Allevamenti marini SOSTENIBILI: è possibile? | Intervista a Jacopo Borghese - podcast episode cover

Allevamenti marini SOSTENIBILI: è possibile? | Intervista a Jacopo Borghese

Feb 25, 202126 minSeason 6Ep. 13
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Episode description

ospite: Jacopo Borghese, dottorando presso Università del Salento

con Andrea Zazzera, Daniele Invernizzi, Gabriele Bindellini, Giulio Abramo

Sito del progetto REMEDIALIFE: https://remedialife.eu

Allevamenti marini sostenibili: è possibile?

RemediaLIFE  è un progetto congiunto di Università del Salento, Università degli Studi di Bari "Aldo Moro", e l'Istituto Ambientale Marino Costiero IAMC che si propone di mitigare in modo totalmente biologico gli impatti dell'acquacoltura.

Le acque e i rifiuti degli impianti di maricoltura costituiscono un problema per l’ecosistema circostante in quanto, trattandosi di gabbie localizzate in mare, non possono essere convogliati verso impianti di riciclaggio ed abbattimento come per quelli a terra. Nella maggior parte dei sistemi di allevamento ittico vengono scaricati, senza alcun trattamento, sottoprodotti metabolici, residui di mangime, materiale fecale e residui di composti profilattici e terapeutici che determinano in tal modo il deterioramento della qualità delle acque e la comparsa di malattie delle specie allevate, nonché possibili infezioni anche nell’uomo. I rischi maggiori derivano in particolare dal rilascio di xenobiotici ma anche di azoto e fosforo che determinano problemi di eutrofizzazione e di agenti patogeni come batteri, virus e protozoi. Le conseguenze dell’arricchimento organico sono evidenti non solo nella colonna d’acqua ma anche nei sedimenti che, in condizioni normali, ospitano una grandissima biodiversità.  Questi impatti ambientali negativi sono particolarmente evidenti in impianti produttivi situati vicino la costa, in aree confinate in cui è minore l’effetto diluente delle circolazioni marine.  Negli ultimi anni una quota cospicua della ricerca è stata volta alla realizzazione di “Sistemi di acquacoltura integrata multitrofica” (IMTA) una tecnica che, come riportato anche nel recente rapporto della CE “Science for Environment Policy. FUTURE BRIEF: Sustainable Aquaculture” (2015), rappresenta uno dei principali strumenti per armonizzare lo sviluppo del settore dell’acquacoltura, in crescita, con il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale definiti dalla CE.  Nel presente progetto si vuole dimostrare che la tecnologia IMTA può essere applicata in aree costiere confinate con profondità ridotte e molto più vulnerabili all’azione impattante dell’acquacoltura (aumento del tasso di sedimentazione, incremento della concentrazione dei nutrienti, presenza di sostanze inquinanti).  Il sistema proposto prevede per la prima volta a livello europeo l’utilizzo, in modo combinato di organismi biorisanatori quali POLICHETI e PORIFERI oltre ai MITILI e alla MACROALGHE più comunemente utilizzati, che presentano un’elevata tolleranza alle condizioni di stress ambientale e con una maggiore efficacia nel biorisanamento, già dimostrata durante precedenti ricerche scientifiche. Ad ogni ciclo produttivo oltre all’allevamento delle specie ittiche e la produzione di militi, si prevede la raccolta di ingenti quantità di policheti, poriferi e macroalghe per la produzione di: esche, invertebrati ornamentali, mangimi per specie ittiche, fertilizzanti e raw material per l’estrazione di composti bioattivi utili in farmaceutica e cosmetica.


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