Angelo Comastri: Dio è amore (#3) - Giovanni XXIII - podcast episode cover

Angelo Comastri: Dio è amore (#3) - Giovanni XXIII

Mar 22, 202340 min
--:--
--:--
Download Metacast podcast app
Listen to this episode in Metacast mobile app
Don't just listen to podcasts. Learn from them with transcripts, summaries, and chapters for every episode. Skim, search, and bookmark insights. Learn more

Episode description

Terza meditazione Quaresimale "Giovanni XXIII" a cura del Card. Angelo Comastri.

Transcript

Nel nome del padre e del figlio e dello Spirito Santo, Amen. Lo Spirito Santo Gesù ha rivelato il tuo mistero e ci ha detto che tu sarai il nostro consolatore ogni giorno, fino al suo ritorno. Noi crediamo in te e crediamo che questa, allora tua, l'ora della Pentecoste, vieni, Spirito Santo o Maria, Regina del cenacolo, prega per noi Maria Madre Immacolata prega per noi, regina della pace, prega per noi. In questo incontro desidero parlarvi di Giovanni ventitreesimo, un uomo felice

sino all'ultimo respiro. E propongo una lettura sapienziale della sua vita, cioè una lettura che permetta di cogliere nella vita di Papa Giovanni qualche messaggio per la nostra vita di oggi. E inizia con una domanda. Perché il Papa Giovanni ventitreesimo è stato tanto amato anche da coloro che erano lontani dalla Chiesa, perché in poco tempo entrò nel cuore di tutti.

Il suo pontificato è stato il più breve degli ultimi secoli, se si esclude il pontificato brevissimo di Giovanni, Paolo Primo, Giovanni Ventitreesimo è stato Papa per quattro anni, 7 mesi e 7 giorni. Eppure il suo è stato un pontificato che ha lasciato un solco profondo nella vita della Chiesa e nella storia dell'umanità. Francois Mauriac, pochi giorni dopo la morte di Giovanni Ventitreesimo, sul giornale La Croix scrisse Così. Questo grande Papa è stato umile.

Lo Spirito Santo non ha trovato ostacoli in lui ed è per questo che sono stati sufficienti pochi anni di questo pontificato perché si aprisse alla grazia di Dio una breccia che durerà per secoli, sia Benedetto Papa Giovanni ventitreesimo, per avere Benedetto tutti gli uomini, per aver parlato a tutti come un padre che ama. E vorrei far notare che Papa Giovanni era fermo nella dottrina, è fermo nella disciplina, ma sempre con grande bontà.

È fatto inaudito. 7 anni dopo la sua morte, il metropolita ortodosso di Leningrado, Nikodim, nel 1970 presentò la sua tesi di dottorato all'Accademia teologica di Mosca su Giovanni ventitreesimo, Papa Romano. Tradotto in italiano, l'opera prese questo titolo uno scomodo ottimista. È un fatto che impressiona e dice chiaramente quanto grande sia il potere della bontà. Sì, veramente quanto grande è il potere della bontà.

La televisione italiana in occasione della morte di Giovanni Ventitreesimo, Raccolse le opinioni di quattro osservatori non cattolici intervenuti al Concilio ecumenico Vaticano, secondo Oscar Cullmann, protestante, professore di esegesi neotestamentaria all'università di Basilea Nisse. Tenendo conto del fatto che proprio il problema del primato del Papa ci separa da Roma, bisogna sottolineare quanto sia meraviglioso il fatto che Giovanni Ventitreesimo abbia trovato presso i cristiani non

cattolici di tutto il mondo non soltanto sincera ammirazione per la sua semplicità e la sua bontà, ma addirittura un vero amore. L'arciprete vitali braodway del patriarcato russo ortodosso, da parte sua, testimonio.

Ciò che Papa Giovanni ha fatto per la Chiesa cattolica con la convocazione del Concilio ecumenico Vaticano, secondo ciò che con la distinzione tra Oriente e Occidente ha fatto per riavvicinamento di di tutti i cristiani, ciò che ha fatto per tutta l'umanità, con il suo lavoro per l'amicizia e la pace su questa terra. Tutto ciò vivrà in eterno e protestante. Americano. Douglas Orton ricordo. Conversando con lui anche soltanto per pochi minuti, si poteva notare come fosse animato

dall'amore per ognuno di noi. Quando morì mi sembrava che fosse morto un vecchio amico. Credo di poter dire che egli ha cambiato il corso della storia e ciò farà di lui uno dei grandi personaggi del nostro tempo. E ancora, il Priore della Comunità ecumenica di Telese Roger Schutz. Che come asturiana, era stato ricevuto in udienza da Giovanni Ventitreesimo il 13 ottobre 1962 giorni dopo l'apertura del

Concilio disse. La vigilia e il giorno stesso della morte di Papa Giovanni, per la prima volta dopo la riforma, dopo secoli di scisma nelle chiese protestanti di tutto il mondo, si prego per il Papa. Oggi può apparire normale, ma allora era un fatto inaudito. Ma chi era Papa Giovanni? Partiamo dalla conclusione della sua vita, per poi andare a scoprire il seme da cui tutto è

partito, da cui tutto è nato. Maggio 1963 si diffonde in tutto il mondo la notizia che Papa Giovanni è gravemente ammalato. Tutti hanno amato quest'uomo straordinariamente buono. Tutti ora guardano a lui con trepidazione. 24 maggio Papa Giovanni è a letto per un improvviso aggravamento della malattia che gli causa continua emorragia. Sul far della Sera esclama. Sono più in obbedienza. Ho davanti a me la mia anima, il mio sacerdozio, la Chiesa

universale. Sono tranquillo nelle mani di Dio, ecco Gesù crocifisso che teneva davanti a sé Gesù crocifisso mi invita a stendere le mie braccia accanto a lui, mentre Maria, la nostra madre, mi incoraggia. Niente di più di una fede semplice, tradizionale, potremmo dire, ma convinta e vissuta. 30 maggio 23:30 il Papa accusa un dolore improvviso assai acuto alla regione gastrica, accompagnato da un grave risentimento delle sue

condizioni generali. Il professor Mazzoni profila l'ipotesi di avvenuta perforazione del tumore e nel contempo esclude la possibilità di un intervento. Giovanni ventitreesimo ha ormai le ore contate. Venne chiamato il professor Valdoni. Che tutti sapevano essere piuttosto lontano dalla fede. Papa Giovanni lo osserva mentre si China per visitarlo e poi delicatamente Gli prende la mano e gli sussurra, professore. Mentre lei si preoccupa del mio corpo, io penso alla sua anima e

prego per lei. Professor Baldoni, rimase visibilmente commosso e uscì dalla stanza con gli occhi pieni di lacrime. Papa Giovanni aveva un grande desiderio di portare anime a Gesù. 31 maggio. Il Segretario del Papa, secondo un accordo preso sin dal primo anno di servizio, si accinge a compiere il suo dovere di avvisarlo sull'imminenza della morte. Al capezzale del Papa, con voce rotta dall'emozione, cerca parole essenziali e semplici. E gli dice.

Santo Padre, mantengo la parola. L'ora è giunta, il signore vi chiama. Papa Giovanni non si scompone e, dopo attimi di esitazione aggiunge, ma sarà bene sentire la sentenza dei medici? Questa è la sentenza, Santo Padre e la fine, il tumore ha compiuto la sua opera? Papa Giovanni prontamente risponde, la mia valigia è pronta. Mi hai dato la notizia più bella, quella che aspetto da tutta la vita. Il Segretario esclama, e come farò senza di lei?

Papa Giovanni resta in silenzio Per qualche istante e poi risponde, caro Don Loris, mi hanno tirato tanti sassi nella mia vita. Ma io non li ho mai raccolti e non li ho mai restituiti. Fai così anche tu? Al resto, penserai, signore, stai tranquillo. Vedete, è il Vangelo vissuto, tutto qui. Il segreto di Papa Giovanni, Vangelo vissuto.

Il Papa vuole intrattenere per l'ultima udienza il Segretario di Stato e lo accoglie con questo saluto, caro cardinale, mi sento pieno di gioia perché mi hanno detto andremo alla casa del Signore. Alle 11:30 prima di ricevere il Santo Viatico si rivolge agli astanti che sono in ginocchio e pronuncia parole di fede, fede grandissima e dice, questo letto è il mio letto, è un altare. L'altare vuole una vittima, eccomi pronto. Offro la mia vita per la Chiesa.

Per la continuazione del Concilio per la pace nel mondo, per l'Unione dei cristiani. Il segreto del mio sacerdozio continua ancora man Giovanni sta nel crocifisso. Quelle braccia allargate dicono che egli è morto per tutti, per tutti, nessuno escluso. Nessuno ha respinto dal suo amore e dal suo perdono. Per parte mia aggiunge non ricordo di aver offeso qualcuno. Ma se l'avessi fatto chiedo

perdono a voi. Se sapete che qualche persona non abbia avuto edificazione, cioè buon esempio dalla mia vita. Pregate di compatirsi e di perdonarmi e aggiungere la mia giornata terrena finisce. Ma Cristo vive e la Chiesa continua il suo compito, le anime, le anime che tutti siano una cosa sola, che tutti siano una cosa sola. Minuti di legge. Poi riceve la Santa comunione, saluta tutti uno ad uno. Intanto, da tutto il mondo giungono telegrammi.

Capi di Stato, gente semplice, cattolici e non cattolici, sono vicino a Papa Giovanni, ecco alcuni commoventi testi. Un telegramma? Prego per la vostra salute, Dio vi ama, sono un buddista. un'altro telegramma? Nella misura in cui un ateo possa essere capace di pregare, io prego per la salute di vostra Santità. un'altro telegramma, sto pregando per voi che siete stato di grande ispirazione a me e a, molti altri protestanti. Ancora un telegramma, gli ebrei

non dimenticano che voi siete stato un loro fedele amico. 3 giugno 1963 alle 13:00 Papa Giovanni ripete due volte, Signore, voi sapete che io vi amo. Il mondo intero è in preghiera e in preghiera per lui. I detenuti di regina cieli ascoltano tre messe e gli scrivono, Padre Santo vi siamo vicini con il nostro amore. Nel pomeriggio una folla immensa si raduna in piazza San Pietro e Cardinale Traglia celebra la messa per un ammalato.

Alle 19:45 termina la messa e si odiano le parole del Vangelo, il Vangelo conclusivo, come si usava allora, che diceva così, venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. In Cristante Papa Giovanni muore? Ora andiamo alla sorgente del miracolo della sua vita. 28 ottobre 1958 venne eletto Papa un uomo di 77 anni si affaccia alla loggia della facciata della Basilica di San Pietro per la prima benedizione. Come consuetudine, ma resta abbagliato dai fari che illuminano a giorno.

Aggiorno la facciata, sente le voci ma non vede la gente che riempie la piazza. Fatto normalissimo, me col prodigio. Quando rientra? Dopo la benedizione, si ferma un istante ed esclama, non ho visto niente. Se voglio vedere i volti dei miei fratelli, devo tenere spenti i fari del mio orgoglio. Quanto umiltà in quest'uomo quanta Sapienza. E ricordo la mamma che spesso gli diceva Quando ero bambino attento, Angelino, attento l'orgoglio accieca. 29 ottobre.

1958. Dopo la prima notte da Papa, scrive così. Prima notte del mio pontificato. Ho passato la notte nell'appartamento del Segretario di Stato. Dormicchiando più che dormendo. Mi sono fatto chiamare Giovanni. O miei cari genitori, o mamma, o padre mio, o nonno Angelo o Dio Saverio dove siete? Ma chi vi trasse a tanto onore continuate a pregare per me. Notate il primo pensiero va ai genitori. Il fatto è molto significativo. 4 novembre 1958 udienza e

Bergamaschi e i veneziani. Nell'Aula delle benedizioni. Non vuole la sedia gestatoria. Ma poi l'accetta? Per difenderci dall'entusiasmo della gente mentre attraversava la folla benedicendo. Tu ti accorgono che il Papa sembrava che pensasse ad altro. Quando inizia a parlare dice. Vi debbo confidare che cosa mi è successo mentre i sediari mi portavano sulle spalle, mi sono rivisto bambino, quando mio padre mi portava sulle sue spalle.

E da quella torretta poteva ammirare i passaggio della processione e lo spettacolo della fede di Bergamaschi. Sono passati tanti anni, ora i figli portano il padre sulle spalle, ma tutti insieme andiamo incontro al signore. Cambiano le situazioni della vita, ma il cuore è sempre lo stesso, la fede è sempre quella. Papa Giovanni sempre legge Le nuove situazioni della vita alla luce della fede, la fede di sempre, lo ripeto, la fede di sempre. 9 novembre 1958 e

domenica? E Papa Giovanni, per la prima volta si affaccia alla finestra del suo appartamento e prega l'angelus con la gente. È stato lui ad iniziare questa bella consuetudine che continua ancora oggi.

Prima della preghiera Papa Giovanni dice questa preghiera, l'Angelus mi è tanto cara, ci tengo a dire che non l'ho imparata in parrocchia e neppure in seminario, ma l'ho imparata dalla vivavoce della mia mamma, la quale, appena suonava la campana del villaggio ad alta voce, diceva l'angelo del Signore portò l'annuncio a Maria e noi tutti rispondevamo in coro nella mia casa. La giornata cominciava così. Determinava. Con il Rosario? Gli inverno attorno al focolare. D'estate nell'aria.

Con il Rosario guidato da mio padre. Non avevamo niente. La la polenta quasi tutti i giorni le scarpe soltanto per le feste. Sennò abitualmente o scaccio con gli zoccoli eravamo tanto poveri. Qua la mia casa era piena di Dio. Ci pensate? Un figlio che può dire così? La mia casa era piena di Dio. E conclude, quanta nostalgia della mia povera casa, anche ora

che sono papà? L'anno successivo nella messa di Natale celebrata nella Cappella Paolina, parlando ai rappresentanti delle Nazioni, disse. In questa notte i miei auguri vogliono riprendere uno dei punti fondamentali della pace. E la solidità della famiglia. E questo servo dei servi di Dio che vi parla, si permette di aprirvi il cuore e di darvi una testimonianza personale che ben si accorda con la festa del Natale, festa della famiglia.

Il solo pensiero di quello che fu per me l'esempio dei miei umili genitori, la loro semplicità di vita, la loro saggezza cristiana, la mutua Concordia e la collaborazione domestica che si fecero regnare una famiglia che contava una trentina di persone. Questo fatto mi intenerisce e mi esalta e rianima in me la risoluzione di non cessare mai. Per quanto vivrò vi ringraziare Dio per aver avuto una famiglia così. Povera ma piena di Dio. 21 novembre 1962 sei mesi prima della sua morte.

Durante l'udienza nell'Aula de benedizioni, gli venne in mente un episodio della sua infanzia. Era il 21 novembre 1885 e tutti andavano a santuario della Madonna delle caneve. E anche Marianna Roncalli, la mamma del futuro papà. Si avvia con i figli sentite sono Teresa di sei anni, ancilla di 5 anni, Angelino, futuro papà di quattro anni, Saverio di due, Maria Lisa e di uno in braccio alla mamma e la donna ventottenne, era in attesa del sesto fiore che sboccerà.

Il 15 agosto 1886, rallentata dalla passa dei bambini, la donna arriva per ultimo. A distanza di 77 anni, il Papa ricorda nitidamente l'episodio e dice. Quando giunsi davanti alla chiesetta insieme alla mamma, non riuscendo ad entrarvi perché ricolma di fedeli, avevo una sola possibilità di scorgere l'effige della Madonna attraverso una delle finestre finestre laterali della porta d'ingresso, finestre piuttosto alte e con inferriata.

Fu allora che la mamma mi sollevo tra le sue braccia dicendomi, Guarda Angelino, guarda la Madonna come è bella, io ti ho consacrato tutto a lei. E mentre diceva queste parole si commosse profondamente, il primo ricordo della mia infanzia è un ricordo della Madonna e della mamma. La famiglia è stata la culla in cui si è formata la personalità di Giovanni Ventitreesimo. Il primo messaggio che la guida ci consegna proprio questo. L'importanza decisiva della famiglia. Il 26 novembre 1930.

Entrato nel cinquantesimo anno di vita, scrive ai genitori e dice così, da quando sono uscito di casa, verso i 10 anni, ho letto molti libri e ho imparato molte cose che voi non potevate insegnarmi. Ma quelle poche cose che ho appreso da voi sono ancora le più importanti e sorreggono e danno calore alle molte altre apprese in seguito in tanti anni di studio e di insegnamento. E nel Diario annota. L'educazione che lascia le tracce più profonde è sempre quella che si riceve in famiglia.

Io ho dimenticato molto di ciò che ho letto sui libri. Ma ricordo ancora benissimo quello che ho appreso dai miei genitori. Per questo non cessò di amare sotto il Monte e godo di tornarvi ogni anno. Ambiente semplice ma pieno di buoni principi, di profondi ricordi, gli insegnamenti preziosi potesse ogni figlio dire la stessa cosa riguardo alla propria famiglia. Permettetemi di dirlo, oggi, purtroppo non è così.

Massimo d'argenio acutamente ha osservato siamo fatti tutti di una stoffa nella quale le prime pieghe restano per sempre. Quelle pieghe si ricevono in famiglia. E oggi? Quali pieghe si ricevono in famiglia? Provate a pensarci. Quali pieghe? Fino dostoevsky. Ha detto, educare significa lasciare buoni ricordi ai figli e questi buoni ricordi, al momento opportuno, si accenderanno come lampade e illumineranno il cammino. Quali ricordi portano con sé tanti figli di oggi?

Con le famiglie divise e lacerate. Quali ricordi portano? A titolo di testimonianza vi confido lo sfogo di un figlio al quale è mancato il colore e la luce di una vera famiglia. Un giovane detenuto durante una visita al carcere di Regina Coeli, in occasione del Natale del 1971, gli consegnò un foglio che ancora conservo, nel quale aveva sfogato la pena della sua anima. Diceva così. Tra pochi giorni a Natale.

È la festa della famiglia, ma non è la mia festa perché io non ho famiglia e non ho mai avuto una famiglia. Sono figlio. Di una donna di strada e non conosco mio padre, talvolta mi sembra di essere nato senza genitori. E chi sono io non riesco a trovare neppure le poche parole che riempiono la carta d'identità. Signore, a volte dubito anche di te, del cielo di tutto mi dà fastidio sperare perché mi sembra. Un atto vile e indegno dell'ingiustizia che sto soffrendo.

Talvolta urlo e invoco ciò che la vita mi ha tolto e violentemente e vorrei come un pazzo correre per le strade, almeno per vedere le mamme, vorrei incantarmi guardandole mentre bacio in loro figli, poi guardare i figli per intuire cosa provano in quei momenti che io non proverò mai. Ho bisogno di una mamma conclude di una carezza, di un dolce voce

che mi chiami figli. O signore, ascolta il mio pianto, tu hai avuto la fortuna di avere anche una mamma, una mamma fatta su misura per te. A me mi bastava una qualsiasi, una modesta, povera, semplice, ma per me no, neanche così. E termina. Mamma, mamma del Signore, mi vuoi bene, almeno tu? Anche se sono un pezzente mamma di Gesù. Se dici di sì, baciami questa sera quando mi addormenterò e portami in cielo con te, fallo tranquillamente, non danneggerà nessuno e nessuno piangerà

perché io non esisto. Impressionanti parole. L'anno successivo. Questo è giovane, si è suicidato impiccandosi. Nella famiglia di Papa Giovanni questa sofferenza non sarebbe mai stata possibile. Entriamo nel santuario della sua anima. Ora qua si butta di piedi, cerchiamo di entrare nel santuario interiore di Giovanni ventitreesimo il 28 ottobre 1958, Angelo Giuseppe Roncalli venne eletto Papa. Sarò stupore di tutti e i giornali parlano di un Papa di

transizione perché era vecchio. Papa Giovanni legge giornali e sorridendo esclama. Sono un Papa di transizione e perché non siamo tutti di transizione. Finché signore vuole, io sono qui e dono tutto me stesso. E così fece. Arriva più buon Natale il Papa confida al Segretario. Sentite la mia mamma in occasione del Natale faceva sempre un'opera di misericordia. Io andrò a trovare i bambini dell'ospedale Bambino Gesù. Grandi emozioni tra il personale tre genitori e i bambini.

Nella corsia Papa Giovanni nota un bambino che non si era allontanato dal suo lettino. Papa Giovanni si avvicina, il bambino sente la vicinanza del Papa e allunga la mano per toccarlo e dice, sei il Papa, ma io non ti vedo perché sono cieco. Papa Giovanni. Di domanda, e come ti chiami? Il bambino risponde, mi chiamo Carmine. Papa Giovanni abbassa gli occhi ed esclama Carmine, siamo tutti un po ciechi e accarezza il

bambino. Papa Giovanni sapeva leggere ogni fatto con la semplicità della fede, La fede dei semplici. 26 dicembre 1958 visite ai carcerati di Regina Coeli. Allontana il testo scritto, già preparato e confidenzialmente dice, Quando ero bambino. Ho un mio parente fu messo in carcere perché era andato a caccia senza licenza. Quanta sofferenza della mia famiglia. Quindi vi capisco, però ora è necessario ricostruire, ricostruire la vita, ricostruire

il cuore. E conclude, ho messo il mio cuore accanto al vostro cuore quando scrivete a casa, dite alle vostre mamme, alle vostre mogli e i vostri figli, i papà vi saluta, vi saluta con affetto. Che delicatezza. Un detenuto improvvisamente rompe il cordone di sicurezza, si getta ai piedi del Papa ed esclama Papa Giovanni, io sono un delinquente. C'è speranza anche per me. Papa Giovanni si China e lo abbraccia e gli sussurra, c'è speranza per tutti?

Tornando in Vaticano, in macchina confida Segretario caro Don Loris, queste sono le vere gioie del Papa e queste sono le gioie di ogni cristiano. 11 Aprile 1959 una bambina di colomba City affetta da una grave forma di leucemia, esprime desiderio di essere ricevuta dal Papa. Il Nunzio comunica al Papa e il desiderio della bambina e il Papa riceve con tutti gli onori. Parlarono a lungo più con gli occhi, con le parole fa Giovanni non conosceva l'inglese?

Al termine dell'udienza il Papa la accompagna alla soglia dell'appartamento, come accade per i grandi personaggi. E le sussurra, Caterina, prega per me. La bambina morirà dopo poche settimane. Episodi come questo si moltiplicano e diventano i Fioretti di Papa Giovanni e danno un profumo particolare al suo pontificato, anzi, danno un fascino particolare che lo fa entrare nel cuore di tutti. Arriva il 25 gennaio 1959.

Con un coraggio impressionante, comunica la decisione di indire un Concilio ecumenico e avvia la preparazione, tra stupore di tutti e Di Resta sereno, abbandonato nelle braccia della Provvidenza che non va mai a dormire, ripeteva spesso la

Provvidenza non va mai a dormire. 11 ottobre 1962 inaugura il Concilio e pronuncia memorabile discorso che inizia così, Mater Ecclesia gioisce la madre chiesa e da subito una chiara indicazione di metodo e dice, sulla soglia del Concilio ecumenico ci si presenta fulgida come non mai nel suo valore perenne, la verità del Signore. E lo sottolinea la verità del Signore albeggiare di un'epoca nuova.

Vede sorgere nuove opinioni che escludono le antiche, nascono nuovi errori che presto si dileguano come nebbia al sole. A tali errori sembra la Chiesa si è opposta, spesso li ha condannati anche con severità e fermezza. Ma ora la sposa di Cristo si compiace di offrire la medicina della misericordia piuttosto che impugnare le armi della

severità. Non con le condanne ma con un dono più copioso della sua varia dottrina, pensa di venire incontro ai bisogni di oggi con un dono più copioso della sua valida dottrina. Giovanni voleva soltanto che Concilio trovasse un linguaggio adatto per poter presentare all'uomo di oggi la bellezza del Vangelo di sempre. Madre Teresa di Calcutta, diceva, Il bene e bene perché fa bene. E il male e male perché fa male. Così pensava anche Papa Giovanni. Arriva la sera dell'undici ottobre 1962.

I papà già ammalato e stanco e non vuole affacciarsi. Ma scosta la tenda della finestra. Per vedere la piaccia e vede che è piena di gente piena di fiaccole. Allora decide se si affaccia e

improvvisa. Memorabile discorso che è diventato una perla preziosa della storia recente dice Cari figlioli, sento le vostre voci, la mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero, si direbbe che perfino la Luna si è affrettata stasera a guardarci, guardatela su in alto si è affacciata per guardare questo spettacolo. La folla applaude, presa da un improvviso entusiasmo. il Papa

continua. Chiudiamo una grande giornata di pace, si di pace, gloria a Dio e pace agli uomini di buona volontà. Ripetiamo spesso questo augurio è mia persona, non conta niente, è un fratello che parla, parla a voi, diventato padre e per volontà di nostro signore. Continuiamo a volerci bene, a volerci bene così. Piace San Pietro è illuminata da oltre 40.000 Fiaccole. Le parole del Papa. Scendono nei cuori di tutti e li

riempiono di una gioia incontenibile. il Papa conclude tornando a casa stasera troverete i bambini, date una carezza ai vostri bambini e dite, questa è una carezza del Papa, troverete qualche lacrima da asciugare? Fate qualcosa. Dite una parola buona. Asciugate una lacrima. Queste parole commuovono la folla, ognuno rivede la propria casa, i propri bambini, i propri cari ed anche qualche lacrima da asciugare. Papa Giovanni ha fatto sentire a tutti il fascino della bontà,

non è una piccola cosa. 22 ottobre 1962 il mondo e con il fiato sospeso, una flotta di navi sovietiche carica di missili a testata nucleare per decisione di Nikita Krusciov Marcia verso Cuba. Il Presidente degli Stati Uniti, sono Kennedy è pronto a reagire a questa provocazione potrebbe scoppiare la terza guerra mondiale, che certamente sarebbe

stata una guerra atomica. Papa Giovanni non ha un momento di eccitazione, si mette in mezzo alle due grandi potenze e dopo una notte di febbrili, febbrili e costanti contatti. Washington, Mosca, Vaticano. Annuncia la pace fatta. Tutto il mondo leva un sospiro di sollievo. Poco dopo gli viene consegnato il premio Balzan per la pace. Papa Giovanni ringrazia e dice. Grazie, ma io spero di sentirmi dire da Gesù. Beati sono gli operatori di

pace. Il 1 Aprile. Due mesi prima della sua morte pubblica l'enciclica pacem in Terris, che è quasi un testamento. John Kennedy esclama, questa enciclica mi rende fiero di essere cattolico. 3 giugno 1963. Pronuncia le parole, Signore, tu sai che io ti amo. E poi muore santamente. Quella sera, notato un giovane studente di Milano, prende carta e penna e scrive al Segretario del Papa, scrive così. Padre, sono uno studente operaio di 21 anni.

Non ho dimestichezza coi preti e poco mi interessa la Chiesa. Giorni scorsi mi infastidiva il fatto che mia madre, se sarà ascoltare la radio. Cercavo le notizie sulla salute del Papa, non capivo questo dolore per un vecchio che moriva tanto io pensavo che è morto un Papa, se ne fa un'altro. Ma senta, cosa mi è successo stasera?

Tutto dal lavoro, stanco e desideroso di distrarmi, mentre mi accingo a parcheggiare la mia utilitaria, vedo che in un'altra poco distante, un mio coetaneo se ne sta con la testa abbandonata sul volante, sospettando un malore. Ha poi riscatto lo sportello. Non è svenuto ma piange. La radiolina accesa trasmette la notizia della morte del Papa. Il ragazzo si volta verso di me, mi guarda, scende dalla macchina, mi tende le mani e balbetta, è morto come se

dicesse, è morto mio padre. Ci stringiamo la mano. E basta, due estranei. In quel momento si sentono fratelli. Mi sono trovato con gli occhi pieni di lacrime, senza sapere perché. Rientro in casa sotto il peso di un'angoscia che mi serra la gola i miei dimentichi della scena, sono attaccati al televisore, mia madre al vedermi emozionato stenta a credere. Mentre io, riflettendoci nei suoi occhi, provo la strana sensazione di essere diventato bambino.

E di essere diventato orfano. Lei capisce, mi spinge a fare le sue braccia. Una mamma comprende tante cose, mi legge nell'animo un misto di sentimenti, inesplicabili sofferenza e rimorso, bisogni, confidenza e tenerezza. E conclude padre il giovane che non crede ai preti, che va raramente ammessa stasera bisognoso di perdono, si è confessato a lei per poter lavorare anch'io alla costruzione di un mondo migliore, un mondo più buono.

Voleva lui, Papa Giovanni. Che era al pari di me, figlio di povera gente, sono poco poco praticante. È vero? Ma nel fondo mi sento cristiano e questo a morte. Mi richiama la vita. Adesso lo so, lo capisco Papa Giovanni, senza che me ne accorgessi, mi era entrato nel cuore. Giancarlo Zizola alcuni anni fa, mentre scriveva Una biografia di Papa Giovanni, si è fermato commosso ed ha esclamato, se esistito Papa Giovanni, Dio c'è. La bontà a questo potere.

La stessa cosa si poteva dire di Madre Teresa di Calcutta. Pensate nel 1991. Il 27 maggio Maria Teresa venne a Massa marittima, dove era vescovo da per un anno con mia grande sorpresa mi comunicò alla decisione di aprire a Piombino una casa per le suore contemplative missionarie della carità e mi disse. Pregheranno davanti a Gesù nel tabernacolo. E così si diffonderà attorno la

luce della bontà. Ci vogliono cuori puri per accogliere l'amore, cuori puri, ricordalo la massa marittima in elicottero andammo all'isola d'Elba per un secondo incontro di preghiera durante il tragitto io Indicavo Maria Teresa dall'Alto i vari luoghi della Costa Tirrenica. Lei invece lanciava delle Ave Maria e Pregava per la gente a uncerto.in elicottero un uomo che ci accompagnava nel volo cadde in ginocchio. Accanto a me lo vedo ancora e

con voce tremante e mi disse. Padre, io non so cosa mi sta accadendo, mi sembra che Dio. Mi stia guardando attraverso gli occhi di quella donna e indico Maria Teresa. Dice Maria Teresa, le parole appena ascoltate. Bene Teresa con tranquillità rispose. Gli dica che Dio lo sta guardando da tanto tempo, lui prima non se ne accorgeva. Conservi un cuore umile, puro e così vedrà sempre lo sguardo di Dio.

È rivolto all'uomo, gli cinse la mano con affetto e gli consegnò alcune medagliette della Madonna. Sembravano bassi. Che portavano il profumo dell'amore di Dio. Esattamente come Papa Giovanni. Così dovremmo essere anche noi, allora diffonderemo attorno a noi il profumo di Gesù con tanta gioia nel cuore, la gioia che soltanto Gesù può dare. Soltanto Gesù può dare. E molti allora ci diranno, Fammi conoscere Gesù.

Fammi conoscere Gesù. Deciderò a concludere con una preghiera, una preghiera a Papa Giovanni. Caro Papa Giovanni. La tua persona semplice e mite profumava di Dio. E accendeva nel cuore il desiderio della bontà. Tu parlavi spesso della bellezza della famiglia. Raccolta attorno alla mensa per condividere il pane e la fede, prega per noi affinché vere famiglie tornino ad abitare le nostre case.

Tu a larghe mani hai seminato la speranza e ci hai educato a sentire il passo di Dio che prepara una nuova umanità. Aiutaci ad avere un sano ottimismo per vincere il male con il bene. Togli amato il mondo con le sue luci e le sue ombre. Creduto che la pace è possibile, aiutaci ad essere strumenti di pace nelle case, nelle piazze.

Tu con paterna dolcezza hai consegnato una carezza per tutti i bambini, così hai commosso il mondo e ci hai ricordato che le mani ci sono state donate non per colpire. Ma per abbracciare e asciugare le lacrime. Prega per noi. Affinché non ci limitiamo a piangere il buio. Ma accendiamo una luce con la nostra bontà, portando dovunque Gesù e invocando sempre Maria Amen, sia lodato Gesù Cristo.

Transcript source: Provided by creator in RSS feed: download file
For the best experience, listen in Metacast app for iOS or Android