E il terzo passo che io indico per il cammino di ricerca spirituale è. L'ascolto, quando noi pensiamo. Al servizio. Della parola, specialmente chi. È incaricato di qualche servizio della parola, la prima cosa che ci viene in mente è predicare, annunciare. Proclamare no ministri della parola significa innanzitutto ascoltatori. Della parola, noi saltiamo il passaggio. Fondamentale noi preti dico in particolare, il nostro primo compito è. L'ascolto chi? È mia madre chi?
Sono i miei fratelli. Quelli che ascoltano la parola e la mettono in. Pratica la parola cerca prima di. Tutto ascoltatori come Santa Maria. Che, come lei, diventino grembo della parola, tempio, casa, carne della parola, la parola. Senza carne cerca carne. E la cerca proprio. In me. Cerca madre e fratelli. Per incarnarsi ancora la parola. Assurdo che noi usiamo. Per dire una cosa? Senza senso, la parola assurdo
ha la stessa radice di sordo. Vale a dire che entra nell'assurdo chi è sordo chi non. È in grado? Di ascoltare non vuole, non riesce ad ascoltare e chi ascolta diventa invece nemico dell'assurdo, avversario dell'assurdo e profeta del significato, come dice. Polo Ricoeur di coloro che sono i credenti, la. Prima la più famosa preghiera del Pio. Israelita comincia così. Scema Israele ascolta Israele è. Come se fosse. Dio. Che inizia la preghiera pregando
noi di ascoltarlo. Allora ascolta, Israele è. Il primo servizio da rendere a Dio, l'inizio della fede e l'ascolto. Ma anche il primo servizio da rendere agli uomini è. Ancora lo stesso l'ascolto, chi non. Sa ascoltare il fratello o la sorella, presto non sarà neppure capace di ascoltare. Dio anche con Dio. Sarà sempre. Lui a parlare? Come il fariseo al tempio, ricordate che continua a ripetere quella parola magica stregata, io, io, io, io. Pago io digiuno.
Io non sono come gli altri, io. E attorno a questo? Io viene a mancare. La capacità di ascoltare. Chi non ha tempo? Da. Dedicare all'ascolto non ha. Tempo per il mistero, allora? Io sento io come come sacerdote, come prete. Come insegnante mi credo. Sempre in dovere. Di offrire qualcosa. Di offrire consigli, buone parole. E idee, direzione spirituale. Ma. Semplicemente offrire il mio. Ascolto. Può essere un servizio ben più grande che. Parlare. E. Chi non è capace di ascoltare
parlerà. Senza. Veramente toccare il cuore. Dell'altro e come si ascolta? Una delle. Risposte più belle che ho trovato. È nella regola di San Benedetto, di qui abbiamo un esperto in in sala la regola di San Benedetto. Che dice ai suoi monaci, ascoltate? A tonitis. Auribus con orecchio attonito, incantato, meravigliato, stupito, pronto a lasciarsi. Incantare. Non come chi sa già, ma come. Chi è alla ricerca dello. Stupore salvare lo stupore.
Si ascolta come si come fanno i bambini, vedete quando i bambini? Ti ascoltano. Non ti ascoltano solo con le orecchie, ti ascoltano con gli occhi, con gli occhi spalancati si riempiono gli occhi. Li riempiono di te che parli non solo di parole, ma di come sei, di cosa fai, di che segni porti nel volto e nelle mani. Vedete, si può ascoltare in molti modi, ma il modo da ascoltare giusto è. Quello dei bambini è. Quello degli attoniti sauribus, perché si può ascoltare.
A mezzo orecchio, convinti di sapere già ciò che l'altro. Sta per dirci si può? Ascoltare in modo impaziente. Come chi aspetta semplicemente di prendere lui la parola perché gli pare di avere cose più intelligenti da dire. Si può ascoltare narsisisticamente perché per cercare la bella risposta da dare, non per cercare empatia e partecipazione, si può ascoltare. Non per la domanda dell'altro, ma in funzione della mia risposta. Ed è tutto sbagliato, il narcisismo. Fare bella figura, si.
Può ascoltare distrattamente, come chi ha per la testa cose più urgenti da. Fare. Più. Importanti, invece Dio è il grande uditore, dobbiamo. Ascoltare con l'orecchio? Di Dio. Perché ci sia dato poi di parlare con la bocca di Dio, quando io mi sento ascoltato da qualcuno, da uno che mi che mi ascolti davvero, io mi sento liberato dal disamore. Liberato dalla. Paura segreta e paralizzante. Che a nessuno importi. Niente della mia vita. Che a nessuno interessi.
I miei dolori? Quando invece io? Ascolto una persona. Io vorrei dirle questo. Con il mio ascolto tu sei. Interessante. La tua storia mi interessa, la tua vita mi interessa. Sono contento di stare con te. Niente è più importante di te in questo momento. Guarire dal disamore? Nella Bibbia c'è una. Ecco, forse è. Un peccato che non ci. Sia più tempo. Per l'ascolto anche nelle. Parrocchie, perché così stiamo diventando forse burocrati, ma senza orecchie.
C'è nella Bibbia 1 1 preghiera che incanta il. Signore, e quella del giovane? Salomone, la sera prima di salire al. Trono. Lui prega la notte, tutta la notte è nel primo libro dei re. E ad un certo punto Salomone si sente dire. Questo da Dio. Chiedimi. Ciò che vuoi che io ti. Conceda e te lo. Darò. E mi commuove pensare. Che anche a me Dio si rivolge con le stesse parole, chiedimi quello che vuoi e te lo darò, e sento come un'inquietudine un sussulto. Cosa devo chiedere a Dio?
Cosa è più importante? Cosa? È il mio tesoro. E guardate che le parole di Dio rivolte a. Qualcuno nella. Bibbia, sono sempre rivolte a me, cosa vuoi che io ti dia? Chiedimi quello che vuoi. E te lo darò. Qual è il desiderio profondo che voglio mettere davanti al signore perché sia riempito e nella notte? Salomone, domanda. Il suo tesoro donami. Un. Cuore che sappia ascoltare, un cuore docile, donami, un cuore che ascolta. E Dio si sorprende, Dio si meraviglia, Dio rimane
incantato. E dice, Non hai chiesto né lunga vita, né vittoria sui nemici, né ricchezze. Bene, tutte queste cose io te le. Darò in più insieme ad un cuore che ascolta senza un cuore che ascolta, non governi la tua casa, la tua famiglia, la tua parrocchia, la tua comunità. Il tuo mondo interiore non si governa. Dono immenso da chiedere a sé. Per ascoltare Dio, ma anche. Il grido infinito di Abele.
Per ascoltare. Cielo e terra, angeli e parabole per ascoltare la bellezza del mondo e l'orchestra del creato è il Gemito della Terra ferita. Ascoltare la cattedra dei. Piccoli. E dei poveri. Donami, un cuore che ascolta. Ricordate anche il piccolo? Samuele, quella notte nel tempio. Quando si sente chiamare tre volte e alla fine come risponde? Parla tu, signore, che il tuo. Servo ti ascolta. Quante volte la gente viene a dire, ma io non so pregare, il padre mi. Insegna a pregare.
Come si fa a pregare? Io dico sempre la. Prima preghiera è quella del piccolo. Samuele che è? Bambino che non aveva ancora conosciuto il signore, che ripeteva. Formule, ma non sapeva? Pregare. E la prima preghiera. Quella iniziale è dire come il piccolo bambino. Della notte parla tu, signore. Io non so cosa dirti, io non so cosa parlare, io sono qui per ascoltare. Parla tu che il tuo servo ti ascolta, questa è la prima preghiera.
Vedete anche Maria? Maria, come appare in scena, appare in scena mentre ascolta l'angelo quell'angelo inatteso, e questo vuol dire che il. Primo passo per entrare in contatto con Dio e con la creatura. È l'arte di ascoltare. Che significa uscire da sé? Che significa decentrarsi dall'io al tu, che significa dire tu sei più importante di me per questo. Momento almeno mettere l'altro al primo posto prima tu dopo io conversione. Insomma, deve essere l'altro.
A dettare l'agenda, allora? Tu entri? In lui e lui. Entra in te. E quando ascoltiamo la parola di Dio? La parola fa. Nascere in noi, in. Seguito all'ascolto, un logos incarnato, se sappiamo. Cancellarci un po' davanti. Alle sorprese della scrittura. Nasce in noi una parola silenziosa nel nostro atto di lettura, quando è una lettura orante. Di preghiera nasce. Uscita dal verbo di Dio.
Una parola di Dio in noi, silenziosa, vedete, nella Bibbia, nel Vangelo ci è promessa la nascita del verbo in noi. Una nascita in noi del verbo di Dio non sono parole di fantasia, non sono parole troppo belle, è quanto ci promette fin dal suo prologo. Il Vangelo di Giovanni. A quanti hanno accolto il verbo? La parola, quel verbo ha dato il potere di diventare figli di Dio, di diventare verbo, la parola. Di Dio è. Come un.
Seme. E come tutti i semi genera figli secondo la propria specie, la parola di Dio genera. Figli di Dio se appena viene accolto. Noi siamo. Semi di Dio generati. Secondo la. Specie di Dio. Portiamo in noi la divinità, lo specifico di Dio. Una delle parole più impressionanti che Gesù dice nel Vangelo è quella nicodemone la notte. Chi è nato dallo spirito è spirito, è spirito. Noi siamo nati dallo spirito. Lo siamo nati nel battesimo,
nella. Confermazione tutte le volte che lo spirito torna su di noi e torna infinite volte noi nati dallo spirito. Siamo spirito, è una responsabilità e passare. Nel mondo come? Spirito di Dio. Come soffio di. Dio come respiro di Dio. Allora? Ecco, ascoltare e accogliere. Genera vita la nostra.
Missione finale è questa, perché l'uomo, la donna, diventano ciò che accolgono in sé. Se accogli vanità dentro di te diventi vuoto, se accogli i sospetti, diventi aggressivo, se. Accogli il verbo diventi. Verbo. Se. Accogli lo spirito, diventi spirito se accogli pace. Lo vediamo nelle cose più semplici. Darai pace se. Accogli la parola. Tu diventi la parola che accogli. L'uomo diventa ciò che lo abita, è la nostra.
Vita piena essere. Abitati da Cristo, lui che era il racconto di Dio. E se io vivo qualcosa dei suoi gesti, delle sue parole e dei suoi comportamenti, dei suoi abbracci, delle sue preghiere, anch'io divento una sillaba del racconto di Dio, io divento un iota, un apice del Vangelo, un grembo per l'incarnazione. Mai. Terminata del tutto di Dio e questo. È il terzo. Passo l'ascolto.
E veniamo al quarto passo che chiamo la trasformazione, o meglio trasfigurazione, si tratta di ascoltare per incarnare ed essere trasformati. Ricordate? Siamo partiti dal domandarci. Qual è il mio desiderio profondo? Che cosa? Mi appassiona poi che cosa? Mi dà una gioia. Duratura, perché vale ciò che. Dura e dura ciò che vale. E poi l'ascolto per essere. Abitati noi siamo. Ciò che ci abita e il quarto. Momento. È la mia trasformazione. Quella che gli orientali.
La teologia orientale senza. Paura chiama la divinizzazione, la xenosis, dice San Paolo nella seconda, i corinti, contemplando il signore, veniamo trasformati in quella stessa immagine seconda. Corinti 31718 rileggo, perché? È una frase per me. Non riesco a lasciarla cadere, a lasciarla nel, nel, nel, in un. Archivietto separato, contemplando il signore noi. Veniamo trasformati in quella stessa immagine, vedete? Contemplare trasforma. A pregare cosa serve? Tante volte ci domandiamo,
pregare trasforma. Ci trasfigura. In immagine del Signore non si prega per ottenere. Si prega per essere trasformati. Contemplando la luce noi ne ne veniamo irradiati in qualche modo la assorbiamo goccia a goccia, e a nostra volta diventiamo irradianti. E l'infinito traspare dal Fondo di ogni essere, vi ricordate Mosè? Mosè, il. Viso di Mosè, era diventato raggiante perché aveva conversato. Con il signore e l'effetto della preghiera fa diventare il volto raggiante.
Parlare con Dio rende. Luminosi, la preghiera apre. Le porte della luce e la luce si condensa. Sul volto degli oranti. Credo che tutti abbiamo potuto vedere. Qualche contemplativo uomo o donna che era come il volto di Mosè, radiante perché aveva parlato, perché parlava continuamente con il. Signore, è la strada che anche. Indica il Salmo 30. Al versetto Sei guardate a lui e sarete raggianti e non avrete più volti oscuri. Vedete, è una questione. Di occhi, dove vanno i nostri occhi?
Su che cosa indugiano? Su che cosa si. Posa, Dimmi che cosa guardi e ti. Dirò chi sei. Contemplando il signore veniamo trasformati, l'uomo diventa ciò che ama, l'uomo diventa. Ciò che ascolta. L'uomo diventa ciò che prega, ciò che lo abita e la luminosità. Dagli occhi. Che guardano la luce passa a riverberarsi su. Tutta la persona. Abbiamo visto tutti occhi così, volti così luminosi.
Così trasfigurati che ci è venuto da dire, davvero tu sei stato a colloquio con Dio, ne porti lo splendore sul volto come Mosè. E se incontrate? Uno così non lasciatevelo. Scappare, ricordate? Cosa Dice Pietro sul tavolo sul Monte Di luce? La Trasfigurazione del Tabor c'è in tutte le chiese orientali come punto di arrivo. Dell'abside sopra l'altare, la Trasfigurazione. Punto di Arrivo Pietro sul Tabor dice, ad un certo punto è bello. Per noi stare qui.
Stare accanto a Dio è bello perché rende. Simile a lui? E nella contemplazione è ancora disponibile tutto un. Fiume di fuoco. E così anche nell'ascolto. Chi ascolta Gesù viene. Trasformato. La parola opera. In voi che credete? Dice Paolo, la sua parola chiama. Fa esistere, guarisce. Cambia il cuore, fa fiorire la vita. Dona bellezza e luce nella notte, fa germogliare. Isaia dice, rende fecondi, non torna Dio senza aver creato fecondità. È. Vero che rimani quello che. Sei però.
Il tuo volto è come preso dalla luce che hai dentro. Ecco Trasfigurazione. Dal tabor a un poeta a un uomo. Molto concreto, un amico. Fratello padre turoldo. Che scrive questo verso io non sono ancora e mai il. Cristo. Ma io sono questa infinita possibilità. L'infinita. Possibilità di essere Cristo. Di diventare. Figli di Dio. Di incarnare il verbo in noi la Trasfigurazione è una possibilità. Non un dovere. Tu puoi, non tu devi.
E tutto il Vangelo è così. Per me è un'offerta di solarità. Il Vangelo non. È un. Codice di doveri, il. Vangelo non è una morale, ma una sconvolgente liberazione. Convertitevi di. Gesù cosa vuol dire? La sua prima parola non è un comando, non è una ingiunzione, ma è un'offerta. Una chance cambia strada. Perché di qua c'è più. Vita cambia strada, perché? Di qua il cielo è più azzurro, il sole è più caldo, con me la strada porta più lontano, ti porta diritto. Alla sorgente tu puoi.
Avere la vita in pienezza, non tu devi nel. Libro della Genesi, il primo verbo che Dio impiega nel primo dialogo che ha con l'uomo, il primo dei dialoghi tra uomo e Dio, il primo verbo del primo dialogo. È questo. Di tutti gli alberi del giardino tu. Potrai mangiare? Il primo verbo del primo. Dialogo è tu potrai. E anche il primo verbo che esce dalla bocca di. Eva nel dialogo. Con il serpente. La prima volta che Eva. Parla è noi possiamo dei frutti
degli alberi del giardino noi. Possiamo mangiare, vedete la. Bibbia, indica con il primo verbo posto sulla bocca di Dio e sulla bocca della donna dell'uomo nel dialogo. Il primo verbo tu potrai, noi possiamo. Indica questo che. Il senso della vita è una potenzialità, uno sviluppo, un crescere. Vivere è esplorazione sulle frontiere del possibile. Vivere è esplorare, possibilità è. Un decreto di libertà? L'uomo. Non è un esecutore di ordini, ma un inventore di strade.
E i profeti ci trasmettono la gioia di appartenere ad un sistema aperto, non ad un sistema chiuso già definito, dove tutto è prestabilito. Noi siamo con. Creatori con il creatore, invece sulla bocca del serpente. Il primo verbo riferito all'uomo? È non dovete, è vero che Dio ha detto. Non dovete mangiare di nessun albero del. Giardino. Allora il nemico presenta la vita come un paradigma di divieti, una trappola di divieti il cui senso è eseguire. Degli ordini non dovete.
Ecco la grande alternativa sulla bocca di Dio e dell'uomo, tu puoi, noi possiamo. Sulla bocca del nemico tu devi. Dio è l'uomo, impiegano come primo verbo quello che indica un sì alla vita. Il nemico USA quello del divieto. Un no alla vita. Nella mentalità biblica l'uomo non è figlio di una legge, di un divieto, l'uomo è figlio di una addizione, non di una sottrazione. Voi potete.
E quando a Caino, dopo il delitto, Dio parla, le sue parole non sono un ordine, un comandamento, una minaccia, ma sono ed. È una cosa straordinaria. Sono ancora una volta tenacemente l'offerta di una possibilità. Dio dice, il male è accovacciato alla tua porta. Come un cane. Ma tu puoi Dominarlo, tu puoi. Dio non si impone neppure a Caino, si propone, proponendo all'uomo una possibilità di vittoria. E la fede, allora? La mia? Fede, che cos'è? La mia fede non è. Un atto di obbedienza?
Non è. Esecuzione di ordini, ma è dilatazione di vita, il Vangelo non è una morale. Ma una sconvolgente liberazione, una frase di Padre Giovanni Vannucci, uno dei. Mistici del 9. 101 mio. Maestro che mi ha colui che mi ha ribaltato la vita come un guado. In un corso di. Esercizi quando avevo vent'anni e dire a lui, sarò sempre immensamente grato, allora. Il vero? Padre, il vero padre non. È colui che dice ecco la legge, ma è colui che dice, ecco la possibilità, tu puoi.
E ti obbliga ad essere il meglio di ciò che. Puoi essere? Il vero amore scrive. Rilke. Il vero amore ti ama davvero, chi ti costringe a diventare il meglio di ciò che puoi. Diventare così è Dio con noi, tu puoi. La paternità di Dio è un decreto di. Libertà, l'uomo. È come una freccia. Incoccata all'arco di Dio. L'arciere vede il bersaglio in una traiettoria. Di infinito ci tende con tutta la sua forza, perché noi? Sue frecce possiamo andare.
Veloci e lontane, Dio. Ama la freccia che vola lontano o, come dice Sant'Ireneo, Gloria. Di Dio è. L'uomo vivente che vuol. Dire gloria del padre è un figlio pieno di vita. È un figlio pieno di forza, è un figlio pieno di libertà che vola. Lontano, un uomo davvero vivente è la gloria di Dio. E quando l'abate Arsenio. Nel deserto pregava i suoi. Discepoli vedevano che quando lui, al tramonto, alzava le mani al cielo. Le sue mani diventavano come di fuoco, uscivano fiamme dalle sue
dita. E gli domandavano. Alla fine, padre, com'è che dalle tue mani alzate verso Dio escono fiamme? E Arsenio rispose, Se tu vuoi puoi diventare tutto di fuoco, oppure Giovanni, Tu puoi. Diventare figlio di Dio. Oppure tu puoi diventare madre del verbo, come Maria. E aiutarlo ad incarnarsi in queste strade, in queste case, in queste piazze, in queste chiese. Il nostro compito di preti, lo dico io per me, non è trasmettere doveri.
Il compito degli educatori. Non è trasmettere leggi, neppure un sistema di pensiero. È facile dare ordine o divieti, è facilissimo. Possiamo magari farne una caserma delle nostre comunità, delle nostre parrocchie, delle nostre chiese, dando ordine o divieti. Lo può fare chiunque. Ma la vera formazione è trasmettere passione per Dio, passione per il Vangelo. In fondo il vero formatore non è chi ti insegna. Ti dà, ti consegna un progetto per come costruire.
Una barca, ma è. Colui che ti trasmette il gusto del navigare, la bellezza del mare aperto. La. Passione per andare avanti, questa è la vera formazione e per noi trasmettere passione per Cristo. Colui che ha raccontato. Dio, come si racconta una storia d'amore Origene USA una metafora che è commovente. Dice, il cristiano cammina nel mondo. Passa nel mondo, passa. Fra gli uomini, come se fosse. Incinto di Dio therence Verbum, portando il verbo. Come un ostensorio.
Di vita nuova. Il nostro compito è passare nel mondo come ostensori, come. Incinti di luce come gravidi di Dio, allora ciascuno di noi vive due vite, la. Sua e quella di Dio due. E una al tempo stesso. Così il cristiano è uno e due e se stesso quando porta Cristo in sé, quando è uno con Cristo. E la sua e la nostra vita. Fanno un fiume solo. Allora l'uomo diventa ciò che accogli in sé, se accogli vanità diventi.
Vuoto, se accogli. Sospetti, diventi diffidente se accogli pace, doni pace, se accogli la parola, tu diventi la parola che accogli. A quanti l'hanno accolto. Ha dato il potere di diventare figli di Dio. Se accogli il Cristo, che era il racconto di Dio, tu diventi una sillaba del. Racconto di Dio, accogliere, ascoltare, essere trasfigurati. Ecco allora quello che dice Simon Weil, io ho sempre più chiara in me. Questa certezza che ho dentro un tesoro d'oro fino che devo
consegnare agli altri. E se restiamo ancora per un momento nell'antropologia della genesi, quel tu puoi. Tu devi, vedete? Come prosegue la storia dopo il peccato, Dio? Vive la sua prima. Sconfitta la prima di molte sconfitte. Nel suo rapporto con noi aveva un progetto e quel progetto viene. Distrutto eppure. In quel momento di sconfitta, mentre l'uomo ha appena ceduto al. Nemico. Dio ha un coraggio. Immenso. Una fiducia? Colossale. Perché misericordia questo fiducia colossale non.
È semplicemente cancellare la colpa è. Molto, ma molto di più. Misericordia vuol dire colossale fiducia nell'uomo e dice. Porrò, inimicizia tra il serpente e la donna. E dice questo, tu, uomo, sei nemico del male da sempre, per un decreto, per un atto divino prima che per nostra scelta. L'uomo è colpito dal male ma non vinto, ferito ma non ucciso, talvolta succube del male, eppure il nemico, sottomesso ma mai del tutto, comunque nemico.
E questo mi conforta, mi consola il primo progetto di Dio dopo la caduta non è che noi non. Commettiamo più peccati, ma. È la salvaguardia della inimicizia tra te e il male. Io cadrò, signore, io sbaglierò. Ancora tu lo sai? E che sono inganni, lo so. Eppure tu e io sappiamo che non potrò, non ingannarmi ancora, ma ti prometto, signore. Io non diventerò amico del male, io non diventerò familiare dell'ingiustizia, sarò nemico della menzogna, sarò nemico
della violenza. Custodire, l'inimicizia con il. Male. Cioè il coraggio di lottare con il male, la beatitudine dei lottatori contro il male, questa è l'unica eredità. Dell'EDEN rimasta nei nostri bagagli. E allora, per custodire in noi l'inimicizia è necessario non abituarsi al male. Non renderlo. Mai banale la banalità del male. Il grande. Male di Israele nell'Egitto non era la schiavitù. Ma ancor di più. L'essersi abituato alla schiavitù, Gesù propone la differenza cristiana. Contro.
L'omologazione con quella frasetta. Che mi innamoro. Ogni volta tra voi non sia così. Nel mondo le cose vanno nella stessa direzione, sempre il violento che ha ragione del mite, i potenti che umiliano gli inferiori, l'armato che sgozza il. Disarmato tra voi non. Sia così, nel mondo sono beati i ricchi. Furbi i famosi tra voi. Non sia così, non così. Tra noi? Io mi pongo fuori del sistema e mi oppongo, ci sono due mondi, noi siamo dell'altro. Noi custodiamo l'inimicizia al
male. E infatti ci siamo. Scelti il manifesto più sconvolgente e contromano che si possa immaginare, le beatitudini, diceva Leonardo Sciascia, io mi auguro qualche volta che i cristiani accarezzino il mondo in. Contropelo, ecco questo. Accarezzare in contropelo il mondo. È tra voi non sia così? Andare controcorrente con la fatica che comporta. Don Milani scrive, fino a che? C'è fatica, c'è speranza, se vedi uno capace di faticare puoi stare. Certo che dietro ci.
Sono sogni e speranze, se. Vedi uno che fugge? Dalla fatica probabilmente sta entrando nella depressione. Quella malattia di cui abbiamo tutti una fottuta paura, finché c'è fatica c'è speranza. Sant'Ambrogio diceva. Osserva nello stadio. Fino a che c'è fatica c'è speranza di 1 kr di una vittoria per l'atleta. E se qualcosa ci chiede fatica, non fuggiamo, è segno che abbiamo progetti. È segno che coltiviamo e custodiamo un piccolo Eden che merita tutto il nostro impegno.
Ricordate il Salmo alla? Fatica Van tutti piangendo per il sudore che irrora la semina, ma torneranno con. Passo di danza, portando a spalle i loro covoni. L'inimicizia con il male è sorretta anche da tutto il resto del racconto della Genesi, dice Dio al serpente. Tu. Le insidierai il tallone, ma allora visivamente? Guardate che bello, il male è ai tuoi piedi. Può ferire l'umanità, ma solo ferirla. Il male è in basso, è inferiore, ti colpirà il tallone, ma non sta davanti a te.
Non traccia strada e storia, non indica orizzonti, non viene dal futuro dell'umanità. Non sarà padrone del mondo, per quanto l'Isis sia violenta e crudele. L'uomo ha un anticipo, ha un vantaggio sul male perché ha in sé l'immagine di Dio e non l'immagine del serpente. E posto in un giardino e non in un. Baratro avvelenato, allora? Riascoltiamo, le parole antiche. Come una benedizione solo dietro a te è il male e ai tuoi piedi e non ti girare qualsiasi cosa sia accaduta nella tua vita.
E dietro il male e questo ritardo del male sul tuo cammino, per grazia di Dio, sarà un ritardo eterno. Origene diceva Con una magnifica espressione, che nella storia, nella storia dell'umanità, il bene è presbiteron. Parola greca da cui deriva. Prete presbitero il bene. È presbiteron, vuol dire che il più vecchio, più antico, che è anteriore al male, ed è così. Nella storia di Adamo. Più originale del peccato originale. C'è il bene originale, in principio il bene.
In ogni creatura. È seminato un anticipo di bene, un anticipo di luce, nascosto sotto la veste d'ombra che il nostro cuore ha indossato, nascosto sotto il nostro male. Quotidiano e dovremmo? Tutti partire alla ricerca. Del bene. Che è alla base. Questo bene presbitero e nessun uomo, nessuna donna, ne sono privi. Perché ognuno è. Uscito dalle mani vive dello stesso. Creatore, i rabbini. Dicono che Adamo all'inizio era vestito di una tunica. Di luce.
E che dopo il peccato. Questa tunica di luce è. Stata coperta dalla tunica. Di pelle che abbiamo. Addosso, ma quando verrà? Il Messia, egli tirerà fuori la nostra tunica di luce. Io lo dico sempre. Quando c'è il battesimo e do la Vestina bianca al bambino questa tunica di luce di cui Dio ci ha vestiti. Ebbene, Dostoevskij ci lasciamo con questo, dice il vostro male è che voi non sapete quanto siete belli. Dal libretto di poesie di Ian Tardovsky.
Fossimo stati noi a inventare te, signore saresti. Più comprensibile e più. Elastico. O totalmente? Perfetto da essere indifferente. O talmente amoroso da. Essere imperfetto, allora fossimo stati noi a inventare te. Avremmo un'etica con la colpa, ma senza il peccato. Avremo una vita senza la morte? Un amore senza disperazione, non ci sarebbero il bussare timoroso al portone, la coscienza. Solitaria che va contro. Corrente, l'angelo custode, a volte. Come un gatto infedele, fossimo
stati noi a inventare te, tu esaudiresti. 1. Dopo l'altro. Tutti i nostri. Desideri saresti NATO non a Betlemme? Ma. A sapientina e allora sì che saresti davvero impossibile.
