E concludiamo così il tris di video di fine anno, ne abbiamo fatto uno sui top e flop di questo 2025, uno sui most Wanted del 2026 che vi invitiamo ovviamente a recuperare. E quest'anno abbiamo deciso anche di produrre un video dedicato un po a quelle chicche da riscoprire, anche perché è stato un anno molto ricco di questi prodotti, magari un po più piccoli, magari un pochino più di nicchia, magari un pochino più sperimentali, ma che ci hanno dato tante soddisfazioni. Non sono.
Di essere i titoli identificativi, appunto, degli ultimi 12 mesi. Però, per un motivo o per l'altro, anche a fronte magari qualche asperità di qualche ruvidità, ci sono rimasti nel cuore. Sono quelli che meritano di essere riscoperti, magari proprio durante queste feste. A volte sono anche dei giochi, magari non lunghissimi, quindi ci sta la grande difficoltà in un mercato che è stracolmo oramai di produzione. Piccole, grandi, medie eccetera eccetera è riuscire ad emergere.
Non sempre questi giochi ce l'hanno fatta, a volte per limiti loro, a volte per situazioni contingenti. Penso ad esempio vi anticipo già chronos elisas che si trovano vicinissimi a loro malgrado a un gigante. Poi come come sixong in questo video allacciate le cinture perché vi racconteremo alcune delle cose più particolari che vi consigliamo, magari nemmeno a tutto tondo ma per qualche motivazione particolare. Ci hanno colpiti e quindi ecco qui perché. Meritano appunto di essere anche
riscoperti da voi. Comincio io e comincio con quella che per me è stata una delle sorprese di questo 2025 Atollfall. Io devo dire ci sono arrivato un po perché boh. Si era semplicemente sparsa questa voce, c'era questa curiosità. Atonfall è un titolo sviluppato dal Rebellium. Team che si dedica spesso e volentieri, come posso dire a dei doppia ad a cestone sniper elite, zombie e armi sono esattamente quello, Stranger, è vero? E atonfall invece diciamo, è la loro interpretazione di.
Un immersive SIM. Ed è un'interpretazione che secondo me funziona Insospettabilmente bene, è un prodotto che ovviamente insomma si vede, non è ad altissimo budget e ha degli elementi che sono tutti rotti, cioè l'intelligenza artificiale. E poi gli scontri a fuoco sono da apprendere e da buttare via. Eppure ti porta in questo mondo
post apocalittico di fatto. Posti anche super British, super British ed è un mondo tutto da scoprire che volendo tu puoi attraversare di fretta seguendo la trama principale per arrivare ai titoli di coda in 5 ore, ma se invece ti lasci un po colpire dalle suggestioni, da questo fare un pochino investigativo che senza darti troppi indizi ti manda alla ricerca di punti specifici sulla mappa, facendoti fra l'altro cercare delle coordinate, ecco, ti trovi di fronte alle sei.
Delle side quest che entrano proprio nel merito delle World building. Sono scritte comunque in maniera curiosa, c'hanno. Questo approccio proprio da Immersive Sim che ti permette alle volte di prendere anche delle scelte morali o di affrontare la stessa quest in maniera differenti, è veramente uno di quei prodotti che qualche tempo fa, all'epoca della playstation due, sarebbe diventato un piccolo culto, oggi è forse schiacciato da produzioni più reboanti sul fronte, appunto, estetico.
Tecnico o dell'investimento? Però secondo me è uno di quei giochi che soprattutto si trovi a prezzo scontato, te lo devi mettere nel carrello. Dai, parto, parlo volentieri. Non tanto perché sia un gioco trascendentale a livello ludico, anzi è abbastanza vero il contrario.
Quello che ha fatto con passion Games in termini di puro game play è proprio un po un compitino ed è porsi per certi versi anche abbastanza dimenticabile, nel senso che si può proprio imputare di non aver avuto abbastanza coraggio nell'approfondire magari la parte action di combattimento o in generale un po II puzzle di plafond. Tutto quello che fa è davvero abbastanza standard, però.
Grande però, che alla fine è la ragione per cui abbiamo deciso di inserire questo gioco all'interno della lista. La componente audiovisiva è veramente, veramente speciale. Speciale è il punto che secondo entrambi, mi permetto di dirlo, doveva essere candidato in più di una voce dal punto di vista proprio tecnico, anche ai the Game Awards la Direction di questo gioco è sensazionale. Utilizzano tantissime,
tantissimi. Elementi che sono basati su sculture reali, su un'idea di fisicità dei materiali che ci ha anche raccontato poi, una volta qui in Live, Francesco Baldini, che è il character artist del gioco e che secondo me danno a salto Midnight un fascino. Una presenza, una personalità
davvero fuori dal comune. E che vengono completati da un comparto audio stellare, in questo caso la musica che pesca a piene mani dalla tradizione folk del Sud degli Stati Uniti, della Louisiana di un certo tipo proprio anche di di vissuto legato alla Comunità afroamericana, funziona benissimo nella sua grande autenticità e funziona benissimo anche a livello narrativo, perché la cosa bella è che questa colonna sonora poi racconta.
Le fight con i boss racconta la storia di alcuni personaggi che nemmeno sono in scena, ma che in qualche misura poi c'entrano con quell'universo che hanno creato. È un'esperienza speciale. Ripeto, non è un grandissimo videogioco, ma è comunque qualche cosa che secondo me, soprattutto se siete sensibili a quel fascino lì dell'estetica, merita. Moltissimo, lascia il segno. Il prossimo gioco invece? Insomma, è molto più Indie, è molto più piccolino.
Lo voglio consigliare giocato all'inizio dell'anno e poi quando è uscito su PCE, poi è arrivato. Per fortuna anche su console. Si chiama I am your Beast ed è sostanzialmente una sorta di hotline Miami. In prima persona lo descrivo così. Di fatto il canone di hotline Miami è stato un po ripreso da altre produzioni, guarda, cito un ruiner, per insomma citarne uno con la visuale top down. E in questo caso invece ci sono
un po? Sono un po di innesti, forse anche da super hot, senza però la gestione delle dei tempi. Esatto, si. Interpreta di fatto un agente segreto, un killer spietato che per un qualche motivo impazzisce e si mette contro l'organizzazione che gli dava lavoro e decide di fare una strage. Questa strage ovviamente deve essere fatta con un certo
tempismo. Attraversando in maniera veramente fluidissima e rapidissima questi stage di gioco e cercando di uccidere con armi di fortuna pistole recuperate agli avversari tutto quello che ci si para di fronte. È un gioco basato sui riflessi. È un gioco basato su Live Score. È un gioco anche che ha un sacco di replay value, perché ogni stage può essere superato oppure superato con. Determinate condizioni che ovviamente ti mettono sempre più
in difficoltà. Non puoi impararti a memoria le cose da fare, devi anche riuscire a farle, cioè la performance e lo studio sono. Prodotti fondamentali è un po sostanzialmente un'altra declinazione di quello che ha fatto Hunger Foot, certo, qui dentro c'è anche, almeno nella main quest, una componente narrativa molto ben recitata, fatta cioè che si concretizza poi solo attraverso delle
schermate fisse però. Con un doppiaggio secondo me molto molto efficace, che racconta la storia della follia in cui questo killer viene precipitato. E secondo me è una chicchina che fra l'altro è stata ulteriormente espansa con dei set extra con degli stage extra e che può darvi soddisfazione se amate ovviamente l'approccio
iper arcade del videogioco. Altro gioiellino che vi consigliamo di recuperare è the Midnight Walk, c'è una parentela non solo nel nome con salto Midnight, ma anche nel nell'esecuzione, perché pure in questo caso un titolo. Titolo che era nato come gioco VR, per altro ha trionfato anche the Game of War come miglior gioco VR.
In realtà poi è arrivato anche in versione cosiddetta plat e è un gioco che arriva da un piccolo studio del Nord Europa formato da esuli che avevano lavorato allo stir random, lo stir random che era un IP Electronic Arts che peraltro tornerà anche in realtà in questa lista. La cosa curiosa è che hanno creato questa esperienza fortemente narrativa in un mondo come un'ispirazione direi.
Evidentemente bartoniana, che però è stato completamente scolpito a mano, fisicamente reale, con dei set che sono stati ripresi con delle animazioni che ricordano assolutamente lo stop motion e che danno una fisicità particolarissima a questo mondo. L'idea è quella di vivere un'avventura che dura pochissime ore, che è poco incentrata sul gameplay, ma che lascia tante suggestioni a livello di immagini, a livello di tono, a livello di cose che succedono e
che a volte vengono raccontate. Per esempio a un certo punto. C'è una specie di cinematografo dentro il gioco che ti fa vedere una storia, quindi di fatto ti siedi e la guardi. Quindi è un gioco anche partecipativo, ma in una maniera a volte pure un pochino passiva e ha un finale, in realtà ne ha
due. Poi devi fare una scelta, una delle due è assolutamente memorabile, ti lascia qualcosa dentro, scava anche un po nell'inconscio con la forza di quelle esperienze alla Journey. Perché così secondo me alla fine. Va descritto che gli danno una grande personalità e lo rendono quella stranezza dal sapore un po goth, un po particolare che alla fine si distingue, che secondo me meritava anche di essere un pochino più celebrata.
Se non avete mai giocato crypto of the Necro dancer è un gioco di qualche tempo fa, dovete assolutamente recuperarlo, è è un ritmo game davvero sui generis, che si mescola un po con gli Adventure. Con visuali isometrica, tant'è che poi. Avevano fatto anche acadeence ovire, che è un reskin del gioco su licenza. Esatto, quest'anno è arrivato il sequel, se vogliamo chiamarlo
così. O meglio, secondo me un'altro prodotto collocato all'interno di questa sagra di questa saga che è necro dancer appunto, si. Chiama Rift of the Necro Dancer e cambia completamente tutte le carte in tavola, nel senso che si presenta come un ritmo game, sì, ma alla Guitar Hero, con appunto questa schermata in cui le note piombano dall'alto e tu ritmicamente. Insomma, devi premere i tasti a
tempo. Il problema è che le note non sono note, sono delle creature che poi si muovono su questa, su. Llo, spartito. Secondo, a seconda delle regole che appunto guidano il movimento di ogni tipologia di creatura. Quindi tu devi essere bravo non solo ad andare a tempo, ma anche un pochino a prevedere i movimenti di questi scheletri, di questi pipistrelli che appunto rappresentano i nemici del gioco.
È un. Approccio originalissimo appunto ai Rhythm game, che quest'anno fra l'altro insomma hanno provato a fare delle cose diverse, per esempio anche con ambitable che è arrivato proprio alla fine dell'anno, anche se secondo me è un po meno riuscito rispetto a Rift of the necro dancer. Penso anche a lumines. Bravo anche a lumines assolutamente grande ritorno di luminess aries, un po troppo carico di di di dettagli però comunque. Insomma un dei.
Grandi rappresentanti di questo genere non frequentatissimo. Rift of the Nicro dancer secondo me è delizioso anche nella sua componente narrativa c'è uno story mode, ovviamente. Dopo lo story mode invece potevi potete rifarvi le tracce selezionando varie difficoltà e quelle più alte sono davvero impossibili. Se siete fra i fan di quei pazzi che suonavano a livello very hard, diciamo qualche.
Qualche pezzo metal su guitaryro potete guardarvi anche i video di Aristotele, Crodencer, Giocatelo e celebratelo, perché secondo me quando si porta anche un po di originalità all'interno di un genere già molto frequentato e che non sembra essere propenso all'innovazione, si fa qualcosa di importante. Studios ci ha abituato ad essere un grande publisher ma anche un grande sviluppatore e con the alters secondo me ha confermato questa tendenza che va avanti da un corso.
Abbastanza consistente di anni. In questo caso si sono inventati una IP completamente nuova che pesca a piene mani, dà delle strutture narrative che sono un po già viste, no? Cioè il ricominciare da capo a rifare le cose. L'avere dei contatti con dei cloni in questo caso sono elementi che sono stati presi anche dalla fantascienza. Peraltro è uscito anche il film Miki, Seventeen, che ricalcava veramente un pochino la stessa idea anche. Pure Moon. Certo, nel contesto, però lì
veramente sai fai. Abbastanza simile qui hanno avuto l'idea di creare un gioco che da una parte è basato su delle interazioni di sopravvivenza e di gestione del territorio che lo avvicinano parecchio anche a Dead stranding, dall'altra c'è tutta quella parte narrativa e umana di di nuovo gestione e coesistenza con un equipaggio di un'astronave che finisce su un pianeta dove.
C'è una risorsa particolarissima che potrebbe dare un nuovo corso all'umanità, un'umanità sempre più in difficoltà, e è una risorsa che permette di fatto di riscrivere il modo in cui scorre il tempo e di creare dei passati alternativi. Che generano degli altri sono appunto the altre del titolo, in questo caso questa ciurma di un solo equipaggio.
Si ricompone con delle degli Alter Ego del protagonista, che sono lui, ma sono delle versioni diverse di lui che hanno compiuto delle scelte fondamentalmente molto distanti nel corso della sua vita e che quindi hanno portato ad essere non solo una persona diversa dall'equipaggio, cioè lo scienziato, c'è il cuoco, c'è il minatore eccetera eccetera, ma delle persone effettivamente diverse anche a livello caratteriale, persone che avranno delle enormi difficoltà
a stare insieme e che voi come giocatore dovrete cercare di far convivere. Un sistema in cui non è mai possibile accontentare tutti, qualcosa lo devi lasciare sul piatto, vi genererà molta ansia, molta frustrazione e non poche
difficoltà. Ma sta proprio lì, non a caso anche da gente che ha fatto this War of mine, l'idea di dover cercare poi di portare a casa la famosa pagnotta però, cioè davvero con con dei compromessi e dei sacrifici che rendono poi Ideal così speciale, è uno di quei giochi secondo me anche immediatamente distintivo a livello visivo. Sono stati bravi a crederci, forse non è una di quelle cose che si è innescata nella maniera che meritava.
Da un lato era un po difficile, sono comunque convinto che gli sia andato ben no, però è speciale. Se vi va magari lo trovate anche sulle console, quindi pensateci il prossimo. Gioco è mio è un mix pazzissimo fra. Un gioco di tetris, un rogle e un gestionale di fatto così un po me.
L'avresti, vede, esatto. E si chiama Drop Dashi, è un titolo in cui, di fatto utilizziamo i tetramini disposti all'interno del classico schema alla Tetris, solo che questi tetramini sono di fatto dei territori, degli edifici con cui andiamo a comporre il nostro Ducato. La composizione di questo Ducato serve da una parte per accumulare risorse. Se per esempio mettete una fattoria vicino a dei campi, ottenete del cibo, se mettete un falegname vicino a delle foreste ottenete della legna.
Alle volte invece si compone proprio strategicamente. Una si posiziona strategicamente delle strutture militari per difendersi o attaccare di fatto da quello che è il mazzonemico, gli invasori, gli invasori. Succede di fatto che voi disponete sia alle vostre unità che quelle dell'avversario e quindi dovete farlo, appunto, strategicamente.
Si avanza così di stage in stage all'interno di una mappa molto tipica, mi viene in mente quella di scription sostanzialmente in cui ci sono dei bivi in cui possiamo andare a destra OA sinistra della. Piira slay the SPIRE. Assolutamente per decidere di affrontare a volte dei livelli più concentrati sul combattimento, a volte invece semplicemente dei livelli più focalizzati su dei territori in
cui ci sono più pianure. Quindi, e andando avanti però si compone anche il proprio mazzo di tetramini, quindi progressivamente si potenziano le strutture. Se ne ottengono di nuove, arrivano poi delle nuove tessere, quindi se prima ti trovavi a disporre solo pianure o foreste, poi invece devi mettere delle montagne, dei fiumi e via dicendo. Ci sono anche proprio delle fazioni diverse che funzionano in maniera diametralmente opposta e che ti cambiano proprio l'approccio alla partita
e alla costruzione del deck. È un gioco molto difficile da descrivere, ma vi assicuro bellissimo, piacevolissimo da. Giocare fra l'altro, in corso d'opera è stato evoluto sostanzialmente, aggiungendo nuove fazioni che purtroppo io ancora non ho giocato, ma conto un po di farlo nel corso di
queste vacanze natalizie. Di nuovo, è un prodotto molto originale e in tempi in cui l'innovazione non è di questo mondo in cui i team di sviluppo tendono a rischiare il meno possibile, secondo me valorizzarlo è importante. Forse è finito anche. In qualche servizio in abbonamento, quindi date un'occhiata, drop Daci sì.
Limitato, lo voglio dire, dal fatto che sia stato pubblicato solo e soltanto su PC, perché il team era minuscolo e quindi il fatto che non sia arrivato su console è stato un po un ostacolo. All'innescarsi, il prossimo giorno di cui parliamo è una cosa ancora più piccola, ancora più scura. Si chiama crowgambit. Veramente non lo ha visto nessuno, è passato in maniera colpevolmente inosservata. Ci aveva colpito al Demix, che è un evento di giochi Indie che è associato.
Un tempo era associato alle tre, adesso lo è. La Summer Game Fest lo abbiamo scoperto quest'estate a Los Angeles, sviluppato da un piccolissimo team francese a un'ambientazione medieval fantasy. Poco uno stile cartoon? Particolarmente riuscita, cioè una di quelle cose che a colpo d'occhio risultano subito
accattivanti. E anche nel nell'insieme di una serata come il Demix dove vedi tantissime suggestioni diverse, tante cose subito diciamo che lo sguardo lì ti cascava e però oltre alla componente estetica che sicuramente fa la differenza, poi l'idea è quella di avere un gioco di carte in cui hai di fatto una partita che devi mandare avanti con delle scelte strategiche legate alla. Disposizione delle truppe legate al modo in cui di fatto vai ad occupare il campo di battaglia
sempre e comunque con le carte. Ha una struttura che è legata proprio a dei meccanismi di gameplay, che sono quelli che piacciono tantissimo AA Viking e in generale le persone che adorano creare le combo giuste un po anche in stile gioco da tavolo. Si accompagna però anche una struttura narrativa assolutamente degna di nota. Io poi il gioco finale non l'ho giocato, però storichetti l'ho adorato ed era giusto menzionarlo. Anche perché nel corso di una decina di ore scarse, poi ti
racconta una storia. Ti accompagna lungo un viaggio e quindi poi da una compiutezza al tutto di un'esperienza che da una parte. È funzionale, come può essere, per esempio, non so Marvel snap. Con certe dinamiche. Così o penso anche al gente. Però ha anche tutta una sovrastruttura che poi lo rende particolarmente sostanziale. Sì, io l'ho. Giocato, fra l'altro. E mi preme sottolineare che quando si parla di carte ogni tanto viene in mente la struttura. Rog like? Questo non è rog like.
Tu vai avanti, fai la tua partita, il tuo scontro, se perdi puoi. Ricominciarlo per provare insomma a fare delle scelte differenti. Fra l'altro a livello strategico e tattico, a me ha ricordato anche un film, into the Bridge, di cui non c'erano le carte, ma qui le carte di fatto operano come dei personaggi e come le mosse dei personaggi stessi, però più o meno, insomma, c'è anche quella tipologia di strategia, anche molto, molto
approfondita. Poi, a seconda di come è fatta in ogni scontro la schermata di gioco ai più. O meno mobilità? Insomma, ci sono veramente tante sfumature da riscoprire e con un hard style. Qualche tempo? Fa è uscito strangerti culture, un gioco in cui si doveva sostanzialmente.
Amministrare un negozio di piante e funghi magici non era però un gestionale, come per esempio mi viene in mente Wonder stop, per citare un'altro dei titoli di quest'anno che però purtroppo non ha bucato lo schermo, ma era quasi un investigativo, nel senso che l'obiettivo era quello di ricevere i clienti, ascoltare le loro necessità e poi dargli l'oggetto giusto andando. A appunto leggere le proprietà dei di piante e funghi all'interno di tomi ricchi di
informazioni. È uscito il Sequel Strange Antiquitis, se il primo era forse un pochino debole proprio dal punto di vista della logica e appunto degli enigmi che ti metteva di fronte, questo è un gioco davvero eccezionale. Ha migliorato tutto quanto ci sono più variabili da considerare? Ogni tanto ci si sposta al di fuori del. Negozio, ma lo si fa scegliendo dei punti da esplorare su una mappa che è proprio una piantina del della città in cui il negozio si trova.
E è un titolo bellissimo perché riesce a veicolare attraverso delle schermate fisse una sensazione di mistero, una sensazione di avventura e poi ti metti di fronte comunque a degli enigmi non facili risoluzione. Perché ascoltare le richieste dei clienti e poi andare un po a. Confrontare le caratteristiche di questi manufatti, in questo caso non si vendono le piante e fiori, ma si vendono manufatti magici. È veramente un'operazione stimolante. Lo stile purtroppo a me non
piace, mi manca quella cosa gli. Manca quel quel guizzo lì, beh. Poco poco efficace, però Fidatevi che è un bel gioco da giocare alle volte anche in Coop, cioè non si gioca in due giocatori, si chiacchiera ad alta. Voce, però si chiacchiera. Ad alta voce, confrontandosi e dicendo, no, per me è questo l'artefatto giusto? No, prova a dargli questo e poi si vede che cosa succede. Il. Prossimo gioco è Lost in random, lo abbiamo menzionato prima, in particolare dell'eternal die.
Lo abbiamo menzionato perché degli esuli del team di Lost in random sono quelli che hanno lavorato a dei Midnight Walk. Nel frattempo zoinc che appunto lo studio che aveva lavorato su queste p, originariamente associata a Electronic Arts e in particolare alla sottocategoria di e a Originals, quella di cui fanno parte per esempio i giochi. Di di fares si era già proposto qualche anno fa con un'avventura tre D, con una componente anche particolare a livello di
gestione dei combattimenti. In questo caso hanno deciso di ripartire, ripartire con un gioco che è ovviamente legato a quell'universo narrativo che secondo me aveva comunque un grande carisma e una capacità di farsi riconoscere, seppur di nuovo molto bartognano nell'immaginario, nell'estetica eccetera eccetera e la. Forse la cosa abbastanza originale è che hanno trovato la quadratura del cerchio, allontanandosi dal genere di appartenenza e avvicinandosi a
qualche cosa di più, tra virgolette banale, come può essere un action isometrico in stile adies. E alla fine hanno trovato forse la dimensione giusta per far vivere questo franchisee in un gioco che vuole essere quella cosa lì. Quindi classico oroglike in cui ti fai la tua building in cui ci sono. Ci sono una serie di run da fare, l'esplorazione, l'incremento dei valori del personaggio, eccetera eccetera sono tutti elementi del gameplay.
Però è anche un rog like a misure di giocatore, non è uno di quei titoli pensati per rubarti centinaia di ore della tua vita, cioè disdue. Però purtroppo è successo che è arrivato proprio nell'anno di un gioco come i disdue, tra l'altro d'estate, in un momento in cui forse la visibilità non era il massimo. Nonostante tutto, grande personalità, legata anche al fatto che ancora una volta nel
gioco il dado e il fattore. Il fattore alia sono incorporati proprio come meccaniche di gameplay, perché ad accompagnare la protagonista, che in origine peraltro era l'antagonista del gioco originale. Qui hai questo, questa simpatico dadino che tu puoi lanciare come se fosse una bomba che tiri direttamente sul terreno mentre combatti e poi devi anche andare
a riprendere. E c'è questa meccanica che secondo me è geniale, legata al fatto che è un dado a sei facce e a seconda del tiro che tu fai con il dado. Quando colpisci un avversario fai un danno che è diverso, ma puoi attivare tutta una serie di poteri attivi o passivi. Legato hai fatto un numero dispari, succede una cosa, hai fatto un numero partner, succede un'altra e quindi la tua build,
che peraltro. Anche a livello proprio di menù, in una specie di insieme di dadi ti dà la sensazione di giocare coi numeri, con il fattore casualità eccetera eccetera, in una maniera che funziona particolarmente bene anche a livello narrativo. Quindi se la sono pensati bene. Bravi è uno di quelle chine che secondo me si può recuperare se siete malati di rogly che ne volete giocare un'altro guarda e. Visto che parli di rogl like ne metto anch'io un'altro piatto, ma ve lo vendo rapidamente
hellclock. Sostanzialmente è un roeglike che. Alla base ha delle dinamiche di gioco al Diablo ma non al Diablo nel punto e click, diciamo nelle fasi narrative. All'end game di Diablo, quando praticamente tu ti senti spinto da questa estasi numerica e parametrica e attraversi i varchi maggiori o i dungeon più complessi suicidiando tutto sostanzialmente diventa Vampire.
Survivors. Assolutamente sì, diventa Vampire survivor, proprio letteralmente, nel senso che ci sono tante abilità che poi insomma, magari ti attivano, che ne so dei raggi in circolo che. Danneggiano chiunque ti si avvicini diventa un po auto Butler.
El clock è un gioco che insomma, a livello tematico e narrativo è anche ispirato a fatti realmente accaduti, che poi reinterpreta in maniera un pochino fantasy, ma il suo bello sta proprio in questa estasi numerica che citavo prima fa un po lo stesso effetto di bolpit però con un action game punto e clicca appunto al Diablo è un prodotto che ovviamente si basa
moltissimo. Sulla progressione orizzontale, cioè molti dei titoli che abbiamo citato magari ti permettono, anche se ti viene la RAM giusta, di arrivare molto avanti e molto alla fine, qua invece devi fare una ran dopo l'altra per poi sbloccare diverse abilità, diverse reliquie deve innescare. Progressivamente, però,
assolutamente. Sì, c'è anche un sistema di equipaggiamento proprio alla Diablo con diciamo l'inventario a quadratini in cui tu devi proprio riuscire a. Incastrare le reliquie che ti fanno più comodo e. C'è anche l'estasi del drop, perché alla fine, quando tu perdi inesorabilmente, tra l'altro puoi perdere, diciamo perché ti uccidono o puoi perdere contro il cronometro, perché ogni run c'ha appunto questo hellclock che poi segna
la fine della partita. Ovviamente andando avanti c'è modo per allungarlo, per allungare il tempo che hai a disposizione e appunto, ogni volta che arrivi alla fine puoi droppare delle reliquie extra delle versioni più potenti. Quindi è proprio le. Essenza di Diablo, messa al servizio di un roglike che non dura neanche tantissimo, quindi secondo me è proprio perfetto per queste vacanze raikkon. Games l'hai nominata prima, quando hai parlato di runner,
sempre sia lodato. Per me è il miglior clone forse di di hotline Miami. È un gioco in generale bellissimo, da recuperare ormai di qualche anno fa. Lo stesso team polacco ritorna è tornato quest'anno con metal Eden, che è un gioco che non ha assolutamente avuto la fortuna che meritava. All'inizio doveva arrivare nel corso della primavera, a pochissimi giorni addirittura di
distanza, ad un de dark ages. Sicuramente una collocazione problematica per un gioco che si ispira a quei boomer shooter, a quell'idea con uno stile che peraltro è anche fantascientifico e che un pochino ricorda per certi versi, seppur meno infernale, la fantascienza di Doom. All'inizio ci aveva fatto pensare addirittura pure a Marco, Eh, perché ha delle idee di questi corpi. Corpi sintetici che vengono poi utilizzati per fare appunto le varie run. L'idea però qual è?
Quella di creare un gioco in cui ci sono soprattutto delle arene in cui combattere e riuscire ad incastrare al meglio le varie possibilità offensive che si hanno per sopravvivere. Torna di nuovo un po alla meccanica di hotline Miami, e stavolta declinata però in salsa FPS. Qual è il punto che i runner hai? Tutta una costruzione del personaggio che anche qui devi far evolvere nel corso della partita.
Non puoi spendere tutto ovunque, non puoi diventare invincibile, ma al contrario devi abbastanza polarizzare il tuo personaggio. C'è una meccanica particolare che è quella legata ai nuclei. Sostanzialmente quando vengono indeboliti in un certo modo alcune delle creature sintetiche che ti trovi davanti puoi
strappare con un comando. Una specie di abilità tipo telecinesi, questo questa essenza vitale che al contrario poi puoi sia immagazzinare per diventare ancora più potente e scatenare questa furia da berzerk per qualche istante o al contrario, rilanciare magari un'altro gruppo di nemici per farli detonare come se fosse una bomba. Il sistema di gioco che hanno creato la violenza e la velocità a livello di ritmo e l'eccellente feedback delle armi. Ancora una volta la grande resa
visiva. Già i runi erano stati bravi a delineare un mondo con di di fatto poche risorse, perché non è un team grandissimo, danno tanto carattere al prodotto, purtroppo parte un po lento e ha un incedere particolare. Le vere potenzialità di metal heden si scoprono nella seconda parte dell'avventura. Un'avventura, peraltro neanche lunghissima, dura una manciata di ore, se non mi ricordo male.
Tipo 5 6 e per il prezzo a cui era venduto, soprattutto inizialmente, forse l'offerta non era proprio invidiabile. Però è un gioco da recuperare anche perché, guarda, è banalmente un gioco davvero divertente, cioè fa questa cosa legata all'est del combattimento, agli attacchi a bruciapelo, al ciclare le varie armi in una maniera molto divertente, molto gustosa e alla fine una di quelle cose che mi
sono piaciute tanto. Mai memorabile come i miei tormentoni e la Kill night o come lo stesso runner, però tutto sommato secondo me ce la fa, meritava una sorte migliore. Perché non riscoprirlo, magari in un momento come questo, il prossimo. Titolo è invece chiaramente uno dei figli di olonight, che a qualche anno di distanza e proprio poi nell'anno di sixson, comincia un pochino a disseminare appunto i suoi epigoni, i suoi successori.
Si chiama Constance ed è. Un metroid vania bidimensionale. Ma 1 M 1 M di Daniel, Bidimensionale che secondo me ha tante qualità, non ultima, anzi la metto proprio al primo posto. Il ritmo è un prodotto che non vuole durare tantissimo, si porta a casa, si porta, si finisce meno di 10 ore, circa 9 ore. E proprio per questo parte subito, cioè non c'è tutta quella fase, quella lungaggine, per cui prima trovi il doppio salto, poi il secondo.
Il secondo attacco della combo, quel momento in cui costruisci un pochino il tuo, la tua gamma di opzioni legate alla mobilità e al combattimento sono i primi. 8 minuti, 8 minuti. No, però sostanzialmente dopo un'ora già ti trovi a fare delle cose molto interessanti, sia sul fronte dello scontro con gli avversari sia soprattutto sul fronte della mobilità. Io apprezzo particolarmente quei metroid vania che c'hanno un'anima platform molto, molto pronunciata.
Mi viene in mente il primo wakamele che ogni tanto ti ti faceva fare delle cose da piangere. Ori assolutamente. O non è un metroid, vania, ma insomma da quella parte ci sguazza celeste, e la mobilità di constance me l'ha ricordato molto. Quindi ti mette proprio, cioè ti impegna proprio sul fronte del traversing, chiamiamolo così, è un gioco. Sicuramente un po, cioè meno coerente dal punto di vista estetico e stilistico proprio di Holly night o di sielson.
Ci sono delle parti di questo mondo. Insomma, che sono proprio eterogenee, cioè si passa dalla città un po cyberpunk a quell'area che ricorda un po una serra steampunk. A un livello che è quello del circo, un circo avrà le nuvole, quindi cioè è proprio eterogeneo. C'è una ragione, però. Comunque sia è una scelta sicuramente meno opportuna, meno piacevole rispetto a titoli che invece sono molto più coerenti nella definizione del loro World building.
In sottofondo c'è anche un racconto che parla di burnout e in questo anche in questo lo riavvicino a est. Ed è un gioco invece delizioso dal punto di vista delle animazioni dei nemici e della protagonista. Piccolino condensato anche questo, perfetto per le vacanze di Natale, ma vi deve piacere un po il senso di sfida. Gioco per cui bluberteam aveva speso evidentemente molto ci puntavano, ci puntano forse anche ancora per il futuro.
Dopo il lavoro che avevano fatto su licenza con con AMI per Silent Hill due, questa volta il team polacco ha scelto di crearsi un IP. È un IP che ovviamente nasce sulle spalle di capolavori del genere come soprattutto mi viene in mente Dead Space anche per la la tematica. Così fantascientifica e anche per la. Tuta del protagonista. Sì, sì, la proprio. L'idea del metallo pesante, dell'industria non del supereroe agile al contrario, è veramente un pachiderma.
Tutto nasce, ovviamente, dalla rivoluzione che è Resident Evil quattro. Aveva portato ai Tor person shooter, a quel tipo di inquadratura, quel tipo proprio di dinamica da sparatutto. Però il paradosso è che invece qui si torna nella manovrabilità, ai controlli pachidermici dei vecchi Resident Evil Chiaramen.
Te l'idea non è quella di avere quel esattamente sistema di controllo, però è quella di mettere il protagonista, mettere il giocatore nei panni di una viaggiatrice spaziale che è armata di questo scafandro assurdo che davvero la limita tantissimo nella mobilità e nella reattività dei movimenti. Pensate che non c'è un modo di schivare questo? Ha un impatto fortissimo sul combattimento, che è una delle diciamo poi direttive principali di quella che è l'esperienza di
kronos. Perché hai pochissimi colpi, veramente, veramente, veramente pochissimi, pochissime risorse in generale, per magari generarti altri colpi che devi scegliere se poi le risorse vanno convertite o appunto in colpi o in cure e t'assicuro che gli avversari fanno molto male. L'altra cosa è che devi affrontare queste, questi abomini mutanti che fanno parte di una storia alternativa in cui negli anni 80 è finito il mondo. Sei nella.
Sei nella Polonia del del regime, sei nella Polonia in cui il governo ha un certo tipo di controllo. La propaganda è fondamentale. Tutta questa parte è resa in maniera veramente squisita. Ha tanta atmosfera, ti fa vivere questa idea di ucronia strana in cui nel futuro la civiltà appunto è finita. Ma ci sono questi viaggiatori che vengono mandati indietro nel tempo per recuperare delle personalità importanti e provare a salvare qualcosa degli umani.
La cosa però particolare è che oltre ad avere questa tematica molto pesante e molto oscura, molto anche fatta di carne corrotta di nuovo che lo avvicina parecchio, Dead Space. Un po come in Dead Space c'era la cosa taglia gli gli arti. Qui il punto è non farli unire, perché quando tu abbatti un nemico il cadavere resta a terra. Ma qualcuna di queste altre abominazioni si può avvicinare, lo ingloba e di fatto diventa una versione potenziata di se stessa grazie alla carne. Altro sì, lì.
Veramente sei praticamente fottuto perché già hai pochi proiettili, è difficile mirare e l'altra cosa molto carina che hanno fatto è che i colpi se li tieni caricati fanno decisamente più male. E quindi devi aggiungere questo secondo buono, a volte anche di più di di lei. Tra quanto impari quando miri si muovono in maniera tutta scattante, davvero lo rende tutto molto ansiogeno, spesso e volentieri anche con delle mappe piccole chiuse.
Quando si apre, da una parte hai più respiro, dall'altra sei ancora più fottuto, perché quando si apre vuol dire che siamo nemici addosso a te. E alla fine dà al gioco un incedere molto particolare, molto piacevole, anche narrativo. È uno di quei giochi in cui sai che io. Spesso e volentieri mi annoio, a volte schifo le cazzine e tutto qui. Addirittura mi sono messo a leggere i collezionabili perché sono registrati anche con davvero questo tono.
Un po di propaganda sarà vero quello che ti dicono. C'è questa cosa della Cortina di fumo, il virus che ci ha attaccati arrivava sicuramente dall'estero, cioè quindi questa cosa che secondo me funziona molto bene, è un gioco interessante, lo sto recuperando proprio in questi giorni, quindi non l'ho ancora finito, ma lo avevo già giocato in anteprima.
Rispetto anche all'anteprima lo hanno bilanciato un pochino meglio perché era un gioco che rischiava di diventare un filo frustrante proprio per questa sua grande assenza di risorse. E alla fine ti devo dire, ha tanta personalità, portano. Portano lo shooting in una direzione diversissima, per esempio da quella di controllo è proprio opposta come idea. E però carisma, visione eccetera eccetera.
Secondo me ha dimostrato che forse bulber team con questo e con Salent Hill ha fatto il salto a cui ambiva da da un po di anni. Hai visto che tu hai citato? Kronos, vanno quasi sempre citati in coppia. Io cito elizaz vanno citati in coppia perché anche questo è un gioco sfortunato che sfighe proprio a braccetto. Sì Eh, sono arrivati tutti e due in un periodo, insomma. Gli ha proprio permesso di restare per tanto tempo sulla
bocca di tutti. Elisas ci aveva colpito nel corso di diversi eventi in cui si era mostrato grazie a questo mix fra investigazione, azione, insomma in questo Action Adventure basato sul combattimento delle armi bianche. Una ricostruzione, un World building molto legato alla rappresentazione della guerra e poi appunto queste dinamiche un po da esplorazione, puzzle. Molto striscianti, molto implicite, molto. No, volutamente. Non guidate, esatto.
E devo dire che poi, quando è arrivato sul mercato si è confermato comunque un titolo curioso e interessante. È vero, alla base c'è questo combattimento. Che non è proprio il massimo della fluidità. Però non è neanche disastroso come qualcuno ha la. Additato è un combattimento all'Arma bianca, anche qui molto basato su dei parametri. Poi c'è un sistema di crescita e di sviluppo. Non non non devi essere bravo a fare le combo, devi essere bravo a gestire un pochino il tempismo
e gli spazi. È un po alla souls se ci siamo. Non è chiaramente quello l'elemento centrale della produzione, mentre è molto piacevole invece alcune scelte di design sulla caratterizzazione dei nemici. E delle armi del del protagonista.
Quello che però è estremamente piacevole è appunto questo incedere molto legato all'esplorazione, alla scoperta di nuovi spazi, alla risoluzione di enigmi ambientali che alle volte ti mettono un pochino alla prova e la presenza anche di sidequest completamente opzionali che innescano poi questo backtrack in questo andirivieni che ti porta a tornare sui tuoi passi, cercare l'oggetto giusto.
Senza che il gioco ti Guidi mai e ti dica no, vai qui in questa parte della mappa e ti metta il classico waypoint, sei tu che ti devi. Spulciare anche i menù a volte per fare dei collegamenti tra personaggi, tra situazioni, tra cose, questa cosa è davvero molto stimolante e se si innesca, se siete quel tipo di giocatore lì, per me vivrete un'esperienza speciale e forse davvero anche unica, davvero unica. Perché veramente nel in un
momento storico in cui. I giochi riducono la complessità e anzi ti danno un po la pappa pronta e ti dicono sempre vai qui. E la minima APP è diventata sostanzialmente un imperativo per guidare l'utente. Penso anche ad. Andrea ossi Ragall che è appena arrivato, adesso aspettavi 42 secondi, ti diceva, guarda che si risolve così Papa. L'opposto, questo passo. Indietro è chiaro che non è per tutti, perché se il mercato è andato in quella direzione è perché c'è una fetta di pubblico
che rifiuta. Le complessità. Però chi invece si ricorda un pochino i giochi di un tempo dell'epoca playstation due, playstation tre, qui secondo me trova pane per i suoi denti. Fra l'altro dicevo che c'è 1 1, elemento legato proprio alla rappresentazione della guerra.
Preparatevi, perché il gioco racconta appunto di questo mondo davvero piegato da una guerra il cui dramma è stato poi amplificato dall'emergere di queste creature, creature e. Ogni tanto ti prende veramente a pugni nello stomaco, cioè ti mette di di fronte a delle situazioni che umanamente sono desolate, si vede. Che si sono ispirati. Il team è canadese dell'esordio, ma sono tutti veterani, gente che aveva lavorato anche ad Eusex, Lupubblica, Nakon.
Si vede che si sono ispirati ai conflitti legati ai Balcani, a Jugoslavia, eccetera. Quindi fosse comuni odio razziale. Non ha paura di essere così. Così coraggioso, nonostante poi ci siano gli elementi fantastici e forse anche una di queste, cioè anche questa cosa è una delle ragioni per cui è un gioco particolarmente da da consigliare e degno di nota. Io finisco con il mio ultimo, che però è una delle cose che rischiava di finire anche per me
tra i top di di quest'anno. L'abbiamo messo qui perché veramente non lo ha giocato nessuno. Però keeper è qualche cosa che mi mi ha mi ha lasciato un ricordo indelebile che non dimenticherò mai.
Mi aveva colpito tantissimo la presentazione, volutamente implicita e basata sul non farti vedere, sul teasing alla Games, come non mi era mai capitato in vent'anni di lavoro di dire ti faccio vedere 30 secondi di una cosa, poi il resto non te la mostro perché so già che ti piacerà ma la devi giocare.
Non ti voglio togliere il senso di scoperta e. Ho capito poi perché, perché in questo viaggio che dura davvero pochissime 04:00 5, 1, roba del genere in cui hai un assurdo faro Semovente che per qualche ragione sviluppa queste gambettine un po d'artropode che si muove all'interno di un mondo, inizialmente con un incedere in tutto e per tutto. Da Walking Simulator tu ti trovi ad attraversare queste ambientazioni fantastiche. Fantastiche in senso doppio, sia
nel senso di fantasiose sia. Meravigliose per la grafica con cui sono rappresentate direzione artistica, per me la migliore dell'anno. Ancora meglio di quella di South of Midnight, però è qualche cosa di davvero encomiabile, monumentale e potente, sbalorditivo, capace anche di delineare degli immaginari nuovi.
Cioè questa secondo me è il grande fascino di Keeper, cioè è hai una sensazione di universo alieno, nonostante poi sia una terra completamente riconoscibile che ti dà questo gusto per la sorpresa, per la scoperta che ti accompagna sempre e che appunto ho capito perché non volevano spoilerare.
Nasce così. Poi all'interno dell'esperienza che è un'esperienza comunque guidatissima inserisce ogni tanto delle piccole chicchine legate a degli enigmi volutamente molto molto semplici, d'avventura grafica in cui però non ti devi bloccare più di 40 secondi.
Ci sono dei passaggi legati al trascorrere del tempo con dei medaglioni, ci sono delle situazioni di questo tipo qui, particolari che secondo me servono non per allungare il brodo ma per variare anche solo un pochino il ritmo e. Alla fine, in tutto questo c'è un racconto senza parole.
Dell'amicizia assolutamente improvvisata e surreale, perché poi è la chiave proprio, è il surrealismo che poi permea questo gioco tra questo faro animato e uno strano pennuto che si chiama ramoscello, che è un mezzo Grifone verdastro che serve come elemento con cui tu puoi interagire insieme, cioè con l'ambiente, insieme al fatto che il faro ovviamente illumina le cose e l'ambiente spesso e volentieri reagisce alla luce
con cui tu, appunto. Lo illumini e alla fine resta un'esperienza incredibile, che non voglio spoilerare perché dalla seconda parte in poi si apre anche in maniera davvero molto imprevedibile. Sono stati anche doppiamente bravi a non spollare delle cose che secondo me in comunicazione avrebbero aiutato a spingere il gioco, ma hanno preferito forse vendere molto meno, ma soddisfare di più quelli che sceglievano di come dire, premiarli.
E alla fine questa cosa io l'ho apprezzata tanto e. Rimane una di quelle esperienze molto sui generis, molto diverse. E però ti secondo me ti sanno anche far apprezzare proprio i videogiochi in senso lato, perché oggi è bello che nel 2025 videogiochi siano anche questa cosa qui. Chiudo io invece con un titolo che è arrivato proprio in extremis, insieme a un'altro prodotto che guarda, voglio citare, anche se non l'avevamo messo, the Town. Che.
Purtroppo non l'abbiamo messo perché non l'abbiamo giocato, ma è 1 1 gioco di strategia. Estremamente piacevole sia dal punto di vista delle meccaniche sia dal punto di vista dell'estetica. Invece qualche ora io sono riuscito a dedicarla a skate story, che poi mi finirò nel corso di di di di queste vacanze ed è un surreale gioco di skate che a livello estetico mi ha fatto innamorare.
Sul fronte della delle meccaniche si ritorna un po indietro dalle parti di Tony Hawk, senza però che nelle animazioni ci sia. Quel gusto per l'esagerazione arcade che Tony Hawk ha sempre avuto, quindi che fa ridere. Però, perché è un gioco ambientatore in un. Inferno con un? Demone fatto di vetro, cioè sul fronte. Delle animazioni si vede che gli autori l'autore, anche Sam Hang, è molto appassionato di skate e quindi ha cercato un pochino di creare anche qualcosa di più
realistico. Sì, è. Rimasto nell'ambito dell'estremamente verosimile? Esatto. Verosimile? Bravo è il termine giusto. Il punto è. Che invece si interpreta un demone fatto di vetro e dolore che deve attraversare gli inferi scendendo di livello in livello, con l'obiettivo poi di incontrare il diavolo. E il modo di scendere è quello di mangiare la luna di ognuno di questi regni. Sostanzialmente la droga da.
La droga taglia, esatto. Il rendering è qualcosa di veramente sublime, cioè ci sono degli effetti di luce, dei riverberi, degli shader che compongono il personaggio che creano questa, diciamo, questo gioco veramente molto surreale. Pienissimo densissimo, fra l'altro accompagnato da una colonna sonora eccezionale, rende ancora più.
Lisergico e meravigliosa. Fra l'altro potete trovarla anche su Spotify. È fatta dai bloodculture, che sono un gruppo sperimentale di musica sperimentale elettronica del New Jersey. E davvero, anche se non sono proprio il giocatore che apprezza le simulazioni sportive, qui c'è tutto questo elemento tematico narrativo che poi passa alle volte da statue di filosofi che stanno un pochino a soppesare l'opportunità dell'obiettivo che
il personaggio principale si è dato, alle volte invece insomma parla di diavoli, di creature deformi. Che abitano questi inferi che diventano sempre più strani, sempre più stravaganti. Poi che metropolitani. Però ci sono delle città infernali che poi servono, come il parco giochi di questo protagonista che deve anche
inanellare delle combo. Alle volte ci sono anche delle boss fight, sostanzialmente in cui tu il danno che fai alla barra della vita del nemico è. Proprio legato a la combo che sei riuscito a. Costruire trix diventano. L'arma con cui colpirlo? Esatto, tu accumuli trick uno dopo l'altro e poi premendo un tasto sbatti in terra con la tavola da skateboard, tavola che fra l'altro è personalizzabile con ruote con adesivi vari ed eventuali e sbattendo a terra
trasferisci. Tutto il punteggio che hai fatto lo trasformi in danno che fai? L'avversario quindi è anche molto curioso, molto eterogeneo. Ovviamente resta un gioco in cui quello si fa, cioè si corre alle volte verso una meta e si fanno trick qu. Complessi possibile? Possibile. Comunque è un gioco di manualità, ma. È una follia che io non posso far altro che consigliare. Fra l'altro costa meno di 20 € in offerta. Lancio una devolver.
Che forse tra questo e Wall Pit quest'anno qualche colpettino la l'ha chiuso in. Bellezza sì, chiudiamo anche noi questo video lunghissimo. Ovviamente di nuovo di altre perle. Di chicche ne sono uscite tantissime. Uno dei consigli che vi do è andate magari su fine around e recuperatevi le puntate di radar in cui Giulia. Generalmente consiglia. Consiglia veramente dei prodotti un po più piccolini ma interessanti. E noi direi che ci vediamo il prossimo anno. Una cosa importante.
Tante di queste chicche l'anno prossimo ve le racconteremo di mese in mese, anzi di bimestre in bimestre su Final round in versione cartacea. Quindi se vi va di supportare il nostro progetto e portarvi a casa una rivista. Anche insomma con una attenzione per i materiali per la rilegatura. Un po maggiore rispetto a quelle che si trovano in edicola. Lo potete fare, potete abbonarvi, insomma, trovate tutti i link in descrizione e
sarebbe bello se insieme a noi. Voleste dare un po di vitalità inedita e accompagnarci. Al questo settore accompagnarci in un viaggio che durerà quantomeno un anno esatto. Grazie 1000, Ciao.
