carattere ma non solo. Perché variare quando si vestiranno i panni di uno dell'altro saranno le tecniche di combattimento, le animazioni, la colonna sonora e persino la UI, un'alternanza sfiziosa di solito scandita dal gioco stesso ma anche aggirabile in alcune situazioni, con in particolare alcune attività Open World legate nello specifico a Peter OA Miles. Già a proposito della struttura a mondo aperto, per quanto Marvel, Spider-Man due sia stato

migliorato e rifinito in diverse sue componenti, purtroppo l'impostazione quantitativa e superficiale della formula Open World non è di certo tra quelle, al contrario ci si trova di fronte ad una concezione che, se nel 2018 appariva un filo datata, oggi si dimostra francamente fuori tempo massimo. Fra rapire inseguimenti ed incendi che, volente o nolente, si risolvono le scazzottate, le missioni risultano banali e ripetitive, vincolate ad un game design.

Superato. L'approccio medio è quello del Collection più spinto tra risorse sparse qua e là da recuperare. Sfida implanata a caccia di droni e altro ancora. Un rapporto con gli scenari urbani che è fin troppo legato alla New York, già visto a 5 anni or sono e che non riesce nemmeno a contraddistinguere in qualche misura le due nuove aree esplorabili. Basterà insomma, appena qualche ora per esaurire un comunque

attenuato effetto novità. Anche se rendere insospettabilmente gustoso l'insieme interverranno sia la già citata mobilità che una progressione eccellente. Nonostante le cose da fare restino di fatto sempre quelle e a, ben vedere mai nemmeno così entusiasmanti Marvel, Spider-Man due riesce infatti a lanciare con successo uno strano incantesimo sull'utente. Ci sarebbero tutte le premesse perché presto o tardi possa e forse debba subentrare una certa

stanchezza. Eppure non soltanto non succede, ma anzi ci si trova a concedersi un'ulteriore divagazione, naturalmente senza sfruttare il viaggio rapido, reso davvero istantaneo dall's SD di PS 5, perché svolazzare in giro è

semplicemente troppo meglio per. Gusto di ottenere un'abilità in più o per raccogliere i materiali necessari a sbloccare le decine di splendidi costumi extra, la leggera sfumatura del RPG è insomma implementata alla grande, tanto per quel che concerne il sistema di traversal, quando, soprattutto per i combattimenti. Passi avanti in questo senso

appaiono sottili ma concreti. La ricetta resta quella di una godibile base free flow, mutuata uno a uno dalla serie Batman Arkham, a cui si aggiungono una rinnovata enfasi per i gadget e le abilità speciali basate sul meccanismo del COOLDOWN, ovvero gli ingredienti essenziali per rendere gli scontri sempre creativi ed appaganti. A dispetto di una colpevole scarsa varietà dei nemici, sono proprio queste peculiarità a connotare Morales e Parker come due picchiatori alquanto diversi

tra loro. Il primo è imprevedibile, fulmineo come una scarica elettrica, un fascio di nervi, portato per balzi felini e poderose giaggolaere, mentre il secondo privilegia gli assalti frontali e la forza bruta sia nella sua fase iniziale fondata su un set di zampe metalliche extra sulla schiena, che soprattutto, una volta sbloccato per ragioni di sceneggiatura, che è ben non rivelare il prodigioso costume da simbionte, sta probabilmente tutta lì

l'effettiva essenza di Marvel, Spider-Man due, in quel suo abbracciare senza freni la sua natura da assurdo giocattolone sopra le righe. Una volta scatenati i devastanti poteri extraterrestri del parassita nerastro, Peter si trasforma in una macchina da guerra inarrestabile che ricorda l'esosa superiorità del protagonista del sottovalutato prototype due sbaragliare intere legioni di soldati impiegando tentacoli, spuntoni e altre fantasmagoriche.

A Melita fuori controllo che deformano e contorcono all'inverosimile il corpo di Parker si rivela uno spettacolo entusiasmante. Il merito principale è da riconoscere all'animazione superlative e al lavoro fuori scala fatto sulla regia con la miglior telecamera mai vista in un exuni in terza persona che segue dinamicamente l'azione avvicinandosi e scuotendosi quando serve e facendo sembrare il tutto un'unica, sbalorditiva a cazzo Ingiocabile.

Col passare delle ore vi ritroverete a controllare, arrampica muri sempre più stilosi, agguerriti e versatili, anche se a ben vedere, azione a testa bassa non sarà a prescindere. L'unica opzione percorribile, per quanto mai considerabile effettivamente all'avanguardia.

La componente stealth è stata infatti rifinita e meglio integrata nel gioco, tanto per quanto riguarda le fasi con Mary Jane sempre presenti, ma per fortuna decisamente più tollerabili che i combattimenti in questo senso fa molto la pregevole possibilità di agganciare un filo orizzontale tra una parete e l'altra ad Altezza Sopraelevata, per muoversi con maggiore libertà all'interno delle arene e cogliere di sorpresa gli avversari eliminandoli senza

scatenare allarmi. Una dinamica che sa regalare emozioni, ampliando quanto già visto nel Franchisor Study, preso come palese riferimento, la spina dorsale che sorregge Marvel, Spider-Man due è, Ad ogni modo l'intrigante trama principale un elemento molto più ricco e denso del previsto, che riesce a bilanciare le già citate divagazioni di un open World trascurabile, fino a farlo diventare quasi un elemento di

contorno. Una distrazione fra un passaggio e l'altro che alla fine fa comunque il suo, sarebbe colpevole svelare troppo e togliervi il sincero piacere della scoperta. Eppure, sappiate che l'enfasi con cui sono stati raccontati Craven e venum durante il percorso di comunicazione non ha affatto impedito Insomnia Games di tenersi qual Chiasso opportunamente nascosto nella Manica, fra sorprese Spassose, flashback Adolescenziali e colpi di scena. Niente male, è a ritmo

martellante, a farla da padrone. Il risultato è un poderoso ottovolante che si sposa a meraviglia con l'anima da fumetto del prodotto, in un susseguirsi continuo di esplosioni, di scene spettacolari e di intermezzi più riflessivi alternati alle continue gag dei due loquaci. Spidi, peraltro godibilissimi anche in italiano grazie all'encomiabile doppiaggio note un filo meno positive per la

realizzazione tecnica. Intendiamoci, il colpo d'occhio è e rimane non banale, specie nel caos di una vivace e popolosa New York City con la luce arancione del tramonto che si riverbera sulle superfici a specchio dei grattacieli. Eppure è difficile avvertire il salto ad una produzione per la prima volta concentrata al 100% su playstation 5.

Forse perché la continuità con gli episodi precedenti è assoluta e di fatto quello ostacco non esiste nemmeno se non elementi di contorno come i tempi di caricamento ridotti a zero o ad un supporto senza precedenti al dual Sense, col controller impiegato in maniera esaltante nell'uso del feedback aptico, dei grilletti adattivi e dello speaker con funzione di geniale radar tre d, una scelta conservativa e molto poco

propensa a rischiare. Chiedo a una parte risulta funzionale e sinceramente comprensibile perché il gioco si venderà lo stesso e anzi farà parlare di sé per la sontuosa resa dei costumi e per l'interpretazione di un incantevole venom destinato a lasciare il segno, ma dall'altra sa anche di potenziale occasione persa, visto che l'idea di uno Spider-Man effettivamente next Gen si intravede appena tra le maglie di una produzione altalenante.

Al di là delle critiche legittime, quel che resta alla fine è però un action Adventure mostruosamente divertente che di certo non farà cambiare idea ai detrattori e che con altrettanta matematica sicurezza farà felicissimi fan, mandandone magari più di qualcuno in estasi.

Una formula in cui, come si diceva in apertura, l'insieme vale quasi per magia più delle sue singole parti, consacrando ancora una volta insomma, Games come un'incrollabile certezza nel panorama dei playstation Studios.

Transcript source: Provided by creator in RSS feed: download file
For the best experience, listen in Metacast app for iOS or Android