Formarsi "alla" liturgia e formarsi "dalla" liturgia #1 - podcast episode cover

Formarsi "alla" liturgia e formarsi "dalla" liturgia #1

Jan 06, 202458 min
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1. Perchè celebriamo? La Liturgia: questa grande sconosciuta. Prima catechesi di un ciclo di formazione per operatori pastorali sul tema della Sacra Liturgia, guidata da don Pietro Angelo Muroni. Parrocchia San Pasquale Baylon, Villaricca NA 26-28 ottobre 2023. Don Muroni è un sacerdote dell’Arcidiocesi di Sassari, docente di Liturgia delle Ore al Pontificio Istituto Liturgico di Sant’Anselmo in Roma e di Liturgia nella Pontificia Università Urbaniana. E' inoltre membro, in qualità di Esperto, della Consulta dell’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana.

Transcript

Buonasera a tutti. È un piacere essere qui presente insieme a voi. E per me è sempre importante fare questi momenti perché? Perché mi fa uscire un po dalla cattedra dell'Università e mi fa entrare in contatto con le persone normali. Io le chiamo sempre, quando quando parlo io sono il decano della Facoltà di teologia, no? Quindi nella mia facoltà abbiamo 480 studenti ad oggi. Professori, che io dovrei guidare.

E quando gli dico ai professori quando arrivo al venerdì, cioè alla fine della settimana universitaria dice dico, non vedo l'ora di andare in mezzo alle persone normali, vedere persone normali perché in mezzo ai professori. E quindi sono contento di essere in mezzo a voi, vi ringrazio dell'invito e mi fa piacere soprattutto una cosa che. Gli insegnamenti che noi diamo sono per la vita. Che un ex studente senta la necessità di.

La Comunità che gli viene affidata alla liturgia, perché io poi insegno liturgia e per me una grande soddisfazione. Perché vuol dire che aver capito anche. Cosa si è appreso, che cosa si è imparato? Non semplicemente perché ha dato l'esame, non so neanche quanto gli ho dato l'esame. Ma non semplicemente per dare l'esame, ma per capire che certe cose si studiano per la vita e per trasmetterle agli altri. Allora mi è stato chiesto di.

In questi tre giorni, di vedere insieme a voi il senso del celebrare cristiano, perché noi celebriamo e poi vedremo in particolare domani. Il la liturgia come liturgia comunitaria e quindi anche, per esempio, la ministerialità. E poi dopodomani invece ci ci fermeremo, soprattutto sull'eucaristia sulla celebrazione domenicale, eccetera. Oggi invece voglio fermarmi sul senso del celebrare, perché noi celebriamo per quale motivo? Ma prima di iniziare permettetemi di chiedervi.

Cosa fate più o meno in parrocchia? Ci sono accoliti, per esempio. Sì, ci sono accoliti. Acoli se ci sono acoli tè no lettori. Istituiti no occasionali, immagino benissimo istituiti no diaconi uno. Bene presbiteri, si vedono tutti gli altri. Sarete, immagino, catechisti o. Non somministranti adulti, anche chi lo sa, ma certamente impegnati in parrocchia, collaboratori in parrocchia. Questo è giusto perché io abbia anche capisca chi ho davanti.

Insomma, a chi sto parlando? Perché questo è molto importante quando si parla sapere a chi si sta parlando allora, oggi invece di cosa parleremo? Vi dicevo, cercheremo di capire perché noi celebriamo. Cosa noi facciamo? Quando celebriamo sostanzialmente, ecco perché inizio. Da questa citazione che poi vedremo da dove viene, non la commento subito. Ma il titolo di questo incontro di oggi è perché celebriamo la liturgia, questa grande sconosciuta?

Ritengo infatti che oggi la liturgia sia una delle cose più sconosciute a livello ecclesiale. È vero, tutti andiamo a messa, tutti partecipiamo al battesimi, ai matrimoni, ai funerali, però spesso. Non andiamo oltre la partecipazione. È difficile a volte comprendere anche ciò che facciamo quando siamo lì. Stiamo celebrando, compiamo dei gesti, diciamo delle parole. Sì, è vero, ma a volte è difficile comprenderne il senso profondo per cui la liturgia

rimane più o meno sconosciuta. Allora io vorrei assieme a voi oggi, cercare di capire di andare un po più a fondo e di capire che cosa facciamo quando noi celebriamo. E parto da questa citazione, non so se la vedete bene io adesso ve la leggo, OK, è una citazione di. E Don Lambert baudoen chi era Lambert bouduin Lambert baduin era un Monaco Benedettino, Monaco Benedettino che vive tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.

Perché è importante l'amberbo duen l'amberbo due è importante perché è uno dei quei personaggi che appartiene al movimento Liturgico. Che cos'è il movimento Liturgico? Il movimento Liturgico in due parole, altrimenti qui il movimento Liturgico è quel gruppo di persone. Che a un certo punto si sono

messi insieme per fare che cosa? Perché si sono accorte che la liturgia innanzitutto non era più partecipata dal popolo, quindi non era più sentita come la preghiera del popolo, ma era sentita piuttosto come un qualcosa da fare. Devo andare a messa, io devo celebrare, io devo devo piuttosto come un obbligo. Che, come una ricerca di Dio, in qualche modo. O meglio, una ricerca di Dio nei

confronti dell'uomo. Per cui quest'uomo Lambert 2000, con tanti altri monaci benedettini, con tanti altri preti, costituiscono questo movimento liturgico nel quale cercano di restituire la liturgia al popolo e di dire al popolo, voi non siete dei degli spettatori Muti, ma voi dovete partecipare attivamente alla liturgia. La liturgia non è semplicemente un qualcosa da guardare, com'era anticamente no. Qualcuno non lo so, forse qualcuno che ha i capelli più bianchi dei miei ricorderà.

Il sacerdote che celebrava spalle al popolo verso Oriente, si direbbe in maniera più tecnica, ma se dico spalle al popolo? Ci capiamo tutti se dico Versus Oriente, ci capiamo in pochi, quindi se dico spalle al popolo è chiaro, no? Qual era l'immagine che si aveva, l'immagine di un popolo che guardava come se fosse al cinema o al teatro? Lumberbody dice, Eh no, caspita, la liturgia non è qualcosa che io guardo.

Ma è una qualcosa alla quale io partecipo e con lui tanti altri Odocaser, Romano Guardini eccetera eccetera. A un certo punto lui arriva a questa conclusione dice secondo me una. Se non addirittura la maggiore delle cause dell'ignoranza religiosa e l'ignoranza liturgica. Rendere fedeli l'intelligenza e quindi l'amore dei misteri che si celebrano all'altare. Rimettere nelle loro mani il messale. Che è stato sostituito da tanti libri volgari e mediocri.

Ecco la maniera migliore di insegnare la religione. Di tenere Uniti alla chiesa coloro che ancora vi entrano. E di riportarvi quelli che l'hanno abbandonata l'amberbo due vede l'ignoranza liturgica come ignoranza della religione, come ignoranza di Dio, chi non conosce e chi non vive. La liturgia non può vivere. Dalla liturgia. E allora arrivo. Al titolo. Di questa serata? No. Formarsi di queste tre serate, formarsi alla liturgia e formarsi dalla liturgia. Da dove arriva questo titolo,

questo titolo? Arriva da un documento molto fresco, molto recente, esattamente del 29 giugno 2022, di Papa Francesco intitolata Desiderio Desideravi, neanche a farlo apposta è proprio il titolo preso da questo brano di Luca 22, 15, che diventa il manifesto del vostro anno pastorale. No, ho desiderato attentamente

di mangiare questa cena con voi. Papa Francesco scrive questa lettera apostolica e la intitola Proprio prendendo spunto da questo brano di Lucca e scrive così Papa Francesco, ve lo leggo Io perché è più è piccolo per me, figuriamoci per voi. Dice Papa Francesco, qui si pone. Al numero 34, qui si pone la questione decisiva della formazione liturgica. Attenzione, questa lettera a

Papa Francesco la rivolge a chi? Sia ai vescovi, ai preti, ma innanzitutto al popolo di Dio, ai fedeli laici sulla formazione liturgica del popolo di Dio. Cioè dice ai preti e ai vescovi, ai laici dobbiamo ri. Il popolo di Dio o addirittura formare il popolo di Dio alla liturgia, perché il popolo di

Dio non conosce la liturgia. E allora dice, qui si pone la questione decisiva della formazione liturgica dice Guardini guardini è un teologo che insieme a lambergo dwayne faceva questo gruppo, no del movimento Liturgico dice Guardini. Così è delineato anche il primo compito pratico. Sostenuti da questa trasformazione interiore del nostro tempo, dobbiamo nuovamente imparare a porci di fronte al rapporto religioso

come uomini in senso pieno. E questo che la liturgia rende possibile, OA questo dobbiamo formarci. Lo stesso guardini non esita ad affermare che senza formazione liturgica. Le riforme nel rito nel testo non aiutano molto. Voi sapete perché?

Probabilmente ve l'avranno detto i vostri parroci che recentemente, esattamente nel 2020, noi abbiamo dal 2020 abbiamo un nuovo messale, esattamente la terza edizione del Messale. Abbiamo la prima, la seconda e adesso nel 2020 abbiamo pubblicato la terza perché l'abbiamo pubblicata e perché bisognava riformare il messale a seconda dei tempi che stiamo vivendo, ma a seconda anche delle nuove normative che la Chiesa ha pubblicato.

Però Papa Francesco dice, è inutile che noi pubblichiamo messali male messali se poi la gente non conosce la liturgia. È inutile che noi ancora prima è uscito un nuovo rituale del matrimonio della Cei. Chi lo conosce? Boh, chissà per chi sa, per esempio, che in quel rituale del matrimonio, quando si recitano le litanie. Le litanie non sono quelle del battesimo e non sono neanche quelle, cioè i santi che vengono nominati. Non sono neanche quelle dell'ordinazione.

Perché? Perché sono santi che hanno vissuto la loro santità. Nella famiglia come marito e moglie e quindi ci sono Aquila e Priscilla per esempio. Ah, chi sono queste Aquila a Priscilla? Vabbè, basta andare nella nel nuovo testamento e si capisce chi sono. Erano due sposi. Però Papa Francesco dice, è inutile che noi pubblichiamo libri liturgici per chi li pubblichiamo, se poi la gente non è formata liturgicamente e quindi?

Non intendo ora trattare in modo esaustivo il ricchissimo tema della formazione liturgica, vorrei solo offrire alcuni spunti di riflessione. E qui arriva il bello, penso che possiamo distinguere due aspetti. La formazione alla liturgia. E la formazione dalla liturgia. Ecco il titolo, no di queste tre Giornate dice noi dobbiamo formarci alla liturgia per formarci dalla liturgia. Il primo e funzionale formarsi alla liturgia e il secondo essenziale. Cosa vuol dire per Papa

Francesco formarsi? Liturgia ciò che stiamo facendo adesso, cioè capire un po meglio anche con l'uso della ragione dell'intelletto, il senso dei diritti, il senso del celebrare, perché solo capendo possiamo. Vivere la liturgia e arricchirci spiritualmente alla liturgia e far sì anche che quella liturgia possa diventare vita nella mia vita. Quindi conoscere la liturgia per vivere dalla liturgia.

Ecco perché l'amberbo due è un poco fa ci diceva, forse bisogna restituire il messale in mano ai fedeli. Quanti di voi hanno preso in mano un messale e hanno mai pregato con un messale? Non vi dico di alzare le mani,

ma posso immaginarmi perché? Perché non siamo stati abituati, siamo stati più abituati che una cosa buonissima, fatela a prendere la liturgia dal la Bibbia e a fare la litio divina e a pregare con la liturgia della parola ma mai col messale o con i testi della messa con i testi del rito del battesimo. Ma vi dirò una di più. Molti sono qui, catechisti no, se io dovessi chiedere al al catechista. Delle prime Comunioni o delle cresime, come fa il catechismo

tu? Come è praticamente fa il catechismo, probabilmente se lo chiedessi io nella mia parrocchia di origine mi direbbero riunisco i bambini. Stiamo insieme, poi prendiamo il catechismo della Cei, leggiamo una pagina, condividiamo eccetera eccetera. Li state preparando la prima comunione? Bene. E come li prepari alla cresima?

Ti riunisco insieme, parliamo, prendiamo il catechismo della Cei per per i ragazzi che si preparano alla Confermazione e poi ne parliamo bene, ma quando lo prendi in mano il messale? Quando lo prendi in mano? Il rito della Cresima perché tu le stai preparando quei ragazzi, non semplicemente a conoscere delle nozioni che come sapete se le dimenticano subito.

Oggi a scuola non si imparano neanche più a memoria le le poesie, no, prima ce la facevano imparare a memoria, quindi è inutile stare lì. Dove dobbiamo giocare sull'esperienza, su fargli fare l'esperienza, quindi prendere in mano la celebrazione. Se sono bambini di prima comunione, fargli conoscere la la celebrazione, invece cosa accade? Accade che se io li sto preparando alla cresima, i bambini.

L'ultimo giorno cosa faccio? Bambini, mi raccomando, non fatemi fare brutte figure col vescovo, Eh, adesso andiamo e facciamo le prove in chiesa, mi raccomando dovete dire questo. Appena il vescovo vi mette la mano in testa, la pace ci è contenta di rispondere e lì prendiamo il rituale, cioè ciò che dovremmo fare all'inizio partire dalla liturgia, perché quei bambini celebreranno la liturgia, noi lo facciamo esattamente alla fine. Lo facciamo?

Ecco cosa vuol dire Papa Francesco, quando dire dice, formare alla liturgia per vivere dalla liturgia, dai testi, dalle parole, dai movimenti che noi facciamo. Adesso ci chiediamo, che cosa noi facciamo quando celebriamo la liturgia e ho intitolato Questo? Punto la liturgia come momento della storia della salvezza, liturgia come momento della storia della salvezza. OK, allora vi dicevo, la liturgia come aumento della

storia della salvezza. Noi quando dobbiamo dire la Liturgia cos'è la liturgia normalmente io la prima domanda che faccio nel corso di liturgia agli studenti, cos'è la liturgia è la liturgia è quell'insieme di parole, di segni, di gesti. Oppure la liturgia, sono le feste della non liturgico oppure la liturgia sono le celebrazioni? Alcuni dicono le celebrazioni fatte col vescovo, però noi rimaniamo sempre all'aspetto molto superficiale, cioè ciò che noi vediamo è ciò che noi facciamo.

Ma la liturgia è qualcosa di più allora, per dirvi cos'è la liturgia, questo qualcosa di più, prendo un documento che. Qualcuno conoscerà molto bene. Si chiama Sacrosanctum Concilium, la sacrosanum concilium è il primo documento che ha pubblicato il. Concilio Vaticano secondo ed è

dedicato alla liturgia. Quindi riflettete, se il primo documento che il Vaticano secondo ha pubblicato è dedicato alla liturgia, vuol dire che è molto importante perché addirittura il documento sulla Chiesa lumengenzium verrà dopo, prima la liturgia. E il la sacrosantoum diventa quasi il documento ispiratore degli altri per spiegarci che cos'è la liturgia, la sacrosanto un concilium. Ci parla della storia della salvezza. E inizia così. Con questa citazione.

Se colsanto concilium numero 5, Dio vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della verità. Prima Timoteo 2, 4 qual è il sogno più grande che Dio ha? Che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della verità. Come lo fa Dio, questo come praticamente lo mette in atto. Allora ci dice dopo aver a più riprese in più modi parlato un tempo ai padri per mezzo dei

profeti. Quando venne la pienezza dei tempi, mandò il suo figlio, verbo Fatocarne, unto dallo Spirito Santo. Ad annunziare la buona novella ai poveri, a risanare i cuori affranti. Medico di carne di spirito, mediatore tra Dio e gli uomini, vi avetto. La liturgia è un momento della storia della salvezza, come inizia la storia della salvezza? Se voi doveste fare un grafico, la storia della salvezza comincia con l'Antico Testamento, no?

Dove l'apice? Il culmine della storia della salvezza nel nuovo testamento con Cristo, il mistero Pasquale di Cristo, la sua passione, morte e risurrezione diventa che diventa per noi che cosa diventa? L'apice della nostra salvezza, del nostro incontro con Dio. Ma attenzione, non tutto finisce là. A un certo punto ci dice quindi. Quando venne la pienezza dei

tempi, mandò il suo figlio. Per questo motivo in Cristo avvenne la nostra perfetta riconciliazione con Dio, ormai placato, e ci fu data la pienezza del culto divino.

Questo. Quest'opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio che è il suppliudio nelle mirabili gesta divine operate nel nel popolo dell'Antico Testamento, è stata compiuta da Cristo signore, principalmente per mezzo del mistero Pasquale e della sua beata passione, risurrezione dai morti e gloriosa ascensione, mistero col quale, morendo, ha distrutto la nostra morte e risorgendo ha restaurato la vita.

In poche parole. Dio vuole salvare, vuole che tutti gli uomini si salvino, arrivino alla conoscenza della verità come lo fa? Nell'Antico Testamento parla i profeti, ma non basta. A un certo punto, nella pienezza del tempo, manda il suo figlio. Morto e risorto per noi OKE. Cosa c'entra però la liturgia con tutto questo? Come il Cristo numero 6, come il Cristo fu inviato dal padre. Così anch'egli ha inviato gli apostoli ripieni di Spirito Santo, quindi il padre invia i profeti.

Poi invia il figlio, il figlio, a un certo punto Luca 245253 ascende al cielo. E cosa fa prima di ascendere al cielo manda il suo i suoi discepoli che cosa devono fare i discepoli? I discepoli, ci dice il documento, predicando il Vangelo a tutti gli uomini non dovevano limitarsi ad annunciare che il figlio di Dio, con la sua morte e risurrezione, ci ha liberati dal potere di Satana e dalla morte e ci ha trasferiti nel Regno del padre, bensì dovevano

anche. Attuare l'opera di salvezza che annunziavano mediante il sacrificio e i sacramenti attorno ai quali gravita tutta la vita liturgica. Gesù manda i suoi discepoli per fare due cose, due verbi. Non dovevano limitarsi ad annunciare, ma dovevano attuare l'opera della salvezza. Voi entrate in una classe con i bambini, OK, fate catechismo. A me è capitato tante volte di fare catechismo con i bambini. E cosa gli dite ai bambini bambini? Sapete che Gesù ci ha salvato?

Ah, e come ci ha salvato Gesù? Gesù ci ha salvato con la sua passione, morte e resurrezione. Bambino. Ah, ma quando Gesù ci ha salvato e Gesù ci ha salvato 2000 anni fa e il bambino cosa dice? Io 2000 anni fa non c'ero, quindi non sono salvato. E tu cosa gli dici di?

Gesù manda i discepoli non solo per annunciare, non basta dire ai bambini, Gesù ci ha salvato, occorre far sì che questa salvezza li raggiunga, perché altrimenti ci fermiamo solo alla catechesi, perché la catechesi soltanto non funziona, perché la catechesi è annuncio. La catechesi è come se io vi dicessi, non ce l'ho con la Catechesi, Eh, ma la catechesi va assieme alla liturgia, solo alla liturgia.

Deve è come se io vi vi annunciassi, guarda, ti invito a cena, ti faccio una bellissima cena. Beh, con tutti gli antipasti possibili. Un primo, infine il secondo, che non è. E poi i dolci. E quando e vediamo. E poi in realtà non ti invito. Spesso noi. Rischiamo di fare questo, no, di annunciare, ma non di attuare dov'è l'attuazione. Nella liturgia la liturgia diventa il momento nel quale le mie parole, cioè quello che ho detto ai bambini, guarda che Gesù ti ha salvato, succede

realmente? Momento nel quale la salvezza di Dio mi raggiunge. Attenzione, qui bisogna fare molta attenzione. Noi a volte confondiamo la liturgia come un piacere che facciamo a Dio. Quante volte sentiamo a volte, quante volte sentiamo anche adulti o ragazzi, mah. Oggi accontento mamma e Babbo, vado in Chiesa Eh? Oggi mamma sarà contenta perché vado in chiesa? OA Natale? Vado in chiesa, va come se fosse una concessione. La liturgia non è. Che vado a cercare Dio?

Meno ancora io che accontento mamma e Babbo. Ma è Dio che cerca. La liturgia per noi cristiani, contrariamente a tutte le altre religioni. E azione di Dio non è azione del popolo. È innanzitutto Dio che agisce in me. E io che restituisco in qualche modo a Dio la sua azione, rendendogli gloria. Ma l'azione è innanzitutto di Dio, non è la mia. Ecco perché nella Bibbia ebraica, Dio, per esempio, è chiamato con in ebraico hadoresh. Cosa vuol dire favoresci in

ebraico? Vuol dire colui che cerca. Dio è il cercatore dell'uomo, non è il contrario e se fate caso questo è chiaro subito da appena aprite la Bibbia. Qual è la prima parola che trovate nella Bibbia? Adamo, dove sei? Non è Adamo che sta cercando Dio. Adamo si sta nascondendo. Se la sta dando a gambe chi lo sta cercando è Dio, Adamo dove sei? Quella damo, dove sei, cioè quel hado resh, cioè quel Dio che cerca l'uomo.

Oggi si realizza nella liturgia la liturgia diventa l'oggi della salvezza, la storia della salvezza non è terminata con Cristo. Con Cristo ho trovato il suo apice, ma continua oggi per noi attraverso la liturgia, la liturgia diventa il modo attraverso il quale Dio mi offre la sua salvezza. Dio mi raggiunge. Ecco allora perché qui si dice chiaramente non basta, non dovevano limitarsi ad annunciare, ma dovevano anche

attuare. E come attuano, mediante il sacrificio e i sacramenti attorno ai quali gravita tutta la vita liturgica? Da allora sentite cosa dice da allora la chiesa, mai tralasciò di riunirsi in Assemblea per celebrare il mistero Pasquale, da quando la Chiesa ha capito questo non ha più smesso di celebrare per. Ha capito che la liturgia diventa il canale attraverso il quale oggi, preferenzialmente Dio mi raggiunge e quindi mai ha smesso di riunirsi per celebrare il mistero Pasquale, come lo

celebra il mistero Pasquale? Leggendo. E celebrando. Leggendo in tutte le scritture ciò che lo riguardava, celebrando l'eucarestia nella quale vengono resi presenti la vittoria e il trionfo della sua morte e rendendo grazie a Dio per il suo dono ineffabile nel Cristo Gesù, a lode della sua gloria, per virtù dello Spirito Santo. Questo mi aiuta anche a dirvi un'altra cosa. Noi celebriamo il mistero Pasquale di Cristo e torno su questa parolina, mistero, Eh?

Leggendo e celebrando ciò che facciamo per ciò che facciamo, in qualsiasi liturgia, ogni liturgia prevede una parte di proclamazione della parola. Ma anche una parte rituale sacramentale, perché? Perché non basta annunciare, occorre anche attuare l'opera della salvezza. Già lo già la proclamazione, già la proclamazione della parola di Dio è celebrazione del ministero Pasquale di Cristo.

A un certo punto il Concilio Vaticano secondo ci ha detto una cosa importante, guardate che la messa è formata da due parti. Liturgia della parola e liturgia Eucaristica e le due parti sono connesse, non sono separate, ma sono connesse una con l'altra. Cosa succedeva quando io ero piccola, andavo a volte nel paese di mio padre. No, c'era, andavo la domenica, andavamo a messa lì e c'erano gli uomini. Non so qui se se capitasse, ma se capitava gli uomini

rimanevano fuori. E poi entravano normalmente all'offertorio quindi rimanevano fuori, chiacchieravano, fumavano, eccetera e poi entravano all'offertorio. Questo succedeva maggiormente quando prima del Concilio. Perché? Perché il diritto canonico diceva. Il cristiano assolve al precetto. Il precetto domenicale quando è presente dal momento dell'offertorio in poi? Si diceva addirittura dal momento in cui il sacerdote solleva il velo del calice, sapete no che prima si usava il

velo del calice, no? Dal momento in cui il velo del calice si solleva, allora uno se è presente soddisfa il precetto, anche se ha tralasciato tutta la prima parte e quindi gli uomini cosa facevano? Emanavano fuori. Perché? Perché la prima parte era roba da donne, era la catechesi. Era una parte didascalica. La liturgia Consegnataci dal Vaticano secondo, ci ricorda che le due parti vanno insieme, non son parti separate.

La liturgia della parola. Rilancia al sacramento e il sacramento prende origine dalla liturgia della parola. Ecco perché anche l'ambone e l'altare sono in correlazione e quando costruite un amore e un altare in una nuova chiesa vi dicono le norme che debbono essere in relazione, anche, per esempio con l'uso dello stesso materiale per dire come la parola di Dio. Rimanda a quello che io so

cerebrale alcune volte. Io mi alzo un po la voce con i miei confratelli, alzo un po la voce nel senso per farmi sentire, perché? Perché non so se vi è mai capitato a voi. Certamente non in questa parrocchia, quindi tu non devi temere, stai tranquillo di entrare in chiesa e di trovare l'altare già tutto pronto, cioè entrata in chiesa. La messa è alle 06:30.

Entrate alle 06:20. E cosa c'è sull'altare c'è il messale, le ampolline, il calice, il corporale, la patena, i fiammiferi per accendere le candele. Il Libro dove si segnano le intenzioni per le messe, la penna per segnare le intenzioni delle messe, gli occhiali del prete. C'era un prete in Sardegna che metteva anche la domenica la radiolina perché c'è la partita del Cagliari, ma questa questa è un'altra faccenda, ma quando tu

entri. E vedi L'altare è già pronto, capisci che non c'è una profonda conoscenza della liturgia. Quando io dico questo dico, ci deve essere un tavolino dove tu prepari le cose e al momento dell'offertorio le porti lì, se non le porti processionalmente. Il pane e il vino e loro mi dicono, che differenza c'è tra mettere le cose qua e mettere nell'altare tanto prima o poi nell'altare le devi portare.

È una differenza molto grande, primo perché c'è scritto nel messale che devi fare così, quindi lo devi fare anche se tu non lo capisci. Primo, secondo. Perché? Tu nell'ambone proclami la parola di Dio. Che il sacerdote proclama la parola di Dio. Dopo che ha proclamato la parola di Dio, va all'altare, non prima il. Il sacerdote quando entra in Chiesa non va all'altare, lo bacia soltanto e va alla sede, non deve stare l'altare. Perché? Perché vai all'altare dopo che

hai ascoltato la parola? Perché dici, è come se stai dicendo stessi dicendo dal movimento del corpo. Avete sentito quello che abbiamo celebrato? Quello che abbiamo proclamato sì, lo abbiamo sentito. Le meraviglie che Dio ha fatto sì, lo abbiamo tutto quello che Dio sì, ecco. Adesso Dio lo fa per noi, qui ci spostiamo all'altare e apparecchiamo l'altare, adesso succede qua. Quello che noi abbiamo ascoltato lì adesso accade qua e quindi prepariamo perché questo accada.

Il senso è questo. Il senso è molto diffuso. Una parolaccia che poi molto mistagogico, cioè ciò che facciamo, ciò che c'è scritto nel messale di fare ha un senso che poi noi lo comprendiamo, non lo comprendiamo. Un'altra cosa. Per quello ci si chiede fedeltà al Libro liturgico, perché ogni cosa che ci viene consegnata ha un senso profondo. Dopo che io annuncio. Celebro, per cui questi verbi, leggendo e celebrando, sono due verbi che si uniscono e sono Uniti dalla liturgia e sono

Uniti anche ritualmente. Ed ecco allora, e arriviamo alla definizione che dà la sacrosantumoncinium di liturgia. Per realizzare un'opera così grande qual è l'opera così grande? Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e arrivino alla conoscenza della verità per realizzare quest'opera così grande, Cristo è sempre presente nella sua chiesa. Tensione ci dice cosa ci sta dicendo per compiere un'opera così grande? Cristo è sempre presente nella sua chiesa.

E in modo speciale, dove ve le ho segnate in verde, nelle azioni liturgiche è presente nel sacrificio della messa. Persona del ministro. Essendo egli stesso che offertosi una volta sulla croce, offre ancora a se stesso, tramite il mistero dei sacerdoti, sia soprattutto sotto

le specie eucaristiche. È presente con la sua virtù nei sacramenti, al punto che quando uno battezza il Cristo stesso che battezza, è presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura. È presente infine, quando la chiesa prega EE loda lui che ha promesso dove sono due o tre, riuniti nel mio nome, la sono io in mezzo a loro. Allora vi sta dicendo per compiere un'opera così grande, Cristo deve essere presente.

Liturgia, Cristo non è latitante. Cristo è presente e la liturgia è possibile, perché Cristo è presente, noi sacerdoti non siamo sostituti di Gesù. Noi agiamo, si dice impersonacristi. Cioè Personificando Cristo. Ma Cristo è presente e guardate, dov'è presente Cristo. Nelle specie eucaristiche. Nel ministro nella parola, nell'Assemblea, specie eucaristiche, parola, Ministro e Assemblea.

Adesso vi chiedo, quando viene il vescovo, perché oramai è un segno che si fa, ahimé, solo quando viene il vescovo si usa l'incenso. Qui lo usate meno male, devo grazie, sono contento. Quando lo usate. L'incenso, cosa è incensato? Incensate le specie eucaristiche, incensate la parola di Dio, incensate il ministro e incensate l'Assemblea. Perché per dire che Cristo è presente lì, l'incenzione a me

fa ridere. Quando alcune diaconi fanno vanno a incensare il popolo di Dio, fanno così e il popolo di Dio fa così tipo i cinesi no che salutano. Non è un saluto. Non è un saluto incensare e riconoscere la presenza di Cristo nelle specie eucaristiche, nella parola, nell'Assemblea, nel ministro. Perché vengono incensate e poi ci dice?

Per il compimento di quest'opera così grande con la quale viene resa Dio una gloria perfetta e gli uomini vengono santificati, Cristo associa sempre a sé la chiesa, quindi Cristo è presente. Ma associa sempre a sé la chiesa, quindi la liturgia è un'azione di Cristo. E della Chiesa insieme. Quindi, è Cristo che ci dona la liturgia nei Sacramenti, è la chiesa che li amministra.

Non è padrona dei sacramenti, ma li amministra in quanto dono di Dio. E quindi ci dice giustamente, perciò la liturgia è considerata come l'esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo, e qua arriviamo al culmine, cioè la Liturgia, cos'è esercizio della funzione sacerdotale di Cristo, qual è la funzione sacerdotale di Cristo, quella di salvarci, come la esercita oggi Cristo con la liturgia? Ecco allora che c'è la storia della salvezza antico testamento. Nuovo testamento.

L'oggi della Chiesa. La Chiesa oggi continua la storia della salvezza nella liturgia. Perché Papa Francesco a un certo punto ci dice che la liturgia al numero 21 di quel documento che vi citavano. Del desiderio, desideravi la liturgia e l'oggi della storia della salvezza. Dice Papa Francesco, la liturgia è il sacerdozio di Cristo a noi rivelato e donato nella sua Pasqua, reso oggi presente, attivo attraverso segni sensibili, acqua, olio, pane, vino, gesti, parole.

Perché lo spirito, immergendoci nel mistero Pasquale, trasformi tutta la nostra vita trasformandoci sempre più a Cristo. Non so se conoscete, immagino di sì. La preghiera eucaristica prima. O canone romano? La preghiera eucaristica prima è normalmente quella che, quando il sacerdote inizia a pronunciarla. L'Assemblea inizia a guardare l'orologio perché è quella più lunga. Quindi, quando quando il popolo di Dio sente Pa.

Tantissimo padre clementissimo vuol dire che è il canone romano, che è quello lunghissimo dove si nominano tutti i santi. Con Elio Cpiano, Lorenzo Crisogono, Agata che ce l'ha, c'erano gli amici della parrucca che mi dicevano, Ma perché fate il giro di tutte le acque minerali? San Benedetto, San Martino. A uncerto.in, quella in quella preghiera eucaristica c'è un passaggio che che ci dice

questo? Quando il sacerdote prende il calice dice, prese questo glorioso calice nelle sue mani Sante e venerabili e alzando gli occhi al cielo. A te, padre suo onnipotente, rese grazie, lo diede. Ecco noi questo ce lo beviamo come niente. Cioè lo sentiamo anzi bello, bello, ma non ci fermiamo mai a pensare a prese questo. Questo glorioso calice, cosa vuol dire questo? Perché lui ce l'ha nelle mani. Allora? Ho lo stesso calice di Gesù.

Che Gesù ha usato, che non è possibile, perché dovremmo averle tutte le parrocchie di tutto il mondo? O questo mi sta dicendo un'altra cosa? Questo prese questo glorioso calice mi sta dicendo la liturgia mi rende presente l'azione redentiva di Cristo, cioè è come se la passione, morte e resurrezione stia accadendo adesso per me. Questo glorioso calice per. Ecco perché la Sacrosantum Concilium, parlando dell'anno liturgico, a un certo punto dice al numero 102.

Dice così, no? Ricordando, sta parlando dell'anno LITURGICO, ricordando in tal modo i misteri della redenzione l'anno liturgico, nelle sue feste, nel Natale, nella Pasqua, nella nella Pentecoste, eccetera. Ricordando in tal modo i misteri della redenzione, essa apre ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti del suo signore. Le rende come presenti a tutti i tempi. E permette ai fedeli di venirne a contatto e. Essere ripieni della grazia e

della salvezza. Giovanni Paolo secondo dice, l'eucarestia fa in modo che noi partecipiamo alla passione di Cristo, come se vi fossimo presenti. Nelle crisi all'eucaristia, no. Giovanni Paolo secondo, parlando dell'Eucaristia, dice, è talmente grande l'evento che noi celebriamo nell'eucaristia, che è come se fossimo all'ultima cena con Gesù. Perché resa presente quell'evento salvifico, vi siete mai chiesti come mai durante il

Prefazio di Natale o di Pasqua? Il sacerdote dice, il signore sia con voi, con il tuo spirito in alto, i nostri cuori sono rivolti al signore, rendiamo grazie al signore, nostro Dio è cosa buona di Dio, è veramente cosa buona oggi il signore si è incarnato nel seno della Vergine Maria ed è si è fatto uomo. Oggi si è mostrato. Se dovesse entrare uno da fuori che non ne capisce nulla di religione cristiana, Eh dice oggi, ma questi sono fuori, fuori di testa oggi.

Non è oggi. E 2023 anni fa non è oggi. La liturgia ce lo rende presente, come se vi fossimo presenti. E questo si chiama tecnicamente Lodi e liturgico. Per spiegare questo, a volte agli studenti gli dico io non capisco nulla di Astronomia, Eh. Quindi abbiate pazienza, ma proprio niente, però vi invito a fare 111 gioco stanotte, uscite nel piazzale, guardate la stella più luminosa che vedete. OKA, un certo punto la guardate. E voi vedete la luce? Voi la vedete la luce?

Perché? Perché la luce? È partita 2023 anni luce fa. E a me mi arriva adesso. La luce è partita 2023 anni luce fa, però mi raggiunge adesso la luce è presente o è passata? Nel presente passi è presente e passato perché è partita 2023 anni fa e a me mi raggiunge oggi l'evento della redenzione di Cristo. È partito 2000 anni fa, ma mi raggiunge oggi. Nell'evento sacramentale. Quindi capite come la liturgia non è semplicemente fare un segno o alzare le mani o

abbassarle. La liturgia è qualcosa di molto più profondo. E molto più profondo. E allora vado a concludere perché è già tardi. Ma soffermandomi su un aspetto che mi piace sottolineare. Ecco Papa Francesco dice al numero 9, no del desiderio desiderati fin da subito la Chiesa è stata consapevole che non si trattava di una rappresentazione. La liturgia non è una rappresentazione. Per esempio, l'eucaristia non è una rappresentazione dell'ultima

cena, quello si fa in teatro. Fosse pure sacra della cena del Signore, non avrebbe avuto alcun senso e nessuno avrebbe potuto pensare di mettere in scena, tanto più sotto gli occhi di Maria, la madre del Signore, quel momento altissimo della vita del maestro. Fin da subito la Chiesa ha compreso, illuminata dallo Spirito Santo, che ciò che era visibile di Gesù ciò che i discepoli hanno potuto vedere toccare in Gesù, ciò che si poteva vedere con gli occhi e

toccare con le mani. Le sue parole, i suoi gesti, la concretezza del verbo incarnato. Tutto di lui era passato nella celebrazione dei sacramenti. Cioè la liturgia, diventa oggi. Il luogo nel quale facciamo esperienza di Dio, lo tocchiamo. Non ne rappresentiamo l'ultima cena, ma partecipiamo all'ultima cena come se vi fossimo presenti. E termino con questo questo riferimento, vi ho detto poco fa, noi nella liturgia celebriamo il mistero Pasquale,

giusto? Spesso noi non capiamo o non abbiamo ben presente cosa è questo mistero. Qui abbiamo messo un taxi, no? E vi ho scritto qua ritornare al mistero. Da una liturgia misteriosa a una liturgia misterica. Vi ricordo una volta. E io ho abitato per diversi anni, quando ero studente studiavo liturgia a Sant'Anselmo. Non so se conoscete il Pontificio Istituto Liturgico di Sant'Anselmo a Roma. Ho abitato lì sia da studente

che i primi anni. Io ho iniziato a insegnare nel 2007 i primi anni di insegnamento con i monaci benedettini, quando dovevo andare sant'anselmo è sul Monte, sul Colle avventino. Quando dovevo andare a casa dovevo prendere l'aereo e prendevo normalmente il taxi che portava da Sant'Anselmo alla stazione Ostiense a Roma. Un. Prendo un taxi, faceva molto freddo, quindi ero tutto bello da barrato, bello coperto, avevo una sciarpa. E salgo sul taxi.

A un certo punto. Noto che avevano cambiato i sensi di marcia. Delle vie, siccome è 1 1 zona residenziale, Sant'Anselmo, spesso cambiano, non so perché. Sensi di marcia comunque. Allora gli ho detto al al tassista, ma ho detto, mi spieghi una cosa, ma perché ogni volta cambiano i sensi di marcia in questo, in questo Colle, questo sì, mi guarda dallo Spicchetto, ma. Li conosce i preti? Ho detto sì qualcuno perché non vedeva, no, avevo lasciato lei riconosce i preti sì, e che è

stato mai ammessa? Ho detto sì, sono stato a messa e che non ha mai sentito il prete quando fa l'omelia? Sì, ho sentito il pre e quando il prete non sa cosa dire o non sa spiegare le cose, perché non le sa dice è tutto un mistero, è tutto un mistero. Ho detto, e dunque è tutto un mistero. Qui cambiano segnali a destra e a sinistra non si capisce nulla, è tutto un mistero. Che cos'è il mistero? Il mistero è non capire niente, il mistero è qualcosa che non si può capire, non si deve capire

ed è meglio non capire. Tant'è che prima si si celebrava spalle al popolo, non si vedeva, non si capiva. A un certo punto, però, la gente si è un po arrabbiata e dice, noi vogliamo vedere qualcosa. Allora, nel dodicesimo secolo nasce il gesto dell'elevazione dell'Ostia, no, fate questo in memoria di me. Perché? Perché anche se sono spalle al popolo, tu vedi almeno l'ostia e poi mi giro e te la faccio vedere.

È lo stesso il calice però. Il senso che si aveva era di un non comprendere nulla e non bisogna capire nulla. Sapete che nel 2007? Papa Francesco ha pubblicato un documento col quale dava l'opportunità di celebrare, secondo la forma antica, quindi spalle al popolo in latino,

eccetera. Il mio vescovo aveva deciso in quella occasione di celebrare questa messa la domenica sera in una cappellania e quindi mi chiede di andare assieme al suo Segretario, che era il professore di latino e greco. Ad accompagnarlo e aiutarlo. Io sono andato e. Vabbè, tantissima gente perché era la prima volta che si celebrava, celebriamo quella messa, finiamo la messa a un certo punto viene un signore che avrà avuto 87, 88 anni e fa.

Avete fatto un grande pasticcio. E aveva anche ragione, però il pasticcio che io intendevo era per altre cose. Lui invece intendeva per una cosa ben precisa, ho detto, ma perché? Perché avete usato il microfono? E tu cosa vuol dire? Dici io ho sentito tutto quello che ha detto il prete. Io non devo sentire nulla perché prima non si sentiva nulla e non si doveva sentire nulla.

E siccome era quella messa il parroco aveva messo il microfono perché, dice la gente deve sentire no, non deve sentire. E lui si lamentava perché aveva sentito tutto e mi ha detto, si ricordi che la liturgia è mistero e io non devo essere interrotto nella recita del Rosario dalle parole del prete. Cioè, mentre noi celebravamo lui recitava il Rosario perché era così prima prima era così, prima si faceva così, ecco. Quando noi parliamo di mistero Pasquale è esattamente il

contrario di questo. Quando diciamo mistero Pasquale non è qualcosa che non si può capire o non si deve capire. Certo, Dio è trascendente. E non lo capiremo mai, in fondo lo capiamo un pochino, ma la liturgia è fatta per avvicinare Dio, non per allontanarci da Dio o per nasconderci Dio. Tant'è vero che se voi andate al San Paolo.

Si è stancato anche San Paolo, se andate a San Paolo vi dice che il mistero non è nascosto, ma è rivelato, vi dice San Paolo. I romani, annuncio Gesù Cristo secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei profeti o ancora in colossesi prima colossesi 26, 27 il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi, al loro Dio, nel far conoscere la

gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti. Cristo in voi, speranza della gloria.

E nello stesso tempo l'apostolo chiede ai colossesi di pregare perché Dio ci apra la porta della parola per annunciare il mistero di Cristo. Per questo mi trovo in prigione affinché possa farlo conoscere parlandole come devo altro che nasconderlo, Dio. La liturgia serve per manifestarlo, per farlo sentire bene, quando leggo la parola di Dio durante le letture che non leggo per me, ma leggo per

l'Assemblea. Ci sono alcuni che legano per se stessi, no, fanno le letture per se stessi al dal libro del profeta Sofonia, invece, deve essere rivelato. San Paolo a un certo punto ci dice scrivendo gli efesini, penso che abbiate sentito parlare del ministero, della grazia di Dio a me affidato a vostro favore per rivelazione.

Mi è stato fatto conoscere il mistero di cui vi ho già scritto brevemente, leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di la comprensione che io ho del mistero di Cristo. Esso non è stato manifestato dagli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello

spirito. Ecco cos'è la liturgia, la liturgia è Dio che mi raggiunge, che si manifesta e sono io in qualche modo che lo riconosco e gli rendo lode, lo riconosco, presente in mezzo a me, in mezzo a noi, e riconosco le meraviglie che lui ha fatto. Questa è la liturgia. Fondamentalmente mi fermo qui.

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