Basta con i Leak! - Episodio 76 - podcast episode cover

Basta con i Leak! - Episodio 76

Sep 09, 202214 minSeason 1Ep. 76
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Pure Jason Schreier cede alla cultura dei leak, con una caduta di stile che ci sentiamo di commentare. Di seguito si parla del nuovo studio fondato da EA, per dare a Battlefield uno sfogo... narrativo.

Transcript

No? Ma Benvenuti ad un nuovo episodio di Gong, 10 minuti con round to oggi cominciamo, scagli. Dandoci in maniera accesa ed energica come abbiamo fatto in realtà molte volte contro i leak in generale, ma diciamo che la puntata di oggi la vogliamo proprio usare come una sorta di ideale e virtuale bacchettata sulle mani di una personalità che secondo noi. E un attimino uscito dal seminato. Si dice anche così, proprio un po con con fare Eh ci sta, ci

sta. Stiamo parlando di Jason Schreyer, che voglio dire subito per me è l'unico vero giornalista di questo settore. Sono che vuoi per un sincero talento personale e professionale, testimoniato per esempio dal Libro Blue and Pixels, ma in generale da un appunto capacità sua e sicuramente dal fatto di avere degli agganci, essere americano, avere. Appunto, delle possibilità che non bastano mai, se non hai il

talento, no? Talento e anche la volontà, Eh, perché molte delle inchieste che poi ha portato avanti diciamo, potevano essere considerate da tanti, anche spinose. Quindi alle volte il giornalismo è anche un atto di coraggio, benissimo, e quindi massimo rispetto per quello che ha saputo fare e che tante volte fa non ci è piaciuta e prendiamo proprio questa cosa come pretesto per parlare nello specifico di un episodio, ma più in generale di una tendenza.

La una delle sue ultime uscite, ovvero tante volte abbiamo ammirato lo schroder che grazie ai suoi reportage su Bloomberg svela un po di altarini, mostra facce scomode del settore, fa anche indagine su esperiment. Metti su progetti finiti male, nel senso che magari sono stati annunciati, ma poi sono affogati in corso d'opera. Non sono nemmeno stati annunciati, ma erano in essere per qualche ragione.

Lui svela il il perchè il percome questo e fa l'indagine questo e fare giornalismo secondo me e secondo credo noi. Il problema vero è che la tendenza all'hype, questa hype culture maledetta ha colpito anche schreier in diverse occasioni, ma in particolare secondo me un tweet di un paio di giorni fa ha proprio l'ha fatta fuori dal vaso.

E si è praticamente messo a raccontare dicendo, Bloomberg ha appreso che i contenuti dell'evento di Ubisoft che sarà domani sera, quindi sabato sera il 10 di settembre e quello che lui ha fatto, secondo me non è in nessuna misura giornalismo ed è anzi una cosa proprio da condannare, nel senso che non si è messo a svelare qualche cosa che fosse un segreto.

Che era il caso di riportare la luce, ma semplicemente ha anticipato di 48 01:00 comunicazione ufficiale che dietro le quinte noi sappiamo essere nato in un primo modo.

Ecco, il punto è proprio quello, cioè è inelegante il fatto che l'abbia venduta come una grande informazione ottenuta da Bloomberg, premessa che invece si può utilizzare in tutti gli altri casi che tu giustamente citavi quando la verita e che sono semplicemente informazioni passate sottobanco da altri giornalisti che hanno assistito due giorni prima dell'evento.

Ha una, diciamo, proiezione a porte chiuse, dietro le quinte e sotto n di a, quindi sotto embargo con un contratto firmato per la. Per non divulgare le informazioni. Una proiezione che è stata organizzata proprio da Ubisoft per. Insomma, fare in modo che la stampa fosse in grado di preparare i contenuti anticipatamente ed è chiaro che Schreyer in questo caso, insomma, ha fatto proprio da tramite. Si si e da faccia per qualcun altro che invece questo embargo lo voleva rompere.

Probabilmente lui non l'ha firmato in prima persona, però è chiaro, secondo me che quando le informazioni ti arrivano in quella maniera tu hai anche la possibilità di dire no grazie, non le pubblico. Il dovere esatto.

Proprio perché 6 1 giornalista anche così attento e integerrimo, anche di fronte a un la problematica evidente di Ubisoft nel tappare le falle del processo comunicativo, anche di fronte a quella problematica che abbiamo già discusso in un'altra puntata del podcast tu esattamente dovresti dire, guarda grazie, ma so benissimo come funzionano le cose. C'è un n di a l'hai firmato? Non voglio divulgare quelle informazioni, ma anche guarda se volessi far finta.

Ovviamente non è possibile di cascare dal pero e dire guarda, io non lo so. Bene, apprendo adesso di questo gioco, non lo sapevo adesso di sicuro, ma facciamo finta di niente, anche nel momento in cui viene a conoscenza di questa cosa, non è giornalismo, non è uno scoop dare in anticipo di 48 ore il contenuto di un evento che è un qualcosa a cui dei dei professionisti hanno lavorato veramente per mesi, se non qualcuno addirittura per anni, per arrivare a quel percorso lì.

Farlo in questa maniera è veramente una manovra da stronzi. Diciamolo, una bastardata completamente gratuita che sembra fatta solo e soltanto per rompere le uova nel paniere. A un'azienda e secondo me, ripeto, è una tendenza da condannare in assoluto, perché c'è questa voglia continua di SAP.

Avere in anticipo le cose, salvo poi arrivare all'evento come succederà domani sera, per cui il contenuto di questa cosa aveva questo già si sapeva, ma non si sapeva, cioè se lo spoilerano 48 ore prime in maniera così gratuita.

Certo che si sa, però magari qualcuno è quello, magari qualcuno ci resta anche male e dice, Eh vabbè, ma Ubisoft doveva comunicare di più perché queste cose sono già di dominio si, oppure esatto oppure e vabbè, ma solo quello, perché poi l'altra cosa sarà eh, ma solo quello, quando magari i contenuti non sono tantissimi e quelli che ci sono.

Sono stati rivelati, cioè io capisco anche la naturale tendenza al click, cioè si deve sopravvivere anche di quello e anche magari svelare un qualche cosa che si dimostra vero al 100% in casi del genere, perchè lo sai, è facile e tra l'altro rafforza il tuo pedigree, cioè nel senso che 6 1 che non le spara però per un discorso di etica secondo me bisognerebbe mettere proprio un freno a questa tendenza.

Si sono d'accordo? Dall'altro ci tengo in chiusura a disinnescare anche tutte quelle voci che dicono Eh, ma alla fine forse Ubisoft li vuole questi leak perché i like sono un modo per far parlare del gioco in anticipo, aumentare la curiosità attorno al prodotto ragazzi non è mai così, noi lo diciamo molto spesso durante le live.

In realtà avere dei leak a 48 ore dall'evento è solo dannoso e fra l'altro esercita anche una pressione psicologica enorme nei confronti delle persone che a quei giochi. Ci hanno lavorato, non è vero che a priori un leak non può aumentare, diciamo il bus mediatico attorno a un prodotto, magari in qualche caso la presentazione di una nuova IP.

Se trapela un'immagine, ci può essere un pò di curiosità pregressa da parte del pubblico, ma è rarissimo che questi leak siano pilotati e fidatevi, avendo contatto con le persone che lavorano dietro le quinte, molto spesso si percepisce invece lo scoramento. La e insomma, l'amarezza. Ma a tutti i livelli, Eh, cioè è chiaro che lo sviluppatore, che magari ha avvisato la famiglia, guarda che c'è questa cosa, Eh, ma io penso anche solo al reparto marketing.

Chi ha lavorato per sicuramente mesi all'evento di domani sera e si vede spoilerare così tutto per il gusto di perché alla fine poi il la questione finale è che non è che il dirlo prima aggiunge qualcosa, cioè lo scagliarsi contro schofield per quel tweet, Eh. Beh, innescò una discussione migliora. Magari l'ambiente comunque crea una percezione diversa delle questioni. Che ha senso, cioè c'è un fine dietro dire il svelare in anticipo il contenuto di una conferenza.

Qual è il fine? Non c'è nessun film, se non appunto quello di o fare clic o rompere le uova nel paniere e non e non e non va bene, non va bene, non va bene.

Nella seconda parte del podcast, invece, andiamo dalle parti di Electronic Arts, che ha annunciato di aver fondato un nuovo studio, un. Lo studio che si trova a Seattle e che si chiama Ridge Line Games, la Fondazione di questo studio, risponde ad un'esigenza precisa, perché il team lavorerà ad una nuova esperienza narrativa collocata nell'universo di Battlefield, quindi dopo ripple Effect e dopo dice, si aggiunge anche questo nuovo team.

Ehm, all'ecosistema di software House che lavoreranno su Battlefield, un franchise. Ultimamente non sta navigando in acque molto sicure, è importante però dire chi è a capo di questo

nuovo studio. Si è importante appunto parlare di nomi perché c'è una personalità abbastanza, direi importante, forse non ultra sotto i riflettori, ma che ha un passato di tutto rispetto, ovvero Marcus Leto che è uno dei co creatori di Halo. In realtà con fortune, poi alterne, perché l'ultima sua epopea disintegration, che era quello. Farà tutto anche in realtà è

interessante e ambizioso. Poi si è schiacciato sotto il peso delle sue stesse aspettative e anche forse un po di un anonimato a livello visivo e di idee abbastanza così. Diciamo che della qualità di Halo e della anche del piglio ludico di Halo, Disintegration non aveva proprio niente. C'era veramente pochissimo e l'idea però è quella appunto di prendere una persona sicuramente con una grande expertise in

termini di di sparatutto. E metterla a punto a capo di 1 1 studio che a me quello che stupisce è voler dare una profondità narrativa a un FPS che se vogliamo è una cosa abbastanza un po fuori dal tempo, sia fuori dal tempo perché è un trend che non si sta esattamente come posso dire consolidando, ma che anzi forse vanno in direzione opposta sia per quello che è un po l'indole di Electronic Arts.

Ricordiamo quel famoso tweet eccetera eccetera è sempre sembrata un po meno attenta alle esperienze single player. Soprattutto se pensate nell'ambito di una serie come Battlefield e quindi però invece questa inversione di tendenza fa notizia, no? Si fa notizia e sono d'accordo con te, che sia stravagante, anche perché diciamo l'ultimo.

Battlefield è stato presentato invece proprio come un Games service, una piattaforma esplicitamente ed esclusivamente dedicata al multiplayer, è in continua evoluzione. Non so se questa sorta di marcia indietro, se vogliamo chiamarla così, è legata al fatto che quella visione. Ma si sia dimostrata troppo efficace per il mercato. E allora provano, diciamo a rilanciarlo in un'altra maniera.

In questo senso spero che anche narrativamente però vogliano fare un percorso alternativo a quello di Call of Duty, che nelle sue derivazioni narrative mette sempre in scena una guerra iper spettacolarizzata. Con questi soldati che sono degli eroi, magari si potrebbe pensare o sperare che Electronic Arts voglia ritornare a dipingere una guerra.

Più umana, più dolente, anche fra quel cattivo meno macchietta, bravo esempio che è una roba un po di che un Call of Duty con un'etica più sfumata perché in Call of Duty c'è sempre buoni versus cattivi, cioè è molto difficile trovare, diciamo ehm sfumature di grigio. Certo che nella guerra invece ci sono ed esistono sempre e come certo nell'essere umano direi proprio anche addirittura più che nella guerra.

Aggiungo anche sorpresa. La sorpresa, cioè Battlefield, secondo me storicamente non è mai stata una serie che si

distingueva per quello. Da un lato è apprezzabile l'idea di OK, proviamo magari a dare un nuovo secondo me c'entra tantissimo il fatto che Battlefield 2042 sia andato così male e quindi proprio magari, per contrappasso, Dici Bia, faccio l'opposto, quindi interessante, vedremo come sarà poi applicata tutta questa volontà, forse di fondo non non vogliamo fare quelli che non sono mai contenti, però mi sembra che quando fai ah e poi improvvisamente dici no, forse è

meglio. Età non hai le idee chiarissime, ecco, almeno quello mi sembra di di di di intravederlo mi permetto di chiudere veramente con due secondi di suggerimento. Electronic Arts, Ridateci Bad Company.

Grazie 1000 per averci seguiti anche in questa puntata di Gong, torniamo lunedì con l'attualità e probabilmente, insomma, commenteremo le notizie emerse dallo show di Ubisoft anche dal 20 di 23 di Disney. Assolutamente, è vero, c'è anche Disney Marvel che annunciano le loro attività in ambito videoludico. Buon fine settimana.

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