195: Lingue mancine. - podcast episode cover
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Summary

Matteo e Raffaele discutono delle differenze culturali nella percezione del clima e dell'importanza di imparare nuove lingue. Approfondiscono l'impatto del colonialismo linguistico e la necessità di proteggere le lingue indigene, con Raffaele che condivide la sua esperienza personale con l'Afrikaans. L'episodio prosegue con una visita virtuale al Teatro della Concordia, il teatro all'italiana più piccolo del mondo in Umbria. Si conclude con un'analisi delle origini, delle connotazioni negative e del legame con la creatività del termine 'mancino'.

Episode description

Partiamo da un articolo che ha colpito Matteo, per arrivare poi ad un "lo sapevi" che poi ci porta a parlare della lingua italiana, e della nascita di termini che adesso hanno "fortunatamente" perso alcuni dei loro significati.
Pronti? Mettetevi comodi, stiamo per partire.

Trascrizione interattiva e Vocab Helper Note dell'episodio

Walk Through our Neighborhood in Slow Italian - https://www.youtube.com/watch?v=eQgM57aXm_o

Le lingue! Oggi parliamo delle lingue, come sono state "usate" e come possiamo usarle noi, per unire un po' tutti.
Matteo e Raffaele parlano delle lingue seguendo lo spunto di questo articolo:

https://www.internazionale.it/magazine/ngugi-wa-thiong-o/2025/10/23/contro-il-colonialismo-della-lingua

Dopo tutte queste lingue, ci rituffiamo nell'italiano e nell'Italia. Questa volta vi portiamo in provincia di Perugia. A Monte Castello di Vibio, dove c'e' il teatro piu' piccolo del mondo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_della_Concordia_(Monte_Castello_di_Vibio)

Ed ecco il link al sito di cui parla Matteo per vedere il teatro
https://www.teatropiccolo.it/concordia/

Concludiamo con un "lo sapevi". Ma non possiamo scrivere cosa, altrimenti... che lo sapevi e'?!

Trascrizione

Raffaele:
[0:23] Buongiorno Matteo! (Buongiorno, come va?) Tutto bene. Appena abbiamo cominciato la puntata è uscito un raggio di sole, se n'è appena andato via.

Matteo:
[0:35] No! Quindi che cos'è, è una giornata nuvolosa a Napoli?

Raffaele:
[0:42] Sì, parzialmente nuvolosa, non è di quelle giornate grigie in cui sai che non vedrai il sole per tutto il giorno. Ma è il sole che entra ed esce, direi abbastanza tipica di una giornata della, forse, seconda metà di ottobre, anche se siamo nel bel mezzo di novembre.

...

Transcript

Intro / Opening

Pronto. Pronto. Sí, qui és? Desbloqueja un record i vinc. Alí, aló!

Buongiorno Matteo! (Buongiorno, come va?) Tutto bene. Appena abbiamo cominciato la puntata è uscito un raggio di sole, se n'è appena andato via.

Nooo!

No! Quindi che cos'è, è una giornata nuvolosa a Napoli?

Quindi che cos'è? Diciamo, è una giornata nuvolosa a Napoli? Sì, parzialmente nuvolosa, non è di quelle giornate grigie in cui sai che non vedrai il sole per tutto il giorno.

Sì, parzialmente nuvolosa, non è di quelle giornate grigie in cui sai che non vedrai il sole per tutto il giorno. Ma è il sole che entra ed esce, direi abbastanza tipica di una giornata della, forse, seconda metà di ottobre, anche se siamo nel bel mezzo di novembre.

Ma è il sole che entra ed esce, come diciamo. Direi abbastanza tipica di una giornata della forse seconda metà di ottobre, anche se siamo nel bel mezzo di novembre. Beh, questa è una cosa velocemente prima di partire, ma ieri sono uscito con... Due non italiani, Katie e il nostro amico francese, Cedric, che parla italiano come Katie e vive da tanto qui. Io ero con maglione di lana, giacca, loro erano con maglietta e giacchetta.

A un certo punto hanno detto anche, beh, forse vado a mettere una cosa un po' più pesante per il pomeriggio. E io ho ricordato entrambi che va bene che siamo in Italia, però è sempre novembre. Eh sì, sì, però... sono differenze culturali che si notano per noi è tempo da giubbino magari anche pesante ma conti fatti fanno tra i 15 e i 20 gradi che gli vuoi dire a Katie e a Cedric

Beh, che in realtà ce n'erano dieci. Ah, ok. C'è una differenza, c'è una differenza. Sono differenze culturali, no? Le culture in giro per il mondo, le lingue in giro per il mondo creano queste differenze. Tema della settimana. Che ne pensi se invitiamo qualche volta anche Cedric al podcast? Volentieri, potremmo sicuramente ascoltare la sua esperienza.

Probabilmente dovremmo organizzare una sessione di registrazione più work friendly. Serale? Eh, probabilmente. Vediamo, può essere anche che... oppure, boh, fine settimana, non lo so. vediamo vediamo magari gli chiediamo magari gli chiediamo dell'articolo che hai letto questa settimana

è interessante anche perché venendo dalla Francia già è un po' diversa dalla questione italiana ma perché di cosa parlo? parlo di un articolo che ho letto in un giornale che raccoglie una serie di articoli che vengono da tutto il mondo questo articolo è scritto da E qui mi dispiace tantissimo, però veramente non ho assolutamente idea di come pronunciare questo nome. Potrebbe essere Gugiwa Tiongo. Così, ci ho provato, è uno scrittore e drammaturgo keniano.

che ha scritto questo interessantissimo articolo e saggio in realtà da cui è stato tratto l'articolo contro il colonialismo della lingua che parla di come la lingua sia stata usata durante l'epoca del colonialismo come anche come arma per tenere a bada diciamo le culture colonizzate e far sì che tutto si formasse attorno alla cultura colonizzante.

articolo leggero hai letto leggerissimo fine settimana di quelli proprio leggeri e in effetti questa cosa è importante tenerla a mente ma è anche importante tenere a mente l'opposto ovvero tutto quello che stiamo facendo noi e tutti i nostri studenti adesso ovvero c'è un

qualche anno ormai che in gran parte del mondo la tendenza non è parlare una sola lingua ma imparare quante più lingue possibile nel limite del dato tempo che abbiamo e dalla voglia che abbiamo mamma mia Matteo hai scoperchiato il vaso di Pandora

perché già solo parlare di colonialismo è chiaramente una fase storica buia ma che ha reso il mondo quello che è oggi nel bene e nel male e ci sarebbe da discuterne per ore e ore e ore e poi se andiamo nel colonialismo linguistico se vogliamo chiamarlo così entri nel mio campo preferito ma forse è uno dei miei argomenti meno preferiti perché perché secondo me poi mi dici insomma il tuo punto di vista io amo le lingue in quanto tali

come dire, separate dal contesto politico che le ha portate in giro per il mondo. Ho amato imparare l'inglese, ho amato imparare lo spagnolo.

indipendentemente da quello che è la storia coloniale degli imperi che hanno portato queste lingue in giro per il mondo mi piacerebbe dire una frase forse fatta ovvero che le lingue non andrebbero mai politicizzate ma la realtà è che non puoi in realtà separare le due cose no e no sicuramente è impossibile però puoi fare Puoi metterti tu dall'altro lato, vuoi usare la lingua come mezzo di comunicazione e di, come dire, esportazione della, no dell'esportazione, di...

riappropriazione della cultura da chi le parla per esempio va benissimo lo spagnolo l'inglese lo sappiamo molto di più di altre lingue ma come fai tu per esempio non ti sei fermato a quelle lingue ma sei andato ben oltre e di solito come ci hai raccontato anche quando sei andato a Malta e come ci racconterai in futuro per tutte le altre o anche quando sei andato in Grecia comunque tendi a

cercare di, se non conosci già la lingua del posto dove vai, cerchi di comunque fartene un'idea. Sì. che è la cosa migliore perché se inizi a anche solo dire ciao, come stai, buongiorno, buonasera nella lingua, l'approccio che hai poi alla cultura è... le possibilità che avrai di scoprire nuove cose di una cultura nuova sono molto più alte rispetto a... semplicemente entrare in un posto e cercare in tutti i modi di comunicare solo e unicamente con una lingua

certo certo questo vale sempre quando andiamo all'estero e ha un peso ancora più importante maggiore quando andiamo in posti che hanno subito questo fenomeno e quindi in cui la lingua locale è stata un po' oppressa, usiamo questo termine, da una lingua non autoctona, non locale. Ad esempio, ci sono dei problemi però con questo, nel senso che mi viene in mente il Brasile. Vai in Brasile, dici, studio il portoghese per andare a parlare in Brasile, così visito il Brasile.

Parlo in portoghese e brasiliano. La realtà è poi che quando vai lì ci sono una serie di lingue indigene. che sono molto poco conosciute, che sono molto poco studiate e quindi per fare queste operazioni di cui parli uno dovrebbe andare oltre il discorso dell'utilità pratica. e quindi dire ok so che magari non mi servirà però voglio fare un approfondimento culturale sulle lingue indigene del Brasile in questo caso e scoprire non necessariamente imparare la lingua ma scoprire

Quali sono le lingue locali? Come funzionano? Che legami hanno? Che influenze hanno avuto? Qual è lo stato di conservazione, tra virgolette, oggi per tenerla in vita? abbiamo questo obbligo di prendere le lingue che sono più in pericolo e proteggerle affinché sopravvivano. La diversità anche linguistica è ricchezza e quindi dobbiamo salvaguardare questa ricchezza. Sì, però ovviamente ci sono dei limiti nel senso.

Questo è il best of the best, il meglio che si può fare per rispettare le culture. Detto ciò ovviamente... Ci sono, diciamo, se già si arriva in Brasile e si parla portoghese, già si è fatto un passo adesso la cultura che c'è lì, perché in portoghese... Il portoghese è stata la lingua che ormai per centinaia di anni ha disegnato la cultura che c'è in Brasile, quindi se si entra in Brasile parlando portoghese già si è a posto.

Certo, tra l'altro il portoghese brasiliano è diverso dal portoghese del portogallo e queste differenze sono dovute proprio alla storia, al mescolarsi di lingue locali. Quindi...

Studiare anche queste differenze è già un primo approfondimento verso le lingue precoloniali, tra virgolette. Però Matteo, in realtà io ho un collegamento molto diretto con la tematica che mi hai portato oggi ed è un'esperienza mia di apprendimento linguistico di cui forse non so se utilizzare la parola mi pento però non so se tornando indietro se fare la stessa scelta

Ah, interessante. Perché ti parlo della mia scelta all'epoca di imparare l'Afrikaans. Ah. Allora l'Afrikaans è una delle lingue ufficiali del Sudafrica tra gli altri, anche suppongo in Namibia se non ricordo male. Che lingua è fondamentalmente? È la lingua di base olandese trapiantata in Sudafrica durante il periodo coloniale, ok?

e che poi si è evoluta in maniera parallela, diversa dall'olandese. Quindi una volta era vista soltanto come l'olandese di città del capo, poi è stato riconosciuto come lingua a parte. E io l'ho studiata perché era, uno, una lingua africana, tecnicamente. Due, perché era molto facile da imparare se conosci già l'olandese. e io ho studiato anche l'olandese. Queste però sono delle ragioni per studiare una lingua totalmente sbagliate.

Non sapevo molto della storia del Sudafrica e devo dire che durante lo studio dell'Afrikaans me la sono approfondita e, come dire, mi sono quasi pentito perché a conti fatti è la lingua... colonizzante ok la lingua presa dall'olanda dall'europa portata in africa della lingua dei colonizzatori mentre la del sud africa è un mosaico di lingue

E l'Africa è solo l'ultima arrivata. E quindi che hai fatto? Hai continuato a studiare? Hai interrotto? Hai provato a cercare altre lingue? Diciamo mi sono per certi versi disinnamorato.

dell'Afrikaans per ragioni culturali e anche il mio percorso con l'Afrikaans si è fermato per motivi naturali nel senso che ripeto quando impari qualcosa per motivi sbagliati dopo un po' la motivazione viene meno e quindi l'ho lasciata perdere come ho lasciato perdere altre lingue a cui mi sono affacciato ma che non ho studiato per davvero ed c'è stata anche la complicità del fatto che è difficile trovare delle fonti

del materiale per studenti in Afrikaans trovi o i propri corsi base o il materiale per nativi e quindi questo complesso di situazioni ha fatto sì che io avessi detto ok è stato interessante studiare l'africanza però andiamo oltre ci sarebbe da parlare dell'argomento e anche del ruolo dell'italiano in giro per il mondo per ore penso che se non cambiamo subito sezione questa puntata potrebbe durare quattro ore e mezza hai ragione e allora niente ci porti

A teatro va. In giro per l'Italia. Facciamo una serata a teatro in cui parliamo dell'italiano come lingua coloniale? Vai. no dai non so quante persone verrebbero forse meno di 99 persone addirittura non riusciamo nemmeno a riempire il teatro più piccolo del mundo. Eh sì, il teatro all'italiana più piccolo del mondo, perché questa precisazione è importante perché teatri piccoli, come dire, uno può aprire un teatro tecnicamente in qualsiasi stanza del mondo.

Metti due sedie, metti un mezzo palco e hai un teatro. Però teatro all'italiana, quindi parliamo con palcoscenico, sipario, platea... palchetti soffitto forma a ferro di cavallo quindi un teatro all'italiana e il teatro all'italiana più piccolo al mondo si trova in italia e si trova in particolare in Umbria, nella provincia di Perugia, in una cittadina che si chiama Monte Castello di Bibio.

Adesso Monte Castello di Vibbio fa in particolare, fa nello specifico circa 1400 abitanti. Quindi secondo te potevano mai fare un teatro da 1400 posti? Dici troppo.

Tutta la cittadina dovrebbe andare contemporaneamente al teatro per riempirlo, però si sono superati nel 1808, quindi ispirati dai... dagli ideali francesi in piena epoca post rivoluzione francese dei cittadini del luogo hanno messo insieme l'idea e poi l'hanno messa anche in pratica, di costruire un teatro chiamato della Concordia, proprio ispirato agli ideali della rivoluzione, libertà e guaianza e fratellanza.

e parliamo di un teatro che ha 99 posti totali di cui 37 in platea quindi siamo davanti al palcoscenico e 62 nei vari palchetti. Ci sono due piani di palchetti, così vedo la foto e conto grossomodo 10 palchetti per piano. quindi 20 palchetti 62 posti totali 3 posti a palchetto più o meno e non finiscono qui le particolarità perché questo teatro è affrescato Ed è stato affrescato dal figlio di uno degli architetti che hanno lavorato al teatro.

il papà si chiamava Cesare Agretti, il figlio Luigi Agretti, che si è dedicato agli affreschi di questo teatro quando aveva soltanto 15 anni. tu cosa facevi a 15 anni sicuramente non affrescavo teatri ma al massimo affrescavo camera mia con scarabocchi però è un teatro molto particolare pensa che Ho visto anche un servizio televisivo di una trasmissione che si chiama Voyager che parla di questo teatro in cui il presentatore Roberto Giacobbo conta i passi che separano la parete del teatro.

dal palcoscenico e sono sei passi infatti per quanto è piccolo sei passi fantastico insomma è un po' un invito no? è una piccola chicca ed è un invito a andare a teatro innanzitutto Ma non necessariamente andare ai soliti teatri, alla Scala, al San Carlo, alla Fenice di cui abbiamo parlato recentemente, nelle grandi città, ma andarsi a cercare questi posti piccolini speciali che rendono... sono i posti unici all'Italia, un paese fantastico.

Veramente molto molto interessante, ovviamente il link al sito web del teatro sarà nelle show notes così potete anche voi vedere. e sbirciare ma la cosa che consigliamo è andare e vedere con occhi e toccare con mano assolutamente ti chiudo la sezione dicendoti Che questo teatro ha un motto e il motto è la civiltà non si misura né a metri quadri né a cubatura. Fantastico. eccezionale ma ci sono i posti per i mancini pezzo di sì lo sapevi?

perché questa discriminazione contro i mancini all'improvviso Matteo io no anzi io chiedevo per me ma perché sei mancino eh sì sono mancino wow ecco vedi continuo a scoprire cose del nostro Matteo dopo tre anni e passa di podcast e dopo non so quanti di conoscenza sei mancino sono mancino uso la sinistra quasi per tutto quante cose ci sono da dire su questo dall'esperienza personale

tua che mi racconti come è crescere come mancino in Italia una volta addirittura a scuola ti costringevano a scrivere con la destra anche se eri mancino e quindi c'è chi scrive con la destra ma fa tutto il resto con la sinistra mi racconti la tua esperienza però volevo fare un attimo una piccola finestrella sulla lingua italiana e l'uso della parola mancino perché in italiano ma anche in altre lingue Sono tutte parole legate ad accezioni negative. Sinistro come aggettivo è un aggettivo negativo.

Eh sì. Fare un tiro mancino a qualcuno vuol dire giocargli un brutto scherzo. Sono tutte cose negative. Sì. Purtroppo sì.

È una cosa che è così, in realtà, è così, diciamo, dentro la nostra lingua, la nostra cultura, che personalmente non ho mai collegato a... all'essere mancino cioè non ho mai collegato il negativo all'essere mancino in quanto uso della sinistra perché mi è sembrata sempre una cosa diciamo particolare e quindi più divertente meno banale certo innanzitutto è assolutamente naturale è una propensione motoria tra l'altro Uno degli esami all'università che ho studiato, antropologia, collegava

le parti del cervello, quindi parte destra e parte sinistra, invertite rispetto alla propensione ad utilizzare quella parte del corpo. Ok, quindi per esempio... chi utilizza più la parte sinistra del corpo vuol dire che ha un emisfero destro del cervello più sviluppato e se non ricordo male è quello che si accende quando facciamo Opere creative, qualcosa di creativo.

Invece quello sinistro è un po' più quello logico. Razionale. E quindi la scienza anche sembrerebbe confermare che in linea di massima i sinistri, i mancini, sono più creativi. e questa è una cosa che ravvedo sicuramente nel calcio alcuni o uno in particolare dei giocatori più forti della storia del calcio sono Mancini sono anche più imprevedibili due facciamo due dai messi e maradona così li butto lì anche mio fratello è mancino di piede quindi gioca a calcio ma calcia con il sinistro

Però quando è andato a scuola ha sempre scritto con la destra. Adesso non ricordo se c'è stato qualche forzatura, però scrive con la destra e calcia con il sinistro. E a te com'è andata? Sono simile, nel senso che dipende tanto dall'abitudine e dalle prime volte che fai una cosa se la differenza non è tanta. nel senso che io automaticamente sono mancino per esempio al computer io ho il mouse a sinistra scrivo con la sinistra però

Lo sport, quasi tutti gli sport a cui gioco. Ok, faccio. Come si dice in italiano? va bene entrambe fare sport giocare ad uno sport perfetto grazie io per esempio pallavolo schiaccio e batto con la destra interessante calcio è indifferente ma sono una schiappa quindi non è non è comprensibile in realtà non saprei dirti sei messo male con la destra e con la sinistra esatto

Adesso sto tirando con l'arco e nonostante il mio occhio predominante sia il sinistro, sto tirando come un destro. Capisco. Anche suonando io suono da destro. ah questo ti rende la vita facile quindi sei un mancino fino a un certo punto perché scrivi con la sinistra ma quasi tutto il resto lo fai con la destra oddio io per il suonare sono

Ma anche per gli sport, ma per il suonare soprattutto, sono contro il, ah questa è quella da Mancino, questa è quella adesso, perché tanto si suonano tutte e due le mani. Sì, ma una in maniera più forte e una in maniera più debole.

la posizione da destra della chitarra usi molto più forte la sinistra è vero hai assolutamente ragione anche lì quando ho cominciato a suonare la chitarra per me sarebbe stato uguale cominciare da un lato oppure l'altro questo si ritorna a quello che dicevi tu prima è una questione di abitudine però voglio chiudere il cerchio di nuovo

Tornando a quello che ti ho detto all'inizio, ovvero che nell'italiano, ma anche in altre lingue, c'è sempre la connotazione negativa, perché, come dire... percepita come la parte non naturale siccome la maggior parte delle persone usa la destra per una maggior parte dei compiti, usare l'altra viene percepita come meno naturale. E questa storia, la stessa parola mancino deriva dal latino, la parola è mancus.

che vuol dire monco, mutilato. Quindi si suppone che chi perdeva la mano destra in battaglia o in altre situazioni... Doveva cominciare ad utilizzare la sinistra per forza e quindi, perché era monco, non era perché scriveva con la sinistra, ma perché era monco, gli mancava, mancino, mancare.

la mano destra ok e questa cosa qui è rimasta come connotazione negativa diciamo già in antichità e questo ti spiega un po insomma tutto tutto il resto no ancora oggi è utilizzato come espressione di qualcosa di diverso non conforme non naturale alla fine parliamo di soltanto una propensione ad utilizzare una mano piuttosto che l'altra si è persa

come dire il legame con l'antichità però le parole tradiscono radici antiche bello non bellissimo per i mancini ma interessante e bello eh sì però spiega perché ancora oggi si dice mancino, tiro mancino, no? Oppure è un segno premonitore sinistro.

Perché quello che veniva da destra era considerato positivo e quello che veniva da sinistra era considerato negativo. Fortunatamente non abitiamo più nell'antichità, anche se le lingue... abbiamo cominciato con le lingue e chiudiamo con la lingua tradiscono sempre significati più profondi fortunatamente spesso questi significati come dire cambiano e vengono superati bene A questo punto passerei alle curiosità, più curiosità sia della lingua che del mancinismo nella nostra...

nella nostra sala VIP sì andiamo ad approfondire un po' questi argomenti seguiteci ricordate che per farlo dovete essere membri della nostra comunità e in questo modo non solo avrete l'accesso alla super sala vip ma avrete anche la possibilità di sfruttare il super vocabel per che uno strumento che A schermo vi mostro ogni minuto le 10 parole più importanti con la traduzione e poi c'è la trascrizione di tutto l'episodio e la traduzione automatica in variabile. ci aspettiamo ciao ciao ciao

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