Il Triduo pasquale (#2) - Il Giovedì e il Venerdì Santo - podcast episode cover

Il Triduo pasquale (#2) - Il Giovedì e il Venerdì Santo

Mar 24, 20241 hr 8 min
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Esercizi Spirituali di dom Ildebrando Scicolone, predicati presso la Parrocchia del SS. Crocifisso di Pachino.

Fonte: https://youtu.be/u2ayzKeJZ1g?si=R395BLWhKH5EEip2

Transcript

Il giovedì Santo. E la vigilia della sua passione. No e nella tradizione romana avevamo. Tre celebrazioni. Così nel Sacramentario gelasiano, come ricorderà il mio discepolo. C'era una celebrazione, non necessariamente tutti nella stessa Chiesa a Roma. Parliamo liturgia romana. Era in origine la liturgia della Chiesa di Roma, anzi del vescovo di Roma. La prima celebrazione era la

riconciliazione dei penitenti. Quelli che avevano fatto tanti anni di penitenza, l'ultimo periodo l'avevano fatto in quarantena, vestiti di Sacco a pane e acqua. Per quel motivo lì, per fare 40 giorni effettivi di digiuno, visto che la domenica non si digiunava, non si digiuna la domenica, la domenica è Pasqua? No, allora la Chiesa romana ha anticipato questa celebrazione non alla prima domenica di Quaresima, ma al mercoledì precedente.

Mercoledì delle ceneri è nato perché bisognava che quelli facessero 40 giorni di digiuno effettivo. Vestiti di Sacco e chiusi in clausura in quarantena proprio. Milano non aveva questa tradizione. Difatti Milano ancora comincia la Quaresima con la prima domenica, quindi il sabato prima della prima domenica. È ancora carnevale? Per loro no. E questa celebrazione era comunitaria. Un rituale abbastanza complesso, i penitenti stavano alla porta della Chiesa con delle candele in mano spente.

Poi arrivava il vescovo, mandava il suo diacono ad accendere le candele, le accendevo, poi subito le spegnevo, poi ci arrivava il Diacono, Accendeva le candele e subito le spegneva. Poi una terza volta le accendeva le candele e veniva in chiesa. Entravano con le candele accese in ginocchio, prostrati a terra. Il diacono si rivolgeva al vescovo.

Facendo una perorazione. Un'arringa diceva, questi nostri fratelli è vero che hanno peccato, però hanno pianto, hanno lavato i loro letti con le lacrime, hanno mangiato il pane del dolore e quindi reverandissimo padre, è giusto che tu interceda per loro e il signore li perdoni. Il vescovo faceva la preghiera di riconciliazione e venivano riammessi alla comunione. Era una specie di scomunica. Allora la penitenza. E quindi a Pasqua potevano fare la comunione. Benissimo.

Una celebrazione, un'altra celebrazione del giovedì. Era la messa crismale. O la messa nella quale il vescovo Benediceva l'olio? Dei catecumeni, l'olio degli infermi prima, e poi il sacro crisma. Invece di chiamarlo benedizione del clima, si chiamava addirittura consacrazione del clima. Il crisma serve il clisma è un olio profumato.

Mi ricordo che a Palermo, dove io sono stato tanti anni, il profumo da mettere in nell'olio che era il crisma, lo offrivano l'associazione offriva l'Associazione dei Profumieri della città. E si sente il profumo del prisma, noi l'abbiamo ricevuto tutti il prisma. Nel battesimo. Nella cresima in fronte? No. Noi l'abbiamo ricevuta nell'Ordinazione Sacerdotale. Nelle mani il vescovo riceve il Crisma versato sulla testa, deve penetrare.

No, quindi siamo tutti cristi. Noi ci chiamiamo cristiani, dovremmo essere chiamati cristi perché siamo diventati membri del corpo di Cristo. E lo spirito, evidentemente è lo spirito, e il crisma è segno della presenza dello spirito. E questa benedizione del prisma? Si faceva prima nelle cattedrali il Tesoro, il vescovo e la Cerebra e prima del Concilio non c'era la concelebrazione, quindi celebrava solo il vescovo con i suoi canonici, che non concelebravano.

Peraltro no, quindi era una cosa fatta. Quasi a porte chiuse con il Concilio, Papa Paolo sesto ha voluto che la messa crismare fosse non soltanto la messa per il crisma, ma ha dato un'altra tonalità. Gesù nell'ultima cena ha istituito due sacramenti, non solo il sacramento dell'eucaristia, ma anche il sacramento del sacerdozio. Quando ha detto agli apostoli, e l'ha detto a tutti i discepoli, fate questo in memoria di me.

Quindi ha dato gli apostoli il potere di consacrare, quindi, l'istituzione del sacerdozio e la messa crisimale. Oggi non è tanto, non insiste tanto sulla unzione quanto sul sacerdozio. Sì, certo, siamo tutti sacerdoti. Se abbiamo ricevuto il crisma,

siamo tutti sacerdoti. Popolo sacerdotale, il sacerdozio di Gesù, che è il capo, si è diffuso in tutto il corpo quando sentite nella preghiera eucaristica l'abbiamo fatta stasera, la seconda, ti ringraziamo perché ci hai i fatti degni di stare davanti a te e di compiere il nostro servizio sacerdotale. Il sacerdote non parla solo di sé, ma parla di tutto il popolo, siamo tutti popolo sacerdotale.

La professoressa Cettina Militello che avete sentito stamattina, ha scritto un libro sulla Chiesa ed è intitolata Popolo di Crismati, noi siamo stati crismati, noi siamo cresimati, ma non è solo la cresima, la cresima ci dà lo spirito. Anche gli altri sacramenti ci danno lo spirito. Tutti, Eh, quindi adesso? La messa crismale è concelebrata da tutti i sacerdoti con la presenza del popolo. E siccome il Giovedì Santo mattina. Non solo è giornata lavorativa

adesso, prima no? Ma i sacerdoti però sono occupati a pensare alla funzione della Sera, quindi è difficile che tutti possano essere presenti perché si comincia a fare grandi preparativi non solo per l'altare ma anche per l'altare della riposizione dove si conserva, come vedremo, l'eucarestia per la comunione del venerdì. Il cosiddetto ma non si deve dire cosiddetto sepolcro. Si può chiamare sepolcro? Un luogo dove Gesù si mette dentro vivo e si toglie l'indomani, quando si dovrebbe

mettere. Non è saputo il motivo di questo sepolcro nasce dal fatto che siccome nel Triduo Pasquale lo sposo è tolto. Quando lo sposo sarà tolto, allora digiuneranno, ma si metteva, si nascondeva tutto quello che era la presenza di Cristo. E quindi l'evangelario l'eucarestia innanzitutto e quindi da lì poi il l'acqua Benedetta si toglieva già la pandemia a una fece lovare prima del tempo per sempre. Speriamo che ritorni, che ricordi il nostro battesimo.

Ogni volta che entriamo in chiesa facciamo il segno di croce con l'acqua Benedetta dunque. E poi però queste cose che si erano messe nell'urna. Nel monumentum. Ma nel Vangelo dice che Gesù è stato messo nel monumentum, che è il sapore. Però si tolgono non il venerdì sera ma si toglievano il sabato Santo. Gesù ha detto una volta. Quando si lamentavano gli scribi ai farisei e i discepoli di Giovanni, perché i nostri discepoli digiunano?

I tuoi discepoli non digiunano? E Gesù risponde, possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Verranno giorni nei quali lo sposo sarà tolto e allora digiuneranno e quindi noi digiuniamo anche dall'eucaristia. Il venerdì Santo non ci dovrebbe essere la comunione. Perché l'eucarestia è chiusa. Il segno della presenza di Cristo e la croce. L'adorazione della Croce, comunque adesso togliendo Gesù con la per la comunione del venerdì lo togliamo.

È morto? Ce lo mettiamo il giorno prima? E non ha senso effettivamente a volte mi ricordo un sabato Santo mattina, sabato Santo mattina. Entra in chiesa mentre noi cantavamo l'ufficio, l'ufficio del sabato Santo è splendido, poi ne parleremo. Uno in chiesa andava cercando, dico che cosa vai cercando. Finita la preghiera io sono andato, dico, scusi, che cosa cerca? Dice il sepolcro. Dicono che è finito ieri, come ho finito ieri, se ieri è morto e risorge stasera dove sta

adesso? No, aveva ragione di lamentarsi di questo. Insomma, ancora non è che è stata bene organizzata, questa le celebrazioni del triduo Pasquale. La mattina però del Giovedì Santo, quando si celebra la messa crismale. La grande manifestazione della Chiesa locale. Pensate, la messa crismale, c'è il vescovo, ci sono tutti i presbiteri e il popolo di Dio. Quella manifesta la Chiesa Diocesana. Ed è diventata, di fatto, una

celebrazione del sacerdozio. Principalmente del sacerdozio ministeriale, quello dei dei presbiteri. Ma è del sacerdozio della Chiesa tutta. E ancora non siamo entrati nel triduo. È sempre la vigilia della sua passione. Invece ecco qui, triduo Pasquale, è scritto dopo la messa crismale che ho voltato le pagine e comincia con la messa vespertina in cena domini. Questa messa è. L'istituzione dell'Eucaristia, ma. Gesù. Dice nell'ultima cena era la

cena Pasquale ebraico. Con tutto un rituale. L'erba mare era il pane azzimo spezzato, l'agnello e il vino le quattro coppie di vino. C'è tutto un rituale ebraico che ancora usano gli ebrei. Solo che Gesù. Ha cambiato le parole. Non ha detto, prendete e mangiate e basta, ma prendete e mangiate, questo è il mio corpo. Non ha detto prendete e bevete in ricordo della vino, della gioia nella liberazione Pasquale, ma perché questo è il mio sangue. Ha cambiato il senso, non fatelo

più in memoria della liberazione dall'Egitto quell'era. 1, 1 annunzio, una preparazione, un simbolo di quello che sarebbe stato dopo non la liberazione della schiavitù, ma la liberazione dalla morte, la vita eterna. Bene. E quindi il sacerdozio. In questa diocesi, a quanto pare, non si celebra la il Giovedì Santo mattina, per motivi pratici, ma si può benissimo anticipare a qualche giorno prima. Durante la Quaresima penso sì, per esempio si potrebbe fare un

sabato. Dove la gente non lavora sabato pomeriggio si potrebbe fare anche quello. Però questa celebrazione ci deve ricordare che ogni sacramento ci dà lo spirito. L'olio degli infermi, che è per l'unzione dei malati, non è più estrema unzione, appena sentivano, prima l'estrema unzione? No, no, ancora c'è tempo. Pare che il sacerdote che andava lì per dare l'estrema unzione gli.

Dichiarava che poteva morire. La patente di molte no. Un sacramento per la vita, per la guarigione, per riprendere le proprie attività e poter servire. Vi ricordate la suocera Di Pietro? Gesù? La guarì ed ella si alzò subito e si mise a servirli. La nostra vita è per poter servire gli altri, perché per noi sarebbe meglio sarebbe meglio andarcene, a vedere il signore alla vita eterna, comunque. La sera del giovedì. E invece abbiamo la cena. Prendete e mangiate, questo è il

mio corpo. Che sarà? Consegnato per voi. Solo che consegnare in latino si dice tradere. Solo che da questo verbo tradere vengono fuori in italiano due parole che sono diverse. Una è la parola tradizione. Significa tramandare. E la tradizione della Chiesa è quella bella notizia che noi ci tramandiamo di padre in figlio, no, la tradizione. L'altra parola è tradimento. Tutta un'altra cosa. Gesù è stato tradito, è stato tradito da.

La Giuda diremo noi no, perché Giuda lo dice chiaramente ai sommi sacerdoti ebrei, quanto mi date? Perché io ve lo consegni? Vi ricordate consegnare e tradire? Però se voi guardate la messa del giovedì, voi troverete questo avverbo consegnare. Declinato o coniugato in diverso modo nella colletta, cioè la prima preghiera della messa, si dice. Dio che ci hai riuniti per celebrare la Santa Cena, nella quale il tuo unico figlio, prima di consegnarsi.

Si è consegnato lui? È una cosa buona che Gesù si è consegnato alla morte per noi. Gli dobbiamo dire grazie, Eh, perfetto. Quindi c'è una consegna, una traditio positiva, bellissima. Poi ancora nella preghiera eucaristica, che è speciale. Quel giorno si dice così, in comunione con tutta la Chiesa, mentre celebriamo il giorno Santissimo nel quale il signore nostro Gesù Cristo fu. Consegnato? Si consegnò o fu consegnato?

Fu consegnato? Sant'Agostino, commentando la prima lettera di Giovanni, si ferma su questo verbo tradere, lui parlava in latino. E allora dice, Chi è che l'ha consegnato Gesù alla morte, ma innanzitutto il padre? Lo ha dato. Lo ha consegnato nelle mani dell'uomo. E fu messo in croce. È stata una cosa bella. Grazie padre che ci hai mandato il tuo figlio per la nostra salvezza. Si è consegnato a Gesù stesso per amore nostro. Grazie Gesù, l'ha consegnato Giuda.

È stata la cosa bella. No, l'ha consegnato Pilato. Pilato lo consegnò nelle loro mani perché fosse crocifisso. Dunque, vedete l'atto di consegnare se? È fatto per amore degli altri, è la cosa più stupenda che ci sia. Il padre e il figlio se l'ha consegnato Giuda o Pilato? L'hanno fatto per altri motivi. Uno per paura, Pilato per viltà, tutto per non perdere il posto. Vi ricordate se tu liberi costui, non sei amico di Cesare? Se ci perdo posto?

E a malincuore l'ha consegnato l'altro, l'ha consegnato per interessi o per si era sentito imbrogliato, perché Giuda pensava che questo sarebbe stato il Messia, eccetera eccetera. Ha fallito il copri meglio che se lo leva o per denaro, se volete 30 denari, niente era 30 denari. Pensate, questo gli perdonava 10.000 talenti. 30 denari. Era un mese di lavoro. È grassa. E allora Agostino poi commenta, se vedi non è importante quello

che fai. Perché il Padreterno è Pilato, hanno fatto la stessa cosa, ma. È importante il motivo per cui lo fai. Se tu fai una cosa per amore degli altri, noi confondiamo l'amore per gli altri con l'amore. Mi piace, è bello? No, no, piace agli altri, semmai no. Se lo fai per amore è una cosa buona, se lo fai per altri motivi. E conclude poi con una frase rimasta celebre, ma fuori dal contesto, allora ama.

E poi fare quello che vuoi, se lo fai per amore comunque noi celebriamo l'amore di Cristo che si fa mangiare. Che si fa bere, o meglio si fa succhiare il sangue? Noi diciamo succhiare il sangue si si è dato. E ci trasforma dal di dentro. Questa è la celebrazione della cena Pasquale, vedrete, ma perché prima? E dopo? Di fatto Gesù ha consegnato il suo sangue e ha mandato il suo corpo sulla croce. Difatti il verbo è che sarà versato.

Non che hai versato, beh. Nel nella Pasqua tipologica simbolica degli ebrei, anche lì Mosè. Ha istituito, per così dire, la Pasqua. Prima che uscissero dall'Egitto, vi ricordate? E poi dovrebbero celebrata poi nella terra promessa. Il fatto, la loro liberazione è dopo la cena. Questo lo leggiamo nella prima lettura del Giovedì Santo sera, esodo 12, Dio chiama Mosè, aronne dice, questo giorno sarà

per voi il primo dei. Il primo giorno del mese del primo mese dell'anno, una volta la Pasqua era l'inizio dell'anno. A Marzo, tra Marzo Aprile. E ancora, c'è un segno? Se l'anno comincia ora a gennaio? Settembre è il settimo mese o è il nono mese? Ottobre è l'ottavo mese o è il decimo? Decimo. Perché prima, per essere settembre, ottobre, novembre, dicembre, l'ultimo, vuol dire che l'anno cominciava a Marzo. Marzo, Aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, 7

ottobre, novembre, dicembre. Hanno anticipato poi a gennaio. Però i nomi sono rimasti quelli ci avete fatto mai caso perché cominciava con la primavera, o meglio, per noi, cominciava con l'incarnazione. Cioè quando Dio si è fatto carne nel grembo di Maria Vergine, quel 25. Avremo prossimamente, no? Che giorno è venerdì? Ecco, venerdì sarà l'annunciazione, cioè l'incarnazione, e non è l'annunciazione di Maria. E l'annunciazione di Gesù. A Maria tu.

Lui è l'annunziato. In una chiesa di pedara fanno la festa dell'Annunziata, io ho detto no, si dovrebbe dire la festa dell'Annunziato perché è annunciato Gesù. Comunque. Mosè fa la cena e poi c'è la liberazione, Gesù fa il rito. E gli apostoli non hanno capito quella sera. Capito la sera di Pasqua? Perché i due discepoli che erano andati fuori a Emmaus vi

ricordate? E Gesù poi si fermò, costretto, perché gli ospiti bisogna costringerli non solo invitarli, no, prese il pane, lo spezzò, rese grazie. Allora si aprirono gli occhi. Forse quei due discepoli erano stati il giovedì, prima lo stesso, lo stesso gesto, ma era risorto. E allora il risorto mangia con noi. O noi mangiamo lui risorto. Questa è l'eucaristia, ad esempio. Ecco. Siccome, però nel Vangelo di Giovanni. Leggiamo il Vangelo di Giovanni quella sera. Giovanni non ci racconta

l'istituzione dell'Eucaristia. Quella sera ce la sentiamo raccontare dal testo del nuovo testamento più antico, come scritto, cioè la prima lettera di Paolo ai corinzi, capitolo 11. Gesù nella notte in cui veniva tradito, prese il pane, eccetera eccetera.

No, quindi, e ci fa diventare uno, perché tutti mangiamo lo stesso pane e bisogna che ci aspettiamo a vicenda, come l'autobus, dicevamo l'altra volta ieri, per la gita, no, quindi noi abbiamo l'istituzione della cena ebraica, la cena rituale cristiana che è la messa. E invece Gesù Nel Vangelo di Giovanni, non. Istituzioni, ma ci racconta la lavanda dei piedi? E non è un segno di servizio, di donazione.

Gesù che si mette a lavare i piedi ai Discepoli, Pietro, giustamente ragionando come noi tu mi lavi i piedi a me non sia mai, sono io che lascia fare gli ha detto altrimenti non avrai parte con me. È un'altro modo per consegnare la propria vita al servizio degli altri. Allora questa lavante dei piedi non era all'inizio, nella liturgia? Era una pratica monastica, i monaci, l'abate, il superiore lavava i piedi ai monaci. E la prova ne è che nel messale precedente.

Mentre quello che deve fare il sacerdote è scritto sacerdos. Quando si arriva al lavanda dei piedi nel vecchio Messaria troviamo superior, cioè il superiore. Quindi era una tradizione religiosa che poi è entrata nella liturgia. Comunque è così, non è obbligatorio. Se le condizioni ci sono, la. Se la gente lo capisce che non è una sceneggiata, no? E se noi poi lo viviamo nella vita, se ci mettiamo al servizio degli altri, perché Gesù è morto per aiutare gli altri?

Questa è la ricchezza e durante la lavanda dei piedi dove si fa? Si canta tradizionalmente Lupi Caritas. Dov'è carità? O meglio, dove c'è amore vero, dice di Ubi. Caritas est vera, dice il testo critico. Ed è un inno alla carità, all'amore di Dio che diventa il modello dell'amore per i nostri fratelli, per ciascuno di noi. E poi la messa è quella. Solo che nella preghiera eucaristica notate, va, sta

cosa. Egli, la vigilia della sua passione sofferta per noi e per l'umanità intera, cioè oggi. Nella liturgia, quando sentite oggi, oggi, Natale, oggi, questo, oggi questo è apparso o dell'Epifania, oggi, oggi questo è morto. Sia dato, no? Quindi quest'oggi è importante, a me vengono i brividi. In latino era molto più espressivo, perché qui italiano

dice in questo giorno. Invece il latino dice, qui privi e compro nostra o chiunque salute pateretur o chest odie, prima che Gesù patisse per la nostra salvezza, cioè oggi. Quando sento oggi. Noi cantiamo parecchie volte, oggi, oggi Cristo è nato, oggi in terra cantano gli angeli, oggi Cristo è morto oggi, oggi, oggi. Per Dio non c'è ieri e domani c'è l'eterno oggi, in quel momento si manifesta oggi per noi. Alla fine della messa. Due azioni.

Intanto si conserva l'eucarestia e una volta si conservava solo la storia complessa. Io trovo che nel secolo sesto, settimo. Ci sono a Roma due specie di nessali. Sacramentario gelasiano. E Sacramentario Gregoriano, il Sacramentario Gregoriano che si fa risalire a Papa Gregorio Magno dice che il Venerdì Santo il Papa non si comunica. Al posto della eucarestia il Venerdì Santo C'è la croce. E quindi il Papa andava ad

adorare la croce, dove? E nella Chiesa romana, dove c'è una bella reliquia della Santa Croce, reliquia regalata al Papa a suo tempo. Dalla da Elena, la madre dell'imperatore Costantino. Che doveva essere siciliana per altro. Il monastero Gregorio fondò sei monasteri in Sicilia. Tra cui, si dice, quello di San Martino delle di Palermo sicuramente. Gregorio era in buona corrispondenza col vescovo di Siracusa. Voi eravate di Siracusa una volta. Se se la puoi, se sei spaccata,

se la cosa entra. Ma insomma, Siracusa, la prima sede Di Pietro, peraltro no. E allora Papa Gregorio? Non faceva l'adorazione del, non faceva la comunione il Venerdì Santo, ma adorava la croce. Invece nelle altre Chiese di Roma. I fedeli adorano la croce e si comunicano. Poi a un certo momento, invece, questa comunione non l'hanno fatto più i fedeli, ma solo il prete. E quindi si conservava per il giorno dopo solo un'ostia grande per la comunione del sacerdote

il giorno dopo. Notate bene che il Giovedì Santo alla messa in cenadomini. Non c'era la concelebrazione fino al fino a Giovedì Santo del 1965, quindi il Giovedì Santo. Dei nostri monasteri. Celebrava l'abate e gli altri monaci sacerdoti quel giorno. Non celebravano la messa. Perché sono proibite le messe private il Giovedì Santo? Perché una è la messa. Quindi io mi ricordo. Io sono diventato sacerdote dopo quel Giovedì Santo.

Prima i miei confratelli, il Giovedì Santo, giorno dell'istituzione del sacerdozio, non celebravano messa. Assurdo. Adesso invece, dopo il Concilio, con la concelebrazione tutti i sacerdoti presenti. È bene che concelebrino quel giorno ed è tutta un'altra cosa. Ti dà l'idea del cenacolo, no? Si porta il Santissimo adesso nel Medioevo, cioè adesso dopo il Concilio hanno detto no. Perché il non fare la comunione, il popolo non fa la comunione il

Venerdì Santo? Perché lo sposo è tolto e non dovrebbe farla neanche il prete di per sé, perché non è la il venerdì, non è una messa. È una messa, è una comunione con i pre santificati, cioè erano stati consacrati il giorno prima. E hanno detto no, ma perché il prete sia gli altri, no. Il miglior modo di prendere parte alla passione del Signore e comunicarsi al suo corpo dato.

Probabilmente invece l'hanno, probabilmente l'hanno fatto, perché se. Se il venerdì Santo coincide con la prima, con il primo venerdì di Aprile. Potrebbe essere uno che fa i 9 primi venerdì, che fa, si fa comunione, interrompe? E secondo la mentalità fiscale, no, se tu interrompi i serie dei primi venerdì devi cominciare

daccapo, ma capite? Una rivelazione privata a Santa Maria Margherita Lacoque non dovrebbe abolire una tradizione della Chiesa che è più secoli, comunque, cioè facciamola. Però di fatto il venerdì noi abbiamo due processioni, una per andare a baciare la croce e una per fare la comunione. È un po ancora da da risistemare, beh, comunque questa è la celebrazione del giovedì. Io mi sento sempre al giovedì sera nel cenacolo. Ti posso raccontare un'esperienza?

Io sono stato in Terra Santa una volta, quando ho fatto il venticinquesimo di sacerdozio. e a un certo momento la guida ci ha portati là, ma nonica aveva detto andiamo, oggi andiamo al cenacolo quando mi sono trovato là sopra, perché al piano superiore no? Gesù Volle una stanza al piano superiore. Ci sono delle cattedrali Romaniche, Modena, Verona eccetera. No, dove l'altare è una scalinata alta alta, sotto c'è la cripta e sopra perché sopra? Perché Gesù ha voluto celebrare

la cena al piano superiore? Era il piano dove dormivano le persone. Al piano inferiore c'erano le bestie, a stalla no. Sopra addobbata con drappi eccetera, quindi la la la la messa è qualcosa di di nobile, di grande. Comunque si fa la comunione. La riposizione, allora è diventata questa processione. E si metteva giù su nel sapore, nella l'altare della riposizione. Che poi quest'altare, era addobbato. Ed è una cosa curiosa.

Il venerdì Santo Tu entri in chiesa Venerdì Santo mattina, tu entri in chiesa e trovi l'altare spoglio, senza tovaglie, senza candelieri, senza tappeti, senza niente non spoglio e dice, perché spoglio? L'altare dice, perché Gesù è morto, perché lo sposo è tolto. E allora perché questo altare è così solenne? Dice perché c'è lo sposo? C'è o non c'è? Capite ancora, è da sistemare sta faccenda comunque. L'adorazione. Santissimo sacramento nell'altare della reposizione è

consigliato farlo. La sera del giovedì. In modo solenne, cioè pubblico, fino a 00:00 dopo 00:00 no, è venerdì Santo. Ma io quella adorazione del giovedì sera la vedo piuttosto come. Un rispondere alla richiesta di Gesù che dopo la cena, andò con i discepoli all'orto del Getsemani, no. E disse agli apostoli, Rimanete qui, vegliate, pregate, per non cadere in tentazione. Lui poi andò di là a pregare da solo. Sappiamo pure la preghiera, padre, se possibile passi da me. Questo calice.

Poi tornò. Poneva il conforto dei dei discepoli e li trovo che dormivano. E si è lamentato pure Simona, non avete potuto vegliare un'ora sola con me? Pregate, vegliate e pregate. Quindi quella adorazione del giovedì Sera mi pare ci riporti al Getsemani. Gesù. Vuole che noi ci associamo alla sua preghiera e alla sua offerta. Questa processione una volta era fatta in modo molto solenne. Era una posizione eucaristica.

Come quello del Giovedì Santo. Lì con l'ostensorio, qui con la Pisside, però col baldacchino, con l'ombrellino. No, giovedì Santo è un colore bianco, sì. Poi il venerdì, quando si andava a riprendere con la stessa processione e che eravamo nero. Distante, la funzione è nero o viola, adesso è rosso. Certo, noi nella Festa dei Martiri usiamo i paramenti Rossi, nella Festa del Capo dei martiri facciamo lutto. Facciamo lutto?

Non è che è morto? Quando noi celebriamo la festa dei santi nel giorno della morte, non facciamo la messa da morto. Siamo alla messa di glorificazione? Semmai no, per il capo dei martiri. E allora il venerdì? Il venerdì noi non abbiamo altre, non c'è messa e non c'è messa perché lo sposo non c'è, tornerà? Il digiuno del Venerdì Santo. Consigliato anche per sabato. E il digiuno che ci fa aspettare il ritorno dello sposo. Se il marito o la moglie ormai lavorano tutti, vero?

Torna tardi dal lavoro, la moglie o il marito, nel caso mangia per conto suo prima. Se non devo andare a lavorare al suo tour perché ormai è così, eh no, di per sé si aspetta, no, che fanno l'aspetti. Ci sa, io vengo alle due, mangeremo alle due, ci vengo alle sei, mangiamo alle tre, no, Gesù, arriverà lo sposo, arriverà la notte di Pasqua, digiuniamo. Per aspettare allo sposo, questa è la comunione Pasquale della notte.

Comunque Venerdì Santo non c'è niente di mattina, la sera c'è, questa azione liturgica si chiama che è centrata sul la mistero della Croce. Senza crocifisso. Attenzione, quando voi adorate la andata ad adorare la croce, baciate la croce o baciate il crocifisso. La croce, non tutto il ginocchio col crocifisso o ai piedi del crocifisso. No, di per sé è la croce. Dicevo ieri sera si può fare l'adorazione della Croce con una

croce di metallo? Quando il diacono canta questo è il legno, ecco il legno della Croce, se il legno. Ma questo legno i padri ci hanno fatto degli inni splendidi. Sono due inni della Croce di Venanzio fortunato. Venanzio fortunato era un prete di poitier, dove era vescovo. Ilario di Poitiers, secolo quinto. E allora la regina che aveva chiesto la reliquia della vera

croce. Della il Papa gliel'ha mandato un bel pezzo, ha fatto preparativi, ma di festa arrivava la croce di Gesù, immaginate che festa no? E lui ha composto diversi inni, due le cantiamo, uno alle Lodi e uno al vespro. Quello delle Lodi è pangerlingua gloriosi, prelium certaminis. Poi San Tommaso ha copiato il primo verso per l'eucaristia. No o lingua canta la gloria. E poi l'altro, avanzano i vessilli del re, la bandiera del re, la croce, la bandiera del nostro re.

Noi facciamo la croce che è segno della vittoria, perché quello che era prima strumento di supplizio a croce. La morte in croce e la crocifissione era il supplizio più feroce che ci poteva essere. I romani? Non crocifiggevano i romani. Gli schiavi mettevano in croce e gli ebrei per loro erano schiavi e Gesù è stato crocifisso perché era ebreo. Pietro sarà crocifisso a Roma perché era ebreo, Paolo non sarà crocifisso perché era cittadino romano, è stato decapitato con la spada, capite?

Era, era, ha preso il supplizio più infamante. Ma quella croce però, per noi poi è diventato segno di vittoria, il primo che l'ha vista così. È stato l'imperatore Costantino che ha vinto il suo nemico rivale massenzio, perché tutta l'armatura aveva avuto una visione della di una croce splendente. E ha messo quella croce. Con questo segno vincerai. L'ha messo in tutte le armature, le corazza degli scudi, eccetera

eccetera. E ha vinto e ha attribuito la sua vittoria a quella croce lì. Poi ha domandato. Chi è sto segno, cioè quello dei cristiani. E allora si è convertito, dice. La tradizione ha lasciato libertà alla chiesa e sua mamma Elena ha fatto gli scavi in Terra Santa e hanno trovato quel tanti pezzi di legno. Uno di questi ha guarito un malato grave. Allora hanno detto, questa è la croce del Signore. La croce è diventata segno di vittoria.

Trovato una volta avete conosciuto o avete sentito parlare della svastica, dei nazisti? Sì, mi ha fatto impressione la prima volta che ho visto il museo archeologico di Siracusa, che nei vasi antichi greci c'erano, c'era la svastica, ci si piglia. Cosa antica è sì, sì, questa non è la svastica di Hitler. Questo è uno, la stilizzazione del sole. Sembra più una ruota che gira, no? La croce. La croce diventa a proposito di croce, vi voglio invitare a cliccare su in Internet.

Parola. La minina. La minina tutta la parola la Minina è una proteina del nostro corpo e. Questa proteina è quella che presiede. All'organizzazione. Tale le cellule di quello che noi mettiamo dentro. Tu mangi chi stabilisce che questa va a finire nell'osso, questa nel nervo, questa nel sangue, questo nei muscoli. Chi lo stabilisce questa l'amministra? Andate a cliccare la minina in Internet. Immagine e ci sono le immagini. Non vi voglio dire che cos'è? Perché? Andatelo a vedere.

Cliccate la minina immagine, vedrete la struttura del di questa proteina, la struttura. È una croce. La Croce è iscritta in ogni nostra cellula. È un discorso, è in un discorso di un pastore protestante americano. Dura una cinquantina di minuti e potete andare a leggere pure questo, no? È una scoperta. La croce è al centro di tutte le nostre cellule. Bah, meraviglia. Quindi c'è il macrocosmo, l'universo. E questo microcosmo è iscritto nel cuore dell'uomo.

Beh, venerdì Santo allora la liturgia del Venerdì Santo che non chiamiamo messa perché non è messa? Prima si chiamava la messa dei pre santificati, come ho accennato, cioè si faceva la comunione con le ostie santificate consacrate, prima ci sono i nostri fratelli bizantini che in Quaresima non celebrano tutti i giorni. Il venerdì normalmente fanno a comunione, cioè la messa dei presantificati la chiamo loro celebrano in Quaresima solo di domenica. Com'era in origine?

La messa è nata per la domenica, o meglio la domenica è tale perché c'è il corpo del Signore, il corpus domini, ogni domenica, il corpus domini. La celebrazione del Venerdì Santo comincia con una. Processione del del Celebrante con i ministri silenziosa. Non si canta all'ingresso, niente. Una processione lunga comincia da fuori Venerdì Santo, Venerdì Santo. No, vai alla porta, entra mentre il popolo è tutto riunito lentamente, in silenzio. Quel silenzio è un grido.

Voi immaginate un corteo di popolo silenzioso più. Forte che se gridassero. Che successo? Non silenzio di tomba, silenzio di beh, questo è nato evidentemente. A gerusale. Davanti davanti all'altare della Basilica del Getsemani. No, c'è una Gran Lastra di pietra e lì, tutti i giorni, è Venerdì Santo. Perché in Terrasanta non si guarda il calendario, si guarda la geografia. A Betlemme è sempre Natale? No agenzie, è sempre Venerdì Santo. Al Santo Sepolcro è sempre.

Pasqua? Il Santo Sepolcro noi lo chiamiamo il Santo Sepolcro. Gli orientali lo chiamano la Basilica della risurrezione, la Basilica della Nastasis. No, ma il Venerdì Santo è sempre tanto. Tutti i giorni, tutti i pellegrini che vanno i sacerdoti celebrano e celebrando arrivano davanti all'altare e si prostrano per terra. In solito si posta per terra, li ci inginocchiavano quanto il tempo di un credo.

La tradizione vuole così e poi il sacerdote, il Celebrante si alza, va alla sede e comincia con questa preghiera. Quella tradizionale vi leggo. Senza dire preghiamo il Venerdì Santo non si saluta nemmeno. Il signore sia con voi, non esiste. No? Niente, niente. Dal silenzio subito si alza. Ricordati padre bellissimo, ricordati padre della tua misericordia. E santifica con eterna protezione i tuoi fedeli per i quali Cristo, tuo figlio, ha istituito nel suo sangue il mistero Pasquale.

Ti abbiamo la pasta, diciamo quella parte della medaglia che è la passione. D'altra parte la resurrezione. Avremo poi nel Medioevo delle croci di legno. Che pendono magari dal non pensate al muro, ma dipinte perché le prime croci erano senza crocifisso. Al tempo di San Francesco di Giotto, di Cimabue, invece, le croci di legno sono state dipinte, il crocifisso è stato dipinto, poi ci hanno messo la statua. Di legno o di altro? No, ma all'inizio era la croce.

Segno di vittoria, poi la croce dipinta soltanto. Ci sono delle croci bizantine dove da un lato c'è il crocifisso dipinto, dall'altro lato c'è il risorto. Ed e tutto il mistero non è solo la morte, perché noi abbiamo fatto della Croce un segno di morte. Perché c'è il crocifisso, anzi, oggi fanno dei crocifissi gli artisti moderni che più è tormentato quel corpo di Gesù, più è realistico, ma non è quello il discorso. È l'amore che sprigiona così ricordati, signore.

C'è un'altra. Preghiera nuova. Alternativa, o l'uno o l'altra che si ispira a un testo di San Paolo che dice, oddio che nella passione di Cristo, nostro signore, ci hai liberati dalla morte. Perché era risolto? Eredità dell'antico peccato, trasmessa a tutto il genere umano rinnovaci a somiglianza del tuo figlio. E come abbiamo portato in noi, questo è il testo di San Paolo. Come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l'immagine dell'uomo? Di terra. Adamo significa terreno.

Così per l'azione del tuo spirito, fa che portiamo l'immagine dell'uomo celeste. Trasformaci da terreno in spirito. Come Gesù, questa preghiera. E l'inizio? Poi se leggono le letture. Letture sono tra come come nei giorni festivi, il la prima lettura è del profeta Isaia, capitolo 52, 53.

Quarto canto del servo di jahvè nel libro di Isaia sono quattro i carmi del servo di Jahvè, uno è 41 42, l'altro 47 48, l'altro è 50 51 e l'altro è 52 53. I primi tre li leggiamo lunedì, martedì e mercoledì Santo, il quarto il venerdì. Che è un annuncio della passione. Egli portò sulle sue spalle i nostri peccati, come in un agnello condotto al macello. Non aprì la sua bocca con la sua morte, ne ha salvati altri, insomma. E poi annuncia anche la resurrezione è una profezia.

Tutte sono tutte e quattro, fate caso, anche alla messa dei primi tre giorni della settimana Santa. Il Vangelo, il Vangelo del Venerdì Santo. Sì, poi la seconda lettura è dalla lettera agli ebrei che dice che il sangue di Cristo Gesù. È entrato nel nel santuario del cielo con il proprio sangue e qui l'autore della lettera agli ebrei. Avevamo sempre detto che era San Paolo, ma pare che non sia di San Paolo. Come fai? Il confronto tra. Il sommo sacerdote ebraico.

Sommo sacerdote. Un giorno all'anno. Nel grande giorno dell'espiazione. La grande remissione dei peccati di tutto il popolo. Entrava nel Santo dei santi dove nessuno poteva entrare, solo, insomma, quel giorno soltanto il sommo sacerdote col sangue degli animali. Secondo voi dice l'autore il sangue degli animali? Sacrificati può salvare quanto? Quanto più il sangue del nostro sommo sacerdote di Gesù Cristo, quello sì che salverà quella era profezia.

Come l'antico sacerdote col sangue degli animali entrava nel santuario Spergeva tutto, purificava tutto col sangue degli animali. Che non è vero. Invece il nostro Sommo sacerdote è entrato, non ogni anno, una volta per sempre, nel santuario vero. Il cielo è il luogo dove Dio sta. Il cielo è il mio trono, la terra, lo sgabello dei miei piedi diceva Isaia, no col suo sangue, quel sangue lì. Quella è la seconda lettura. Terza lettura è il passio.

Il passio di Giovanni si. Perché una volta noi leggevamo tutti e quattro i racconti della passione la domenica delle Palme, Matteo. Martedì, Marco, mercoledì, Luca, venerdì sempre Giovanni. Adesso i mesi che abbiamo noi, un ciclo triennale. Matteo, Matteo, marca e Luca lo leggiamo sempre. La domenica delle Palme, un Anno Matteo, un anno Marco, un anno Luca. Quest'anno sarà a Luca e Giovanni. Sembra il Venerdì Santo, ma attenzione, nel Vangelo di

Giovanni la passione. Nella passione di Giovanni, Gesù non subisce la passione. Gesù gestisce la passione. È lui il regista. Lui comincia a parlare e non e non, è una passione dolorosa, è una passione gloriosa. Pensate che quando vanno a prenderlo nell'orto del Getsemani. È lui che si fa avanti e domanda, chi cercate? E a, quelle risposero, Gesù Nazareno. Pare che non lo conoscessero,

forse non lo conoscevano. Negli altri Vangeli si dice invece che Giuda diede loro il segno, colui che bacerò, e lui prendetelo, dice, panino di Giovanni, No, Gesù si fa avanti, chi cercate? Gesù Nazareno sono io. E stramamazzarono a terra. Perché Gesù rispose, Io sono, sono io lo stesso, ma è il nome di Dio. Sono io, ti poteva lasciare a terra, no? Poi chiederle, Stonarono Gesù. Poi di nuovo domanda, Chi

cercate Gesù Nazareno? Ve l'ho detto, sono io, se volete me. Lasciate andare costoro, ha pensato pure ai discepoli, non li toccate. Quindi scapparono da soli, peraltro. Ha paura? Bene, dunque. E poi nel nel interrogatorio con Pilato. E Gesù che porta avanti il discorso. Tu sei il re dei Giudei? Sì, tu lo dici, io sono re io. Per questo sono nato, per questo sono venuto nel mondo. Per rendere testimonianza la verità, chi è? Verrà e Pilato domanda, che cos'è la verità?

Pilato stesso, è lui che scrive, poi Gesù Nazareno re dei Giudei. E i padri nostri, monastici cristiani, quando nei salmi ci sono tanti salmi che cominciano così il signore regna. Hanno aggiunto nei codici tra parentesi dal legno. Il signore regna dal legno, dov'è scritto Gesù Nazareno re dei Giudei? Sulla croce. Qual è il suo trono ora, quando qualcuno si vuole mettere in trono, sappia che il suo capo è in trono sulla croce. Dopo la liturgia della parola non c'è liturgia eucaristica.

Però noi abbiamo conservato nel rito romano. L'unica volta che c'era prima del Concilio. Ora abbiamo la preghiera dei fedeli. Prima l'avevamo abolita la il Concilio l'ha ripresa l'unica volta in cui avevamo una preghiera dei fedeli. O per tutte le categorie di persone. Era il venerdì Santo e le chiamavamo le orazioni solenni. Ed è una preghiera dei fedeli, solo che fatta lo stile romano,

cioè. Il diacono, sacerdote, il Diacono dice l'intenzione, quello chiaro, preghiamo per la Santa Chiesa, almeno si capisce perché si prega. Preghiamo per il Papa, preghiamo per i battezzati, preghiamo per i Catecumeni, preghiamo per gli ebrei, preghiamo. Ora abbiamo pregato per la pandemia, ora preghiamo contro la guerra, non per la guerra contro la guerra. Preghiamo per la pace. Il diacono annuncio, Eh. Poi tutti preghiamo in silenzio, senza rispondere.

Ascolta, Ciao signore. E poi il celebrante fa una preghiera. Per quelle intenzioni? Non ve le leggo tutte, ve la leggo l'ultima? Che l'ultima è. Per tutte le sofferenze del mondo. Dice così, preghiamo fratelli e sorelle, Dio padre onnipotente, perché purifichi il mondo dagli errori. Allontani le malattie. Vinca la fame. Rende la libertà ai prigionieri. Quando si prega sempre per i prigionieri, i cristiani pregavano per i loro fratelli che erano in prigione per la

fede. Non per il prigioniero che avevano commesso. Chissà che cosa, attenzione, spezzi le catene. Conceda sicurezza a chi viaggia, il ritorno ai lontani da casa, la salute agli ammalati e ai morenti, la salvezza eterna per tutte le necessità. Ed è io ricordo quand'ero ragazzo. Venerdì Santo celebrava il superiore. Naturalmente queste preghiere solenni venivano fatte all'altare spoglio, ancora no l'altare ed era colpi viale

nero. Così dai, è veramente una preghiera sacerdotale a nome di tutti e tutti, come che facciamo nostra alla preghiera, che fa il sacerdote? Rispondendo. Amen. Amen significa sì, sono d'accordo, è la nostra firma, ci mettiamo l'amen. Dunque preghiamo per tutte queste, è il grande giorno dell'espiazione, se non ci ascolta quel giorno il Padreterno. Ci mettiamo in mezzo per Cristo, nostro signore, tutte le preghiere finiscono così. Dopo la preghiera.

Dunque? Litologia della parola, la preghiera di Intercessione per tutti. E poi subito si passa all'adorazione della Croce, ecco quello che nella messa è l'eucarestia, qui diventa la

croce. E mentre viene presentata ecco il legno della Croce. E quando il diacono canta, ecco il legno della Croce, venite, adoriamo, rispondiamo, ci mettiamo in ginocchio per un momento, poi si fa avanti e questa processione con tre tappe ci fa pensare, ci fa pregustare anche la processione della notte di Pasqua. Vedremo domani, no, col cielo Pasquale. Cristo luce del mondo, il legno che poi porta la luce. Si adoba ad adorare la croce, andiamo a baciare la.

Si può adorare un pezzo di legno, anche se ci ricorda la croce, qui la parola adorare. Noi adoriamo solo Dio. No, ma qui adorare ha il senso letterale di portare alla bocca. Bocca, in latino si dice Poss, oris, laddove viene la parola orale no. Che significa portare la croce alla bocca, baciare. Quindi noi andiamo a baciare la croce. Questa è l'adorazione.

In Oriente, quando hanno cominciato al quarto secolo ad andare a baciare la croce, raccomandava lo nota la pellegrina Egeria egeria che c'erano accanto alla croce due Diaconi Forzuti. E stavano a controllare. Se qualcuno invece di baciare la croce, c'erava un mozzicone, mordeva e si portava un pezzo della vera croce. Capite? Era la reliquia importantissima. No? Quindi così faremmo bene noi ad

avere la comunione eucaristica. Due che guardino se effettivamente specialmente, se la prendono in mano, se la mangiano oppure se la portano. Capite, ma questo è il senso. Mentre c'è l'adorazione della Croce, si possono cantare delle antifone, si può cantare l'inno. Bangiolingua di Venanzio fortunato, che è splendido. Qui c'era il messale nuovo e messo il testo latino e il testo italiano, io vi leggo qualche strofa. E qui l'autore, con ansia fortunato, fa il paragone con un'altro legno.

Qual è il legno che ci ha rovinati? L'albero del paradiso era un legno verde. Con un frutto appetitoso e quello ci ha rovinato invece questo legno secco no. C'è questa strofa, vi leggo soltanto. La nostra salvezza doveva venire nel corso dei tempi, doveva divina Sapienza a domare l'antico nemico e trarci in salvezza, là dove a noi era giunto l'inganno. Una traduzione un po ha senso.

E quando il momento fu giunto del tempo fissato da Dio, ci venne mandato dal padre, il figlio creatore del mondo, tra gli uomini, venne incarnato nel grembo di vergine madre. E poi a un certo punto. Compiuti trent'anni e conclusa la vita terrena, il signore offriva a se stesso, alla morte, per noi Redentore del mondo, incrocia l'agnello innalzato e viene immolato per tutti. Ed ecco l'aceto il fiele, li sputi, la lancia i chiodi il corpo.

Del giusto e trafitto e l'acqua affluisce col sangue, torrente che lava la terra, il mare, il cielo e il mondo. Il latino è molto più bello. O al. Piega i tuoi rami. Distendi le rigide fibre, sallenti quel legno che duro in te la natura ha creato. Accogli su un mio orbido tronco le membra del Cristo signore.

Tu sola tu solo legno, tu solo sei l'albero degno di reggere il nostro riscatto, per te hai preparato un rifugio, un Arca che porta salvezza al mondo nel sangue che sgorga dal corpo del Cristo immolato. E nell'altro inno, invece, la croce è paragonata. Al timone di una nave. La nave per avere la direzione c'ha un timone che è di legno, normalmente piccolo rispetto alla nave no? Eppure quel piccolo legno dà la giusta direzione. Il nostro timone è la croce di Cristo.

Oppure un'altra immagine, la croce diventa? Una bilancia, una stadera? No, nella bilancia ci sono dei piatti. Bene, i due piatti sono, in uno ci sono i nostri peccati, in un'altro c'è il sangue di Cristo. Ha bilanciato? No, ha fatto del suo corpo una stadera. Andiamo a baciare la croce, ma sappiamo che cosa baciamo. Non è semplicemente il sentimento. Gesù meschino. Il sud fa pena? No, è il nostro Salvatore. Allarghiamo la visuale dopo?

Dopo la adorazione della Croce il Diacono va a prendere il Santissimo del giorno prima dall'altare della riposizione, e si fa la comunione. Ed è la comunione comincia col padre nostro, come la comunione della messa e tutti ci comunichiamo. E poi c'è una preghiera conclusiva la post Comunio dopo la Comunione e poi una benedizione, mi fermo a questo e finisco il sacerdote senza salutare il signore, sia con voi.

Non c'è venerdì Santo, non c'è. Pensate che il Venerdì Santo il Vescovo. Non porta l'anello. Se la valle umana io non è che lo capisco perché perché lo sposo non c'è? Se l'anello è il segno, la croce sì, la croce sì, l'anello è il segno. Il vescovo è lo sposo dalla Chiesa rappresenta Cristo sposo, ma se quel giorno lo sposo non c'è suoleo. Te lo rimembrai a Pasqua? Alla fine, senza dire nel domini su habisco, ma né il signore sia con voi né niente.

Senza dire neanche preghiamo. Cioè, praticamente il sacerdote col popolo non parla quel giorno. No, perché preghiamo, è detto a voi. No, stende le mani e dice, scenda. Oh padre, la tua benedizione su questo popolo. Che ha celebrato la morte del tuo figlio nella speranza di risorgere con lui. Non ce l'abbiamo. La morte ce l'abbiamo, questa speranza. Venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede. Si rafforzi la certezza della redenzione eterna. Che si risponde?

Amen. Siccome non rispondeva nessuno, ci hanno aggiunto, ora costume sale per Cristo, nostro signore. Capisci per l'ignoranza del popolo. E con questo, amen, si chiude il Venerdì Santo. Domani vedremo il sabato Santo. E la veglia Pasquale. Per il sabato Santo portate anche la liturgia delle ore che vi devo leggere una lettura al bacio. Ah sì? Ecco, buona serata. Non siamo al Venerdì Santo, quindi io vi saluto.

Il signore sia con voi in piedi. Vi benedica Dio onnipotente, padre, figlio e Spirito Santo. Amen.

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