Nel nome del padre e del figlio e dello Spirito Santo, Amen. Vieni o Spirito Santo e Donaci un cuore puro per raccogliere la meravigliosa lezione di vita che ci ha dato Madre Teresa di Calcutta. Amen. Quando il 5 settembre 1997 ma la Teresa di Calcutta ha chiuso gli occhi alla scena di questo mondo per aprirli al cielo, Indro Montanelli Commento se ci fosse una Madre Teresa. In ogni continente gli atei scomparirebbero dal mondo. Affermazioni enorme, è pure vera.
Chiediamoci, ma chi era Maria Teresa e perché la sua vita ha lasciato dietro di sé un solco profondo di bene? Chi frequenta e osserva la campagna sa che non può nascere un frutto se prima non viene gettato un seme, vale anche per le persone. Per questo motivo, per capire. Ma la Teresa è necessario partire dalla sua famiglia? Chiediamoci, quale, in quale famiglia è nata Male Teresa? E come sbocciato questo gigante di bontà e di carità.
All'inizio della stupenda avventura di Madre Teresa di Calcutta c'è una famiglia piena di amore. Ci sono cioè uno sposo ad una sposa che si amano profondamente
fedelmente. L'amore dei genitori è il punto solido sul quale Maria Teresa ha potuto costruire la sua personalità armonica, serena, sicura, ottimista, diceva spesso con tanta commozione, il più grande dono che un padre possa fare, i propri figli è amare la loro madre è il più grande dono che una madre possa fare ai propri figli e amare i loro padre. Quanto sono vere queste parole?
Confidò un giorno Maria Teresa prima che mi dicessero che Dio è amore, io l'avevo capito guardando l'amore dei miei genitori. Era un amore così bello, così vero, così limpido, così fedele da farmi esclamare dietro questo amore, cioè Dio. È meravigliosa questa affermazione e dovrebbero farla tutti i figli. Il padre era commerciante ed era costretto a stare lontano dalla famiglia anche per lunghi periodi.
La mamma però custodiva vivo il ricordo del padre e lo faceva sentire ai figli e così il padre non era mai assente dall'affetto della famiglia. Nicola, questo è il numero del padre, viveva una straordinaria comunione con la sposa, la sposa che si amava, grana ella quando sapeva che ritornava il suo sposo, si metteva un abito da festa e si faceva più bella del solito. Anche questo è un particolare
molto bello. Noi figli diceva Maria Teresa Ridevamo e dicevamo Mamma ma non siete mica più dei fidanzati? Una volta addirittura la mamma si rimise l'abito da sposa e andò incontro al marito che che ritornava dopo una lunga assenza, andò incontro al marito vestito da sposa. Quel giorno. La mamma disse ai figli, sappiate che io, vostro padre lo sposo ogni giorno. Che sposa e che mamma meravigliosa. Commento di Madre Teresa in seguito capì l'importanza di ciò
che faceva la mamma. Era segno di un amore vero? E noi figli ne gioivano non solo il padre è stato il primo maestro di carità all'interno della famiglia, quando tornava dai suoi viaggi portava sempre un piccolo regalo per la sposa e per i figli. Anche questo è tanto bello, me ne aggiungeva un'altro piuttosto insolito, portava sempre con sé uno o due mendicanti, prese la strada e voleva che si dessero a tavola con i figli e gli diceva, sono nostri fratelli, nostri
parenti. Finiti male, trattiamoli bene. Altre volte diceva sempre il padre ogni volta che mangiate un boccone di pane, Vergognatevi, sono l'avete sudato se l'avete sudato. Vergognatevi due volte. Se non condividete il vostro pane con chi è più povero di voi. Madre Teresa è sbocciata in questo terreno ed è sbocciata nella Terra Santa di questa famiglia. E la mamma non era da meno del padre in tutto il quartiere era nota per la sua carità almeno
una volta alla settimana. La dedicava a visitare le persone più povere del quartiere e in particolare tutte le settimane andava nella casa di una donna chiamata file che era purtroppo alcolizzata e molto spesso aveva gli abili tutti sporchi di vomito e la evitavano tutti. E la mamma portava la figlia a visitare questa donna. Puliva, prendeva gli abiti sporchi, la biancheria sporca, portava a casa e lavava. Maria Teresa vedeva. E imparava. Non solo.
A volte noi immaginiamo che i santi abbiano avuto una vita facile, senza prove, non è che non è così. I santi hanno avuto prove come tutti, ma le leggono e le vivono in modo diverso perché hanno fede vera. Pensate, nel 1919 viene ucciso lo sposo di rana e padre della futura Madre Teresa venne avvelenato durante una cena da lui organizzata per promuovere la riconciliazione tra serbi e albanesi. Qualcuno evidentemente, non era
d'accordo. La mamma di Maria Teresa, quando arrivò questa notizia, reagì così. Ora la nostra vita sarà più difficile. Ma nessuna vendetta e nessun rancore. Se vogliamo l'aiuto di Dio dobbiamo ora moltiplicare la preghiera e la carità. Questa è la famiglia nella quale è nata e cresciuta Madre Teresa di Calcutta e Madre Teresa, è inimmaginabile senza questa famiglia quando Maria Teresa, nel 1928 Parti per diventare missionaria in India.
La madre la accompagno alla stazione di Zagabria per dare l'ultimo saluto. R 1928 non ci sarebbero più viste. Disse alla figlia. Figlia mia, Gesù ti chiama non preoccuparti di me segui il signore e non voltarti mai indietro, non pensare a me. Dio provvederà. Maria Teresa, non dimentico mai
questa parola della mamma. Quando già suora e insegnanti di lettere in India scrisse nel 1939 alla mamma per raccontarle la sua vita e le confidò che era stata nominata superiora e direttrice della scuola, la mamma rispose, Sentite? Cara figlia, non dimenticare che sei andata in India per amore dei poveri. Ti ricordi la nostra file? La povera donna Alcolizzata che tu ti rifiutavano, te la ricordi? Era ricoperta di piaghe, ma quello che la faceva soffrire di più era sapere che era sola al
mondo. Facevamo per lei tutto quello che potevamo. Ma la cosa peggiore non erano le piaghe, ma il fatto che la famiglia l'avesse dimenticata e abbandonata. E l'egoismo che crea solitudine e sofferenza le parole della mamma ebbero uno straordinario influsso sulle sull'orientamento di Maria Teresa, spesso ripeteva le parole della mamma e diceva, Il grande male di oggi è l'indifferenza. La più grande disgrazia e la solitudine, tutto frutto di un dilagante egoismo.
E Madre Teresa, con tutta la sua vita è stata una contestatrice dell'egoismo, una contestatrice con le parole e soprattutto con i fatti, che è la cosa più importante. Arriva intanto il 10 settembre 1946, durante il viaggio che la portava darjeeling ai piedi dell'Himalaya, per seguire un
corso di esercizi spirituali. Maria Teresa vede tanta povera gente che affolla le stazioni di passaggio, vedere tanti mendicanti che tendono la mano e improvvisamente sente dentro di sé la voce di Gesù, nitida, chiara, che le dice Teresa, ho sete del tuo amore. Nei poveri ci sono io. Teresa ascolta il mio grido, nei poveri sono io, sono io. Teresa e Teresa risponde, cosa posso fare?
Il dialogo con la voce di Gesù continuerà per diverso tempo e Maria Teresa lotterà con questa voce, adducendo la sua impreparazione e la sua fragilità come motivo per non intraprendere una vita tra i poveri e per i poveri in quel contesto così difficile come quello dell'India. Ma la voce era sempre più insistente, Teresa, ho sete del tuo amore, ti aspetto, ti aspetto nei poveri. Alla fine Teresa risponde, Gesù. Dissero il tuo amore nei poveri. Sembrava una follia, un'allucinazione?
Ma non era così. Tutta la vita rimane Teresa è segnata da questo dialogo con Gesù. Ma sentite sentite cosa succede? Madre Teresa ne parla al padre spirituale che la invita ad aspettare, ad essere prudente, ne parla alla superiora, la quale si presenta dubbiosa davanti alla richiesta di uscire dal convento per andare a vivere tra i poveri più poveri, da consiglia di parlare con l'Arcivescovo di Calcutta, l'arcivescovo non vuole, non vuole neppure sentir parlare di questa decisione.
Gli sembrava troppo rischiosa. Gli sembrava addirittura una follia. Alla fine consiglia di scrivere al Papa, siamo ormai nel Febbraio del 1948, arriva inaspettatamente la risposta è una risposta positiva. Il 14 agosto 1948 Suor Teresa può uscire dal convento, può dedicarci solamente ai poveri e avrà come diretto superiore proprio l'Arcivescovo di Calcutta. Il 16 agosto 1948 Suor Teresa indossa il Sari bianco, l'abito delle donne paria delle donne ultime e comincia la sua
avventura tra i poveri. Da quel momento non ci intera più la voce e vivrà una specie di notte dello spirito attraverso la quale Dio la proteggerà dal pericolo dell'orgoglio. Per chiamare Teresa divenne forse uno dei personaggi più noti, più amati e più premiati. Ma l'assenza di quella voce la faceva soffrire e la teneva sempre nell'umiltà. L'anno 1948 è l'Anno dell'assassinio di Gandhi Votatelo in India. C'era una grande confusione, una grande incertezza.
E Maria Teresa inizia la sua avventura proprio in quell'anno. Umanamente parlando, la decisione di Maria Teresa sembrava veramente una follia. E invece era Dio che attraverso questa donna dava un forte messaggio a tutti i cristiani, a noi e al mondo intero. Dio ci stava dicendo, State attenti, sta scomparendo l'amore dal mondo.
Ecco perché tutto è in crisi. Dio c'è, l'ha detto attraverso Madre Teresa, questa donna umile e straordinaria inizia raccogliendo il primo povero agonizzante in una fogna, una fogna all'aperto, a margine della strada, lo prende tra le sue braccia e cerca un primo punto di soccorso, ma viene respinta perché non c'è posto, cerca un ospedale e all'accoglienza. Gli dicono esca esca, non sente che che odore manda. L'infermiere però osserva bene
l'ammalato ed esclama. Ma non vede che è già morto? Dagli occhi di Maria Teresa uscirono due lacrime. Però, in quel momento, ribadisse esso sia Gesù ed esclamò, o Gesù in questo egoismo? Io seminerio il tuo amore. Che coraggio è impressionante in questo egoismo, io seminerà il tuo amore. Riceve dalla municipalità di Calcutta due grandi stanze vuote che un tempo servivano per l'accoglienza dei pellegrini presso il tempio della dea Kalì.
Intanto si aggiunge una prima ragazza, una seconda, una terza. Guardereste non è più sola, nascono le missionarie della carità, un vero miracolo che oggi sono più di 5000. Gli stanzoni si riempiono velocemente di poveri e di moribondi, ma qualcuno protesta. Una sera un bramino l'aspetta alza il pugnale puntandolo verso Mare Teresa. E con tono minaccioso e le dice o smetti o ti faccio smettere.
Madre Teresa resta serena ed ha il coraggio di rispondere uccidimi se vuoli uccidimi se vuoi, ma tu hai già perso la battaglia? Tu non potrai mai fermare l'amore, perché Dio è amore. E nessuno potrà mai fermare Dio. Chi pensate che coraggio? Questo è Maria Teresa. Intanto si delinea lo stile di vita di Maria Teresa, preghiera per riempirci di amore e i poveri, per vivere l'amore diceva spesso Gesù per la preghiera, sacrificava anche la
carità, perché? Per dirci che senza Dio siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri. La prima ricchezza è Dio. E Dio è soltanto Dio che ci può riempire di amore. Una volta pensate, viene portata nella casa del cuore immacolato a Calcutta una donna lebbrosa con un piede rosicchiato dai topi di fogna. Ripugnante. La Teresa si prese cura, io questa povera donna. Il rosone, meravigliata, e le disse. Tu sei diversa dagli altri, perché fai così? Questo adesso risponde perché ti
voglio bene. E la povera lebbrosa, mi vuoi bene? Ma nemmeno i miei figli mi hanno voluto bene e hanno buttato via come un secchio di immondezza. Ma chi ti ha insegnato a fare così? Guarda, Teresa risponde, me l'ha insegnato il mio Dio, il tuo Dio e chi è? Mio Dio ha un nome stupendo, si chiama amore papà lebbroso, esclama, fammelo, conoscere? Ecco Maria Teresa cosa risponde, ma tu già lo conosci nelle mie mani e lui che ti accarezza nei miei occhi. E lui che ti sorride, è nel mio cuore.
E lui che ti ama. E lui? Grazie, disse La donna moribonda, che bella notizia, mi hai dato. Dio è amore e io non lo sapevo, è morta poco tempo dopo, un giorno affascinato dall'esempio di Madre Teresa, un mendicante le offre la raccolta degli spiccioli spiccioli di un giorno, poche rupie. Questa fu l'esclamazione di Madre Teresa. Quel mendicante con quel gesto aveva fatto alzare nel mondo il livello dell'amore per me quel gesto era più importante del
Premio Nobel ed è vero. Il mondo può cambiare attraverso piccoli gesti di amore fatti da tante persone in ogni posto del mondo. E anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte. Pensate quante occasioni abbiamo ogni giorno, quante occasioni. 1969, Marco Mangiatrice, celebre giornalista della BBC inglese, venne inviato a Calcutta per realizzare un film documentario sulla vita di Maria Teresa,
delle sue suore. Quando il giornalista entra nelle due stanze, grandi stanze dove i poveri, gli ammalati erano allineati per terra in povere stuoie, il giornalista esclama, ma questa povertà insopportabile, questa sofferenza e disumana, qui sono scheletri vestiti di pelle. Eppure qui. Io non vedo una briciola di disperazione. Com'è possibile tutto questo?
Anzi, vede dappertutto il volto sorridente delle suore e la carità sempre all'opera che chiede a Maria Teresa, ma come fate a vivere in questo inferno senza disperarvi? Madre Teresa risponde, questo non è un inferno perché qui c'è l'amore. Questo è il paradiso, potete avere le case con le maniglie d'oro, ma se li manca l'amore, l'inferno è lì. Esclama, e come fate a trasmettere questa gioia? Chi vi da questa gioia?
Guardate invece la invito a ritornare il giorno dopo, alle sei del mattino e lo introdusse la semplice cappella dove le suore pregavano e partecipavano alla Santa Messa, che per lui era un mistero. Il segreto della gioia di quelle suore era lì. Nell'incontro con Gesù. La comunione con Gesù. Dopo due anni pensate, questo giornalista si converte e diventa cattolico dando questa stupenda motivazione. Divento cattolico per ricevere quell eucaristia che in quelle suore produce il miracolo di
quello amore. La carità vissuta ha raggiunto il cuore di un uomo tanto lontano dalla fede e l'ha portato dalle braccia di Gesù. Pensate, questo giornalista ricevette il battesimo nel 1982, all'età di 79 anni. Intanto nel 1979 Maria Teresa riceve il Premio Nobel per la pace, una istituzione luterana, lontanissima dall'orizzonte cattolico. Questa istituzione premia una suora cattolica senza che alcuno avesse fatto una pur minima pressione. Era un prodigio veramente.
Alcuni dissero a Maria Teresa, madre, il Premio Nobel non è una istituzione cattolica e viene consegnato nel Parlamento Luterano di Oslo. La Madonna non è gradita lì è consigliabile che lei non si presenti con la corona del Rosario sempre in mano. Il giorno del premio Maria Teresa la teneva tra le mani la corona del Rosario più grande che aveva. Che bella lezione. Maria Teresa non nascondeva mai la sua fede. E questo non era ostentazione, ma era semplice e coerenza.
Tornando a Oslo, Maria Teresa fece tappa a Roma, fare giù da lì si accalcarono nel cortile esterno della povera dimora delle missionarie della carità al Monte Celio. Pensate. Quella, quella abitazione, quella ridente delle suore, era il pollaio del convento dei camaldolesi. Ebbene, nel cortile si accalcano tanti giornalisti. Maria Teresa, non ti sottrasse ai giornalisti, rispose alle domande e a tutti dava una medaglietta della Madonna. Questa medaglietta giornalisti
fecero tante domande. Alla fine uno fece una domanda un po birichina e disse, madre, lei ha settant'anni? Quando morirà il mondo sarà come prima. Che cosa è cambiato dopo tanta fatica? Maria Teresa si riposi, non vale la pena di fare tanta fatica, il mondo non cambia. Maria Teresa. Avrebbe potuto reagire anche con un po di Santo sdegno e invece fece un sorriso luminoso, come se l'avessero dato un bacio affettuosissimo e rispose. Mister Signore.
Io non ho mai pensato di poter cambiare il mondo, lo cambierei. Il signore, al momento che sa lui, io non conosco i programmi e gli orari di Dio. Io ho cercato soltanto di essere una goccia di acqua pulita nella quale potesse riflettersi il volto bello, il volto buono, il volto misericordioso di Dio. Le pare poco? Giornalista, non rispose. Attorno a Maria Teresa, io ero presente, si creò un silenzio di ascolto e di emozione. Ha riprese la parola e disse al
giornalista. Un passatello man detto. Cerchi di essere anche lei una cosa di acqua pulita e così saremo in due. È sposato si madre, lo dica anche a sua moglie e così saremo in tre. Ha dei figli. Ho tre figli, madre. Risposta di Maria Teresa lo dica anche ai suoi figli e così
saremo in 6 6 gocce pulite. Non c'era bisogno di aggiungere altro, ma la Teresa aveva detto chiaramente che ognuno di noi ha in mano un piccolo ma indispensabile capitale di amore che dobbiamo preoccuparci di investire. Il resto è divagazione inutile o polemica sterile o maschera di disimpegno. Madre Teresa diceva Spesso, è inutile gridare, è buio, è buio finché gridi, così il buio resta. Se vuoi vincerlo accendi una
luce. E comincia tu, senza aspettare gli altri, comincia tu. Consiglio meraviglioso. Nel 1985 venne invitata all'ONU dal Segretario generale che rappresenta con parole che Maria Teresa avrebbe preferito non sentire, disse così. Vi presento la donna più potente della terra, costei è veramente le Nazioni Unite perché nel suo cuore c'è posto per i poveri di tutte le azioni della terra. Presa si fece piccola rispose, io sono soltanto una povera donna che prega e alzo la corona del Rosario.
E aggiunse, pregando, Gesù mi mette nel cuore il suo amore e io corro a donarlo a tutti i poveri che incontro nel mio cammino. Pregate anche voi disse e lasciatevi riempire dall'amore di Gesù. E poi correte a donare ai poveri che aspettano lungo la strada della vostra vita, forse nel pianerottolo della vostra casa, forse anche dentro la vostra casa. C'è qualcuno che aspetta il vostro amore? Parole semplici ma concrete e coraggiose che fecero tanta
impressione. Nel 1988 Maria Teresa venne nella mia parrocchia a Porto Santo Stefano. Monte Argentario fu un dono immenso, un dono meraviglioso. Era il 18 maggio e il cielo, dopo un'insolita burrasca, era ritornato limpido e azzurro, confondendosi con il mare sorridente. Valencia fisso come una bambina. Lo scenario unico dell'argentario? E parlo così. Come è bello questo luogo in un luogo così bello, anche voi dovete preoccuparvi di avere anime belle, di essere belli nell'anima.
Bastano queste parole, vi farà scattare l'attenzione e la vibrazione del cuore di oltre 20.000 persone. Parla Teresa. Con la coerenza della fede, aggiunse. La vita è il più grande dono di Dio. È per questo che è penoso vedere quanto accade oggi. La vita viene volontariamente distrutta dalle guerre, dalla violenza. Ma anche dall'aborto. E noi siamo creati da Dio per cose grandi, per amare ed essere amati. Il più grande distruttore della pace, è l'aborto.
Attenti, disse Maria Teresa se una mamma può uccidere il proprio figlio nella culla del suo grembo. Chi potrà fermare me e te? Dall'uccidere, cioè a vicenda? E se una mamma può uccidere il proprio figlio? Chi potrà impedire ai figli di uccidere la madre? Queste parole sembravano raggi luminosi lanciati nel cielo buio dell'egoismo. Ciascuno si sentiva scoperto, ogni briciola di egoismo bruciava come una piaga e diventava un salutare rimprovero.
Al termine della veglia. Accade un fatto che sempre vivo nella mia memoria e ricordandolo ancora oggi mi emoziono profondamente. Un ricco industriale mi aveva manifestato l'intenzione di regalare a Maria Teresa la sua Villa per accogliere giovani malati di Aliens. Egli aveva in mano le chiavi per consigliare alla madre. Io riferii la proposta a Maria Teresa che profondamente osservo. Debbo pregare.
Debbo pensarci. Non so se è una cosa buona aprire una casa per giovani malati di AIDS in un luogo di grande villeggiatura, potrebbero rifiutarli? E allora soffrirebbero due volte. Quale saggezza, quale libertà interiore? Però a tutti noi, uomini di poca fede, sembrava che Maria Teresa stesse per perdere una bella rara occasione, un distinto signore che aveva assistito al dialogo, si sentì in dovere di dire a Madre Teresa, madre intanto prenda le chiavi, poi si
vedrà. Vale Teresa, senza alcuna esitazione, forse sentendosi ferita in ciò che aveva di più caro. Chiuse la conversazione dicendo, no, signore. Perché ciò che non mi serve mi pesa. Parole impressionanti, io ricordo che la sera tu dici alla mia mamma, mamma Maria Teresa ha risposto così. Se avessi pensato un mese non mi sarebbe venuta questa risposta e lei subito no, no.
Quel che non mi serve mi pesa. Grande Madre Teresa. 1991 fotografo indiscreto, scattava continui flash davanti al volto di Maria Teresa nella chiesa di San Gregorio al Celio. Io ero presente. Lo pregai di lasciare, almeno in pace in quel momento della preghiera, mi permise di dire, ma perché è così insistente? Risposta, voglio fotografare da vicino gli occhi di Madre Teresa. E perché? Risposta. Male Teresa. Non ha un volto molto bello.
Ma gli occhi più felici che abbia mai visto mai incontrato neanche gli occhi delle regine o delle attrici più famose, sono così felici? Dove sta il segreto? Lo dice alla madre. La madre rispose, il segreto tanto semplice, i miei occhi sono felici perché le mie mani asciugano tante lacrime, faccia così anche lei. E avrà gli occhi felici come i miei. Nel 1981, parlando alla settantaduesima Assemblea del Rotary Club internazionale salisse.
Non abbiamo bisogno tanto del vostro denaro, quanto di voi. Di voi abbiamo bisogno. Diventate tutti un dono di amore per chiunque incontrate e cominciate nella vostra famiglia. L'amore, infatti, comincia da casa in famiglia e da lì deve diffondersi. Una buona famiglia è già un mondo migliore. Una buona famiglia è già un mondo migliore. A questo punto lascio parlare Male Teresa, con alcune luminose
risposte a qualche domanda. Una volta mi permisi io di chiedere madre, lei viaggia sempre una volta e a Roma una volta a New York, una volta a Tokyo, una volta a Londra, una volta a Mosca, ma dove ha preso domicilio, lo dice un po scherzando. E lei mi rispose, con il mio cuore, io ho preso domicilio a Betlemme. Lì si respira semplicità, povertà, umiltà, lì si capisce. Cos'è che conta nella vita e cos'è che rende felice la vita? Oggi tante persone cercano una felicità dal di fuori.
Dal denaro, dal successo, dai divertimenti. No, no, la felicità dipende da quello che c'è dentro di te, che è il cuore limpido e puro, libero dall'orgoglio e dall'egoismo. Immediatamente capisce che tutto si trova dove ci si trova e pertanto la felicità se la porta sempre con sé. A tal proposito mi permetto di ricordare che nel 1970 il giornalista Mario soldati in Svezia. Con l'intenzione di cantare il paradiso svedese. Resto per diverso tempo.
Alla fine il libro che uscì fuori aveva questo titolo, i disperati del benessere. Quale Teresa c'è l'aveva già detto. Un'altra domanda, madre? Qual è per lei il giorno più bello? Il giorno più bello? Poteva citare tanti giorni Nobel discorso all'ONU 1000 altre occasioni sentite cosa rispose? Il mio giorno più bello è oggi. Perché ancora posso riempirlo di amore? Ieri non c'ho più domani non so, non so se l'avrò. Il giorno più belle oggi perché
posso riempirlo di amore. Al mattino io mi alzo sempre con entusiasmo perché so che la mia giornata serve per fare del bene. Poker, un pensatore francese ha osservato. Della società del benessere è diffusa l'inquietudine. La nevrosi, la repressione, la noia, sapete perché? Perché la vita non ha più senso e molti la sera vanno a letto senza sapere perché si sono alzati il giorno dopo si alzeranno senza perché. Ma l'ESA il perché c'è l'aveva. Mi alzo per fare del bene.
La vita purtroppo è diventata banale. È diventata una ricerca spasmodica di esaudimento dei propri capricci e del proprio egoismo, ma l'egoismo è insaziabile. E pertanto l'egoista sarà sempre scontento. Un'altra domanda. Madre, qual è la persona più importante per lei? Risposta è quella con cui sto parlando. La bontà deve essere concreta perché esso deve partire da quelli che ci stanno accanto, altrimenti è soltanto un sogno, è soltanto un'evasione. Mi permisi, ero presente di
aggiungere. Ma lei madre dice spesso la Principessa Diana. Risposta, io non l'ho mai ricevuto la Principessa Diana, ho sempre e soltanto ricevuto la povera e infelice Diana. E aggiunse, povera Diana, povera Diana. È una cosa ben diversa, capisci? Per Madre Teresa la Principessa Diana era una delle tante persone infelici che ricorrevano a lei per avere un conforto. Era una povera da soccorrere, niente di più. Quanto fanno pensare a queste? Ancora madre, qual è il suo
passatempo preferito? Risposta, è il lavoro perché mi permette di spegnermi per gli altri. E poi, credimi, a non far niente, ci si stanca molto di più. Ma lei madre? Non fa mai le ferie, perché ogni tanto non prende qualche giorno di ferie. Risposta, non ho bisogno di ferie perché i miei giorni sono tutti festivi. Fare del bene è una festa. Non potete immaginare quanto è
bello fare del bene nel cuore. Entra una grande pace, una grande gioia se volete rendere felici i giovani non moltiplicate divertimenti, moltiplicate le occasioni per fare del bene date ai giovani occasioni per fare del bene. A loro saranno felici. Un'ultima domanda, Mad? Qual è secondo lei il segreto della felicità? Sentire la risposta la felicità non si trova cercandola.
La felicità si riceve in regalo da Dio che è il proprietario della gioia e si diceva in regalo, cercando la felicità degli altri. Per questo sfido chiunque. Non troverete mai un egoista felice. E qual è la migliore protezione madre? Hai sorriso? Anche a chi ci fa del male. La bontà disarma qualsiasi cattiveria, se una cattiveria rispondiamo con un'altra cattiveria. Si moltiplicano. Un sorriso può fermare qualsiasi cattiveria. E qual è secondo lei, madre, la
menzogna più pericolosa? E la menzogna che riguarda l'amore. Voi chiamate amore? Anche andare con una prostituta oppure tradire la propria sposa o il proprio sposo? Che menzogna non sapete più, cos'è l'amore? Questa è la più grande e vera pericolosa povertà che è tanto diffusa nei paesi ricchi, per quanto dipende da voi seminate. Vero amore? Questo è lo scopo della vita. Una goccia di amore vero rende più buono e più bello e più felice il mondo intero.
Una goccia e tutti possiamo mettere questa goccia, anzi più di una. A conferma delle parole di Madre Teresa sulla povertà di amore che caratterizza la nostra epoca, riflettiamo sul caso del famoso cantante dei Beatles John Lennon. Recentemente sono stati intervistati i suoi due figli. Julian, primo figlio, ha confidato questo ricordo di suo padre.
Mio padre sono parole del figlio, parlava sempre di amore e cantava sempre l'amore, ma in verità mio padre non ha mai amato nessuno, non ha amato la mia mamma, non ha amato neanche me e il motivo era semplice, mio padre era incapace di amare. Era un mostro di egoismo. Quanti c'è ne sono in giro? Mio padre era incapace di amare, che povertà. E ha aggiunto, il figlio? Ho 48 anni, ho da evitato di avere figli, sapete perché? Perché?
Perché avevo paura di rassomigliare a mio padre e non volevo che i miei figli soffrissero quello che ho sofferto io con un padre incapace di amare quanto mi fanno impressione queste parole? Terribile giudizio del figlio, ci pensate? E l'altro figlio ha esclamato. Mio padre tradiva sempre la mia mamma e noi soffrivamo tantissimo, ho soltanto questo ricordo di mio padre.
Quanto ci ha fatto soffrire anche il secondo figlio pronuncia un giudizio che demolisce totalmente il mito di John Lennon, idolatrato da tanti giovani. Vengono in mente le parole del Salmo quattro o uomini perché siete così stolti? Perché incensati gli ente? Quanti incensurati incensurato, niente. Oggi pensateci quanti incensano e niente. Torniamo a Maria Teresa. Madre, lei è Nobel per la pace, cosa consiglia di fare per la pace? Un Consiglio semplice, quando torni a casa ama la tua
famiglia. La pace parte dal basso, come le piante partono dalle radici. Una buona e bella famiglia è già all'inizio di un mondo nuovo. Il 22 maggio del 1997 incontrai per l'ultima volta Maria Teresa a Roma, in via Casilina 222, dove le suore hanno la sede del noviziato, in un casello
ferroviario abbandonato. La madre era molto affaticata, prendevo ossigeno da una bombola, però ebbe la forza e gli di un di confidarmi, sai vengo da New York dove ho aperto una casa per giovani malati di AIDS. Quanti c'è? Ne sono quel paese? Questa è la malattia del troppo benessere, benessere materiale, ma. Con povertà spirituale.
Ora mi fermo qualche giorno a Roma Giuseppe Maria Teresa, per visitare le nostre case di carità, poi devo andare a Dublino, dove abbiamo una casa per alcolizzati, poi devo andare a Londra, dove soccorriamo i poveri che dormono sotto i ponti nel Tamigi. Poi devo andare in Georgia, poi devo andare a Mosca, poi a Tokyo, poi a Hong Kong, poi a Calcutta. La madre prendeva ossigeno da una bomba, mi viene spontaneo osservare madre, madre non può
fare questo viaggio, non può affrontare questa fatica. Ricordo con un occhio un po severo e poi mi disse, finché ho soltanto un respiro devo spenderlo per fare del bene. Sai perché? Perché quando morirò? Porterò con me soltanto la valigia della carità. Poi mi prese il polso, sento ancora la mano e mi disse. Guarda che vale anche per te. Finché hai tempo, riempi quella valigia, la valigia della carità perché è l'unica valigia che porterai con te. Questo Consiglio do anche a voi.
Riempite, riempiamo quella valigia perché ci presenteremo davanti al signore soltanto con la valigia della carità. Il resto non ha nessun valore. Vi lascio questo meraviglioso Consiglio. Alla fine della vita. Auguriamoci di poter avere la valigia. Non dico piena. Ma perlomeno non vuota. E vorrei concludere. Con una preghiera, una preghiera, Madre Teresa. Madre Teresa degli ultimi. Il tuo passo veloce è andato sempre verso i più deboli.
E i più abbandonati. Per contestare in silenzio coloro che sono ricchi e avidi di potere e di denaro e di egoismo. L'acqua dell'ultima scena è passata nelle tue mani instancabili, indicando a tutti coraggiosamente la strada della vera grandezza e della felicità. Maria Teresa, siamo fragili ma vogliamo imitarti prega per noi, perché possiamo camminare dietro la passi. Amen, sia lodato Gesù Cristo.
